Meccanica agraria
Grandezze fisiche
Per grandezza fisica s’intende una qualsiasi entità misurabile, caratterizzata da uno specifico
valore numerico in relazione all’unità di misura scelta.
Si distinguono grandezze fisiche:
1) Scalarià Rappresentate da numero e unità di misura (valore numerico, cm, m..).
2) VettorialiàRappresentate da direzione e verso.
Esempio: Moto del trattore a 4km/h (grandezza scalare) che va in direzione nord (grandezza
vettoriale).
3) Adimensionalià Caratterizzate dal solo valore numerico (angolo, coeff. Aderenza…).
Sono grandezze fisiche quindi le entità misurabili.
Sistema internazionale (SI)
Sistema usato come riferimento in tutto il mondo, le grandezze meccaniche fondamentali
sono: Lunghezzaà m.
• Tempoà s.
• Massaà Kg, nel sistema pratico Kgf.
•
Le altre grandezze fondamentali:
Temperaturaà K.
• Intensità di correnteà A.
• Intensità luminosaà cd (Candela).
• Quantità di sostanzaà mol.
•
Grandezze derivate:
Forzaà Si misura in Netwon (N), forza che è applicata a una massa di 1kg che imprime
• un’accelerazione di 1m/s^2.
Volumeà m^3, 1L=1dm^3.
• Velocitàà m/s, 1m/s= 1000/3600 km/h, 1/3,6 km/h.
• Pressioneà Pascal Pa= N/m^2, sistema pratico Kgf/m (1bar=10 Kgf/m ).
2 4 2
• Lavoroà J/Nm, nel sistema pratico Kgm (1Kgm= 9,81Nm)
• PotenzaàW/Nxm/s, sistema pratico Kgm/s (1cv= 75Kgm/s; 1cv=0,735kW).
•
Definizioni delle grandezze:
-‐Capacità di lavoro (C.L.)à Superficie di terreno lavorata nell’unità di tempo, espressa come
ha/h, (1ha= 10.000m ) data dall’espressione:
C.L.= Vxl/10. A parità di area, la capacità di
2
lavoro sarà più alta nei terreni che presentano forma geometrica regolare, in quanto
diminuiscono i tempi per le voltate, con velocità maggiore e tempi di lavoro minori.
-‐Portata (Q)à Quantità di volume nell’unità di tempo, espressa da Q=Vol./t, oppure come
Q=VxA. Viene espressa in m /s.
3 Relazione di venturi: Se
S1>S2àV1<V2àp2>p1 (p=depressione).
Quindi, se collego un serbatoio in
corrispondenza della sezione S2, il liquido
verrà aspirato senza usufruire di una
pompa dato che p2>p1.
-‐Lavoro (L)à Prodotto tra forza e spostamento,
L=FxS (
S.I.=Nm)
-‐Pressione (P)à Rapporto tra la forza perpendicolare e la superficie: P=F/A (Pa).
-‐Potenza (W)à Lavoro nell’unità di tempo: W= L/t (kWh S.I.) (cvh S.P.).
Momento di una forza
Espressa come il prodotto tra la forza (espressa in N) e la lunghezza (non dire il braccio!). È
uno pseudovettore, non scalare e per questo motivo l’unità di misura del momento meccanico
è NxM nel sistema internazionale e Kgm in quello pratico e non il Joule.
La coppia definisce la potenza generata da un motore secondo la formula: W= Txω.
(T= coppia generata Nxm; W= potenza del motore).
M= ABxFxsenα (AB= Vettore che collega il punto del fulcro di rotazione al punto di
applicazione della forza; senα= seno dell’angolo formato da F e AB). Il momento ha sempre
direzione perpendicolare dal piano individuato da r (retta d’azione della forza).
Il momento di un corpo rigido provoca una rotazione. Affinché un corpo rigido sia in
equilibrio occorre che il momento risultante sia uguale a 0.
Rendimento di un meccanismo :
Efficienza con cui i componenti meccanici scorrono/rotolano tra di loro senza perdere
energia. Definito anche come il rapporto tra il lavoro utile e il lavoro motore, compreso tra 0 e
1.
Nel passaggio tra energia e potenza (es: motore) entra un lavoro motore ed esce un lavoro
utile in seguito ad una perdita più o meno consistente (Lp= lavoro perso).
Nel passaggio tra due ingranaggi o sistemi ho sempre un rendimento n e una dispersione di
energia. Per esempio il rendimento di un motore diesel si perde il 60% di energia per cui
abbiamo un rendimento effettivo del 40%, ovvero 0,4. Nei motori a ciclo otto (quasi tutti a
benzina) il rendimento è intorno al 30%, ovvero 0,3. Esso scende ancora nei motori a due
tempi, rispetto a quelli a quattro tempi, nonostante sviluppi il doppio della potenza (a
discapito delle emissioni e del rendimento).
Nel caso del concatenamento di più parti del sistemi (più ingranaggi) il lavoro utile del
sistema 1 diventa lavoro motore 2 per il passaggio (Lm1=Lm2).
quindi il rendimento globale si ricava come: nt=Lu2/Lm1.
Se abbiamo più trasferimenti di energia in un sistema, il rendimento totale è uguale al
prodotto dei rendimenti dei singoli passaggi, nt= n1xn2xn3…nm.
Potenza utile Wuà In generale la potenza si trova facendo il rapporto tra Lavoro e tempo
(L/t) nel caso invece della potenza utile Wu= FxV/3,6x75, oppure come Wu= Mxω
(Kgfxkm/hà 1kgf x km/h= 1/3,6x75). Esiste inoltre una misura empirica di Wu, cioè Wu=
Wsxlxp (Ws= potenza specifica cv(mxcm).
La lavorazione per via dinamica non richiede forza di trazione mentre la lavorazione per via
statica, necessita di forza di trazione. La forza di trazione F=T è una forza continua richiesta
dalle macchine operatrici che operano per via statica (trainate o portare) è considerata
costante attribuendole un valore medio in base alla tipologia delle condizioni del suolo e al
tipo di lavorazione.
Cinematica
Velocità tangenzialeà Definito come lo spazio percorso nell’unità di tempo da un corpo
avente direzione tangente alla traiettoria del punto preso in considerazione e come verso
quello del moto (m/s, 1m/s=3,6Km/h).
Accelerazioneà Variazione della velocità nell’unità di tempo (m/s^2) è una grandezza
vettoriale che si compone di una componente tangenziale e di una normale.
ω
Velocità angolare Descrive il percorso espresso in radianti nell’unità di tempo
à
(percorso circonferenza in unità di tempo). Si utilizza il numero di giri al minuto anziché
radianti al secondo. (es: 3000 giri/minuto= 2πx3000/60=314,16rad/s).
Velocità perifericaà È pari al prodotto tra la velocità angolare e la distanza del punto P
considerato dal centro O, quindi: Vt= WxOP. (es: lancetta orologio di 1cm, la velocità
perfiferica è uguale a 1x1047cm/s= 3,77m/h).
Resistenze passive
Per resistenza passiva s’intendono tutte quelle forze che si oppongono al moto. Esse non
assumono connotazioni negative, poiché sono utilizzate per compiere atti più primitivi
(camminare, accendere fuoco, vele per navigare ecc..).
Abbiamo quattro tipologie diverse di resistenze passive:
1)Resistenza di attrito radenteà Dovuta allo scorrimento di un corpo su una superficie la
quale per scabrezza e forza di adesione, esprime una resistenza al moto del corpo stesso.
2)Resistenza di attrito volvente (o rotolamento)à Caso in cui corpo rotola su una
superficie scabra e deformata per il contatto.
3)Resistenza di attrito del mezzoà Caso in cui il corpo si muove all’interno di un fluido (nel
caso dell’aria: resistenza aereodinamica).
4)Resistenza di attrito di un fluidoà Dovuta alla viscosità di un fluido.
Attrito radente: Nel caso in cui due corpi siano a contatto su una superficie, di cui uno dei
due in moto uniforme, per mantenerlo costante occorre applicare una forza nella stessa
direzione e verso del moto e cioè uguale e contraria alla forza di attrito radente. Tale forza di
attrito (Td) risulta essere:
-‐Dipendente dalla natura delle superfici a contatto.
-‐Proporzionale alla forza normale agente.
-‐Indipendente dall’area di contatto.
-‐Indipendente, entro certi limiti della velocità e della pressione sull’area di contatto.
Il rapporto tra la forza d’attrito Td e la forza normale G costituisce il
coefficiente d’attrito
dinamico (f ).
d
*Il coefficiente di attrito statico è sempre maggiore di quello dinamico.
Attrito di rotolamento: Nel caso in cui una ruota abbia un moto uniforme (rotolando senza
scivolare) essa sarà soggetta a una forza di carico G (forza di gravità). Per mantenere costante
la sua quantità di moto è necessario applicare una forza F. La ruota sarà in equilibrio se il
terreno manifesterà un’azione di forza pari alla risultante tra F e G.
Quindi: R =F; R =Gà R =f G (R0= CrG)
0 n 0 v Per far sì che la ruota non slitti, è necessario che
l’attrito radente f
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