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Management delle istituzioni artistiche e culturali

Introduzione

L'economia della cultura sta vivendo un periodo di grande interesse in quanto in passato pochi economisti si interessavano all'arte e alla cultura perché in esse vedevano un'attività che non contribuiva alla ricchezza del paese. Tuttavia l'aggravarsi dei vincoli di bilancio pubblico, il conseguente sforzo di contenimento del deficit dello Stato ha causato grande interesse in questo ambito. La domanda di qualità della vita e del tempo libero nei paesi avanzati da parte di un numero sempre maggiore di persone è una delle cause della rinnovata attenzione.

Si è resa necessaria una riqualificazione del personale ed un cambiamento organizzativo per il ruolo che la cultura può giocare come elemento trainante per attrarre in contesti cittadini i talenti creativi più innovativi, per offrire al territorio un nuovo flusso di ricchezza sia sotto il profilo economico sia sotto il profilo sociale e culturale.

Vi sono innumerevoli benefici indiretti connessi agli effetti di un'offerta culturale generale messa a disposizione della società, quali la qualità della vita dei cittadini e il senso di appartenenza ad una comunità; secondo i due economisti Baumol e Bowen, l'economia della cultura è e sarà sempre tributario di sovvenzioni pubbliche, perché la sua gestione caratteristica è troppo centrata sulla crucialità che riveste il fattore umano. Il settore è pertanto impossibilitato a generare aumenti di produttività.

Primo capitolo: l'istituzione culturale - definizione e tassonomia

  • Dal punto di vista economico, istituzioni attive in questi settori contribuiscono direttamente alla produzione del Pil nazionale, stimolando creatività e innovazione.
  • Dal punto di vista sociale, esse sono in grado di esercitare sull'opinione pubblica un grande impulso, manifestando il benessere dei cittadini e contribuendo alla garanzia della vita democratica della comunità.

Prodotto culturale e istituzioni culturali

Per comprendere la natura delle istituzioni culturali è opportuno muovere dall'analisi del concetto di cultura e di oggetto culturale. In antropologia e sociologia, la cultura è legata all'idea di gruppo sociale che tramite essa si definisce. In questo senso la cultura è l'insieme di valori, simboli, miti, riti, immagini su cui un gruppo fonda la propria identità e la propria interpretazione del mondo.

La cultura è dunque un elemento legato all'attribuzione di senso che i partecipanti ad una comunità condividono. Il prodotto culturale nasce dall'attività che hanno a che fare con aspetti intellettuali, morali e artistici della vita umana. Più precisamente, le attività che danno origine a prodotti culturali rispondono a tre criteri definitori:

  • Comportano una certa forma di creatività nel loro produzione;
  • Riguardano la creazione e la comunicazione di un significato simbolico;
  • Il loro risultato implica una qualche forma di proprietà intellettuale, e quindi di potenziale escludibilità nell’accesso.

Una tassonomia delle istituzioni culturali

È necessario proporre una tassonomia, ossia ordinare l'universo culturale secondo criteri omogenei, che consentono di tracciare le coordinate concettuali di una mappa in compagnia della quale procedere nell'analisi.

Di seguito si proporranno quattro differenti criteri:

  • A L'attività preminente dell'istituzione;
  • B La modalità di produzione e di offerta al pubblico;
  • C L'assetto istituzionale;
  • D La finalità prevalente.

A - L'attività preminente

Tutte le attività culturali rappresentano diverse declinazioni di due momenti essenziali: la creazione e la comunicazione.

Per creazione si intende l'atto di dar vita ad un contenuto nuovo. Appare evidente come l'attività creatrice sia alla base delle proposte delle case editrici, discografiche e cinematografiche. Proprio perché la creazione è riferita a significati, essa si esplica anche attraverso la proposta di nuovi percorsi espositivi, in cui il significato emerge dalla selezione e dall'accostamento di opere d'arte o anche solo di oggetti. Così pure l'attività del festival si configura come creatrice di un prodotto culturale allorché un certo contenuto simbolico è veicolato attraverso la selezione e la programmazione di una serie di eventi secondo un preciso criterio.

In conclusione, l'attività di creazione tipica delle istituzioni culturali si può esprimere in una duplice forma:

  • Da una parte la realizzazione di oggetti culturali nuovi;
  • Dall’altra la tutela di oggetti culturali, attuata attraverso la selezione di alcuni oggetti e non altri, il recupero, la conservazione, la catalogazione.

Per comunicazione si intende la diffusione dei significati simbolici presso il gruppo che in esso riconosce la propria identità. La comunicazione può avvenire sia attraverso il linguaggio non solo verbale, sia attraverso la semplice messa a disposizione dei contenuti per la loro libera fruizione.

Così il consentire la fruizione dei contenuti simbolici presenti nel percorso espositivo del museo, o nella messinscena di un rituale, rappresenta una forma di comunicazione del contenuto simbolico stesso. Comunicazione è pertanto un'attività che compete anche le biblioteche, gli archivi, alle organizzazioni dedite alla conservazione tutela del paesaggio.

B - Le modalità di offerta al pubblico

Vi sono sostanzialmente tre modalità diverse di fruizione:

  • Fruizione diretta dal vivo;
  • Trasmissione diretta o differita;
  • Riproduzione della duplicazione dell'originale.

1. La fruizione diretta dal vivo nella situazione in cui il pubblico assiste alla performance nello stesso sito in cui esse avvengono e contemporaneamente alla loro esecuzione. La contemporaneità dell'esecuzione e della fruizione così costituiscono due aspetti fondamentali che si ripercuotono sui processi di produzione e sulle modalità di proposta pubblico, così come sui costi e quindi sulla possibilità di ottenere un equilibrio economico tra costi e ricavi. La performance dal vivo richiede la presenza di professionalità per tutto il tempo dell'evento e limita considerevolmente la possibilità di ottenere miglioramenti della produttività. La conseguenza di questi elementi è una struttura di costi rigida, un costo unitario elevato, a volte talmente elevato che risulterebbe necessario richiedere un prezzo del biglietto molto alto se non intervenisse un sistema di supporto finanziario pubblico.

2. La trasmissione è una modalità di proposta del prodotto culturale che consente di raggiungere una più ampia platea di pubblico grazie al fatto che viene a mancare la necessità di presenziare di persona all'evento. Questa modalità di fruizione consente di aumentare il numero di persone che possono godere del prodotto e tale meccanismo apre alla possibilità di sfruttare economie di replicazione e quindi rende più facile la realizzazione di profitti economici da una parte, accrescendo i volumi di consumo dall’altra, il tutto in un contesto di riduzione del costo unitario.

3. La riproduzione costituisce la terza modalità di offerta al pubblico di un prodotto artistico e culturale ed è la modalità che caratterizza le imprese dell'industria culturale. Il pubblico fruisce di riproduzioni dell'originale, godendo di maggiore libertà. L'originale viene riprodotto e incorporato in un supporto che può essere fisico o virtuale (si pensi all’MP3), ed è consegnato al consumatore, il quale è libero di scegliere quando ascoltarlo, leggerlo, vederlo. Alla maggiore libertà del fruitore corrisponde la possibilità di ampliare considerevolmente il bacino di mercato, non risultando più l'offerta vincolata né al limite di spazio né ai limiti di tempo. Si ottengono così ingenti ricavi, si riducono i costi unitari e quindi crescono i profitti.

C - L'assetto istituzionale

Terzo criterio per identificare una tassonomia è dato dall'assetto istituzionale che permette di distinguere le aziende coinvolte nella produzione di oggetti culturali in base a:

  • La veste giuridica: in questo modo è possibile tracciare la differenza fra fondazioni e associazioni, imprese commerciali, enti di diritto speciale.
  • I soggetti di governo: sono chiamati a definire i modi con cui le finalità devono essere perseguite.
  • Le fonti di finanziamento: la raccolta delle risorse necessarie al perseguimento delle finalità istituzionali e quindi dell’equilibrio economico.

D - La finalità

Infine, una quarta differenziazione fra le istituzioni culturali è data dalle loro finalità: a questo riguardo si distinguono finalità di profitto e finalità di promozione culturale. Quest'ultima è direttamente legata alla precedente e di essa è una specificazione: se la finalità ultima dell'istituzione è il profitto, gli organi di governo, le fonti delle risorse e le relazioni con queste fonti sono dettate da un principio di remunerazione degli apportatori di risorse. Il prodotto culturale diviene per queste istituzioni uno strumento per il raggiungimento dello scopo ultimo del profitto.

Diversamente un'istituzione non-profit avrà come finalità ultime obiettivi di pura promozione culturale, e per tale ragione la propria struttura di governo, i soggetti deputati a dettare le linee guida, le relazioni con gli apportatori di risorse saranno ispirati in diverse strutture, maggiormente efficaci nel gestire un bene pubblico. Il fatto di essere istituzioni che non hanno finalità di profitto non significa ovviamente che se non si confrontino con i principi di economicità, bensì puntano sull’efficienza nella gestione e sulla raggiungimento di obiettivi culturali e sociali.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher matteo.romano95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Management delle istituzioni artistiche e culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano o del prof Cirrincione Armando.
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