POLITICHE PUBBLICHE NEI MERCATI FINANZIARI E ASSICURATIVI
RUOLO DELLO STATO NELLE ECONOMIE DI MERCATO: COME INTERVENIRE IN
AMBITO SOCIALE?
ASSUNTO: Stato e mercato sono due istituzioni intrinsecamente imperfette.
PRESUPPOSTI: Keynes adotta un approccio macroeconomico per la prima volta. Egli teorizza
l’utilizzo della politica economica: distinguere l’Agenda dalla Non-Agenda, cioè servizi che
sono tecnicamente sociali e servizi che sono tecnicamente individuali. I primi sono compiti
dell’operatore pubblico, che deve fare quello che gli individui non farebbero del tutto (libro:
La fine del Lassaiz Faire). → ECONOMIA DEL BENESSERE
INTERVENTI DELLO STATO A FINI DI:
STABILIZZAZIONE REDISTRIBZIONE ALLOCAZIONE
Raggiungimento della Raggiungimento della
funzione funzione allocativa
redistributiva
DEFINIZIONI di operatore pubblico:
▪ Amministrazioni pubbliche; sono i soggetti che producono principalmente beni o servizi
non destinati alla vendita (non rilevano i meccanismi di prezzo e vendita) o svolgono una
funzione di redistribuzione del reddito e della ricchezza. I beni ed i servizi non sono di
natura privata: mancano l’esclusività e la rivalità, il che li rende beni pubblici puri. Cosa
significa? Fornire a più soggetti lo stesso bene non riduce l’utilità dei soggetti che già lo
dispongono (costo marginale nullo) e questo succede solo se il bene ha un forte interesse
pubblico → CRITERIO FUNZIONALE
▪ Settore statale, cioè enti autonomi contabilmente, che affidano la loro gestione ed
intrattengono rapporti di credito/debito con il Tesoro → CRITERIO SETTORIALE
▪ Settore pubblico; amministrazioni pubbliche + imprese statali e locali (municipalizzate),
che vendono beni e servizi destinati alla vendita → CRITERIO SETTORIALE
Il bene istruzione è un bene pubblico? Sì, ma non puro, perché nonostante sia non
rivale, potrebbe essere escludibile (pagare per studiare) - è un bene pubblico non
puro.
DIVERSE FUNZIONI dell’operatore pubblico:
▪ Regolamentare (imposte, autorizzazioni, assicurazioni, …);
▪ Produttiva di beni e servizi pubblici, per i quali è necessario avere un gettito di entrate
(imposte, tasse, …): QUALI SONO GLI EFFETTI DELL’IMPOSIZIONE? O C’È NEUTRALITÀ
DELL’IMOSTA? O L’IMPOSTA È DISTORSIVA?
▪ Redistributiva di ricchezza (imposte, tasse, sussidi, …): distribuire la ricchezza in maniera
paritaria a tutti. LA CONTABILITÀ NAZIONALE
IL CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE
Con il conto economico consolidato sintetizziamo l’attività delle PA. Esso si ottiene
aggiungendo alla parte corrente (entrate e spesa) le entrate e le spese in conto capitale,
calcolate al netto delle transazioni di carattere finanziario (che invece vanno a costituire il
conto finanziario). Consolidando conto economico e conto finanziario il saldo deve essere pari
a zero, per cui i due conti hanno in valore assoluto lo stesso saldo (e segno opposto).
Entrate correnti
• Tasse; sono entrate derivate da corrispettivo di un servizio richiesto dal cittadino e
prodotto dallo Stato; è un compenso positivo ma inferiore al valore di produzione (ticket
sanitari; …);
• Imposte; trattenimenti obbligatori a cui non corrisponde un servizio immediato, cioè
trasferimenti coattivi di denaro senza vincolo di destinazione; si dividono in:
Dirette,
o che colpiscono direttamente la capacità contributiva, cioè la sua ricchezza
reali
(patrimonio + reddito). A loro volta si dividono in (materia imponibile,
personali
commisurata al bene – IMU) e (ricchezza posseduta – si tiene conto della
posizione sociale dell’individuo – IRPEF, che tiene conto della famiglia e dei
conviventi).
Indirette,
o che riguardano il comportamento manifestato dal contribuente, colpendo
indirettamente la sua capacità contributiva – IVA, che viene pagata se avvengono
scambi; IRAP.
• Contributi sociali, cioè il corrispettivo in entrata delle prestazioni (contributi a carico del
dipendente e del datore di lavoro).
Il saldo della parte corrente rappresenta il risparmio pubblico.
Definiamo due indicatori:
= ( + )/
= /
Spese correnti
Si tratta di spese sostenute per il normale funzionamento delle PA (consumi individuali,
collettivi, trasferimenti finalizzati alla redistribuzione del reddito). Distinguiamo:
• Redditi da lavoro dipendente, consumi intermedi, prestazioni sociali, cioè contributi alla
produzione. Si tratta dell’aggregato spesa per consumi finali (individuali + collettivi).
• Trasferimenti correnti a famiglie e imprese – essi sono contenuti nelle prestazioni sociali
in denaro.
• Interessi passivi, la cui somma viene definita servizio del debito, cioè l’insieme degli
interessi pagati dallo Stato in un anno, i quali rappresentano il costo da pagare per
l’indebitamento.
Spese in c/capitale investimenti pubblici
Nelle spese in c/capitale ritroviamo gli (investimenti diretti – se
effettuati da PA – o contributi agli investimenti – se a favore di altri settori istituzionali) e i
trasferimenti in c/capitale.
Principali saldi di bilancio
() = −
(
, ) =
=
Si tratta del saldo del conto economico. Un bilancio in deficit determina la necessità di
indebitarsi, e il ricorso al debito comporterà nei periodi successivi il sostenimento di maggiore
spese per il pagamento dei relativi interessi. Si fa riferimento ad esso nel momento in cui la
stessa Commissione europea valuta l’operato dello Stato: secondo l’accordo di Maastricht
(1992), il rapporto deficit/PIL non deve superare il 3%.
(
, . ) =
= −
Il saldo primario e l’indebitamento netto coincidono se gli interessi sono nulli. In generale, la
differenza tra i due saldi fornisce il valore degli interessi: si sta verificando che le due curve si
stanno avvicinando tra loro; inoltre, in Europa il trend della spesa per interessi/PIL è
decrescente (ed è positivo). È mediante questo indicatore che si valutano i risultati di politica
economica, poiché gli interessi rappresentano il costo dell’indebitamento. Quindi,
l’indebitamento netto primario ci permette di valutare immediatamente i riflessi delle scelte
dello Stato. = =
Si tratta della somma di un insieme specifico di passività della PA (biglietti, monete e depositi;
titoli diversi dalle azioni ad eccezione dei derivati; prestiti). In particolare, lo stock di debito
accumulato nell’anno t sarà dato dalla somma tra lo stock ereditato dal periodo precedente
ed il deficit di bilancio realizzato in t: B = B + D .
t t−1 t
È giustificabile la spesa in deficit, cioè che le entrate correnti non coprano interamente
le spese?
Sì, non si tratta di un aspetto patologico della gestione del bilancio, in quanto vi sono
diverse giustificazioni:
➢ Vi è la necessità di effettuare ingenti investimenti, al fine di aumentare lo stock di
capitale pubblico (infrastrutture), per favorire la crescita. Al contrario, l’aumento
eccessivo delle imposte potrebbe suscitare resistenze politiche, compromettendo la
capacità contributiva degli individui e la realizzazione delle opere richieste.
➢ Vi è l’esigenza di stabilizzare l’economia in presenza di congiunture sfavorevoli, cioè
variazioni cicliche o eventi negativi eccezionali che potrebbero determinare una
sottoutilizzazione della capacità produttiva del paese. Con la spesa pubblica, infatti,
viene stimolata la domanda.
I deficit aumentano il reddito disponibile degli individui, in quanto le spese dei governi che
costituiscono un reddito per i destinatari di quelle spese eccedono quanto sottratto al loro
reddito disponibile da imposte, tasse e tariffe (finanziamento dello stato tramite debito che
sostituisce l’utilizzo delle imposte). Questo potere d’acquisto aggiuntivo, una volta speso,
induce un aumento della produzione e investimenti in capacità produttiva aggiuntiva, che
rappresenterà parte della vera eredità per il futuro. Ciò in aggiunta agli investimenti pubblici
in infrastrutture, istruzione, ricerca e così via.
Inevitabilmente, i benefici si manifesteranno nel lungo termine (economie esterne). Quindi,
le necessità immediate di bilancio verranno finanziate con le entrate fiscali future (viene
superato il criterio di equità intertemporale).
Tuttavia, la possibilità di spendere senza gravare direttamente sui contribuenti nel periodo
corrente può avere effetti deresponsabilizzanti. Spesso i governi si mostrano incapaci di
programmare correttamente entrate e spese; l’emergere di deficit, invece di riflettere
un’oculata allocazione di spese ed entrate nel tempo, può essere il risultato di scelte poco
attente al benessere della collettività, determinate da opportunismo. In questo caso, c’è il
rischio che il debito cresca in modo eccessivo, mettendo a rischio la stabilità finanziaria e
compromettendo la possibilità di utilizzare appieno gli strumenti della politica di bilancio.
In generale, l’esistenza del debito pubblico, finché il suo livello non è tale da mettere in dubbio
la capacità dello Stato di sostenerlo, determinando un rischio di insolvenza, non sembra
rappresentare un problema. Pertanto, più che chiedersi se indebitarsi sia corretto, bisogna
capire quando l’indebitamento è sostenibile.
BILANCIO DELLO STATO: DI PREVISIONE E CONSUNTIVO
È un documento giuridico, politico ed economico, di competenza parlamentare, accentrato
dal lato delle entrate e decentrato dal lato delle uscite, dalla caratteristica previsionale o
consuntiva.
Nel bilancio di previsione vengono riportati, quindi,
gli andamenti di entrate e spese sulla base della
legislazione vigente. Inoltre, è un bilancio
programmatico, vengono registrate le previsioni su
entrate e spese. bilancio di
Le voci considerate vengono valutate nel
competenza non secondo un principio di cassa, bensì
secondo un principio di competenza, a prescindere
dalla riscossione o dal pagamento. Diverso è nel
bilancio di cassa (riscossioni in c/competenza – se
gli esercizi coincidono – o in c/residui – se gli esercizi
non coincidono e l’esercizio di riferimento è
precedente a quello in cui si rileva l’entrata).
LA LEGISLAZIONE COMUNITARIA E NAZIONALE
L’imposizione di vincoli alle politiche di bilancio è solitamente giustificata dal fatto che
parlamenti e governi soffrirebbero di una propensione a effettuare spesa in deficit e
accumulare debito in eccesso rispetto a quanto sarebbe desiderabile per la collettività, in
free riding).
quanto essi hanno una visione di breve periodo ed opportunistica (problema di
1992: Trattato di Maastricht, deve essere rispettato per aderire all’UE:
▪ Deficit pubblico/PIL<3%
▪ ≤60%
Debito pubblico/PIL :è un saldo effettivo
1997: Patto di stabilità e crescita – PSC
Ha la finalità di favorire la crescita e la stabilità dei paesi membri, mediante il controllo del
semestre europeo,
loro indebitamento e del loro debito. Inoltre, introduce il cioè il periodo di
sei mesi dall'inizio di ogni anno, durante il quale gli Stati membri allineano le rispettive
politiche economiche e di bilancio alle norme convenute a livello dell'UE.
Il PSC si articola in: PSC
BRACCIO PREVENTIVO BRACCIO CORRETTIVO
Mira al raggiungimento dell’obiettivo di
bilancio di breve termine (OMT) per ogni Mira al raggiungimento dei parametri
Stato membro* stabiliti nel trattato di Maastricht qualora
→ collegamento con Maastricht non siano rispettati
In Italia, l’obiettivo OMT è quello di avere → azioni correttive
un disavanzo strutturale pari allo 0% del
pareggio di bilancio
PIL:
2011: Riforme del PSC con il Six-Pack che mira a rafforzare i meccanismi di sorveglianza
fiscale:
▪ Tendere verso il pareggio di bilancio, con un miglioramento annuale dei saldi strutturali di
almeno 0,5% del PIL.
▪ regola della spesa:
La vi è il limite alla crescita della spesa pubblica primaria (depurata di
spese non discrezionali legate al ciclo economico – sussidi – e di spese coperte da fondi
comunitari) oltre il quale essa non può crescere: la spesa non può crescere più
velocemente di quanto non sia cresciuto in media il PIL potenziale, cioè una stima del PIL
che non dipende dal ciclo economico, negli ultimi 5 anni.
Vincolo della spesa Effetto delle misure
Spesa G ≤ G (1 + g − δ ) + M
t t−1 t t t implementate
primaria dall’operatore pubblico
dal lato dell’entrate in
Fattore correttivo
Tasso di termini di maggior
che deve
crescita del PIL gettito fiscale
assicurare la
convergenza
all’OMT
regola del debito:
La se Debito pubblico/PIL>60% deve essere ridotta progressivamente la
parte eccedente di circa 5% (un ventesimo) all’anno nell’arco di tre anni (le variazioni sono
comunque flessibili; basta che nei tre anni complessivi sia raggiunto tale rapporto annuo;
per esempio: 1/10 nel primo anno e 1/30 nel secondo); questa regola tuttavia non è mai
stata applicata perché per i paesi membri è difficile implementarla.
▪ Procedure semi-automatiche per l’irrogazione delle sanzioni per i Paesi che violano le
regole del PSC nell’ambito del braccio preventivo.
2011: Coordinamento delle politiche di bilancio dei diversi paesi mediante regole
comunitarie, che richiedono un adeguamento delle regole nazionali. Viene modificato l’art.
81 della Carta Costituzionale, che descrive l’obbligo di redigere il bilancio di Stato. Inoltre,
equilibrio di bilancio
viene introdotto l’obbligo di con attuazione dal 2014 (poi posposto al
2020), tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico. Inoltre, nel
copertura,
terzo comma vi è l’obbligo di per l’esigenza di equilibrio (legge di spesa).
Non può essere utilizzata la moneta (secondo l’accordo di Maastricht), né si può ricorrere
all’indebitamento (salvo esigenze eccezionali, come il covid), bensì con le imposte.
2013: Riforme del PSC con il Fiscal Compact:
▪ regola sui saldi
Vincolo di pareggio in termini strutturali, la cd. da inserire nelle fonti
giuridiche nazionali, preferibilmente costituzionale (In Italia sì);
▪ Il pareggio di bilancio si considera realizzato se il saldo consolidato strutturale delle PA,
cioè il saldo corretto per il ciclo economico**, al netto delle misure temporanee, è molto
vicino (sotto lo 0.5% del PIL) all’OMT* del paese;
▪ Se le deviazioni dell’OMT sono significative, allora c’è un meccanismo di correzione con
sanzioni.
* la regola può tuttavia variare: esistono dei margini di flessibilità perché bisogna tenere
conto di:
• ciclo economico, si richiede uno sforzo minore se la congiuntura è sfavorevole e viceversa
• riforme strutturali che impattano sulla finanza pubblica
• clausola di salvaguardia generale
spese per investimenti o di eventi eccezionali – che
prevede una sospensione delle leggi sull’aggiustamento di bilancio (covid-19).
2013: Riforme del PSC con il Two-Pack:
▪ Rafforzamento della sorveglianza economica per paesi che vivono più difficoltà;
▪ Monitoraggio e valutazione dei progetti di bilancio, per assicurare la correzione dei
disavanzi eccessivi, da parte di un ente indipendente dal Parlamento, che valida le
previsioni del Governo (funzione di controllo). Tale ente fa da mediatore tra paese
membro e commissione europea: prima di essere valutato in essa, viene giudicato
dall’ente. In Italia è l’Ufficio Parlamentare di Bilancio (the watchdog).
**COME SI DETERMINA IL PAREGGIO DI BILANCIO?
saldo strutturale
Si calcola il SB (≠effettivo, d ), cioè il saldo corrente depurato da due
t
grandezze non strutturali, cioè la componente ciclica e le misure temporanee e una tantum.
Perché? Bisogna valutare correttamente l’attività del Governo e gli effetti del ciclo devono
uscire dalla valutazione. Infatti, in periodi di crisi, i deficit pubblici possono essere dovuti ad
essa e non ad azioni irrazionali dello Stato.
Riguardo l’impatto del ciclo economico, esso dipende dalla presenza di stabili
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