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Austria – Contesto storico

L'impero asburgico, dal 1867 al 1918, è caratterizzato da una civiltà comune e da una grandezza generale (in particolare a Vienna). Noi abbiamo preso in analisi il testo poetico Oesterreich di Gerhard Fritsch, un autore del primo dopoguerra (Vienna 28 marzo 1924 - 22 marzo 1969). In generale, gli autori degli anni Settanta e Ottanta del Novecento hanno pubblicato le loro autobiografie. Fritsch da il servizio militare e intraprende gli studi di germanistica. Tra le sue opere ricordiamo Musk auf den Steinen, Carnevale (in cui critica il proprio paese), e i saggi Aufforderung zum Misstrauen.

Caratteristiche del poema Oesterreich

Il poema Oesterreich è caratterizzato dal cosiddetto atemlose (senza fiato) Rede, in quanto non vi è punteggiatura. L'Austria è stata ridicolizzata, snobbata, messa in dubbio, proibita: negli anni dell'annessione alla Germania non si poteva neppure pronunciare la parola "Austria". C'è il riferimento alla Idee: si spera che l'Austria diventi Stato federale, speranza anche dell'erede al trono imperiale Francesco Ferdinando. Lo stato federale ha ampie autonomie e si evitano gli scontri. L'Impero è coacervo di popoli diversi uniti dalla corona: si sfalderà. Si passa dalla nazionalità alla bestialità (nazionalsocialismo). C'è poi un riferimento alla cripta dei cappuccini, in cui furono sepolti gli Asburgo. Si parla poi della politica matrimoniale degli Asburgo per far crescere i territori ("Gli altri fanno la guerra, gli austriaci organizzano matrimoni").

Occupazione nazista e guerra fredda

Al momento dell'occupazione nazista, il cancelliere Dollfuss è convocato da Hitler, ma non accetta alcun ultimatum e le truppe tedesche entrano in Austria. Alcuni festeggiano: il paese ha bisogno d'appoggio e non si oppone all'occupazione. Negli anni della guerra fredda, con la cortina di ferro, l'est è impenetrabile e l'Austria è vissuta con l'apertura a est. C'è una descrizione dell'Austria turistica, della sua rinascita, dei suoi edifici color giallo teresiano. L'estrema cortesia degli austriaci nasconde la loro brutalità. La Radetzkymarsch è considerata quasi l'inno dell'Austria, con le nacchere spagnole. L'Austria è autoironica, ma nel contempo è rimproverata in quanto dimentica i suoi morti. L'Austria è contraddittoria e ostinata. Si parla dell'epoca compresa tra novembre 1918, fine della monarchia, a marzo del 48, la rivoluzione di Vienna.

La caduta dell'impero asburgico

Sebbene una parte degli austriaci sia favorevole all'occupazione, l'altra parte resiste. Il poema si conclude ribadendo il senso dell'umorismo degli austriaci, critici verso il loro paese e capaci di ridere delle proprie disgrazie, per vincere l'orrore. L'Austria è nota per la musica e il teatro. Come già detto, l'impero asburgico, realtà plurisecolare caratterizzata dalla doppia monarchia, crolla nel 1918. Con la proclamazione della Repubblica, nascono la Cecoslovacchia, la Polonia e, naturalmente, la Repubblica austriaca, con la perdita del Suedtirol. Gli anni dal 1918 al 1938 sono difficili, di crisi economica e di lotte politiche. La dittatura austro-fascista resta in vigore dal '34 al '38. Hitler vuole inglobare l'Austria, se non ci è ancora riuscito è grazie all'equilibrio internazionale. Di lì a poco il cancelliere Dollfuss vien assassinato. Nato in Austria, Hitler odia Vienna in quanto coacervo di ebraismo. L'Austria, cancellata dalla carta, diventa la Ostmark.

Ripresa e neutralità

Alla fine della guerra, l'Austria vien occupata dai vincitori e divisa, fino al '55, in quattro zone d'occupazione (Vienna è in mano sovietica). Con lo Stadtsvertrag (trattato), l'Austria è dichiarata autonoma e riconosciuta come neutrale. Grazie alla ripresa del turismo assistiamo alla rinascita economica. Paolo VI dice che l'Austria è "un'isola beata", affermazione che sarà ironicamente ripresa da alcuni intellettuali. L'Austria sembra ora immune dalla problematica tedesca e sembra voler addossare tutte le colpe alla Germania. L'Austria è stata sì la prima vittima di Hitler, ma il partito nazista austriaco era già molto forte, in particolare nel 1938, con le prime deportazioni. L'ideologia antisemita cresce a Vienna. Alcuni oppositori al nazismo erano monarchici. A Vienna nasce il sionismo e iniziano le migrazioni ebraiche.

Gestione del passato

La Vergangenheitsbewaeltigung (gestione del passato) vien affrontata dall'Austria a fine anni Ottanta, quando si decide di eleggere presidente della Repubblica il Capo delle Nazioni Unite del dopoguerra, che è stato ufficiale nella ex Jugoslavia e caricava i vagoni da spedire ad Auschwitz. La sua elezione desta scandalo e inizia la revisione delle radici austriache. Non bisogna tuttavia dimenticare che ogni paese ha le sue zone d'ombra.

Paul Celan e la letteratura austriaca

Il più grande poeta austriaco è Paul Celan, che viene da una provincia che è stata cancellata e decide di non restar a Vienna in quanto è stato strappato l'elemento ebraico (son tutti emigrati o morti). Esiliato, come tutta la Mitteleuropa, insegna tedesco a Parigi. Ha senso parlare di letteratura austriaca? Da un punto di vista linguistico ci son varianti, esiston termini esclusivamente austriaci. Esiston differenze nella coniugazione dei verbi, legate al sistema sociale.

Lingua e cultura nell'impero asburgico

L'elaborazione della lingua è accaduta tardi. Quando l'impero asburgico era all'apice (metà Settecento, con Maria Teresa), il tedesco si stabilizza e si diffonde come lingua veicolare in tutti i territori dell'Impero (lingua della burocrazia, dell'esercito, delle scuole) come una specie di latino. Questo fino all'Ottocento, in cui iniziano a nascere sentimenti nazionali e di consapevolezza. Il predominio asburgico perde di importanza: l'impero si indebolisce, la componente ungherese prende il sopravvento. Gli Asburgo hanno perso la Lombardia e il Veneto e devono affrontare la Prussia nel 1866: i prussiani hanno la meglio in questa sanguinosa battaglia in quanto gli Asburgo non sono ben equipaggiati. Gli ungheresi chiedono l'indipendenza: avviene l'Ausgleich. La monarchia diventa duplice e imperial-regia (kaiserlich-koeniglich, 1867). Gli ungheresi sono privilegiati rispetto a tutti gli altri popoli. Gli slavi chiedono qualcosa di analogo per loro; i cechi chiedono l'incoronazione a re di Boemia di Francesco Ferdinando, che ha sposato una slava ed è pertanto considerato filoslavo e dunque temuto dagli ungheresi. Per tutto l'Ottocento c'è la lotta ai nazionalismi. C'è un equilibrio molto delicato per far contenti tutti, anche dal punto di vista religioso (c'è piena libertà di culto), nonostante la struttura cattolica dell'impero. La lingua unificatrice è il tedesco, ma nell'esercito gli ufficiali sono tenuti a conoscere la lingua dei soldati (esiston delle scuole apposite). In Ungheria la lingua veicolare è il latino e questa realtà plurilingue incide sull'aspetto culturale.

Arti e migrazioni

La letteratura è inizialmente letteratura di supporto: le arti austriache più importanti sono dedicate all'affermazione del prestigio: architettura, musica, teatro. Nel 1683 i turchi hanno assediato Vienna (ricordiamo che sono gli anni di ampliamento dell'Impero ottomano). Vienna ha subito l'assedio e la città vien liberata da Sobieski e i cristiani. Una figura importante legata all'Austria è il principe Eugenio di Savoia. Maria Teresa fa venire dei coloni protestanti nella zona del Basso Danubio, nel Banato. Nel 1700 hanno luogo delle migrazioni a Occidente, verso Germania ed Austria, a studiare nelle università. I tedeschi migrano inoltre nella Russia e compaiono nelle opere dei colossi della letteratura. Vienna è luogo di passaggio: gli ebrei iniziano a lavorare e passano da lì per emigrare in Palestina e ricostruire la patria. Vienna nasce come capitale imperiale, al centro di tutto c'è la monarchia asburgica.

Università e rinascite culturali

Le prime università di lingua tedesca nel Trecento sono quelle di Heidelberg, Colonia, Vienna, Praga. Con la prima rinascita del Settecento si costruiscono residenze, palazzi, giardini. Con la seconda rinascita dell'Ottocento si abbatte la cinta muraria e Vienna diventa città industriale. Chi acquisisce meriti, anche economici, riceve un titolo nobiliare (nobiltà di servizio). L'Austria è stata assediata dalla storia, ma finisce comunque per procrastinare la sua fine. Non è uno stato nazionale: è coacervo di popoli diversi. Grillparzer sottolinea lo scetticismo austriaco nei confronti della storia (cfr. Die Judin von Toledo, in cui esprime la necessità politica di commettere un omicidio ingiustificato. "Wir haben das Rechte, aber nicht das Gute gemacht" - "Abbiamo fatto la cosa giusta, ma non il bene").

Rilevanza culturale e influenza estera

Fino al 1806 gli Asburgo sono imperatori del Sacro Romano Impero; la Germania come la conosciamo oggi nasce nel 1871. Uno dei due autori che andremo ad affrontare, Thomas Bernhard, scrive per lo più teatro. La tradizione teatrale e musicale austriaca è importante. Nelle chiese e nelle corti imperiali avevano luogo rappresentazioni di drammi in latino spettacolari, cerimonie ecc.

Commedia e influenze culturali

Dall'Italia arrivano il melodramma (cfr. Il pomodoro di Ceschi), la Commedia dell'arte, il teatro comico. Nell'Europa del Seicento c'è inoltre la componente francese, che influisce sulla lingua e cultura veicolare. Arrivano i generi della corte di Parigi. Vienna, come già accennato, è plurilingue: la grande aristocrazia, che viene dall'Ungheria e dalla Polonia, parla italiano, francese, spagnolo. Il tedesco è lingua di servizio.

Teatro e musica a Vienna

In questi anni si producono per lo più testi per rappresentazioni teatrali e libretti in italiano. La svolta si ha con Mozart, che scrive per la prima volta opere in tedesco, in particolare negli ultimi anni. Il flauto magico è il suo gran capolavoro. Il Singspiel, caratterizzato dall'alternarsi di parti recitate e cantate, si diffonde da metà Settecento in Germania ed Austria. Questo tipo di teatro è legato un po' a quello popolare (cfr. Hans Wurst), con la sua satira irriverente. Nascono tre teatri di periferia (Vorstadtbuehnen), che hanno una storia importante e portano i nomi dei quartieri in cui sono nati. Vengon presentati tutti i tipi di spettacoli, dall'opera ai concerti allo spettacolo leggero. Ci sono attori cantanti e l'orchestra. Al centro della città c'è l'opera di corte, che diventa teatro pubblico. Come si evince da queste righe, la città di Vienna ha una vita teatrale ricchissima.

Lessing e il teatro austriaco

Ci troviamo nella realtà protestante, in cui Lessing vuole promuovere il suo teatro ed esprime la speranza che Giuseppe II fondi un teatro nazionale. Inorridisce quando si rende conto che la vita teatrale è dominata dagli attori, che hanno troppa libertà nelle battute. Cambiano spesso il testo dell'opera, creano delle parodie e fanno ridere il pubblico, in particolare nel teatro di periferia. Quando il cabaret viennese ebraico si sposta negli Stati Uniti, confluisce a Hollywood e nel musical americano. Vienna diventa capitale mondiale della musica tra metà Settecento e inizio Novecento. Diventa luogo di ricerca, di sperimentazione. Il linguaggio musicale si evolve. A un certo punto, però, i linguaggi espressivi e le forme e i parametri artistici sono messi in discussione e nasce la crisi.

La letteratura austriaca e l'era moderna

La letteratura austriaca non conosce l'era del Romanticismo; non vi sono autori rilevanti, non compare la dialettica hegeliana; si passa direttamente alla modernità, con la sopracitata crisi (cfr. La nevrosi austriaca). Sempre a proposito dell'ironia austriaca, può essere interessante che i tedeschi in Austria siano soprannominati Piefken, "crucchi".

Autori satirici austriaci

  • Ernst Jandl, autore di poesie dall'ironia pungente.
  • Egon Friedell, cabarettista che si sofferma sulla tendenza a far errori tipica austriaca (Schlamperei) e sul fatto che l'Austria sia il paese che non sa mai che cosa deve fare.
  • Karl Kraus, che nel 1918 pubblica il dramma Die letzten Tage der Menschheit, in cui si schiera contro la guerra. Kraus è stato la coscienza critica degli anni della prima guerra mondiale ed ha visto l'ascesa di Hitler nel '33. Kraus pubblica inoltre la rivista satirica Die Fackel, in cui critica il linguaggio e nella fattispecie quello giornalistico e scrive dei resoconti circa l'orrore della propaganda di guerra. Pubblica inoltre testi poetici.

La poesia del '48 è caratterizzata dalla descrizione delle sensazioni contrastanti suscitate dalla città bombardata, e della difficoltà a riprender contatto col passato.

  • Berthold Viertel è stato un regista, oltre che scrittore.
  • Jura Soyfer (1912-1939) cresce a Vienna e s'identifica molto nella tradizione viennese. Scrive teatro ed è militante nel partito comunista. Sarà catturato nel '38 mentre tentava di passare in Svizzera e finirà a Dachau, su cui scriverà una poesia. Se fosse sopravvissuto al tifo, sarebbe diventato il più grande drammaturgo del Novecento, perfino superiore a Brecht.

Hernan Leopoldi, cabarettista, è attivo a Vienna negli anni Trenta, ma presto migrerà negli Stati Uniti.

Thomas Bernhard

Negli anni Cinquanta Thomas Bernhard (1931) scriveva poesie, ma ottiene notorietà a inizio anni Sessanta col suo primo romanzo, Frost (Gelo, 1963). Alla fine degli anni Sessanta si dedica alla produzione teatrale e riscuote successo a livello nazionale. Quando esce l'autobiografia, lui è già attivo nel settore. La sua infanzia e giovinezza sono particolarmente travagliate, a causa della guerra e della malattia che lo porterà alla morte (1989). Bernhard nasce in una città olandese: sua madre si è spostata per partorire perché Thomas è un figlio illegittimo: l'uomo con cui l'ha avuto l'ha lasciata e non ha mai riconosciuto il bambino. È soltanto il primo dei tanti fantasmi nella vita di Bernhard, che ha preso il nome della madre che, dovendo lavorare (1933-34), porta il bambino a Vienna dai nonni. Il nonno fa lo scrittore, la nonna lavora fuori casa. Siamo in pieno austro-fascismo: Dollfuss è stato ucciso. La famiglia versa in gravi difficoltà economiche. L'unico zio di Bernhard è militante nel partito comunista, abolito a Vienna. La famiglia decide di spostarsi in campagna, in cui il nonno stringe amicizia con lo scrittore Karl Zuckmeier. Finalmente pubblica il suo libro e vien riconosciuto come scrittore importante. Nel 1936 la madre di Bernhard sposa Fabian e lui inizia a frequentare le elementari. Nel '38 c'è l'annessione dell'Austria, a settembre del '39 Hitler invade la Polonia e inizia il conflitto. Nella sua opera Ausschloessung, estinzione, emerge lo smarrimento del dopoguerra. Un ragazzo va al funerale dei genitori morti in un incidente d'auto, è l'unico erede di un castello tenuto da una famiglia ex nazista.

Autobiographie - Autobiografia

Ein Kind (Un bambino) Siamo a Traunstein a inizio guerra. Ognuna delle biografie ha un motto: Ein Kind si apre con una frase di Voltaire: "Nessuno ha trovato, né troverà". Thomas ha otto anni ed abita a Traunstein con la sua famiglia, in una casa vicino alla piazza del mercato. Un pomeriggio prende la bicicletta del suo tutore, che è stato richiamato in Polonia e sta per marciare in Russia con l'esercito tedesco, aspetto descritto con ironia da Bernhard. Non c'è nessuno che possa vederlo, ma Thomas prova comunque un lieve senso di colpa. Fa il suo primo giro in bici: esce dalla piazza, va sulla via principale, fa qualche giro intorno alla Chiesa e, non contento, decide di intraprendere quella che per un bambino di otto anni è un'impresa eroica: andare a Salisburgo, a 36 km da lì. Vuole andare a trovare la zia Fanny, sorella del padre, che ha una bella casa col giardino e cucina ottime bistecche. Thomas parla della sua ammirazione nei confronti dei ciclisti. Non tutti hanno una bicicletta, ma ora lui sì, e fa parte dei ciclisti. Nessuno gli ha mai insegnato a pedalare. Thomas spinge tutte le sue esperienze all'estremo: non può fermarsi dopo due giri. Prova il piacere di esser all'altezza della bicicletta, in senso figurato: è troppo basso per la bici del tutore. Gli piace vedere tutto dall'alto, senza sfiorare il suolo, come fluttuando.

Thomas riflette e dice che tutto nella vita capita troppo presto o troppo tardi, mai al momento giusto. Prova ammirazione per se stesso, per aver tentato l'impresa. Nel frattempo aumenta la distanza dal luogo del misfatto. Poco dopo, arrivato a Teisendorf, deve scendere e spingere la bici: scopre i lati sgradevoli dell'andare in bici. A un certo punto si rende conto di essersi macchiato la calza con l'olio della catena e di sanguinare dalla gamba. Non è più entusiasta, prova un senso di sconfitta e cade in un fosso, provando ancora più vergogna. Thomas conosce la strada, mancano soltanto 13 km, ma ricorda di non conoscere l'indirizzo della zia: non troverà mai casa sua. Invidia le macchine e i motociclisti che passano e non si preoccupano della sua esistenza.

La ruota posteriore si muove ancora: deve tornare a casa. Ma arriva un temporale che trasforma il paesaggio in un inferno. Come sempre è caduto in una tentazione il cui esito l'ha deluso. Si immagina sua madre andare alla polizia arrabbiata e le sue parole: "tremendo, spaventoso bambino, mi mancavi solo tu!". È impensabile tornare a scuola lunedì. Si è allontanato nel modo più terribile, senza permesso ed ha rovinato la bici del tutore. Ha paura, ma continua a pedalare per ore. Non può rimettere tutto a posto. Vorrebbe morire, ma non è così facile: bisogna pagare le conseguenze delle proprie azioni. Bernhard si autocondanna alla pena capitale, di cui ancora non conosce la natura. Tutto ciò accade in un contesto di guerra e difficoltà personali.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/14 Lingua e traduzione - lingua tedesca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valentein_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua tedesca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Morello Riccardo.
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