Introduzione e contesto storico
A partire dal 1792 le cose in Austria cambiano e si inizia un cammino di tipo restaurativo. Nel frattempo in Europa la Rivoluzione Francese aveva rappresentato uno shock per le dinastie europee. Dal 1798 si inaugura l’età napoleonica: gli Asburgo, per ragioni politiche, conseguiranno il matrimonio tra Napoleone e Maria Luisa. Nel 1806 finisce il Sacro Romano Impero, dunque gli Asburgo restano sul trono dell’Impero d’Austria. L’Austria subisce tutti questi contraccolpi e c’è la consapevolezza che ormai la realtà tedesca non corrisponde più a quella dell’Impero.
A livello letterario, nel periodo romantico ci sono autori difficilmente classificabili. È chiaro che la stessa letteratura tedesca, diventata importante solo a partire dagli anni Sessanta dell’Ottocento, ha un influsso, ma la ricezione e l’accoglimento di questa letteratura è molto classificata. Dal punto di vista della scuola, ad esempio, in Austria non c’erano grandi università sparse nel territorio, ma solo due: Praga e Vienna. In Germania, soprattutto nei territori protestanti, si erano costituite importanti università.
Nascono opere che esprimono un’insofferenza della struttura sociale del tempo (ad esempio “I dolori del giovane Werther”, “Il Faust”) e che contengono temi che evidenziano l’enorme divario creatosi tra società vera e propria e borghesia. Quindi il motivo di ascesa della borghesia è determinato dalla Bildung (altrimenti avrebbe potuto fare il pastore o il precettore privato). L’Austria aveva una struttura sociale analoga: l’aristocrazia era predominante anche se c’erano scuole conventuali di grande livello, comunque osservanti dai principi della Chiesa.
Uno degli interventi di Giuseppe II, nell’ambito del giuseppinismo, sarà quello di rendere l’istruzione laica, anche perché l’Austria era diventata un paese massicciamente cattolico, riformando la Chiesa austriaca. Le scuole conventuali non recepiscono la scuola tedesca. Dunque, mentre in Germania si forma un pubblico di lettori e si diffonde il romanzo, in Austria questo arriva con molto ritardo perché il pubblico continua a leggere testi teatrali e testi che servano ad essere messi in musica.
Nell’ultima parte del Settecento il disgelo dell’epoca della restaurazione permette un flusso di pubblicazione di libelli che venivano venduti per strada. I libelli erano testi che spiegavano il senso delle riforme fatte dal sovrano, in particolare le riforme non proprio popolari (come quelle che riguardavano la sepoltura senza casse oppure l’espropriazione dei terreni della Chiesa). Più che di letteratura si tratta di propaganda di regime. Tra questi libelli ve n’erano alcuni che, usando la satira, ridicolizzavano forme letterarie più alte e consolidate.
Spesso le parodie riguardavano il modo di atteggiarsi di un personaggio; ciò permetteva agli attori grande margine di manovra nella rappresentazione e faceva sì che il teatro rimanesse una viva forma di intrattenimento (‘autorità era di manica larga perché si rendeva conto che questo faceva parte del sistema). Gli Asburgo infatti lasciavano un livello di vita abbastanza alto e permettevano la rappresentazione di spettacoli e rappresentazioni teatrali.
Ovviamente esisteva un ceto basso; la città attirava dalle campagne e dalle province più lontane forza lavoro. Vienna fu la città più grande di area tedesca del Settecento. Ciò iniziò dopo l’assedio del 1683, prima era ancora una città medievale chiusa dalle mura, dopo divenne luogo di passeggiate.
Franz Grillparzer
Biografia e opere
Franz Grillparzer nasce nel 1791, l’anno di morte di Mozart, sotto il regno di Leopoldo I, e affonda le sue radici nella cultura tardo-illuminista. Da bambino trascorre molto tempo con una cuoca di casa che era stata una comparsa nella rappresentazione di “Il flauto magico” e possedeva un libretto con il testo che leggeva al piccolo Franz.
La sua famiglia proveniva dall’Austria superiore, il padre era avvocato, tipico rappresentante della stagione politica e culturale del tempo, mentre la madre faceva parte di una famiglia di giuristi, di tradizione artistica e musicale, tanto che era un’ottima pianista dilettante e insegnò il pianoforte al figlio. (La madre era molto isterica e quando sbagliava gli sbatteva la testa sui tasti). A casa della famiglia della madre venivano ospitati grandi musicisti, tra cui anche Beethoven. (Da adulto gli proporrà un libretto che Beethoven non metterà in musica e sarà l’oratore funebre nel 1827).
Franz aveva un rapporto teso col padre: egli aveva l’abitudine di scrivere dei versi di nascosto. Un giorno il padre li trova e li strappa dicendo una frase che lo influenzerà: “Tu creperai sul letame”. Qualche anno dopo il padre muore prematuramente, così Franz, rimasto solo con la madre e i fratelli, dovrà lasciare l’università per entrare come impiegato al ministero delle finanze.
Diventa così un impiegato che trascorre il tempo libero a scrivere, tipicità dell’Austria dell’Ottocento. Entra all’archivio fino a diventarne direttore, per poi, dopo 45 anni di servizio, andare in pensione ed essere nominato consigliere di corte. Il fatto che fosse impiegato spiega il senso di insofferenza. Fin dall’inizio Grillparzer è poeta drammaturgo, esordendo giovanissimo con un dramma, che avrà grandissimo successo. (Lo fa leggere prima allo zio che dice che è una schifezza).
Nel 1816 scrive un dramma importante, “Die Ahnfrau”. Nel frattempo la sua vita continua con alti e bassi, in particolare due drammi segnano profondamente la sua esistenza: quello del padre (senza comprensione) per la condanna dell’attività del figlio, ed il suicidio della madre (nasconderà questa cosa nelle autobiografie dicendo che era morta di malattia, in seguito anche un fratello si suiciderà).
Ebbe una carriera letteraria particolare, con 15 anni di successi come autore drammatico, negli anni ’30 scrive una commedia “Guai a chi mente”, modernissima ma non adatta al pubblico del tempo, perché anticipa tematiche della crisi del linguaggio, incentrata sul dire la verità o essere preda della menzogna, si muove sull’illusorietà del nostro parlare. La commedia viene fischiata ed egli, sensibile al giudizio del pubblico, dal 1838 decide di non pubblicare più, tanto che fino alla morte pubblicherà pochissimo.
I drammi della maturità restano dunque nel cassetto e verranno inscenati solo dopo la sua morte. Questo lungo periodo è interrotto da “Il povero suonatore”, un racconto fenomenale (ne scriverà poi un secondo, più nella linea del romanticismo e meno interessante), un testo tipicamente austriaco nel momento in cui il racconto diventava il genere letterario più in voga.
In pensione diventò anche senatore, titubante, e non parlò mai. (Scriverà anche un’opera con protagonista un parlamentare che non apre mai bocca). Parlerà solo nel concordato con la Chiesa cattolica, votando contro di esso per sancire la separazione dello stato dalla Chiesa. Grillparzer scrive inoltre una commedia sperimentale ambientata nell’alto medioevo con protagonista un servitore che cerca di salvare il proprio padrone preso prigioniero dai Barbari, ma non può raccontare menzogne.
L’epoca di Grillparzer è quella della restaurazione, dopo il 1815, in questo periodo in Austria governa Metternich, è un periodo letterario importante. Grillparzer non ama molto l’Italia, era un individuo dal carattere acido e ipocondriaco, grande viaggiatore. Elogia la campagna veneta ed emiliana e, mentre si avvicina al centro Italia, sente emergere lo spirito anti-clericale. Vede segni del degrado del governo pontificio (impiccati per strada) e scriverà una poesia in cui deplora che sulle rovine del foro romano sia stata elevata la croce cristiana: è il rimpianto del passato pagano di Roma soppiantato da quello cristiano.
La poesia viene pubblicata su una rivista che finisce sul comodino dell’imperatrice che, considerandola un insulto, fa ritirare la rivista e ammonire Grillparzer. Per i musicisti il discorso era diverso, questi erano in generale tollerati, in quanto la musica non era reputata pericolosa. Senza dubbio Vienna fu la capitale europea della musica dalla metà del Settecento fino al Novecento. Grillparzer partecipava ai circoli schubertiani (Schubert).
Egli abitò con le tre sorelle Fröhlich, lui si fidanzerà con una di esse, Katharina, ma non la sposerà mai. (Grillparzer ebbe molteplici liaison anche con donne sposate). Va detto che Beethoven faceva della musica molto difficile per i suoi contemporanei, spesso i suoi esecutori si lamentavano della difficoltà, tanto che Grillparzer trovava la sua musica eccessiva.
Josefstadt e Leopoldstadt, il nome del quartiere prendeva il nome dell’imperatore sotto il quale era stato ampliato. Questi teatri periferici cominciano ad avere importanza, sono quelli in cui avverranno poi le grandi prime delle operette. Grillparzer è un personaggio che vive un rapporto esclusivo e fa musica che non è neanche comunicabile e trasmissibile. Il racconto era stato scritto per un almanacco, racconto che prefigura l’esito drammatico dell’epoca compressa in cui è come se l’Austria fosse stata congelata dal regime di Metternich.
Poesia satirica e influenze culturali
La poesia satirica è per Schiller il genere più tipico della modernità. A Vienna la tradizione popolare si mantiene più a lungo, e produce generi particolari, tra cui lo Zauberspiel (commedia magica), c’era anche il miglioramento di esso, la commedia moraleggiante, che nel linguaggio dell’epoca si chiamava Besserungspiel. Questi generi rimangono in vigore anche quando il teatro si evolve in direzione borghese, proprio perché rispecchia i gusti del pubblico. Esiste dunque questo modello popolare della fiaba magica che proveniva dal teatro barocco.
Prima i viennesi erano deliziati dagli spettacoli organizzati dai gesuiti nelle Chiese, recitati in latino e con l’uso di effetti speciali, la gente andava a vederli per la bellezza dello spettacolo. Nel periodo giuseppino la città si evolve ma quei modelli. In Nestroy ci sono delle commedie in cui usa il modello della commedia fiabesca. A Vienna arrivano tutte le novità tedesche (Lessing, Schiller). Lessing si rende conto, visitando i parlamenti e i tribunali, che la civiltà teatrale inglese si fonda sulla tradizione retorica.
Grillparzer percepisce la portata terrificante del colonialismo europeo, per secoli una valvola di sfogo per l’Europa, in particolare dopo la frase di Metternich in cui diceva che dopo una via di Vienna iniziava l’Asia, che sottolineava come l’Austria dovesse mettere in riga le popolazioni balcaniche e orientali. Grillparzer, pur essendo un patriota asburgico, si rendeva conto che l’Austria così com’era non era destinata a durare a lungo.
I conflitti tra le varie nazionalità diventeranno infatti via via crescenti e daranno inizio allo scioglimento. Una famosa frase di Grillparzer “Der Weg der neueren Bildung geht von der Humanität durch die Nationalität zur Bestialität” (tradotto: “la via della cultura moderna parte dal concetto di umanità, poi passa alla nazionalità, degenera in nazionalismo per arrivare alla bestialità”).
Esaltava Radetzky come fautore dell’unità in una poesia a lui politicamente dedicata, anche se in seguito scrisse che Radetzky era un individuo spregevole ma che l’aveva celebrato per la sua funzione in quel momento. L’atto finale di indebolimento dell’Austria fu la terza guerra di indipendenza dell’Italia (battaglia di Lissa e di Sadova), il 1866 è un anno cruciale per l’impero, gli ungheresi si ribellano e si arriva alla cosiddetta divisione in cui l’impero diventa impero d’Austria e d’Ungheria, con lingue diverse.
La parte slava dell’impero, come i boemi, si sente sminuita e si verifica una tensione tra nazionalità che arriva fino alla prima guerra mondiale. Quando questa scoppia, gli ufficiali ungheresi brindano, perché l’erede Francesco Ferdinando, che aveva simpatie slave, viene ucciso. Oltre a lui anche il figlio di Francesco Giuseppe, Rodolfo, morto suicida, era di simpatie slave e mirava a dare più autonomia alle diverse entità etniche.
All’inizio Goethe giudica Schiller come uno che appartiene allo Sturm und Drang. La distanza tra Grillparzer ed il vecchio Goethe. Goethe nell’ultima parte della sua vita si sente tagliato fuori. I periodi classici sono sempre frutto di una collaborazione di più persone, come la discussione tra Goethe e Schiller. È l’interazione dialettica che crea cultura. Mentre la poesia tedesca ha una sua specificità, Grillparzer rientra in un calderone europeo, e la sua posizione storico-letteraria può essere inserita all’interno del romanticismo europeo, ma non di quello tedesco.
Scrive una poesia su Napoleone e si ispira a Napoleone per questa sua opera; la storia di Otto, che contrappone Otto che è un avventuriero e Rodolfo, una figura che sa cogliere il momento storico. 31 gennaio 1817 primo dramma di Grillparzer, “L’Avola” (“Die Ahnfrau”) un dramma terrificante che ebbe un grande successo, essendo di moda la tragedia colorita. Grillparzer viene osannato come una grande promessa e scrive di getto la “Saffo”. Nel frattempo aveva ottenuto un contratto col teatro sempre mantenendo l’impiego statale. La “Saffo” influenzerà Thomas Mann proprio perché è un’opera incentrata sul tema arte-vita: Saffo si innamora di un giovane che gareggia alle Olimpiadi, ne fa una specie di principe ma poi viene abbandonata e si getta in mare, tema dell’arte e dell’eros.
Ad un certo punto c’è una didascalia in cui Grillparzer chiede all’ancella attrice di arrossire. La grande crisi del suicidio della madre è legata alla gestazione della trilogia, l’idea di dividere lo spettacolo in due serate, tanto che la Medea vivrà di vita propria.
La lingua letteraria in Austria
La lingua letteraria in Austria: non c’è distinzione tra p e b, le finali in g, l’inserimento di una s nella Wortbildung, uso dell’ausiliare essere, uso del congiuntivo. Nella storia della letteratura austriaca, all’inizio vi è stato un tentativo di uniformare il tedesco a quello della Germania, ma poi nell’uso le differenze si sono affermate. Il povero suonatore viene pubblicato nel 1847.
Il povero suonatore
Nella prima parte viene proposta la descrizione di un ambiente noto: a Vienna ogni anno viene celebrata una festa popolare nel mese di luglio, ed è come se questo narratore fosse partecipe e protagonista, facendo una distinzione tra il presente dell’autore ed il passato della festa. La Leopoldstadt è il quartiere tra il centro ed il Prater. In questo giorno la festa vera e propria è quella della Brigittenau. Il popolo che lavora conta i suoi giorni da una festa all’altra, e finalmente ecco che si presenta questa festa saturnale (festa annuale nell’antica Roma che corrisponde al nostro carnevale e in occasione si cambiavano i ruoli). La differenza tra le classi sociali in questa occasione sparisce.
Sul ponte del Danubio si fronteggiano due correnti, una è quella del fiume, mentre l’altra è quella della folla. La fiumana uscita dal ponte si riversa tutt’intorno come un grande lago. Entrano delle carrozzelle di vimini stracolme che percorrono il viale, la folla che si apre e si chiude dietro di esse, senza che nessuno si faccia male. Poco alla volta anche la nobiltà si mescola alla folla. Cinque o sei ore prima di notte le carrozze si condensano in una fila compatta, che finisce col trovare ostacoli in sé stessa e poi viene tranciata dalle carrozze che giungono dalle vie laterali. Questa fila di carrozze rende assurdo l’antico proverbio viennese: “Meglio viaggiare male che andare a piedi”. In questa occasione la folla vede da vicino le signore della nobiltà e le guarda a bocca aperta. Donne e bambini urlano nel timore di essere calpestati. Si creano litigi, urla e reciproci insulti. Anche se ci si muove pianissimo, alla fine ci si muove. La musica risuona da lontano insieme alle grida di giubilo.
Il narratore aggiunge dicendo di non mancare mai a questa festa e di essere appassionato del genere umano, e se la prende con i critici letterari: il senso profondo della festa popolare è l'affievolirsi delle differenze, i singoli fanno parte di un tutto, ed è in questo che consiste il senso di trascendenza del divino. La festa popolare è un pellegrinaggio, una preghiera per il drammaturgo. Come se leggesse un Plutarco, legge i visi della gente e mette insieme le biografie degli uomini non famosi, facendo un parallelismo tra la dimensione popolaresca della festa e quella della mitologia. C’è una specie di controcampo tra le citazioni classiche e la dimensione popolare del racconto.
Dovendosi fermare continuamente, ha abbastanza tempo per osservare i due lati della strada. A questo punto descrive dei suonatori ambulanti che, probabilmente temendo la concorrenza, volevano raccogliere denaro nei propilei (citazione classica). In particolare nota un gruppo formato da una suonatrice d’arpa con gli occhi fissi, un vecchio invalido con la gamba di legno che suona uno strumento fabbricato da lui stesso (evidentemente voleva suscitare compassione e far sentire i dolori della sua mutilazione), un ragazzo storpio che forma col suo violino un unico groviglio, tutti stanno suonando un valzer. È una descrizione fedele del pauperismo di quel periodo.
Un personaggio in particolare attira la sua attenzione, colui che sarà il protagonista del racconto: un uomo anziano sulla settantina con un soprabito logoro ma pulito, dal volto sorridente di auto-approvazione.
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