In store marketing
Il processo di marketing operativo del punto di vendita
Marketing operativo: Retailing mix: 6 P
- Place - Localizzazione
- Product - Format
- Products - Assortimento
- Price - Prezzo e promozione
- Promotion e visual merchandising - Comunicazione
- People – Personale
Merchandising
Merchandising: modalità di utilizzo degli spazi del punto di vendita e dei sistemi di comunicazione visiva che consente di migliorare le vendite e valorizzare al meglio l'offerta e l’immagine del punto di vendita. Nasce grazie all’avvento del libero servizio ed acquisti di impulso.
Marketing nel punto di vendita
DEL pdv: Alcune svolte per caratterizzare e rendere attraente il pdv al consumatore e per presentare al meglio i prodotti.
NEL pdv: Fattori che definiscono le caratteristiche fisiche del punto vendita e l’esposizione dei prodotti con l’obiettivo di migliorare le vendite e la redditività.
Le leve di merchandising
- Lay-out dell’attrezzatura: quali attrezzature, come utilizzare e disporre le attrezzature.
- Lay-out merceologico: sequenzialità dei reparti.
- Display: verticale o orizzontale, sugli scaffali.
- Allocazione dello spazio alle referenze: si passa all’allocazione degli spazi per singola referenza.
Il campo di azione del merchandising si è allargato:
- Visual merchandising: insieme delle tecniche di comunicazione visiva che attraverso lo spazio espositivo, comunica ai clienti e ha l’obiettivo di massimizzarne la soddisfazione (architettura commerciale, design ambiente, insegna, segnaletica). Si rivolge non solo ai clienti interni al pdv ma anche a quelli esterni -> Shopping esperienziale
Ruolo ed obiettivo del merchandising
Vengono tenuti in considerazione gli stakeholders, ovvero i portatori di interesse:
- Consumatori (pdv come prodotto): Immagine/posizionamento e customer satisfaction -> Efficacia -> Semplificare il processo d’acquisto, risparmiare tempo, ricevere informazioni, ricevere gratificazioni
- Proprietà e gestori (pdv come impianto): Produttività/redditivià del pdv -> Efficienza -> Ottimizzare la redditività dello spazio, ridurre i costi e la frequenza di rifornimento, ridurre le differenze inventariali e facilitare l’acquisto.
Merchandiser
Deve ottimizzare la capacità di vendita. Aumentare il sell out delle referenze a più alta marginalità. Opera in un orizzonte sia di breve periodo (decisioni della capacità di vendita) che di lungo periodo (scelte strategiche di approntamento della capacità di vendita).
Importanza dovuta: sviluppo degli acquisti di impulso, diffusione del libero servizio e dalla proliferazione delle categorie e marche.
Indicatori di efficienza del pdv
Impatto delle politiche di merchandising:
- Costi/offerta: ridurre i costi di handling e ridurre le scorte (costi fissi: allestimento della capacità di vendita; costi variabili: utilizzo della capacità di vendita).
- Vendita/domanda: aumentare le vendite, valorizzare l’esposizione dei prodotti, facilitare il processo di acquisto e orientare le scelte.
- Profitti: ottimizzare la resa della superficie.
Merchandising e formule
Anche nella distribuzione si è determinata una tendenza verso una crescente differenziazione dell’offerta:
- Differenziazione di formule
- Differenziazione di insegne
Le imprese della distribuzione operano con un portafoglio di prodotti commerciali, ciascuno di essi identificato da una specifica insegna -> Non esiste una soluzione di merchandising ma tante quante le tipologie di vendita, insegne e strategie di offerta.
Importanza del merchandising: la crescente importanza del merchandising è strettamente connessa all’introduzione del libero servizio e all’aumento dell’incidenza degli acquisti di impulso nei punti di vendita a libero servizio. La vendita self-service agisce sull’articolazione delle fasi del processo d’acquisto spostando in avanti il momento della scelta -> I consumatori maturano le scelte nel pdv (pochi fanno la lista della spesa, la lista indica per lo più solo la categoria del prodotto, l’incidenza degli acquisti di impulso è il 50%).
Merchandising e servizio
Nel pdv è possibile stimolare:
- Vendita di prodotti complementari
- Vendite aggiuntive
- Cambiamenti di marca, condizionare le performance di quote di mercato di marche e prodotti
Con il merchandising il distributore esercita una facoltà di indirizzo sulle scelte del consumatore, ma deve garantire la presenza dei beni che questo desidera. I suoi gradi di libertà sono tanto più ampi quanto meno il consumatore ha predefinito l’acquisto.
Situazioni estreme
- Pura funzione di magazzino del distributore: la lista della spesa è definita per referenza e per marca -> Lista di prelievo
- Il distributore preseleziona i beni in totale libertà: la lista della spesa è definita per famiglia merceologica
L’importanza del merchandising nella competizione e nell’ipercompetizione
- Concorrenza tra formule distributive
- Concorrenza all’interno della stessa formula distributiva
- Concorrenza tra settori diversi -> Ricerca della differenziazione
La centralità del punto di vendita quale media di comunicazione e informazione
- Progressiva perdita di efficacia della comunicazione tradizionale attraverso mezzi di massa:
- Affollamento dei mezzi da parte di imprese appartenenti ai più svariati settori
- Zapping e skipping da parte dei consumatori
- Valorizzazione dei luoghi d’acquisto come obiettivo strategico di primaria importanza per tutto il canale:
- Il consumatore non può e non vuole evitare la comunicazione in store.
- Cercare uno shopping completo e soddisfacente.
- È più vicino al momento della verità ed è possibile stimolare fenomeni di cross selling, up selling e brand switch.
- Rafforzare strategicamente la comunicazione dei valori di marca.
L’importanza del merchandising per il produttore
- Il produttore dispone prevalentemente di una comunicazione a una via -> Comunicazione tradizionale che è costosa e non sufficiente.
- Il punto di vendita è il luogo in cui il consumatore decide l’acquisto.
- Il produttore non controlla le leve della comunicazione nel punto vendita.
- Ha la necessità di rappresentare adeguatamente il concept di marca:
- Il produttore, sempre più spesso, amplia la propria specializzazione produttiva nel tentativo di soddisfare bisogni più ampi
- I punti vendita tradizionali trattano, generalmente, un numero limitato di referenze
- Necessita di ambienti di vendita che valorizzino i prodotti e facciano percepire i valori e i simboli che gli stessi richiamano
Nuova centralità dal momento di contatto tra consumatore e prodotto
Obiettivi del merchandising per il produttore, garantire:
- Visibilità del prodotto: qualità dello spazio
- Disponibilità del prodotto: quantità dello spazio
- Presenza della marca: assortimento del portafoglio
- Informazione: andamento vendite e promozioni
Conseguenze: aumento degli investimenti sul punto di vendita e sviluppo di nuovi format distributivi (monomarca, corner, flagship store).
La trasformazione del punto di vendita
Rapporti tra industria e distribuzione
Problemi posti dal merchandising:
- Tra distributori: praticabilità del proprio progetto di differenziazione
- Tra produttori: concorrenza della conquista dello spazio: aumenta la competizione per accedere al punto di vendita e per essere distinti e apprezzati dal consumatore nel punto di vendita
- Tra industria e distribuzione: criteri di allocazione dello spazio delle referenze
Albero decisionale
Le leve di merchandising:
- Lay-out: delle attrezzature e merceologico.
- Display: display e space allocation.
Il lay-out
Lay-out delle attrezzature: scelta e disposizione delle attrezzature espositive -> Aspetti fisici -> Identificazione dei percorsi che il visitatore può compiere all’interno del pdv e definizione percorsi di vendita.
Lay-out merceologico: definizione della superficie e della sequenza dei settori e dei reparti, definizione dei criteri di classificazione dell’assortimento -> Aspetti psicologici -> Associazioni d’acquisto.
Lay-out delle attrezzature
Come organizzare le attrezzature espositive all’interno del punto di vendita:
- Le attrezzature devono:
- Essere un efficace supporto dei prodotti, ma invisibile
- Creare un ambiente favorevole alla vendita
- Valorizzare il rapporto e i prodotti
- Tipologie di lay-out: (la scelta è connessa agli obiettivi di marketing e insegna)
- Lay-out a griglia tradizionale
- Lay-out a free-flow (per beni problematici e clienti ad alto profilo)
Vantaggi e svantaggi
Lay-out a griglia tradizionale:
- Vantaggi:
- Massima capacità di contenimento (massimizzazione della redditività dello spazio espositivo)
- Minori costi di installazione e manutenzione degli scaffali (minor costi logistici)
- Buona visibilità dei prodotti
- Minori problemi di controllo delle differenze inventariali
- Orientamento del flusso della clientela
- Svantaggi:
- Eccessiva uniformità e mancanza di animazione
- Funzionale alle logiche dell’offerta standardizzata
Lay-out a free-flow:
- Vantaggi:
- Assoluta libertà di spostamento
- Maggior tempo medio di permanenza
- Maggiori acquisti d’impulso
- Soddisfa un crescente bisogno informativo
- Svantaggi:
- Minore superficie espositiva
- Maggiori costi logistici
- Attrezzatura più costosa e meno standardizzabile
- Più adatto alla vendita di prodotti non alimentari
Modello misto: propone la classica esposizione a griglia e soluzioni ad isola orientate ad affermare una precisa identità di insegna.
Saturazione della capacità produttiva e massificazione espositiva
- Altezza degli scaffali
- Larghezza corridoi
Vantaggi (servizio assortimentale): maggiore ampiezza, profondità, visibilità.
Svantaggi (disservizio logistico): difficoltà di picking e movimento.
Situazioni
- Acquisti programmati: rinunciare a modifiche di struttura del fatturato, poiché le vendite risultano anelastiche allo spazio espositivo.
- Acquisti programmati a livello di categoria e impulso di marca e referenza: modificare la struttura del fatturato a favore delle referenze più redditizie.
- Acquisti di impulso: le vendite sono strettamente collegate alla visibilità.
Tendenze in atto: maggiore attenzione all’atmosfera e da vendita di prodotti a vendita di soluzioni (shopping esperienziale)
- Maggiore utilizzo di percorsi liberi (free flow)
- La scelta dei materiali: materiali ecosostenibili, metallo per aziende tecnologiche/innovazione
- L’utilizzo degli specchi: dare profondità allo spazio e far sembrare maggiore la quantità di prodotto
- La contestualizzazione dell’offerta: arance nel carretto siciliano
- Minimizzazione delle strutture espositive: si cerca di ridurre l’impatto delle strutture espositive per far risaltare il prodotto.
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