APPUNTI DI
INGEGNERIA INVERSA
Donald Zeka
INGEGNERIA INVERSA
Il termine reverse engineering è un termine nato decine di anni fa, per indicare il processo inverso
dell’ingegneria tradizionale
Parte1: Motivazioni e campi di applicazione
Che cosa s’intende per reverse engineering?
Ingegneria diretta: idea(concept design)→ realizzazione modello virtuale CAD→ modello CAM ( per poter
costruire l’oggetto con macchine a controllo numerico)→processo produttivo→ oggetto fisico
Ingegneria inversa? Parte da dove arriva l’ingegneria diretta cioè dall’oggetto fisico: cioè si pone il problema
di fare il percorso a ritroso fino a tornare al modello cad e in ultima istanza l’idea del progettista →
Oggetto fisico→scansione 3D→nuvola di punti (dato grezzo scansionato)→ processo di ricostruzione
modello CAD
ADDITIVE MANUFACTURING: invece si occupa attraverso macchine e procedimenti opportuni, di
velocizzare il più possibile il passaggio dal modello CAD all’oggetto reale.
In campo meccanico il REVERSE ENGINEERING è il processo che attraverso la scansione 3D permette la
ricostruzione di modelli tridimensionali numerici delle più svariate dimensioni (da oggetti microscopici fino
ad arrivare a montagne). L’ingegneria inversa e la scansione 3D hanno un numero enorme di applicazioni:
-Cartografia del territorio: indicazioni del territorio, per progettazione di interventi civilistici….
-Architettura e restauro: modello digitale di un edificio o di un ambiente o di una statua è molto
importante, perché partendo da un restauro virtuale si può pensare di procedere ad uno reale. I modelli
digitali possono anche essere utilizzati per la realizzazione di archivi virtuali, perché in caso di fenomeni
catastrofici si può pensare a ricostruirli.
-Ergonomia: fondamentale perché consente di sviluppare prodotti o servizi il più possibile indirizzati al
consumatore ed in particolare consente di customizzare i prodotti per il consumatore. Questo è molto
importante perché la possibilità di avere un modello digitale del corpo umano dello specifico soggetto offre
delle importanti possibilità: dalla produzione di dispositivi biomedicali su misura tipo tutori, per arrivare alla
costruzione di protesi su misura. Inoltre la possibilità di avere modelli digitali del corpo umano permette di
studiare l’interazione uomo macchina nel modo più fedele.
- Reingegnerizzazione di prodotto: Tantissimi prodotti sono realizzati a partire da disegni convenzionali
bidimensionali su carta o al computer oppure discendono da prodotti che già esistono ma di cui non si
dispone del modello cad. In questi casi qualora si voglia procedere a un miglioramento,all’implementazione
del prodotto in seguito alle modifiche apportate si necessita del modello CAD per apportare le modifiche
FEM ( di resistenza) le modifiche estetiche ( rendering) e di stabilità. Nel ripensare un oggetto per renderlo
migliore o più facilmente producibile si va a lavorare sul modello CAD vecchio, ma quando non si dispone
del modello CAD ecco che diventa indispensabile il reverse engineering.
N.B: Il reverse engineering non è soltanto la replica del modello 3D ma la replica dell’intento del
progettista, cioè: che signifia, in ambito cad, un modello che abbia le features e le quote analoghe a quelle
che il primo porgettista ha stabilito al momento della realizzazione dell’oggetto.
-Verifiche di produzione: si va a visualizzare la sovrapposizione della scansione 3D con il modello CAD
ideale, cioè stiamo visualizzando la mappa dell’errore dimensionale tra il modello e la scansione. Serve a
verificare che l’oggetto prodotto sia conforme al modello CAD ideale, quindi per oggetti con geometrie più
complicate per cui si necessita di fare una verifica sull’intera superficie diventa essenziale disporre della
scansione 3D perché il calibro e gli strumenti di misura tradizionali non sono bastevoli.
-Design estetico: Spesso l’ingegnere si trova a partire dal vincolo di design stilistico ( soprattutto in campo
automotive) ossia il progetto realizzato dal designer, che spesso è realizzato a mano su carta o su creta e
legno. Quindi poiché i designer stilistici producono un prototipo fisico, e non uno virtuale, dell’oggetto da
realizzare, la prima cosa che si deve fare per poter produrre l’oggetto finale è trasferire il prototipo su
computer in modo da disporre del modello CAD. Ecco quindi, che nuovamente, la scansione 3D diventa
indispensabile per poter passare dall’idea alla fase di produzione.
-Medicina: Tutte le tecniche diagniostiche evolute moderne sono tutte tecniche di scansione 3D che
producono modelli tridimensionali del nostro corpo, il quale internamente non è accessibile dai modelli di
scanner tradizionali.
Slide 32: tc di un cilindro di ciclomotore
Tc per verifica dimensionale, cioè che le intercapedini fossero delle dimensioni attese ed era l’unico modo
per farlo. E’ stato possibile utilizzare una macchina per TAC medicale settata alla massima potenza, in
quanto il materiale di cui è fatto il cilindro è alluminio,che ha una densità notevolmente minore dell’acciaio,
e poiché gli spessori in gioco non erano elevatissimi. Se si fosse trattato di acciaio non serebbe stato
possibile esguire un tc del cilindro in quanto non veniva attraversato dai raggi x.
Slide33: Evoluzione dell’ecografo
Slide 34: Ecoscandaglio 3D
Serve non solo a misurare la profondità di un punto, ma effettua una scansione analoga a quella
dell’ecografia: si sparano delle onde sonore in tutte le direzioni, e se ne misura il tempo di ritorno, da cui si
ricostruscie una nuvola di punti o una mappa tridimensionale.
Slide 35: Acquisizione dati nel campo di reverse engineering?
Si intende la scansione 3D (tridimensionale) dell’oggetto da ricostruire che quasi sempre porta ad ottenere
un insieme di punti nello spazio, ciascuno caratterizzato da 3 coordinate x,y,z ma non sempre perché a
volte si lavora con sistemi di riferimento non cartesiani, e questa nuvola di punti è stata scansionata in
modo tale che ciascun punto acquisito giaccia sulla superficie dell’oggetto che si sta acquisendo quindi
l’insieme di questi punti definisce la forma dell’oggetto ma non la superficie, perché la superficie non si
definisce con punti.
Le striaure colorate che si vedono sull’elefantino non sono superfici ma sono insiemi di punti discreti tanto
fitti da sembrare superfici continue in realtà sono discreti, infatti nelle zone dove si sovrappongono si nota
che un colore traspare dietro l’altro
Slide 36: è uno scanner a sua volta scansionato da un altro scanner, e quello che si ottiene dalla scansione è
una nuvola di punti ma nessuna superficie.
NOTA: che cos’è che non si potrebbe vedere di questa immagine disponendo solo di un insieme di punti
descritti da 3 coordinate ma che in realtà si vede? Le ombreggiature, cioè che alcune zone in sottosquadro
sono più scure perché colpite meno dalla luce mentre altre che sono frontali sono più chiare perché colpite
direttamente dalla luce. Ma come si fa a fare il rendering disponendo solo dei punti, infatti per fare questo
tipo di rappresentazione servono le superfici dell’oggetto per sapere come queste sono orientate rispetto
alla luce e dare l’ombreggiature? Si riesce a fare perché questo modello non è un modello descritto
semplicemente da punti, ma è definito dalle 3 coordinate di ciascun punto e dalla normale alla superficie
per ciascun punto, quest’ultima è l’informazione che ci manca per dare il colore giusto al modello. Se
veramente questo modello fosse stato descritto solo da punti definiti da 3 coordinate sarebbe stato dello
stesso colore e non si sarebbe potuto realizzare questo effetto 3D. NOTA: quindi quando si nota una
situazione di questo tipo o sono punti con normale oppure sono i vertici di un modello poligonale e quindi
si dispone della superficie.
Ricorda sempre l’oggetto scansionato è una nuvola di punti e la superficie deve essere sempre costruita!!
Slide 36:
ACQUISIZIONE DATI : aspetti pratici principali
• Accuratezza: come tutti gli strumenti di misura anche gli scanner hanno una loro accuratezza.
L’errore di accuratezza è la differenza tra la misura vera e quella fornita dallo strumento. Uno
strumento è tanto più accurato quanto più la media delle misure che fornisce si avvicina alla misura
vera ( per determinare l’accuratezza dello strumento si deve fare una ripetizione delle misure e poi
farne una media da confrontare con la misura vera). Nel caso di scansione 3D, la scelta di una
tipologia di strumento (tecnologia) rispetto ad un’altra si ripercuote generalmente sull’accuratezza
del processo di scansione, perché ogni tecnologia ha una sua accuratezza intrinseca, anche se a
parità di tecnologie esistono strumenti con accuratezze molto diverse le une dalle altre.
L’accuratezza deve essere compatibile con la misura che si deve esguire, altrimenti lo strumento
scelto non è adatto ed è necessario cambiare la tecnologia di base ( ad esempio passare da uno
strumento ottico ad uno a contatto).
Esempio: se l’oggetto da scansionare ha dimensione maggiore pari a 2mm, probabilmente uno strumento
con una accuratezza pari a ± 0,3 mm non è sufficiente perché si rischia di sbagliare di quasi la metà della
lunghezza dell’oggetto da scansionare. Un accuratezza adeguata sarebbe ± un centesimo 1/100 e non tre
decimi.
• Precisione: misura la ripetibilità di una certa misura, cioè quanto la distribuzione di una serie di
misure ripetute è dispersa rispetto al valore medio. Cioè uno strumento è tanto più preciso quanto
più le successive misurazioni dell’oggetto sono una vicina all’altra.
Uno strumento può essere preciso ma non accurato e viceversa . ovviamente lo strumento ottimale è
preciso e accurato, cioè fornisce in modo ripetibile misure ben sovrapposte alla grandezza reale.
Slide 39:
- Media misure vicine al centro del bersaglio significa che lo strumento è accurato
- Se le msiure sono sparpagliate lo strumento non è preciso
- Se le misure sono vicine une alle altre significa che lo strumento è preciso ma non è detto che sia
accurato
• Rumore: in pratica è una misura fittizia che si sovrappone a quella effetuata dallo strumento, che è
presente in tutti gli strumenti soprattutto quelli digitale. E’ quantificato dal SNR (signal to noise
ratio) cioè dal rapporto fra la potenza del segnale utile e quella del rumore.
ESEMPIO IMMAGINE: 4 segnali, ciascuno caratterizzato da un rapporto fra misura utile e rumore,
cioè SNR: S/R=100 cioè l’ampiezza del segnale utile è 100 volte più grande del segnale del rumore;
S/N=1 l’ampiezza del segnale del rumore è identica a quella del segnale utile, e quindi quest’ultimo
è totalmente illeggibile. NELLA SCANSIONE 3D questo si traduce nel fatto che quando si scansiona
un piano, non si ottiene come risultato un piano ma una serie di punti sovrapposti a tale piano che
danno luogo a una superficie scaborsa.
ESEMPIO: il rumore sovrapposto al segnale misurato è responsabile del fatto che effettuando la
scansione 3D di una superficie perfettamente piana e levigata (ideale) si ottiene una superficie con
una certa rugosità, tanto maggiore quanto più alto è il rumore.
Generalmente il SNR impatta sulla precisione delle strumento: infatti non si può pensare di ripetere
le misure e di aver sempre le stesso valore se è presente un certo rumore. Si può avere sia un
rumore positivo che negativo, quindi in alcuni casi il rumore non influisce sulla media delle misure
cioè sull’accuratezza, poiché un rumore positivo può compensarsi con uno negativo e viceversa
lasciando “pulita” l’accuratezza del segnale utile.
• Risoluzione spaziale: variazione minima (delle coordinate spaziali dei punti) apprezzabile dallo
strumento. Si può pensare alla risoluzine spaziale anche come alla quantità di divisioni che lo
strumento vede su una certa lunghezza di riferimento (analogamente a quanto avviene per la
scansione 2D, cioè uno scanner piano, quando si parla di “dpi”- dots per inch, o per la fotografia
dove si intende il numero di pixel che si vede su una certa lunghezza). In modo più semplice può
essere intesa come la quantità di punti che lo scanner riesce ad aquisire per unità di lunghezza vera
dell’oggetto.
Attenzione, la particolarità della scansione 3D è che spesso la risoluzione lungo le tre direzioni,
coordinate x,y,z, pensando a un sistema di riferimento coincidente con quello dello strumento (
ovviamente le nuovole di punti acquisite verranno espresse nel sistema di riferimento dello
strumento e non uno arbitrario casuale, ma starà al progettista riportare tali acquisizioni in uno
stesso sistema di riferimento che ha un significato fisico più appropriato), può essere sensibilmente
diversa.
Solitamente, quando si parla di risoluzione per uno scanner 3D ci si riferisce a quanto sono vicini gli
uni agli altri i punti 3D rilevati dallo strumento sulla superficie dell’oggetto ( tipicamente sul piano
XY, cioè quello della giacitura dell’oggetto), NON si intende la minima variazione di z(profondità)
apprezzabile. In parole semplici si intende semplicemente quanto sono fitti i punti sulla superficie
dell’oggetto, ad esempio se uno strumento ha una risoluzione spaziale di 0,1mm significa che
l’oggetto che viene acquisito con una maglia di punti distanziati di 0,1mm.
Di solito la risoluzione lungo z viene fornita a parte e differenziata dalla risoluzione spaziale ( che
può essere paragonata, in analogia alla fotografia, alla fedeltà del colore del singolo pixel; o meglio
quanto sia apprezzabile la variazione lungo la direzione perpendicolare alla direzione di
acquisizione).
Nota: se si deve scansionare un oggetto di una certa dimensione bisogna scegliere uno strumento
che abbia una risoluzione appropriata:
ESEMPIO: se si deve scansionare un oggetto con dettagli di dimensione di 0,5 mm, è insufficiente
usare uno strumento che abbia una risoluzione di 10 punti per mm²! Poiché in questo caso avrebbe
una risoluzione di circa 3 punti per mm questo vuol dire che su 0,5 mm di dettaglio ci casca un
punto e mezzo che è assolutamente insufficiente.
• Calibrazione dello strumento : nella pratica consiste nella misurazione di un oggetto noto secondo
un procedimento ben definito (all’interno della procedura di calibrazione) e in una successiva re-
impostazione dello strumento affinchè riporduca in modo più accurato possibile la misura nota.
Cioè ci sono dei parametri che devo essere regolati nell’elettronica dello strumento, piuttosto che
nel software, per far in modo che lo strumento dia luogo alla misura più accurata possibile,
ovviamente a causa delle condizioni atomosferiche e ambientali, a causa di deformazioni termiche
o urti,o campo magnetico terrestre lo strumento perde la calibrazione iniziale e va ricalibrato. E il
modo con cui si esegue la calibrazione di uno strumento è fondamentale per certi tipi di
applicazioni infatti esistono processi di calibrazione che richiedono ore e ore, altri strumenti per
essere ricalibrati devono essere rimandati al costruttore per effettuare la calibrazione in camere
bianche, mentre ci sono strumenti che possono essere ri-calibrati in modo semplice; anche ditte
concorrenti hanno politiche differenti in merito alla calibrazione, bisogna tenerne presente da un
punto di vista economico.
Solitamente la calibrazione deve essere effettuata su base periodica e, comunque, ogni volta in cui
ci possa essere il dubbio che lo strumento abbia subito “modifiche”.
La calibrazione non deve essere confusa con la taratura che, invece, non prevede la modifica dei
settaggi dello strumento ma, semplicemente, esamina la capacità dello strumento di riprodurre una
misura nota. La taratura prevede di vedere come la misura prodotta dallo strumento si associa alla
misura del misurando, da cui si possono ricavare delle mappe che ci dicono l’errore commesso dallo
strumento nel fornire un certo valore in un certo range di misura.
• Accessibilità dell’oggetto
Alcune regioni dell’oggetto, a causa della forma o delle dimensioni dell’oggetto stesso, potrebbero
non essere fisicamente raggiungibili dallo scanner. Quando si sceglie lo strumento per una certa
applicazione è fondamentale tenere presente questo aspetto.
Esempio tipico: è il vaso, il dentro del vaso è praticamente inaccessibile da qualsiasi strumento
• Fissaggio della parte per la digitalizzazione
L’oggetto da scansionare deve essere sorretto in qualche modo (appoggiato su un piano, sospeso,
montato su un supporto): la regione dell’oggetto che si interfaccia con il dispositivo che lo supporta
non può essere generalmente scansionata.
Il fissaggio è importante per la scansione perché non si può scansionare correttamente un oggetto
fluttuante, in quanto si otterrebbero degli scostamenti, e quindi degli errori, nella nuvola di punti.
• Finitura della superficie dell’oggetto ( opaca, lucida, speculare, testurizzata, etc.)
Chiaramente non ha alcuna rilevanza per i dispositivi di scansione a contatto, perche vanno a
toccare direttamente la superficie dell’oggetto, ma è molto influente per gli scanner ottici.
Il tipo di superficie dell’oggetto da scansionare ha una profonda influenza sul tipo di dispositivi
utilizzabili: le tecnologie ottiche per riflessione, ad esempio, non possono essere utilizzate per
oggetti speculari o troppo testurizzati senza un trattamento preliminare. Su alcuni oggetti cromati
in cui c’è una parte di riflessione de
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