Ingegneria inversa
Introduzione al reverse engineering
L’ingegneria inversa nasce dall’elettronica per copiare le schede elettroniche:
servivano metodi digitali per copiare la concorrenza. Vedremo i motivi che
spingono a usare l’ingegneria inversa e le sue applicazioni, le tecnologie
relative all’acquisizione dati (scansione 3D principalmente) e poi vedremo
come usare questi dati per ricostruire gli oggetti perché la scansione 3D è solo
il primo passo dell’ingegneria inversa perché essa dà solo coordinate di punti:
ottengo una nuvola di punti nello spazio che rappresenta i punti campionati
sulla superficie dell’oggetto. C’è una serie di operazioni da fare per ottenere
quello che vogliamo, e infine vedremo come a partire da dati pre-processati e
puliti si arriva ad un modello CAD digitale (parametrico associativo) che ricalchi
le intenzioni di chi ha progettato l’oggetto, cosa che è la massima espressione
dell’ingegneria inversa.
Motivazioni e campi di interesse
Questo è il flusso progettuale dell’ingegneria diretta e di quella inversa. In
quella diretta si parte da un’idea (ci sono varie fasi per risolvere problemi e
farsi venire in mente l’idea), poi si realizza il modello CAD dell’oggetto che si
vuole produrre, poi si fa il modello CAM, poi selezionato il processo produttivo
grazie al CAM si fa l’oggetto fisico, che in questo caso è una sella Piaggio.
L’ingegneria inversa prescinde da tutto quello che c’è prima e deve risalire
dall’oggetto fisico in linea teorica all’ idea concettuale, in ogni caso almeno al
modello 3D (CAD). L’oggetto poi viene scansionato e si ottiene una nuvola di
punti (un insieme fatto da un numero elevato di punti che hanno le coordinate
sulla superficie dell’oggetto fisico scansionato). Da ciò si fa una prima
ricostruzione (modello poligonale, mesh) e poi da qui si arriva al modello CAD.
questo permette di risalire anche all’intento del progettista che ha realizzato
l’oggetto. L’additive manufacturing si occupa di velocizzare il più possibile il
passaggio dal modello CAD all’oggetto reale. Si chiama così perché prende
sempre più campo nella produzione industriale dato che le tecnologie di
additive manufacturing sono avanzate oggi; prima si chiamava rapid
prototyping (prototipazione rapida) perché si usava prevalentemente per fare i
prototipi, anche se tutt’oggi l’80% dell’uso rimane quello.
Applicazioni del reverse engineering
In pratica il reverse engineering tratta la scansione 3D e la ricostruzione di
modelli 3D numerici di oggetti di varie dimensioni.
Verifiche di produzione: se l’oggetto è complesso gli strumenti di misura
classici non sono adatti perciò uso uno scanner 3D per acquisire la geometria
dell’oggetto e vedere se è conforme al modello CAD che avevo fatto. In figura
in alto a destra c’è il modello CAD di un pezzo meccanico (corona dentata) su
cui ho sovrapposto la scansione 3D. La mappa colorata è la mappa di
deviazione dell’oggetto scansionato dal modello CAD. Verificare quindi quanto
le dimensioni del pezzo fisico differiscano dal CAD diventa semplice. Le
verifiche sono di solito fatte a campione ma per alcuni settori (automotive e
automotive di lusso) si devono verificare tuti i componenti. Si verificano oggetti
di media-grande dimensione dato che gli scanner ottici sono sensibili al
centesimo di millimetro.
Architettura e restauro: la scansione 3D la fa da padrona (tutti i monumenti più
importanti sono stati scansionati). I palazzi antichi possono essere acquisiti per
avere una copia digitale e poterli ricostruire in caso di crollo o monitorare la
loro salute (faccio una scansione alla facciata di un palazzo e la rifaccio dopo
tre anni ad esempio e se qualcosa è cambiato allora vuol dire che si è
deformato), o per costruire ambienti virtuali.
Re-ingegnerizzazione del prodotto: ho un oggetto esistente e voglio migliorarlo,
quindi mi serve il modello digitale per cambiare il processo produttivo, o il
design, o passare a delle simulazioni. La sella in figura è stata scansionata
perché era poco comoda, dunque si doveva acquisire la sua geometria dato
che non c’era il CAD e da questo poi doveva essere fatta una valutazione FEM
per capire come mai era scomoda e capire come modificare la forma per
uniformare la distribuzione delle pressioni. Perciò questo è il caso di un oggetto
che deve essere scansionato e poi modificato per aumentare le prestazioni o
differenziarsi dalla concorrenza.
Cartografia del territorio: tutte le mappe di Google Maps sono fatte con la
scansione aerea. È molto utile per la pianificazione urbanistica, la pianificazione
a lungo raggio (frane e smottamenti).
Ergonomia: per simulare l’interfaccia tra uomo e macchina è utile avere un
modello geometrico digitale del corpo umano e del sistema stesso (vedere
l’ergonomia di un materasso, la comodità di seduta di un sedile di un’auto).
Design estetico: nella gran parte dei casi (automotive, moda), anche se ci sono
molti software per gli sketch di design, il modello iniziale è fatto da un artista
che lo scolpisce in scala in materiali come creta, e poi questo modello deve
essere digitalizzato per vedere come applicare ad esempio una verniciatura o
vedere come modificarlo per renderlo più bello. Ciò serve anche per il processo
produttivo: posso veder come montare il telaio nella carrozzeria.
Medicina: è il campo di applicazione più importante che ha più impatto sulla
vita quotidiana, non solo per la stampa 3D di organi, ma anche per le più
importanti tecniche di diagnostiche come la TAC, l’ecografia, la risonanza
magnetica che non sono altro che scanner 3D. Questi strumenti hanno
rivoluzionato la medicina e hanno fatto fare grandi passi alla diagnostica
perché con la scansione 3D del corpo umano si possono fare cose incredibili:
simulazioni di interventi chirurgici, adattamento di protesi all’anatomia del
paziente, trattamenti specifici, stampa di organi 3D, ricostruzioni di pezzi di
osso in titanio fatte con la stampa 3D.
In figura c’è un prodotto artigianale fatto da un artista e se voglio produrlo creo
una stampa attraverso il modello 3D dell’oggetto ottenuto dalla sua scansione.
Si possono fare anche simulazioni sulla prima stampa prima di fare la
produzione. Nel CAD si possono anche aggiungere dettagli che mancano.
Inoltre il modello digitale non si deteriora nel tempo a differenza della stampa
fatta fisicamente a partire dall’oggetto.
In figura ci sono diversi colori che corrispondono a diverse nuvole di punti e
quindi a diverse scansioni. Infatti non è possibile quasi mai acquisire la forma
dell’oggetto con un piazzamento dello scanner, bisogna che gli scanner si
muovano tra loro reciprocamente. L’ombreggiatura sull’oggetto è una tecnica
di rendering che regola la luminosità di un punto in base a come è inclinato
questo rispetto alla luce.
Fare la scansione di un manichino potrebbe essere utile per creare un modello
3D per creare un catalogo virtuale on-line.
L’oggetto in figura è stato realizzato off design (senza progetto) ed è stato
modificato con una macchina utensile fino ad ottenere uno scasso. Questo
processo di modifica con un utensile per arrivare alla configurazione corretta è
comune e prevede poi la scansione per creare il modello CAD e quindi le tavole
del pezzo modificato per dare il via al processo produttivo.
Il pezzo in figura è stato fatto per SLS (Selective Laser Sintering), una tecnica
additiva che può portare a errori dimensionali o geometrici, e la scansione 3D
può essere utile per confrontare l’oggetto fatto con la SLS e il modello CAD di
partenza.
Ho un campione di questo oggetto ma non il CAD; se volessi fare una verifica
sarebbe comodo avere il modello CAD da cui si crea quello FEM per fare una
verifica numerica invece che una prova sperimentale (ho solo un campione e
potrei romperlo). Il colore è diverso a seconda del tipo di superficie (modello
segmentato).
Siamo nel campo automotive: il primo prototipo è scolpito da un designer in
materiali come cera, creta, gesso, e poi viene scansionato (si vedono al centro
le lame di luce proiettate) per fare il modello CAD per metterci le cose
necessarie alla valutazione estetica o iniziare a lavorare sulla meccanica.
Quello a destra è un modello detto poligonale.
Con il modello virtuale CAD si possono fare anche verifiche fluidodinamiche
CFD, verifiche e poi la progettazione in dettaglio.
Qui abbiamo un modello di torace ottenuto con TAC o risonanza. Il dato che
acquisisce la macchina è 3D anche se viene affettato e si generano delle
immagini (quelle che vengono fuori come risultato della TAC) perché i medici
leggono bene quelle. Costruire in 3D le parti anatomiche è utile per scopi
diagnostici, realizzare pezzi su misura, realizzare navigatori endoscopici,
oppure pianificare ed eseguire interventi chirurgici. La scansione 3D permette
anche di fare simulazioni: la scansione 3D del sistema circolatorio può essere
utile per fare simulazioni CFD per vedere se ci sono zone con eccessiva
pressione ad esempio.
Nel campo dei beni culturali e dell’architettura è estremamente utile disporre di
un modello numerico 3D: musei virtuali, restauro di opere d’arte, archiviazione
3D, monitoraggio edifici e grandi opere d’arte...
Una delle prime scansioni 3D è stata fatta sul David di Michelangelo.
In ingegneria ambientale è utile avere delle mappe 3D: per pianificare e
simulare interventi sul territorio (progettare un viadotto ad esempio),
monitorare i movimenti (vedere ad esempio se una montagna sta franando),
prevenzione, archiviazione e documentazione. Esempi: quando si progetta una
strada si parte dal modello 3D del territorio, per vedere se c’è uno
smottamento si fanno scansioni 3D a distanza di minuti e si confrontano i due
modelli per vedere se qualcosa si è deformato o mosso.
In conclusione la scansione 3D e la ricostruzione di modelli CAD è applicabile in
un sacco di settori.
Processo del reverse engineering
Scansione 3D (acquisizione dati): è il primo passo e ci sono varie tecniche di
vari tipi per farla: con e senza contatto e ognuna ha svantaggi e vantaggi.
Pre-processing: il secondo passo è il pre-processamento dei dati del modello
grezzo che è la nuvola di punti fino ad arrivare al modello digitale dell’oggetto
attraverso varie operazioni. Il pre-processamento infatti può essere fatto da
due passaggi: il filtraggio che prevede di buttare via dati inutili, come eliminare
il rumore bianco, correggere i punti, e l’analisi per estrarre le proprietà
geometriche dell’insieme di punti (questa parte ha a che fare con
l’elaborazione matematica).
Modellazione matematica: prevede di creare il modello a superfici sui punti
scansionati. Nel caso più semplice abbiamo un algoritmo che fa la
triangolazione della nuvola di punti creando un modello poligonale a
“triangolini” (mesh), oppure con algoritmi di interpolazione/approssimazione
con superfici matematiche, o superfici primitive, o superfici di tipo spline (free-
form).
Definizione di modelli di alto livello: la modellazione matematica mi dà una
superficie che non posso toccare, mentre la modellazione di alto livello consiste
nella creazione del modello CAD parametrico come se fosse stato fatto con le
features del progettista (questo a volte è contestuale alla modellazione
matematica, a volte si fa dopo) e si arriva poi al modello CAM. Questo lo si fa
per reingegnerizzare il prodotto.
Tecnologie di acquisizione dati
Sono tecnologie per la digitalizzazione tramite uno strumento che rileva la
forma con una risoluzione ed una accuratezza appropriate.
Gli scanner 3D sono strumenti di misura e si possono dividere in varie tipologie.
La distinzione fondamentale è tra sistemi a contatto (lo strumento tocca
l’oggetto in varie posizioni e con una certa strategia) e senza contatto.
A contatto: ci sono due classi di meccanismi, il braccio articolato che è uno
strumento movimentato dall’operatore a mano e la CMM, cioè la macchina di
misura a coordinate (funzionano con un tastatore ma il primo è passivo e il
secondo è attivo).
Senza contatto: ce ne sono vari che funzionano con principi fisici diversi: ottici,
magnetici, acustici.
Noi studieremo soprattutto quelli ottici che si basano su:
triangolazione stereoscopica (simile al nostro sistema visivo);
elaborazione di immagini;
TAC (tomografia assiale computerizzata): discende dalla radiografia
infatti funziona con i raggi X (ottica di trasmissione).
Quelli magnetici, come la risonanza, sfruttano un fenomeno diverso, e quelli
acustici sono ad esempio l’ecoscandaglio e l’ecografia. Ci sono anche dei
sistemi ottici che sfruttano il principio dell’ecoscandaglio e dell’ecografia.
Noi ci concentreremo sui sistemi che hanno maggior impatto nei campi
ingegneristici.
TAC
La TAC, o più propriamente TC (non è detto che sia assiale) è basata sulla
trasmissione dei raggi X. Nella radiografia il raggio X colpisce il tessuto del
paziente e va a impressionare la tavola che sta sotto. Nella TC ho un emettitore
di raggi X e un ricevitore posti all’estremo di un anello. I raggi attraversano il
paziente e sono recepiti dal ricevitore. L’anello si muove attorno al paziente. Il
principio è l’assorbimento dei raggi X da parte dei tessuti. Gli algoritmi che
permettono la ricostruzione 3D sono complessi. La TC non si usa solo in campo
medico ma anche per uso industriale. La differenza sta nel volume di lavoro e
nella potenza della sorgente radiogena. In Italia ci sono circa 15 tomografi
industriali e il centro ricerche FIAT l’ha usato per degli studi sul filtro
antiparticolato dei motori diesel (elimina le microparticelle di particolato), che
dopo un po’ si ottura.
Esempio di filtro: entrano i gas di scarico ricchi di particolato che resta nel
cilindro. Il filtro è fatto a setti che costituiscono una maglia e questi sono aperti
e chiusi in maniera alternata (aperti da una parte e chiusi dall’altra).
Attraversando questa membrana i gas di scarico depositano il particolato, ma
dopo un po’ il filtro si rompe. La forma e le dimensioni di questi setti possono
essere variabili e alla FIAT hanno studiato la dimensione dei setti per
ottimizzare la distribuzione delle polveri. Per capire come si distribuivano
serviva la TC e non era possibile usare un sistema a contatto perché a toccare il
filtro le polveri si staccavano.
Risonanza magnetica
Si basa sull’applicazione di campi magnetici (innocui per la salute umana a
differenza della TAC). Quando sottopongo un tessuto ad un campo magnetico i
momenti di spin delle molecole delle cellule si orientano con il campo
magnetico esterno. Se tolgo il campo magnetico questi si riorientano come
prima rilasciando energia con frequenza e ampiezza dipendenti dal materiale.
Se riesco a triangolare questo segnale nello spazio posso capire che materiale
è e dove è. La risonanza magnetica misura i tessuti in base al loro contenuto
d’acqua. La TAC misura i tessuti in base alla loro densità.
Ecografia e ecoscandaglio
Una sonda emette un’onda acustica nel campo degli ultrasuoni e poi questa
misura l’onda acustica riflessa, da cui trovo la distanza della sonda
dall’oggetto. Se poi questo è applicato al 3D ho anche la posizione (onda
acustica in tre dimensioni).
Si usa uno o l’altro esame in base a quale tessuto si vuole vedere.
Questa è la TAC su un cilindro di un motore di un Liberty 500 per vedere se le
sezioni sono conformi al progetto. È in alluminio quindi si è potuto farla con la
TAC biomedicale. Così però non apprezzo il millimetro; se fosse stato di acciaio
avrei visto tutto come sulla destra: artefatto da retroimmagine dovuto al
parziale attraversamento dei raggi X.
Questo è il risultato di un ecoscandaglio 3D (detto in questo caso 4D perché è
in tempo reale). L’ecoscandaglio 3D si usa nella maggior parte dei casi con un
liquido perché negli aeriformi gli ultrasuoni si disperdono velocemente.
Una tipica applicazione è la scansione dei fondali marini.
Acquisizione dati nel reverse engineering
È la scansione 3D dell’oggetto da ricostruire. Si parte da una o più nuvole di
punti che sono quindi un insieme di coordinate. Le nuvole di punti giacciono
sulla superficie dell’oggetto e ne definiscono la forma quindi (quanto giacciono
sulla superficie dell’oggetto dipende dalla metrologia dello scanner).
Questa è la nuvola di punti di una pistola di uno scanner utile per studiare un
sistema di afferraggi della manopola. Il dato grezzo che esce non è continuo, è
un insieme di punti con coordinate (x, y, z). Questi punti vengono rappresentati
con una certa dimensione e danno solo l’impressione di avere la geometria
effettiva dell’oggetto. In figura è rappresentato anche lo shading, cioè
l’ombreggiatura, cioè come la luce si riflette sulla superficie. Questo è stato
rappresentato colorando i punti con colori diversi. Per rendere lo shading si
deve a priori sapere in che direzione la superficie riflette la luce e ciò dipende
dalla sua curvatura. Qui quindi questi punti danno un’informazione in più
rispetto alla posizione: danno un’informazione sul versore normale alla
superficie su cui i punti giacciono. Il problema inverso è risalire dallo shading
alla forma dell’oggetto.
Aspetti che caratterizzano i sistemi di acquisizione dati
Accuratezza
L’errore di accuratezza è la differenza tra la misura vera e quella fornita dallo
strumento. Per lo scanner &eg
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