Igiene
L'igiene è il ramo della medicina che si propone il compito di promuovere, potenziare e mantenere lo stato di salute delle collettività umane.
Definizione di salute secondo l'O.M.S
O.M.S: Salute: totale assenza della malattia intesa anche come benessere fisico, psichico e sociale.
Documenti per la promozione della salute
Tra i più importanti documenti per la promozione della salute troviamo la "Carta di Ottawa 1986" che riguardava i seguenti punti:
- Realizzare delle politiche a sostegno della salute
- Promuovere la qualità della vita
- Sviluppare un'azione comunitaria (per il bene della collettività)
- Incentivare le capacità personali
- Fornire nuovi percorsi per indirizzare al meglio i servizi sanitari ed assistenziali
Da un concetto di cura della malattia si passa al concetto di prevenzione della stessa.
Epidemiologia
Epidemiologia: branca dell'igiene che studia la distribuzione delle malattie nelle popolazioni, i fattori di rischio ed i fattori protettivi per la salute. I dati epidemiologici dunque sono l'unica fonte affidabile seppur non precisa per l'attuazione di efficaci misure di prevenzione.
Profilassi
La profilassi è una qualsiasi procedura inerente alla sanità pubblica che si occupa della prevenzione delle malattie. La profilassi è distinta in:
- Primaria: quando si previene l’insorgere di una patologia (prima)
- Secondaria: quando la malattia è già insorta e bisogna limitarne la diffusione (dopo)
N.B: il termine profilassi è utilizzato soprattutto nell’ambito della sanità pubblica trattandosi di malattie infettive.
Prevenzione
La prevenzione (che riguarda in genere tutti gli altri tipi di patologie) comprende:
- Difesa dell'individuo contro malattie ed infortuni
- Sorveglianza continua per individuare lo stato della malattia
- Intervento: per raggiungere il massimo livello di benessere
Essa si suddivide in:
- Primaria: rimuovere i fattori di rischio modifica dei comportamenti (es. tutti ci facciamo il vaccino). Oppure: potenziare le difese per una modifica ambientale (sanificazione)
- Secondaria: identificare i soggetti a rischio per formulare una diagnosi precoce (es. cancro al seno per le donne over 40)
- Terziaria: riabilitazione e recupero sociale
Può essere (in base alle tre categorie):
Prevenzione diretta e indiretta
Diretta:
- Si potenziano le difese dell’individuo (immunoprofilassi e vaccini)
- Si individuano i portatori (limitando la diffusione del microrganismo) attraverso la denuncia di patologia infettiva e quindi accertamento diagnostico (5 classi) + quarantena, isolamento e contumacia
- Attività di bonifica ambientale: sterilizzazione, disinfezione ecc.
Indiretta:
- Risanamento e miglioramento degli ambienti di vita e lavoro
- Controllo della qualità alimentare di cibi e bevande
L'educazione sanitaria perciò che stimola i comportamenti e gli stili di vita idonei per il miglioramento della qualità della vita può essere messa in atto soltanto con opportune conoscenze da parte dell'infermiere che si occupa di sanità pubblica, il quale provvede a verificare che anche il cittadino sia pienamente consapevole del comportamento che dovrà adottare attraverso interventi di prevenzione.
Patologie infettive
Quelle infettive sono un tipo di patologie altamente contagiose di origine virale o batterica; microrganismi: extracellulari batteri miceti o protozoi; intracellulari virus.
Rapporto microrganismi e ospite
In base al rapporto con l’ospite i microrganismi si dividono in:
- Saprofiti: vivono nell’ambiente
- Commensali: vivono in simbiosi con l’organismo ospite
- Parassiti: vivono a spese dell’organismo ospite
Occhio con tutte queste definizioni che sono simili ma vanno ricordate come domanda d’esame.
Caratteristiche dei microrganismi
- Patogenicità: è la capacità che ha un microrganismo di causare una malattia.
- Invasività: capacità che ha il microrganismo di diffondersi nell’ospite.
- Tossigenicità: capacità del microrganismo di produrre tossine.
- Infettività: capacità che ha il microrganismo di penetrare in un ospite e di riprodursi scatenando l’infezione.
- Contagiosità: capacità di passare da un ospite all’altro
Distinguiamo inoltre:
- Malattie infettive contagiose: in cui si può infettare il nuovo ospite (morbillo, tifo ecc.)
- Non contagiose: in cui si può infettare il nuovo ospite solo in casi particolari (malaria con zanzara anofele, tetano ecc.)
Infezioni da opportunisti
Prodotte da microrganismi commensali o saprofiti che non riescono ad infettare un ospite sano. Questi microrganismi trovano condizioni favorevoli in:
- Pazienti immunodepressi
- Ustionati ecc.
Difese dell'ospite
Come si difende l’ospite?
- Barriere naturali: cute, lacrime, secrezioni ecc.
- Barriere genetiche refrattarietà
- Immunità acquisita per presenza di anticorpi
Tipi di immunità
L’immunità si divide in:
- Immunità naturale
- Attiva: infezioni pregresse
- Passiva: latte neonatale
- Immunità artificiale
- Attiva: vaccinazione
- Passiva: gammaglobuline
Condizioni predisponenti: deficit immunitari e congeniti, età e sesso, stati morbosi o residui di altre patologie, abitudini sociali, alimentazione, stile di vita, condizioni igienico-ambientali lavorative ecc.
Infezione e malattia infettiva
Quindi ricapitolando: il fatto che il microrganismo patogeno penetri in un ospite genera un’infezione. Mentre il danno provocato dall’infezione è chiamato malattia infettiva.
Dal momento che il microrganismo penetra in poi per potersi sviluppare occorre un periodo d’incubazione variabile.
Processo infettivo
Il processo infettivo si articola in varie fasi:
- Contaminazione: il microrganismo arriva sulla cute
- Penetrazione: il microrganismo penetra nell'ospite
- Infezione: il microrganismo si fissa su un organo specifico
- Periodo di incubazione: variabile
- Malattia infettiva: patologia specifica
La patologia può decorrere in modo:
- Asintomatico
- Acuto: inizia e finisce in breve tempo con esito certo
- Cronico: inizia e decorre per lungo tempo
Elementi dell'infezione
Elementi utili per far sì che si possa parlare di infezione sono: agente infettante, ospite, ambiente e modalità di trasmissione.
La sorgente di infezione può essere:
- Uomo: sano o portatore
- Animale
- Ambiente
Tipologie di portatori
I portatori sono soggetti che eliminano uno specifico agente patogeno in assenza di segni clinici di malattia. A loro volta sono divisi in:
- Portatori precoci: soggetti che si trovano nel periodo di incubazione e possono diffondere la malattia anche prima che si manifesti
- Portatori convalescenti: soggetti che continuano ad eliminare l’agente patogeno anche dopo la guarigione clinica
- Portatori cronici: soggetti che eliminano uno specifico agente patogeno per tutta la vita senza segni clinici di malattia
- Portatori sani: soggetti che si infettano ed eliminano l’agente patogeno senza sviluppare la malattia
Trasmissione delle patologie infettive
La trasmissione di una patologia infettiva può essere:
- Diretta: mediante contatto diretto
- Indiretta: mediante veicolo (oggetto) o vettore (zanzara o animale)
Diretta:
- Rapporto sessuale
- Per via aerea (goccioline)
- Con mani contaminate (brucellosi)
- Per inoculazione (rabbia)
Il serbatoio cioè il luogo dove risiedono i microbi (uovo di animale, animali, piante, oggetti ecc,), è diviso in:
- Fisico
- Biologico
- Ventilazione non idonea
- Esogeno
- Endogeno
- Acqua con legionella
- Spazi stretti per spostamento
- Situazione clinica del paziente (immunodepressione, acqua, cibo ecc.)
Malattie veicolate dal suolo: tetano e botulino (ecc).
In questo contesto però le infezioni più diffuse sono quelle idriche (febbri tifoidee, colera, dissenteria, epatiti ecc,).
La più diffusa tra tutte queste è la legionella: cioè una malattia infettiva di origine batterica che si manifesta con una grave polmonite o con sintomi tipo l’influenza (febbre di Pontiac).
Legionella
Il serbatoio della legionella è l’ambiente infatti viaggia attraverso qualsiasi corso d’acqua artificiale incontri (piscina, doccia, serbatoio acqua potabile ecc.).
Moltiplicazione batterica: tra 25 e 45 gradi.
N.B: la sede più conosciuta per riscontrare questo agente patogeno è comunque il climatizzatore. Questo batterio è in grado di sopravvivere perché è coperto da una pellicola (biofilm) che lo fa sopravvivere a tutte le trasformazioni chimiche.
Modalità di trasmissione della legionella
Modalità di trasmissione:
- Contaminazione degli impianti idrici di vario tipo
- Utilizzo di aerosol terapia, ossigenoterapia ed aspirazione naso-faringea
È da considerare quindi come ogni altro agente infettante la virulenza del ceppo e la capacità di sopravvivenza nell’ospite. Sappiamo che questo batterio può moltiplicarsi negli alveoli polmonari quindi è chiaro che la situazione clinica del paziente non aiuta.
Caratteristiche sfavorevoli dell’impianto idrico sono:
- Formazione di incrostazioni e calcare
- Fenomeni di ricircolo dell’acqua, usura e corrosione
Febbre di Pontiac: febbre simil influenzale senza interessamento polmonare con periodo di incubazione da 2 a 5 giorni.
Malattia dei legionari (legionella): polmonite acuta con o senza manifestazioni extrapolmonari (febbre, cefalea ecc.).
Periodo di incubazione: 2-10 gg (in media 5-6 giorni) con esordio spesso graduale.
Prevenzione della legionella
Secondo il decreto 15/12/90: notifica obbligatoria classe 2 e classe 4.
Prevenzione primaria (legionella): verifica e controllo periodico della manutenzione degli impianti.
Prevenzione secondaria: effettuare disinfezione degli impianti ed analizzare un campione d’acqua.
La disinfezione dell’acqua può essere svolta con mezzi fisici:
- Temperatura (minima efficace 60 gradi)
- Raggi UV (non efficace sul biofilm dei batteri)
- Filtrazione
Mezzi chimici: ioni metallici Cu e Fe, agenti ossidanti, biossido di cloro.
Per quanto riguarda la gestione con cloro (iperclorazione) degli impianti idrici il personale di reparto secondo specifiche indicazioni dovrà lasciare aperto solo il rubinetto test: dovranno essere affissi pannelli con tutte le indicazioni del caso.
Igiene II lezione (aria e rifiuti)
Aereodiffusione
Patologie sostenute da microrganismi che colonizzano l’apparato respiratorio, e che hanno tale apparato sia come via d’ingresso, sia come via di eliminazione (pertosse, influenza TBC polmonare, ecc.).
Patologie che interessano altri organi o apparati, che vengono eliminati per via respiratoria (polmonite) via orale (streptococchi) la saliva (virus rabbico, virus della mononucleosi infettiva).
L’aereodiffusione è molto importante nella diffusione di malattie esantematiche (morbillo, scarlattina, varicella, rosolia, ecc.) durante il primo stadio del decorso infettivo.
L'eliminazione avviene a seguito dello starnuto, del colpo di tosse o della fonazione.
- Goccioline <100µ inalazione immediata da non sedimentazione parte di individui recettivi evaporazione nell'aria trasmissione diretta droplet nuclei o particelle aerogene trasmissione indiretta
Guarda sulle foto per i successivi schemi fomite: tutti i materiali in contatto con il malato, possono costituire mezzo per la diffusione delle malattie infettive: biancheria, effetti letterecci, stoviglie, posate, bicchieri, giocattoli, ferri chirurgici, ecc.
Definizione di rifiuto
Per rifiuto s'intende: sostanza o oggetto di cui il detentore si disfa o abbia l'obbligo di disfarsi (CEE 751442; termine per l'attuazione luglio 1977) o qualsiasi sostanza o oggetto derivante da attività umane o da cicli naturali abbandonato o destinato all'abbandono (dpr 915/82).
Smaltimento: raccolta, cernita trasporto, trattamento, deposito sul o nel suolo e trasformazione necessarie per il riciclo degli stessi.
Obiettivi della gestione dei rifiuti
Minimizzare il rischio per gli operatori, per la salute pubblica e l'ambiente.
Produzione dei rifiuti
Produzione: minimizzare le quantità per ogni tipologia.
Raccolta interna
- Differenziare i contenitori per tipologia, individuare zone di raccolta e i percorsi idonei.
Smaltimento
Metodo più efficace nel rispetto delle legislazioni nazionali, avvalendosi quanto più possibile del riciclaggio.
Rifiuti sanitari
Il DM 26/06/2000 n.19 definisce i rifiuti sanitari i rifiuti prodotti da strutture sanitarie che svolgono attività medica e veterinaria.
Si distinguono in:
- Non pericolosi
- Pericolosi non a rischio infettivo
- Pericolosi a rischio infettivo
- Rifiuti derivati da attività cimiteriali
- Rifiuti assimilati ai rifiuti urbani
- Rifiuti sanitari che richiedono particolari sistemi di gestione
Al giorno, in Italia, si producono all'incirca 1,5kg di rifiuti ospedalieri per letto occupato, con 0,5kg/letto delle piccole case di cura a 2,5kg/letto dei grandi ospedali.
Rifiuti speciali assimilabili agli urbani
Di questa categoria fanno parte i rifiuti contenuti nel D.M. del 25/05/1989, e sono:
- Rifiuti cartacei
- Contenitori in vetro per farmaci (previa sterilizzazione ove necessario)
- Materiale metallico (non ingombrante, previa sterilizzazione ove necessario)
- Materiali ingombranti (previa sterilizzazione ove necessario)
- Materiali inerti (gessi ortopedici, esclusi quelli provenienti da pazienti infetti, attività edilizia)
- Materiali provenienti da attività di giardinaggio
- Rifiuti provenienti dalle cucine
- Rifiuti provenienti dai reparti di degenza (esclusi i reparti di malattie infettive)
Detti rifiuti possono essere smaltiti in discarica, o recuperati con le medesime modalità dei rifiuti urbani, purché siano simili ad essi per qualità, e previa sterilizzazione e/o disinfezione dove lo si ritiene necessario. Tutto questo esime il produttore dall'osservanza degli obblighi previsti dalla legislazione per i rifiuti speciali solo nel caso, questi rifiuti vengono effettivamente consegnati all'azienda municipale, previa apposita convenzione.
Servizio di raccolta differenziata
Inoltre grazie ad un servizio di raccolta differenziata si potrà provvedere alla separazione di:
- Batterie e pile
- Farmaci scaduti
- Lampade a scarica o tubi catodici
- Cartucce esauste, toner per fotocopiatrici e nastri stampanti
- Oli e grassi di cottura
- Rifiuti compostabili (manutenzione giardini e scarti alimentari)
- Rifiuti ingombranti
- Vetro
- Contenitori e imballaggi in plastica
- Metallo
- Carta e cartone
- Frigoriferi e frigocongelatori
- Componenti elettronici
- Polistirolo espanso per imballaggi
Rifiuti speciali
Appartengono a questa categoria i:
- Rifiuti animali e relative lettiere
- Oli minerali
- Bagni di fissaggio e di sviluppo esausti
- Farmaci scaduti
- Rifiuti ospedalieri e assimilabili
- Rifiuti radioattivi decaduti, nel caso in cui non contengono sostanze che li rendono potenzialmente nocivi o infettioli minerali non contaminati da PCB
Tali rifiuti, sono soggetti alla normativa vigente per quanto riguarda la registrazione e le denunce per produzioni o detenzione annue maggiori di 300 litri (art. 6, 11 del D.L. n95 del 27/1/1992).
Occorre predisporre un registro nel quale vengono riportati cronologicamente, per ogni operazione, i dati quantitativi, la provenienza, e l'ubicazione degli oli ceduti ed eliminati.
Il loro destino può solo consistere nella consegna al consorzio oli usati territorialmente competente.
Nel caso in cui tali oli fossero contaminati con policlorobifenili (PBC), il corretto smaltimento dovrà essere effettuato tramite ditta autorizzata, essendo il rifiuto considerato tossico e nocivo.
Batterie al piombo
Ai sensi dell'art. n.9 quinquies, commi 2, 9 del D.L. n. 397/88 convertito in legge n. 475/88, detti rifiuti devono necessariamente all'apposito consorzio.
Bagni di fissaggio e sviluppo esausti
I reflui provenienti dalle sviluppatrici delle lastre radiografiche, sulle basi di analisi chimiche, sono da considerarsi rifiuti speciali, e dunque è presente l'obbligo di registrazione, e lo smaltimento deve avvenire tramite consegna a ditta specializzata.
Rifiuti animali
Per tali rifiuti è obbligatoria la registrazione, accompagnata dall'obbligo del corretto smaltimento (termodistruzione) tramite ditta autorizzata.
Rifiuti tossico nocivi
Sono i rifiuti provenienti da laboratori analisi chimico-cliniche contenenti solventi e reattivi molto tossici con etichette Xt, Xn, T, T+.
Questi rifiuti devono essere classificati secondo la loro tipologia al momento della produzione e raccolti evitando la miscelazione di prodotti chimici incompatibili, in appositi contenitori in polietilene, possibilmente di colore diverso, facilmente sigillabili.
Non mescolare nei contenitori sostanze incompatibili o che reagiscono fra loro con sviluppo di gas e vapori potenzialmente tossici o esplosivi.
Smaltire gli acidi e le basi separatamente, evitando di mesclarli con altre sostanze o tra di loro.
Non tentare diluizioni con acqua o altri solventi.
Gestione dei rifiuti speciali da laboratorio
Fasi della gestione:
- Raccolta e confezionamento in laboratorio
- Trasferimento al deposito temporaneo
- Gestione del deposito temporaneo compilazione del registro di carico e scarico
- Compilazione di documenti di viaggio formulario e istruzione ADR
- Compilazione della dichiarazione annuale MUD
Raccolta e confezionamento
Decidere quando lo scarto diventa rifiuto. Individuare il codice più opportuno. Utilizzare il contenitore più appropriato.
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