Appunti di Gestione della Tecnologia, Innovazione
e Operations
Perché è fondamentale fare un corso che ha per oggetto la gestione della
tecnologia?
La tecnologia è essenziale per la velocità e la pervasività in tutti i contesti moderni. Grazie alla
tecnologia è possibile migliorare l’efficienza (e l’efficacia) dei processi, ma anche la sicurezza
(per esempio con l’automazione). Anche i processi di comunicazione sono migliorati. Grazie
alla tecnologia è possibile aumentare il grado di personalizzazione per i clienti (es.
NikeByYou). Tutto questo permette anche l’apertura di nuovi mercati.
https://www.youtube.com/watch?v=bTM06NZOyDQ&ab_channel=mesjms
Dal video si nota quanto sia esponenziale la crescita tecnologica e i nuovi protagonisti dei
prossimi anni che sono diversi da quelli avuti fino ad ora. Ad esempio, Blockbuster che esce di
scena ed entrano Amazon, Spotify e Netflix. Questi vecchi business non hanno avuto il
coraggio di innovarsi e perdere quello che era il loro modo di fare business. Con ciò sono
entrate nuove aziende che li hanno sostituiti.
Nuovi operatori:
Trasporti Uber, Car sharing, BlaBlaCar con il “pay per use” o il “X as a service”
Restaurant & Food OpenTable, TheFork, Deliveroo, Just Eat…
Travel Industry Expedia, Booking…
Hospitality Airbnb, Booking…
Sono i cosiddetti Two Sided Markets, ovvero business che stanno tra due portatori di interesse.
Nel caso di Airbnb si fanno interagire persone che vogliono affittare casa e chi invece vuole
metterla in affitto.
Queste sharing economy si basano su grandi quantità di dati e la loro elaborazione (big data).
Airbnb non possiede alcuna casa ma ha accesso a un numero spropositato di informazioni.
I fenomeni a cui stiamo assistendo
Convergenza tra più settori è sempre più difficile trovare una linea netta di
demarcazione. Oggi, per esempio, Google è diventato competitor di TomTom. Settori diversi
sono diventati interconnessi e magari competitors. Bisogna guardare al bisogno del cliente
non più al tipo di settore. È un gran cambiamento di prospettiva. L’attenzione è ora su chi può
soddisfare il bisogno del cliente che può provenire da molti settori diversi.
Pervasività la capacità della tecnologia di raggiungere ogni aspetto della vita dell’uomo
in tutto il mondo. Per esempio, riuscire a tracciare un pacco in tutto il mondo. La tecnologia
costa sempre meno e di conseguenza la sua pervasività è incredibile.
Geolocalizzazione arrivare a consentire di tracciare il cliente al livello di tutti i canali.
“Omnichannel”, ovvero inquadrare una singola persona tramite più canali immagazzinando
numerose informazioni su di essa. RFID e Beacon sono tecnologie che permettono di capire
che prodotti vengono presi insieme o addirittura mandarti un popup con un’offerta quando sei
vicino al negozio per farti entrare.
Tutto ciò è permesso solo se il cliente accetta che i dati vengano utilizzati. Diventa una
questione di privacy. Per fare ciò alcuni negozi fanno offerte in cambio di accettare che i dati
vengano usati. Si dà una ricompensa al cliente per farsi dare queste informazioni e per
continuare a usarle.
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Innovazione e velocità il tasso con cui si susseguono le innovazioni aumenta
esponenzialmente. E soprattutto l’accelerazione. In 10 anni si passò dalla macchina da
scrivere a quella digitale. Ma in 10 anni ora si è passati dal laptop al cloud. I prodotti
diventano obsoleti sempre più velocemente, è quindi fondamentale innovare.
User Friendliness non vince la tecnologia più sofisticata, ma vince quella che in quel
momento incontra meglio le esigenze del cliente. Sistemi belli ed intuitivi come Apple hanno
avuto più successo di quelli più sofisticati come Samsung. Oppure la Wii con la Xbox.
L’intuitività è sempre ricercata e apprezzata.
User Engagement le aziende coinvolgono attivamente i clienti, poiché gli utenti aiutano
a capire il contenuto dell’innovazione. Avendo questo diretto contatto con i clienti è possibile
comprendere anche le loro necessità e le innovazioni che sarebbero ben volute dal mercato.
L’esempio è la Lego che ha aperto una piattaforma di nuove idee che arrivano direttamente
dai clienti, che partecipando ad un contest possono trovare il prodotto da loro designato nel
negozio con scritto sopra “designed by LEGO fans”. Un altro esempio, la personalizzazione
delle Nike a piacere.
Gli utenti possono anche aiutare a definire il prezzo dell’innovazione, dando la loro opinione in
numerosi sondaggi proposti dalle aziende.
Globalizzazione le capacità, per esempio, di Zara o di McDonald sono quelle di spostare
prodotti con grande velocità mettendo a sistema i vari diversi punti vendita nel mondo a
seconda delle necessità. Una grande innovazione che ha sfruttato la globalizzazione è m-
pesa, un servizio che permette di trasferire soldi tramite sms, che ha aiutato molto le
popolazioni del Kenya. Grazie alla globalizzazione la tecnologia è uno strumento di sviluppo in
paesi poco sviluppati.
Come lo sviluppo della tecnologia impatta sull’azienda
Ci sono state 6 fasi (ondate) di innovazione tecnologica individuate nella storia moderna.
La prima fu quella delle macchine a vapore. La seconda fu quella dell’elettricità che a
differenza delle macchine a vapore permetteva di essere più lontani dalle fonti di energia.
L’elettricità, infatti, poteva essere distribuita in maniera capillare.
La scoperta scientifica creò nuove tecnologie che modificarono l’organizzazione delle aziende
che svilupparono nuove modalità di business e di mercato. Siamo passati da una tecnologia
che sostituisce lo sforzo fisico dell’uomo ad una che potenzia le capacità di immagazzinare e
gestire ed elaborare le informazioni.
L’ultima ondata prevede l’intelligenza artificiale e il machine learning ovvero anche la
possibilità di far imparare autonomamente alle macchine.
A livello macroeconomico le nuove tecnologie hanno portato allo sviluppo di nuovi paradigmi
economici. Ogni paradigma si basa su una scienza, che porta allo sviluppo di una tecnologia,
che viene inserita in un’organizzazione e genera conseguenze sul mercato (SCIENZA
TECNOLOGIA ORGANIZZAZIONE MERCATO).
I principali paradigmi della storia sono 4:
Meccanizzazione puntuale: si crea tra le prime due ondate tecnologiche. Dalla fine
del 700 all’inizio del 900. La tecnologia viene incorporata in una macchina che
riproduce il lavoro fisico umano, anche grazie alle scoperte ottenute nella
termodinamica (scienza). Energia idraulica o termica fu la tecnologia base, che
prevedeva la vicinanza tra fonte energetica e macchinario perché doveva esserci un
contatto diretto. Le organizzazioni erano di conseguenza piccole. Il mercato vede un
inizio di standardizzazione del prodotto. Il ruolo chiave è nelle mani dell’imprenditore.
L’organizzazione è dunque elementare.
Produzione di massa: si crea durante la terza e la quarta ondata tecnologica. Dai
primi del 900 fino alla fine degli anni 60. La scienza scopre e sviluppa l’energia
elettrica. La scala di distribuzione di questa energia aumenta e diventa presto capillare.
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La dimensione dell’impresa cresce. Nasce la catena di montaggio e i processi diventano
più complessi e più specifici per ogni lavoratore che lavora ripetutamente sulla stessa
operazione o attività. Si mira alla massima produttività. Il mercato di sbocco si allarga e
nasce l’impresa manageriale. Ci sono nuove forme di distribuzione per accedere a
sempre più clienti. La nascita della distribuzione si accompagna agli inizi della
pubblicità e del marketing. Nasce la S.p.A. e proprietà e management si dividono.
Automazione: La quinta fase di innovazione tra anni 70 e 2000. La tecnologia su cui si
basa è quella dell’informazione: i computer. Essa non sostituisce più il lavoro dell’uomo,
ma la capacità di elaborare ed immagazzinare informazioni. L’organizzazione che nasce
abbina la flessibilità alla qualità. Le aziende giapponesi sono leader con il Toyotismo,
inteso come modello che mira a zero difetti e alta affidabilità. Sul mercato si investe in
software e hardware. Le piccole imprese iniziano a coesistere insieme alle grandi. La
competizione si sposta dall’accesso alle risorse alle competenze. Si sviluppa sempre più
il marketing. Nasce il CRM (Customer Relationship Management).
Impresa intelligente: nasce l’impresa intelligente con l’ultima fase innovativa. Si
sviluppa con le tecnologie della comunicazione e il web 2.0 in cui gli stessi utenti, a
differenza della prima versione, intervengono. Si sviluppano forme di UGC ovvero di
User Generated Content: gli stessi utenti generano contenuto. Nascono le prime forme
di intelligenza artificiale. Il mercato vede per la prima volta il machine learning. La
risposta alle esigenze del mercato avviene in tempo reale.
Relazioni tra tecnologia e sistema economico
A. Teoria del residuo di Solow (1971-2003) : Solow correla una componente del PIL
inspiegabile fino ad allora all’investimento in tecnologia o in R&S. Questo residuo
statistico che fino ad allora era inspiegato viene capito. La spesa in R&S è considerato
un indicatore chiave di crescita di competitività di un Paese nel lungo periodo.
Cambiano dunque le politiche economiche dei paesi. L’assunto chiave era però che se
tutti i paesi investissero ugualmente dovrebbero avere lo stesso processo di crescita.
Questo assunto scricchiola. Il limite della teoria è considerare la conoscenza come un
fattore esogeno.
B. Modello endogeno : di Romer, ci dice che il differenziale di competitività tra due
paesi è spiegabile con l’investimento in tecnologia ma anche con le competenze e il
capitale umano del paese. Considerare solo il primo non basta, paesi diversi con stesso
investimento hanno risultati diversi sulla base delle conoscenze dei membri del paese.
C. Modello delle 3T : ipotizza che ci sia una forte relazione tra società e innovazione.
L’innovazione impatta sull’evoluzione dei bisogni stimolandoli. E l’evoluzione dei
bisogni stimola a sua volta il bisogno di innovazioni. La cultura di riferimento della
società è la base. TECNOLOGIA-TALENTO-TOLLERANZA. L’intreccio tra questi
elementi determina la competitività del paese. Il Global Creativity Index misura le 3T in
ogni paese. La tecnologia è misurata in investimenti in ricerca e sviluppo e brevetti pro
capite. Il talento come quota di adulti con istruzione superiore e forza lavoro nella
classe creativa. La tolleranza è l’apertura al cambiamento e alla diversità. Più l’indice è
alto più la capacità di innovare è alta. Australia, USA e Nuova Zelanda spiccano tra tutti
i paesi.
D. Responsabilità sociale dell’impresa : l’innovazione non può solamente essere
orientata al profitto del singolo o della società, ma deve avere dei compiti sociali.
Vi sono 3 effetti:
1. Informazione e conoscenza: trasparenza delle aziende
2. Efficienza produttiva: efficienza nei processi e uso processi più green. Innovazione
del processo
3. Trasformazione: prodotti più sostenibili, prodotti green. Innovazione di prodotto.
La gestione dell’informazione
Oggi l’informazione, grazie alle nuove tecnologie, è:
Disponibile e immagazzinabile a bassi costi
Manipolabile, elaborabile, riproducibile, finalizzabile
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Trasferibile
Facile da estrarre nelle quantità e qualità richieste
Il sapere e la conoscenza
La conoscenza è la consapevolezza e la comprensione di eventi e informazioni. Il sapere è
l’elemento distintivo all’origine della capacità competitiva delle imprese.
La conoscenza è una risorsa:
Non deperibile con l’uso
Non “rivale”
Riproducibile
Imitabile
Che genera sinergie se scambiata
La conoscenza è una delle risorse principali per le aziende che sfruttano la Resource Based
View, teoria che si basa sull’azienda interpretata come paniere di diverse risorse, in cui la
diversità tra le aziende dipende proprio dalle risorse possedute.
In quanto risorsa, la conoscenza è la fonte di creazione di valore. Le aziende hanno quindi
l’obiettivo di aumentare il valore di questa risorsa chiave, per generare a loro volta il valore
delle tecnologie e dell’azienda in generale.
Il valore aumenta se la distribuzione è ineguale tra le imprese, ancora di più se queste non
sono dotate di mobilità e se è possibile proteggerle (per esempio brevettandole e rendendole
segrete)
La natura della conoscenza è parzialmente determinata:
Conoscenza universale: indipendente dall’azienda e dalle persone, divisa in tutto il
mondo (concezione positivista)
Conoscenza individuale: soggettiva e differenziale, a sua volta si divide:
Conoscenza tacita: individuale e non scritta
Conoscenza esplicita: scritta e capace di generare valore per l’azienda
Le risorse di conoscenza si formano perché le aziende hanno capacità di assorbimento e
riescono a combinare le conoscenze individuali generando conoscenze organizzative. Queste
vengono poi tradotte in processi, le procedure e le routine, che consentono di sviluppare
l’utilizzo delle conoscenze e mantenerlo nel tempo.
Gestione delle competenze e del vantaggio competitivo
Le competenze distintive, o core competences, possiedono 3 requisiti:
Generano valore per il cliente
Sono inimitabili dalla concorrenza: possono essere protette e permettono solo a chi
le possiede di generare valore
Sono estendibili dal punto di vista tecnologico
Alle origini del vantaggio competitivo ci sono le core competences, che forniscono il sostegno
alla stabilità della struttura dell’azienda. I prodotti sono quindi i risultati delle core
competences, che rappresentano le “radici dell’albero del vantaggio competitivo”, i core
products sono il “tronco dell’albero”, mentre gli end products sono i “frutti”.
La capacità di una competenza di generare valore dipende dalla qualità e dalla quantità dei
flussi di cassa che genera nel tempo. La difendibilità di una competenza (o imitabilità) è
quindi un parametro essenziale per giudicare il potenziale di valore di una tecnologia.
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Dynamic capabilities e cambiamento
Con Dynamic Capabilities intendiamo l’insieme di processi, attività e procedure che
consentono alle organizzazioni di sviluppare e modificare la propria base di conoscenza.
Questo perché le conoscenze che erano core in passato potrebbero non esserlo più nel
presente o futuro. Le aziende devono quindi interrogarsi su quali saranno le core competences
del futuro e aggiornarsi costantemente. Vi sono quattro processi fondamentali:
Creazione di nuove conoscenze
Combinazione di nuove conoscenze
Riconfigurazione delle risorse: un concetto tratto dal management giapponese è il
“kai zen”, ossia il continuo miglioramento ottenuto riconfigurando costantemente le
attività e la gestione delle risorse
Acquisizione di nuove conoscenze: per esempio assumendo personale specializzato in
particolari tecnologie che l’azienda vuole acquisire, oppure impossessandosi di
un’intera organizzazione
Il percorso non è sempre lineare, esistono situazioni in cui questi 4 processi potrebbero non
essere sufficienti. Questo, per esempio, è il caso del Blackberry: questo telefono era nato
per essere utilizzato in un contesto professionale, con specifiche su cui l’utilizzatore non può
intervenire, ed era velocemente diventato uno dei cellulari più diffusi al mondo. Lo scenario
cambia radicalmente quando Steve Jobs introduce gli iPhone, destinati a un pubblico
customer, molto più vasto. Questo fa rapidamente calare le vendite e gli introiti del Blackberry
e RIM, la società produttrice, passa dal 20% a meno dell’1% della quota di mercato mondiale.
In questo caso, il processo di apprendimento non può avvenire per passaggi incrementali, ma
sarebbe stato necessario distruggere e ripartire da zero. Le competenze consolidate si sono
qui rilevate un fattore di rigidità, che hanno impedito un cambiamento radicale. Il
disapprendimento talvolta è un elemento essenziale.
I blocchi al cambiamento
Successo del passato: l’azienda in passato ha ottenuto grandi risultati
implementando le proprie routine, tale successo è incorporato nei bilanci dell’azienda e
nella mentalità delle persone. In situazioni come queste è difficile cogliere le esigenze
al cambiamento e si finisce per soccombere
Strutture organizzative: la struttura è disegnata sulla base di modelli basati su una
gerarchia ben definita. Tale struttura gerarchica causa rigidità e lentezza nei processi
informativi e quindi difficoltà di cambiamento
Cultura dominante: i valori a cui si appella l’organizzazione determinano tutte le
azioni, questa cultura dominante però potrebbe fare resistenza a una esigenza di
cambiamento radicale
Forme di Innovazione
Le innovazioni tecnologiche vengono spesso classificate secondo categorie contrapposte,
anche se le diverse forme di innovazione richiedono differenti basi di conoscenza e per questo
motivo esercitano un grado variabile di impatto sui concorrenti. Si operano quattro tipi
distinzioni, basati sull’analisi di quattro dimen
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