Estratto del documento

Il ruolo della geografia nella ricerca scientifica

La geografia è una disciplina spesso associata a un alto nozionismo elencativo, ma nell’ambito della ricerca scientifica, vi è un grande distacco da questo pensiero comune. Questo deriva dall’uso di manuali che ripropongono i concetti propri dello statuto della geografia come si presentava nell’Ottocento; inoltre, la disciplina, così come è insegnata, è spesso trasmessa da persone che non hanno una formazione geografica concreta alle spalle.

Obiettivi del corso di geografia

L'obiettivo del corso è affrontare temi e problemi dell’indagine geografica nei suoi diversi settori, utilizzando i principali strumenti metodologici e concettuali disponibili, partendo dai diversi linguaggi attraverso cui la disciplina si esprime. La questione del linguaggio è fondamentale: la geografia fa uso, nel suo linguaggio scientifico, di termini che fanno parte del linguaggio comune (spazio, luogo, territorio, paesaggio, carta), ma con la coscienza del loro significato scientifico esatto. Fino ad oggi, la geografia ha avuto l’intento di descrivere tutto il mondo, e per molti secoli, nella cultura occidentale, ne ha avuto il monopolio, elaborando l’ecumene (carte geografiche, linguaggio geografico) attraverso la raccolta e la catalogazione dei dati che arrivavano da tutto il mondo.

Transformazioni della geografia

L’immagine della geografia è molto diversa a seconda delle epoche, delle intenzioni, delle conoscenze. Apparentemente, nel mondo attuale, la descrizione del mondo sembra perdere importanza, ed effettivamente, in parte, ciò è successo: sono finite le scoperte di un mondo che oramai appare completamente noto, in cui il geografo non ha più il compito esclusivo di descrivere i paesi lontani. Si è dilatata enormemente l’opportunità di conoscenza delle varie parti del mondo grazie alla mobilità personale e alle tecnologie. Questa espansione ha incrinato il monopolio a lungo detenuto dalla geografia come produttrice di immagini del mondo. Con questo tipo di descrizione puramente descrittiva, la geografia è stata in genere proposta nell’insegnamento, che ha troppo spesso concepito la descrizione come un’elencazione.

Descrizione e interpretazione critica

La descrizione però significa anche una più ampia capacità critica di interpretazione e connessione tra i fenomeni descritti. Tuttavia, proprio il fatto che le scoperte geografiche sono terminate, che si conosce l’intero ecumene abitato, paradossalmente ha aumentato il nostro bisogno di strumenti critici per poter pensare, controllare e pianificare lo spazio terrestre: se in passato l’apprendimento spaziale avveniva all’interno di uno spazio circoscritto, di cui si aveva esperienza diretta, poiché la mobilità personale era estremamente limitata, nel mondo moderno invece il processo di apprendimento spaziale deve necessariamente estendersi nell’ambito globale.

Dimensione globale della geografia

È aumentata la divaricazione tra percezione e organizzazione dello spazio: bisogna imparare a ragionare in termini globali, poiché l’ambito specifico non è più sufficiente. La geografia, dunque, è scrittura, è descrizione della Terra, e di fronte a queste necessità essa risponde con la produzione di nuove descrizioni, che non possono più fondarsi sulla semplice enumerazione di fenomeni isolati e considerati separatamente. Una descrizione, dunque, che si fonda sull’analisi e sull'identificazione delle relazioni e delle interazioni che connettono i fenomeni reciprocamente nello spazio della superficie terrestre.

Funzione e obiettivi della geografia

La funzione della geografia, quindi, non è più solo quella di offrire una descrizione del mondo, bensì una serie di strumenti critici per interpretare il mondo: questo è il grande obiettivo della descrizione geografica. In particolare, la geografia offre strumenti importanti per interpretare le modalità secondo cui si organizzano nello spazio le complesse interazioni tra ambienti naturali e comunità umane: da questo punto di vista, essa si pone in una posizione molto affascinante ma difficile, di intersezione e interazione tra scienze della natura e scienze umane.

L'importanza del linguaggio geograficamente consapevole

Nei luoghi in cui, in Italia, si fa geografia, essa può fornire sollecitamenti anche sul piano dell’ambito della pianificazione e gestione del territorio. L’Italia, all’interno del panorama europeo, è un caso piuttosto anomalo tanto sul piano della formazione quanto su quello dell’applicazione: negli altri paesi europei è normale che ci siano lauree in geografia, mentre in Italia questo è quasi esclusivo a poche università. Questa differente formazione si riflette nell’ambito della pianificazione, poiché all’estero pianificare significa coinvolgere i geografi, mentre in Italia no. Non solo pianificazione ma anche tutela e valorizzazione del bene paesistico e culturale.

Cos'è la geografia?

La geografia è la scienza dei rapporti tra l’uomo e la natura o, più pluralmente, tra società e ambiente: studia le relazioni tra i fenomeni naturali e fenomeni antropici che si svolgono nello spazio della superficie terrestre, con il ruolo di intersezione tra scienze della natura e scienze umane. L’oggetto della ricerca geografica è quindi il territorio, inteso come prodotto dell’interazione tra la società e l’ambiente: il territorio è il risultato di come una società ha interagito con l’ambiente nel quale si è trovata a vivere.

Geografia tra le altre scienze

Come si colloca la geografia tra le altre scienze nel sistema di conoscenza? La geografia assume una sua propria prospettiva rispetto a temi indagati dalle scienze umane e dalle scienze naturali. Diverse sono le anime della geografia, a seconda del tipo di relazioni di cui si occupa:

  • Biogeografia (distribuzione nello spazio degli organismi viventi)
  • Geografia della popolazione (popolamento e assetto demografico)
  • Geografia agraria e delle attività industriali (attività economiche)
  • Geografia urbana (insediamento)
  • Geografia politica (ordinamento spaziale delle società)
  • Geografia storica (valori storico-culturali)

Queste sono tutte discipline interne alla macro-area della geografia, ma ciascuna è studiata anche da discipline specifiche che appartengono alle scienze naturali o alle scienze umane: il popolamento e l’assetto demografico è studiata anche dalla demografia, l’insediamento dagli architetti, i valori storico-culturali dagli umanisti (storici, antropologi, etc); ciascuna di queste discipline, però, studia tali fenomeni assumendoli isolatamente, come strumento di indagine settoriale, indipendentemente dallo spazio in cui essi si sono verificati: la geografia si propone di colmare questa mancanza aggiungendovi la componente ambientale.

Geografia generale e specializzata

La geografia generale è l’area di integrazione delle varie geografie specializzate; essa si pone obiettivi di generalizzazione e di spiegazione per la dimensione spaziale dei fenomeni naturali e antropici che altri studiano in maniera isolata: è attenta, quindi, alla loro localizzazione, distribuzione, organizzazione e interrelazione nello spazio. La geografia è quindi scienza che analizza i nessi logici che legano nello spazio fenomeni, fatti e strutture. Quei fatti che lo storico studia nel loro aspetto evenemenziale sono studiati dal geografo storico che analizza i nessi logici che legano quei fatti allo spazio in cui essi sono avvenuti.

Relazioni verticali e orizzontali

In particolare, la geografia indaga due tipi di relazioni:

  • Relazioni verticali (o ecologiche) che si instaurano tra un gruppo umano e l’ambiente da esso occupato: relazioni che avvengono all’interno di una determinata porzione di spazio e che connettono i soggetti di carattere specifico del luogo, naturali o artificiali (ad esempio attraverso l’attività agricola vengono sfruttate delle risorse naturali).
  • Relazioni orizzontali che si instaurano tra diversi soggetti, gruppi, elementi territoriali che si collocano in luoghi diversi della superficie terrestre. Ad esempio, i flussi commerciali, turistici, il pendolarismo, l’influenza culturale ed economica nei rapporti città/campagna. L’intreccio di relazioni può essere di tipo materiale (flussi di persone o di merci) o immateriale (flussi di energia, informazioni). Tali relazioni sono veicolate da infrastrutture materiali, ma anche da una sorta di rete invisibile che connette tra loro i fenomeni e che copre l’intera superficie terrestre. Questa rete non è uniforme, ma presenta difformità ed è mutevole nel corso del tempo.

Di fronte a questo groviglio di relazioni, il geografo cerca di ricostruire la struttura e le dinamiche attraverso cui esso si è formato e si è evoluto.

Approccio interpretativo della geografia

L’approccio geografico si basa su una serie di questioni di base: interpretare i fenomeni, l’approccio geografico si basa sulla primaria necessità di localizzarli nello spazio. A questa domanda, i geografi rispondono con termini usati nel linguaggio corrente, ma ai quali invece la geografia assegna un significato ben preciso:

  • Spazio → un’area, un’entità geometrica che può estendersi da spazi locali alla superficie terrestre intera e che può essere misurata con unità di misura relative alla grandezza dello spazio (spazio assoluto). Lo spazio relativo, invece, cambia le sue caratteristiche a seconda dei contenuti e dei fenomeni che vi si svolgono. Ad esempio, lo spazio del commercio è uno spazio relativo che è definito dagli accordi presi da due paesi per definire gli scambi commerciali reciproci.
  • Posizione → particolare punto all’interno della superficie terrestre. Anche in questo caso c’è una posizione assoluta, data dalle coordinate geografiche, e una posizione relativa, quella di un elemento all’interno di un più ampio contesto di relazioni spaziali che lo connette con altri elementi.
  • Luogo → particolare punto sulla superficie terrestre: la definizione di luogo fa riferimento a località specifiche. In pratica, il punto dato dalla posizione assoluta diventa luogo quando si riferisce a una località specifica, definita da caratteristiche precise (es. Torino). Ciascun luogo può essere identificato tramite la sua posizione assoluta, cioè le coordinate di latitudine e longitudine. Una posizione assoluta diventa un luogo nel momento in cui viene identificata con un numero di informazioni che non sono più solo coordinate ma anche caratteristiche specifiche.

La scala in geografia

Seconda domanda fondamentale che si pone il geografo è quella relativa alla scala. Il concetto di scala è fondamentale in geografia: per comprendere le forme di relazione spaziale tra soggetti e luoghi è necessario operare a diversi livelli dell’osservazione, lungo un continuum che va da un livello locale a un livello globale. La prospettiva di indagine della geografia è sempre una prospettiva multiscalare, che consente di apprezzare l’interferenza tra le strutture e le reti di relazioni attive a scale differenti. Ad esempio, nel caso della geografia fisica, su scala globale il geografo individua delle grandi fasce climatiche zonali, mentre su scala locale egli individua le condizioni variabili in relazione a fattori locali (morfologia, rilievo, etc.); nella geografia urbana la città può essere studiata come sistema insieme ad altre città, oppure si può studiare la distribuzione delle funzioni all’interno della singola città: per comprendere appieno una città, bisogna studiarla a livello locale, ovvero la distribuzione delle funzioni al suo interno; ma questo livello andrà incrociato con un livello più ampio, globale, con altre città. Scala locale e scala globale si intrecciano in una prospettiva multiscalare.

Osservazione e classificazione geografica

La geografia è concatenare una serie di azioni per cui si osserva, si descrive, si spiega, e si classifica quanto osservato/scritto attraverso le categorie logiche della descrizione geografica. L’osservazione geografica porta a riflettere sull’origine di diversi fenomeni che oggi sono osservabili sulla Terra: le origini delle formazioni degli insediamenti, dell’utilizzazione del suolo, del dinamismo e del popolamento, della densità e distribuzione della popolazione, le origini dei flussi e delle reti economiche, la localizzazione delle attività, dei modi in cui storicamente l’azione umana si è esercitata sull’ambiente e sugli effetti che ciò ha avuto, sulle componenti culturali del comportamento sociale verso l’ambiente, quelle che permettono la reazione e la modificazione dell’ambiente da parte dei popoli, in maniera diversa tra loro.

Scienza del territorio e del paesaggio

Compito della geografia è evidenziare le strutture, classificarle, ordinarle in tipologie, interpretarle nel quadro generale dei processi di antropizzazione dell’ambiente, di come l’uomo ha agito, trasformato, modificato l’ambiente. Oggetto della ricerca geografica è il territorio, il quale ha un significato ben preciso: esso è la struttura spaziale dell’organizzazione dello spazio geografico, che assume una forma spaziale all’interno del territorio. Il territorio è lo spazio delle interazioni tra soggetti, correlato con l’insieme delle interazioni tra quei soggetti e l’ambiente: questo è ciò che distingue la geografia dalle scienze sociali (in cui si studiano le relazioni intersoggettive, anche astraendole dai loro legami territoriali) e dalle scienze naturali (in cui si studiano le trasformazioni antropiche del territorio senza risalire ai rapporti intersoggettivi). Fenomeni che sembrano solo culturali o sociali, se studiati nella loro dimensione geografica, dimostrano di possedere sempre una base territoriale in cui gli uomini intrattengono delle relazioni profonde con le condizioni materiali del loro spazio vitale.

Il territorio come prodotto sociale

Il territorio è una porzione definita di spazio, utilizzata ma anche organizzata da una società: è un mezzo di produzione e di riproduzione sociale, attraverso le funzioni dell’abitare, dell’alimentazione, di tutta la complessità degli atti sociali. Il territorio è dunque l’insieme dei luoghi e delle loro relazioni: è un risultato dell’azione dell’uomo, il quale ha modificato quel dato prodotto sociale organizzato, il territorio, quindi, è realizzato a partire da un ambiente, ed è il risultato di un’azione condotta da un attore che territorializza lo spazio, lo modifica, lo costruisce attraverso un progetto composto da conoscenze e pratiche attraverso le quali viene modificato lo spazio.

Il paesaggio

Il paesaggio è la forma che l’organizzazione territoriale assume ed è composta da elementi naturali (geomorfologia, idrografia, clima, natura del suolo, vegetazione), e da elementi antropici, i quali si dividono in elementi materiali (forme e strutture dell’insediamento, forme dei campi, i modi di utilizzo del suolo, infrastrutture viarie, infrastrutture produttive, resti delle passate organizzazioni territoriali) e immateriali. Gli elementi immateriali stanno dietro alle forme esteriori visibili e servono per leggere ciò che è visibile (rapporti di produzione, consuetudine nella trasmissione ereditaria della terra, rapporti con il mercato, influenza urbana, credenze religiose e atteggiamenti psicologici).

Storia della geografia

Esistono due grandi fasi attraverso cui si è sviluppata la geografia moderna:

Fase pre-istituzionale

(Dall’antichità greco-latina al XIX secolo) Grande fase di gestazione in cui si pongono le premesse per lo sviluppo della disciplina. In questo lungo periodo la produzione del sapere geografico non era ancora divisa nelle sue attuali partizioni disciplinari: i geografi si occupavano di temi e con approcci che si considerano estranei alla disciplina così come si è configurata tra Ottocento e Novecento. Questi temi sono sovrapponibili con alcuni settori attuali dell’astronomia, della cartografia, dell’etnografia, della storia.

Il termine geografia è attestato già anticamente in opere la cui finalità generale è la descrizione del mondo. Il primo ad introdurlo fu Eratostene (275-194 a.C.): egli può essere considerato il fondatore della geografia matematica poiché utilizzava un sistema di coordinate sferiche (latitudine e longitudine). Per secoli, il compito principale dei geografi è stato l’elaborazione e la diffusione di immagini del mondo attraverso la raccolta e la sistematizzazione di dati provenienti dalla tradizione e dalle notizie da un lato, dai viaggi e dalle esplorazioni dall’altro. Questo compito è terminato nel momento in cui l’intero ecumene è stato scoperto: da quel momento in poi nuovi compiti sono spettati alla geografia. Questa operazione descrittiva si è espressa nel corso dei secoli attraverso due linguaggi specifici:

  • Matematico/astronomico/cartografico → capiscuola sono stati Eratostene, Tolomeo e, successivamente, la cartografia rinascimentale. Questo linguaggio fu il primo a fornire informazioni di latitudine e longitudine affianco ai luoghi.
  • Descrizione del mondo → modalità descrittiva di tipo storico-narrativa, analoga a quella utilizzata nelle opere storiche in generale, messa a punto da Erodoto e Strabone, dai corografi rinascimentali (coloro che producono le descrizioni del mondo a partire da questo linguaggio). A partire dalla geografia descrittiva di Strabone e le corografie rinascimentali, esso giunge fino alla geografia statistica tra Ottocento e Novecento.
Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 51
Appunti di Geografia con Pressenda (6cfu) Pag. 1 Appunti di Geografia con Pressenda (6cfu) Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Geografia con Pressenda (6cfu) Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Geografia con Pressenda (6cfu) Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Geografia con Pressenda (6cfu) Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Geografia con Pressenda (6cfu) Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Geografia con Pressenda (6cfu) Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Geografia con Pressenda (6cfu) Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Geografia con Pressenda (6cfu) Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 51.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Geografia con Pressenda (6cfu) Pag. 41
1 su 51
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher matteomachet di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Pressenda Paola.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community