GEOFISICA APPLICATA
STUDIO FISICO DELLA TERRA SOLIDA FINO ALLA CROSTA ATTRAVERSO UNA TECNICA
REMOTA (REMOTE SENSING), UNA TECNICA DI STUDIO NON INVASIVA ACQUISISCO
INFO RELATIVE AD UN OGGETTO O UN FENOMENO NON ENTRANDOCI A CONTATTO
FISICO
INDAGINE DELLA STRUTTURA DEL SOTTOSUOLO (ORIZZONTALMENTE+VERTICALMENTE)
CHE RAGGIUNGE PROFONDITA’ DI INVESTIGAZIONE ANCHE DI QUALCHE KM;
UTILIZZANDO CONCETTI PROPRI DELLA FISICA AL FINE DI INVESTIGARE LE
PROPRIETA’ FISICHE DEL SOTTOSUOLO ATTRAVERSO CUI SI PUO’ RISALIRE A:
Litologia, presenza di acqua/oggetti sepolti
Petrolio/inquinanti, nonché i rapporti
geometrici tra i corpi rocciosi
Il presupposto su cui si basano le tecniche di prospezione
geofisica è la DISOMOGENEITA’ della distribuzione spaziale dei
parametri fisici (densità, resistività, magnetizzazione, …)
Dalle disomogeneità dei parametri fisici nel sottosuolo misuro
diversi valori in superficie risalgo ai parametri delle
sorgenti ( profondità, dimensioni, morfologia,…) modello
litologico:
1. RACCOLTA DI DATI = misure in campagna
2. PROCESSING IN LABORATORIO = analizzo i dati (tolgo i rumori e uso
leggi fisiche che conosco per risalire alla proprietà fisica)
3. INVERSIONE DEI DATI = OTTENGO UN MODELLO FISICO MATEMATICO
4. MODELLO GEOLOGICO (LITOLOGICO-STRUTTURALE) = uso delle tabelle +
dati geofisici + conoscenza geologica dell’area per CONVERTIRE IL
DATO GEOFISICO IN LITOLOGICO
Le misure fisiche possono essere:
METODI ATTIVI- A SORGENTE ARTIFICIALE
SI PERTURBA IL SISTEMA- SI MISURA LA RISPOSTA DEL TERRENO ALLA
PERTURBAZIONE GENERATA DA SEGNALI ARTIFICIALI
METODO PROPRIETA’ FISICA UNITA’ DI MISURA
Geoelettrico in Resistività Ohm*m
corrente continua
Polarizzazione Caricabilità Adimensionale
indotta
Sismica a Moduli elastici,
riflessione densità
+rifrazione METODI PASSIVI – A SORGENTE NATURALE
NON SI PERTURBA IL SISTEMA- SI MISURA LA VARIAZIONE DEL CAMPO
NATURALE ASSOCIATO ALLA TERRA
METODO PROPRIETA’ FISICA UNITA’ DI MISURA
Gravimetrico Densità Gr/cm3
Magnetico Suscettività Adimensionale
magnetica
Potenziale spontaneo Differenza di mV
potenziale
Le proprietà fisiche variano al variare della litologia, ma alcune
proprietà possono anche variare in una stessa litologia;
esse variano poiché esistono delle CARATTERISTICHE MECCANICHE che
influenzano quelle fisiche:
es. DENSITA’ aumenta al diminuire della POROSITA’, DIMINUISCE LA
CONDUCIBILITA’ ELETTRICA
ANOMALIA GEOFISICA
Rappresenta valori diversi rispetto a quelli misurati nel
background (area circostante)
Misuro la variazione di una grandezza fisica e deduco l’anomalia
BERSAGLIO GEOFISICO (TARGET)
Sorgente fisica dell’anomalia (tomba, profondità camera magmatica,
…) di cui mi interessano 3 fattori fondamentali:
PROFONDITA’, DIMENSIONI,
PROPRIETA’ FISICA es. se il mio target è la porosità, allora uso
come proprietà la DENSITA’ e/o LA RESISTIVITA’ ELETTRICA ma non la
suscettività magnetica;
se il mio target è la struttura del sottosuolo allora c’è una forte
correlazione con la velocità sismica ma non molta con la densità
[La scelta di una tecnica dipende da molteplici fattori il più importante dei quali è
rappresentato dalla capacità da parte di tale tecnica di individuare e localizzare il
bersaglio geofisico. La possibilità di essere individuato dipende dalle caratteristiche
dell’oggetto e dal contesto geologico-ambientale, ovvero dalle proprietà fisiche del terreno
circostante. Non necessariamente un metodo che abbia dato buoni risultati in un contesto
specifico, deve necessariamente produrre risultati positivi in condizioni geologico-
ambientali differenti]
INTERPRETAZIONE QUALITATIVA QUANTITATIVA (attraverso leggi
fisiche es. legge di Snell, Ohm, …)
L’IDENTIFICABILITA’ DEL TARGET è governata da CONTRASTI, ovvero
VARIAZIONI DEI PARAMETRI GEOFISICI. Essa è inoltre condizionata da:
ORIENTAZIONE DEL DISPOSITIVO/ORIENTAZIONE DEL TARGET rispetto al
dispositivo faccio vari profili; es. per vedere una
discontinuità verticale, devo fare un profilo trasversale; una
disposizione non idonea può non dar luogo ad anomalie
SCELTA DEL PASSO DI CAMPIONAMENTO SPAZIALE in base al
dettaglio; se scelgo un passo troppo ampio corro il rischio di
non vedere l’anomalia; es. se ho una grotta di 10m2 scelgo come
passo almeno ¼ di 10m2 = 2,5m
SCELTA DEL PASSO DI CAMPIONAMENTO TEMPORALE una misura sempre
nella stessa stazione a distanza di giorni o mesi (applicabile
per falde, discariche,… ); più è stretta la distanza tra i
profili, migliore è l’interpolazione
AREA DI MISURA deve essere almeno il doppio delle dimensioni
del target per ottenere una distribuzione omogenea di dati
DISTANZA TRA PROFILI DI MISURA in base alle dimensioni e al
dettaglio; almeno la metà del target
QUINDI PER UNA GIUSTA PIANIFICAZIONE DI UNA CAMPAGNA GEOFISICA:
•TIPO: riconoscimento del target; dettaglio del target
•METODO/I: ricerca di un determinato/i parametro/i
•ESTENSIONE: dipende dalle dimensioni del target
•DETTAGLIO: scelta di profiling (direzione normale allo strike,
se nota) SEGNALE E RUMORE
Segnale= informazione cercata
Rumore= tutto ciò che tende a coprire l’info cercata
Rapporto SEGNALE/RUMORE: Se l’ampiezza del segnale è > di ½ o ¾
rispetto al rumore, allora posso isolare il segnale;
Se invece S<N non posso isolare il segnale
RUMORE Antropico-culturale (camion, treno, …)
Strumentale (errore strumento)
Numerico (approssimazione)
STATISTICO: Coerente/Incoerente
Coerente Si manifesta sistematicamente nel tempo;
SOLUZIONE: sommando varie tracce, si amplifica segnale e rumore;
individuo la frequenza alla quale si presenta il rumore e lo
elimino inserendo un filtro a rigetto di banda
Incoerente Rumore casuale nel tempo;
SOLUZIONE: facendo lo STACKING (metodo di filtraggio fisico-
n)
S/N ∝
matematico per cui il segnale di amplifica e il rumore
tende ad annullarsi;
STACKING si fanno n misure ad intervalli di tempo dt, si ripete la misura per un
numero n di periodi; si sommano gli elementi di ogni colonna e se n è abbastanza grande
ottengo il Segnale utile; per sapere il valore esatto della misura es. sto misurando dV,
si fa la curva di stacking e leggo il valore asintotico
ACQUISIZIONE DEI DATI
Rilievo 1D: Variazione di un parametro lungo una sola direzione;
es. parametro che varia con la sola profondità (es. SEV-
Sondaggio elettrico verticale interpreto ottengo ad es. una
colonna stratigrafica)
Rilievo 2D: Variazione all’interno di un piano; vedo le
discontinuità laterali; es. piega, dicco, oppure voglio sapere
quanto è estesa una tomba/miniera, … (es. Tomografia 2D
interpreto ottengo una sezione geologica)
Rilievo 3D: Variazione all’interno di un volume (es. Rilievo
geoelettrico 3D)
1.LA PROSPEZIONE GEO-ELETTRICA= segnale elettrico
Principi teorici: Leggi di Maxwell
Flusso attraverso una superficie chiusa
del campo elettrico è uguale alla carica
contenuta all’interno della superficie
diviso la rigidità elettrica del vuoto
Attraverso una superficie chiusa S del campo magnetico
B è uguale a 0
NON E’ POSSIBILE ISOLARE UN MONOPOLO MAGNETICO
→ Le prime due descrivono i campi elettrico e magnetico e concernono l'esistenza
di "cariche" che li producono; in particolare, la prima descrive il campo
elettrico generato da cariche ferme, secondo la legge di Coulomb; la seconda
stabilisce che non esistono cariche magnetiche isolate, diversamente da quanto
accade per le cariche elettriche, ma che il polo nord di un magnete è sempre
legato a un polo sud. Circuitazione del campo elettrico lungo una linea chiusa L è
uguale a meno la derivata rispetto al tempo del flusso
attraverso una superficie
delimitata dalla linea L del campo magnetico B
→ esprime la legge dell'induzione elettromagnetica di Faraday-Neumann,
secondo cui un campo magnetico variabile nel tempo produce un campo
elettrico. La circuitazione lungo una linea L del campo
magnetico B è uguale alla permeabilità magnetica
nel vuoto per una corrente I + epsilon 0 mu con 0
per la derviata rispetto al tempo del flusso
attraverso la superficie S racchiusa dalla linea del campo elettrico
per generare un campo magnetico è possibile avere anche una variazione nel
→
tempo del campo elettrico anche in assenza di corrente
CARATTERISTICHE DEL MEZZO CHE CONDIZIONANO IL PASSAGGIO DEL SEGNALE NEL
MEZZO:
LINEARITA’→ una combinazione lineare di cause equivale ad una
combinazione lineare di effetti secondo gli stessi coefficienti
OMOGENEITA’→ le caratteristiche fisiche del mezzo sono le stesse
punto per punto e istante per istante (spazio e tempo)
ISOTROPIA → se la causa è in una direzione, l’effetto sarà
allineato con essa
DISPERSIONE NEL TEMPO → l’effetto non dipende dalla causa in
quell’istante ma dalle cause in ogni istante precedente (sistemi
ohmici impulsivi e dispersivi- effetto memoria)
DISPERSIONE NEL DOMINIO DELLO SPAZIO → effetti in un certo punto
dello spazio che non dipendono solo dalla causa ma anche dalla
zona(volume) della causa che circonda uno spazio = devo
integrare questo volume
→ Quindi in un mezzo isotropo, omogeneo, lineare, non
dispersivo nel tempo e nello spazio, se immetto un segnale
di input F attraverso una funzione di trasferimento H che
in base alle caratteristiche del sottosuolo, trasforma
l’input in modi diversi e il segnale che misuro in uscita
sarà l’output G.
IL METODO GEOELETTRICO IN CORRENTE CONTINUA
a) Fenomenologia e classificazione delle sorgenti
Se agli estremi di un conduttore di
sezione S e lunghezza l si applica una
differenza di potenziale dV, in esso
fluirà una corrente di intensità I che è
legata alla differenza di potenziale
dalla LEGGE DI OHM:
dV =R [Ohm]dove R è la resistenza elettrica che dipende dalla natura e
I
dalle caratteristiche geometriche del conduttore ovvero…
dV
p=k
2 LEGGE DI OHM [Ohm*m] dove k=S/l [m]; dV[Volt]; I[ampere]
I
k= coefficiente geometrico del conduttore
p= resistività elettrica del conduttore (il suo opposto è la
conducibilità [1/Ohm*m]
La resistività è una proprietà intrinseca del conduttore (e quindi del
sottosuolo) ed esprime la maggiore o minore predisposizione di un
materiale a farsi attraversare dalla corrente ; La sua determinazione,
pertanto, può fornire informazioni circa la struttura e la natura del
sottosuolo stesso e dipende da:
PRESENZA DI ACQUA IONIZZATA E/O DI MINERALI METALLICI NELLA
STRUTTURA DEI PORI → in situazioni resistive ci sono strutture
compatte e/o pori anidri
es. argilla poco resistiva→ molto conduttiva vs granito molto
resistivo→ poco conduttivo
GRANULOMETRIA → argilla poco resistiva vs sabbia molto resistiva
SALINITA’ DELLA SOLUZIONE ACQUOSA CHE PERMEA LA ROCCIA → modifica
la mobilità degli ioni presenti nella soluzione; acque saline sono
poco resistive e molto conduttive
TEMPERATURA DELLA SOLUZIONE ACQUOSA→ nel grafico si nota una brusca
diminuzione della resistività dopo i 500
gradi circa, dove iniziano i primi
processi di fusione = più aumenta la
temperatura, più si abbassa la
resistività
1- rocce granitiche – più resistive
2- rocce ignee idratate- meno resistive
b)Principi fisici e metodologici
LA SORGENTE PUNTIFORME Immettendo una corrente continua in un
sottosuolo elettricamente omogeneo di
resistività p,le linee di corrente si
irradieranno simmetricamente dal punto di
immissione A e la corrente I si distribuirà
uniformemente sulla semisfera di area 2πr2.
I×ρ
( )=
V P
QUINDI 2 π r
SORGENTE BIPOLARE La prospezione geoelettrica in
corrente continua (c.c.) consiste
nella determinazione sperimentale
del parametro della resistività del
terreno, attraverso misure
congiunte di intensità di corrente
elettrica stazionaria, inviata nel
sottosuolo mediante una coppia di
elettrodi, A e B, infissi nel
terreno, e di tensione ai capi di
una seconda coppia di elettrodi, M
e N, anch’essi in contatto diretto
col suolo. Andamento delle superfici equipotenziali (linee
continue) e delle linee di corrente (linee
tratteggiate) di una sorgente di corrente bipolare
posta sulla superficie di un terreno omogeneo,
viste in pianta (a) e in sezione (b); (c)
andamento del potenziale elettrico tra i due poli
di corrente
Pertanto, se il sottosuolo è elettricamente
omogeneo con resistività, r, la differenza di
potenziale DV tra i punti M e N a distanza,
rispettivamente, r1 e r2 dal punto sorgente A, e a
distanza r3 e r4 dal punto sorgente B, sarà data
( )
Iρ 1 1
A A A
( ) ( )=
=V
ΔV M − V N −
da: 2 π r 1 r 2
MN
( )
Iρ 1 1
B B A
( ) ( )=
=V
ΔV N −V N −
2 π r 3 r 4
MN ( )
( ) I ×ρ 1 1 1 1
AB A B
= = +
ΔV Δ V − ΔV − −
e quindi: Vtot: 2 π r 1 r 2 r 3 r 4
MN MN MN
dalla quale è possibile ricavare la resistività di un terreno omogeneo
interessato dal passaggio di corrente:
Δ V 1
MN ΔV
ρ= 2 π × ρ=k ×
I 1 1 1 1 = K[m] → [ohm*m]
I
+
− −
r 1 r 2 r 3 r 4
SE IL SOTTOSUOLO E’ DISOMOGENEO : DISTORSIONE DELLE LINEE DI CORRENTE
aggirano l’ostacolo magari più resistivo ; la corrente rimane
naturalmente la stessa ma la ΔV cambia
→ RESISTIVITA’ APPARENTE: di un generico sottosuolo disomogeneo è uguale
alla resistività vera di un ipotetico sottosuolo omogeneo e isotropo
sulla superficie del quale,a parità di dispositivo elettrodico e di
intensità di corrente,si misura una differenza di potenziale uguale a
quella dell’assegnato mezzo disomogeneo
c) Sperimentazione e osservabili
APPARATO STRUMENTALE:
-Stazione energizzante, serve ad
immettere corrente nel terreno
attraverso gli elettrodi A e B;
E’ costituita da un generatore, un
amperometro, degli elettrodi e dei
cavi;
-Stazione ricevente, serve per la misura della differenza di potenziale
tra gli elettrodi di tensione MN creata dal flusso di corrente.
E’ costituita dal voltmetro e gli elettrodi.
DISPOSITIVI ELETTRODICI SIMMETRICI-
DISPOSITIVO WENNER
Secondo il quadripolo Wenner, i quattro elettrodi sono disposti
lungo una linea con uguale distanza tra loro ed hanno un centro
comune, sono simmetrici
PER TROVARE IL COEFFICIENTE GEOMETRICO DEL DISPOSITIVO WENNER :
=2
K π a in cui a è la distanza tra AM,BM,AN,BN
W
→ AM=a; AN=2a; BN=a; BM=2a
ΔV
=2
ρ π a
QUINDI → w I
DISPOSITIVO SCHLUMBERGER Il quadripolo è sempre SIMMETRICO ma le
distanze AMNB non sono uguali poiché il suo
obiettivo è di porre l’attenzione al centro
del campo elettrico; infatti MN è molto
( )
2
a b
=π
piccolo k −
s ,esatto b 4
2 2
a a ΔV
=π =π
se b<<a →
k ρ
s ,approssimato s
b b I
DEVO DECIDERE L’ERRORE MASSIMO CHE VOGLIO COMMETTERE ( per la non
perfetta precisione del voltmetro) → errore ≤ 5%
√
k − k 2
b e
s ,app s , esatto =
e= b=2 a per e≤5% sostituisco il 5% ad e →
2 2
k 1+e
a −b
s , esatto 1
⋅ ⩽
b=0 ,218 2a ≡ MN AB MI DICE A CHE DISTANZA DEVO METTERE GLI ELETTRODI
5 ≤ 1/5 AB
PER AVERE UN ERRORE MASSIMO DEL 5% = MN
es. 100m → 1/5 di 100m= 20m
DISPOSITIVI ASIMMETRICI-
DISPOSITIVI ELETTRODICI DIPOLARI 3
2 πr 1
=
k × [ ]
D ab ( )+ ( )
2 cos α cos β −α sen α sen β − α
K è in funzione del sen e cos di α β
La distanza AB-MN corrisponde agli angoli
che si formano con la congiungente O-O’
DIPOLO- DIPOLO O DIPOLARE ASSIALE
Dispongo lungo lo stesso asse;
k si valuta in base a na e a
→ n= nr di volte a cui sta la distanza tra A e M
(elettrodi interni ed esterni) = quante volte sta
la distanza tra A e M
NON SONO TECNICHE DI MISURA (wenner,schlumberger,dipolo) MA CI DICE SOLO
COME SONO ALLINEATI I DISPOSITIVI !!!
ACQUISIZIONE DEI DATI
La misura della differenza di potenziale tra gli elettrodi MN è più
delicata di quella della intensità di corrente I, in quanto il segnale da
misurare è talora molto basso dipendendo dalla intensità di corrente
immessa, dalle caratteristiche elettriche del mezzo e dalle distanze tra
gli elettrodi.
In genere disturbi ambientali di varia natura, indicati con il termine
rumore, fanno sì che il segnale utile, cioè quello che contiene le
informazioni necessarie per il calcolo della resistività apparente, venga
mascherato.
In alcuni casi il rapporto segnale/rumore può essere molto piccolo (uno o
più ordini di grandezza).
Il rumore sulla misur
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