Fisiologia vegetale
INFORMAZIONI e l’INTRODUZIONE AL CORSO.
Queste sono le La fisiologia vegetale: è una materia funzionale
ovvero l’integrazione di varie discipline per lo
studio dei processi che permettono alle piante di
vivere, svilupparsi, riprodursi quindi è una materia
FUNZIONALE E NON DESCRITTIVA.
A cosa serve la fisiologia? Le piante ed il
fitoplancton sono i produttori primari, permettono
la vita sulla terra. Siamo una società basata
sull’agricoltura che è il produttore primario per
qualunque altra attività conosciuta. Quella di oggi
è un’agricoltura tecnologia e non di sussistenza ma
è comunque tutto un altro modo di sfruttare le risorse rispetto ad una società di
cacciatori-raccoglitori. L’agricoltura ha permesso di ottenere tempo per l’evoluzione
culturale e tecnologica. La nascita dell’agricoltura risale a 10 000 anni fa, e ovviamente ha
anche l’aspetto negativo della sovrappopolazione nel mondo.
Quindi la fisiologia vegetale ci serve per capire i processi svolti dalla pianta modello e
perché c’è vita sulla terra, ma serve anche per la parte di ricerca applicata su specie di
interesse economico, che è impossibile fare se non conosciamo la pianta modello. Un
esempio di fisiologia vegetale applicata è ad esempio l’agricoltura che devasta l’ambiente
per la deforestazione, fitofarmaci, fertilizzanti… oppure le biotecnologie cellulari vegetali
come la propagazione delle piante in vitro, la conservazione delle biodiversità vegetale e
la coltura in vitro di cellule e tessuti. Le colture in vitro oggi sono biofabbriche di prodotti
chimici di tutti i tipi, le piante hanno un metabolismo secondario e riescono quindi a fare
tantissimi prodotti e metaboliti secondari perché a loro servono per adattarsi all’ambiente
e a noi servono per i bioreattori che producono alimenti, integratori, farmaci, coloranti ma
anche biomasse o la Green chemistry per le sintesi ecosostenibili ad esempio per la
produzione delle nanoparticelle metalliche. Ci sono anche vari studi per risistemare quei
territori sterili grazie alle piante.
L’esistenza delle piante e della vita è possibile grazie al SOLE, che è energia
elettromagentica: sul pianeta arriva l’energia elettromagnetica derivante dal sole, la pianta
convertitore
è un dell’energia, riesce a far passare l’energia elettrica e magnetica, è un
trasducibile
trasduttore dell’energia e la trasforma in energia chimica che è ben usabile, è
in carboidrati quindi sottoforma di zuccheri che posso accumulare, oppure usare con la
respirazione per produrre atp e quindi garantire i processi di base ma anche risposte a
stimoli ambientali.
La RISPOSTA: a cosa serve tale processo, e qual è la ragione dell’esistenza di un
qualunque processo-> si risponde sempre con SERVE A, DOPO AVER CAPITO IL FINE
PASSIAMO AL MEZZO. Quindi:
1) il fine del processo
2) Il mezzo
Le molecole da sapere a memoria sono 4 o 5, c’è il simbolo M; oltre ovviamente ai casi
normali di amminoacidi, atp e nadph. Pagina 1 di 255
Curiosità: 1) quanto è la percentuale di biomassa vegetale sulla Terra 99,7%, la terra è un
pianeta a vita principalmente vegetale con qualche traccia di vita animale. 2) plant
blindness: ovvero far passare le piante in secondo piano 3) l’organismo vivente più
grande: il fungo 4) le piante non nominate nell’arca di Noè perché non erano considerate
organismi viventi 5) l’orto di Firenze si chiama orto dei semplici perché erano piante che
erano usare come erbe medicinali. 6) Darwin fu il primo a vedere ed osservare un po le
piante da semplici osservazioni, capi che le piante si muovono (come le piante carnivore
o la posizione delle foglie che cambia tra giorno e notte). Iniziò a studiare l’apice della
radice e capì che poteva muoversi come un animale inferiore, dimostrò che l’apice della
radice sa percepire stimoli diversi. 7) le piante sono organismi autotrofi che creano il
proprio cibo, sono i produttori primari.
Le piante stando ferme devono riuscire a sopravvivere e riprodursi in un ambiente
continuamente mutevole e pieno di stress, contro il quale lotta grazie ai metaboliti
secondari, comunicando con se stessa, con le altre piante e con l’ambiente. La scelta di
vita sessile ha portato a mancanza di organi centralizzati e perché? perché aumenta la
loro possibilità di sopravvivenza: se ci fosse un organo centralizzato e arriva un baco e lo
mangia te pianta muori.
Nel caso delle piante è importante collaborare perché ad esempio se c’è qualcosa di
tossico si chiude lo stoma di uno e così protegge le altre, quando sono lontane usano per
lo più le micorrize. Inoltre una pianta può aiutare l’altra con effetto nurse e darle nutrienti
oppure tenerseli per sé se ce n’è pochi può avere comportamenti ambigui. Ci sono anche
le vox ovvero molecole organiche volanti che segnalano se c’è uno stress.
Le piante raccontano anche cambiamenti climatici ad esempio se c’è stata una siccità
allora vasi xilematici piccoli oppure contare gli anni in base agli anelli, tramite quindi la
ricostruzione di overlapping delle cerchie degli anelli delle piante.
Inoltre le piante dicono sempre la verità basti vedere la botanica forense.
Le piante sanno anche mimare gli odori degli insetti per manipolarli per l’impollinazione
quindi riescono a comunicare e manipolare gli animali.
Caratteristiche peculiari della cellula vegetale
Le caratteristiche che differenziano animali e vegetali sono:
1) CLOROPLASTI
2) PARETE CELLULARE
3) VACUOLO La forma delle cellule è a parallelepipedo allungato :
dall’esterna lamella mediana, parete (secondaria e
primaria), la membrana e il grande vacuolo che è
circa il 90% del volume della cellula. Pagina 2 di 255
La parete cellulare ha
varie funzioni nella
cellula vegetale:
1)supporto
meccanico
2)Dona resistenza
alla pressione di
turgore interna
3)Controllo della
crescita
4)Diffusione delle
sostanze
5)Protezione da
patogeni,
deidratazione…
Le parete sono
accostate tra di loro
con lamella mediana,
parete primaria, parete
secondaria e il resto
che c’è. Alcuni punti
della parete sono i
plasmodesmi, che
mettono in
comunicazione le
cellule vegetali l’una
con l’altra, sono le
discontinuità della
parete.
Dentro la parete ci sono tantissime molecole, c’è una forte eterogeneità di componenti,
tanti componenti in percentuali variabili che danno questi tipi diversi di strutture. La
parete è quindi formata da tanti tipi diversi di molecole assemblate tra di loro, e sono
diverse perché appunto diverse sono le funzioni della parate.
Composizione della parete primaria:
Ci sono due fasi:
1) microfibrillare: è fatta dalla cellulosa, che è un polimero del beta glucosio (di cui devi
sapere la struttura). Il glucosio può chiudersi con oh sotto (alfa) se sta sopra invece è
il beta, sia alfa che beta possono polimerizzare e dare vita a due composti diversi
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quindi amido (se è alfa) o cellulosa (se è beta). Sembra una sciocchezza spostare un
oh ma si vanno a formare due polimeri del tutto diverso perché nel caso alfa entrambi
gli oh sono sotto il piano della molecola e nessuna molecola deve ruotare; la cellulosa
invece per potersi legare deve ruotare perché uno avrà l’oh sotto al piano.
2) Matrice: è fatta da più tipi di molecole: emicellulose, sostanze peptiche e proteine
Struttura molecolare della cellulosa: I legami sono 1-4
glicosidici, gli oh sono
su piani diversi e
quindi si deve ruotare
la molecola, una
molecola di cellulosa
quindi rimane lineare
( a differenza
dell’amido). Tante
molecole di cellulosa
FIBRILLE
formano le ,
che hanno una parte
cristallina e una parte
amorfa. La cellulosa
dona resistenza alla
trazione e agli attacchi
enzimatici.
Le molecole di glucosio
hanno tanti oh che
possono fare tanti legami
ad idrogeno, ad esempio
tra fibrille dello stesso
piano, ma anche tra
molecole di cellulosa di
una stessa fibrilla ma su
piani diversi, sono tutte
legate tra di se le molecole
di cellulosa, con aree più
cristalline e aree amorfe.
Le fibrille quindi
costituiscono la parte
fibrillare della parete
stessa.
PASSIAMO ALLA SPIEGAZIONE DEL PUNTO 2) OVVERO DELLA MATRICE
emicellulose
Le sono polimeri di polisaccaridi ma non così omogenei come la cellulosa,
ramificati!!.
si trovano vari tipi di zuccheri. E a DIFFERENZA DELLA CELLULOSA sono Pagina 4 di 255
Xiloglucani, xilani, glucomannani e glucani sono fatti da emicellulosa.
sostanze peptiche
Le che sono polimeri di polisaccaridi eterogenei. Sono fatti da
polimeri di acido
GALATTURONICO,
devi sapere che è uno
zucchero ossidato,
che ha un gruppo
carbossilico . Il
carbonio finale è un
gruppo carbossilico,
quindi formo un
poligalatturonato dove
ogni monomero ha un
gruppo carbossilico! Le
pectine sono polimeri
di acido galatturonico
(allora
omogalatturonani) o DA
ramnogalatturonani.
SAPERE BENE
QUESTA COSA E
MOLECOLA A
MEMORIA
La pectina può variare in funzione del ph:
- se è acido il gruppo carbossilico sarà oooh -
Se è basico lo troverò
come coo- e h+
Quando è coo- può
legarsi, è una carica
negativa che può legarsi
quindi a qualcosa di
positivo, ovvero gli ioni
come il calcio e il
magnesio, il gruppo
carbossilico delle
pectine può legarsi a
ponte, quindi due gruppi
carbossilici diversi con lo
ione calcio come
nell’immagine.quindi
due molecole adiacenti
di pectine possono
legarsi tra loro appunto
ponti
attraverso questi
salini con calcio e con
magnesio e si
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chiamano EGG BOX ovvero quando il gruppo carbossile è dissociato può fare
legami a ponte con calcio e con magnesio e formare gli egg box. Le marmellate, le
gelatine, sono tutte egg box. REOSTASI
Gli egg box sono importanti perché si occupano della della parete ovvero può
cambiare in elasticità, può essere più o meno rigida grazie a questi egg box. Quando le
pectine non sono legate e quindi il ph è basso e non si possono legare agli ioni la parete è
più morbida, quando invece il ph fa si che il gruppo carbossilico si dissoci allora la parete
è molto più rigida.
Ci sono anche pectine neutre che hanno il gruppo metile legato al gruppo carbossilico e
di conseguenza non si occupano della reostasi.
proteine
Le sono polimeri di aminoacidi. Un amminoacido è una molecola con un
gruppo amminico e un gruppo carbossilico legato ad un carbonio con radicali di vario
tipo. Il radicale da caratteristiche diverse ad ogni amminoacido. Le proteine sono polimeri
degli amminoacidi, legati con legame peptidico e sottrazione di una molecola di acqua,
tra il gruppo amminico di un amminoacido e il carbossilico del successivo. C’è la struttura
primaria che è la sequenza degli amminoacidi, la secondaria (alfa eliche, foglietti beta…),
la terziaria e la quaternaria. domini
Nelle proteine ci sono vari domini, i sono parti di una proteina che danno una
funzione specifica ad esempio il dominio per il legame con il substrato, quelli per le
proteine, quelli per il cofattore…
Ci sono proteine strutturali, del citoscheletro oppure fare catalisi, mediare il trasporto,
proteine segnale…
Nella parete troviamo
proteine strutturali: idrossiprolina l’espansina o
1) quindi quelle ricche di come
l’estensina. Le proteine che si legano alle emicellulose, legandosi in modo diverso,
possono rendere più o meno rigida ed estensibile la parete stessa.
Enzimi
2)
Biogenesi della parete:
La sintesi della cellulosa avviene nelle membrane, grazie alla cellulosasintasi, ed è
deposta direttamente nella parete mentre le altre componenti sono deposti dal Golgi con
vescicole ad esocitosi e riversano il loro contenuto all’interno della parete. Tutti i
componenti sono legati tra di loro con legami covalenti grazie alla presenza degli oh,
oppure legami non covalenti come i legami a idrogeno, i legami ionici, i legami idrofobici
come le pectine con il metile.
La parete secondaria
È fatta dalla presenza di LIGNINA, che è molto importante perché ha permesso la
conquista delle terre emerse, permette alla pianta di stare eretta e dona la resistenza a
tensione e compressione. Dona idrofobicità e morte cellulare: la cellula completamente
lignificata è sigillata ed è deputata a morte cellulare programmata.
Composizione della lignina: polimero eterogeneo di natura fenolica: il fenolo è anello
benzenico con OH, la lignina deriva dall’unione di alcol fenolici che sono appunto legati
tra di loro in modo random da enzimi che sono delle ossidasi che li ossidano e
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sottraggono una molecola di acqua formando legami C-O-C o C-C in modo del tutto
casuale.
La lignina viene deposta all’interno della parete, sembra andarla ad imbibire. Si avvolge
tutta intorno alle fibrille di cellulosa.
Fra le varie funzioni della parete, quando si parla di trasporto bisogna distinguere:
1)via apoplastica:
insieme delle
parete cellulari,
quello di celeste,
permette
all’acqua di
muoversi
liberamente,
permea
liberamente le
pareti, ACQUA,
ZUCCHERI, IONI,
ORMONI si
muovono
liberamente ,
perché attraversano tutto ciò che non è citosol
2) Via simplastica: fatto dal citsol delle cellule dei tessuti vegetali, che sono uniti dai
plasmodesmi, quindi la via simplastica non è libera a tutto, c’è un limite di esclusione
che dipende dalla dimensione del plasmodesma stesso che è circa 1 kilodalton,
quindi per via simpatica passano ioni, piccole molecole organiche, gli amminoacidi
lineari, piccoli peptidi lineari… Dentro il plasmodesma, c’è il
plasmalemma e il
desmotubulo che è un
prolungamento del reticolo
endoplasmatico, tutto
circondato da proteine che
possono accorciarsi ed
allungarsi e regolare l’apertura.
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La cellula vegetale ed il potenziale di membrana
Il potenziale di membrana è bene che sia mantenuto, perché? Devi saper rispondere a
DOMANDA
casa,
La membrana ha molte funzioni, ad esempio il trasporto dei soluti (è un filtro attivo e
selettivo, lascia passare solo quello che la cellula vuole), trasduzione del segnale, sintesi
della parete, eso ed endocitosi.
Lipidi, proteine e zuccheri.
Cosa c’è nella membrana?
Tra i lipidi: fosfolipidi (glicerolo -> che può sempre essere ESTERIFICATO con acidi grassi
con fosfato e residuo polare), glicolipidi (lipidi a cui è legato uno zucchero) e steroli.
Gli acidi grassi hanno una catena laterale di carbonio e idrogeno con un gruppo
carbossilico. Può essere satura ovvero senza doppi legami oppure insatura con doppi
legami che ne cambiano la forma e le proprietà, se sono insaturi si impacchettano male
come l’olio, se sono saturi sono più densi quindi il burro. L’estere è un legame
tra un alcol oh e
acido h, tramite
sottrazione di una
molecola di acqua
abbiamo il legame
estere che noi
ritroviamo nei 3 oh
del glicerolo, di cui
due con gli acidi
grassi, l’altro con il
gruppo fosfato, e
insieme danno
quella che si chiama
acido fosfatidico che
è legato con un altro
residuo polare come
colina, serina,
glicerolo, che con il
fosfato forma la
testa polare del
fosfolipide. Sono
molecole anfipatiche
ovvero hanno una parte idrofobica data dagli acidi grassi e una parte idrofilica data da
fosfato e residuo polare.
I glicolipidi sono invece se il residuo polare è uno zucchero.
Gli steroli che derivano dal nucleo del colesterolo, la cui parte polare è data dall’oh.
Le molecole anfipatiche si organizzano con le teste polari verso la soluzione acquosa e le
cose idrofobiche rivolte le une con le altre, le membrane si organizzano nei doppi strati
lipidici in cui troviamo la parte apolare dei fosolipidi e le teste polari all’esterno.
Ricordiamoci che in una membrana ci sono anche le proteine, che possono muoversi
nelle membrane stesse. Le proteine di membrana possono essere integrali, chiamate
anche intrinseche quando attraversano la membrana sia completamente sia in parte,
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oppure periferiche od estrinseche quando sono adese o ancorate alle membrana. Nelle
orientamento
membrane le proteine hanno un caratteristico, che è dato dalle
caratteristiche della sequenza amminoacidica, i domini idrofobici vanno a posizionarsi
nella membrana, quelli idrofilici o nel citosol o nella parte apoplastica, anche gli zuccheri
Le proteine di
se ci sono andranno nella parte o citoplasmatica o nell’apoplasto.
membrana: mediano il trasporto di ioni e metaboliti, possono trasportare anche elettroni
e dunque esser catene redox.
Sistemi di trasporto di ioni e metaboliti
Le membrane biologiche hanno permeabilità selettiva alle differenti molecole: alcune
passano e altre no.
- Passano liberamente: quelle molecole che si muovono liberamente a seconda del loro
gradiente di concentrazione, molecole quindi lipofile piccole (benzene, n2, o2,co2,
sono gas piccoli che passano liberamente le membrane) e piccole molecole polari non
cariche (ad esempio acqua, glicerolo, i
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