Filosofie della pena
Prima parte di lezioni
Il diritto penale è una tecnica razionale nella guida del comportamento dato che propone un certo comportamento e dice al destinatario che se agisce in un certo modo va incontro a una conseguenza. Si manifesta in restrizioni sulle persone.
È una tecnica di definizione → la restrizione consiste nella definizione o proibizione dei comportamenti classificati come devianti e prevede una limitazione della libertà personale
È una tecnica di accertamento → la restrizione consiste nella soggezione coattiva o giudizio penale di quanti siano sospettati
È una tecnica di repressione → la restrizione consiste nella repressione e punizione di quanti siano giudicati colpevoli. Tutte le restrizioni costituiscono un costo che deve essere giustificato.
I costi della giustizia penale
- Costo generale: consiste nella restrizione alle libertà individuali ed è subito da tutti i cittadini. Collegato a questo costo è prevista una critica morale esterna perché deve esserci qualcuno che ci dice come dobbiamo comportarci.
- Costo dell'inefficienza: consiste nei colpevoli non sottoposti a giudizio, ovvero coloro che rimangono ignoti e i colpevoli sottoposti a giudizio ma che rimangono impuniti.
- Costo dell'ingiustizia: consiste negli innocenti posti a processo, innocenti condannati e poi assolti e negli innocenti vittima di un errore non riparato.
I costi creano problemi e complicazione del problema della giustificazione della pena e del diritto penale.
Domande sulla giustificazione
Ci sono tre aspetti da giustificare:
- Giustificazione del diritto di punire → la pena
- Giustificazione delle scelte che presiedono alla definizione dei presupposti della pena, cioè gli eventi → reati
- Giustificazione delle procedure e delle forme di accertamento dei reati e di applicazione delle pene ovvero il processo penale
Ciascuna delle questioni può essere sottoposta in 4 domande: se, come, quando, perché si deve proibire, processare, punire. Le risultanti 12 domande sono tra loro connesse.
Dottrine filosofico politiche sulla pena
Sono teorie normative, ovvero che assumono una posizione valutativa e servono per dare sostegno alla pratica penale, alla scienza della legislazione. Possono essere:
- Abolizionistiche: teorie che non giustificano il diritto penale
- Giustificazionistiche: che giustificano scopi, forme, contenuti
Legge di Hume: differenza tra ciò che è e ciò che deve essere.
Differenza importante tra:
- Spiegare un comportamento: cerca di spiegare perché è accaduto e si tratta di un discorso descrittivo e predittivo.
- Giustificare un comportamento: ci dice quali principi rendono corretto considerare un comportamento come delitto e spiegano il perché dal punto di vista etico normativo.
Due tendenze filosofiche
Formalismo rispetto al reato
- Approccio convenzionalistico ed empiristico
- Proprio della tradizione garantista e della tendenza al diritto penale minimo: poggia sulle idee illuministe del 700 e sulla scuola classicistica
- Intende con delitto: ciò che è stato deciso dal Parlamento che ha deciso un comportamento come delitto: definizione formale.
Sostanzialismo rispetto al reato
- Approccio ontologico
- Tradizione autoritaria e tendenza al diritto penale premoderno e riaffiorato con la reazione antiilluminista sviluppata nel secondo 800
- Delitto comportamento moralmente pericoloso
Distinzione fra distinti punti di vista
Teoria di Hebert Hart
- Punto di vista interno o giuridico della validità = punto di vista dell'accettante delle regole (normativo)
- Punto di vista esterno o sociologico dell'effettività o della separazione causale = punto di vista dell'osservatore che non prende in considerazione le regole
- Punto di vista esterno moderato (lo studioso di diritto)
Prima distinzione di Ferrajoli
Ambiguità del punto di vista esterno:
- Etico normativo: giustificazione esterna
- Sociologico: spiegazione esterna
Seconda distinzione di Ferrajoli: la giustificazione della pena
Ferrajoli propone due prospettive:
La giustificazione esterna
- Prospettiva normativo morale da un punto di vista esterno
- Legittimazione del diritto penale con riferimento a principi normativi esterni al diritto positivo: cioè a criteri di valutazione morali, politico o utilitari
- Riguarda le ragioni esterne del diritto penale
- Legittimi dal punto di vista esterno se sono ritenuti giusti in base a criteri morali e politici (giustizia)
La legittimazione interna
- Interno dello stesso diritto: giustificare una legge dello stesso diritto
- Legittimazione del diritto penale con riferimento a principi normativi interni allo stesso ordinamento positivo, criteri di valutazione giuridici
- Riguarda le sue ragioni interne di diritto penale
- Validità
- Legittimi dal punto di vista interno se sono considerati validi: conformi alle norme di diritto positivo che ne disciplinano la produzione
Due correnti di pensiero
La separazione della giustificazione esterna (giustizia) dalla legittimazione interna (validità)
- Separano il diritto dalla morale
- La separazione appartiene alla tradizione del positivismo giuridico che ha avuto il suo luogo di incubazione nel pensiero giusnaturalistico
- La separazione tra diritto e morale è il risultato di un lento processo di secolarizzazione del diritto penale
- Si basa su questa separazione la concezione formale o giuridica della validità come logicamente indipendente da quella sostanziale, di conseguenza la separazione è presente anche nel formalismo
- Il formalismo dice che ciò che è valido per il solo fatto di essere giuridicamente valido è corretto
La confusione fra legittimazione interna (validità) e giustificazione esterna (giustizia)
- Confondono il diritto alla morale
- Si subordina la validità alla giustizia e il diritto alla morale
- Ci sono due correnti che prevedono la confusione e si suddividono a seconda che condizionino la legittimazione interna a quella esterna o quella esterna a quella interna
Due sensi della confusione
Giusnaturalismo (sostanzialismo giuridico)
- Concezione sostanziale → le norme moralmente corrette sono valide
- Il sostanzialismo prevede la subordinazione della validità alla giustizia
Legalismo (formalismo etico)
- Concezione formale e giuridica della giustizia → l'assunzione del diritto positivo come valore etico
- Il legalismo prevede la subordinazione della giustizia alla validità
Il modello penale garantista
Esclude entrambi i tipi di subordinazione e richiede che la sua legittimità politica sia solo esterna, fondata sui valori e interessi individuali o collettivi e che quella giuridica sia solo interna cioè fondata sulla legge.
Una condizione sufficiente ma non necessaria è la separazione della legittimazione giuridica in base a fonti normative interne al diritto positivo da quelle etico politica in base a fonti normative esterne.
Modello garantista cognitivo
È un modello normativo etico politico: teoria normativa che intende guidare e dire come dovrebbe essere un sistema penale per essere giusto.
È un modello limite: utopia, è tanto importante perseguire come quanto è illusorio. Serve a motivare il comportamento.
Cognitivo significa: verità come valore centrale del processo penale.
Ogni principio che il modello propone enuncia una conditio sine qua (non ovvero un insieme di garanzie il cui rispetto è una condizione necessaria) per l'affermazione della responsabilità penale e applicazione penale.
Origine della proposta garantista
In una posizione giusnaturalistica razionale: giuspositivismo che separa il diritto dalla morale: distingue tra ciò che è diritto e ciò che dovrebbe essere. Compaiono due idee importanti:
- Il valore della legge razionalmente creato
- Gli esseri umani sono titolari di diritto fondamentale
Contrattualismo: stato di natura nel 600/700 era contrapposto alla società e si immaginava il diritto senza considerare le regole sociali. L'essere umano entra in società ma conserva i diritti fondamentali.
Positivismo metodologico: tutto ciò che è diritto ha una base empirica, creata posta e per studiarla si divide il fatto dalla morale.
Teorie utilitariste: assunzione posizione etica normativa, la maggior felicità è un valore che riesce a guidare tutti i nostri comportamenti.
Costituzionalismo: presenza di costituzioni rigide e garantiste.
Le proposte di teoria normativa su: norme costituzionali, leggi ordinarie, decisioni giudiziarie e misure di esecuzione
Principi assiologici del sistema garantista
Garanzie penali:
- Principio di retributività (nulla poena sine crimine): la pena è la risposta a un reato, non può esserci una pena se non c'è reato.
- Principio di legalità in due sensi (nullum crimen sine lege): per far si che ci sia reato è necessario che ci sia una legge che lo definisce come tale. Un altro senso invece si rivolge al giudice: non può attribuire delitto senza legge.
- Principio di economia (nulla lex poenalis sine necessitate): se non c'è bisogno non c'è nessuna legge.
- Principio di offensività (nulla necessitas sine iniuria): se non c'è l'offesa a un bene giuridico allora non c'è la necessità di configurare un reato.
- Principio di materialità (nulla iniuria sine actione): perché ci sia un danno ci deve essere un comportamento, un'azione.
- Principio di colpevolezza (nulla actio sine culpa): ogni garanzia indica una condizione necessaria perché ci sia la pena, l'elemento soggettivo.
Garanzie processuali:
- Giurisdizionalità: in due sensi (nulla culpa sine iuridicio) perché si possa dire che qualcuno ha fatto qualcosa che è definibile reato per cui è tenuto colpevole deve essere detto dal giudice.
- Separazione accusa giudizio (nullum iudictum sine accusatione): deve esserci una accusa diversa dalla separazione.
- Onere della prova (nylla accusatio sine probatione) perché si possa dire che c'è un accusa devono esserci delle prove.
- Principio della garanzia della difesa (nulla probatio sine defenzione): diritto a difendersi di fronte all'accusa.
Di tutti i principi garantisti quello che caratterizza specificamente il sistema cognitivo è il principio di stretta legalità (A3).
Principio di legalità
Esso si distingue in principio di mera legalità e principio di legalità in senso stretto.
Il principio di mera legalità
- Non c'è un reato senza legge → si limita ad esigere la legge come condizione necessaria della pena e del reato.
- Si identifica con la riserva di legge: ogni reato dovrebbe essere tale per una determinata legge.
- È una norma rivolta ai giudici cui prescrive di considerare reato qualunque fenomeno liberamente qualificato come tale dalla legge, il giudice è soggetto alla legge e non può punire se non c'è una legge.
Quanto più il principio di legalità è assoluto, non accompagnato da vincoli di contenuto, e quanto meno vincolanti nei contenuti sono per il legislatore i criteri di legittimazione interna alla legge → tanto meno la legge è vincolante per il giudice tanto più ampio e legittimo è il rinvio a criteri di legittimazione esterna nel momento del giudizio.
Il principio di legalità in senso stretto
- La legge deve rispettare tutte le garanzie.
- La legge per creare un reato deve avere contenuto tassativo → tassatività nei contenuti.
- La legge è massimamente condizionata.
- Si rivolge al legislatore: colui che la deve redigere tassativamente.
- Si identifica con la riserva assoluta di legge, intende legge nel senso sostanziale di norma o contenuto legislativo e prescrive che il contenuto sia formato da fattispecie dotate di significato univoco e preciso.
Quando si parla di tassatività bisogna fare chiarezza sul termine significato. Che cosa si intende con “significato”? Si fa riferimento a due significati:
- La parola, i testi, le espressioni linguistiche: connotazione = può variare a seconda del contesto, e comprende un insieme di proprietà che deve avere qualcosa per ricadere nell'ambito di applicazione del termine. Per esempio il libro è un insieme di pagine scritte rilegated. Se si conosce cosa significa posso dire con chiarezza cosa sia o meno una cosa determinata. La connotazione ci consente di identificare gli eventi empirici concreti della realtà al quale questo termine si applica. Un altro esempio può essere il termine uomo: animale razionale e la connotazione mette in evidenza due proprietà: posso dire che Anna, Piero e Susanna soddisfano questa connotazione e ricadono nell'ambito di applicazione dell'uomo.
- Per denotazione invece si intende il concetto fisso, l'insieme di eventi ai quali le parole si applicano.
Guardando la connotazione possiamo denotare i reati concreti. Conoscendo la connotazione di furto saremo in grado di sapere quando è un furto o quando non lo è. L'esigenza di tassatività: il legislatore deve comporre testi che abbiano significati precisi e di conseguenza l'esigenza di tassatività è una garanzia. Ci sono dei termini con connotazione precisa e altri con connotazione vaga. La vaghezza è un difetto di imprecisione. Per esempio con la definizione “atto osceno”...
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