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Appunti di filosofia del diritto

Appunti non ufficiali del corso di filosofia del diritto del professor. Rossetti. il corso è stato completamente esaustivo tanto da rendere possibile l'utilizzo di questi appunti anche in altri atenei. Le lezioni sono state frequentate per il 100% delle ore riportando fedelmente quanto detto dal docente.

Le dispense sono già state utilizzate da molti studenti e rappresentano... Vedi di più

Esame di Filosofia del diritto docente Prof. A. Rossetti

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ESTRATTO DOCUMENTO

Relazione tra a ed o

A: tutti gli uomini sono mortali

O: non tutti gli uomini sono mortali

Se A è vero O è falso

A O

V F

F V (perché se è vera l’universale negativa è vera

anche la sua particolare non ho indetermintezza)

Questa relazione si chiama contraddittorietà

Linguaggio:

1 + 1 = 2

1 + 1 = 10 (codice binario)

Le affermazioni hanno bisogno di una certezza simile a quella della matematica

Ho necessità di osservare la realtà tante volte.

Questo sistema logico si chiama induzione (osservare più volte)

Se anche solo un colombo fosse grigio l’affermazione tutti i colombi sono bianchi

cambierebbe un livello di verità

  

Induzione base osservativa enunciati scientifici vado da particolare ad

universale  

Deduzione base logica ha un tipo di osservazione analoga alla matematica (se so

che 1+2=3 da generale a particolare

 

Abduzione è il processo della scientifica forense trovo tanti begli oggetti e rilevo

che X è colpevole ma se cambiano gli elementi probatori (DNA ecc.) la verità è

smentita

Con tante osservazioni produco un significato generale 11

Filosofia del diritto – appunti

Logica medievale, Abelardo

Tutti gli studiosi erano chierici per riuscire ad ottenere un reddito non ottenibile con

l’insegnamento.

Abelardo arriva a Parigi e deve dare lezioni private ad Eloisa.

Eloisa resta in cinta (santa Durex) e i tipelli scappano.

Abelardo viene evirato dallo zio.

Abelardo si nasconde in convento e continua a rimpiangere la storia di amore.

Eloisa diventa suora ma per amore di Abelardo

Ludwig wigtestein

I W. Sono i più ricchi dell’impero asburgico. Vienna è la più grande città al momento

(Ravel, Freud…)

Ludwig è l’unico che non è in grado a suonare ma fischietta le opere. Non va al liceo

ma all’istituto tecnico dove conosce Hitler.

1

L. va alle lezioni di Bertrand Russell .

BR è uno degli uomini più ricchi di Inghilterra e dilapida il patrimonio nelle

prostitute.

Perché W. Va da Russerll?

Perché Russerll conosce Frege che aveva scritto un libro sul rapporto tra numeri

naturali e matematica. Russerll aveva trovato qualcosa che non funzionava. Frege

ritira i libri in commercio e aggiunge la lettera in cui Russerll gli mostra il paradosso.

L.W. scrive il Tractatus Logicus Philosophicus che chiude dicendo di aver finito l

Filosofia occidentale.  

L. introduce le tavole di verità logica proposizionale studia gli enuncati

Ex.

P il tavolo è marrone

Non analizzo gli enunciati ma vedo solo il modo in cui stanno insieme.

1 Bertrand Arthur William Russell (, – , ) è stato un , , , e .

Fu anche un autorevole esponente del e un divulgatore della . In molti hanno guardato a

Russell come a una sorta di profeta della vita creativa e razionale; al tempo stesso la sua posizione

su molte questioni fu controversa. Russell è stato avvicinato alle correnti filosofiche del , dell' e del

12

Filosofia del diritto – appunti valore

P Q P+Q di verità

(quando è vera?)

Entrambe sono vere la

V V proposizione è vera

V F Negli altri casi è falsa

F V

F F V

F

F

F

 

P o Q quando è vera? P implica Q se P è …. Allora Q ….

Quando almeno una delle due proposizioni è

vera o quando tutte e due sono vere

Quindi

V

V

V

F

Lo scopo è modellizzare il linguaggio ordinario.

La matematica è incompleta rispetto alla logica. 13

Filosofia del diritto – appunti

09/03/2017

La definizione varia il significato

vari tipi di defnizioni di signifcato

Si distinguono .

Defnizioni lessicali 

1. definizione che ha lo scopo di

descrivere una abitudine linguistica indica il significato normalmente

attribuito (distingue le abitudini linguistiche)

alla base troviamo un approccio descrittivo

enunciato descrittivo definisce e descrive come sono le cose (sono

apofantici, possono essere veri o falsi)

queste descrizioni possono essere sia vere che false, sia fedeli che infedeli

lo si definisce in baso a se riesca oppure no a rispecchiare il significato

attribuito dagli usi linguistici

ex. Gatto = animale che fa miao \vs\ gatto= pianta

Defnizioni stipulative 

2. non voglio stabilire una abitudine

linguistica ma voglio stabilire come un termine deve essere utilizzato in un

contesto

Seleziona una interpretazione rispetto ad un’altra o cambia il significato di

una parola radicalmente.

Si usano spesso nelle leggi.

ex. Decreto legislativo 221\2002 

definizione di transazione commerciale normalmente significa scambio

 il legislatore definisce e seleziona il significato ( non riferibile tra persone

fisiche e imprese ma solo tra soggetti giuridici)

Defnizione diretta 

3. per definire si usano dei sinonimi

Defnizione indiretta o contestuale 

4. non si

enuncia direttamente ma si fa un “giro di parole” con cui il termine viene

inserito

ex. Solubilità

x è solubile = x si scioglie in acqua

nel linguaggio giuridico si usa la definizione indiretta per definire significati

non spiegabili

ex. Proprietà

x è proprietario = x può disporre… 14

Filosofia del diritto – appunti

Defnizione esplicite

5. si hanno quando un soggetto indica esplicitamente il significato di un

termine. Si definisce esplicitamente magari tra virgolette

Defnizione implicita il

6. soggetto da per scontato quel

significato e lo definisce implicitamente, utilizzandolo

Defnizioni nominali e reali

7. l’attribuzione di significato ha a che fare solo con l’uso del linguaggio.

Taluni sostengono che con l’attività definitoria si colga l’essenza dei

fenomeni che ci circondano. Sono definizioni reali che non riguardano solo

i termini utilizzati ma direttamente le cose a cui ci riferiamo. Gatto invoca

non solo la definizione ma anche le caratteristiche fondamentali dei

soggetti.

la definizione reale assume un preconcetto nella parola. Ex. Immagine di

matrimonio solo tra uomo e donna perché rientra nella definizione stessa

della realtà (la natura stessa del reale) che prescinde dalla convenzione.

altri sostengono che non si possa parlare delle caratteristiche linguistiche e

delle abitudini e non dalla realtà delle cose

Nel linguaggio talvolta si usa il prestito semiotico ( un linguaggio prende spunto da

un altro). Il prestito semiotico del linguaggio giuridico coinvolge spesso la sintassi

poiché il linguaggio grammaticale è l’italiano mentre il linguaggio semantico (di

significato) potrebbe variare rispetto al significato . È un prestito semantico

poiché alla fine i significati non si contrappongono o distnziano poi tanto.

Ai linguggi naturali o ordinari si avvicinano i linguaggi artiiciali (tipo la fisica o il c+

+)

I linguaggi artificiali sono:

creati a tavolino per raggiungere scopi specifici

 esercitano un forte controllo di quello che viene detto tramite questi.

 ex. Se due fisici elaborano due teorie incompatibili il linguaggio fisico ristretto

permette un controllo ed un raffronto tra le due affermazioni.

La loro conoscenza è propria di un gruppo di persone (vi sono degli esperti di

 ogni linguaggio artificiale)

I linguaggi naturali sono:

Nati spontaneamente

 

Hanno un livello di controllo (ex. Grammatica) ma non è così stringente

 si può esprimere qualcosa anche in contraddizione con qualcun altro senza

essere contraddetti

Sono parlati da tutti i membri della comunità con l’esigenza di comunicare

 15

Filosofia del diritto – appunti

Esperanto?

Il linguaggio giuridico assomiglia a quello artificiale per via dei termini tecnici

(peculato, enfiteuta…)

In più alcuni termini assumono significato specifico e tecnico rispetto al linguaggio

ordinario (sono definizioni speculative dell’evoluzione della scienza giuridica)

Ex. Reato penale o multa che hanno significato diverso nel parlato e nella legge.

Il diritto è quindi linguaggio artificiale?

Il giudice o comunque il giurista ha delle indicazioni e dei sistemi di controllo

piuttosto stringente del linguaggio ma non così stretto come i linguaggi artificiali

Infatti gli avvocati che parlano linguaggio giuridico sostengono tesi incompatibili

ma “dicibili” (al contrario del c++)

È un linguaggio non artificiale ma amministrato. Delle autorità hanno amministrato il

linguaggio giuridico. Ci sono autorità che stabiliscono cosa significhino le cose senza

gli enormi vincoli del linguaggio artificiale.

Un altro esempio è la teologia perché ci possono essere tesi diverse ma espresse con

termini controllati.

Partendo dal rapporto linguaggio ordinario-giuridico bisogna decidere se valorizzare

o penalizzare questo rapporto.

L’interpretazione del linguaggio

Ex. 

Sto INTERPRETANDO questa cosa attività

 

Questa è la mia INTERPRETAZIONE esito finale, prodotto della attività

Nella interpretazione si individua un significato a partire da un testo elaborato da

un ricercatore.

Disposizione vs norma

Disposizione sono le parole scritte

Norma è il significato, l’enunciato, il significato del dovere

L’interpretazione può avvenire usando il significato ordinari in mancanza di un

significato particolare. 16

Filosofia del diritto – appunti

Il doppio signifcato dei termini nel linguaggio

ordinario\giuridico

Cos’è un concetto giuridico?

Cos’è un concetto?

Concetto viene normalmente comparato a significato

Ex. Concetto di gatto significato di gatto

Un concetto è quella dimensione di sicgnificato che si riferisce alla parola senso.

Ex. Venere = stella del mattino \ stella della sera

Si riferiscono sempre a venere pianeta ma ci si riferisce a due elementi diversi (vistsa

al mattino o alla sera)

Il senso è la connessine che do nella realtà.

Ex. Superman e clark kant stessa persona diverso senso

Il senso è il termine che usiamo per riferire il termine ad una entità nel mondo.

Cos’è quindi un concetto giuridico?

I concetti giuridici sono i riferimenti ai termini impiegati nel discorso giuridico (dalla

scienza giuridica)

Possiamo distinguere vari gruppi di termini giuridici tra specifici ed in comune con il

linguaggio comune.

Qual è il problema? Il problema di molti termini che esprimono concetti giuridici è

che sono termini che utilizziamo normalmente.

Gatto o foresta li posso vedere, immaginare posso collocarli in una situazione di

fatto collocata nel miondo. Non posso fare lo s+tesso se indico enfiteusi, diritto,

obbligo ecc. 

Ex. Termine proprietà è il termine che più fa riferire ad un referente empirico (ex.

Questo è mio) 

Questa mela è mia mia proprietà

Ma posso ridurre la proprietà alla mela?

non è riducibile la proprietà ad un oggetto empirico.

Non si può nemmeno ridurlo allo stato delle cose (foto in cui tengo

un microfono ma il microfono potrebbe non essere mio) 17

Filosofia del diritto – appunti

Diritti doveri obblighi e proprietà potrebbero addirittura essere privi di significato

(giusnaturalismo scandinavo)

I termini con significato sono solo i termini riducibili ad un referente empirico.

Questi termini, però, non sono inutili perché regolano i nostri rapporti.

I termini in questione pur mancando di un referente empirico segnano, delineano ed

indicano la condotta da tenere.

Il giusnaturalismo americano sostiene una tesi simile dicendo che i termini in realtà

possono essere ridotti ad un reale stato di cose.

Con lei è il proprietario di questo bene l’avvocato esprime una probabilità espressa

come il giudice probabilmente riconoscerà il suo interesse.

Una delle più importanti tesi dei giusnaturalisti scandinavi è che non possiamo

ridurre ad altri enunciati i termini sopra descritti perché se li riducessimo

tornerebbero in altri modi. Sono ineliminbili e vanno utilizzati anche se connessi solo

debolmente o proprio non connessi alla realtà. 18

Filosofia del diritto – appunti

10/03/2017

Scarpelli – la teoria

Concetti

I concetti si dividono in

a. concetti qualificatori che esplicano il valore di fatti rispetto a delle norme

giuridiche. Un comportamento x È ASSOCIATO ad una norma giuridica

Ex. La vendita è un negozio giuridico

Dei fatti hanno le caratteristiche tali da creare un determinato negozio giuridico, atto

normativo

E in

b. Concetti ………… che indicano una relazione tra comportamenti e norme

Ex. Vietato, concesso ecc.

Creo relazione tra l’azione e le norme.

In questo ambito si hanno anche i concetti di valido – invalido

Una legge è valida se il suo contenuto non è contrastante con la costituzione.

Norma superiore – inferiore

Una norma è invalida se non rispetta i vincoli di una norma superiore.

Per scarpelli i concetti normativi hanno un significato anche se non sono provvisti di

referente empirico. I concetti non hanno significato per via del referente empirico.

Valgono anche se fanno riferimento a delle norme. Il riferimento è alla attribuzione di

significato.

Per i giusnaturalisti è riduzionista - (il termine ha significato SOLO SE HA

referente empirico)

Per scarpelli cambia l’idea di sigbificto e anche le cose non palpabili hanno

significato.

La visione di scarpelli non è empirista e meno restrittiva= il linguaggio è uno

strument oche ci serve per fare cose ma anche per altro quindi i termini non devono

essere legati a referente empirico 19

Filosofia del diritto – appunti

Il concetto di validità entra a far parte del

Le concezioni di diritto

Giuspositivismo giuridico

concetto : il concetto è usato come sinonimo di significato ma in altre aree della

filosofia non ha solo il valore di sinonimo di significato.

Questa definizione distingue concetto da concezioni.

In questa contrapposizione concetto è il signigficato minimo del termine. Le

concezioni sono le declinazione delle attribuzione di significato.

Ex. Dio (concetto) = o dio è immaginario

O dio è il mio amore 

Ex. Proprietà= ci si riferisce alle norme disciplinate dai vari riferimernti giuridici la

concezione può cambiare molto se parliamo di stati capitalisti e socialisti. Sono varie

concezioni della proprietà ma è sempre presente il minimo comune denominatore che

regola il concetto della proprietà che si riferisce all’insieme delle norme giuridiche

che disciplinano l’accesso ai beni da parte degli esseri umani.

Il termine diritto può variare

Ex. Ho il diritto di vs vado a studiare diritto vs diritto del lavoro ecc.

La distinzione tra diritto soggettivo e oggettivo è labile.

Il diritto soggettivo (ho il diritto di mangiare) è frutto o sopravviave anche senza il

diritto oggettivo (tutti i cittadini hanno pari dignità…)

Parlando delle concesìzioni del diritto si parla del diritto oggettivo a giurisprudenza.

Quale è il significato minimo di diritto oggettivo?

Quello che viene attribuito dal linguaggio normale anche da non giuristi è l’area

della coazione organizzata e regolata il diritto, cioè, si caratterizza come fenomeno

di natura coattiva. È una regolazione organizzata.

È il concetto minimo perché i non giuristi entrano in contatto con il diritto rendendosi

conto della presenza di autorità nella nostra vita.

Il diritto può certo essere “coazione” ma ha anche viarie altre concezioni. Quali?

Giuspositivismo rende importante il concetto di validità di una norma.

 20

Filosofia del diritto – appunti

Giusrealismo

 Giusnaturalismo

Ciascuna valorizza un elemento differente.

Per capirle si prendono in considerazione

- Validità

- Efficacia

- Giustizia

Ognuna delle posizioni ° valorizzano uno di questi aspetti. Questa distinzione è fatta

da Norberto Bobbio. 

Giuspositivismo valorizza la validità

Il diritto esiste se e solo se è valido. Il diritto è prodotto della azione umana.

Una volta che una norma è emanata e valida ALLORA esiste. Per capire le norme i

giuspositivisti riconoscono come diritto cioò solo che è creato dagli esseri umani. La

positivismo = ciò che è posto. La norma è solo umana ed esiste se è valida e

conforme con norme di grado superiore.

Giusrealismo

per capire se una norma è esistente devo capire se ha effettività, se è rispettata.

Giusnaturalismo valorizza la giustizia

Se la norma è ingiusta quella non è una norma.

La validità 

Carattere Giustizia la norma è valida se p giusta. Per verificare la validità si rifà

riferimento a norme altre (diritto naturale)

Se non lo rispettano non sono valide. Una norma è valida e giusta allo stesso tempo?

Può essere se è prodotta in conformità con le norme superiori E non si pone in

contrasto con i nostri valori morali

Rapporto tra validità e giustizia

Una norma può essere invalida e giusta.

Il criterio di validità giusnaturalista può rendere automaticamente valide tutte le

norme giuste.

Una norma può anche essere valida ed ingiusta.

Rispetta la costituzione ma è ritenuta ingiusta da parte di alcuni. Ex. Unione civile 21

Filosofia del diritto – appunti

Rapporti tra validità ed efcacia

Una norma può essere valida ed inefficace (proibizionismo usa)

Una norma può essere invalida ed efficace. (consuetudine il comportamento tenuto

aveva la CONVINZIONE che il comportamento fosse obbligatorio)

Rapporti tra giustizia ed efcacia- efettività

Una norma può essere giusta ma inefficace (pirateria)

la norma è davvero una norma giuridica? Per il giusnaturalista si perché deriva

dal diritto naturale per il giusrealista no perché deriva dalla realtà

Una norma può essere ingiusta ma efficace (coppie di fatto per Pandolfi)

Una norma può essere sia giusta che efficace

Quando possiamo, quindi, considerare una norma esistente? Dipende dal criterio di

confronto!

Una norma è efcace ed efettiva se viene fastta rispettare

dalle autorità MA

Quando dico che una norma è effettiva è perché viene fatta rispettare dai

 tribunali (si viene arrestati se…)

Una norma è efficace quando raggiunge lo scopo per cui è stata creata

 (sparisce il reato)

Dipende se il reato esiste ancora ma il reto viene perseguito o se il reato viene

cancellato

Una possibile obiezione è che il vero scopo delle norme penale è punire o ridurre

l’esecuzione di un reato? L’efficacia e la effettività viene sovrapposti. Dipende dallo

scopo per cui viene creata.

Ex. Viene creato il 575 cp sull’omicidio per punire hi lo commette o per non fare

uccidere più? 22

Filosofia del diritto – appunti

Il Concetto Di Diritto, Herbert hart

distinzione tra giusnaturalismo e

Hart si occupa della

giuspositivismo elaborando dei criteri di distinzione.

Nel giusnaturalismo è presente la tesi della connessione necessaria tra il diritto e la

morale che vengono percepiti come se fossero legati.

Il giusnaturalismo lega l’esistenza del diritto con la conformità morale.

Questa distinzione è bene espressa da Gustav Radbruch

La formula di Radbruch dice che un diritto potrebbe essere ingiusto e

continuare ad esistere come vero diritto ma cessa di esistere se supera un certo livello

ed essere inammissibile.

Viene portato l’esempio delle leggi raziali.

A seconda della teoria della giustizia scelta cambiano i criteri di giustizia quindi di

ammissibilità di una norma. (è soggettivo) anche s eavessimo in modo certo stabilito

cosa sia la giustizia non sbbiamo u creiterio matematico per definiere il concetto ed

ikl livello di inammissibilità.

Secondo Harp ci sarebbe la tesi della separabilità tra diritto e morale. Un diritto è

esistente solo se è giusto.

Il giusposizitivta distingue diritto e giustizia. Quando ci interroghiamo sull’esistenza

di un diritto dobbiamo chiederci se una norma è valida oppure no.

C’è poi la questione della giustizia. Quando distinguiamo che una norma è giusta

marameo non ho capito

Dopo la seconda w.w. si disse che il giuspositivismo giustificava ordinamenti

sbagliati ma il giuspositivismo non giustififica ma distingue giustizia e

validità\esistenza.

Le leggi raziali erano esistenti e da rispettare, erano valide ma ingiuste.

Nel giusnaturalismo inoltre alla formula di Adbruck troviamo altre due tesi.

Cosa è giusto e cosa è ingiusto?

Per il giusnaturalista i giudizi di valore sono oggettivamente veri o falsi.

Ex. Differenza tra il pavimento è giallo vs il pavimento è bellissimo

I giusnaturalisti dicono che questi giudizi (sia di fatto che di valore) possano essere

oggettivamente veri o falsi. 23

Filosofia del diritto – appunti

Noi possiamo avere dei metri di valore per definire quali siano i valori

oggettivamente giusti ed oggettivamente sbagliati.

Il giusnaturalismo è oggetto di tantissime critiche. Se ci fossero giudizi

oggettivamente veri o falsi perché le persone esprimono tesi così diverse.

Cognitivismo etico

Dice che non solo possiamo dire se i giudizi di valori sono veri o sbagliati ma

attraverso il ragionamento Gli esseri umani possono conoscere cosa sia giusto e

sbagliato e regolarsi di conseguenza.

La distinzione del giuspositivismo di Bobbio

Giuspositivismo metodologico a-valutatività

Cosa significa? Significa fare una valutazione del diritto staccata dalla definizione di

morale. La ricerca è guidata sulle questioni di esistenza – diritto e non di morale.

Giuspositivismo teorico

 Giuspositivismo ideologico

Fallacia naturalistica

È quando si passa dal piano descrittivo a quello prescrittivo. Siu pare da delle

premesse descrittive e si ottengono delle prescrizioni. Non è un ragionamento

logicamente corretto e comporta una fallacia, un salto logico.

Il primo ad individuarla è stato david jum che comporta passare da descrittivo a

prescrittivo. Il giusnatualismo è attaccato spesso con questa fallacia perché spesso

passa dalla descrizione alla norma. Ex. I pesci grandi mangiano quelli piccoli

QUINDI è giusto. No! Un conto è il fatto l’altro è la giustizia. 24

Filosofia del diritto – appunti

15/03/2017 (lezione con ospite, esterna al programma)

Il diritto di Kelsen

… la filosofia di vicktestein è simile all’indagine e ai database dei pc. Ci sono forme

della conoscenza “non conformi” al modo di pensare che vanno quindi persi.

La scelta di kelsen è di indagare e affrontare le questioni del mondo solo in relazione

alle rappresentazioni del mondo in un “sistema giuridico”.

Si ragiona quindi in termini di imputazione e leggo gli avvenimenti in luce della

norma esistente.

L’analisi deve avvenire secondo argomenti precisi (ragionamento da talk show vs

ragionamento scientifico -di kelsen-)

Si astrae e si applicano solo le condizioni formali del codice rispetto a tutto il resto.

Questa è la dottrina pura del diritto che nasce dal positivismo (postkantiano)

Questo modo di ragionare pone dei limiti.

Il mondo metadfisico è difficile da abitare perché si applicano a priori alcuni criteri.

Kant direbbe che non esiste un linguaggio metafisico ma semplicemente il metafisico

si osserva in relazione alle norme.

Nel modello non ci sono eccezioni. Se manca una norma non si usa il buon senso ma

si applica la norma meno inadatta.

nel codice del volo, ad esempio, si usano i codici di navigazione marina.

Ovviamente questo funziona se si applica il diritto di Kelsen.

Una situazione simile si ha con l’informatica che non sa nemmeno quale sia il

legislatore che deve legiferare sulla questione.

L’idea di kelsen è attenersi ad una descrizione formale del mondo che non si rifà

tanto a ciò che sia astrattamente giusto ma a ciò che è stato correttamente approvato.

Per kelsen questo è il sistema migliore per garantire il più alto grado di democrazia e

il migliore per cercare la giustizia attenersi alla logica formale

Un esempio è il foglio di exel. Un programma si attiene a regole e non può disegnare

completamente la tua esperienza. In base alla mia autorità io sono il programmatore e

legifero in un mondo nel quale tu ti devi attenere. Esso non è il mondo quotidiano ma

è un mondo metafisico costruito su un codice.

La logica di kelsen è simile a quella del programma informatico. 25

Filosofia del diritto – appunti

Tutto quello che non rientra nella giusta programmazione, dentro nelle regole

predeterminato viene scartato.

Un esempio nella legislazione è il c.v. europeo che non permette di dire certe cose

che non rientrano nel formato stabilito.

Alla base di tutto questo serve un fondamento. Questo sistema formale è fatto di

norme no “buone eticamente” ma emanate nel sistema specifico.

Tutto si basa su una costituzione che crea i fondamenti del sistema Keilseniano e ne

detta le norme e i confine di creazione di norme e di comportamenti.

Buona parte della fama di kelsen è dovuta alla creazione del concetto moderno di

costituzione.

Essa non è concessa da un sovrano ma da persone elette.

Il problema presenta delle lacune (ex. Problemi nella costituzione ecc.) ma per

Kelsen questo è il miglior sistema possibile.

Dopo la fine dell’impero austroungarico kelsen contribuisce alla scrittura della

coastituzione. Talvolta nella scrittura oltre che agli eletti ci sono anche i consulenti

che in teoria non appaiono nel processo formale.

Ancora prima di scrivere la costituzione austrica scrive la costituzione di Weimar

(tedesca)

Dal punto di vista formale era la migliore (era il meno peggio che si potesse scrivere)

Questa analisi non deve essere coivolta nel giudizio storico (ex. È stato un fallimento,

sono tutti cattivi, faceva schifo ecc)

La storia è qualcosa di diverso rispetto ai sistei formali.

Nel pieno rispetto dei sistemi formali che garantivano il funzionamento è andato al

potere Hitler. La perfezione formale non è stata in grado di impedire questa

situazione. 26

Filosofia del diritto – appunti

Karl smith

Nasce in vesfaglia di famiglia cattolica.

La fama di kelsen come padre della democrazia moderna permane anche dopo la

guerra. Smith ha una fama che viene oscurata dall’essere considerato un

fiancheggiatore del nazismo.

Non è come kelsen uno studioso della gerarchia delle fonti.

Kelsen sosteneva che, pur avendo creato una costituzione perfetta, ad un certo punto

essa sarà vecchia per le posizioni politiche e sociali (ex. Aerei con legge navale) e si

dovrà per forza uscire dalla logica ed applicare per analogia.

La lettura di smith va oltre alla visione di kelsen. Per kelsen la costituzione è la base

di tutto. Ma la questione funziona? Non va adattata? Per smith le costituzioni non

sono perfette quindi serve, tra le altre cose, una corte costituzionale.

Si pone il problema del potere. Chi ha il potere? Colui che può decidere in casi di

emergenza!

Ex. Presidente della repubblica, corte costituzionale…

Chi può scavalcare il processo formale ha il potere e la costituzione finisce ad essere

solo un pezzo di carta.

In sostanza viene visto il presidente come il sovrano anche se viene riconosciuto dal

popolo perché dopo il voto è lui che decide.

Nella costituzione di Weimar – art 48 si stabiliva cosa succede nei casi di emergenza

(ex. Rivolta, guerra)

Un esempio:

un programma dovrebbe funzionare in modo perfetto ma nel caso in cui non funzioni

c’è una backdore per modificare il sistema formale in modo esclusivo

in pratica quando il bellissimo e dorato sistema fallisce qualcuno agisce e lo ribalta.

Ex. 2. The true man show tm pensava che fosse quello il mondo.

Idem per il mondo di Facebook che è costruito e controllato da altri.

È un problema di sovranità!

Quando succede un’emergenza decide chi ha o si prende la capacità di scegliere.

Il punto non è che si è arrivati ad Hitler ma al fatto che il sistema formale non sia più

funzionato dopo che il garante Hildenburg (ex generale)

Gli stessi temi riappaiono nel dopoguerra. 27

Filosofia del diritto – appunti

Da una parte ci si riferisce a regole precise ma non si ha la certezza fino a che non

succede qualcosa che sovverte l’ordine.

Nel dopoguerra i temi vengono ripresi

Un erede del pensiero logico formale dopo la seconda ww è un un americano che si

Jhon Rawls

chiama

dopo che smith era stato scartato come fascista Rawls torna a Kant.

Per fare una buona costituzione bisogna stare dietro un velo di ignoranza. Per rawls i

costituzionalisti hanno rinunciato ai loro guati ed interessi ed hanno fatto i

costituzionalisti andando al di là del punto di vista politico.

Anche se questo metodo in teoria funzionasse intento che i padri costituenti

elugubrano cosa sta succedendo nel mondo?

Sen

si pone proprio la domanda della teoria della giustizia. Sen non è solo un giurista e

collega la cultura indiana con quella europea. È indiano, infatti, e si rifà alle idee

induiste.

Si pone proprio la domanda

Anche se questo metodo in teoria funzionasse intento che i padri costituenti

elucubrano cosa sta succedendo nel mondo?

Alla fine propone delle idee che possiamo ritrovare vicine a quelle di smith.

Una analogia è il Web

Sen dice che alla fine la democrazia (nella definizione va oltre il formalismo) è

discussione in pubblico e non si può escludere nessuno togliendo di parola.

Democrazia è accettare il mondo com’è. Non solo per accettare il popolo sovrano ma

per cercare risposte buone anche se provvisorie.

Non rifiuta il formalismo ma accerta il mutamento. 28

Filosofia del diritto – appunti

16/03/2017

Il diritto ha un linguaggio simile a quello normale perché serve per la pacifica

convivenza

Linguaggi come l’esperanto sono studiati a tavolino per essere

Il linguaggio ordinario è flessibile ma è impreciso. È polisenico (+ significati),

ambiguo e vago

Polisenico una parola ha più sigificati

Ambiguità guarda milano che cielo grigio

Vaghezza spesso non c’è un campo specifico di applicazione di un termine

Ex. Usare divano per cheslong

Nel diritto devo togliere dei ignificati per non generare doppi sensi e ambiguità

quando genero la norma. Il dirittto è un linguaggio amministrato.

La lettura che danno giudice e legislatore e quella che danno cittadini e giuristi!

Quello che dice un giurista può essere vero o falso. Il legislatore pone le norme.

1. In questa casa è vietato fumare? Si! (ospite)

2. In questa casa si può fumare! (padrone di casa)

Differenza tra concetto e concezione

Il concetto di giustizia ha varie concezioni. Si sa che cosa sia la giustizia ma si

applica in vari modi.

Giustizia come legge vs giustizia come equità

Il linguaggio

Il linguaggio umano

Si distingue dal linguaggio umano e animale.

Il linguaggio animale è un linguaggio continuo. Il miao cambia in base alle

condizioni. È un segno che assume significato in base al contesto in cui viene

prodotto.

Il linguaggio umano è un linguaggio discreto. È, cioè, fatto di pezzi (fonemi)

La capacità di parola rientra nella stessa capacità biologica. 29

Filosofia del diritto – appunti

La caratteristica specifica del linguaggio umano

è discreto

 

È doppiamente articolato il modo in cui si dice è completamente neturale ed

 è legato allo sviluppo storico

le parole hanno un significato arbitrario e varia in base alle modificazioni dei

fonemi (cane e pane) 

Ricorrente (ricorsività) il significato è ricorrente.

 - maria mi ha colpito

- I ragazzi dicono che maria mi abbia colpito

- La zia dice che i ragazzi dicono che maria mi ha colpito

- Giorgio corre

- Giorgio corre e grida

- Giorgio corre, grida e salta

Ad un certo punto la frase perde utilità anche se formalmente è corretta.

Capacità di riconoscere enunciati grammaticali ed a-grammaticali

 ex. La ragazza di pietro suona il pianoforte

La di ragazza pietro il suona pianoforte

Questo caratterizza tutte le lingue del linguaggio umano

Sono esistite e continuano ad esistere lingue senza forma scritta

I bambini quando imparano una lingua imparano a parlare. L’apprendimento della

scrittura avviene in un momento successivo.

La forma che cambia meno velocemente è quella scritta.

La lingua scritta cambia molto più lentamente di una lingua orale.

Quando pronunciamo una parola nessuna pronuncia sarà mai uguale all’altra.

(problema del riconoscimento vocale)

Differenza tra langue e parole: un insieme di parole assume significato solo in

funzione del significato che gli sta dietro.

La parole viene contestualizzato nella langue italiano. 30

Filosofia del diritto – appunti

22/03/2017

Un enunciato potrebbeeesere infinito ma perderebbe di utilità.

Una legge deve essere scritta per avere certezza.

Vi è diversità tra concreto e astratto. La pronuncia della a non è sempre uguale come

suono ma vien eincasellato come fonema

Soussule, langue e parole

Un’altra differenza tra astratto e concreto

Il codice: ex: codice morse …_ _ _...

Io posso comporre parole diverse unendo i fonemi.

Ex: pane o … è un insieme corretto di fonemi. Ezcv è un insieme di fonemi ma non

veicola un messaggio. Anche il codice crittografico è un codice.

Langue e parole sono due cose diverse. Quando si “esegue” una lingua è come se si

eseguisse un programma: si usa e si fa funzionare. La competenza è astratta mentre

l’esecuzione è concreta.

Si distinguono 4 livelli di competenza:

Morfologica

 Fonologica

 Sintattica

 Semantica

Fonologica: consiste nell’emettere correttamente i suoni ed utilizzari nelle linee

generale (plurale di una parola)

Morfologica: il plurale o le modifiche (balconcino, balconone…) si riescono ad

applicare altrove ma potrebbero non esistere. Ex. Petaloso rispetta le regole

morfologiche ma potrebbe non essere usata. Deve essere utilizzata. Infatti ci sono i

neologismi. Ex1. Pnae non potrà essere neologismo perché non rispetta le regole

morfologiche.

Sintattica: è il modo in cui le parole si organizzano

Ex. Lo prenderò ok 

Lo penso di prendere mmm non suona 

Maria è ritenuta che sia una buona giornalista idem

Esempio di calvino: arriva un tizio 31

Filosofia del diritto – appunti

Il brigadiere è davanti alla macchina da scrivere. L'interrogato, seduto davanti a lui, risponde alle domande un po'

balbettando, ma attento a dire tutto quel che ha da dire nel modo più preciso e senza una parola di troppo:

"Stamattina presto andavo in cantina ad accendere la stufa e ho trovato tutti quei fiaschi di vino dietro la cassa

del carbone. Ne ho preso uno per bermelo a cena. Non ne sapevo niente che la bottiglieria di sopra era stata

scassinata". Impassibile, il brigadiere batte veloce sui tasti la sua fedele trascrizione: "Il sottoscritto essendosi recato

nelle prime ore antimeridiane nei locali dello scantinato per eseguire l'avviamento dell'impianto termico, dichiara

d'essere casualmente incorso nel rinvenimento di un quantitativo di prodotti vinicoli, situati in posizione retrostante al

recipiente adibito al contenimento del combustibile, e di aver effettuato l'asportazione di uno dei detti articoli

nell'intento di consumarlo durante il pasto pomeridiano, non essendo a conoscenza dell'avvenuta effrazione

dell'esercizio soprastante".

Per calvino questo è anti italiano.

Nell’italiano di tutti i giorni distinguiamo

- L’italiano standard (discorsi ufficiali)

- L’italiano regionale (parlato più spesso, ex. Morte del passato remoto)

- L’italiano – dialetto locale

La forma scritta dell’italiano è quella più controllabile. Ex. Dei congiuntivi che si

sbagliano parlando

- L’italiano formale è quello che imita l’italiano scritto (ex. Discorso del

presidente della repubblica che viene letto)

- Italiano parlato informale è quello parlato tutti i giorni

- Italiano regionale cambiano gli usi delle varie parole.

Tendenzialmente il registro varia nello stesso discorso

- Dialetto di coinè ex. Lumbard, bergchmashk

- Dialetto dei capoluoghi di provincia cerca quasi di fare il verso all’italiano

- Dialetto locale

Non esistono lingue primitive. Hanno tutte la medesima capacità espressiva.

 Vi è differenza tra dizionario ed enciclopedia. Alcune conoscenze non sono

 implicite nel significato della parola. Alcune espressioni per essere comprese

necessitano di un insieme di conoscenze.

Non ci sono lingue più logiche di altre. (nemmeno il latino che non ha motivi

 logici per la consecutio temporum. Credono che sia oppure credo che è)

La lingua ufficiale non è più evoluta dei dialetti

 Non esistono lingue native facili e difficili

Il fenomeno linguistico parlato tutti i giorni è quello su cui si fonda il linguaggio

giuridico per motivi di carattere politico e di facilità di formulazione. In uno stato

democratico tutti devono essere in grado di capire il diritto.

La logica non è applicabile agli enunciati prescrittivi. 32

Filosofia del diritto – appunti

Dire che un enunciato prescrittivo è valido è diverso che dire cheè vero.

Ciò non significa che non esistono argomentazioni logiche indirtitto.

L’argomentazione la utiliziamo nel momento in cui non usiamo e unciati scientifici.

La nostra idea di essere attori razionali pone dei problemi 33

Filosofia del diritto – appunti

23/03/2017

Nonostante le nostre conoscenze non possiamp produrre un linguaggio giuridico

astratto

Un linguaggio della logica deve

- Avere una forma

- Averee dei segni definiti

Tutto ciò che è matematico sipuò definire attraverso i sistemi della logica.

Godel tenta di creare temi che siano sempre pieni di significato

Il linguaggio ed il mondo condividono la forma e la logica

Il problema nasce dato che non tutto si può formalizzare. Non si

può dare la definizione di alcune gestualità o di una parola. La

definizione di una parola e il suo significato si acquisisce

unicamente con l’uso.

Gli anni 30 sono caratterizzati dall’empirismo logico. Tutto

quello che si può correttamente dire può correttamente essere espresso tramite la

matematica.

si tenta di ridurre anche il linguaggio filosofico a formalismo. Colui che ha maggior

successo è uno degli ultimi alunni di ludwig wictestein geor h.

won wright.

È uno di quelli che divide 

- enunciati prescrittivi (non uccidere) prescrive un

comportamento

si può ridurre alla forma X deve\non deve fare Y

di ogni enuncito di questo tipo si distinguono dule livelli

livello dispositivo

o è l’insieme di parole che esprimono una norma. Ogni

norma può essere espressa in modi diversi (non uccidere,vietato

uccidere,si prega di non uccidere…) ricalca l’enunciato e la

proposizione dispositivo : norma = enunciato : proposizione

indipendentemente dalle parole se un enunciato è prescrittivo io posso

parafrasarlo inserendo la parola “ dovere” (vedi sotto) 34

Filosofia del diritto – appunti

livello ella norma

o è quello che viene prescritto

- enunciati descrittivi 

ci sono enunciati che non sono riducibili ad enunciati prescrittivi sono regole

costitutive

ex. L’italia è una repubblica democratica

la prima opera di von brict si chiama deontic logic 1951

La deontica significa logica degli enunciati che contengono doveri.

GATTO DEON - gatto del prof rossetti

p è vera

È nececessario P

Significa la stessa cosa? C’è qualcosa che se è vera è necessaria.

 

Il cane non ha mai morso nessuno ciò non significa che non lo morda ora (yum)

idem per il sole sorge)  

Una cosa che è vera è necessaria ex velocità della luce (299 792 458 m/s) MA

posso immaginare un contesto in cui non è così

QUINDI una cosa che è vera e necessaria è II = 2 oppure non posso promettere

una cosa passata oppure per uccidere devo togliere la vita

Esprimere la realtà per solo quello che ho di fronte è poco. Se ho

un enunciato p viene introdotta la semantica dei mondi possibili.

R (P) Parto da una situazione d partenza r da cui si diramano una serie

di situazioni. P è NECESSARIO quando è vero sia in r che in

tutti i mondi derivati

E se al posto che P come NECESSARIO impongo P come OBBLIGATORIO?

Il progetto di formalizazione del dirittto è di “fon bricht”. Lo stesso filosofo si rende

conto che la logica deontica è sbagliata.

Degli enunciati descrittivi si predica verità o falsità degli enunciati prescrittivi si

predica validità o invalidità (una norma è valida quando nasce secondo i

 non

procedimenti corretti il legislatore può anche essere incoerente vale il 35

Filosofia del diritto – appunti

principio di contraddizione p e non p non possono essere entrambe vere a meno

che non siano norme)

Tenuto presente che non posso usare la logica su fenomeno non scientifico. Uso la

metafora intesa come definizione del fenomeno.

In pratica è la similitudine della letteratura.

Ex. Il movimento delle persone è come il brulicare di un formicaio

La password informatica è come il domicilio fisico 36

Filosofia del diritto – appunti

Argomento ad hominem

È una situazione in cui collego il parlante a quello che dice (sei un piddino)

Argomentum ad hautoritatem

L’autorità di un argomento è quello della persona che lo dice (l’ho letto su wikipedia)

 questo

Ipse dixit l’ha detto aristotele quindi è vero genera fallacia

La validità di un teorema, però, non cambia per chi l’ha prodotto ma se funziona o

meno. La credibilità di un enunciato non dipende da chi l’ha prodotto (matematica,

scienze). 

Questo non vale nella legge autorevolezza. Se non posso screditare quello che dice

un testimone, scredito lui (è un drogato ecc.) 37

Filosofia del diritto – appunti

24/3/2017

HART: dice che il diritto non è tale se non è conforme alla morale. Il giuspositivista,

invece, sostiene la tesi della separabilità tra diritto e morale. Per ricostruire il

modello di giusnaturalismo sono stati presi in considerazione gli autori esponenti del

movimento → classificazione in maniera comprensibile della filosofia del diritto, ma

rispetto a questo modello generale ci sono delle differenze tra i singoli autori.

Autori Giusnaturalismo Moderno:

Autori inglesi, vivono in un periodo piuttosto turbolento, perché

HOBBES (1588-1679): nacque prematuro perché la madre temeva l'arrivo

 dell'Invincibile Armata di Filippo II di Spagna. Visse nel periodo del conflitto

tra monarchici e parlamentaristi → ascesa Oliver Cromwell.

Hobbes ha sempre sostenuto la monarchia, pensando dovesse esistere una sovranità

assoluta, priva di controlli.

L'opera principale è “il Leviatano” (1651):

Stato civile: dipende dal modo in cui gli autori concepiscono la natura

o umana; ogni autore ha un'idea precisa sul carattere generale degli esseri

umani. Questa idea influisce sul modo in cui l'autore concepisce lo Stato

di Natura. Lo Stato Civile nasce per porre fine ai problemi dello Stato di

Natura.

Secondo Hobbes l'uomo è malvagio ed egoista in natura. L'essere umano agisce per

soddisfare i propri desideri. Nello Stato di Natura non ci sono autorità, quindi ci si

trova in uno stato di guerra di tutti contro tutti → stato orribile per l'essere umano, in

cui gli stessi si combattono a vicenda senza tregua.

Le cause di questa, guerra, nello specifico, sono tre:

Rivalità degli esseri umani: nello Stato di Natura c'è

 un'uguaglianza approssimativa tra esseri umani, e lo stesso vale

per l'uomo nello Stato Civile → gli esseri umani sono tutti più o

meno deboli allo stesso modo; perciò, anche se ci sono esseri

umani particolarmente forti, hanno comunque più o meno le stesse

debolezze degli altri

→ rivalità tra esseri umani: tutti sanno che gli altri sono più o meno deboli, quindi

non si avrà paura di fare agli altri del male per ottenere l'oggetto dei propri desideri. Il

fatto che siano più o meno tutti uguali li spinge ad essere rivali. 38

Filosofia del diritto – appunti

Diffidenza: c'è naturale rivalità ma anche timore che gli altri

 possano diventare più potenti → l'uomo, nello Stato di Natura,

agisce d'anticipo nei confronti degli altri, quindi se cominciano a

raccogliere troppo potere, verranno attaccati e gli verrà tolto tutto,

ma gli altri rischieranno a loro volta di andare incontro alla stessa

sorte. Si ha il timore che, se non si agisce d'anticipo, gli altri

possano far del male.

Orgoglio: gli esseri umani si immaginano potenti, quindi stanno

 insieme agli altri solo se pensano stiano potenti. L'uomo non

prova potere nello stare insieme agli altri, a meno che non pensino

ciò che l'uomo pensa di se, cioè solo se hanno la stessa stima

positiva che l'uomo ha per se stesso → se le persone si

disprezzano l'uomo sarà portato a sottometterle per far capire il

proprio potere.

Assenza di istituzioni: assenza di potere costituito. Questo però

 non significa che lo Stato di Natura sia necessariamente caotico,

ed è ciò che sostengono gli anarchici, cioè che gli uomini possano

seguire delle regole senza la presenza delle istituzioni statali.

Anomia: uno Stato anomico è uno stato in cui non ci sono delle norme.

Per Hobbes lo Stato di Natura è anarchico ed anomico: non ci sono istituzioni e non

ci sono nemmeno norme → legge del più forte? No, perché non esiste un “più forte”

in grado di prendere in mano la situazione dello Stato di natura.

L'essere umano ha diritto a tutto: ha “diritto di natura” → strumenti

o che si possono usare per tutelare la natura umana. Libertà di fare ciò che

si ritiene necessario per la sopravvivenza umana e questa libertà c'è

perché non ci sono istituzioni che la regolino. Nello Stato di Natura ha la

possibilità fattuale di utilizzare qualsiasi cosa per sopravvivere → diritto

a qualsiasi cosa, anche al corpo degli altri.

Hobbes, quindi, ritiene che l'uomo sia LIBERO ED UGUALE NELLO STATO DI

NATURA, MA IN SENSO NEGATIVO.

→ Problema principale: l'uomo, nello Stato di Natura, rischia costantemente

di morire. Questo è il pericolo più estremo che si possa immaginare per l'essere

umano.

Lo Stato Civile nasce per eliminare questo rischio.

Come si arriva allo Stato Civile? 39

Filosofia del diritto – appunti


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Appunti non ufficiali del corso di filosofia del diritto del professor. Rossetti. il corso è stato completamente esaustivo tanto da rendere possibile l'utilizzo di questi appunti anche in altri atenei. Le lezioni sono state frequentate per il 100% delle ore riportando fedelmente quanto detto dal docente.

Le dispense sono già state utilizzate da molti studenti e rappresentano un valido sistema per superare brillantemente l'esame

In questa dispensa si trattano gli argomenti più importanti di filosofia del diritto senza dimenticare le recenti modifiche e le novità sul tema.

Eventuali errori nel testo sono totalmente casuali (dovute alla correzione automatica) e non rappresentano in alcun modo una espressione di pensiero o qualsivoglia insulto da parte dell'autore delle dispense stesse o del professore


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher loki95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del diritto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Rossetti Andrea.

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