Estratto del documento

BARONI

SERVIZI PUBBLICI LOCALI

ENTI LOCALI E AZIENDE DI SERVIZI PUBBLICI CAP 1 2 4 GIUFFRè EDITORE

Sono una sotto categoria dei servizi pubblici che sono una sotto categoria dei servizi

I servizi sono insieme ai beni uno degli elementi realizzati dalle realtà economiche private o

pubbliche

I servizi sono quelle produzioni che realizzano le attività economiche per soddisfare dei bisogni

quando vi è la domanda c’è il

Dove gli individui hanno un bisogno, si crea un servizio,

soddisfacimento da parte di una realtà economica. I servizi sono immateriali, nascono dalla

esigenza, dall’avvertimento di un bisogno soddisfatto dalla messa a disposizione di un servizio.

I servizi nascono con le città moderne e si genera quando si vengono a creare le realtà

organizzate dei circoli virtuosi di servizi e benessere. A fronte della nascita di un bisogno c’è

sempre l’erogazione di un servizio e questo crea un benessere, da questo nascono nuovi bisogni

che vengono soddisfatti.

SERVIZI PUBBLICI

Si hanno diverse prospettive da cui si esaminano i servizi pubblici.

Il servizio pubblico ha delle caratteristiche che è a larga diffusione che è destinato a diversi

soggetti e a livello di erogazione ha delle caratteristiche omogenee.

Si hanno delle caratteristiche di base. Garantiscono un livello di civiltà perché vengono richiesti

dagli utenti per determinarne le caratteristiche e consentire la realizzazione le comunità

organizzate.

Mirano a soddisfare bisogni collettivi ed essenziali, che sono largamente avvertiti.

Sono di pubblica utilità e hanno spiccati livelli di socialità.

Vi è sempre un binomio tra il concetto di servizio pubblico e il concetto di socialità→ socialità

perché devono essere disponibili per tutti perché soddisfano bisogni essenziali e quindi deve

essere disponibili anche per i meno abbienti.

Hanno carattere spiccati di socialità perché garantiscono un livello di benessere minimale ed

essenziale.

Il concetto di servizio pubblico è anche mutabile perché cambia nella sua natura e cambia nelle

forme.

Cambia nella natura perché è un sistema aperto ovvero muta nelle forme e natura. È molto difficile

definire il limite tra area privata e pubblica dei servizi.

Spesso ciò che era considerato servizio pubblico in un determinato momento, in un secondo

momento potrebbe non essere considerato di pubblica utilità (cambiamento nella natura), non

soddisfa più i bisogni essenziali come prima, può cambiare nella forma perché possono ambiare le

modalità di erogazione dello stesso servizio pubblico (cambiamento nella forma).

Da una parte ci sono le posizioni che si focalizzano sulla natura sociale del servizio pubblico per

definirlo, altre posizioni cercano di individuare la natura tramite il soggetto che lo eroga. È pubblico

se emesso da un soggetto pubblico o pubblico perché eroga un servizio che soddisfa tutti.

È pubblico un servizio contestualmente ha 3 caratteristiche quando il servizio ha una utilità di

natura pubblica cioè di soddisfacimento di bisogni pubblico; la responsabilità, la titolarità di chi

emette è da attribuirsi ad un organo di natura pubblica; la gestione è effettuata da un soggetto

pubblico.

Le ragioni della pubblica utilità portano a quella teoria che porta alla nascita delle aziende

pubbliche.

2 TEORIE: FALLIMENTO DEL MERCATO E DISTRIBUZIONE DEL REDDITO.

FALLIMENTO DEL MERCATO→ il libero svolgimento del mercato presenta delle particolarità che

non consentono l’allocazione ottimale delle risorse scarse. Questa non allocazione ottimale (ottimo

paretiano) conduce a frizioni che portano a disuguaglianze di natura economico sociale per questo

deve intervenire il soggetto pubblico che intervenendo sul mercato con norme e con sue

strutturazioni riesce a eliminare le frizioni e le problematiche che il libero svolgimento del mercato

crea. INTERVENTO DEL REGOLATORE PUBBLICO. Ci sono alcune attività economiche che

sono precluse ai privati per una serie di motivi, di natura economica, per questo ci sono attività che

non sono redditizie per i privati e quindi non le svolgono, non sono appetibili e per questo se ne fa

carico il soggetto pubblico.

Ci sono attività che non sono delegabili ai privati come le attività di sicurezza dei cittadini o alla

difesa della nazione; queste attività non possono essere delegate ai privati.

Nascita quindi delle aziende pubbliche e soggetto pubblico come regolatore dei servizi destinati

alla comunità. L’ente pubblico, la pubblica amministrazione può intervenire in economia in maniera

diretta con l’erogazione di determinati servizi, o in maniera indiretta attraverso istituzioni, autorità

che definiscono le regole per l’erogazione di servizi che possono essere emessi anche da altri

soggetti

TEORIA DELLA DISTRIBUZIONE DEL REDDITO→ il funzionamento del mercato porta a risorse

e porta a delle disuguaglianze, in questa prospettiva gli enti locali possono condurre a una

redistribuzione della ricchezza e a una riduzione delle disuguaglianze. Il welfare state deve

intervenire dove le disuguaglianze sono più manifeste.

Imposte dirette ha una funzione distributiva (imposte progressive, leva fiscale per ridurre le

disuguaglianze chi ha di più paga di più)

Anche i servizi pubblici riducono la disuguaglianza garantendo a tutti la possibilità di accedere ai

servizi, soprattutto a quelli essenziali per garantire un livello minimo di interesse e anche

praticando una riduzione di prezzi per le categorie meno agiate.

Le esigenze assistenziali e quindi il welfare e le teorie economiche determinano e specificano la

finalità sociale dei servizi pubblici. Questo ha dei connotati evidenti di socialità perché garantisce

dei livelli essenziali, una riduzione delle disuguaglianze, una redistribuzione della ricchezza, non

possiamo però dire che il servizio pubblico è estremamente sociale perché vi sono delle finalità di

equilibrio delle finanze pubbliche per trovare una posizione più equilibrata tra socialità e

economicità.

EQUILIBRIO TRA SOCIALITA’ ED ECONOMICITA’

pubblico e rispettata l’efficienza economica.

Tutela dell’interesse

Il sistema delle aziende pubbliche è stato pervaso da un processo di trasformazione che ha mutato

il settore pubblico nella sua fisionomia organizzativa, delle modalità tramite le quali i servizi pubblici

vengono erogati (regioni province e comuni) e un profondo cambiamento della fisionomia

organizzativa.

Si ha anche un mutamento nelle logiche gestionali e nella filosofia culturale dominante del

management.

Questo è quello che è stato il processo di trasformazione dagli anni 90 sia con provvedimento

normativi ma anche dal punto di vista economico aziendale.

Si è fatto leva dal punto di vista delle norme, si è partiti da alcune variabili su cui far leva.

Il primo è stato la necessità di regolamentare le lunghe procedure amministrative. Semplificare.

La seconda variabile riguarda il concetto di rientro del sistema delle amministrazioni pubbliche, si è

partiti dal concetto che il settore pubblico fosse troppo presente nell’economia e quindi c’è stato un

piano di rientro del sistema pubblico.

Un terzo fattore è dato dall’aziendalizzazione c’era il rientro e lasciare ai privati spazio

(dove non

nell’economia) si è cercato di supportare un processo di aziendalizzazione delle unità pubbliche

cercando di adeguare la cultura manageriale degli amministratori pubblici a teorie aziendali,

privatizzare, rendere aziendali, quelle unità pubbliche che il potere politico decide di lasciare alla

pubblica amministrazione.

Un altro concetto fa riferimento all’ACCOUNTABILITY, contabilizzare quei soggetti pubblici non

aziende che erogano servizi pubblici. Rendicontazioni chiare e pubbliche per far si che i cittadini

possono fare un’analisi sull’operato della PA non azienda.

Ogni ente con il quale è organizzata la macchina pubblica dello Stato ha dei ruoli e delle

competenze e dei servizi diversi in base agli interessi che tutela. Lo stato ha competenze diverse

rispetto alle regioni e ai comuni. Lo stato è strutturato diversamente.

Bisogna partire dalla costituzione

ART.43 DELLA COSTITUZIONE

A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione

e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate

imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o

a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.

CONCETTO DI UTILITA’ GENERALE, CONCETTO DELLA RISERVA ORIGINARIA (si riserva allo

Stato una competenza generale) CONCETTO DI ESSENZIALITA’ DEL SERVIZIO.

riserva agli enti locali l’erogazione

La costituzione di alcuni servizi perché solo questi possono

capire e percepire quali sono i reali bisogni che la comunità ha. Lo stato non può sapere tutti i

bisogni della collettività. Per questo il fatto che la legge riserva alle varie organizzazioni locali di

erogare servizi pubblici locali denota il fatto di adeguarsi alle specificità del territorio. Questo è

l’aspetto più positivo della storia.

All’inizio del secolo le civiltà si sono sviluppate grazie all’erogazione dei servizi pubblici cercando di

rispondere alle specificità dei bisogni del territorio.

le cose sono andate un po’ scemando, è dovuto dalla

Il fatto che inadeguatezza di molti

amministratori pubblici locali, non per come si strutturato lo Stato. Incapacità della politica di

alimentare al proprio interno quella determinata cultura manageriale.

Bisogna fare un esame storico sull’evoluzione del sistema dei servizi pubblici locali del 20esimo

secolo.

Il riconoscimento della autonomia agli enti locali sulla natura dei servizi che potevano erogare, in

base alle peculiarità dei territori, ha consentito uno sviluppo dal basso e ha dato vita al concetto di

federalismo. Gli enti locali hanno avuto un riconoscimento di autonomia in base ai bisogni che

nella determinazione delle soluzioni e c’era autonomia nella

dovevano soddisfare, avevano libertà

scelta delle modalità gestionali.

La prima metà del secolo si ha un giudizio positivo.

Un po’ più di critiche va fatto sulla seconda metà del ventesimo secolo.

Gli enti pubblici hanno avuto autonomia nella indicazione dei bisogni e hanno avuto autonomia

nella scelta delle formule generale, e anche nelle forme organizzative.

La prima fase che va dalla è prima metà del secolo fino agli anni 50 è un giudizio positivo, i servizi

pubblici si giovavano dall’essere un monopolio pubblico, erano individuato dalla PA che li erogava

in regime di monopolio.

Qui si ha uno sviluppo sociale e delle comunità che ha portato alla formazione delle città moderne.

I servizi essenziali delle città moderne hanno avuto terreno fertile in questa situazione di

monopolio.

La seconda fase storica dei servizi pubblici non ha un giudizio positivo perché per 3 fattori:_

1. Immobilismo culturale degli amministratori pubblici locali, la crescita culturale si doveva

evolvere anche con la crescita del sistema dei servizi pubblici locali e non è avvenuto

2. Politica economica statale e locale sin troppo interventista dagli anni 90 in poi si afferma

come paradigma il RIENTRO dello Stato dall’economia. Aveva tolto spazio all’economia

privata.

Considerazione dell’attributo

3. sociale in maniera sproporzionata rispetto alla considerazione

(paradigmi dell’impresa →

degli altri attributi da ricondurre al concetto di pubblico. efficacia

efficienza economicità) nella seconda fase storica vi era una sproporzione nella

dell’attributo SOCIALE e poca considerazione gli atri attributi

considerazione

Si arriva agli anni 90 con un debito pubblico importante e vi è la necessità di una riforma della PA

che si avvia su una duplice direzione:

un decentramento, una delega alle regioni, provincie e comuni e una politica di privatizzazione.

Cosa si intende per privatizzazione? Ci sono state fase che hanno riguardato una privatizzazione

più formale e situazioni in cui le privatizzazioni sono state più sostanziali; quando si parla di

privatizzazione in senso proprio è quella sostanziale è quando il privato è primo attore, entra

nell’economia, si fa partecipe di una erogazione di un servizio pubblico.

Quali erano gli effetti ricercati di questa riforma della PA?

Eliminare la burocrazia e le sue ingerenze e della politica, togliere o limitare l’ingerenza dei

1. burocrati e politici dalla pubblica amministrazione

2. Affermazione dei valori imprenditoriali che dovevano affermarsi nella gestione della

rinnovata azienda pubblica.

Gli effetti ottenuti se questo fosse stato perseguito da tutti, gli effetti sarebbero stati di dare una

maggio responsabilità agli enti locali che non sono più erogatori solo di servizi essenziali, ma

anche di quelli non essenziali. Bisogna tener conto degli attributi tipici del mondo aziendale.

Il fenomeno della privatizzazione deve aiutare questo percorso.

Per effetto di questi interventi (soprattutto normativi) si affermano dei nuovi modelli di azienda

pubblica: MULTIUTILITIES gruppi di aziende che erogano diversi tipi di servizi e sono il frutto

della privatizzazione e della concorrenza che si sviluppa in settori che erano protetti.

Gli enti locali che hanno quote e partecipazioni in queste realtà vedono una complessità che

cresce e che deve essere gestita, non è più l’ente locale, questo ha quote di partecipazioni in

società che hanno una struttura molto più complessa.

Gli enti locali sono obbligati a evolversi per delineare delle nuove strategie e organizzazioni e

avere una cultura che permetta di gestire queste organizzazioni (normative di diritto commerciale e

speciale).

Gli enti locali devono veder crescere la loro cultura e preparazione.

La sfida degli amministratori pubblici locali è quella di trovare un equilibrio e conciliare diversi

l’interesse pubblico con i paradigmi dell’efficienza, efficacia, economicità e

concetti, conciliare

creazione di valore.

L’ente pubblico è anche amministratore pubblico, si fa imprenditore, ha delle strategie e si

interfaccia con società con la concorrenza e il gioco si complica.

QUALI LEVE DEVE MANOVRARE L’AMMINISTRATORE PUBBLICO?

Deve avere un disegno strategico in funzione del quale procedere anche a un riordino dei servizi;

deve manovrare le leve del diritto commerciale e speciale che regolamentano il settore dei servizi

pubblici locali; deve avere una idea di programmazione pianificazione e controllo dei servizi

pubblici; deve avere la VISIONE DI INSIEME, una visione di gruppo che riguarda tutte le

partecipate, deve avere una preparazione economico aziendale per avere strumenti di

pianificazione e controllo per verificare l’esito della gestione.

ESCURSUS STORICO SULLA NORMATIVA

Complesso di vincoli o opportunità nella riorganizzazione dei servizi pubblici locali. Ci dà una idea

di come effettivamente ci siano stati dei forti ritardi da parte delle amministrazioni pubbliche locali.

LEGGE 103 DEL 1903 legge Giolitti che rivoluziona il settore dei servizi pubblici locali.

Fino al 1903 la prassi era quella di concedere ai privati con la concessione la gestione dei servizi

pubblici locali. I privati facevano investimenti, quindi c’era un atto con cui si disciplinava la

concessione al privato, ma quello che andava contrattato era che i privati si prendevano gli utili

anche applicando dei prezzi, in aggiunta vi era sempre una richiesta sempre più diversificata nella

domanda di servizi pubblici.

La riforma prevede che gli enti locali vadano a gestirsi direttamente i servizi pubblici che decidono

→ →

di erogare LEGGE SULLA MUNICIPALIZZAZIONE portare dentro la gestione del comune

l’erogazione dei servizi tramite la creazione di una figura giuridica sociale (azienda speciale

municipalizzata) creata ad-hoc (diritto speciale). È un istituto autonomo legata al comune che la

crea, si definisce quasi impresa perché ha autonomia limitata, non ha personalità giuridica, perché

è un braccio del comune ha comunque una autonomia.

È il consiglio comunale che vigila sull’azienda speciale e ne controlla gli andamenti, effettua il

controllo a preventivo e a consuntivo e ne definisce gli indirizzi nominando la commissione

amministratrice. Il bilancio confluisce nel bilancio dell’ente locale.

Quali sono i finalismi della legge? Si voleva cercare di dare un sollievo alle casse comunale e

cittadini riducendo le tariffe e che il comune si potesse appropriare degli utili che non rimangano ai

privati.

Si individuano degli strumenti di incentivo per i dipendenti, anche per impiegati e operai.

Nella riforma si prevede che le perdite delle aziende speciali venissero coperte dalla parte

straordinaria del bilancio comunale→ intenzioni del legislatore che le perdite hanno un carattere di

l’ordinario era UTILE.

straordinarietà

Altri aspetti interessanti stanno nel fatto che la richiesta di un coinvolgimento dei cittadini sulla

decisione dell’ente locale di municipalizzare i servizi pubblici, si faceva un referendum, se

municipalizzare oppure proseguire con le concessioni.

per l’erogazione di determinati servizi.

La possibilità che i comuni si consorziassero

Il comune diventa gestore e erogatore diretto di un servizio pubblico e la legge spingeva talmente

nel voler che i clienti locali adottassero questi istituti tanto che lo stato garantisce agevolazioni

finanziarie.

Qua

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 28
Appunti di Economia delle aziende e amministrazioni pubbliche Pag. 1 Appunti di Economia delle aziende e amministrazioni pubbliche Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 28.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Economia delle aziende e amministrazioni pubbliche Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 28.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Economia delle aziende e amministrazioni pubbliche Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 28.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Economia delle aziende e amministrazioni pubbliche Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 28.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Economia delle aziende e amministrazioni pubbliche Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 28.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Economia delle aziende e amministrazioni pubbliche Pag. 26
1 su 28
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lisaguantini9 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Baroni Anselmo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community