Modulo Economia dell'Impresa
Prof. Pierpaolo Giannoccolo
Capitolo 1: Potere di mercato
Cos'è, come si ottiene, come si mantiene
Il potere di mercato indica una misura di allontanamento/avvicinamento alla concorrenza. Un'impresa acquista potere di mercato quando riesce ad applicare un prezzo maggiore al costo marginale, cioè quando ogni unità di bene in termini di prezzo è maggiore della stessa unità in termini di costo, e questo implica la capacità di generare extra profitti. P > C’ —> ∏ > 0
L'acquisizione di potere di mercato dipende da diverse variabili come:
- Il possesso di brevetti o di licenze,
- L'ottenimento di un monopolio legale che limita la concorrenza,
- Il possesso di conoscenze tacite acquisite con l'esperienza e quindi difficili da trasmettere,
- La presenza di barriere all'entrata che impediscono ai concorrenti di applicare un prezzo minore,
- Il possesso di tecnologie e di input migliori e/o diversi.
—> Queste caratteristiche rappresentano tutte esempi di barriere di mercato, che possono essere fisse o variabili a seconda della facilità con cui possono essere modificate.
Una volta acquisito potere di mercato è altresì importante saperlo mantenere nonostante l'evoluzione e il progresso, ad esempio se esso è legato a un brevetto si dovrà provvedere al suo rinnovo una volta scaduto o se è dipeso da una tecnologia sarà importante svilupparne delle migliori.
Conseguenze del potere di mercato
Vantaggi:Per le imprese: maggior valore dell’impresa e aumento dei profitti. È una condizione necessaria affinché si abbia un progresso tecnologico.
Svantaggi:- Trasferimento del reddito: fissare un prezzo elevato comporta un trasferimento di risorse dai consumatori alle imprese, questo comporta una diminuzione del benessere del consumatore.
- Inefficienza allocativa: tariffe elevate fanno sì che alcuni potenziali consumatori non acquistino il biglietto anche se il costo di trasportarli sarebbe molto basso —> genera cioè mancate vendite: perdita netta di monopolio.
- Inefficienza produttiva: incremento dei costi generato dall’esistenza di potere di mercato.
- "Rent seeking": ricerca di una posizione di rendita: fenomeno che si verifica quando un’impresa cerca di ottenere un guadagno mediante l’acquisizione di una rendita economica attraverso la manipolazione e lo sfruttamento dell’ambiente economico piuttosto che mediante la conclusione di transazioni economiche e la produzione di valore aggiunto.
Capitolo 2: Costi ed efficienza
Elasticità della domanda
Si definisce come il rapporto tra la variazione percentuale della quantità domandata e la variazione percentuale dei prezzi. È negativa poiché la quantità domandata diminuisce all’aumentare del prezzo e viceversa. Tramite l’elasticità delle singole domande capisco come sono fatti gli individui a cui chiedo di comprare il bene. Effettuando una segmentazione del mercato (anziani, giovani, adulti, lavoratori, studenti) posso adeguare i prezzi all’elasticità delle singole curve di domanda dei miei clienti.
Costi - visione statica dell'impresa
- Costo fisso: Parte del costo indipendente dalla quantità che produco (output). Spesso legati al BP poiché nel LP sono ammortizzati. Comprendono anche i costi della tecnologia.
- Costo variabile: Costi attuali legati alla quantità che produco. Per definizione sono costi che aumentano. Tendono a definire la struttura futura dell’impresa.
- Costo totale: Somma dei costi fissi e dei costi variabili. —> CT = CF + CV
- Costo medio: Definito anche come costo unitario: è il costo totale diviso per il livello di output.
- Costo marginale: Costo di unità addizionale di output.
- Costo opportunità: beneficio che si sarebbe potuto trarre dall’impiego di quella risorsa nel miglior uso possibile alternativo.
- Costo irrecuperabile: costo irreversibile o d’affondamento. Costo in cui si è già incorso e che non può essere recuperato in alcuna maniera significativa. Spesso legati all’innovazione.
—> Il concetto di costo marginale è il concetto di costo appropriato per decidere quanto produrre, mentre il costo medio è il concetto di costo appropriato per decidere se produrre o meno. Il costo marginale include tutta la storia dell’impresa: tecnologia, marketing, capacità di gestione, ..
—> Le decisioni economiche dovrebbero essere basate sul concetto di costo economico: esso differisce dall’effettivo esborso monetario poiché include i costi opportunità ed esclude le spese che corrispondono ai costi irrecuperabili.
—> Con imprese diverse, nel LP, devo apprendere da quella più efficiente: se nel LP continuo ad avere costi marginali superiori a quelli delle altre sono fuori dal mercato poiché a C’ maggiori corrispondono prezzi maggiori e, quindi, i clienti non compreranno i miei prodotti. Il cambiamento è legato all’ambiente in cui opera: per resistere devo adattarmi ai cambiamenti dell’ambiente.
Funzione di scala - visione dinamica dell'impresa
Misura l’efficienza dinamica dell’impresa.
- Se l’economia dell’impresa segue quella del mercato si ha una crescita dell’efficienza dell’impresa.
- Viceversa, l’impresa esce dal mercato perché non riesce a competere.
CS: Surplus consumatore: differenza tra la disponibilità a pagare ed il prezzo realmente pagato.
PS: Surplus produttore: profitto.
Surplus totale: somma tra SC e PS.
Perdita efficiente
Perdita surplus del consumatore - perdita surplus del produttore (consumatori che non acquistano ma che potrebbero farlo se Pmin < P < P’. Perdita netta di monopolio causata dal potere di mercato.
Efficienza allocativa
Richiede che le risorse siano allocate nel miglior modo possibile. Corrisponde alla massimizzazione del surplus totale. Ogni aumento di output fa aumentare l’efficienza allocativa poiché apre la possibilità di vendita a quei consumatori che stanno tra q’ e q’’.
Efficienza produttiva
Produzione dell’output nel modo meno costoso possibile.
Efficienza dinamica
Fa riferimento al miglioramento nel tempo dei prodotti e delle tecniche produttive.
Capitolo 3: L'impresa
Che cos'è?
L’impresa è uno dei principali agenti che opera sul mercato. Può essere rappresentata dalle sue decisioni di scelta sul prezzo o dalla propria funzione di costo.
Per definire l’impresa bisogna definire prima i suoi confini:
Confini orizzontali
Per dimensione orizzontale si intende la quantità di prodotti diversi che l’impresa produce e la quantità di ognuno. La dimensione orizzontale di un’impresa è determinata essenzialmente dalla struttura dei costi anche se questa potrebbe non essere sufficiente.
Confini verticali
Per integrazione verticale si intende la quantità di stadi del processo produttivo che vengono svolti all’interno dell’impresa. I confini verticali sono il risultato della mediazione tra le esigenze contrapposte di fornire i giusti incentivi per la realizzazione di investimenti specifici volti a evitare fenomeni di non curanza.
Problemi di integrazione verticale: problema “HOLD UP”: con hold up ci si riferisce a una situazione nella quale due parti stanno per effettuare una transazione che richiede investimenti specifici da una e dall’altra parte. Il problema si verifica nel momento in cui una delle due parti rischia di perdere l’investimento effettuato per colpa di un comportamento opportunistico dell’altra.
Possibili soluzioni
- Integrazione verticale: un certo input è acquistato da un fornitore indipendente e la parte residua da una società controllata.
- Franchising: forma di collaborazione per la distribuzione di beni che consiste nell’affidamento della propria impresa a un affiliato.
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