Lezione 2: Attività finanziarie
03.10.2014
Introduzione alle attività finanziarie
Le attività finanziarie sono attività che non implicano una ricchezza fisica. Esistono attività finanziarie dematerializzate, come la duplicazione scritturale contabile. Di vario tipo, le attività finanziarie possono assumere contratti di valore nominale certo, come i depositi bancari, che sono visibili nei conti correnti e rappresentano un mercato molto liquido. Al contrario, ci sono attività con valore nominale incerto che dipendono da eventi specifici senza certezza di realizzo, come nel caso dei titoli incerti.
Le obbligazioni rientrano tra i titoli di interesse e rappresentano un esempio di titoli incerti. La gestione dell'incertezza è fondamentale nella finanza, poiché la maggior parte delle operazioni finanziarie si fonda su essa.
Definizione di rischio nella finanza
Il rischio in finanza è definito come l'incertezza rispetto al rendimento medio atteso, ossia quanto ci si aspetta di guadagnare da un investimento, calcolato come la media dei possibili rendimenti. Quando il rendimento è certo, si parla di "risk free" e la varianza è pari a 0 (σ2 = 0).
Analisi delle attività finanziarie
- Rendimento medio atteso (r.m.a) del 2% al 100% delle volte.
- R.m.a 2%, ma distribuito su tre scenari distinti: 33% al 2%, 33% al 2%, 33% al 2%.
- R.m.a 2%, con una distribuzione più variegata: 20% al 2%, 20% al 2%, 20% al 2%, 20% al 10%, 20% al 6%.
Sebbene tutte e tre le attività abbiano lo stesso rendimento medio atteso, il rischio è maggiore nella terza attività rispetto alla seconda e alla prima, a causa della differente varianza.
Relazione tra rischio e rendimento
All'aumentare del rischio aumenta il rendimento possibile. Questo è un principio fondamentale nella gestione finanziaria.
S/P di una banca
- P - Liquidità: depositi, interessi passivi su titoli, interessi passivi su prestiti.
- Titoli - Titoli, interessi passivi su depositi, attività su titoli.
- Prestiti - Capitale Proprio, attività reali, costi extra-canali, ricavi extra-canali (le perdite sono costi netti negativi).
Gli utili sono considerati il costo del capitale proprio e vengono distribuiti di conseguenza.
Perché le banche sono intermediari finanziari?
Le banche operano come intermediari finanziari perché gestiscono principalmente attività finanziarie sia nel passivo (nei confronti di qualsiasi azienda) che nell'attivo (dove prevalgono le attività reali). Una banca raccoglie e gestisce denaro.
S/P Fondo comune di investimento
Attività finanziarie sono al centro dell'attivo degli intermediari finanziari, prime fra tutte le banche. Gestire efficacemente queste attività è fondamentale per mantenere l'equilibrio economico, dove i ricavi devono essere maggiori o uguali ai costi.
La dinamica dell'attivo deve essere maggiore della dinamica del passivo. Entrambi i decrescimenti dell'attivo devono essere superiori alla crescita del passivo. La crescita dei titoli e premi deve superare gli utili propri per mantenere l'equilibrio economico e patrimoniale.
Gli utili poi incrementano il capitale proprio per mantenere tale equilibrio. Se una banca o un fondo comune di investimento si trova con determinati euro in depositi o quote, devono riuscire a re-investirli per ottenere un ritorno superiore, altrimenti non vi sarà economicità.
Equilibrio finanziario
Una banca o un fondo comune di investimento deve sempre essere in grado di far fronte ai propri impegni di liquidità con le risorse liquide disponibili. L'attivo deve essere sufficientemente elastico, in modo da permettere lo smobilizzo delle attività finanziarie al minor costo possibile e in tempo utile per onorare gli impegni.
Le banche si distinguono per avere un attivo molto rischioso, il che richiede un consistente capitale proprio. Più rischioso è l'attivo, maggiore è il capitale richiesto, riducendo la necessità di vigilanza.
Equilibrio patrimoniale
Per raggiungere un equilibrio economico, le attività devono crescere a un ritmo maggiore rispetto agli incrementi di passività. La parte maggiore nelle dinamiche dell'attivo deve superare la parte dell'insieme di capitale proprio, depositi e titoli emessi.
La differenza tra tassi d’interesse attivi e passivi si chiama spread. Un attivo sufficientemente flessibile permette alle banche di smobilizzare le attività finanziarie in modo efficiente e senza indugi.
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