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Economia aziendale

Presupposti dell'azienda come organismo

  • Esercita di continuo l'attività per la quale è stata generata (azienda ha un ciclo di vita).
  • Reagisce ai cambiamenti dell'ambiente.
  • Adotta un sistema di valori su cui adegua i propri comportamenti.
  • Possiede capacità di comunicazione.
  • Memorizza gli eventi.
  • È in grado di fare previsioni.
  • Manifesta dei bisogni.

Primo presupposto

Rappresenta il ciclo di vita dell'azienda, in cui può agire sul mercato e si sviluppa attraverso momenti (associati ad una data precisa oppure in un periodo di tempo determinato) e fasi (situazioni che si sviluppano in un intervallo di tempo). I momenti sono:

  • Concepimento idea.
  • Nascita.
  • Cessazione.
  • Dissoluzione.

Le fasi, invece, sono:

  • Gestazione o incubazione.
  • Avvio o decollo.
  • Crescita o sviluppo.
  • Maturità o stallo.
  • Crisi.
  • Declino o decadenza.
  • Dissolvenza.

Dal concepimento alla gestazione

Si ha innanzitutto la formulazione dell'idea. Sono fondamentali le idee innovatrici ed i luoghi per stimolarne la formulazione, ovvero i centri di eccellenza. Successivamente si verifica l'implementazione dell'idea attraverso la definizione di un progetto o piano strategico aziendale, il cosiddetto "business plan". In questo periodo di tempo ci sono i problemi da affrontare relativi: alla forma giuridica (come l'azienda è concepita dall'ordinamento giuridico), all'individuazione dei partner (scelta dei soggetti che hanno a che fare con l'azienda, quindi i soci e gli investitori, ad esempio), alla dimensione (quantità dei dipendenti), ai mercati, all'impatto ambientale, all'acquisizione degli strumenti, alla ricerca del personale, ed infine alla situazione organizzativa.

La nascita

Si verifica la nascita quando essa viene riconosciuta dal punto di vista giuridico. È un evento particolare e specifico che cambia in modo permanente la struttura del tessuto socio-economico in cui quell'organismo inizia a vivere. È il momento in cui si riscontrano alcuni "traumi", come ad esempio la mancanza di personale non qualificato.

Avvio

Vengono messe a regime le direttrici operative originariamente previste nel piano industriale. Tutte le funzioni aziendali vengono testate, sia quelle interne che quelle con l'ambiente esterno; bisogna anche far sì che i nuovi macchinari funzionino correttamente, in modo da poter raggiungere l'obiettivo e rendere così l'azienda efficace.

La crescita

Studio della crescita sia dal punto di vista qualitativo (qualità prodotti e servizi), che quantitativo (dimensionale e crescita delle grandezze economiche).

Maturità

È una fase intermedia, inizia ad essere critica, si ha meno margine per migliorare l'azienda, in quanto i processi aziendali si sono assestati e quindi si smorzano i miglioramenti. In questa fase occorre vitalizzare l'azienda, iniziando così un nuovo ciclo di vita.

Crisi

Fase di stallo in cui si concretizzano elementi negativi, quali si manifestano tramite: blocco dei flussi di rifornimento da parte dei fornitori; gli istituti di credito interrompono il fido concesso; le vendite rallentano vertiginosamente; rapporti con le organizzazioni sindacali e i poteri politico-amministrativi locali diventano tesi. La crisi, tuttavia, è considerata fisiologica nella vita aziendale e non è irreversibile, quindi se riusciamo a modificare l'azienda, questa può ripartire, altrimenti si prosegue il ciclo dell'azienda.

Dissesto e dissolvenza

(racchiude i punti C e 6); se la crisi non viene risolta positivamente: l'azienda termina la propria esistenza operativa, quindi scompare un attore dallo scenario socio-economico. Si disattiva ogni rapporto di gestione corrente e si passa a rapporti di gestione straordinaria o liquidazione. Le singole parti del sistema aziendale riacquistano la propria individualità e possono essere assemblate a sistemi operativi esterni all'azienda. Quando si verifica questa fase, l'azienda viene cancellata anche dall'elenco in cui all'inizio era iscritta.

Secondo presupposto

L'azienda reagisce dinamicamente ai cambiamenti dell'ambiente, il quale è formato ad esempio dall'ordinamento e dagli altri concorrenti sul mercato. L'azienda deve conoscere, quindi capire quali sono le dinamiche ambientali che possono interessarne l'attività. L'azienda deve dominare l'ambiente, una volta conosciute le dinamiche ambientali l'azienda deve riuscire a sfruttare le condizioni positive o contenere i rischi provenienti dall'ambiente circostante. L'azienda deve decidere come comportarsi dopo aver dominato l'ambiente. L'azienda, a seguito delle decisioni prese, deve cambiare qualcosa all'interno della sua struttura o all'interno delle sue attività. È fondamentale, inoltre, che da ogni cambiamento l'azione tragga nuove conoscenze.

Le decisioni assunte dall'azienda possono essere

  • Strategiche, relative alla gestione dello sviluppo aziendale; hanno una gravità maggiore, da cui discendono conseguenze maggiori, e necessitano di risorse più durature nel tempo. Un esempio di scelta strategica è quello della scelta del mercato in cui l'azienda andrà a lavorare.
  • Tattiche, relative alla gestione dei miglioramenti; hanno una gravità inferiore rispetto alle decisioni strategiche. Vanno a modificare un certo aspetto dell'azienda, ma non così determinante come quello stabilito dalle precedenti decisioni.
  • Complementari, si riferiscono all'organizzazione delle attività correnti; hanno una gravità minore di tutte. Si riferiscono ad esempio all'organizzazione dei reparti aziendali.

Tutte e tre i tipi di decisione devono essere assunte in modo razionale e responsabile!

Processo omeostatico: processo in grado di mutare il proprio "fisico" a seguito dei cambiamenti ambientali esterni. Quindi l'azienda reagisce dinamicamente all'ambiente che muta.

Terzo presupposto

L'azienda adotta un sistema di valori su cui adegua i propri comportamenti; l'azienda, inoltre, assume un particolare sistema di valori che possono essere esplicitati tramite la carta dei valori. Questa carta è "pubblicata" anche all'esterno dell'azienda, sperando di trovare soggetti esterni che condividono gli stessi valori, per collaborare proficuamente con l'azienda. La cosiddetta cultura aziendale è la sintesi di valori propri dell'azienda e di quelli ambientali, attiene al complesso delle conoscenze, delle credenze, delle fantasie, delle convenzioni, delle norme, delle sanzioni, dei valori che presiedono i diversi modi di comportamento.

Gli elementi culturali di una determinata popolazione costituiscono un "pacchetto" del suo patrimonio collettivo, che si integra e si aggiunge agli elementi del "settore naturale".

Quarto presupposto

L'azienda possiede capacità di comunicazione; le informazioni che comunica possono essere: qualitative o quantitative; contabili ed extracontabili; economico-finanziarie o non economico-finanziarie; obbligatorie (obbligata per legge) e volontarie. Un ruolo fondamentale per comunicare con l'esterno è ricoperto dai documenti contabili.

Quinto presupposto

L'azienda memorizza gli eventi; sono importanti a questo scopo i documenti contabili, i regolamenti interni, i verbali delle riunioni ed i contratti stipulati, ad esempio.

Sesto presupposto

L'azienda è in grado di fare previsioni; ci riesce grazie alle esperienze ed alle conoscenze acquisite. Fa previsioni per impostare i propri comportamenti i quali possono essere:

  • Adattivo/passivo: l'azienda si adegua al mercato o ad una situazione possibile, ma in modo passivo rispetto agli eventi.
  • Anticipativo: l'azienda, vedendo il mercato, può muoversi di anticipo rispetto agli antagonisti presenti sul mercato.
  • Attivo/innovativo: l'azienda influisce attivamente sul mercato, quindi con il suo comportamento provoca delle novità.

Gli obiettivi da raggiungere possono essere: di breve, medio o lungo termine; interni o esterni, in base allo spazio economico in cui possono essere conseguiti; qualitativi o quantitativi in base alla loro natura.

Il programma aziendale è un documento redatto per coordinare il sistema delle decisioni e gli obiettivi. La programmazione può essere:

  • Estrapolativa, in cui l'azienda concepisce lo scenario futuro come estrapolazione del passato e del presente; comportamento passivo. È una programmazione rischiosa per il lungo termine perché tutto si evolve, quindi difficilmente il futuro sarà come il passato.
  • Strategica, in cui l'azienda domina l'evoluzione del mercato; comportamento anticipativo, attivo.

Fondamentale nella programmazione è l'articolazione del piano industriale, la quale significa predisporre le operazioni concrete da compiere per realizzare le attività scelte. Piano industriale = traduzione operativa della programmazione.

Settimo presupposto

L'azienda manifesta dei bisogni; per continuare a sviluppare nel tempo il proprio percorso di vita, ogni azienda deve consumare risorse materiali ed immateriali. I bisogni che le aziende manifestano si riferiscono: ai beni strumentali (beni pluriennali, a lento rigiro); a tutti quelli ad utilizzo annuale (beni a veloce rigiro, di attivazione); ai servizi.

Teoria contrattualista

Il più grande sostenitore di questa teoria è stato Giuseppe Cerboni (1827-1917), secondo cui il concetto d'azienda è composto da più elementi:

  • In senso oggettivo, la sostanza amministrabile (il patrimonio) e l'azione amministrativa.
  • In senso soggettivo, il proprietario, l'amministratore.

Quindi l'azienda racchiude la sostanza amministrativa, in relazione al suo proprietario e l'azione amministrativa, svolta dall'amministratore. Inoltre il Cerboni coniò la teoria personalistica dei conti, secondo la quale ogni volta che l'azienda sottoscriveva un contratto o un atto di gestione lo intestava ad uno specifico fornitore.

L'altro importante sostenitore di questa tesi è stato Fabio Besta (1845-1922), il quale concepiva l'azienda come somma dei fenomeni da amministrare, relativi ad un cumulo di capitali che formi un tutto a sé, o ad una persona singola. Il carattere distintivo dell'azienda è dato da:

  • Somma dei fenomeni amministrabili, cioè dalle operazioni gestionali.
  • Cumulo di capitali, cioè il patrimonio.
  • Tutto a sé, cioè il soggetto di riferimento dell'attività aziendale.

La teoria contrattualista fu fortemente criticata in quanto l'uomo perdeva troppa importanza.

Teoria sistemica

Il più grande esponente di questa teoria è stato Gino Zappa (1879-1960), lui vedeva l'azienda come:

  • Coordinazione economica in atto istituita e retta per il soddisfacimento dei bisogni umani.
  • Coordinazione di operazioni economiche, di cui l'uomo e la ricchezza sono elementi vitali.
  • Istituto economico destinato a perdurare che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, ordina e svolge in continua coordinazione la produzione, o il procacciamento, o il consumo della ricchezza.

Altri autori da menzionare sono stati:

  • Pietro Onida, azienda come un sistema dinamico nel quale si realizzano in sintesi vitale l'unità nella molteplicità, la permanenza nella mutabilità.
  • Carlo Masini, per azienda si intende l'ordine strettamente economico di un istituto.
  • Aldo Amaduzzi, l'azienda è considerata come un sistema di forze economiche, sviluppate nell'ambiente di cui è parte, a favore del destinatario della produzione e degli individui che vi operano.

Teoria organicistica

Il capostipite di questa teoria, sostenuta poi dalla cosiddetta "Scuola Toscana", è stato Alberto Ceccherelli (1885-1958), il quale concepiva l'azienda è un organismo socio-economico vivente. L'uomo è visto come attore e destinatario dei processi economici e come componente privilegiato dell'unità aziendale.

Ha avuto tre allievi, che assieme a lui hanno costituito la Scuola Toscana:

  • Guido Ponzanelli, prof. a Siena.
  • Alberto Riparbelli, prof. a Pisa.
  • Egidio Giannesi, prof. a Firenze.

Patrimonio ambientale

È costituito da 3 patrimoni:

  • Patrimonio delle conoscenze, composto dalle abilità possedute dai componenti della comunità che insiste in quell'area territoriale. Configura la cultura della comunità.
  • Patrimonio dei valori storici, composto dai valori morali delle singole persone e da quei valori accumulati col passare del tempo.
  • Patrimonio naturale, composto dalle caratteristiche geofisiche del territorio in cui operano l'azienda.

Patrimonio aziendale

È l'insieme coordinato di risorse che viene destinato ad una particolare attività economica intrapresa da una qualunque azienda; è in continuo mutamento, come l'azienda stessa. Gli elementi del patrimonio aziendale a carattere strutturale sono rappresentati dai beni ad utilizzo pluriennale; non fanno parte del patrimonio i servizi acquistati per l'esercizio delle funzioni aziendali.

Documenti contabili

Vengono redatti per rappresentare la composizione quanti-qualitativa del patrimonio.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Miloca2799 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Siena o del prof Cleofe Giorgino Maria.
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