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Appunti di economia aziendale

L'essere umano ha l'esigenza di soddisfare dei bisogni di vario tipo che indicano stati di disequilibrio fisico, la cui eliminazione comporta l'acquisizione di mezzi atti a soddisfare quei bisogni. La relazione esistente tra i bisogni e i mezzi atti a soddisfarli è caratterizzata da un rapporto di illimitatezza sul fronte dei bisogni e di limitatezza su quello dei mezzi. Al tempo stesso, si ha una contrapposizione tra l'utilità derivante dal soddisfacimento del bisogno e lo sforzo necessario per l'acquisizione dei mezzi, che essendo scarsi, sono detti anche beni economici.

Il problema economico si realizza perciò nella ricerca del rapporto più favorevole tra volume di bisogni e volume di mezzi in grado di soddisfare quei bisogni. Il problema economico esprime i due momenti fondamentali dell'attività economica umana: la produzione e il consumo. L'inserimento successivo dell'uomo in un contesto collettivo porta infatti alla divisione del lavoro, specializzandosi nella realizzazione di un bene e ottenendo ciò di cui ha bisogno attraverso lo scambio.

Volume di mezzi e volume di bisogni

Volume di mezzi e volume di bisogni sono caratterizzati da:

  • Limitatezza (mezzi), Illimitatezza (bisogni)
  • Sforzo, Utilità

Fasi essenziali dell’attività economica umana

  • Produzione
  • Consumo

Economia individuale e collettività

Specializzazione

Produzione ← Scambio → Consumo

L'ampliarsi dell'area d'interazione tra i soggetti fa sorgere l'esigenza di individuare un bene in grado di fungere da comune denominatore degli scambi. La convenzione tra i soggetti di una comunità di utilizzare un solo bene come strumento di scambio facilita i trasferimenti. Tuttavia è avvertita l'esigenza di utilizzare beni con particolari caratteristiche quali la rarità, la divisibilità, la capacità di concentrare molto valore in poco spazio e peso, giungendo così all'uso della moneta.

Le funzioni della moneta

  • Strumento di scambio
  • Misura del valore dei beni
  • Riserva di valore

Il problema economico, che è espresso dal legame tra bisogni da soddisfare e beni disponibili per il soddisfacimento degli stessi, si realizza nella produzione di beni in grado di soddisfare, in via diretta (beni di consumo) o in via mediata (beni strumentali), i bisogni, nello scambio di questi beni basato sull'uso della moneta e nel consumo degli stessi. L'attività economica è compiuta, attraverso il processo unitario, da diversi soggetti.

Le scelte economiche si basano infatti su una combinazione di valutazioni che traggono origine dal passato (dati storici) e sono fondate su previsioni di atti futuri (dati prospettici). L'impostazione e la soluzione del problema economico comporta perciò la considerazione di dati simultanei e successivi e coinvolge dati storici e previsioni di varia ampiezza relative al futuro.

Determinazione del problema economico

Il problema economico trova la sua determinazione in dati storici e prospettici. I primi sono riferiti al passato e conosciuti a posteriori (ex post), i secondi sono quelli che il soggetto quantifica attraverso valutazioni a priori (ex ante).

Passato Presente Futuro
Dati storici Previsioni di varia ampiezza, con probabilità Determinazione relativamente certa, probabile, indeterminabile

Il divario tra il dato quantificato ex ante ed ex post è riconducibile alle incertezze legate a una variazione dei dati diversa rispetto alla previsione formulata o a fatti nuovi, non prevedibili in precedenza. Si possono individuare due tipologie di scarti tra dato ex post e dato ex ante:

  1. Riferita a una variazione diversa dal previsto di fatti prevedibili e essa deriva dall'incertezza.
  2. Riferita a eventi non prevedibili al momento della valutazione, in quanto legati al manifestarsi di fatti nuovi.

Economia individuale e aziendale

Dall'economia individuale, posta in essere dal soggetto che produce tutto ciò di cui necessita per soddisfare i suoi bisogni, si è infatti giunti a forme di economia più avanzate, verso quello di aggregazioni sopraindividuali rappresentate dalle aziende. Un'azienda si fonda su elementi individuabili nell'obiettivo che essa intende perseguire, nei mezzi a disposizione e nelle diverse soluzioni alternative tra le quali deve operare una scelta. La scelta è fondata su dati collocati nello spazio e nel tempo.

Problema economico aziendale

Elementi del problema economico aziendale:

  • Dati di mercato
  • Obiettivi (e sottobiettivi)
  • Progresso tecnologico

La scelta è posta in base a:

  • Mezzi a disposizione
  • Stato delle istituzioni
  • Soluzioni alternative in una visione spaziale → simultaneità → successione in una visione temporale

Il problema economico coinvolge oltre agli aspetti oggettivi, rappresentati dai dati considerati nelle loro caratteristiche qualitative, quantitative e nelle reciproche relazioni, anche fattori soggettivi e di tipo extra-economico. Un ordinamento, ad esempio, può favorirne o meno l'iniziativa economica, imporre vincoli di carattere amministrativo (autorizzazioni) all'esercizio di determinate attività economiche, come può stimolare lo sviluppo di aree depresse attraverso agevolazioni o contributi di vario tipo. Il problema economico, si presenta perciò in una combinazione di elementi oggettivi e soggettivi che si compongono nei limiti delle condizioni determinate dagli organismi che governano la collettività e a cui l'individuo partecipa direttamente o indirettamente.

Il concetto di azienda e le sue tipologie

Le aziende sono analizzate sia dall'Economia politica (macroeconomia e microeconomia) che dall'Economia aziendale, anche se con finalità e metodi diversi.

Macroeconomia e microeconomia

La Macroeconomia: il sistema economico viene studiato nella sua globalità per la ricerca degli equilibri e delle leggi che lo regolano. Lo studio è fatto nel loro complessivo comporsi nel sistema economico generale.

Per la Microeconomia l'azienda è oggetto di osservazione e come unità di cui si studia il comportamento. In quest'ambito il problema economico viene trattato con riferimento al soggetto produttore e a quello consumatore (teoria del produttore e del consumatore).

Economia aziendale

L'Economia aziendale studia le aziende, nelle loro manifestazioni di vita e condizioni di esistenza, con finalità conoscitive e di controllo, e devono essere indagate nell'attività che le caratterizza. L'economia aziendale come scienza autonoma e unitaria nasce agli inizi del novecento, grazie all'opera di Gino Zappa, in un contesto che vede le aziende accrescersi nel numero e lasciare la precedente dimensione familiare per assumere livelli dimensionali più elevati. L'azienda, concepita come «coordinazione economica in atto», è caratterizzata da un fluire che richiede l'impostazione del problema economico in senso dinamico, spostando l'indagine sulla ricchezza da un'ottica patrimoniale (statica) a una reddituale (dinamica).

Nel 1926 con la prolusione «Tendenze nuove negli studi di ragioneria» Zappa fonda l'economia aziendale come scienza autonoma e unitaria. Egli giunge a una concezione di scienza intesa come sistema dottrinale aperto, evidenziando la necessità di una continuità nella ricerca. L'economia aziendale è quindi una scienza autonoma che indaga «le condizioni di esistenza e le manifestazioni di vita delle aziende, cioè scienza dell'amministrazione economica».

Economia aziendale: organizzazione, gestione, controllo

  • Organizzazione: Riguarda le determinazioni e il coordinamento strutturale delle forze economiche del sistema aziendale
  • Gestione: Riguarda la determinazione del fenomeni aziendali e consente di disporre delle informazioni che sono alla base delle decisioni aziendali
  • Controllo: Riguarda le decisioni e le conseguenti operazioni aziendali

Il concetto di azienda negli studi di Economia aziendale

Cerboni riferendosi all'azienda ne considera l'aspetto oggettivo e soggettivo nei seguenti termini:

  1. In senso oggettivo, la sostanza amministrabile (patrimonio) e l'azione amministrativa
  2. In senso soggettivo, il proprietario, l'amministratore, gli agenti e i corrispondenti

Egli sfiora il concetto di economia aziendale, laddove definendo la Ragioneria, la divide in quattro parti di cui una studia le funzioni dell'amministrazione economico-aziendale. Il lavoro è proteso soprattutto all'elaborazione di una teoria contabile, la Logismografia che, fa riferimento a un complesso di rapporti giuridici (diritti e obblighi) soggettivamente riferiti al proprietario, ai suoi agenti e corrispondenti.

Besta, nel 1880, trova una definizione di azienda che coniuga gli aspetti amministrativi con la ricchezza, la quale coincide con il patrimonio. Egli, pur non ritenendo possibile la riconduzione della realtà aziendale a una scienza unitaria, fa per la prima volta riferimento a «sistemi dei fatti di gestione», anticipando la concezione sistemica dell'azienda.

Zappa dà la nascita all'economia aziendale, quale scienza che studia le condizioni di vita e di esistenza dell'azienda in sé. L'azienda diventa sistema dinamico, nel quale la misura della ricchezza si identifica con il reddito. Definisce l'azienda come una «coordinazione economica in atto, istituita e retta per il soddisfacimento dei bisogni umani».

Zappa inserisce il concetto di sistema come elemento caratterizzante la dinamica dell'azienda ed è ripreso da altri autori.

Amaduzzi cogliendo gli aspetti più importanti della concezione zappiana, costruisce una teoria basata sulla nozione di «sistema operante»; definisce l'azienda come «sistema di forze economiche che sviluppa, nell'ambiente un processo di produzione, o di consumo o di produzione e consumo, a favore del soggetto economico, e degli individui che vi cooperano».

L'azienda è un «particolare sistema economico». Il concetto di sistema (complesso di elementi, materiali e no, che dipendono reciprocamente gli uni dagli altri) risulta essere di efficace applicazione nello studio dell'azienda.

Gli studi sui sistemi iniziano intorno agli anni '50, grazie al biologo americano Ludwig von Bertalanffy che crea la “Teoria generale dei sistemi”. L'obiettivo è giungere ad una definizione di principi generali applicabili nelle diverse scienze. Nello studio di un sistema si possono utilizzare diversi approcci:

  1. Alla quantificazione degli elementi che lo compongono
  2. Alla qualificazione di questi elementi
  3. All'analisi delle relazioni che si instaurano tra gli elementi quantificati e qualificati → con la “Teoria generale dei sistemi”

Un ausilio è dovuto all'economista americano E. Boulding, che attribuisce ad essa il ruolo di «scheletro della scienza».

Fay W. Forrester, ha fornito un importante contributo per lo studio dei sistemi complessi (o ultracomplessi). La teoria “Dinamica dei sistemi”, rifugge da un'indagine basata su sistemi tradizionali fondati su interpretazioni intuitive e lineari, in quanto sono caratterizzati da variabili, da complesse relazioni tra le parti e :da una pluralità di circuiti di retroazione, definiti «feedback loops», che legano le informazioni, decisioni e azioni.

I sistemi sono rappresentabili attraverso due tipologie di variabili:

  • I livelli, che indicano lo stato del sistema in un determinato istante
  • I flussi, che rappresentano le variazioni dei livelli

Ai livelli è legato il comportamento del sistema il cui stato si modifica per effetto dei flussi, i quali dipendono dai livelli attraverso una rete di informazioni che costituisce il tessuto connettivo del sistema stesso. Forrester infatti considera l'azienda un sistema con retroazione, che recupera i risultati delle azioni passate e sulla loro base indirizza le azioni future.

Decisione, informazione, azione della “Dinamica dei sistemi”

Le caratteristiche dell’azienda come sistema

Vista nell'ambito di questa complessiva classificazione l'azienda può considerarsi come un sistema socio-economico, in parte deterministico e in parte stocastico, aperto, dinamico, instabile, cibernetico, ultracomplesso, parzialmente esplorato, composto da sub-sistemi.

Il sistema aziendale e le sue caratteristiche

  • Socio-economico: retto dall’uomo per il soddisfacimento dei bisogni e fondato sulla scelta tra soluzioni alternative nell’utilizzo di mezzi limitati per il raggiungimento degli obiettivi
  • In parte deterministico: alcune relazioni tra le parti sono prevedibili
  • In parte stocastico: altre hanno invece natura probabilistica
  • Aperto: interagisce con l’ambiente in cui vive e opera
  • Dinamico: le sue condizioni di equilibrio variano nel tempo
  • Instabile: dopo un sollecito a perdere l’equilibrio non tende a ritrovarlo spontaneamente
  • Cibernetico: istituito e condotto dall’uomo per il raggiungimento di un determinato fine
  • Ultracomplesso: caratterizzato da elevato grado di complessità, descrivibile con difficoltà
  • Parzialmente esplorato: solo in parte definito e studiato
  • Composto da sub-sistemi: sono individuabili sub-sistema organizzativo, gestionale e informativo

Sub-sistemi aziendali

  • Organizzativo
  • Gestionale
  • Informativo

Le aziende di produzione e di erogazione

Storicamente il fenomeno aziendale è stato distinto in due sottoaree, riguardanti le aziende di produzione o imprese e le aziende di erogazione (o di consumo), basando la suddetta separazione su parametri discriminatori diversi. Besta individua il ruolo svolto dalla ricchezza nell'azienda: essa è mezzo e fine nelle aziende di produzione, mentre è solo mezzo nelle aziende di erogazione.

Negli studi di economia aziendale sono individuabili due categorie di aziende:

  • Le aziende di produzione (o imprese): hanno il fine di creare ricchezza
  • Le aziende di erogazione (o di consumo): hanno fine di erogare ricchezza, in vario modo raccolta (sussidi, elargizioni, contribuzioni, dall'esercizio di un'attività o mestiere, gestioni lucrative o attività economiche), per soddisfare i bisogni umani. Comprende soggetti pubblici e privati. Si distinguono inoltre le aziende di pura erogazione e a fine erogativo.

Aziende di erogazione o di consumo di produzione o impresa

È istituita e retta per l'erogazione (consumo) della ricchezza per il soddisfacimento dei bisogni umani (fine di lucro) composta a fine erogativo di pura erogazione. Acquisisce la ricchezza da erogare solo attraverso elargizioni, sussidi, contributi.

Acquisisce la ricchezza erogare anche con attività economiche, gestioni lucrative ecc.

Le aziende non profit: definizione di un’area

La realtà non profit viene aggregata nell'ampia definizione di «terzo settore» che nasce da una concezione che posiziona le aziende non profit a livello intermedio tra Stato e mercato. Questa locuzione però è stata oggetto di critiche diverse. L'eticità di queste aziende è espressione di principi sanciti nelle costituzioni dei paesi civili, quali quelli della solidarietà nei confronti dei soggetti bisognosi, della libertà di pensiero, di religione, di associazione, di espressione politica, la tutela del patrimonio ambientale, artistico e storico, l'impiego proficuo del tempo libero, la promozione del progresso scientifico.

Categorie di aziende

  • Aziende pubbliche: diretto o indiretto riferimento allo Stato
  • Aziende private: espressione della libera iniziativa dei singoli in campo economico
  • Aziende profit: aziende orientate al profitto
  • Aziende non profit: aziende orientate ad altre finalità

Tipologie di aziende non profit

  • Aziende autoproduttrici: destinano la produzione a soggetti predeterminati e producono esclusivamente per soddisfare i bisogni di questi. Comprende aziende che hanno per oggetto la cura di bisogni diversi (ricreativi, culturali, salute ecc) e anche la cura di interessi economici. Rientrano le aziende che nascono dall'aggregazione di più individui per l'acquisto di determinati beni a condizioni più favorevoli.
  • Aziende di erogazione: cedono gratuitamente o in cambio di una controprestazione simbolica, la loro produzione a favore di determinati soggetti. Nascono dal desiderio degli uomini di aggregarsi per un comune impegno. Queste aziende possono trarre le risorse finanziarie da contribuzioni volontarie, da trasferimenti di Enti pubblici. Ne fanno parte le Fondazioni che finanziano le loro attività attraverso ricchezza derivante da un patrimonio loro attribuito dai soggetti che le costituiscono.
  • Imprese sociali: considerate una particolare tipologia delle aziende di erogazione. Esse destinano al mercato la loro produzione, la quale è strumentale a finalità diverse dal profitto, quali ad esempio dare occupazione e offrire servizi che né lo Stato né il mercato producono.

I protagonisti della vita aziendale

Figure amministrative e funzioni:

  • Soggetto giuridico: Persona fisica o giuridica che si assume i diritti e gli obblighi derivanti dallo svolgimento delle operazioni aziendali
  • Soggetto economico: Persona o gruppo che domina o controlla l'amministrazione aziendale, traendone i vantaggi
  • Imprenditore: Colui che promuove e formula i piani dell'impresa, definendone le linee generali di svolgimento
  • Amministratore: Colui che attua i piani formulati dall'imprenditore
  • Dirigente: Colui che affianca e continua l'opera dell'amministratore, coordinando gli esecutori
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiaBrin di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Rossi Claudia.
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