CONTINUAZIONE DELLA FARMACOCINETICA
Il farmaco può andare incontro ad esempio ad una clearance plasmatica, cioè processi
di metabolizzazione che fanno partecipare il farmaco alla reazione chimica quindi il
farmaco viene utilizzato. Parliamo di una clearance anche dovuta al metabolismo del
farmaco. La k di eliminazione potrebbe essere la somma di diversi processi dal tratto
gastro intestinale, dalle vie respiratorie e altri processi che possono diminuire la
concentrazione del farmaco. Alcuni possono addirittura non essere noti. Se
conosciamo la clearance del farmaco possiamo capire quali sono le costanti di
eliminazione se ce ne sono diverse si sommano come diversi contributi. La somma dà
luogo ad una k totale che la sarà la clearance del farmaco dal plasma fratto il volume
apparente. Dovuta al fatto che la k di eliminazione contiene tutti i processi di
eliminazione. Quando il farmaco viene iniettato ha un certo periodo di tempo per
essere presente. Si cerca di definire il tempo per cui abbiamo il dimezzamento della
concentrazione. Tempo in cui la concentrazione plasmatica si dimezza. Durante questo
tempo la concentrazione è quella che può agire poi l’effetto successivo non sarà
garantito. Tempo di emivita del farmaco dipende dalla sua costante di eliminazione.
Modello ad un compartimento iniezione intravenosa. Possiamo determinare l’area
sottesa alla curva come un integrale della funzione della concentrazione nel tempo in
un certo intervallo di tempo. Per calcolare l’area sotto la curva devo considerare un
intervallo ampio, fino ad infinito. Misura semplice e diretta data dal fatto che l’area è
data dalla concentrazione iniziale e la k di eliminazione totale. Posso calcolare
l’equazione che mi permette di passare attraverso i punti nel modo ottimale. Si
possono ricavare anche altri parametri, tra cui il volume di clearance che è
indipendente dalla taglia del soggetto.
Per determinare la clearance possiamo prendere diverse concentrazioni nel tempo e
calcolare l’area sottesa. L’iniezione intravenosa sarà adottata quando si vuole ottenere
un aumento della concentrazione in tempi brevi, ma non deve agire per tempi lunghi.
L’ideale sarebbe mantenere la concentrazione costante e non data da picchi di
massimo e minimo. Per far ciò si ricorre ai sistemi infusionali, che rilasciano nel
paziente una soluzione che contiene una certa quantità di farmaco e permette di
mantenere costante la concentrazione nel range farmaceutico. Sistemi che
permettono di infondere una certa quantità di fluido basata su pompe come pompe
peristaltiche, tubi in una feritoia e cilindri che schiacciano il tubo in modo sequenziale
facendo avanzare il volume. Movimento peristaltico che permette di controllare il
battente a cui la boccia è collegata. Serve preparare la soluzione con una certa
concertazione di farmaco e infondere un certo volume di soluzione fisiologica con la
pressione osmotica come quella del plasma ad una certa velocità di infusione. Non si
può utilizzare acqua distillata altrimenti si va a variare l’equilibrio elettrolitico. Si riesce
anche a rendere il sistema autonomo programmando i tempi di infusione e permettere
ad u certo numero di infermieri di gestire più pazienti.
Pompa-siringa
Siringa polimerica ben calibrata disposable, sterilizzate e caricate con soluzione da
infondere con volumi inferiori circa 50ml rispetto alla siringa. Il controllo della portata
volumetrica è più alto, il movimento dello stantuffo avanzato con sistema meccanico
collegato ad un motore passo-passo dove un impulso genera una rotazione di pochi
gradi, più impulsi che permettono di determinare l’avanzamento della pompa siringa.
Possiamo programmare a pompa per rilasciare una certa portata. Sono programmabili
e mediante una interfaccia la cartella clinica può rilevare la velocità della pompa di
infusione. Massa di dati che se automatica permette di seguire tutti in modo più
efficiente, direttamente dal pc. Gestione automatica precisa ed efficiente. Sistemi con
all’interno una parte meccanica elettronica e di controllo. Motore collegato a un
meccanismo che permette il funzionamento della pompa, sorgente ad energia elettrica
della rete o una batteria per rendere costante l’infusione. Automatico, sicuro e
permette il trasferimento di dati dal dispositivo ai sistemi di gestione. Parte elettronica
che permette la gestione dei dati e un sistema di controllo dotato di allarmi. Come
determina il medico la concentrazione la velocità eccetera. Applichiamo la
farmacocinetica. Modello ad un compartimento.
Infusione costante di un farmaco. Dobbiamo equilibrare la quantità che vene infusa
con quella che viene eliminata con quelle che vien utilizzata. La scomparsa del
farmaco è data dalla variazione della concentrazione nell’intervallo di tempo, per il
volume di farmaco di ottiene la quantità che esce. All’inizio l’infusione è maggiore di
ciò che viene eliminato. Poi l’eliminazione aumenta perché aumenta la concentrazione.
Bilancio. Le quantità entranti sono positive quelle uscenti negative. Le pompe
funzionano a ritmo costante. Le condizioni al contorno saranno che al tempo zero il
paziente non ha assunto nessun farmaco e che la quantità infusa è costante.
Dimostrazione di C. Si ottiene una funzione esponenziale che va da zero ad un certo
valore limite quando il transitorio è esaurito. All’inizio c’è un transitorio importante con
un aumento quasi lineare poi si raggiunge una certa concentrazione nel range
terapeutico e poi l’aumento continua a diminuire rimanendo quasi costante.
CEROTTI TRANSDERMICI Applicati mediante
uno strato adesivo
sulla cute con
l’obiettivo di far
arrivare un farmaco
nei capillari del
sottocute e farlo
entrare in circolo.
Sistema simile a
quello di infusione
costante.
Serbatoio del farmaco all’interno molto concentrato, con questi sistemi si fa arrivare
attraverso la cute, per via di una forte differenza di concentrazione tra spazio
sottocutaneo e serbatoio per far passare il farmaco attraverso il derma e lo strato
sottocutaneo, quindi, è mosso dalla differenza di concentrazione, cioè trasporto
diffusivo ostacolato dalla barriera della pelle, tempi lunghi ma con geometrie sottili,
cioè minime distanze che deve superare il farmaco. Permette un effetto locale
evitando di includere tutto il sistema. Vantaggio di non passare per il tratto gastro-
intestinale dove alcune sostanze andrebbero scisse, denaturate. Come svantaggio il
passaggio per diffusione si può avere solo se le molecole hanno certe dimensioni e
disposizione di cariche.
Come funziona. Serbatoio con farmaco e strato che fa da barriera al passaggio la cute,
se la quantità di farmaco nel dispositivo è elevata la quantità che esce non diminuisce
molto la differenza di concentrazione, cioè quella nel serbatoio rimane quasi costante.
Delta c su delta x costante, infusione costante del farmaco. I con zero dipende dalla
permeabilità dello strato corneo di circa 15 strati cellulari, infatti il flusso del soluto
nell’unità di tempo attraverso una superficie dipende dalla permeabilità, flusso Js. La
quantità di farmaco assorbito è costante.
Esempio. Nitroglicerina che andrebbe distrutta passando a livello gastrico, deve agire
localmente e serve per controllare l’angina pectoris dovuto ad un problema alle
coronarie, uno dei dolori più forti che ci sono. La nitroglicerina è un vaso dilatatore
premette alle coronarie di perfondere il miocardio. Concentrazione a transitorio
esaurito Css, stade in stade.
Promotori di assorbimento per velocizzare ed aumentare l’assorbimento del farmaco.
Devono essere inerti e facilitare la diffusione della sostanza attraverso la cute. Il
trasporto dipende dalla permeabilità dello strato, quindi, va aumentata la
permeabilità.
VIA ORALE
Con la digestione la quantità di farmaco da assorbire diminuisce, nell’arrivare fino ai
capillari la possiamo descriver come una reazione del primo ordine, cioè il trasporto è
dovuto ad una costante che è la quantità trasportata in funzione della quantità
presente. Stabilire la dinamica con cui viene riassorbito un farmaco. Non tutta la
quantità del farmaco viene assorbita, nel migliore dei casi 80%, ci serve che sia una
quantità efficace. Se una sola frazione viene assorbita definiamo A la quantità di
farmaco assorbita nel tempo.
La situazione è più complessa quando vi sono più compartimenti facendo il bilancio di
massa non solo del plasma, ma anche degli altri compartimenti, come tessuti. Nella
fase iniziale la concentrazione nel plasma sarà più alta che nel tessuto e il passaggio
verso il tessuto dipende da una costante di trasporto. Così come dal tessuto al plasma.
Se il farmaco viene iniettato la concentrazione aumenta rapidamente ed è max nel
plasma e nullo nel tessuto poi per la constante di trasporto passa nel tessuto, ma
diminuisce anche per la sua costante di eliminazione e potrebbe arrivare a
concentrazioni inferiori rispetto a quella del tessuto e in questo caso il trasporto sarà
da tessuto a plasma.
Estendiamo il bilancio di mas
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Appunti di Dispositivi medicali e diagnostici
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