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Diritto tributario: 1° lezione 11/02/2020

Il diritto tributario studia le regole riguardanti la vita delle imposte.

Imposte

Cos'è la fiscalità della finanza?

È la fiscalità del mondo bancario finanziario e assicurativo, si parla di rendite finanziarie e redditi finanziari.

Quali sono le imposte?

Solitamente si suddividono in base alla ricchezza colpita. Si dice che in Italia viene tassato di tutto, questo è vero però il nostro Paese in questo contesto è identico agli altri, lo stesso capita nei Paesi europei e negli USA, non è vero che le imposte in Italia sono superiori rispetto a quelle di altri stati. Tutti i sistemi sono complessi dal punto di vista fiscale, tutti i sistemi sono complicati e in tutti i sistemi fiscali del mondo occidentale praticamente ogni forma di ricchezza è tassata.

Se si guardano le imposte in base alla ricchezza colpita vediamo come la ricchezza principale su cui si concentrano le imposte in Italia è il reddito (manifestazione di ricchezza che riguarda le entrate dei soggetti, ciò che si percepisce). Il reddito lo si può suddividere tra:

  • Reddito delle persone fisiche;
  • Reddito delle persone giuridiche.

Per le persone fisiche l’imposta principale è l’IRPEF che risulta essere di gran lunga l’imposta principale del nostro ordinamento; la sua gemella è l’IRES che è l'imposta sul reddito delle società.

Più variegata è la situazione delle imposte sulle altre forme di ricchezza: IVA, IMU, IRAP, TARSU, TASI, Accise e tributi doganali, l’imposta sulle escussioni, imposta di registro.

L'IVA e il suo ruolo

L’IVA colpisce i consumi, i consumi di beni e servizi sono tassati con l’IVA. Perché è importante? Per definire se un’imposta è importante o meno bisogna riferirsi al gettito che dà, perché sulle imposte si basa la vita dello Stato, sul gettito fiscale si regge lo Stato. Le imposte principali danno un gettito di circa 500-600 miliardi all’anno senza i quali lo Stato non vivrebbe. L’IVA è importantissima perché nell’ipotetica graduatoria del gettito sta al secondo posto, al primo si trova l’IRPEF che dà un gettito superiore ai 300 miliardi, più del doppio di tutte le altre imposte messe insieme.

L’IVA è così importante perché è la più importante imposta comunitaria, si paga in tutti i Paesi dell’UE e l’UE si regge sull’IVA perché è accertata e riscossa dai singoli Stati nazionali, ma buona parte del gettito è destinato all’Unione Europea, questo spiega il grande interesse dell’UE verso l’IVA, perché ne consente la vita dell’istituzione comunitaria.

Imposta di registro e successione

L’IVA colpisce i consumi di beni e servizi, questo consiste in un trasferimento di ricchezza; ma di per sé l’imposta sui trasferimenti veri e propri è un’altra -> l’imposta di registro che colpisce il trasferimento di ricchezza da un soggetto ad un altro.

Poi c’è il trasferimento di ricchezza che avviene mortis causa (successione per causa di morte). Nell’ambito delle imposte di successione l’Italia è un paradiso fiscale perché da noi l’imposta di successione è quasi irrisoria, infatti non dà un grande gettito. L’imposta di successione è l’imposta che colpisce l’arricchimento di chi riceve in successione.

Era molto elevata fino agli anni '90, colpiva sia il patrimonio che andava in successione (tassa sul morto) e sia l’arricchimento dei singoli eredi (tassa sugli eredi); è stata poi modificata e addirittura nel 2001 è stata soppressa (caso molto raro), come mai? Quali sono state le ragioni?

Prima del 2001 c’è stato un grosso dibattito il quale aveva portato a questa conclusione: quando un patrimonio va in successione è frutto di una produzione di ricchezza che, a sua volta, ha già scontato imposte non sarebbe giusto far pagare ancora imposte su quella stessa ricchezza. Queste considerazioni hanno portato alla soppressione delle imposte per 5 anni, fino al 2006, a prescindere dai beni compresi nella successione.

Lo stesso dibattito era esploso contemporaneamente negli USA dove l’imposta di successione è elevatissima. Il governo degli USA stava per sopprimerla ma i democratici avevano chiesto di non cancellare l’imposta, in particolare i primi 100 contribuenti degli USA (miliardari) hanno scritto al presidente invitandolo a mantenere l’imposta di successione. Sostenevano che cancellare l’imposta sarebbe stato solo un favore per loro in quanto l’imposta è vista come uno strumento per far partire tutti allo stesso modo, dallo “stesso livello”.

Nel 2006, in Italia, l’imposta è stata reintrodotta e oggi è molto bassa. Risulta essere molto bassa perché prima di tutto c’è una fortissima franchigia, cos’è? Un tetto minimo, un tetto sotto al quale l’imposta non c’è e in questo caso è di 1 milione per singolo erede. Qual è il patrimonio visibile che entra in gioco nell’imposta di successione? I beni immobili, questi come vedono calcolato il proprio valore? Attraverso il valore catastale che solitamente è molto basso. Il fatto di avere una franchigia e un valore catastale molto basso rende l’Italia un paradiso fiscale. L’aliquota è del 4% per gli eredi diretti e arriva all’8% per eredi più lontani. In GB o Belgio arriva addirittura al 70%, questo ne favorisce la dismissione dei patrimoni immobiliari. È altissima anche in Francia dove arriva al 30-40%.

Tutti gli arricchimenti sono tassati, comprese le vincite alle lotterie ecc. sulle quali si paga l’IRPEF. Siccome tutti gli arricchimenti sono tassati, non tassare l’eredità sarebbe stata un’ingiustizia rispetto al resto del sistema fiscale.

Inoltre, il fatto che le imposte di successione siano molto basse nel nostro Paese rende queste uno strumento di forte competitività dell’Italia rispetto ad altri Paesi. Il nostro Stato offre un’attrattività impagabile rispetto ad altri. Grazie a questo oggi l’Italia è guardata con favore da certi tipi di soggetti.

Altre imposte sui consumi

Qual è l’altra imposta sui consumi? Le accise, che consumo colpiscono? La fabbricazione di certi beni come prodotti energetici (petrolio, metano, energia elettrica).

L’IRES (imposta sul reddito delle società) colpisce il reddito delle società allora si pensa che sia al terzo posto del gettito, invece no perché al terzo posto ci sono le accise e i tributi doganali.

Perché l’IRES dà un gettito così basso? Perché l’IRES conosce una serie di regimi agevolativi che fanno sì che il reddito delle società venga tassato, in ultima istanza, da chi lo percepisce come beneficiario finale, perché la società di capitale può usare in due modi la propria ricchezza:

  • Investe;
  • Distribuisce sotto forma di dividendo.

Se la ricchezza è reinvestita non è tassata, se viene distribuita sotto forma di dividendi, dopo aver pagato le imposte, sarà percepito da altri soggetti (persona fisica) che pagherà l’IRPEF. Finché la ricchezza circola tra le società nel mondo societario ci sono una serie di agevolazioni che tengono basso il gettito.

Accise e dazi doganali sono importanti perché alimentano anche queste l’UE. Le accise colpiscono il consumo e la produzione di prodotti energetici, i dazi doganali colpiscono il passaggio delle merci alle frontiere.

Il dazio doganale è l’imposta più moderna che ci sia che si paga in via telematica ed è strumento di politica economica, è vero che nell’Unione Europea non si pagano i dazi doganali (grande mercato comune) ma ci sono i dazi doganali da UE verso altri Paesi e viceversa. I dazi doganali oggi sono diventati lo strumento principale delle guerre commerciali (polemica con USA che alza dazi verso certi Paesi, UE dazi altissimi contro Russia, embargo -> massimo dei dazi, come se ci fosse il divieto di esportazione). Dazi doganali e accise sono l’imposta più moderna anche per la facilità di incasso del gettito, es: se il consiglio dei ministri a Febbraio 2020 decide di reperire certe entrate e decide di intervenire sull’IRES, un intervento di questo tipo quando darà gli effetti sul gettito dello Stato? Darà il gettito tra più di un anno se tutto va bene, le manovre basate su queste imposte sono più o meno a medio termine. Se, invece, viene aumentata l’accisa sulla benzina l’effetto si vede subito quindi l’effetto delle accise è immediato, ha un effetto sul consumatore immediato, ecco perché sono importanti, hanno un’immediatezza che le altre imposte non hanno.

IRAP e altre imposte

L’IRAP cosa colpisce? IRAP vuol dire imposta regionale sulle attività produttive, regionale non vuol dire nulla perché l’imposta non è riscossa a livello regionale, è istituita con legge dello Stato ed è accertata e riscossa dall’agenzia delle entrate. Perché è stata chiamata così? Si pensò di chiamarla così perché il 96-97-98 erano anni in cui si parlava molto di federalismo fiscale, allora si pensò di chiamarla regionale. L’IRAP è molto particolare, colpisce un tipo di ricchezza che si calcola come l’IRES ed è la più contestata nel nostro ordinamento e continuamente pone dei problemi. L’IRAP dà un gettito di circa di 60 miliardi (IMU 1/10 dell’IRAP). Ogni tanto si sente parlare della soppressione dell’IRAP ma dove si reperiscono poi i 60 miliardi all’anno? Non verrà mai soppressa anche se ha diversi profili criticabili.

Quale ricchezza stiamo lasciando da parte? Patrimonio, che è la forma più importante di ricchezza. Il patrimonio è tassato o no? Esiste in Italia un’imposta patrimoniale? No, c’è in Germania, in Francia, in GB, USA ecc.… In Italia per motivi storici, culturali e politici non c’è mai stata un’imposta patrimoniale che viene vista come un’espropriazione, ma ci sono stati dei dibattiti su questa.

L’imposta patrimoniale sarebbe un’imposta uguale alle altre, non è che dove c’è la pressione fiscale è più alta, dove c’è un’imposta sul patrimonio ci saranno altre imposte con minor pressione. In Italia non si ha un’imposta patrimoniale ma abbiamo delle imposte patrimoniali su singoli beni, in particolare, una particolare imposta patrimoniale di settore è l’IMU (Imposta Municipale propria).

Negli anni '90 si decise di dare un’imposta ai comuni -> ICI (imposta comunale sugli immobili) sostituita nel 2012 dall’IMU, siccome non c’era più niente da tassare se non il patrimonio si decise di dare ai comuni quell’imposta. Questa situazione è peggiore rispetto a quella di avere un’imposta patrimoniale, perché? Se pensiamo a due liberi professionisti con un reddito di 1 milione di euro all’anno su cui pagano l’IRPEF, alfa compra quadri, gioielli, titoli di borsa mentre beta ha la fissa del mattone quindi compra case, entrambi hanno lo stesso reddito, pagano la stessa IRPEF ma investono in maniera diversa. Cosa cambia? Cambia che alfa dopo aver pagato l’IRPEF non paga altre imposte se non l’IRPEF su altri redditi come guadagni di borsa o rendite finanziarie; beta pagherà l’imposta sul reddito derivanti dalle case ma in più paga l’IMU, cioè l’imposta patrimoniale su quel tipo di patrimonio.

La situazione è peggiore perché crea una situazione di NON equità. Il vero problema dell’IMU è che un’imposta patrimoniale su un certo tipo di patrimonio. In materia tributaria la tendenza è introdurre imposte, la prima IRPEF venne introdotta eccezionalmente in GB per finanziare le campagne contro Napoleone e poi successivamente fu soppressa ma qualche anno dopo venne reintrodotta in via permanente, la storia del diritto tributario è una storia di continua introduzione e aumenti d’imposta.

Negli ultimi anni c’è la tendenza da parte del nostro legislatore a introdurre delle patrimoniali mascherate come per esempio la mini-patrimoniale sui titoli, il super bollo che è un bollo auto che colpisce le auto di lusso e dà un gettito di circa 30 milioni creando anche problemi al settore perché costa di più l’accertamento e la riscossione rispetto a quanto si riscuote con il super bollo. Si può prevedere che in futuro ci saranno altre patrimoniali di questo tipo fino a quando non si arriverà ad una patrimoniale vera e propria.

Tutte quelle nominate sono statali, tranne l’IMU che è locale. Il nostro ordinamento è centralizzato, non c’è federalismo fiscale. Cosa vuol dire federalismo fiscale? Che l’ente locale dovrebbe avere un’autonomia impositiva, dovrebbe incassarle e decidere come spenderle. Oltre all’IMU come si individua un’imposta da dare alle regioni? Per dare un’imposta occorrerebbe individuare una ricchezza non ancora tassata dallo Stato, ma non si trova perché non esiste una forma non tassata tale da consentire un’imposizione a livello di ente locale. Quando c’è stata questa possibilità? Quando è stata soppressa l’imposta di successione, una regione poteva istituire una tassa di successione rispettando i principi generali dello Stato. Quindi:

  • Manca la materia tassabile e
  • Le Regioni devono rispettare i principi generali dello Stato.

L’unica vera imposta locale è l’IMU che non è un’imposta statale ma comunale perché anche se introdotta con legge dello Stato, i comuni emanano regolamenti con delle particolarità e in più i comuni accertano e riscuotono l’IMU. Qual è l’imposta più evasa? L’IMU, perché? In Italia è stata fatta da parte dell’agenzia delle entrate una rilevazione statistica dall’alto ed è emerso che ci sono 1 milione di beni immobili non censiti, che non “esistono” e quindi non pagano l’IMU; ma è l’imposta più evasa anche per un altro motivo, comuni medio piccoli hanno un problema nel suo accertamento perché se il sindaco inasprisce l’IMU rischia di non essere rieletto nelle elezioni successive, c’è un problema di rappresentanza politica. Questo è un grosso problema e appunto per questo è difficile avere il federalismo, il nostro Paese è storicamente fortemente centralizzato, nasce come Stato centralizzato. Altri Paesi sono nati come aggregazioni di Stati come USA, Germania, Svizzera quindi sono federalisti per natura, non sono centralizzati.

Tassazione delle rendite finanziarie

Dove collochiamo la tassazione delle rendite finanziarie in questo panorama? Che imposta è? Imposta sui redditi quindi le rendite finanziarie pagano l’IRPEF in capo alla persona fisica e l’IRES in capo alla società. La rendita finanziaria comprende genericamente e impropriamente tutti i redditi del mondo finanziario, questi redditi sono tassati con IRPEF e IRES.

La persona fisica solitamente paga l’IRPEF in una maniera particolare, chi ha un conto corrente produttivo di interessi o dei risparmi produttivi di reddito non ha l’impressione di pagare l’IRPEF su questi redditi perché il soggetto che li corrisponde opera una ritenuta, questa è per le persone fisiche l’IRPEF, è una modalità di pagamento dell’IRPEF. La ritenuta è una sostituzione dell’IRPEF ma è IRPEF.

La tassazione delle rendite finanziarie la collochiamo nelle imposte sui redditi, sotto l’IRPEF o l’IRES, a seconda del soggetto percettore. Un'altra forma di imposizione delle rendite finanziarie, la mini-patrimoniale sui titoli in vigore dal 2015. È una sorta di bollo sul possesso di certi titoli, di certi valori mobiliari. Le rendite finanziarie pagano le imposte sui redditi e anche una certa forma d’imposizione patrimoniale molto ridotta.

Le banche e assicurazioni pagano l’IRES come le altre società, con regole molto particolari nella determinazione dei loro ricavi e diversa rispetto a quella delle altre società. Una particolarità della tassazione di questi soggetti attiene all’IRAP (imposta regionale sulle attività produttive), si calcola in maniera simile all’IRES ma con un’aliquota diversa. Molti anni fa c’è stata una vicenda molto particolare nel mondo bancario e assicurativo con riguardo all’IRAP, perché banche e assicurazioni sono soggetti guardati con un certo interesse dall’ordinamento e anni fa si decise di reperire gettiti in materia molto facile aumentando l’IRAP di banche e assicurazioni, cioè farla pagare maggiorata 5,5%, 6,1%, anziché al 3,9%. È giusto o sbagliato?

IRES e IRAP sono ad aliquota fissa, mentre l’IRPEF è ad aliquote progressive. La stessa imposta può avere aliquote diverse a seconda dei soggetti? L’aliquota stessa può essere diversa a seconda del soggetto? È giusto o no? Sbagliato perché non ci può essere differenziazione in base al soggetto, per avere differenziazione l’aliquota dovrebbe essere progressiva e non fissa. Il legislatore ha aumentato l’aliquota IRAP per certi soggetti il che è irragionevole, infatti questi soggetti hanno fatto ricorso e ne hanno chiesto il rimborso di fronte alla corte costituzionale che però dovendo tenere in considerazione l’interesse dello Stato ha risposto che non c’è niente di strano nel fatto che banche e assicurazioni paghino l’IRAP maggiorata perché hanno una ricchezza maggiore di altri, è una delle peggiori sentenze peggiori della corte. È totalmente irragionevole per tutti i principi.

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Scienze giuridiche IUS/12 Diritto tributario

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marialidia96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto tributario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Allena Marco.
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