Diritto tributario
Lunedì 23 settembre
Entrate degli enti pubblici → possono essere:
- Di diritto privato
- Di diritto pubblico
Per esempio: i negozi in galleria a Milano sono del Comune → entrate di diritto privato. Per esempio: demanio marittimo → è in concessione → entrata di diritto privato.
Ente come autorità → potere di imposizione tributaria → entrate di diritto pubblico. Per esempio: il passaporto è rilasciato dal Ministero degli Interni e si paga. Per esempio: l’anagrafe → funzione propria dello Stato, delegata ai Comuni → paghiamo una tassa per i diritti di segreteria.
Tributi: entrate di diritto pubblico → non tutti i tributi sono imposte e tasse: IMPOSTE ≠ TRIBUTI ≠ TASSE.
Nell’ordinamento non esiste una definizione di tributo. Art. 23 Costituzione → nessuna prestazione personale può essere imposta senza una legge → riserva relativa → prestazione patrimoniale → i tributi incidono sulla sfera patrimoniale del soggetto → in questo articolo ci sono i requisiti fondamentali per l’imposizione, cioè i tributi devono avere fondamento nella legge. La legge pone l’obbligazione tributaria senza che vi concorra la volontà del privato → requisito formale.
Requisito sostanziale → perché si devono pagare i tributi? Una qualsiasi comunità, a prescindere dal regime, per far funzionare l’ente pubblico ha bisogno di essere finanziata → fondamento nella Costituzione, nell’Art. 2 e 3 ( “la Costituzione riconosce i diritti inviolabili del singolo...”) → in cambio la Repubblica esige adempimento dei doveri di solidarietà sociale.
In più trova fondamento nell’Art. 53 della Costituzione → tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche, in ragione della propria capacità contributiva → criterio proporzionale e criterio progressivo. Causa impositionis → dovere di solidarietà economica → senza ricchezza non vi possono essere tributi.
Service tax → imposta sui servizi. L’art. 53 Costituzione si riferisce all’imposta → serve a finanziare i servizi indivisibili, di cui godono i cittadini → servizio della giustizia, assistenza sanitaria, servizio dei trasporti…
La Costituzione tratteggia la definizione di imposta, ma non dà quella di tributo → diritto delle imposte → ma accanto alle imposte ci sono anche tributi:
- Contributo → destinato alla realizzazione di una certa opera pubblica, che l’ente va a realizzare (per esempio la metro a Roma) → è un’imposta in cui il gettito è finalizzato alla realizzazione di un’opera pubblica, quindi una cerchia ristretta vede accrescere il patrimonio → è un’imposta di scopo (principio della capacità contributiva).
- Tassa → corrispettivo a fronte di un servizio pubblico destinato al soggetto che lo richiede → solo l’ente pubblico può rendere quel servizio, per legge → per esempio la funzione anagrafica dei Comuni avviene su delega dello Stato.
Venerdì 27 settembre
Classificazione dei tributi (vedi anche appunti scorsa lezione).
Legge formale per istituire i tributi → legge ordinaria, decreti legislativi e decreti legge. Parità di trattamento tra soggetti che possiedono identico grado di ricchezza → medesima tassazione → Art. 53 Costituzione → comma 2: principio della progressività (aliquota = misura dell’imposizione).
Art. 2, 3 e 53 Costituzione → causa impositionis → requisito sostanziale tassazione → questi articoli fanno riferimento al concetto di imposta, perché la destinazione del carico fiscale è quella di far fronte ai bisogni della finanza pubblica → requisito dell’imposta, che è finalizzata ad assicurare allo Stato delle entrate pubbliche per i servizi indivisibili, destinati all’intera comunità, come per esempio assicurare l’istruzione pubblica, la giustizia... (servizi divisibili sono quelli verso i singoli consociati, come per esempio il rilascio della carta di identità).
Il concetto di tributo non si esaurisce nell’imposta, ma contiene altri due istituti, cioè:
- Contributi → è imposta di scopo, vi è vincolo di destinazione → è finalizzata ad un certo intervento pubblico, ben definito e ben individuato → per esempio opere pubbliche → questa entrata deve essere per intero o soprattutto destinata ad una finalità specifica → si possono avvalere tutti i consociati di questa opera pubblica, ma solo i titolari del diritto reale sui beni immobili (il tratto di metropolitana) contribuiscono alla sua realizzazione, in quanto il valore degli immobili di quella zona dovrebbe incrementarsi → plusvalore dell’immobile a seguito della creazione dell’opera pubblica → manifestazione di ricchezza in senso patrimoniale.
- Tasse → corrispettivo per il servizio reso nei confronti del soggetto richiedente quel servizio → all’ente è attribuita la funzione di rendere quel servizio → per esempio l’anagrafe, delegata da una legge ai Comuni → paghiamo la tassa detta diritto di segreteria, a fronte del rilascio della carta di identità; anche le tasse universitarie → la tassa era, fino a qualche decennio fa, una cifra fissa; oggi se si usufruisce dei servizi, spesso, si vede rapportare la tassa al valore del servizio reso → così si avvicina la tassa al senso di imposta.
Non si va in tribunale per “litigare” con il Fisco, ma si va alla Commissione Tributaria provinciale o regionale → giudice specializzato. Per fare ricorso contro il Fisco, si deve andare all’Ufficio protocolli → lì guardano se si è pagato il contributo di giustizia.
Il contribuente paga le imposte, parametrate alla sua capacità contributiva e al contempo, nel momento in cui chiede di accedere ad un servizio pubblico, deve pagare anche la tassa → ma è legittimo tutto questo? → oggi è aumentato l’ammontare delle tasse per accedere ai singoli servizi → è stata sollevata anche una questione di costituzionalità per questo, ma la Corte Costituzionale ha sostenuto che l’art. 53 della Costituzione non vieta l’introduzione o la persistenza dell’istituto tassa.
L’unico limite che rimane è quello formale, perché quello sostanziale manca, in quanto la tassa è parametrata alla capacità contributiva del soggetto, invece dovremmo pagare tutti la stessa cifra → il limite quindi è quello che vale per tutti i tributi, cioè la tassa può essere imposta solo con la base di una legge in senso formale (principio di legalità).
Distinzione tra tasse e prezzi/tariffe per servizi pubblici
Detti anche prezzi politici → per esempio il biglietto pagato all’ATM, è un corrispettivo per il servizio pubblico → ma questo corrispettivo non è una tassa!
Anche il taxi è un servizio pubblico, non è liberalizzato → il servizio di trasporto è pubblico e ha una sua disciplina → solo gli organi a cui è attribuito lo possono svolgere → si possono fare dei bandi pubblici per dare alle persone la concessione di un servizio, come al tassista (ma può essere revocata).
Le tariffe dei servizi pubblici è un servizio che per legge è assegnato con un bando, ma appartiene al Comune → gara pubblica per l’assegnazione del servizio pubblico.
È un’attività che comunque può svolgere chiunque, per esempio il tassista può essere svolto da chiunque → ma la legge decide a che soggetto destinare il servizio → ci sono delle leggi regionali che dispongono come deve essere quantificata la tariffa per il servizio pubblico.
La compresenza nell’ordinamento italiano di imposte e tasse, cosa che non succede in quello tedesco, pone dei problemi di ordine costituzionale.
La tariffa è legata ad un’attività imprenditoriale → art. 2495 per esempio del Codice Civile.
È importante sapere se una certa imposizione patrimoniale sia una tassa o una tariffa, perché da questo discendono delle conseguenze → per esempio pago il prezzo del biglietto, che è tariffa (la legge prevede il criterio di determinazione del ticket sanitario, delle tariffe del trasporto…) → dal punto di vista formale non c’è distinzione tra tassa e tariffa, in quanto entrambe devono trovare fondamento nella legge.
La natura di tributo stesso della tassa e la natura privatistica della tariffa, comportano:
- Nel caso delle tasse, non si applica l’IVA (imposta sul valore aggiunto); se è una tariffa, è gravata dall’IVA perché colpisce un’attività d’impresa o attività artistico/professionale → attività imprenditoriale → sulla tariffa di igiene ambientale (TIA) si pagava l’IVA per esempio, ora c’è la TARES, tassa sui servizi pubblici di smaltimento rifiuti; ma in alcuni Comuni si pagava la tassa sullo smaltimento dei rifiuti, in altri la TIA, anche se la legge prevedeva di far pagare la TIA → per i Comuni in cui si usava la tassa dello smaltimento dei rifiuti urbani, non si pagava l’IVA; nei Comuni con la TIA, si pagava l’IVA (i contribuenti ne erano gravati) → la questione è stata allora sollevata davanti alla Corte Costituzionale, la quale ha sentenziato che la TIA ha la stessa natura della tassa di smaltimento rifiuti, perciò l’IVA non andava pagata → ci sono state istanze di rimborso per i Comuni che avevano la TIA, in quanto l’IVA incassata dai Comuni era versata allo Stato, il quale non aveva soldi per restituire le somme.
- Il giudice competente o meglio la giurisdizione → davanti a chi si può andare per “litigare” con l’ente? → se è una tassa, è il giudice tributario; se è una tariffa, è il giudice ordinario.
Prestazione patrimoniale → art. 23 Costituzione → fa riferimento alla locuzione generica “prestazione patrimoniale” → è un prelievo forzoso del patrimonio, un prelievo coattivo → senza che concorra la volontà del privato → l’obbligazione qui nasce dalla legge, è imposto dalla legge. Dalla prestazione patrimoniale di imposta, da una parte ci sono:
-
Tributi → a loro volta divisi in:
- Imposte
- Contributi
- Tasse
- Tariffe
Diritto tributario
Si occupa dello studio dei tributi, dal punto di vista giuridico e non economico → studia la legge tributaria. La legge istituisce e disciplina il tributo, i suoi elementi strutturali e fondamentali, chi sono i soggetti colpiti, le aliquote, quale base imponibile (quantificazione in termini monetari del reddito → a seconda che si allarghi o si restringi, abbiamo una maggiore o minore imposizione).
Un conto sono le leggi che istituiscono i tributi, ma dato che i tributi vanno applicati nella realtà, occorre anche una disciplina per l’applicazione dei tributi → c’è un diritto tributario sostanziale, che studia i principi generali dei tributi e la disciplina delle imposte singole; altro sono le fasi di accertamento e di riscossione dei tributi (regole per applicare in concreto i tributi), dichiarazione dei redditi per esempio → diritto tributario formale.
Venerdì 4 ottobre
- Diritto tributario sostanziale → studio delle leggi che istituiscono e disciplinano il tributo.
-
Diritto tributario formale o procedimentale → studia il procedimento di attuazione dei singoli tributi → i tributi non vivono di vita propria, devono essere calati nella realtà e applicati → i procedimenti variano da tributo a tributo → studio di obbligazioni pubbliche, che nascono dalla legge → nascono senza che concorra la volontà del privato (coattività dell’obbligazione pubblica; prelievi di carattere ablativo) → distinguiamo due fasi:
- Accertamento del tributo → verifica della corretta applicazione della legge tributaria.
- Riscossione → non basta solo dichiarare il reddito, occorre anche il versamento spontaneo del totale delle imposte dichiarate → oppure se l’amministrazione si muove e accerta un diverso ammontare da quello dichiarato dal contribuente, ammesso che vi sia questa dichiarazione (evasione parziale o totale → occultazione della ricchezza) → si procede allora al pignoramento, asta dei beni, distribuzione del ricavato della vendita… (procedura coattiva o esattoriale) → Equitalia è soggetto diverso rispetto all’Agenzia delle Entrate; se pagare e l’entità del tributo è di competenza dell’Agenzia delle Entrate → nella cartella di pagamento c’è elenco delle imposte da pagare → ci sono sanzioni per cui l’imposta aumenta, se non pago (sanzione + imposta + altra imposta se la questione passa ad Equitalia).
C’è anche il diritto tributario internazionale → si occupa dei rapporti tributari quando un soggetto produce ricchezza in un altro stato → se risiede in Italia, ma produce reddito in un altro Stato, si crea un problema → oppure in una multinazionale ci sono rapporti tra le società che hanno sede in vari Paesi diversi, come si valutano questi rapporti? Possono esserci spostamenti di capitale superiori al valore dell’operazione sottostante; bisogna valutare il trasferimento dei prezzi → questo diritto studia i profili legati alla residenza fiscale = estero vestizione, cioè il soggetto è residente o meno in Italia? Se risiede, tutto il reddito è tassato in Italia; se no è tassato all’estero → non è accettabile però la doppia imposizione: se risiede in un altro stato, è tassato sia dove produce il reddito, sia nel Paese in cui risiede → o sei residente o non lo sei, non esiste la figura del domiciliato.
Diritto tributario comunitario, cioè dell’Unione Europea → si dovrebbero razionalizzare le aliquote in relazione alla natura dei beni → l’IVA è un’imposta recepita dall’ordinamento comunitario → imposta sui consumi applicata in tutti gli stati dell’U.E., ma con aliquote differenti (per esempio si acquistavano le auto in Germania, perché costavano meno) → dovrebbe esserci armonizzazione fiscale = adeguamento delle medesime discipline, che devono essere uniformi.
Profilo sanzionatorio in Italia → la sanzione ha lo scopo di prevenire quello che è illecito (= violazione obblighi di natura tributaria → frode fiscale per esempio) → sanzioni penali (reato di frode fiscale), per illecito che è reato → sanzioni amministrative, perché reato nei confronti della società, è un illecito amministrativo; di solito è una sanzione pecuniaria, ma c’è anche l’interdizione (per esempio chiusura dell’esercizio commerciale).
Diritto processuale tributario → processo tributario → tutela di diritti soggettivi, difesa del patrimonio del contribuente → avviso di accertamento al contribuente, per non aver pagato → il contribuente può rivolgersi allora di un giudice → esiste un giudice ad hoc per il diritto tributario, detta Commissione tributaria (provinciale, le sue sentenze possono essere impugnate davanti alla Commissione tributaria regionale; terzo grado dato alla Cassazione, in cui esiste una sezione tributaria) → l’ente da un parte, il privato dall’altra.
Diritto tributario sostanziale
Il diritto tributario come diritto di secondo grado → vuol dire che poggia sul diritto comune, cioè su tutti gli altri rami del diritto → la peculiarità è che il diritto tributario esiste in quanto pone delle deroghe rispetto al diritto comune → Art. 55 Testo unico Imposte sui Redditi = reddito d’impresa è dato dallo svolgimento di un’attività commerciale → per attività commerciale si intende un’attività dell’art. 2195 del Codice Civile = attività d’impresa (di trasporto, bancarie, assicurative, ausiliarie…) purché organizzata in forma di impresa (art. 2082 Codice Civile) → MA la deroga si ha perché la legge tributaria dice “anche quando non sono organizzate in forma di impresa”.
Per esempio: ATM, quando era municipalizzata anni fa → svolge attività di trasporto → ha un’organizzazione dei fattori produttivi → contrapponiamo questa attività, a quella del tassista, che non ha organizzazione dei fattori produttivi, è un lavoro autonomo; comunque però produce un reddito di impresa → gli artigiani, dal punto di vista civilistico, non sono imprese, ma dal punto di vista tributario, producono reddito d’impresa.
Lavoratore autonomo → chi produce attività di tipo intellettuale o artistica → questo dal punto di vista civilistico → per esempio gli amministratori di condominio non ha un albo, ha un’associazione → ma dal punto di vista tributario producono reddito da lavoro autonomo.
Il sistema di riscossione coattiva → esiste una procedura di espropriazione di tipo tributario, dettata da una legge → se ci sono lacune in questa legge, si rinvia alla procedura civile.
Art. 1 legge processuale tributaria = la giurisdizione in materia tributaria è esercitata dalle Commissioni tributarie; al processo tributario si applicano le disposizioni seguenti e ove non diversamente disposto e in quanto compatibili con le regole del processo tributario, si applicano le disposizioni del Codice di procedura civile.
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