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Appunti del corso di diritto pubblico comparato basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa Trucco dell’università degli Studi Pegaso - Unipegaso, facoltà di Giurisprudenza, Corso di laurea Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza . Scarica il file in formato PDF!

Esame di Diritto pubblico comparato docente Prof. L. Trucco

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Diritto pubblico comparato

DENINIZIONE DI CONCETTO DI DIRITTI FONDAMENTELI:

vengono così definiti:

• + importanti

• A fondamento

• Inviolabili

• Inalienabili

• Valgono per tutti

• Parti tutelati

si po' affrontare un discorso di tipo formale e sostanziale, per cui si

Norma giuridica:

può dire dal punto di che la norma giuridica è una norma

vista sostanziale,

caratterizzata, dall’esteriorità, coercibilità, prescrività e sanzionabilità ecc.

La norma giuridica viene anche caratterizzato definito dal tipo di procedura che viene

definito l’approccio che prediligo è quello di tipo positivista nel senso che mentre il

contenuto è abbastanza controvertibile, invece la procedura è un fatto oggettivo, il

fatto che si abbia a che fare con una legge perché quell’atto è stato approvato due volte

perché dalla camera o dal senato o perché ci sia stato il procedimento del 138, questo è

un dato certo. ecc.

Anche in materia di diritti di libertà si contrappone questi due approcci, cioè un

approccio più di stile sostanzialista, e un approccio più di tipo positivista.

Anche qua non è neutrale seguire uno o l’altro approccio, in molti i casi le due cose

coincidono; in alcuni casi invece non coincidono quindi seguire due approcci diversi. In

questo caso seguire un approccio invece che un altro ci porta a seguire un approccio

piuttosto che un altro ci pota ad avere garanzie ci porta ad arrivare ad un esito più

affidabile.

In questo senso per quanto riguarda i diritti di libertà, esso è un diritto particolarmente

importante, è un diritto fondamentale di cui non si può privare la persona, è un diritto

che strettamente legata alla persona, tocca la sfera personale dell’individuo, sono tutti

approcci di tipo sostanzialista, nel senso che in alcuni casi come la libertà personale o i

diritti legati alla sfera dell’integrità della persona, riguardano la persona. Ci sonod ei

casi molto dubbi per esempio tutti i diritti legati alla libertà di manifestazione del

pensiero sono diritti che riguardano la persona, la sua integrità o il suo fisico o sono

invece slegati dalla sfera della persona.

Non è così chiaro in che ambito rientra ragionando in questo modo.

Invece ci può aiutare di ad esaminare il dato normativo.

Questo è l’approccio più semplice anche forse che ha più limiti, però va preso in

considerazione cioè dire che il diritto fondamentale è un diritto che è considerato tale o

costituzione.

dal legislatore o dalla

Prima di tutto bisogna vedere se un diritto considerato inviolato dalla costituzione; la

costituzione ci dice che un diritto inviolabile è un diritto inviolabile esempio libertà di

manifestazione del pensiero, il domicilio ecc.

Certe situazioni che ad un certo tempo fa non erano considerate, situazioni che

rientravano, che potevano essere annoverate nella sfera dei diritti fondamentali, invece

col tempo lo sono diventate, e oggi vengono rivendicate come diritti fondamentali.

Senza arrivare alla sfera dei diritti legati alla sessualità basti pensare il cognome della

persona, infatti a differenza del passato oggi le corti europee riconoscono questo diritto

come fondament+ale.

Questo è interessante esaminare per i collegamenti che la materia presenta con la

società il contesto culturale, sociale e tecnologico.

Con i tipi di approccio di cui si parlava prima, diventa sempre più difficile, perché anche

se uno vuole ave1111re un approccio positivista deve avere a che fare con la filosofia

sociologia ecc. lo stesso dato normativo non è più sufficiente a risolvere tutte le nostre

questioni.

Non possiamo dire che un diritto è fondamentale solo perché ce lo ha detto la

costituzione, perché ormai molti diritti sono fuori dalla costituzione, e sono fuori oltre

anche le carte internazionali. Il diritto alla vita non vi è nella costituzione, ma veniva

dato per presupposto.

In questo caso dandolo per presupposto l’approccio positivistico non c’è più, la

presupposizione da dove si prende? Si prende da motivi sociologici, religioso ecc. è una

materia complessa.

Vari tipi di approcci relativi alla materia dei diritti di libertà.

I diritti di libertà in senso tecnico cioè in senso moderno della cosa, ne possiamo parlare

soltanto con il costituzionalismo moderno, c’è sono quando al centro dell’ordinamento

giuridico, al centro dell’organizzazione dei poteri statali si pone l’individuo, si impone

l’idea per cui i poteri devono essere al servizio dell’individuo e non l’individuo ai servizi

dei poteri.

Una delle grandi conquiste del costituzionalismo moderno è quella di scrivere in

costituzione di fissare principi di costituzione in cui la forma di governo i poteri sono

strumentali diritti di libertà e non viceversa.

Il principio di massima espansine ei diritti individuali, che strettamente connessa questa

situazione, cioè l’idea per cui che in un ordinamento liberare democratico l’individuo

deve poter essere libero di fare tendenzialmente quello che vuole, cioè deve essere

messo nelle condizioni, art. 2 3 della costituzione, di esprimere liberamente la propria

libertà, salvo i limiti che sono previsti dall’ordinamento.

Legittimamente significa nel rispetto delle norme costituzionali. E per contro il principio

di legalità per cui invece i poteri costituiti devono poter fare solo ciò che consente loro

di fare il diritto le norme giuridiche.

Per gli individui vige una situazione diversa ai primi tempi, che l’individuo deve essere

come regola libero. L’ordinamento deve fare in modo di rendere gli individui liberi.

Invece i poteri vanno controllati fare in modo che rispettino le regole; nel complesso

questa situazione è lo stato di diritto.

Stiamo ragionando dalla situazione attuale e escludere completamente che anche in

epoche antiche non ci fossero delle situazioni riconducibili a forme di diritti, non del

tutto corretto c’è una solita bibliografia anche di storici di filosofia ecc. che dimostra

come anche nell’epoca medievale una sorta di situazioni giuridiche di vantaggio, che

però non avevano l’aspetto la fisionomia e le caratteristiche, di quelli che oggi sono i

diritti di sindacati. Però c’erano dei diritti di matrice consuetudinaria, i primi elementi

da mettere a fuoco sono la nascita di diritti su base consuetudinaria, ma anche diritti

banali come diritti abitudinari.

Per la nostra materia hanno una fondamentale importanza i diritti fondamentali su base

consuetudinaria.

Particolarmente se poi queste consuetudini sono poi di livello internazionale, sia a livello

interno anche se di consuetudini ce ne sono poche, ma soprattutto a livello

internazionale ci sono delle consuetudini in materia dei diritti fondamentali molto

importanti e quelle che sono riconosciute a livello internazionale sono le più importanti.

Esempio il divieto di tortura, anche se in un certo senso non è più una consuetudine per

in un certo senso è stata positivizzata dalla convenzione europea dei diritti dell’uomo

art. 3.

Però la corte ci ha detto che la tortura prima di essere ancora fosse messo nella

convenzione dei diritti del uomo, è un diritto di matrice consuetudinaria.

Hanno un’alta importanza i diritti di matrice consuetudinaria, sono diritti che sono

riconosciuti a livello globale.

In divieto di tortura non fa parte della nostra costituzione lo si può ricavare dall’articolo

2 che una più controversi intanto perché usa il verbo riconoscere.

Ha dato alito a diverse interpretazioni, in particolare a una diatriba fra i cosiddetti

fautori dell’interpretazione aperta o chiusa dell’articolo 2.

La corte di cassazione tende a dare un’interpretazione aperta per l’art. 2, ed è

abbastanza problematico; mentre la corte costituzionale tende a dare

un’interpretazione chiusa.

Che differenza c’è fra le due cose, quella aperta considera inviolabili tutti quei diritti

che ritengo che siano più importanti, fondamento che valgano per tutti che siano

involabili ecc. ex articolo 2 della costituzione.

Questo lo fa la cassazione, quando c’è una situano percepita particolarmente

importante o un’esigenza di tutela particolarmente diffusa, attraverso l’articolo 2 da

importanza a quella situazione come inviolabile.

La corte costituzionale da un’interpretazione chiusa, dice che l’articolo 2 non può

essere una norma o una disposizione che può funzionare, che funziona come il cilindro

del prestigiatore, che di lì tiri fuori quello che vuoi.

Intervenire solo a livello giurisprudenziali sono operazioni creatrici di diritto anche

molto importanti con delle ripercussioni su tutto il sistema.

Invece i fautori dell’interpretazione chiusa sostengono l’opportunità la necessità di

collegare il 2 con altre norme giuridiche o contenute nella stessa costituzione, o anche

eventualmente con leggi ordinarie che qualifichino una certa situazione come

fondamentale.

Per esempio la legge che ha considerato il diritto di cambiare le coordinate anagrafiche i

soggetti che subiscono interventi conversione sessuale, la legge dell’82 considera il

diritto alla rettifica del sesso diritto fondamentale, la corte costituzionale l’ha

considerato un diritto fondamentale inviolabile perché era intervenuto il legislatore.

Perché questo diverso approccio fra corte costituzionale o corte di cassazione, le

sentenze della corte di cassazione valgono tra le parti; la corte costituzionale invece

quello che afferma è legge vera e propria.

Prima di affermare l’inviolabilità di un diritto anche per rispetto della sfera e

discrezionalità del legislatore, va molto molto più cauta.

Tendenzialmente richiede appunto un ulteriore parametro legislativo.

In base all’interpretazione aperta dell’articolo 2 il divieto di tortura si può condurre

all’articolo 2.

Secondo un approccio più di tipo costituzionalista bisognerebbe passare attraverso

l’articolo 13, libertà personale, attraverso anche l’art. 3, divieto di discriminazioni,

dignità della persona primo comma e secondo comma. Art. 25 legati al processo ecc.

LEZIONE DEL 20 SETTEMBRE 2016

è una fonte della costituzione di diritto. Nasce a

CONSUETUDINE INTERNAZIONALE:

seguito di un comportamento ripetuto nel tempo.

Come prima fonte di riconoscimento la più antica, dei diritti fondamentali la

consuetudine.

Pro e contro della consuetudine come fonte della tutela dei diritti fondamentali;

mediatico e frugatici; i diritti fondamentali possono trovare la consuetudine una fonte

efficace di riconoscimento e tutela?

In particolare quando un diritto fondamentale è riconosciuto fa parte di una

consuetudine fonte di diritti di riconoscimento dal basso; dalla società, è un

comportamento molto sentito da parte della società, la consuetudine nazionale è una

fonte molto radicata e quindi molto sentita ed importante.

Quindi i:

• sono il radicamento del diritto

PRO

• sono una tutela aleatoria al momento di chiedere di rivendica la

CONTRO

sussistenza della consuetudine stessa. Lentezza,

Esempio di diritto fondamentale attuale: diritto alla fecondazione assistita. La

consuetudine è una fonte di riconoscimento che richiede tempi molto lunghi.

Come si è nel tempo anche per rimediare a queste manchevolezze, in questo tipo di

tutela, e in generale in materia di tutela dei diritti fondamentali, imposto in primo

piano (approccio consuetudinario) un approccio diverso è stato quello così detto

positivista.

Seguendo questo tipo di approccio centrale è il ruolo della legge, nel riconoscimento dei

diritti fondamentali.

Quali sono le caratteristiche della legge, tanto è un riconoscimento calato dall’alto cioè

è il legislatore che d’imperio riconosce un determinato diritto come fondamentale.

LEZIONE DEL 19 SETTEMBRE 2016

Progressione dello stato moderno in riferimento alla tutela dei diritti fondamentali.

LEZIONE 2 DEL 26/09/2016

Una progressione progressa perché passa dal principio di legalità cioè la difesa della libertà con

forma riduttiva dello stato costituzionale di diritto in difesa delle libertà contro lo stesso

parlamento e alla responsabilità internazionale dello stato, in difesa delle libertà contro lo

stesso stato.

La costituzione tutta è servente alla difesa delle libertà fondamentali; l’organizzazione dello

stato, il presidente della repubblica, la corte costituzionale ecc. non è fine a ses stessa, ma

servono a garantire al meglio quelle che sono le nostre libertà costituzionali.

Perché se noi queste libertà non li abbiamo ma non le possiamo garantire, poco ci importa di

come è strutturato lo stato; l’idea stessa dello stato moderno cioè lo stato liberale, si radica

sull’idea della difesa della libertà il famoso ARTICOLO 16 DELLA DISCHIARAZIONE DEI DIRITTI

DELL’UOMO del 1789 si dice che lo stato che on pratica la separazione dei poteri, e la protezione

dei diritti fondamentali non ha addirittura la costituzione.

I liberali non riconoscevano come costituzione un testo costituzionale che non fosse strutturato

in modo da separare i poteri al fine di proteggere le libertà fondamentali.

Quindi si può dire da un punto di vista teorico, che le costituzioni sono le uniche testi

fondamentali, in cui vengono espressi i principi fondati sull’organizzazione la struttura di base

dello stato ma dal punto di vista della tecnologia liberale, queste stesse costituzioni non

sarebbero riconosciute tali se tutta questa strutturazione non convergesse a questo simile, a

proteggere le libertà fondamentali.

Anche la nostra costituzione visibilmente sfidata a questo principio, il principio della

separazione dei poteri.

I poteri sono disegnati in maniera autonoma e distinti uno dall’altro, e poi perché troviamo

anche delle tracce testuali nella costituzione circa questo studio; quando la costituzione parla

della magistratura, dice che un ordine distinto autonomo, indipendente rispetto agli altri poteri.

La garanzia di potere non sconosciuta al testo europeo regionale, anzi è tutto presupposto.

La CORTE COSTITUZIONALE dedica anche dei conflitti tra distribuzione fra poteri, l’idea è quella

di disarticolare il potere dello stato perché non sia concentrato, in un unico soggetto che

potrebbe fare il bello e cattivo tempo del privilegio delle libertà.

Più il potere statale è disarticolato più noi siamo protetti, perché il potere è diffuso, non è

concentrato, non è arbitrario.

Le nostre libertà sono tutelate in autonoma, questo è un principio importante. Noi abbiamo

tutto un catalogo nella nostra costituzione sulla libertà che sono capillarmente e

dettagliatamente tutelate, e come cappello di queste liberta si può individuare, l’articolo

chiave che è (questo è il nostro identikit costituzionale.)

L’ARTICOLO 2 DELLA COSTITUZIONE,

Quindi concludendo:

ART. 2- I DIRITTI INVIOLABILI DELL’UOMO

« La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia

nelle formazioni sociali dove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei

doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. »

Quest’articolo enuncia che lo Stato italiano, comprese le regioni, province, comuni e tutti

coloro che si trovano nel territorio italiano, riconosce quei diritti inviolabili (elencati nella parte

prima dei Diritti e Doveri dei cittadini), vale a dire quei diritti riconosciuti a tutti che nessuna

legge può infrangere, cioè sopprimere e che nessuna persona può violare; lo Stato non solo deve

rispettarli ma deve anche proteggerli dalle violazioni provenienti dai soggetti privati.

Con la parola “riconosce” si intende che i diritti inviolabili fanno parte del patrimonio d’ogni

individuo, sia come singolo (diritto al nome, alla libertà d’espressione, ecc), sia come membro

d’organizzazioni sociali (famiglia, partiti politici, ecc). I

noltre è introdotto il principio di solidarietà politica, economica e sociale.

I doveri di solidarietà politica si riferiscono a situazioni in cui la persona è chiamata a

partecipare alla vita della comunità di cui fa parte (diritto di voto).

Adempiere ai doveri di solidarietà economica significa agire non pensando solo al nostro

tornaconto, ma considerare anche gli altri (pagare le tasse).

Adempiere ai doveri di solidarietà sociale significa mettersi a disposizione gratuita dichi ha

bisogno (volontariato).

vuol dire che li riconosce e quindi ci sarebbero comunque anche se la costituzione,

RICONOSCE:

non se occupasse.

Il fatto stesso che si nasce si ha la donazione della libertà; il fatto che la nostra costituzione

dica riconosce è un cedimento dei diritti naturali.

Il fatto che un diritto venga garantito non significa che il diritto venga inventato

GARANTISCE:

ma che viene protetto.

Tecnica della tutela della garanzia dei diritti.

quando si parla di si riferisce allo stato persona, lo stato governo,

LA REPUBBLICA: STATO

l’apparato dello stato, i cittadini, comprende anche le strutturazioni costituzionali che non

appartengono allo stato; tutte le conformazioni sociali.

non possono essere violati, nessuno può violarli la costituzione lo proibisce,

INVIOLABILI:

colpisce un limite alla revisione costituzionale, sono formule che hanno una ricaduta, pratica,

immediata, come la corte li riconosciuti in una famosa sentenza, c’è un LIMITE ALLA REVISIONE

COSTITUZIONALE, cioè tu puoi modificare tutta la costituzione tranne dove la costituzione dice

che non può essere modificata.

Il potere più alto dello stato è sopra ad esso non c’è

IL POTERE DI REVISIONE COSTITUZIONALE,

altro.

Potrebbe però esserci il ma il esso muove nel momento in cui

POTERE COSTITUENTE,

l’ordinamento viene costituito

è il potere di creare ex novo dalle fondamenta un nuovo ordinamento

POTERE COSTITUENTE:

costituzionale. Non esiste una norma che ti dia il potere costituente.

momento in cui il ha esaurito il suo compito, non ci sono più poteri

Nel potere costituente

costituenti, ma ci sono solo poteri costituiti, i quali stanno sotto i poteri di revisione

costituzionale.

I poteri di revisione costituzionale non è in grado di superare la barriera dell’invalidità dei

diritti.

Altro limite alla revisione costituzionale è vuol

LA FORMULA REPUBBLICANA DELLO STATO che

dire tutto il complesso di valori che si legano alla tradizione e all’ideologia repubblicana (la

libertà, la democrazia, la separazione dei poteri ecc).

Lo spirito repubblicano è quello spirito che deriva dalla rivoluzione francese, uguaglianza,

fedeltà alle istituzioni, che sono la rappresentatività democratica delle istituzioni, cose che non

stanno nei diritti, ma stanno nella strutturazione statale, sempre al servizio della tutela dei

diritti. non del cittadino, vuol dire che mentre

La repubblica riconosce i diritti inviolabili dell’uomo,

la condizione di cittadino riguarda la sua appartenenza ad uno stato.

E la condizione di uomo riguardano la sua appartenenza al genere umano. I diritti non sono

garantiti ai cittadini dello stato ma sono garantiti all’uomo in quanto tale.

La dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1956, le carte moderne quelle

internazionali non fanno più queste distinzioni.

La carte del 1950 della CEU e quella di NIZZA, che riguardano i diritti di tutti quesgli uomini che

fanno parte di quell’ordinamento.

Nela nostra costituzione ha L’ITALIA E LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE

l’ART- 10

“L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale

generalmente riconosciute.

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei

trattati internazionali.

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche

garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le

condizioni stabilite dalla legge.

Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.”

Nel primo comma con la dicitura “L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del

i padri costituenti vollero intendere che le

diritto internazionale generalmente riconosciute”

norme internazionali che LA COSTITUZIONE ITALIANA COMMENTATA 5 hanno una portata generale

(norme consuetudinarie) valgono automaticamente all’interno dell’ordinamento giuridico

italiano.

Con questa norma costituzionale, inoltre, lo stato italiano si impegna a non adottare leggi di

contrasto con le norme del diritto internazionale, a considerare incostituzionali quelle leggi che

non rispettassero tale principio e a ratificare i trattati internazionali.

Nel secondo comma viene determinata la condizione giuridica dello straniero che è regolata

dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Nel nostro ordinamento

esistono attualmente due categorie di stranieri: i cittadini dell'Unione europea che godono di

una tutela e di garanzie simili a quelle del cittadino italiano; i cittadini extracomunitari, non

appartenenti all'Unione europea, che possono essere soggetti a restrizioni per quanto riguarda

l'ingresso e la permanenza nel nostro paese. Non esiste una legge specifica per la questione

degli stranieri ma l’unica che stabilisce diritti e doveri dello straniero è la Legge Bossi-Fini del

2002.

Essa prevede che l'espulsione, emessa in via amministrativa dal Prefetto della Provincia dove

viene rintracciato lo straniero clandestino, sia immediatamente eseguita con

l'accompagnamento alla frontiera da parte della forza pubblica.

Gli immigrati clandestini, privi di validi documenti di identità, vengono portati in centri di

permanenza temporanea, istituiti dalla Legge Turco Napolitano, al fine di essere identificati.

La legge prevede il rilascio del permesso di soggiorno, della residenza e cittadinanza italiana

alle persone che dimostrino di avere un lavoro o un reddito sufficienti per il loro mantenimento

economico.

A questa regola generale si aggiungono i permessi di soggiorno speciali e quelli in applicazione

del diritto di asilo. La norma ammette i respingimenti al Paese di origine in acque

extraterritoriali, in base ad accordi bilaterali fra Italia e Paesi limitrofi, che impegnano le

polizie dei rispettivi Paesi a cooperare per la prevenzione dell'immigrazione clandestina.

Nel terzo e nel quarto comma, la Repubblica italiana garantisce a tutti i cittadini stranieri, ai

quali siano stati negati i diritti e le libertà democratiche nei loro paesi, di poter esercitare tali

diritti nel territorio dello stato italiano, grazie al diritto di asilo.

L'ultimo comma prevede che nel nostro paese non sia ammessa l'estradizione dello straniero per

reati politici.

Lo Stato italiano rifiuta l'estradizione, cioè il rimandare la persona al paese d’origine, di un

cittadino straniero che sia ricercato per reati politici commessi in opposizione a regimi

antidemocratici, nei quali vengono attuate politiche persecutorie nei confronti dei diritti umani.

Viene escluso dal novero dei reati politici il delitto di genocidio, per il quale è prevista

l'estradizione sia per lo straniero che per il cittadino. (v. L. cost. del 21 giugno 1967, n.1 -

Estradizione per i delitti di genocidio).

è lo stesso diritto che uno straniero ha in Italia come l’italiano

DIRITTO DI RECIPROCITA’:

avrebbe se andasse nello stato di quello straniero.

Quindi per quanto riguarda gli immigrati se li abbiamo nel nostro paese dobbiamo dargli i diritti

che gli spettano in base alla nostra costituzione.

I diritti inviolabili dell’uomo ha delle ripercussioni anche gravi spessori ,i fatti che

ART 2 COST.

questi sono degli uomini non dei cittadini ci porta a capire che anche noi abbiamo il dovere nei

confronti dell’uomo anche noi cittadini di garantire queste libertà quando il suo ordinamento di

appartenenza non gliele garantisce.

Sempre parlando dell’articolo 2, intende come formazione sociale anche la famiglia, e DOVE SI

SVOLGE LA SUA PERSONALITA’: significa anche avere un diritto libero a svolgere la propria

personalità.

Le FORMAZIONI SOCIALI di cui parla sono molto importanti e sono positive solo se fatte come la

costituzione dice.

Riconosce come singolo e come formazione sociale, ma la formazione sociale deve sapere che

l’uomo non si può perdere la propria visibilità, ma bisogna continuare a conservare la piena

disponibilità dei propri diritti inviolabili.

E nelle carte internazionali questo è ancora più chiaro. Si parla del diritto del matrimonio, del

diritto di ricongiungimento famigliare, ecc. tutti diritti che vanno verso la protezione del singolo

e la sua socialità.

Anche gli omosessuali sono protetti dall’ART.2.

SEMPRE L’ARTICOLO 2: RICHIEDE L’ADEMPIMENTO DEI DOVERI INDEROGABILI DI SOLIDARIETÀ

se ci sono dei diritti ci sono anche inevitabilmente dei

POLITICA, ECONOMICA E SOCIALE.»:

doveri. deriva il concetto di EGUALITE’, LIBETE’, FRATENITE’, ma oggi

DALLA RIVOLUZIONE FRANCESE

non esiste più la fraternita.

LO STATO SOCIALE: ARRIVA dopo che mette in auge più degli altri il terzo requisito della

rivoluzione francese, LA Fraternità LA SOLIDRIETA’,

Quando questa solidarietà è istituzionalizzata come diritto tutelato dalla norma diventa un

dovere Dello stato e della norma.

ART 53 DELLA COSTITUZIONE: Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della

loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

Tutti devono contribuire alle spese pubbliche pagando i tributi (imposte, tasse, contributi),

secondo i due principi della capacità contributiva (ognuno deve pagare secondo le proprie

possibilità economiche, manifestate dal reddito percepito, dal patrimonio posseduto, dalle

spese effettuate) e della progressività (all’aumentare della capacità contributiva il carico

non aumenta proporzionalmente, ma più che proporzionalmente).

PROGRESSIVITA’’: PRINCIPIO DI

IL PRINCIPIO DI non avrebbe nessuna giustificazione, e il

PROPORZIONALITA’ è incostituzionale applicato in maniera sistematica.

I doveri nascono in base al diritto di solidarietà.

I doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale di cui la costituzione parla,

possono fedeltà alla patria, difendere la patria ecc.

I diritti inviolabili sono quelli che la costituzione ci dice che sono inviabili o ce ne sono

altri?

La corte costituzionale tedesca nel 2009 ha detto che esiste un diritto inviolabile

ALL’INTEGRITA’ DEI PROPRI SISTEMI INFORMATICI.

I diritti inviolabili non è che non si possono aggredire, si possono fare quando entrano in

conflitto con un altro diritto inviolabile.

Normalmente è il legislatore che crea altri diritti. Nella costituzione ci sono solo qelli

fondamentali.

Diritti di crediti diritto di proprietà sono inviolabili.

Il DIRITTO SOGGETTIVO è più ampio. Ed è immediatamente giustiziabile.

l diritto soggettivo è una situazione giuridica soggettiva attiva, attribuita a un soggetto di diritto

nel suo interesse. Solo una definizione così generica è in grado di ricomprendere le varie

accezioni con le quali il termine viene utilizzato.

Il concetto coglie il significato del termine diritto quando viene usato in senso soggettivo, per

denotare un qualcosa che un soggetto ha (ad esempio, quando si dice che Tizio ha il diritto di

proprietà di un bene o la libertà di parola). Il termine "diritto" viene usato anche in senso

oggettivo, per denotare l'insieme delle norme che costituiscono l'ordinamento giuridico (ad

esempio, il diritto italiano, svizzero, canonico, internazionale, ecc.) o una sua parte (ad

esempio, il diritto civile, amministrativo, costituzionale, ecc.); in relazione a questo significato

si parla di diritto oggettivo (norma agendi, in contrapposizione al diritto soggettivo, facultas

agenti). Oltre che in italiano tale duplicità di significato è presente anche nel latino ius, nel

francese droit, nel tedesco recht, nello spagnolo derecho, nel portoghese direito, mentre

l'inglese ha termini distinti per il diritto in senso soggettivo (right) e oggettivo (law).

La tutela dei diritti multilivello

Sia a quello della cedu che dell'Unione europea.

I diritti dell'ordinamento costituzionale italiano.

C'è la convenzione di Nizza che è entrata in vigore nel 2009 come il trattato di Lisbona. L

ordinamento nazionale ha il suo catalogo di libertà. Ognuna di queste carte ha un proprio

giudice a cui si può chiedere di rendere effettivo il diritto che è nella sua carta. Le libertà

costituzionali

Lo stato moderno si forma sullo stato assoluto medioevale e si basa anche sull'evoluzione

del principio di legalità. Il principio di legalità si va ad aggiungere ad altri principi di legalità

che si vanno ad aggiungere. Dopo la rivoluzione francese la legge non la scrive più il re. Se

uno ha dei doveri o degli obblighi si pretende che le tasse siano stabilite per legge. Questo

meccanismo che si nota a partire dalla fine del 1700 in realtà è molto più antico. Nel 1215

c'è stata la magna carta. In essa c'è un principio molto importante perché i baroni hanno

detto al re che d'ora in poi se il re vuole imporre dei tributi deve ottenere prima il consenso

dei baroni inglesi. Viene introdotto quindi il principio di chi deve subire la legge. Non si può

dire che la magna carta sia un pezzo di democrazia però viene fuori un principio che la

legge deve essere fatta con altrui consenso e poi il fatto che la legge diventa più importante

del potere esecutivo. L'autorità si impone solo perché è nella misura in cui la legge glielo

dice --> questo è il principio di legalità.

Se le regole sono già scritte ci si accorge se le regole vengono violate e in tal caso si può

procedere in giudizio.

La regola previa e la regola è giustiziabile da parte di un giudice terzo e quindi imparziale.

Questo è importante perché sotto lo statuto Albertino i giudici non avevano indipendenza e

non erano imparziali.

Quindi il principio di legalità e' uno dei primi principi dello stato moderno e consiste nel

assoggettamento dell'autorità alla legge. Siamo tutti sotto la legge ma abbiamo tutti a

disposizione la possibilità di chiamare un giudice terzo. In Italia lo stato democratico inizia

nel 1947 con l'entrata in vigore della costituzione. Ci sono delle acquisizioni che rendono

ancora più moderno questo principio di legalità. Che cosa ci ha fatto progredire rispetto al

principio di legalità? Mettere sotto la legge non solo il governo ma anche il parlamento. Si è

fatto questo perché il principio di legalità ottocentesco poteva prestarsi ad abusi. Chi fa la

legge diventa a sua volta tirannico. Se la legge esprime la volontà generale allora si può dire

quello che si vuole senza pensare al bene comune e alla libertà del sottoposto. Il parlamento

non aveva limiti. Allora si è inventato il principio di legalità costituzionale. La costituzione e' lo

strumento per mettere sotto anche il parlamento. La costituzione flessibile è servita per

mettere sotto il re ma non il parlamento. Il nuovo progresso del diritto e' lo stato

costituzionale che è ancora meglio di quello legale. Viene introdotta quindi la costituzione

rigida che protegge la costituzione dal parlamento. Chi protegge la costituzione in questo

caso? La corte costituzionale.

Ora invece c'è il potere internazionale che è ancora oltre lo stato. Le regole del diritto

internazionale valgono tra gli stati ma non tra i cittadini di ogni stato perché c'è il velo della

sovranità di ciascuno stato. Si incomincia ora ad aprirsi la barriera. Ci sono anche i tribunali

internazionali che puniscono lo stato. Ora un singolo cittadino può fare causa ad un interno

stato.

Questo perché? Perché si va avanti e il diritto progredisce come una scienza esatta.

L'ampliamento della tutela dei diritti: prima il re, poi il parlamento ed ora persino lo stato. In

Europa abbiamo la convenzione dei diritti dell'uomo del 1950, la cosiddetta cedu. Se non si

rispettano i principi della carta ci impegniamo a sottoporsi al tribunale europeo di Strasburgo

sui diritti dell'uomo. La corte di giudizio è un giudice tale che se si ledono i diritti dell'uomo.

Per ripassare quello appena spiegato

Gli avanzamenti dello stato moderno sono:

Principio di legalità

Principio di legalità costituzionale

Principio della responsabilità internazionale dello stato.

La tutela giurisdizionale

La nostra costituzionale è lunga perché ha sia i diritti che la parte organizzativa. Nella

costituzione americana mancano dei diritti per questa ragione è pieno di emendamenti

perché aggiungono quelle cose che nella costituzione americana non ci sono.

I francesi hanno una costituzione con un catalogo di diritti. I francesi, come si può notare

anche nella loro costituzione attuale (risalente al 1957), si portano sempre appresso i

principi che derivano dalla rivoluzione del 1789 in poi. I francesi arrivano a riconoscere la

libertà di associazione nel 1901. La nostra è una costituzione che ha un catalogo dei diritti

che parte della art. 13 all'art. 54 mettendo anche i doveri. L'art. 28 conclude i diritti sociali.

I diritti costituzionale della costituzione italiana.

Dal 1848 al 1921 c'è stato lo statuto Albertino. Ci sono i diritti e delle libertà che vengono

garantite. C'è un articolo dello statuto Albertino che parla dell'uguaglianza tra uomini e

donne eppure le donne hanno iniziato ad avere il diritto di voto solo nel 1946. Quindi molti

diritti non sono stati attuati. Si è dovuto aspettare fino al 1955 per l'introduzione del diritto di

famiglia, fino al 1963 per dar la possibilità alle donne di diventare magistrati.

Nello statuto Albertino c'era la libertà di stampa. Lo statuto disciplinava la libertà di stampa e

la legge ne reprime gli abusi. Qua si capisce da una parte concedi questa libertà e d'altra

concedi alla parlamento di fare quello che vuole. È uno stato di polizia. È il periodo in cui ci

sono movimenti popolari che cercano di venire a galla, ci sono partiti antisistemi etc. Il partito

liberale cerca di reprimere queste rivolte delle masse attraverso delle leggi liberticide.

Poi all'inizio del novecento c'è stata La belle époque. C'è stata anche in Italia. I partiti politici

riuscivano a trovare degli accordi tra loro. C'è stato Giolitti etc.

Dopo la prima guerra mondiale tutti i paesi si sono ritrovati peggio di prima. Poi in Italia c'è

stato Mussolini. Lui è salito al poter perché si aveva paura della rivoluzione bolscevica

anche in Italia.

La costituzione italiana quindi nasce da un'esperienza tragica. Quando vediamo queste

libertà pensiamo che esse sono state conquistate.

Lezione di pubblico comparato - lezione di martedì 27 settembre mattino

Nelle prossime settimane faremo la tutela dei diritti da parte dell'Unione europea,

applicazione della carta e della convenzione.

Le ordinanze contingibili e urgenti

Gli statuti regionali possono disciplinare i diritti fondamentali?

Questo problema si è posto con la riforma del titolo quinto. La stessa nozione di diritto

fondamentale è difficile da mettere a fuoco. Lo statuto della Regione Liguria non è del tutto

esente da questo.

Vari statuti hanno previsto varie disposizioni sui diritti fondamentali.

Quali sono i contro? Se si interviene su materie delicate come i diritti fondamentali si

possono creare delle disparità di trattamento sul territorio. Una situazione può essere

tutelata in una regione e in una altra no.

Quindi sono fonti del diritto volti a garantire l'eguaglianza.

Sul caso toscano è intervenuta la corte costituzionale con le sentenze numero 478 e 479 del

2004.

La corte ha detto che previsioni di questo tipo è come se non fossero proprio norme

giuridiche ma delle mere affermazioni di principio. Quale è stata la tecnica della corte? Dire

che queste non sono proprio norme.

Le norme precettive sono quelle applicabili immediatamente da parte della costituzione. Le

norme programmatiche invece considerate più politiche.

Gli statuti non posso riconoscere dei diritti fondamentali per disparità di trattamento. La corte

questo non lo dice ma lo lascia sottintendere.

Materie oggetto di riserva di legge

Si è posto il problema se dovessero essere oggetto di riserve di legge anche le leggi

regionali. Le regione non posso intervenire a livello. Quando in costituzione troviamo la

riserva di legge sappiamo che la riserva di legge è solo ad opera dello stato.

Intervenire a livello regionale coi regolamenti dell'esecutivo è giusto?

No perché l'esecutivo non è rappresentativo del corpo elettorale, cioè dei cittadini.

Quando ci sono riserve di legge è possibile mettere appunto dei regolamenti indipendenti?

I regolamenti indipendenti si caratterizzano per intervengono indipendentemente da

qualunque legge. Il governo interviene di sua spontanea iniziativa. Ma in presenza di riserve

di legge per lo stesso argomento no, non si può fare. Bisogna intervenire con una legge. È

stata però introdotta la legge 40/ 2004 che prevede di intervenire in via di esecuzione con un

regolamento. Se non ci fosse questa legge 40 non si potrebbe intervenire con un

regolamento.

Il diritto di accesso all'università

Nella sentenza 383/1998 la corte ha affrontato la situazione dell'accesso all'università.

Con un decreto ministeriale precedente erano stati introdotti il numero di accesso a numero

programmato etc.

Questa questione è stato stranamente portata alla corte in quando si tratta di un decreto

ministeriale che dovrebbe essere giudicato dal tar e non dalla corte.

La corte ha detto che i criteri di accesso all'università non possono assolutamente risalire ad

altre fonti che non siano quella legislativa.

Vi è quindi una dichiarazione di incostituzionalità.

Negli ultimi tempi sono andate di moda le cosiddette ordinanze dei sindaci. Nel quadro

attuale certamente la figura del sindaco sta assumendo un'importanza conosciuta. I sindaci

sono i soggetti che sono messi più sotto stress dalla situazione attuale e quindi hanno il

diretto contatto coi problemi che la cosa pubblica comporta. I sindaci ultimamente

intervengono con questi strumenti che sono gli stessi con cui intervenivano ai tempi della

prima repubblica del '48. Solo che le due situazioni non sono paragonabili.

Lo strumento più efficace e rapido che hanno loro sono le ordinanze contingibili e utenti.

Sono un po' come i decreti leggi che però hanno valenza circoscritta al comune. Il numero

delle ordinanze al giorno d'oggi sono dieci volte di più rispetto che negli anni 50.

Queste ordinanze rischiano però di andare contro i diritti fondamentali.

Es: ordinanza che vieta di girare per strada senza oggetti di notte.

Questa è una violazione del diritto di circolazione.

Tre sentenze della corte

Sentenza 8/1956: si occupa dell'art. 2 del testo unico di pubblica sicurezza che diceva che

era vietato gridare che sono arrivati i giornali da parte di postini ed edicolanti.

La corte dice che l'ordinanza è legittima ma ad alcune condizioni.

1) Deve avere efficacia limitata nel tempo, nei dettami di necessità ed urgenza 2) deve

essere adeguatamente motivata

3) deve avere una pubblicazione efficace e deve essere conforme ai principi

dell'ordinamento giuridico, in particolare a quelli costituzionali.

Sentenza 26/1961: si lamentava il fatto che anche se era trascorso del tempo molti prefetti

avevano emanato delle ordinanze con effetto di permanenza. La corte dice che il

l'emanazione delle ordinanze deve rispettare i tempi citati prima.

Sentenza 115/2001

Il decreto legislativo 267/2000 è il testo unico sugli enti locali. È stato portato alla corte l'art.

54 del decreto legislativo nella parte in cui consente al sindaco, in quanto ufficiale del

governo, di adottare ordinanze al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minaccino

la sicurezza urbana anche fuori dai casi di contigibilita' ed urgenza.

Prima cosa è il tempo indeterminato che però non è stato oggetto di incostituzionabilita'. La

corte ha dichiarato incostituzionale la parte in cui comprende la parola "anche" prima di "dai

casi dì contigibilita' ed urgenza. Negli altri casi no.

Solo a queste condizioni quindi posso intervenire i sindaci è sempre se non violino i diritti

fondamentali.

Le fonti di diritto internazionale e su quale tipo di fonti a livello internazionale

1) la consuetudine: art. 10 della costituzione italiana

2) norme di tipo pattizio, in particolare i trattati e per noi quelli dell'Unione europea

Dalla prossima volta inizieremo con gli strumenti per i diritti umani.

Lezione lunedì 3 ottobre ore 9.00

Caso Marbury vs Madison

La sentenza è datata 3 febbraio 1803.

Il Presidente della corte suprema statunitense è marshall, che era stato lex segretario di

stato del presidente americano john Adams.

John Adams prima di essere sostituito da thomas jefferson rinnova tutta una serie di cariche

tra cui Marbury e le cariche di "mezzanotte", rinnova tutta una serie di cariche. Madison

diventa segretario di stato di thomas jefferson e si rifiuta di ratificare la nomina di Marbury a

giudice. Marbury a questo punto si rivolge alla corte suprema lamentando che madison, in

base a quello che prevedeva la legge, non doveva rifiutarsi di ratificare la nomina fatta dal

presidente degli Stati Uniti. Una legge federale prevedeva che madison avrebbe dovuto

ratificare la nomina da parte del presidente john Adams. La costituzione sul punto non

prevedeva niente e quindi madison avrebbe dovuto ratificare. Il problema di fondo è che la

costituzione americana prevede che possano rivolgersi alla corte suprema solo ambasciatori

ed altri soggetti qualificati. Marbury era solo un semplice giudice di primo grado e non

poteva ricorrere ad interpellare la corte. La corte da ragione a madison proprio per questo,

per un vizio procedurale possiamo dire. Abbiamo quindi un antinomia tra quello che prevede

la legge federale. Secondo la corte suprema una legge che va contro a ciò che è scritto nella

costituzione non è considerata nemmeno una legge.

Viene considerato proprio per queste ragioni il primo caso di giustizia costituzionale.

Le carte dei diritti internazionali

In queste parte del corso faremo le carte dei diritti internazionali.

Per quanto riguardo la convenzione dei diritti dell'uomo. Quando nasce il consiglio

d'Europa?

La dichiarazione universale dei diritti dell'uomo è del 1946.

Dopo la seconda guerra mondiale ci si rende conto che forse nemmeno la tutela dei diritti

dell'uomo a livello interno è sufficiente. È in quel periodo che vengono emanata costituzioni

rigide e sorvegliati dalle corti costituzionali. C'è l'idea che domestic jurisdiction non sia

sufficiente.

Domestic jurisdiction -> le questioni interne degli Stati sia competenza esclusiva degli Stati

stessi. Non ci deve essere ingerenza da parte di altre entità. Questa idea che è stata cardine

dal 1800 viene messa in discussione dal 1950 in poi. L'idea di base riguarda la vera e

propria necessità di creare delle organizzazioni di carattere internazionale con lo scopo

specifico di sorvegliare sul rispetto dei diritti dell'uomo. Queste parti internazionali possono

essere di tipo universale o di carattere regionale. Tra queste organizzazioni internazionali c'è

proprio il consiglio d'Europa. È un organizzazione internazionale di carattere regionale nato

negli anni 50 con lo scopo specifico di tutelare i diritti fondamentali contenuti nella

convenzione europea dei diritti dell'uomo (la cedu). E' chiamato consiglio d'Europa perché

all'epoca gli Stati fondatori erano solo europei. Il consiglio d'Europa a livello concettuale e

anche dal punto di vista formale non c'entra niente con l'Unione europea e coi suoi consigli.

Che differenza c'è tra la dichiarazione universale delle nazioni unite e la cedu? L'unica

organizzazione internazionale stabile che monitora sul rispetto della cedu è Il consiglio

d'Europa. Quest'ultimo ha un consiglio dei ministri mandati li dagli Stati e ha un giudice fisso

che è la corte europea dei diritti dell'uomo, chiamata anche carta di Strasburgo. Le altre

organizzazioni internazionali creano a volte dei tribunali ad hoc. È l'unica che ha degli organi

di governo stabili e una corte stabile che sta li per guardare se c'è il rispetto della cedu. Il

presidente della corte europea dei diritti dell'uomo è attualmente un italiano, Guido

Raimondi. Il consiglio d'Europa rimane un ordinamento internazionale, mentre lue e un

ordinamento sovranazionale.

Nel 1950 c'è stata anche la dichiarazione di Schuman, ministro degli Esteri francese. Nella

sua dichiarazione lui

Lola sua mani. Creazione di un entità che gestisse la produzione e la circolazione del

carbone e della.

Il trattato di Parigi del 1951,

Il trattato di Roma e del 1957 ha istituito la c'è

In vista della creazione di un mercato unico in cui potessero circolare le merci, i capitali, i

servizi e le persone. Non ci si immaginava all'epoca che attraverso i trattati si tutelassero i

diritti. Lo scopo di questi trattati era dal punto di vista economico.

Ad un certo punto si è iniziato a preoccuparsi anche dei diritti fondamentali. Nel 2000 è stata

fatta la carta dei diritti fondamentali dell'Ue. Quindi abbiamo sia la convenzione dei diritti

dell'uomo che la carta dei diritti fondamentali dell'Ue. Entrambe tutelano in pari misura certe

cose, come il reato di tortura. Attualmente pende una proposta di adesione dell'Unione

europea al consiglio d'Europa. Cosa succederebbe? La corte di giustizia dovrebbe sottoporti

alla corte di giustizia dei diritti dell'uomo. I paesi membri dell'Ue sono 27- 28, quelli del

consiglio d'Europa ne conta 47. Tutti i paesi dell'Ue fanno parte del consiglio d'Europa. Al

consiglio d'Europa fanno parte ulteriori paesi che non fanno parte della coste di giustizia

dell'Ue, come la Russia, l' Azerbaigian.

Nella nostra costituzione non avevano previsto l'impatto della convenzione e Lue. Un paese

che non è nel consiglio d'Europa non attrarrebbe investimenti e capitali. Quindi ha una

portata di tipo pratico. Montecarlo è entrata nel 2003 nel consiglio d'Europa per mantenere il

giro d'affari che aveva.

In Inghilterra vedremo come uscirà dall'ue, ma non ci pensa minimamente dall uscire dal

consiglio d'Europa. Lo human right Act è ciò che impegna la costituzione inglese a rispettare

il consiglio d'Europa.

Fa parte della corte europea dei diritti dell'uomo un giudice per ogni stato. I giudici devono


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza
SSD:
Docente: Trucco Lara
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dadina900 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico comparato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pegaso - Unipegaso o del prof Trucco Lara.

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