Diritto privato prof. Vignali
Libro: Diritto privato
Autore: Vincenzo Franceschelli
Editore: Giuffrè Editore
Codice civile
Il diritto privato regola i rapporti fra uomini, i rapporti privati. È quindi il diritto dei privati e ha la funzione di risolvere i conflitti e prevenire i conflitti, fissando dei limiti. Esistono dei codici che permettono di sapere cosa spetta ai privati nel momento in cui hanno conflitti con le norme.
Il diritto italiano è un sistema pentacodicistico (ci sono 5 codici):
- Codice civile (diviso in 6 libri)
- Codice penale
- Codice di procedura civile (diviso in 4 libri)
- Codice di procedura penale
- Codice della navigazione
Norme e interessi
In una norma vi sono due interessi, di cui uno prevale sull'altro. Il diritto privato regola i rapporti fra privati che sono quindi allo stesso livello, quindi diverso dal diritto pubblico in cui cittadino e Stato sono su livelli diversi.
Settori del diritto privato
- Diritto civile
- Diritto commerciale
- Diritto industriale
- Diritto privato del lavoro
- Diritto agrario
- Diritto privato della navigazione
Caratteristiche del diritto privato
- È un rapporto inter-soggettivo
- Non ogni rapporto tra privati è regolato dal diritto
- È una soluzione pratica a conflitto di interessi che si impone come rilevante alla società
- Il diritto è una sicurezza pratica
Il diritto privato è il diritto del presente, quindi il diritto vigente, risultato di un'evoluzione storica.
- È la scienza del giusto, che prescinde dall'economicamente conveniente
- Le scelte giuridiche si collegano alle scelte economiche in certi settori del diritto
- Presenta interferenze con diritto tributario (non vanno d'accordo)
- Presenta interferenze con le scienze sociali
Il codice civile
Il codice civile, presente nel diritto privato, è suddiviso in sei libri:
- Persone e famiglia
- Delle successioni
- Della proprietà
- Delle obbligazioni
- Del lavoro
- Della tutela dei diritti
Diritto uniforme
Il diritto uniforme si attua attraverso le convenzioni internazionali dirette a stabilire in singole materie un diritto uniforme. Le convenzioni diventano efficaci nel diritto interno tramite la ratifica. Le convenzioni sono accordi tra stati che regolano settore in un modo di formare rapporti giuridici che valgono in diversi paesi. Il nostro ordinamento è un diritto codificato.
Classificazione degli ordinamenti giuridici
- Romano germanica (centro Europa)
- Common law (Americo-britannico)
- Religioso (dove le norme giuridiche coincidono con i principi religiosi)
Il diritto comunitario è un insieme di direttive:
- Pubblico (studia l'UE nel complesso al di fuori della comunità internazionale)
- Privato (il diritto privato alla luce delle modifiche dei contratti privati dei singoli stati)
Ad esempio, il diritto del consumatore è sorto grazie a direttive dell'UE.
Istituzioni dell'UE
- Parlamento europeo - poteri deliberativo e di controllo
- Consiglio europeo - deliberativo ed emana i regolamenti
- La commissione - presenta proposte al consiglio
- Corte di giustizia - assicura il rispetto del diritto dei trattati
- Corte dei conti - legittimità delle operazioni e dei conti europei
Diritto europeo
Il diritto europeo garantisce libera circolazione di:
- Merci
- Persone
- Servizi
- Capitali
Atti legislativi della comunità europea:
- Fonti comunitarie (fonti di cognizione) atti normativi adottati dai membri dell'UE
- Regolamenti - direttamente applicabili dai giudici nazionali senza atti terzi che diano loro esecuzione (parificati a legge ordinaria dello stato e quindi applicabili)
- Direttive - sono disposizioni che prescrivono i principi che devono essere perseguiti dagli stati membri che dovranno emanare una legge al riguardo
Quando le direttive siano specificate o particolarmente specifiche potrebbero essere self-executive.
Legge comunitaria annuale
Legge ordinaria che rende applicabili tutte le direttive europee che sono state emanate nell'arco di un anno (caso italiano per evitare sanzioni nel caso di ritardi).
L'importanza delle direttive: i cittadini assumono e acquisiscono alla direttiva. Se lo stato non approva, il giudice deve disapplicare le norme interne che vanno contro la direttiva.
Storia delle codificazioni
Codice = raccolta di leggi organizzata in modo sistemico di una materia. Nel codice sono contenute le leggi a fondamento del nostro diritto. Codificazione = procedimento di raccolta di norme in un unico testo che riguardano la medesima materia.
Prime codificazioni:
- Il Codex l’istituzione di Gaio
- Successivamente in Europa nel diciottesimo secolo:
- In Prussia 1694
- In Baviera 1700
- In Savoia 1723
- In Francia 1804
- In Austria 1811
Le prime codificazioni avvengono comunque nel periodo romano:
- Corpus iuris civilis - che significava il diritto per i cittadini
- Complesso consuetudinario tramandato oralmente
- Composizione delle dodici tavole o 'Lex' dove era scritto tutto quello che poteva far sorgere controversie; veniva indicato ciò che un cittadino poteva fare con o senza l'aiuto di un tribunale.
All'epoca romana i patrizi e i pontefici erano custodi dei diritti (il diritto era quindi diviso in classi sociali). Secondo il principio della personalità del diritto i barbari applicavano ai Romani le consuetudini romane. (Il diritto romano continua a persistere.)
L'imperatore Giustiniano organizzò una codificazione del diritto basata sui tre secoli precedenti e raccoglievano:
- L'indigesto, gli scritti dei vari giuristi (che erano gli ius) nel codice
- Le costituzioni imperiali (basate sul codice di Teodosio) (comprese le stesse promulgate dallo stesso Giustiniano: lex)
- Le Istitutiones: che è il manuale didattico che segue le Istituzioni di Gaio (antenato del codice civile moderno)
Tutti i vari documenti Giustiniani vennero poi raccolti in un Corpus iuris civilis che era formato dalle costituzioni imperiali e le discussioni dei giuristi che attraverso la codificazione diventa diritto scritto. Ma questo regolava i rapporti di natura privata. I rapporti di natura familiare erano regolati da diritto canonico (Chiesa).
La Chiesa, attraverso il Cristianesimo, diffuse il diritto romano che così si espanse diventando il diritto comune della civiltà occidentale e europea. Lo è stato fino alla rivoluzione francese. Il diritto canonico regola il diritto delle famiglie e delle persone, il diritto romano regola il diritto comune.
Il codice napoleonico si instaura alla fine del 1700 quando arriva la rivoluzione francese che assorbe i principi fondamentali della rivoluzione americana. Nel diritto romano era contenuta la personalità del diritto per ogni ceto sociale. Con la rivoluzione francese si afferma il principio di eguaglianza e quindi viene a mancare la differenza preesistente tra ceti sociali. Viene emanato il codice napoleonico, con struttura pentacodicistica (come la nostra):
- Codice civile
- Codice di commercio
- Codice penale
- Codice di procedura civile
- Codice di procedura penale
Tra questi 5 codici il più importante è il codice civile dove si afferma il principio di eguaglianza:
- Ciò comporta l'abrogazione di tutte le norme precedenti (quindi del diritto comune)
- Le ragioni del successo del codice civile è la chiarezza e la semplicità espositiva (no interpreti)
- Elevato livello tecnico e solide radici romanistiche (pur cancellando il diritto comune mantiene le tradizioni da esso impartite)
- Principio di completezza dell'ordinamento (riusciva a risolvere ogni controversia)
L'ultima norma puniva il giudice che non emanava sentenza perché non trovava la legge adatta. Nel nostro codice non esiste una tale norma, ma si parla di interpretazione analogica (analogia legis, analogia iuris).
Principio di eguaglianza (indipendentemente dallo status) e territorialità del diritto (entro il territorio nazionale). La struttura del codice napoleonico (più semplice del nostro) dove il libro della proprietà è il più importante. Era diviso in tre libri:
- Libro I persone
- Libro II dei beni e delle modificazioni della proprietà
- Libro III dei modi di acquisto della proprietà
Dopo il codice napoleonico
Anche altri codici hanno avuto solide basi romanistiche:
- Codice francese
- Codice italiano
- Codice tedesco
- Codice austriaco
Nel codice francese e nel codice italiano l'elemento centrale è la volontà dell'individuo, mentre nel codice tedesco e nel codice austriaco l'elemento fondamentale è la volontà dell'individuo e l'intavolazione.
Es. In Italia per comprare una casa si stipula una compravendita che ha per oggetto un bene immobile, affinchè il contratto abbia valore basta che sia fatto per iscritto. Attraverso l'atto pubblico dal notaio si fa la trascrizione della compravendita, che serve per opporre il diritto nei confronti di terzi. In Austria non basta la stipulazione della vendita fra i due soggetti ma è necessaria l'intavolazione che mostra tutti i precedenti possessori del dato immobile.
I codici preunitari
Nel nostro ordinamento si ha la codificazione pentacodicistica:
- Codice civile 1865
- Codice di commercio 1866, ma effettivamente nel 1882
- Codice di procedura civile
- Codice penale
- Codice di procedura penale
In Francia la rivoluzione e il principio di eguaglianza hanno spinto alla codificazione, in Italia l'impulso risorgimentale che imprimeva l'unità economica, politica e giuridica del Paese. La struttura del codice civile unitario è perfettamente identica al codice civile napoleonico:
- Libro I persone
- Libro II dei beni e delle modificazioni della proprietà
- Libro III dei modi di acquisto della proprietà
La struttura del codice di commercio si occupava anche del codice della navigazione che dal 1942 è divenuto un codice a sé stante. Il codice di commercio del 1942 (ancora vigente) punta il baricentro sull'impresa passando dai 3 libri precedenti a 6 libri. La ricchezza da concetto statico (la terra) diventa un concetto dinamico (creazione di ricchezza da parte dell'impresa). Nel codice del 1882 il commercio era attività di scambio, nel codice del 1942 l'impresa è attività di produzione. Le novità del 1942 sono l'unione del codice civile e del codice di commercio. Viene creato un dualismo tra persona fisica e persona giuridica. Il diritto della navigazione diventa un codice separato. Il fallimento viene regolato da una legge speciale per non appesantire il codice (mentre prima era al suo interno).
Il codice civile e di commercio vengono riuniti perché i due codici si basavano su un principio classista mentre il nuovo codice doveva dare un'immagine di eguaglianza. Il nostro codice è diviso:
- Libro I persone e della famiglia
- Libro II successioni e gestione del patrimonio
- Libro III proprietà e diritti reali
- Libro IV obbligazioni e contratti
- Libro V lavoro
- Libro VI tutela dei diritti
- Leggi speciali - complementari al codice per non appesantire il codice
La logica delle norme esterne al codice:
- Interne al codice civile troviamo norme che regolano la generalità dei rapporti, che in principio dovevano perdurare per un tempo illimitato
- Le leggi speciali contengono norme di amministrazioni contingenti, ovvero che manifestano la loro durata in archi di tempo brevi.
I comportamenti rilevanti per il diritto
I comportamenti rilevanti per il diritto sono solo quei fatti giuridici, ovvero quei fatti che sono presi in considerazione dalla norma giuridica. Quando si parla di fatto si intende qualsiasi evento che può accadere nel mondo. Evento reale, umano o naturale.
Esempio: la nascita o la morte sono eventi naturali giuridici. I fatti giuridici sono quegli eventi alla quale la norma giuridica ricollega una conseguenza giuridica. Esempio: la nascita comporta la capacità giuridica. La morte comporta la successione.
In diritto si parla di Atti e Fatti. Quando parliamo di Atti si intende un evento umano. Quando parliamo di Fatti intendiamo fatti naturali. Atto e Fatto compongono il corpo giuridico e sono strumenti giuridici attraverso i quali si verifica un mutamento della realtà giuridica, quindi si possono modificare le situazioni soggettive e quindi creare o modificare rapporti giuridici che possono avere ad oggetto due soggetti giuridici o rapporti giuridici fra un soggetto e una cosa. Fatti giuridici sono quegli eventi che producono effetti giuridici.
Vi è una stretta relazione tra Fatto e norma. Il Fatto è privo di senso senza norma e il diritto non sorge se il Fatto non si compie. Occorre quindi una norma astratta che prende in considerazione il Fatto e occorre anche che il Fatto si verifichi.
Il corpo giuridico comprende:
- L'atto giuridico che è il fatto giuridico in senso stretto
- L'atto giuridico che è espressione della volontà e del comportamento consapevole dell'uomo
- Il fatto giuridico in senso stretto che prescinde dalla volontà dell'uomo
L'elemento discriminante tra atto giuridico e fatto giuridico in senso stretto è la volontà e la consapevolezza del soggetto. Esempio: terreno vicino al fiume, nel momento dell'alluvione si verifica un fatto giuridico. Al contrario, raccogliere un oggetto per diventarne proprietario è un atto giuridico.
Classificazione degli Atti giuridici
Atti negoziali (volontari e consapevoli, compiuti per ottenere determinati effetti; contratti)
Atti non negoziali (conseguenze indipendenti dalla volontà o meno di questi effetti)
Atti dovuti (riferiti al comportamento dell'uomo indipendentemente dalla sua volontà)
Atti e Fatti in relazione agli effetti
- Fatti costitutivi - dai quali dipende la nascita di una situazione di rapporto giuridico pre-inesistente
- Fatti modificativi - modificano soggettivamente o oggettivamente un rapporto giuridico esistente (es. proroga di contratto)
- Fatti estintivi - eliminano un rapporto giuridico già esistente
- Fatti impeditivi - impediscono il sorgere di un rapporto giuridico
L'atto giuridico può essere:
- Lecito - conforme al diritto
- Illecito - l'atto dell'uomo non è conforme al diritto
Diritto oggettivo e soggettivo
Diritto oggettivo - insieme delle norme
Diritto soggettivo - pretesa di un soggetto che i terzi assumano il comportamento prescritto dalla norma
Il diritto può assumere due significati:
- Diritto soggettivo - potere di agire per difendere un diritto garantito dall'ordinamento giuridico
- Interesse legittimo - volta a proteggere un diritto pubblico nell'interesse della collettività violata dalla pubblica amministrazione
I diritti soggettivi sono:
- Assoluti - attribuisce al titolare un diritto che può far valere nei confronti di tutti (proprietà)
- Relativi - attribuisce al titolare un diritto che può far valere solo nei confronti di una o più persone determinate (debito)
Posizioni giuridiche soggettive
Attive - posizione favorevole al soggetto titolare
- Potere - il soggetto può compiere l'atto
- Facoltà - diritto di modificare la sfera giuridica di altri soggetti a prescindere dal loro consenso (diritto di relazione)
- Podestà - potere di contestare interessi di altri
- Aspettativa - posizione di attesa del soggetto nei confronti del quale si sta sviluppando un diritto soggettivo
- Interesse legittimo - pretesa della correttezza dell'attività amministrativa
- Status - posizione che ricopre un soggetto in una serie di relazioni giuridiche
Passive - costituiscono posizione sfavorevole al soggetto titolare e comportano la subordinazione dell'interesse personale nei confronti di interessi di altri soggetti
- Dovere - quando prevale sul diritto la supremazia altrui
- Obbligo - dovere di tenere un determinato comportamento a rispetto di un diritto di un altro soggetto
- Soggezione - consiste nella soggezione alle conseguenze da parte di un soggetto
- Onere - comportamento che il soggetto deve rispettare per conseguire un determinato obiettivo (denunciare il difetto dell'acquisto)
Norme giuridiche e loro caratteristiche
Norme giuridiche, caratteristica:
- Generalità - degli individui
- Astratte - contengono fattispecie astratta
- Obbligatoria e coercibile - chi viola è sottoposto a sanzione
Norme:
- Di condotta (primarie o di precetto) - prescrivono il comportamento
- Sanzionatorie (secondarie)
Sanzioni (in ambito civile):
- Risarcitorie - il soggetto è obbligato a conferire una somma di denaro
- Invalidatorie - l'atto contenuto nella norma è invalido
- Nullità
- Annullabilità
- Esecutive - quando si ha l'esecuzione in forma specifica
Le norme del nostro ordinamento
Fonti del diritto: atti o fatti da cui scaturiscono le norme giuridiche
- Fonti atto - fonti scritte obbligatorie
- Fonti fatto - comportamenti dei singoli riconosciuti giuridicamente (consuetudini)
- Fonti di produzione - fonti della composizione dell'assetto giuridico (fonte di produzione della norma)
- Fonti di cognizione - strumenti che concorrono alla conoscenza delle fonti o atti normativi (documenti, spiegazioni) (gazzetta ufficiale)
Le fonti di cognizione le leggiamo nella parte del codice delle preleggi. Preleggi (fonti del diritto) art. 1 delle 3 leggi del codice civile. Le fonti del diritto sono (gerarchicamente):
- Le leggi
- I regolamenti
- Norme corporative (abrogate dall'istituzione dei contratti collettivi)
- Gli usi e consuetudini
La Costituzione non è una legge ordinaria e quindi non è citata tra le fonti del diritto ed è stata emanata nel 1948.
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