DIRITTO INTERNAZIONALE
DELL’ECONOMIA
DEFINIZIONE DI DIRITTO INTERNAZIONALE DELL’ECONOMIA
Lo si potrebbe intendere riferito a tutte le relazioni economiche di carattere
internazionale, che, cioè non si esauriscono all’interno dei confini di un solo Stato.
L’accettazione che pare preferibile – e che viene adottata in questo corso – limita la
materia alle relazioni MACROECONOMICHE: che intervengono cioè tra Stati o tra Stati
e altri grandi gruppi economici unificati da un’omogeneità di interessi (gli investitori
stranieri, gli operatori del commercio internazionale).
Restano fuori quelle regole destinate a disciplinare le condotte dei singoli.
Il diritto internazionale dell’economia non è semplicemente quella parte del diritto
internazionale che si occupa delle relazioni economiche tra gli Stati, perché presenta
caratteri suoi propri, ad esso specifici.
Per comprendere l’autonomia concettuale della materia è perciò necessario sapere
che cos’è il diritto internazionale è l’ordinamento giuridico della comunità
internazionale, costituita da Stati (indipendenti e sovrani) e organizzazioni
intergovernative.
Lo Stato è un ente caratterizzato da sovranità esterna (la sua originari età e
indipendenza, esercita potere di governo su un territorio definito, potere originario) e
interna.
SPECIFICITA’ DEL DIRITTO INTERNAZIONALE DELL’ECONOMIA
Il diritto internazionale è specifico perché:
1. Si studiano le relazioni di interdipendenza tra gli Stati.
2. Disuguaglianza sostanziale degli Stati per forza economica e livello di
sviluppo: PVS, paesi meno avanzati (PMA). Ne conseguono: trattamento
speciale e differenziato; sistemi di preferenze generalizzate (SPG); diverso peso
nelle organizzazioni economiche intergovernative.
3. Minor rilievo del principio di territorialità: le norme di diritto internazionale
dell’economia tengono ad assicurare la circolazione di fattori produttivi oltre
frontiera…
4. Attori ulteriori che si aggiungono ai tradizionali soggetti del diritto
internazionale pe esempio le imprese internazionali.
5. Diversa rilevanza delle fonti: la consuetudine assume una posizione
secondaria fonte principale del diritto internazionale dell’economia è il
trattato.
6. Diversa natura/funzione della sanzione: qui non “punizione”, ma mezzo per
ricostruire l’equilibrio turbato, “contromisura” (anche in assenza di violazione:
Organizzazione Mondiale del Commercio…)
1
SOGGETTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE DELL’ECONOMIA
Tradizionali soggetti del diritto internazionale:
1. GLI STATI
2. LE ORGANIZZAZIONI INTERGOVERNATIVE (OIG) il fenomeno
dell’organizzazione internazionale nasce già a fine del XIX secolo, ma si afferma
nel secondo dopoguerra (anni 1940 in poi). Le OIG hanno una struttura
istituzionale ricorrente (organo assembleare rappresentativo di tutti i
membri; organo amministrativo ristretto; direttore generale; segretariato).
Normalmente, in quanto finanziate a realizzare una collaborazione fra gli Stati,
adottano atti non vincolanti (raccomandazioni).
Il sistema decisionale prevede sempre formalmente meccanismi di
maggioranza (semplice o più spesso PONDERATA, ogni Stato detiene un
pacchetto di voti in base al loro potere), ma si cerca comunque di raggiungere
l’unanimità dei consensi: lo strumento più efficace è il metodo del consensus
l’organizzazione delibera senza votare, se nessuno dei partecipanti è
contrario allora la delibera viene approvata.
Le OI sono spesso assistite da meccanismi di interpretazione degli accordi
e risoluzione delle controversie fondati sul consenso di tutti i membri:
Conferenza ministeriale nell’OMC, conferenza dei governatori in BM e FMI.
Nel diritto internazionale dell’economia le controversie possono insorgere non
solo tra Stati, ma anche tra Stati e privati: investor-state dispute settlement
(ISDS).
L’organizzazione può essere a carattere universale organizzazione delle
Nazioni unite (ONU), fondo monetario internazionale, Banca Mondiale,
organizzazione mondiale del commercio.
Oppure può essere a carattere regionale il Consiglio d’Europa,
l’organizzazione per la cooperazione allo sviluppo economico (OCSE), l’Unione
Europea, associazione delle nazioni del sud-est asiatico (ASEAN). Rispetto alle
organizzazioni universali qui il vincolo associativo è più forte (maggiore lo
spostamento di sovranità dai membri all'organizzazione). Diversi livelli di
integrazione: aree di libero scambio/unioni doganali/mercato comune/unione
economica. in queste ultime due l'integrazione è molto intensa.
L'organizzazione ha competenze anche nella conduzione delle relazioni
economiche esterne con gli Stati terzi.
Una delle organizzazioni economiche intergovernative più importanti è
l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE)
Fu istituita nel 1961, sull’esperienza della OECE, organizzazione nata nel 1948
per la gestione degli aiuti USA ai Paesi europei (cd. piano Marshall). Oggi a 37
Stati membri, paesi non solamente europei ma accumunati dell’adesione ai
principi del liberismo economico. Ha sede a Parigi. I suoi obiettivi sono la
promozione del libero mercato e della rimozione degli ostacoli agli investimenti.
Tra le OIG si notano delle linee di tendenza dell’evoluzione:
- Si va da un multilateralismo al regionalismo.
- Sempre più spesso le OIG economiche tendono a cooperare tra loro, o ad
appoggiarsi a OIG con funzioni tecniche (l’OMC / Codex Alimentarius
Commission): inter-agency cooperation.
2
- Per le OIG di integrazione regionale: interregionalism (es. Trans-Pacific
Partnership – TPP).
- Si affievolisce il confine tra funzioni economiche e funzioni politiche: le OIG
economiche come il FMI attraverso i meccanismi di condizionalità
perseguono anche obiettivi politici.
- Ma anche gli Stati, agendo come operatori economici, creano delicati
problemi derivanti dalla possibile commistione di fini politici nell’attività
economico-finanziaria (fondi sovrani).
Nuovi attori (soggetti materiali):
3. ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE (ONG) Hanno natura privatistica.
Danno espressione ad un interesse condiviso da una pluralità di soggetti di
nazionalità diversa (associazioni imprenditoriali dei lavoratori, WWF, camera di
commercio internazionale di Parigi…). Possono essere consultate nel processo
formativo delle regole del comm. Int. (art. 71 Carta ONU: il Consiglio economico
e sociale può consultarle su questioni di sua competenza). Possono contribuire
alla formazione di norme di natura consuetudinaria.
4. IMPRESE MULTINAZIONALI Sono imprese che operano in più ordinamenti e
nelle quali all’unitarietà dal punto di vista economico dipende una pluralità di
soggetti giuridici società di diritto interno. Oggi sono attori estremamente
importanti delle relazioni commerciali internazionali. Anche se non sono
direttamente destinatarie delle norme internazionali, beneficiano del regime di
liberalizzazione del commercio che il sistema multilaterale degli scambi oggi
garantisce.
LE FONTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE DELL’ECONOMIA
Al primo posto per importanza sono i trattati, anziché la consuetudine, cha ha ruolo
residuale.
Rilevanza della soft law, comprensiva di dichiarazioni, guidelines etc. di
organizzazioni internazionali governative, ma anche di atti provenienti da privati. Si
tratta di fonti eterogenee ma accomunate dall’assenza di vincolatività.
Le regole poste dalle ONG o dalle stesse imprese multinazionali, in quanto si affermino
effettivamente nella prassi, danno luogo infatti alla nuova lex mercatoria. Es. gli
INCOTERMS della camera di commercio internazionale di Parigi (si sono affermati
come usi nel commercio internazionale).
L’ORDINE ECONOMICO INTERNAZIONALE NEL SECONDO DOPOGUERRA E LA
SUA EVOLUZIONE
L’ORDINE ECONOMICO INTERNAZIONALE DI BRETTON WOODS
Il sistema economico attuale affonda le sue radici nel secondo dopoguerra. È
neoliberismo istituzionalizzato”
improntato a quello che è stato definito come un “ si
voleva creare una collaborazione tra gli stati in modo da evitare un terzo conflitto
mondiale. 3
Il progetto viene delineato in una conferenza internazionale a Bretton Woods nel
1994 si immagina un diritto internazionale dell’economia governato da tre
organismi di dimensioni universali: uno incaricato di assicurare stabilità dei mercati
monetari, uno che si sarebbe occupato della ripresa economica fornendo i
finanziamenti necessari e un terzo che si sarebbe occupato di gestire e organizzare un
mercato libero.
Nasce anche l’organizzazione delle Nazioni Unite carta delle nazioni unite nel
1945 parte dedicata alla cooperazione economica, vista come importante
strumento per il mantenimento della pace. In questa carta vengono individuati i
principi di cooperazione economica: multilateralismo e non discriminazione.
Gli artt. 55-56 carta NU non prevedono però poteri adeguati.
IL FONDO MONETARIO INERNAZIONALE
Nasce con degli obiettivi:
Evitare l’eccessiva fluttuazione dei cambi
Garantire la convertibilità delle valute
Impedire ostacoli all’esecuzione dei pagamenti internazionali
Per mezzo di un sistema monetario fondato su cambi fissi rispetto all’oro e al
dollaro. 4
Nel 1947 diventa istituto specializzato delle Nazioni Unite, ha sede a Washington, ha
189 stati membri. Il direttore generale è Kristalina Georgieva (dal 1 ottobre 2019)
STRUTTURA ORGANIZZATIVA DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE
Al vertice c’è il Consiglio dei Governatori tutti gli stati sono rappresentati da
funzionari specializzati. Ha un ruolo di assumere decisioni più politiche, es entrata di
un nuovo membro. Si riunisce una volta all’anno.
Comitato esecutivo sorta di consiglio di amministrazione del fondo composto
da 24 membri che dal 2016 sono eletti dai membri del FMI. Prende le decisioni sugli
interventi del fondo.
Direttore generale dirige gli affari ordinari, presiede alle riunioni del comitato
esecutivo e partecipa alle riunioni del consiglio dei governatori.
Direttori esecutivi rappresentano gli stati membri e gestiscono i diritti di voto. A
volte un direttore esecutivo rappresenta uno stato, altre volte un gruppo di stati.
quindi gli stati pesano diversamente in base alle quote di cui ciascuno stato dispone.
FUNZIONI DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE
1. Sorveglianza attraverso missioni di funzionari del fondo che effettuano
sorveglianza presso il ministero del tesoro degli stati membri. La sorveglianza è
esercitata anche a livello multilaterale: viene pubblicato un rapporto sullo stato
dell’economia mondiale.
2. Assistenza tecnica uno stato membro può rivolgersi agli economisti del
fondo per supporto, chiedere come fare a inserire una riforma strutturale…
3. Assistenza finanziaria chiamata prevenzioni delle crisi.
STRUMENTI FINANZIARI DEL FMI 5
1. Le quote (in diritti speciali di prelievo) versate dai membri
2. I prestiti concessi al FMI
Le quote sono importanti in quanto dalla loro entità dipendono: il potere di voto di un
membro, l’importo massimo di finanziamento che può essere ottenuto, l’importo
massimo che può essere messo a disposizione degli altri stati.
Strumenti operativi principali:
- Stand-by Arrangments consente agli stati membri di attingere al fondo
in momenti di squilibri di breve periodo della loro bilancia dei pagamenti
termine di restituzione breve
- Extended Fund Facility utilizzato per finanziare crisi di medio periodo
termini più estesi
- Flexible Credit Line consente di rivolgersi al FMI prima di un tracollo
economico
- Precutionary and Liquidity Line
- Rapid Financing Instrument
CRITICITA’ DEL FMI
Il FMI è stato molto criticato per le sue politiche di condizionalità cioè per richiedere
un finanziamento, uno stato deve presentare una lettera di intenti dove lo stato chiede
il finanziamento specificando gli interventi che farà, interventi che vengono imposti
dal FMI. Quindi fornisce finanziamenti solo sotto condizioni molto forti, richiedendo
politiche economiche troppo pesanti, non adatte alla situazione del paese.
Un'altra forte criticità: istanza di una maggiore rappresentazione nl FMI dei Paesi
emergenti esigenza di rafforzare la legittimità dell’enti
Nel 2000 viene lanciata una iniziativa di cooperazione monetaria (quasi come
competitor del FMI) a cui partecipano Cina e Giappone.
Nel 2013 viene istituito l’ASEAN Research Office con sede a Singapore con un
notevole capitale a cui i partecipanti possono accedere in caso di crisi
Tutto questo avvia un processo di riforme nel FMI:
- Riallineamento delle quote 6% delle quote passate dai Paesi sviluppati ai
paesi emergentie ai paesi in via di sviluppo.
- Modifica della governance del fondo elezione di tutti i direttori esecutivi, 2
rappresentanti in meno ai paesi europei avanzati
- Modifica del paniere che determina il valore dei DSP: dollaro, yen, euro,
sterlina, e dal 1 ottobre 2016, renminbi.
Il progetto della Cina di avere una propria istituzione prosegue nel 2016 nasce la
banca asiatica per l’investimento in infrastrutture con sede a Pechino
apparentemente è una banca multilaterale di sviluppo, ma di fatto è molto simile al
FMI oggi conta 103 stati membri (quindi non solo paesi asiatici).
LA COOPERAZIONE MONETARIA E FINANZIARIA INTERNAZIONALE
6
LA BANCA DEI REGOLAMENTI INTERNAZIONALI – BRI (Bank for International
Settlements)
È la più entica istituzione finanziaria internazionale. Fondata a Basilea nel 1930 per
dare esecuzione alle riparazioni di guerra tedesche dopo la prima guerra mondiale
Germania costretta a indebitarsi.
Oggi oltre alla sede di Basilea ha uffici di rappresentanza a Hong Kong e a Città del
Messico.
I fondatori sono le banche centrali di Belgio, Francia, Germania, Italia, Regno Unito,
oltre ad alcune banche private americane.
Doveva agire come mandataria delle banche fondatrici per attuare il piano Yung.
Oggi la BRI è una società per azioni di diritto svizzero, che conta come soci le
banche centrali di 62 paesi. Il capitale è detenuto interamente dalle banche centrali. È
conteggiato in diritti speciali di prelievo (DSP, moneta con le quali vengono effettuate
le operazioni di finanziamento del FMI) e ammonta a circa 308.5 miliardi suddivisi in
azioni.
ORGANIZZAZIONE:
- Consiglio di amministrazione può avere fio a 18 membri
- L’assemblea generale riunisce i governatori delle 62 banche centrali
- Il segretariato, a capo del quale vi è un general manager, assistito da un
vice-general manager
- Comitati consultivi
FUNZIONI:
- Promuove la cooperazione monetaria e finanziaria tra le banche centrali che
ne sono azioniste.
- Fornisce servizi di gestione delle riserve in valuta a molte banche centrali.
- È centro di attività di studio e ricerca economica e monetaria.
- Fornisce servizi di segretariato per vari comitati permanenti che operano per
promuovere la stabilità monetaria e finanziaria a libello globale. Tra questi: il
committee on the global financial systems (CGFS), il basel committee on
banking supervision e il financial stability board (FSB).
IL COMITATO DI BASILEA SULLA VIGILANZA BANCARIA
Fu istituito nel 1974 dai governatori delle banche centrali dei 10 paesi più
industrializzati dopo il crollo della banca tedesca.
Nel 1975 promuove la sottoscrizione del Concordato di Basilea, contenente i principi
per la vigilanza bancaria nei gruppi bancari internazionali. Questo concordato si
sviluppa in altri accordi:
- 1988 accordo di basilea 1 fissa quota 8% il capitale che la banca deve
tenere per assicurare la solidità
- 2004 accordo di basilea 2 perfezionamento della precedente
La crisi economico-sistemica del 2008 rende evidente la necessità di rafforzare la
stabilità finanziaria internazionale. 7
Nel 2010 viene proposto un Accordo di Basilea 3, ulteriormente modificato.
L’applicazione delle più recenti modifiche è stata rimandata (da ultimo a causa della
pandemia) al 2023.
L’esigenza di un controllo più efficace dei mercati finanziari internazionali e avvertita
anche a livello di istituzioni pubbliche e governi.
CONSIGLIO PER LA STABILITA’ FINANZIARIA (financial stability board)
Viene istituito dal G20 nel 2009 sull’esperienza del financial stability forum, con
l’obiettivo di guidare il rafforzamento delle istituzioni finanziarie internazionali e
assicurare stabilità ai mercati finanziari.
Ha sede presso la sede della BRI.
Promuove il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le autorità finanziarie
nazionali e le istituzioni che elaborano gli standard internazionali in tema di vigilanza,
compie valutazioni sulla vulnerabilità del sistema finanziario e fornisce indicazioni su
come prevenirle, monitora i mercati, collabora con il FMI negli esercizi di “early
warning”.
I VERTICI ECONOMICI – G7/G8/G20
Riguarda i paesi più influenti in materia economica, che sentono l’esigenza di
incontrarsi in maniera informale.
Il primo vertice si tiene in Francia nel 1975 vertice di Rambuillet per discutere della
crisi petrolifera è considerato l’origine del G7 che riunisce i 7 paesi più
industrializzati: Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito,
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