Estratto del documento

Cos'è il diritto internazionale?

Dove esiste un gruppo sociale ci si dà delle regole che servono ad evitare che problemi vengano risolti in modo conflittuale. Questo è quello che fanno gli stati per reciproca convivenza per mantenere una situazione di calma a livello internazionale. In ogni comunità sociale i soggetti sono coloro che partecipano alla formazione delle regole. I soggetti di un certo diritto si parla di soggetti che si danno alla regolaspiegata. Il diritto internazionale comprende regole tra stati per determinare una convivenza pacifica. Ordinamento visto come insieme di norme che regolano una certa base sociale e gli ordinamenti sono diversi. La pluralità degli ordinamenti giuridici, ovvero questi sono tanti.

Ordinamenti statali e diritti

Ogni stato ha il suo ordinamento statale, di cui i cittadini sono soggetti e agiscono come funzionari di tale soggetto. Tuttavia, ogni stato si dà il suo ordinamento, ci sono degli stati in cui il parlamento è presente ma vale poco (Iran: parlamento eletto dai cittadini, ma guardia rivoluzionaria che può non far passare le leggi stesse); la Chiesa Cattolica ha un suo ordinamento giuridico, ovvero il diritto canonico. Chi sono i soggetti, come si fanno le norme, quali sono le garanzie che scattano in caso di violazione delle norme.

Caratteristiche del diritto internazionale

Nel diritto internazionale non c'è l'autorità superiore. I soggetti sono soggetti perché non ammettono una autorità superiore. La società che fa nascere il diritto è costituita da soggetti alla pari. (L'ONU o una Corte non possono intervenire in caso di conflitto tra soggetti del diritto internazionale). Se gli stati decidono di essere giudicati da una corte avviene solo con il permesso consentito dal soggetto. Società di pari, senza autorità superiore, alla base vi è un accordo che dà il consenso.

Quando abbiamo una corte di giustizia che giudica un torto significa che i due stati in realtà hanno già preso un accordo, in quanto non esiste la possibilità che uno stato venga giudicato senza il consenso dell'altro soggetto.

Autotutela e sanzioni

Autotutela: gli stati possono, con dei limiti (non si può reagire con l'uso della forza, vietato dalla carta delle Nazioni Unite), non adempiere ad uno stesso trattato se sono stati violati. Il concetto di sanzione e punizione implicano la concezione di un ente superiore, che in diritto internazionale funziona differentemente. Il concetto di punizione non c'è, c'è invece il concetto di riparare alle conseguenze di violazione di un diritto. Ma essendo una società alla pari questo non sussiste. Il risarcimento del danno è diverso dalla punizione. Nel diritto internazionale si agisce per ripristino della legalità e risarcimento del danno, non si punisce.

Ordinamento giuridico internazionale, idea base da capire è il fatto che esistono più ordinamenti giuridici: ognuno ha le proprie fonti e le proprie produzioni di regole. Ordinamento in senso gerarchico non presente nel diritto internazionale in quanto non esiste una autorità superiore: i soggetti sono fra loro in posizione di parità, non esiste un parlamento che fa leggi e gli altri che obbediscono.

Produzione delle norme

Di che tipo sono questi soggetti? Che tipo di norme possono produrre dei soggetti che fra loro sono pari? Dove si è pari l'unico modo per produrre una regola (essenziale) ci si mette d'accordo. Gli stati sono quindi pari tra di loro e per darsi la possibilità di una pacifica convivenza si danno delle regole tramite accordo: la maggior parte delle norme nel diritto internazionale provengono da accordi. Non vi è una gerarchia di fonti in quanto i soggetti sono pari e le norme tra loro sono pari. Esistono poche norme fondamentali che si ritengono non derogabili (ius cogens – norme imperative). Vi è un altro modo in cui i soggetti pari fra loro possono darsi delle regole e questa è la consuetudine, l'uso ripetuto di un certo comportamento. In entrambe le ipotesi - accordo e consuetudine - chi fa le norme sono gli stessi destinatari delle norme stesse (regole autonome). Principio di parità.

Garanzie e violazione di regole

Per quanto riguarda le garanzie e violazione di regole nel diritto internazionale, la parte lesa si fa giustizia da sola. Le misure militari non sono naturalmente possibili, tuttavia chi ha subito un illecito può prendersi ciò che gli spetta. Non vi è la punizione in quanto la punizione dà l'idea di un superiore. Se lo stato leso ha diritto di ricevere un pagamento ma il debitore non riesce a ripagare, quindi in qualche modo ci si deve accordare: sospendendo un diritto o concedendolo. Quando uno stato subisce la violazione di un diritto può agire violando, sospendendo, il diritto dello stato che commette l'illecito. Il comportamento dello stato quindi non sarà illecito, in quanto risposta all'illecito iniziale.

Quando gli stati possono chiedere un'inchiesta? Quando si mettono d'accordo per far sì che avvenga. Senza accordo non vi è giustizia (principio di parità e accordo). Le garanzie devono essere regolate nei modi compatibili con il diritto di parità. L'idea di punizione è estranea al diritto internazionale in quanto prevede l'idea dell'esistenza di una autorità superiore.

Organizzazioni internazionali

Gli stati, sulla base di un accordo, possono istituire delle organizzazioni internazionali a cui possono dare poteri: l'UE nei confronti degli stati membri ha poteri abbastanza incisivi (Corte di giustizia europea e commissione possono aprire un'inchiesta nei confronti di un membro dell'Unione. Questo accade in quanto concordato contrattato). Le organizzazioni internazionali si basano sempre su un trattato istitutivo, nascono da un accordo non per virtù propria. Gli stati decidono essere opportuno stabilire un'organizzazione. Principio di attribuzione: l'organizzazione può esercitare solo i poteri attribuiti dall'accordo. Nel trattato sull'Unione Europea questo principio è trattato più volte nei primi articoli, per sottolinearne l'importanza.

Esecuzione forzata e norme obbligatorie e vincolanti sono due cose diverse. Nel diritto internazionale le norme vanno considerate obbligatorie ma non di esecuzione forzata. L'obbligatorietà della norma c'è infatti se una norma viene violata di crea una situazione di responsabilità dell'altro stato di risarcire.

Principio strutturale dell'ordinamento internazionale

I soggetti del diritto internazionale principio strutturale dell'ordinamento internazionale è quello di parità e ne fanno parte soggetti che fra loro sono pari. Sono tutti enti che non ammettono una autorità superiore, non riconoscendola dal punto di vista giuridico (superiorem non recognoscentes). È chiaro che gli stati tra loro non sono uguali (vi sono differenze territoriali ed economiche ma sono uguali dal punto giuridico).

Art.2 carta delle Nazioni Unite ‘sovrana uguaglianza’ gestiscono come sovrani un ordinamento interno, senza interferenze esterne in totale indipendenza. Gli stati devono essere in grado di mantenere la propria indipendenza. Indipendenti da qualsiasi autorità esterna e di ottenere la media obbedienza dei governati. L'insieme di questi enti territoriali è la componente maggiore della comunità internazionale – o società internazionale o insieme di stati.

Origine della comunità internazionale

Da quando questa comunità è di questo tipo? 1648, pace di Vestfalia. Con la stipulazione di questo contratto gli stati si auto-considerano come ciascuno indipendente e sovrano e non ammettono l'autorità dell'imperatore. Il riferimento giuridico a questa autorità scompare e da questo momento si va a formare il diritto internazionale di stati che sono pari fra loro: le norme si fanno con le consuetudini. Ma come si arriva a questo, come uno stato si auto accredita come pari agli altri?

L'effettività del potere. Lo stato esiste come entità di potere con la forza in quanto in grado di mantenersi indipendente e sovrano. Chi diventa attore è qualcuno che ha raggiunto questo tipo di indipendenza sul piano fattuale. Cosa cambia con il riconoscimento? Si manifesta la disponibilità di entrare in relazione con il nuovo stato, dare dignità al nuovo arrivato, sono disposto ad intrattenere relazioni di diritto internazionale. Gli stati sono liberi di riconoscere chi vogliono (stati arabi contro Israele). Se gli stati tra loro non si riconoscono (Taiwan) tuttavia delle relazioni ci sono ma sono di tipo commerciale, non internazionali quindi senza rappresentanza di stato. Riconoscimento: io stato sono disposto ad intrattenere relazioni di tipo internazionale con un altro paese (atto politico).

Uguaglianza sovrana degli stati

Uguaglianza sovrana degli stati: da intendersi in senso giuridico e deriva dal fatto che tutti gli stati sono accreditati come entità che non riconoscono un’autorità superiore. Lo stato come soggetto di diritto internazionale è un ente di fatto (stato=ente di fatto, ovvero si auto-crea sulla base dell’effettività, non è il prodotto di norme giuridiche). Ente di fatto perché la sua nascita è un evento fattuale, non è una creatura del diritto. L’ente stato, che si auto accredita, ha un ordinamento giuridico originario perché questo ordinamento scaturisce dallo stato stesso e non da una autorità superiore che consente di fare questo. Si auto regola con le proprie norme e costruisce un ordinamento interno. Diverso dall’ordinamento delle organizzazioni internazionali (derivato dai trattati).

Organizzazioni internazionali: ordinamento giuridico derivato. Stati: ordinamento giuridico originario, tipico dell’entità sovrana come lo Stato. Da non confondere con quello autonomo: l’ente che ha una autonomia ha la capacità di darsi delle norme da solo ma non è indipendente (5 regioni in Italia). Autonomia concessa da un ente superiore; sovranità: presa ed effettiva.

Stato membro di un'unione federale

Stato membro di un'unione di stati federali: stati che hanno un’unione su piano nazionale ma al loro interno sono stati federati e ciascuno di questi ha una propria autonomia e i rapporti tra stati federati e stato federale sono regolati da una costituzione. USA: prima stati indipendenti tra loro, firmano trattato e annullano la loro sovranità e autonomia con un trattato internazionale, e diventano uno stato federale. Stati Uniti come soggetti del diritto internazionale.

Le entità territoriali non sono soggetti di diritto internazionale, sono autonomi ma vengono regolati dalla costituzione dello stato.

Definizione di soggetto di diritto internazionale

Definizione di soggetto di diritto internazionale: entità che ha attitudine a essere titolare di diritti e obblighi posti in essere da quell’ordinamento giuridico. I soggetti sono gli stati e gli enti in posizione di parità o messi a regolare rapporti tra stati in parità.

Fonti del diritto internazionale

Art. 2 della carta delle Nazioni Unite. Il diritto internazionale si è creato per regolare situazioni fra entità che non ammettono un’autorità superiore e che si considerano pari fra loro. Esiste comunque un riconoscimento, che efficacia ha rispetto all’esistenza degli stati? Non può avere l’efficacia di cerare lo stato, lo stato è un ente di fatto che si autoafferma sulla scena internazionale, il riconoscimento non ha effetto costitutivo di soggettività dello stato (soggettività = attitudine dell’ente di essere titolare di diritti e obblighi posti dal diritto internazionale). La soggettività internazionale deriva da una situazione di fatto. Il riconoscimento è un atto politico che non ha effetto giuridico.

Ci sono casi in cui è stato vietato il riconoscimento, tipo quando l’entità nuova si fosse formata in seguito all’uso della forza in violazione della carta delle Nazioni Unite. In seguito ad una violazione, se si ha una conquista di un pezzo di stato, il riconoscimento è vietato. Il non riconoscimento non implica l’uso della forza. In uno stato già riconosciuto vi è un colpo di stato e sale un governo non voluto, il riconoscimento viene ritirato. Dopo il distacco di vari stati della Jugoslavia vi è stato il riconoscimento di alcuni stati seguendo una politica unica dando delle indicazioni dicendo loro “riconoscimento solo se il vostro ordinamento si ispirerà ad alcune linee fondamentali).

Gli stati possono subire mutamenti territoriali e rimanere quelli di prima, tipo la Germania nel 1990. Uno stato si identifica come tale nel diritto internazionale non attraverso popolo e territorio, ma nell’apparato di governo. Quando i mutamenti dell’apparato di governo sono radicali, allora vi è un mutamento dello stato - tipo Cina e Russia. Ci possono essere stati che si dividono in due, tipo l’India e il Pakistan. Le repubbliche baltiche sono stati che si autoaffermano risorti.

Le fonti del diritto internazionale

Abbiamo detto che lavoriamo sui modi in cui si producono le norme giuridiche nell’ordinamento internazionale, i cui soggetti sono tra loro in una posizione di parità. Questa è la caratteristica strutturale dell’ordinamento, ovvero che i soggetti non riconoscono una autorità superiore. Con il diritto pubblico siamo abituati a pensare che le norme ci vengono date da un legislatore superiore, mentre con il diritto internazionale tra stati non è così. Gli enti che fanno parte del diritto internazionale sono enti che si guadagnano questa posizione di riconoscimento internazionale. Le fonti del diritto internazionale non vengono quindi date da una fonte superiore. Le norme devono nascere con organismi compatibili con il principio di parità.

Come si fanno le norme giuridiche in un ordinamento basato sul principio di parità? Le norme si fanno per accordi. Il panorama delle fonti del diritto internazionale comprende anche le consuetudini e i principi generali. Quali fondamentali differenze? Consuetudini e principi generali sono norme non scritte, mentre gli accordi sono scritti. Gli accordi, e non ci sono eccezioni, vincolano solo le parti che decidono di aderirvi. Non si può indurre uno stato ad aderire un accordo se questo stato non vuole, nemmeno se l’accordo è della massima importanza perché siamo appunto in ordinamento basato sul principio di parità. La consuetudine è una fonte di norme generali e quindi va a vincolare, obbligare, tutti quanti coloro che sono soggetti del diritto internazionale. Quindi norma generale (consuetudine, vincola tutti) e dall’altro lato accordi (vincolano solo gli stati che decidono di partecipare).

La consuetudine proprio perché ha questa caratteristica deve formarsi in modo che abbia la partecipazione della generalità degli stati. Gli accordi si formano attraverso l’attività di coloro che decidono di parteciparvi, ecco perché gli accordi sono moltissimi mentre le consuetudini sono inferiori. Le norme consuetudinarie sono poche e sono norme non scritte che si formano attraverso l’uso o la prassi della generalità degli stati. Non basta però l’uso, c’è un secondo elemento costitutivo che si chiama opinio iuris, ovvero il convincimento che quel dato comportamento sia conforme a diritto, cioè che quel comportamento dato dall’uso sia imposto da una norma giuridica.

Elementi costitutivi della consuetudine

Quindi la consuetudine:

  • Produce norme generali, cioè norme che vincolano tutti i soggetti;
  • Si compone di due elementi costitutivi: a) prassi, o uso b) opinio iuris

(####ESAME: LA CONSUETUDINE: DIRE COS’È E DESCRIVERE PUNTI A E B###)

Elementi costitutivi è un’espressione che ha un significato preciso giuridicamente: l’elemento costitutivo significa indispensabile per far sì che la consuetudine esista. Se due sono gli elementi costitutivi (prassi e opinio iuris) e gli elementi sono entrambi elementi costitutivi significa che la norma consuetudinaria non può definirsi esistente se uno dei due elementi manca. Quindi un uso costante e ripetuto da parte degli stati di un certo comportamento che però non sia accompagnato dall’opinio iuris non dà luogo alla formazione di una norma consuetudinaria. Viceversa anche molte dichiarazioni degli stati anche in quanto al fatto che sia doveroso comportarsi in un certo modo non danno luogo ad una norma consuetudinaria se poi effettivamente gli stati non si comportano in quel luogo.

Come si arriva dagli elementi costitutivi alla formazione della norma? La consuetudine è una fonte del diritto anche nell’ordinamento interno, vedi diritto pubblico, però nell’ordinamento internazionale è richiamata in materia civile. L’uso è un comportamento che si tiene nei confronti di un’altra arte e quando questo viene ripetuto si va a generare negli altri una sorta di aspettativa che quel comportamento si continui a ripetere. Nel diritto internazionale, dove gli stati non hanno una entità superiore, l’uso è il primo modo di apportarsi sperando che gli altri facciano lo stesso. Le norme di uso consuetudinario si formano dopo la pace di Vestfalia e le norme più antiche sono quelle che riguardano il rispetto reciproco della sovranità (confini, ambasciatori). Gli stati cominciano a rispettare la sovranità pari dell’altro anche evitando che uno stato straniero possa essere posto a giudizio di fronte ai propri tribunali, si forma dunque una norma di immunità degli stati stranieri dalla giurisdizione (ci ritorneremo più avanti). Gli stati hanno ritenuto opportuno di darsi questo tipo di omaggio alla rispettiva sovranità con i tribunali che si astengono di sottoporre a giudizio gli altri. Sottoporsi a un giudizio di un giudizio vuol dire sottoporsi ad una autorità pertanto se un soggetto è mio pari non posso sottoporlo ad un processo in quanto atto di autorità. L’aspettativa reciproca da parte degli s...

Anteprima
Vedrai una selezione di 20 pagine su 109
Appunti di Diritto internazionale Pag. 1 Appunti di Diritto internazionale Pag. 2
Anteprima di 20 pagg. su 109.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Diritto internazionale Pag. 6
Anteprima di 20 pagg. su 109.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Diritto internazionale Pag. 11
Anteprima di 20 pagg. su 109.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Diritto internazionale Pag. 16
Anteprima di 20 pagg. su 109.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Diritto internazionale Pag. 21
Anteprima di 20 pagg. su 109.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Diritto internazionale Pag. 26
Anteprima di 20 pagg. su 109.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Diritto internazionale Pag. 31
Anteprima di 20 pagg. su 109.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Diritto internazionale Pag. 36
Anteprima di 20 pagg. su 109.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Diritto internazionale Pag. 41
Anteprima di 20 pagg. su 109.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Diritto internazionale Pag. 46
Anteprima di 20 pagg. su 109.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Diritto internazionale Pag. 51
Anteprima di 20 pagg. su 109.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Diritto internazionale Pag. 56
Anteprima di 20 pagg. su 109.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Diritto internazionale Pag. 61
Anteprima di 20 pagg. su 109.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Diritto internazionale Pag. 66
Anteprima di 20 pagg. su 109.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Diritto internazionale Pag. 71
Anteprima di 20 pagg. su 109.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Diritto internazionale Pag. 76
Anteprima di 20 pagg. su 109.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Diritto internazionale Pag. 81
Anteprima di 20 pagg. su 109.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Diritto internazionale Pag. 86
Anteprima di 20 pagg. su 109.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Diritto internazionale Pag. 91
1 su 109
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze giuridiche IUS/13 Diritto internazionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher naomi-anselmi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Pietrobon Alessandra.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community