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J.C. – Diritto dell’Unione Europea DIRITTO DELL’UNIONE EUROPEA

L’Unione europea

Organizzazione intergovernativa creata dopo la Seconda Guerra Mondiale per risolvere le problematiche

che hanno causato il conflitto; l’obiettivo è la collaborazione fra gli Stati e la creazione di istituzioni

sovranazionali (es. Parlamento europeo) per il funzionamento dell’organizzazione e per far sì che essa abbia

una propria autonomia rispetto agli Stati.

Essere cittadino di uno Stato membro comporta essere un cittadino europeo e avere una serie di diritti.

L’Unione europea nasce come progetto di creazione di un mercato interno in cui mezzi, servizi, persone e

capitali circolino liberamente.

La causa 26/62: fondamentale per definire i lineamenti principali dell’Unione Europea

La causa 26/62 relativa ad una controversia nata in Olanda e poi spostatasi a livello transnazionale ha per

oggetto un chiarimento che un giudice olandese chiese alla Corte di giustizia in merito ad una controversia

fra una società importatrice e l’amministrazione olandese delle imposte.

La richiesta del giudice olandese per la Corte di giustizia era relativa all’articolo 12 del Trattato CEE (Gli Stati

membri si astengono dall’introdurre tra loro nuovi dazi doganali all’importazione e all’esportazione o tasse

di effetto equivalente e dall’aumentare quelli che applicano nei loro rapporti commerciali reciproci); esso ha

effetto interno, cioè può essere applicato direttamente ai cittadini degli stati membri della CEE?

La controversia si basa sull’introduzione di un dazio imposto dai Paesi Bassi; si vuole capire se il dazio è o

meno valido.

Quindi, ci troviamo nell’ambito di una controversia in cui il giudice olandese interpella la Corte di giustizia

europea. Caratteristiche:

- Attrice: una società olandese che importa prodotti dalla Germania

- Convenuto: amministrazione fiscale olandese

Il giudice in merito a questa controversia (si faceva ancora riferimento al trattato CEE) ha dei dubbi, perché

si tratta di una problematica poco conosciuta; allora sospende il procedimento per chiedere aiuto alla Corte

di giustizia europea procedura di rinvio pregiudiziale di interpretazione.

Come si pronuncia la Corte? Con sentenza, che è vincolante per il giudice nazionale in merito al quesito

posto (non all’intera causa, ma solo alla norma di dubbia interpretazione o applicazione); il giudice

nazionale utilizza la sentenza pregiudiziale di interpretazione della norma e la applica al caso specifico.

Il diritto UE: Innanzitutto, il diritto dell’UE spiega sia la risoluzione delle controversie fra gli Stati, sia le

problematiche che si presentano all’interno dei paesi membri (es. indicazioni sulle etichette dei prodotti

alimentari – sono norme specificate dal diritto europeo). L’UE emette delle leggi che poi vengono applicate

in tutti gli stati membri.

Le regole emanate dall’UE sono il frutto di quello che gli stati membri hanno scelto di fare concludendo un

trattato: il trattato di Lisbona (prima si parlava di trattato CEE che ha subito una serie di modificazioni fino

alla stesura odierna).

Tra le varie tematiche su cui gli stati si sono accordati, c’è anche quella di creare un giudice europeo che

eserciti l’attività giurisdizionale per gli stati membri ed è la Corte di giustizia europea. È competente per

l’attuazione del trattato di Lisbona nelle controversie fra stati membri e deve fare in modo che tutte le

istituzioni europee rispettino queste normative. Il diritto dell’UE, quindi, si rivolge sia alle istituzioni

europee sia agli stati membri; si rivolge, inoltre, anche ai singoli cittadini dell’Unione; il fatto di essere

cittadino dell’UE comporta dei diritti specifici.

Il diritto consente ai soggetti membri dell’Unione, quindi ai cittadini, di spostarsi liberamente da stato a

stato senza vincoli o barriere.

Carta dei diritti umani fondamentali: giurisdizione della Corte di giustizia europea; sono diritti riconosciuti

non solo ai cittadini dell’Unione, ma a tutti gli esseri umani.

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J.C. – Diritto dell’Unione Europea

Fra i poteri che gli stati membri dell’UE hanno deciso di inserire nel trattato di Lisbona vi è quello della

Corte di giustizia, che è un potere che può essere richiamato anche dai giudici nazionali, cioè dei singoli

paesi. Se un giudice nazionale ha un dubbio relativo all’interpretazione o all’applicazione delle norme del

diritto UE, può interpellare un giudice europeo. Ovviamente, non lo può interpellare in merito a norme

interne dello Stato perché se ne occupa la Corte Costituzionale.

Effetti giuridici vincolanti: se una norma produce effetti giuridici vincolanti è obbligatoria, deve essere per

forza rispettata.

Soft low: consigli su cosa sarebbe meglio fare.

Il diritto dell’UE ha caratteristiche diverse dagli altri diritti:

- È sovranazionale perché creato da istituzioni sovranazionali (consiglio dei ministri UE e parlamento

europeo)

- Ha una funzione creatrice del diritto dei singoli stati

- Si insinua/fa parte del diritto interno dei paesi membri

Analisi della sentenza pregiudiziale della corte rispetto al caso specifico olandese:

Si chiede l’interpretazione dell’articolo 12 del trattato CEE per sapere se ha applicazione interna, ovvero se i

cittadini dell’Unione possano avere dei diritti rispetto a quell’articolo.

L’impresa olandese importava materiale dalla Germania; l’articolo 12 sosteneva la riduzione dei dazi e il

divieto di introdurre nuovi dazi alle frontiere, con l’obiettivo di liberalizzare la circolazione delle merci.

L’impresa sosteneva che quando il trattato CEE entrò in vigore, i materiali erano disciplinati diversamente,

mentre al momento della controversia vide un aumento dei dazi da parte dell’amministrazione fiscale

olandese, in conflitto con ciò che veniva dichiarato nel trattato (ovvero il divieto dei dazi). Quindi, l’azienda

sosteneva che l’amministrazione statale avesse violato una norma di diritto europeo.

Il giudice del processo decide di rivolgersi alla Corte di giustizia europea. La Corte deve capire se l’articolo

12 debba imporre un obbligo direttamente al singolo stato, cioè se il giudice olandese debba applicare una

norma transnazionale al processo e quindi se l’articolo abbia o meno efficacia immediata nell’ordinamento

interno dello stato olandese.

Conclusione: la Comunità costituisce un ordinamento giuridico di nuovo genere nel campo del diritto

internazionale, a favore del quale gli Stati hanno rinunziato, anche se in settori limitati, ai loro poteri

sovrani, ordinamento che riconosce come soggetti non soltanto gli Stati membri, ma anche i loro cittadini.

Il diritto comunitario, indipendentemente dalle norme emanate dagli Stati membri, nello stesso modo in

cui impone ai singoli degli obblighi attribuisce loro dei diritti soggettivi. Si deve ritenere che questi

sussistano, non soltanto nei casi in cui il Trattato espressamente li menziona, ma anche come contropartita

di precisi obblighi imposti dal Trattato ai singoli, agli Stati membri o alle Istituzioni comunitarie.

Quindi nel caso specifico: la società olandese ha il diritto di importare i materiali dalla Germania senza che

le vengano imposti nuovi dazi, quindi l’amministrazione olandese non può assoggettare nuovi dazi

all’importazione; è ciò che prevede il trattato CEE.

Pertanto, il giudice nazionale dopo la sentenza della Corte è vincolato a dare ragione alla ditta olandese e

non all’amministrazione fiscale.

Si parla di un obbligo di non fare. L’articolo 12 contenuto nel trattato è vincolante, motivo per cui gli stati

non possono assolutamente imporre nuovi dazi.

Questo caso specifico è stato il primo a mettere in dubbio l’applicazione del diritto UE ai processi dei

singoli stati membri. Il diritto comunitario sovrasta le norme di diritto privato dei singoli stati, che

devono rispettare le norme contenute nel trattato di Lisbona (es trattato CEE).

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Che cos’è l’Unione europea?

L’idea originaria è quella di creare un’unione sempre più stretta fra i popoli.

Con il Trattato di Lisbona (2009), l’UE si sostituisce e succede alla ex Comunità economica europea.

L’UE è diversa da qualsiasi altra costruzione giuridica; viene definita “meravigliosamente ambigua”; non è

assimilabile ad uno stato federale; è un “ininterrotto esercizio di ingegneria costituzionale” che ha

l’obiettivo di assicurare la convivenza fra stati che hanno rinunciato a parte della propria sovranità e, allo

stesso tempo, vogliono mantenere una propria identità.

L’Unione, quindi, si realizza attraverso un processo di integrazione che ha subito le più profonde evoluzioni

mantenendo una condizione di almeno apparente continuità.

Oggi c’è in sostanza un solo trattato (Trattato di Lisbona), anche se formalmente articolato in due testi: il

TUE – trattato sull’Unione europea – e il TFUE – trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Il diritto dell’Unione europea è autonomo rispetto a quello degli stati membri; spesso è in contrasto con i

diritti interni dei singoli stati; ecco perché si parla di “europeizzazione” di alcune branche dei diritti

nazionali: i singoli stati sostituiscono alcune regole interne con quelle previste dalle norme UE; ciò perché la

cooperazione fra stati che utilizzano le medesime regole è più semplice ed efficace. I diritti interni oggi sono

composti da un mix fra norme di diritto interno e norme europee.

“L’UE presenta tratti assai più simili a quelli di una entità statale che di una organizzazione internazionale e

tende a fondarsi su principi e regole più vicini a quelli del diritto interno che del diritto internazionale”,

confrontandosi maggiormente con situazioni di carattere interindividuale piuttosto che interstatale, si può

parlare di una “vocazione a superare lo schermo degli Stati membri”

Quali sono le fonti principali di informazione sul diritto UE?

- La Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea

- La Raccolta della giurisprudenza della Corte di giustizia e del Tribunale dell’Unione.

Origini del processo di integrazione europea, cioè della nascita dell’UNIONE EUROPEA:

il processo comincia con l’entrata in vigore nel dopoguerra del trattato istitutivo della CECA – comunità

europea del carbone e dell’acciaio (13/07/1952); l’obiettivo è la ricostruzione dei paesi distrutti dalla

guerra. I paesi membri sono Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi bassi. Nei successivi 6

anni hanno concluso:

- Trattato istitutivo CEE (comunità economica europea)

- Trattato istitutivo CEEA o EURATOM (comunità europea per l’energia atomica)

Entrambi entrati in vigore il 01/01/1958

L’obiettivo primario della creazione dell’Unione era quindi unico fra i membri e si fondava su questi tre

trattati.

Per ogni trattato vi è una istituzione di Governo e una istituzione di Controllo.

● Per il trattato CECA le istituzioni di Governo sono: l’Alta autorità e il Consiglio dei ministri.

● Per il trattato CEE e EURATOM le istituzioni di Governo sono: la Commissione e il Consiglio dei

ministri.

● Le istituzioni di controllo sono: l’Assemblea parlamentare per la CECA e la Corte di giustizia per CEE

e EURATOM.

Inizialmente operavano separatamente; dal 01/01/1958 vengono unificati e operano per le tre comunità

(ovviamente con funzioni diverse a seconda della comunità di riferimento); si uniscono nel Parlamento

europeo e nella Corte di giustizia europea. 3

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Oltre alla convenzione con cui si unificano queste commissioni, il /01/07/1967 entra in vigore il trattato per

la fusione degli esecutivi, cioè con cui sono istituiti un Consiglio e una Commissione unici per le tre

comunità.

L’ATTO UNICO EUROPEO:

Rappresenta il primo documento con cui si procede ad una revisione dei trattati originali; è entrato in

vigore il 01/07/1987; principali novità:

- Modalità di deliberazione del Consiglio dei ministri: si passa dalla regola dell’unanimità alla

maggioranza qualificata.

- Maggiore rilevanza del ruolo del Parlamento europeo nell’adozione di atti normativi.

- Formalizzazione con la denominazione di Consiglio europeo di una prassi, cioè la prassi dei vertici

semestrali tra i capi di stato e di governo dei paesi membri accompagnati dai ministri degli esteri

che si incontrano per adottare delle decisioni che influenzano indirettamente l’andamento

dell’Unione; è un controllo esterno rispetto all’Unione. Oggi si parla di Consiglio europeo.

TRATTATO DI MAASTRICHT o Trattato dell’Unione Europea (TUE):

Seconda revisione dei trattati, che porta alla creazione dell’Unione Europea.

Entra in vigore il 01/11/1993. Si divide in due parti: Trattato sull’UE e trattato sulle originarie istituzioni

europee (CECA, CEE, EURATOM).

L’Unione quindi si fonda sulle tre istituzioni europee (i tre trattati) più altri due pilastri:

1. Pilastro sulla cooperazione nella politica estera e sicurezza comune (TESC)

2. Pilastro sulla giustizia e affari interni (GAI)

Principali novità:

- Si inserisce la nozione di cittadinanza dell’Unione. Essere cittadino dell’Unione comporta dei diritti.

- Nasce l’unione economica e monetaria (moneta unica).

TRATTATO DI AMSTERDAM:

Terza revisione dei trattati; entra in vigore 01/05/1999. Aspetti essenziali:

- Ha riconosciuto e proclamato i valori fondamentali della tutela dei diritti umani. Quindi si parla di

Unione europea non solo a livello economico, ma si parla di libertà, democrazia, rispetto dei diritti

umani. Chi vìola i diritti umani avrà delle sanzioni da parte del Consiglio dei ministri.

TRATTATO DI NIZZA:

Quarta revisione del trattato; entra in vigore 01/02/2003.

Prevede una riforma del sistema giurisdizionale, che ha un impatto fondamentale sull’evoluzione della

corte di giustizia europea.

Altro aspetto importante: dichiarazione relativa al futuro dell’Unione, approvata dalla conferenza di Nizza e

che pone le basi per un’altra conferenza intergovernativa di revisione del trattato.

Fallimento del trattato che adotta una Costituzione per l’Europa.

Quinta revisione del trattato; firmato a Roma nell’ottobre 2004.

Obiettivo: creare un nuovo e unico trattato per l’Unione contenente tutte le regole. L’entrata in vigore del

trattato istituzionale non va a buon fine perché viene bloccata da due referendum negativi, in Francia e nei

PB, che bocciano la ratifica del trattato.

Dopo due anni si abbandona il progetto perché i Paesi non ritenevano che il testo fosse da ratificare, cioè

da introdurre nei propri ordinamenti. 4

J.C. – Diritto dell’Unione Europea

I contenuti del trattato diventano, però, nel Luglio del 2007, le basi per la conferenza di Lisbona per la

creazione di un nuovo trattato, detto trattato di revisione o trattato di Lisbona che rappresenta la quinta e

ultima revisione ed entra in vigore il primo dicembre 2009. Le novità introdotte servivano ad adeguare le

istituzioni europee ai nuovi Stati membri.

Progressivo allargamento dell’UE tramite l’adesione di nuovi Paesi membri (28 poi 27 con la Brexit).

Il primo gennaio 1973 aderiscono Regno Unito, Irlanda, Danimarca

✔ Il primo gennaio 1981 aderisce la Grecia

✔ Il primo gennaio 1986 aderiscono Spagna e Portogallo

✔ Il primo gennaio 1995 aderiscono Austria Finlandia e Svezia

✔ Il primo maggio 2004 aderiscono 10 nuovi paesi: Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia,

✔ Repubblica Ceca, Slovenia, Slovacchia e Ungheria

Il primo gennaio 2007 aderiscono Bulgaria e Romania

✔ Il primo luglio 2013 aderisce la Croazia

Quindi l’applicazione del trattato dell’Unione si estende su un territorio più ampio.

Dal 31/01/2020 il Regno Unito è uscito dall’UE. Conseguenza del referendum in cui il popolo del Regno

Unito ha optato per l’uscita dall’Unione: 52% vota per uscire e 48% vota per rimanere.

Ne segue un periodo di transizione durante il quale Regno Unito e Unione stanno negoziando le relazioni

future. LA BREXIT

L’ingresso del Regno Unito nell’UE avviene il primo gennaio del 1973; il 16/06/2016 la popolazione decide

con un Referendum di uscire dall’Unione (voto del 52%). Il 31 gennaio 2020 vi è l’uscita ufficiale.

Premessa:

Il trattato di Lisbona si divide in due parti

1. Il TUE (55 articoli): trattato sull’Unione Europea: contiene le norme fondamentali dell’UE.

Art. 50: possibilità per gli stati membri di uscire dall’unione.

Già il diritto internazionale prevedeva il diritto di recesso da un qualsiasi trattato, ma con la stesura

del trattato di Lisbona si inserisce questa possibilità.

2. Il TUFE (357 articoli): trattato sul funzionamento dell’Unione europea

Lo specifico caso di uscita dall’UE del Regno Unito è detto BREXIT.

Excursus della storia del Regno Unito prima della Brexit:

❖ Prima del 1973, l’UE aveva rifiutato per ben due volte l’ingresso del Regno Unito nell’Unione.

❖ Poi nel ’73 entra a farne parte.

❖ Già nel 1975 si fece un referendum per scegliere se rimanere o uscire: vinse il “remain”.

❖ Nel 1984 fase “our money back”: la premier Margaret Tucker chiede uno sconto sui soldi che

Londra versa come contribuente per sovvenzionare l’agricoltura europea.

❖ Nel 1993 entra in vigore il Trattato di Maastricht che istituisce la moneta unica; UK resta fuori dal

sistema mantenendo la sua moneta. Inoltre UK non è sottoposto al controllo della Corte di giustizia

dell’Unione per il rispetto della Cart

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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher JessicaCologni99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Persano Federica.
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