Diritto UE
L’Unione Europea un’organizzazione internazionale.
Diritto primario: norme costituzionali dell’UE. Il diritto dell’unione europea può essere diviso nella parte
istituzionale e nel diritto sostanziale. Il corso si dedica essenzialmente al diritto istituzionale.
Il programma ha una parte speciale e una parte generale. Gran parte del corso è sulla parte generale, diviso in
una serie di capitoli.
Il primo è dato dallo studio delle origini e del processo di integrazione. Dopo le lezioni introduttive
andremo a studiare l’assetto dell’unione europea. Poi sulle istituzioni politiche: sia il dato strutturale che
funzionale (i loro poteri). Poi le fonti dell’orientamento giuridico dell’unione, e le caratteristiche e le
competenze della Corte di giustizia con successivo approfondimento delle relazioni esterne dell’UE.
L’origine e l’evoluzione del processo d’integrazione europea.
Il processo d’integrazione europea nasce negli anni ‘50 del secolo scorso con l’istituzione delle tre comunità
europee, da quest’origine si arriva all’unione europea.
Il contesto nel quale vengono a sorgere le tre comunità europee è quello del secondo dopo guerra ed è un
contesto caratterizzato dal fatto che in quegli anni vengono a moltiplicarsi le organizzazioni internazionali
attraverso le quali si realizza la cooperazione tra gli stati europei e non solo.
Quindi, il grande sviluppo delle organizzazioni internazionali è dopo la seconda guerra mondiale. Tra gli
anni 40 e 50 si moltiplicano le organizzazioni regionali (dunque europee) e alcune di esse sono di tipo
classico, nelle quali abbiamo una cooperazione intergovernativa. Queste sono tre.
La prima è OECE (Organizzazione Europea Per La Cooperazione Economica) che serviva per la gestione
degli aiuti del piano Marshall. Questa andrà a esaurire la sua funzione e sarà sostituita dall’OCSE
(Organizzazione Cooperazione E Sviluppo Economico). Un secondo ambito è l’ambito militare: qui la più
importante realizzazione è la Nato. La Nato è un’organizzazione che comprende anche gli Usa e il Canada,
non solo stati europei, ed anche l’UEO (in ambito militare) che nasce nel 1954 come sviluppo di Patti tra
Francia e Regno Unito. Nel 49 abbiamo la costituzione del Consiglio D’Europa (firma 5 maggio 1949). Il
consiglio d’Europa ha scopo politico, di tutelare democrazia, diritti fondamentali, stato di diritto.
NB: Queste sono ong di tipo classico, tipiche forme di cooperazione intergoverantiva.
Le fondamentali caratteristiche sono 3: primo come tutte le ong anche queste organizzazioni hanno diversi
organi, ma in questa organizzazione è predominante l’organo formato dagli stati membri (tutla interessi
particolaristici), possono avere le seguenti denominazioni: il comitato dei ministri, il segretariato e
un’assemblea parlamentare.
Il comitato è l’organo che rappresenta gli stati nel loro momento particolaristico. Seconda caratteristica è
che non solo gli organi formati di stati è prevalente e il suo processo decisionale è all’unanimità. Terza
caratteristica: è abbastanza raro che queste organizzazione abbiano capacità di adottare atti a carattere
vincolante. Infatti abbiamo la raccomandazione.
Accanto a questo modello intergovernativo, abbiamo un modello comunitario che si sostanzia nelle tre
comunità europee. Padri fondatori delle comunità europee: Robert Schumann, Jean Monnet, Alcide De
Gasperi, Adenauer, Paul Henry Spaak. La dichiarazione Schumann: dichiarazione del 9 maggio del 1950.
Questa dichiarazione è un documento politico e non giuridico un atto che possiamo considerare chiave
nella nascita delle tre comunità europee. Infatti, dopo questa dichiarazione iniziano i negoziati per la CECA.
In questa dichiarazione abbiamo alti ideali e concretezza, contiene una proposta molto specifica in quanto si
parla di carbone e acciaio, ma ha obbiettivi ideali molto alti. Ci sono tre parole chiave: “la pace mondiale non
potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi”, quindi il primo obbiettivo è quello della pace. Un
secondo obbiettivo è lo sviluppo economico. Un terzo obbiettivo ideale é l’obbiettivo della federazione
europea.
Perché partire dal carbone e dall’acciaio?
Il controllo della Ruhr e della Sahr era una delle contese tra Francia e Germania che hanno portato alla
guerra, quindi è l’unico modo per portare la pace è proprio la comunitarizzazione delle risorse strategiche. La
proposta di Schumann è quindi una proposta indirizzata alla Germania. Questa dichiarazione viene accolta
dalla Germania, a questo progetto aderiscono anche l’Italia e i tre paesi del Benelux. La firma della CECA è
nel 51, i mesi successivi abbiamo le ratifiche e nel 52 abbiamo la nascita effettiva della ceca. La ceca ha
cessato di esistere il 23 luglio del 2002, perché lo stesso trattato della ceca aveva una clausola di estinzione.
La ceca ruota intorno a 4 istituzioni: Alta Autorità, Consiglio Speciale Dei Ministri, Assemblea Comune E
La Corte Di Giustizia. Alta autorità è un organo di interessi individualisti (interesse generale), mentre il
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consiglio è particolarista (interesse stati). Il consiglio ha solo una funzione consultiva, ma i poteri decisionali
effettivi sono dell’alta autorità che ha poteri vincolanti verso gli stati e verso le persone giuridiche.
La CECA, istituita con il trattato di Parigi del 1951 e entrata in vigore nel 52. Struttura istituzionale
quadripartita della ceca. Prima è l’alta autorità organo di rappresentanza dell’interesse generale
dell’organizzazione, ed è il tratto più peculiare il fatto che questa sia l’istituzione dotata di maggiori poteri.
Può adottare anche decisioni vincolanti direttamente rivolte alle imprese carbosiderurgiche. Il consiglio
speciale dei ministri, un organo di rappresentanza degli stati membri che svolge una funzione consultiva.
Assemblea comune che è un organo di rappresentanza indiretta dei popoli in quanto composta dai
parlamentari nazionali dei sei stati membri. Infine abbiamo la Corte Di Giustizia, un organo giudiziario. Nei
primi anni 50 la facilita sul quale si era trovato l’accordo per la ceca induce ad un’accelerazione nel processo
di integrazione, infatti già il 27 maggio del 52 i sei stati firmano un trattato istitutivo della Comunita
Europea Di Difesa (CED).
L’idea di questo trattato era mettere in comune gli eserciti degli stati membri sotto un commissariato
corrispondente a quello che nella ceca è l’alta autorità. Trattato viene firmato nel maggio 52 nei mesi
successivi viene assegnato il compito di redigere una bozza di trattato istitutivo di una comunità politica
europea, perché se si va ad agire sul piano militare bisogna agire anche sul piano politico. Tutti questi
sviluppi vengono bloccati quando nel 54 una camera francese decide di rinviare (sine die: senza dire quando)
la discussione sulla ratifica del trattato Ced.
Questo perché entrano in giochi fattori che entrano sul piano interno della Francia, ma anche motivazioni
internazionali perché il processo di integrazione europea era stato stimolato dall’esigenza di una
ricostruzione economica e intorno agli anni 50 cominciano ad attenuarsi queste esigenze. Abbiamo quindi
una prima crisi del processo di integrazione.
La storia dell’integrazione è una storia di crisi e di superamento di queste.
Nel giugno del 55 si tiene a Messina una conferenza tra i ministri degli esteri dei 6 e a Spaak (esteri belga)
gli viene dato il compito di redigere un rapporto per rilanciare il processo di integrazione un documento di
natura politica per la negoziazione di due trattati: dopo questo trattato si procede alla firma di due trattati:
Comunità Economica Europea (Cee) E Della Comunità Europea Dell’Energia Atomica (Ceea O
Euratom). Entrambi sono stati firmati il 25 marzo del 52 nel trattato di Roma, entrato in vigore a gennaio del
58. Abbiamo ora tre comunità, l EURATOM è una comunità che ha una ragione speciale molto specifica
rappresentato dagli usi pacifici dell’energia nucleare (non si include la sfera militare). La più importante
delle tre è la cee, l’obbiettivo principale che ci si propone è di dar vita a un mercato comune generale, quindi
non a specifici prodotti. Questo mercato comune si fonda sin dall’origine sulla: liberta circolazione delle
merci, delle persone intese come lavoratori, dei servizi e dei capitali (4 libertà di circolazione). Prevede
anche l’istituzione di una politica di concorrenza. Accanto a questa impronta liberista abbiamo un regime
particolare nello specifico ambito della PAC, fortemente voluta dalla Francia con un’impronta protezionista.
Anche queste due comunità hanno una struttura quadripartita: commissione (corrisponde all’alta autorità),
che rappresenta interesse generale organizzazione, consiglio dei ministri, formato da ministri degli stati
membri e che rappresenta interessi particolaristici, assemblea comune (o assemblea parlamentare e poi
parlamento europeo) che un organo di rappresentanza indiretta dei popoli e infine la corte di giustizia.
Fin dal 57 ai trattati di Roma è allegata una convenzione relativa ad alcune istituzioni comuni abbiamo
un’unica assemblea comune e corte per le due comunità, restano separate commissione e consiglio per le due
comunità. Con trattato Bruxelles nel 65 verranno unificate anche la commissione e il consiglio per tutte e tre
le comunità.
Quindi, abbiamo tre comunità distinte con un apparato comune. Il trattato Cee e Euratom modificano gli
equilibri istituzionali rispetto al trattato ceca: infatti, nella CECA l’ Alta Autorità era l’istituzione
predominate, mentre in CEE E EURATOM il più importante è il consiglio (quindi interesse particolaristico).
Nel sistema CEE ed EURATOM tornano ad essere prevalenti gli interessi particolaristici.
Tema sulla natura giuridica dell’unione europea.
La CEE e altre due comunità hanno l’organo di interesse dell’organizzazione comunque molto forte. Nella
CEE e EURATOM la regola di voto nel quadro della comunità europea è la maggioranza qualificata. La CEE
e le altre due comunità possono adottare atti vincolanti per gli stati, ma anche per gli individui e direttamente
applicati negli ordinamenti interni (ad esempio il regolamento che entra direttamente nell’ordinamento
interno). Le comunità si dice che siano organizzazioni sovrannazionali (qualcosa che sta meta tra
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organizzazione internazionale di tipo classico e stato federale) per indicare un qualcosa di terzo genere
rispetto ad un’organizzazione internazionale ed uno stato federale. L’impostazione degli internazionalisti è
che questa tesi non è corretta, che non esiste questo terzo genere, ma l’unione altro non è che
un’organizzazione internazionale con delle peculiarità: l’unione si fonda su dei trattati internazionali.
Evoluzione sul processo di integrazione dell’unione europea. Problema della natura giuridica delle comunità
europee o dell’unione europea. L’unione non e uno stato, ma un organizzazione internazionale, quindi è
importante la natura internazionalistica dell’UE, poiché si fonda su trattati internazionali e che non si sono
trasformati nella costituzione di uno stato federale e lo capiamo dal fatto che i vari stati membri restano i
padroni dei trattati, li possono modificare, possono recedere e potrebbero anche decidere di estinguere l
unione. Si è cercato di identificare l’UE come Tertium genus: come organizzazione sovranazionale. Di fatto
è un’organizzazione internazionale, seppur con delle particolarità.
Proseguiamo il nostro discorso riguardo l’evoluzione del fenomeno d integrazione e lo faremo distinguendo
due linee direttrici: il primo è quello che possiamo qualificare come l approfondimento del processo d
integrazione, mentre il secondo è rappresentata dall’evoluzione della membership: allargamento a nuovi
stati membri (o anche possibile riduzione).
Approfondimento: studiare ciò significa dal punto di vista giuridico studiare i diversi trattati di revisione che
sono andati a modificare i tre trattati istitutivi. Abbiamo revisioni a partire dagli anni 80: Atto Unico
Europeo (AUE) firmato dagli stati membri nel febbraio del 86 e entrato in vigore luglio 87; Trattato di
marstricht firmato a febbraio del 92 e entrato in vigore il primo novembre 93; Trattato Di Amsterdam
firmato il 2 ottobre del 97 e entrato in vigore il primo maggio 99; Trattato Di Nizza firmato il 26 febbraio
2001 e entrato in vigore nel febbraio 2003; Trattato Di Lisbona firmato a dicembre 2007 e entrato in vigore
il primo dicembre 2009.
Vigenti regole che disciplinano le procedure diverse di revisione dei trattati: procedure ordinarie e
semplificate, che sono state introdotte dal trattato di Lisbona. Tutte queste revisioni sono state apportate con
una convocazione di una conferenza intergovernativa (sigla: CIG). Ovvero tutte le volte che si è voluta fare
una revisione si è convocata una conferenza in cui erano rappresentati tutti i governi degli stati membri e
negoziano revisioni. Il criterio cardine è quello dell’unanimità, ma una volta firmato deve anche essere
ratificato. Infatti non è presente il trattato costituzionale europeo che è stato firmato, ma non è mai entrato in
vigore perché e stato ratificato da soli 18 stati membri. Tutto ciò rende inevitabile che si raggiungano selle
situazioni di compromesso. Questi cinque trattati ci dicono che in quegli anni vi è stata una sorta di processo
di revisione permanente di quei trattati: si è continuato a negoziato per far evolvere il processo di
integrazione. Abbiamo avuto 30 anni di stabilità, prima dei trattati di revisione. Nei primi trenta anni c’era
stato qualche piccolo trattato di revisione, ma molto specifici. Trattato di Bruxelles sulla fusione degli
esecutivi più due trattati su questione di bilancio.
Il punto di partenza era quello su una comunità europea sul mercato comune e poi la ceca e l’EURATOM.
L’ATTO UNICO EUROPEO è uno dei trattati di revisione generale. Siamo a metà anni 80. L’atto unico
europeo è da ricordare perché segna un’evoluzione dal mercato comune al mercato interno da realizzare
entro il 31 dicembre del 92. Mercato interno è l’espressione che i trattati usano o anche single market che
traduciamo mercato unico: è un’evoluzione rispetto al mercato comune. Definizione mercato interno
all’interno dei trattati altro non fa che evocare le quattro libertà di circolazione (circolazione delle persone
si intende lavoratori). La differenza sta nel principio che fonda la realizzazione di queste libertà di
circolazione perché mentre nel caso del mercato comune il principio in questione e il principio del paese di
destinazione nel mercato interno il principio fondante e il principio del paese di origine o principio del
mutuo riconoscimento. La sentenza del 79 nel caso de Cassis de Dijon: una catena di supermercati tedesca
voleva importare un liquore francese (il Cassis) se non che all’epoca in Germania vi era una normativa
tecnica (normative sulle caratteristiche dei prodotti) che diceva che sul mercato tedesco potevano essere
commercializzati dei liquori solo se avessero una certa gradazione alcolica minima, ma il Cassis non
raggiungeva quella gradazione (era piu bassa). Principio del paese di destinazione: una merce prodotta in
Francia può accedere ai mercati degli altri stati membri ma a condizione di rispettare la normativa del
mercato di questi. Se queste normativa non sono uguali è difficile commerciare. La corte in questo caso
enuncia questo principio che verrà utilizzato nell’ atto unico.
La corte sostiene che vale il principio della Normativa del paese di origine: se un prodotto rispetta la
normativa dello stato di origine deve poter liberamente circolare in tutto il mercato interno. Abbiamo dei
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limiti solo quando abbiamo esigenze imperative di interesse generale. Lo stato di destinazione non può porre
ostacoli, a meno che non abbiamo esigenze imperative di interesse generale. La corte vuole cercare quindi
con la sentenza a smantellare la logica protezionistica sul paese di destinazione. La normativa tedesca
impediva di vendere con la denominazione “birra” prodotti che venivano dagli altri paesi e non venivano
prodotte con determinati elementi della tradizione (solo orzo, luppolo e malto), questo per difendere la difesa
del consumatore tedesco. La corte in questo caso dice che è d’accordo, ma che si può ottenere lo stesso
risultato con mezzi meno restrittivi: imponendo un’etichettatura che elenchi tutti gli ingredienti. Questo
principio di afferma tra fine anni 70 e inizio anni 80 con l’atto unico europea che permette di passare ad una
forma di mercato molto più integrata. Lo stesso problema del paese di destinazione si è posto con i titoli di
studio. L’atto unico europeo è importantissimo da questo punto di vista. Atto unico europeo porta ad un
ampiamento sulla politica ambientale, coesione economica e sociale (politica regionale), la ricerca e lo
sviluppo tecnologico, un primo abbozzo di cooperazione tra stati sulla politica estera (cooperazione politica
europea).
Trattato Di Maastricht che per molti versi è il più importante fra tutti i trattati. La sua denominazione
ufficiale è trattato sull’unione europea ed è con questo trattato che viene istituita l’espressione e creazione
dell’unione europea. Il trattato di Lisbona interverrà ulteriormente su queste tematiche. Maastricht istituisce
l’unione europea come una realtà complessa che comprende le comunità europee, ma non si esaurisce nelle
comunità europee preesistenti. Per spiegare questa struttura si è fatto
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