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Appunti di diritto comparato della privacy

Roberson vs Rochester Folding Box

Una quindicenne viene ritratta senza consenso e questa foto viene utilizzata a scopi pubblicitari. Ciò comporta una serie di derisioni ed una conseguente sofferenza psicologica tale per cui la famiglia cita in giudizio chi aveva utilizzato la fotografia. In questo caso la Corte di New York ritiene che non esiste un diritto alla privacy (12 anni dopo l'articolo W-B). L'anno successivo lo stato di New York introduce un paragrafo nel Civil Rights Act riconoscendo una violazione in tort in merito al diritto della privacy (sono i primi ad introdurre questa normativa).

Tre anni più tardi vi è un altro caso di utilizzo di una foto senza consenso per scopi pubblicitari; in questo caso la corte della Georgia riconosce il diritto alla privacy ed in particolare un’azione in common law. Il ragionamento alla base di ciò è che è giusto che ciascuno possa scegliere cosa rendere pubblico o meno della propria vita privata, quando, in che modo ecc… comincia così pian piano ad avere influenza l’articolo di Warren e Brandeis.

L'articolo di Prosser del 1960

Nel 1960 viene pubblicato un articolo da tale Prosser. Egli analizza più di 300 casi in materia di privacy decisi dopo la pubblicazione di Warren and Brandeis. Trae da tutte queste sentenze quattro figure di tort che riguardano tutte il right of privacy. Queste vengono poi inserite negli Statments of tort nel 1977, diventando quindi legge, esattamente come li aveva teorizzati lui:

  • Public disclosure of private facts: (oggi si chiama 'private life'). Riguarda le informazioni divulgate senza consenso. Non si tratta di informazioni qualunque, ma di informazioni offensive nel senso che, agli occhi di una persona ragionevole, è offensivo pubblicarle. Al contempo quelle informazioni non devono essere di interesse per il pubblico. Siamo ancora una volta di fronte ad un bilanciamento tra interesse pubblico e quello dell’individuo: questo è alla base del giornalismo (diritto di cronaca VS riservatezza). Questa figura è composta di quattro elementi: informazioni veritiere, offensive per una persona ragionevole, non deve esserci l’interesse del pubblico a conoscerle e devono essere così intime da configgere con il senso comune del decoro (questi requisiti devono ricorrere contemporaneamente).
  • Intrusion upon seclusion: è l’unica delle quattro che non necessita della pubblicazione delle informazioni, si ha semplicemente quando qualcuno entra nella vita privata altrui senza consenso, senza divulgazione. Dev’esserci anche qui l’offensività. Si parla sempre di condotte commesse con volontà, non casualmente.
  • False light: Assomiglia alla diffamazione, consiste nel mettere in cattiva luce agli occhi del pubblico una persona pubblicando delle informazioni non veritiere, o pur essendo veritiere esposte in modo da falsare l’opinione su questa persona. Vi dev’essere sempre offensività secondo una persona ragionevole e chi pubblica deve farlo consapevolmente sapendo che non corrispondono al vero.
  • Appropriation: ora Arricchimento che si può ottenere dal nome o dall’aspetto di altri senza il suo consenso.

Lake vs Wal Mart Stores (1998)

Due ragazze sono in vacanza e, mentre fanno la doccia insieme vengono fotografate dalla sorella, il rullino viene sviluppato da Wal Mart, ma i dipendenti si rifiutano di stampare alcune foto per la loro natura scabrosa. Qualche mese dopo la fotografia sotto la doccia inizia a circolare senza il consenso delle ragazze, le quali citano in giudizio Wal Mart chiedendo un risarcimento sulla base di tutte e quattro le figure di tort appena viste. La District Court non accoglie le domande perché in Minnesota non erano stati riconosciuti tali torts, mentre la Corte Suprema dello stesso stato le accoglie affermando che esiste un diritto alla privacy e che ognuno di noi ha una persona pubblica che decide di esporre, ed una privata; questo diritto va riconosciuto in capo alle ragazze, la Corte, però, riconosce solo tre dei torts, escludendo quello di false light (ritenuto non applicabile nel caso di specie).

Interessante è la dissenting opinion della Tomljanovich che afferma che il diritto alla privacy non è quello è azionato dalle due ragazze, ma ha a che fare con il matrimonio e la procreazione (che sono, sì, dei suoi aspetti, ma esso non riguarda solo quelli).

Altri torts esistenti nel common law

In realtà oltre ai quattro torts, ne esistevano già altri nel common law, ancora prima dell’intervento di Warren and Brandeis. Essi sono:

  • Breach of confidentiality: si tratta di un rapporto tra professionista e cliente/paziente dove ci sono delle informazioni coperte dal segreto professionale, che, ciononostante, vengono divulgate.
  • Defamation: divulgazione di notizie false relative ad un individuo. Forma orale (Slander), forma scritta (Libel).
  • Infliction of emotional distress: danno psicologico, non è esclusivo del diritto alla privacy, ma si può invocare anche in questo caso.

Interpretazione delle costituzioni

Le costituzioni vengono lette in tanti modi, si riesce così a riconoscere il diritto alla privacy, nonostante la mancanza di una previsione costituzionale di una tutela per tale diritto. Ad esempio il 1o emendamento tutela la libertà di espressione, ma anche di associarsi: da un punto di vista della privacy viene letto nel senso che non si può obbligare qualcuno a rivelare di quali associazioni fa parte. Il 4o emendamento è il diritto ad essere sicuri all’interno delle proprie case e per tutto ciò che riguarda i nostri affetti e la nostra persona nei confronti di irragionevoli perquisizioni da parte dello Stato.

Olmstead vs United States (1928)

Periodo del proibizionismo. Olmstead era un contrabbandiere di alcolici (violava, quindi, le norme sul protezionismo). Erano state effettuate delle intercettazioni telefoniche nei sotterranei dell’ufficio di Olmstead e nelle strade pubbliche per incastrarlo. Per cercare di far cadere l’accusa Olmstead afferma che le intercettazioni erano state raccolte in violazione del 4o emendamento, questo perché esso andava letto in versione più ampia di quella abituale (= si parla tendenzialmente di cose fisiche, doveva quindi esserci una violazione fisica per avere l’effettiva violazione dell’emendamento. Olmstead ritiene invece che si vada anche oltre la parte ‘fisica’, riguardando anche le informazioni della persona). La Corte Suprema rifiuta, però, questa sua versione affermando che le intercettazioni erano ottenute in modo lecito e che l’individuo andava condannato.

Louis Brandeis, nel frattempo, diventa giudice della Corte Suprema e sostiene una lettura innovativa del 4o emendamento affermando che è stato introdotto non solo a tutela della proprietà fisica, ma anche delle emozioni/pensieri ecc.. e torna a parlare del diritto alla privacy come un ‘right to be left alone’, questo diritto è istituito dalla Costituzione nei confronti del governo affinché gli individui possano difendersi dalle intrusioni di quest’ultimo. (‘Non sappiamo fino a che punto il governo potrà entrare nelle nostre vite’ – cit.) Questa è una visione che caratterizza soprattutto il diritto alla riservatezza negli Stati Uniti e non tanto nel continente europeo.

Planned Parenthood Center of New Heaven

Materia di contraccezione. Nel Connecticut c’era, però, una legge che vietava i metodi di contraccezione e vietava, di conseguenza, anche l’attività di informazione su questa. Questi medici aprono volontariamente questa clinica per creare il caso e poter impugnare la legge. Vengono, infatti, sanzionati, e impugnano il provvedimento sostenendo che la legge del Connecticut è in contrasto con la Costituzione stessa, in particolare con il 1o emendamento e con il 14esimo che riguarda la libertà delle persone. Si introduce in questo contesto il ‘right to medical privacy’ di coppia. La Corte Suprema, in effetti, accoglie questa lettura della costituzione, tutelando una privacy coniugale. La legge in questione dev’essere abrogata. Questo diritto alla privacy coniugale verrà trovato nelle penombre della costituzione: ogni articolo non va letto in modo secco, ma va pensato con una capacità di estendersi e questa lettura permette di dare vita e di dare maggior applicazione alla costituzione. Il right of privacy si estende tanto da coprire anche la materia di procreazione.

Katz vs United States (1967)

Questo individuo fa delle scommesse illecite utilizzando una cabina telefonica pubblica. L’FBI piazza sulle cabine telefoniche dei dispositivi che registrano ed ascoltano ciò che dice. Lo monitorano e sulla base delle prove ottenute lo accusano. La Corte d’Appello, sulla scorta della giurisprudenza precedente, afferma che non c’è violazione del 4o emendamento perché non c’è stata violazione della proprietà, tanto più perché si parla di cabine pubbliche. La Corte Suprema ribalta la decisione dell’appello, riconoscendo che il 4o emendamento ha una portata più ampia di quello attribuitegli fin ora. Si parla ancora di ragionevolezza. Queste intercettazioni sono effettivamente un search and seizure, questo perché il 4o emendamento non tratta solo di oggetti tangibili, ma protegge le persone. C’è stato, quindi, un overruling. Come si fa a capire se una persona pensa di essere in una situazione privata? Si introduce con una concurring opinion il ‘reasonable expectation of privacy’ di Harlan. Egli propone un test in due fasi: capire se quell’individuo ha dimostrato di avere un’aspettativa di privacy + una volta accertata l’aspettativa, dobbiamo capire se la società considera questa aspettativa come ragionevole. È una valutazione, ovviamente, caso per caso.

Roe vs Wade (1973)

Una donna texana intendeva abortire, cerca di farlo legalmente ma le leggi del Texas lo proibivano. Finge di essere stata violentata (in quel caso era permesso), ma la smascherano. Con due avvocatesse cerca di promuovere un giudizio al fine di abrogare la legge in questione. La Corte Suprema decide che è diritto di una donna decidere se porre fine ad una gravidanza o meno, questo perché il diritto alla privacy rinvenuto in diverse disposizioni della Costituzione è così vasto da ricoprire anche questo tipo di scelta.

Whalen vs Roe (1977)

Si parla di privacy da un punto di vista informazionale (diverso dai casi precedenti). Lo stato di New York prevedeva che i farmacisti annotassero tutte le informazioni riguardanti i pazienti che acquistavano determinati medicinali; l’idea era di evitare che si diffondessero dei medicinali contraffatti. Questo implicava anche, però, che esistessero dei database particolarmente delicati. Un gruppo di pazienti assieme a delle cliniche decidono di impugnare questi database in quanto ritenuti in contrasto con il diritto alla privacy. Per la prima volta la Corte Suprema riconosce un ‘right to information privacy’ garantito dalla Costituzione. Esso permette all’individuo di arginare la diffusione delle sue informazioni personali se non vuole e ciò gli permette anche di autodeterminarsi ed avere indipendenza nelle sue scelte più importanti. Nel caso di specie la Corte Suprema non va ad abrogare la normativa perché ritiene che la normativa introdotta sia più importante della privacy, nonostante si riconosca questo diritto.

La privacy può anche avere a che fare con la democrazia: possiamo esprimerci liberamente perché non siamo ricattabili, se andassero ad intaccare la nostra vita più privata condizionerebbero anche la nostra possibilità di esprimerci liberamente.

Kyllo vs United States (2001)

Effettuano un esame base dell’analisi termografica, sospettando che Kyllo coltivasse marijuana. Ottengono il mandato e trovano le piante. Kyllo afferma che è stato utilizzato un search and seizure prima di avere il mandato, quindi in violazione del 4o emendamento. La Corte Suprema dà ragione a Kyllo affermando che anche le immagini esterne della casa e ciò che siamo in grado di scoprire all’interno sono subordinate alla necessità di mandato.

U.S. vs Jones (2012)

C’erano dei sospetti riguardo al fatto che questo individuo avesse a che fare con il narcotraffico. Applicano un GPS sulla macchina della moglie per controllarli, questo mediante autorizzazione tramite mandato; il problema è che il GPS viene lasciato più a lungo di quanto permesso. L’imputato dice che è stato violato il 4o emendamento. La Corte gli dà ragione e ribadisce che, nonostante nel caso Katz si sia pensato ad un’estensione del 4o emendamento, ciò non significa che l’interpretazione originaria venga meno.

Riley vs California (2015)

Un individuo viene fermato dalla polizia per una violazione del codice della strada e, accedendo al suo veicolo, scoprono che ha delle armi detenute in maniera illegale e per questo viene arrestato. Una volta arrestato la polizia accede al suo cellulare e, attraverso l’analisi dei dati, riescono a scoprire che questo individuo è collegato ad una sparatoria avvenuta tempo prima tra bande, dove vi era stato un tentato omicidio. Sulla base di ciò il signor Riley viene imputato per tentato omicidio, egli chiede, però, che le prove vengano soppresse in quanto in violazione del 4o emendamento. Bisogna sottolineare che il soggetto era già in custodia e non libero. Nei primi due gradi la raccolta delle prove viene considerata, però, legittima. La Corte Suprema decide in un altro senso: ragionano in termini di privacy e dicono che è vero che un soggetto in stato di arresto ha una privacy ridotta rispetto ad un comune cittadino ed è possibile perquisirlo per cercare delle prove, ma quello che conta è andare a vedere nel caso specifico che tipo di oggetto è stato ispezionato e, quindi, le caratteristiche del cellulare così come lo intendiamo, perché un soggetto arrestato ha comunque una privacy, anche se attenuata. Se consideriamo questo grado di privacy notiamo che lui aveva diritto di privacy su quell’oggetto e sui suoi contenuti. La Corte dice infatti che oggigiorno, quando noi circoliamo nel nostro quotidiano, portiamo moltissimi dati anche molto riservati nel nostro cellulare; questo in passato non avveniva. C’è quindi una sorta di invasività nel controllo di un cellulare, pur appartenendo ad un soggetto già sottoposto a custodia ed arresto. Era, quindi, necessario un mandato.

Previsioni specifiche sulla privacy negli Stati Uniti

Alcuni stati hanno introdotto delle previsioni specifiche sulla privacy cercando, in qualche modo, di ovviare alle mancanze della Costituzione federale. Ad esempio la California prevede la privacy tra i vari diritti inalienabili in capo alle persone. Anche in Florida troviamo un paragrafo specifico a riguardo, chiamandolo proprio ‘right to be left alone’; allo stesso modo l’Alaska lo prevede all’art. 1.22.

Oltre al livello costituzionale esistono anche delle norme a tutela della privacy e tutte sono figlie delle Fair Information Practices del 1973 (= principi usati come base per tutte le normative successive in materia di privacy e che hanno anche influenza su normative adottate al di fuori del territorio statunitense). Esse sono:

  • Non devono esserci database segreti.
  • Il soggetto titolare del dato deve avere la possibilità di sapere se ci sono dati personali su di lui che sono stati raccolti e come vengono utilizzati. Diritto d’accesso.
  • Devono esserci dei modi per prevenire l’utilizzo di dati personali per scopi diversi da quello per il quale erano stati raccolti.
  • Ci dev’essere una possibilità di una rettifica del dato personale se si accorge che non è corretto.
  • Coloro che creano i database ne sono considerati responsabili e devono porre in essere delle misure per evitare che vi siano degli utilizzi illegittimi dei dati stessi.

Successivamente abbiamo una serie di normative per andare a proteggere determinate categorie di dati (es: 1974 Privacy Act che è il più ampio; tutti gli altri sono indirizzati a proteggere categorie ben precise: Family Educational Rights and Privacy Act 1974, Right to Financial Privacy 1978 … negli anni ’80: Cable Communications Policy Act 1984, Telephone Consumer Protection Act 1991, Video Privacy Protection Act 1988…). Alcune sono normative emergenziali in seguito a qualche accadimento particolare: USA-PATRIOT Act del 2001 permette l’intromissione dello Stato nelle banche dati dei cittadini in seguito all’attacco alle Torri Gemelle.

Tutti gli statues emanati negli anni non sono gli unici esistenti perché ogni stato può adottare delle norme interne. Vi è, quindi, un sistema di leggi inorganico con una serie di settori che non sono coperti da questi acts.

Privacy Act (1974)

Riguarda le banche dati detenute da agenzie pubbliche federali, non ha quindi nulla a che vedere coi privati. Permette di accedere a queste banche dati, riconoscere i dati raccolti e perché sono utilizzati, ottenere una rettifica. Viene richiesto un consenso dell’interessato per la raccolta del dato e la sua diffusione. In realtà esistono una serie di eccezioni alla necessità di richiedere il consenso, come il ‘routine use’: quando un dato è stato raccolto e si ritiene che di routine si possa condividere con un’altra agenzia, perché normalmente sarebbe stato fornito anche a questa, il dato viene semplicemente diffuso.

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Scienze giuridiche IUS/02 Diritto privato comparato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher CriUniTn di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto comparato della privacy e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Caso Roberto.
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