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LEZIONE 1

IMPRENDITORE – art. 2082

“È imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della

produzione o dello scambio di beni o di servizi.”

Professionalmente = CON CONTINUITÀ! E non occasionalmente.

Il concetto di professionalità è legato al concetto di continuatività.

Non si è imprenditori se si svolge un’attività per una sola stagione.

Chi costruisce un unico aeroporto è considerato imprenditore.

NON è imprenditore chi costruisce una villetta.

Attività economica = è necessario tendere al guadagno

Devo vendere ad un prezzo superiore a quello di produzione.

NON è imprenditore chi inizia a vendere sottocosto o alla pari.

L’organizzazione non è un requisito essenziale (ne basta una minima es. agente immobiliare).

Scambio di beni e servizi: il lucro deve essere reinvestito, deve entrare nel mercato.

Ad esempio, un albergo entra nel mercato, la locazione non entra nel mercato.

Chi svolge attività illecita è a tutti gli effetti imprenditore ma gli si applicheranno solo le norme a

sfavore perché non deve essere tutelato.

Chi svolge attività intellettuale (es. commercialista) NON è imprenditore!

IMPRENDITORE AGRICOLO – art. 2135

“È imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo,

selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse.”

Selvicoltura = coltivazione del bosco

La differenza tra animale e bestiame è che dal bestiame ci si possono ricavare gli alimenti.

Attività connesse: manipolazione (coltivo pomodori per ottenere la passata), conservazione

(realizzazione delle conserve), trasformazione (utilizzo latte per produrre il formaggio),

valorizzazione (marchi DOP, DOC ecc.).

Ciclo biologico = nascita, vita, morte

Se il mio fatturato è stato prevalentemente sviluppato dall’attività che deriva da me sono

imprenditore agricolo.

L’imprenditore agricolo NON fallisce.

Ha un rischio ambientale ed economico.

Quello commerciale è soggetto solo al rischio economico.

LEZIONE 2

Chi è il piccolo imprenditore?

È il soggetto che, pur non svolgendo un’attività commerciale, possiede congiuntamente i 3

requisiti contenuti nella legge fallimentare:

a) aver avuto, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di fallimento o

dall'inizio dell'attività se di durata inferiore, un attivo patrimoniale di ammontare

(7)

complessivo annuo non superiore ad euro trecentomila ;

b) aver realizzato, in qualunque modo risulti, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito

(8)

dell'istanza di fallimento o dall'inizio dell'attività se di durata inferiore, ricavi lordi per un

ammontare complessivo annuo non superiore ad euro duecentomila;

c) avere un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore ad euro

(9)

cinquecentomila .

Chi è l’imprenditore commerciale? (Art.2195)

1) un'attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi [2135];

2) un'attività intermediaria nella circolazione dei beni [2203];

3) un'attività di trasporto per terra [1678], per acqua o per aria;

4) un'attività bancaria [1834] o assicurativa [1882, 1883];

5) altre attività ausiliarie delle precedenti [1754].

Sono soggetti all’obbligo dell’iscrizione nel registro delle imprese equivale a dire che sono

imprenditori commerciali.

Un’attività intermediaria nella circolazione dei beni può essere ad esempio l’intermediario

immobiliare.

Altre attività ausiliarie delle precedenti sono ad esempio le attività di trasporto di valori.

A differenza dell’imprenditore agricolo, è soggetto all’iscrizione nel registro delle imprese.

Art. 230 bis (2)

Salvo che sia configurabile un diverso rapporto [2094,2251] , il familiare che presta in modo

(3) (4)

continuativo la sua attività di lavoro nella famiglia o nell'impresa familiare ha diritto

al mantenimento secondo la condizione patrimoniale della famiglia e partecipa agli utili

dell'impresa familiare ed ai beni acquistati con essi nonché agli incrementi dell'azienda, anche in

ordine all'avviamento, in proporzione alla quantità e qualità del lavoro prestato [36 Cost]. Le

decisioni concernenti l'impiego degli utili e degli incrementi nonché quelle inerenti alla gestione

straordinaria, agli indirizzi produttivi e alla cessazione dell'impresa sono adottate, a maggioranza,

(5)

dai familiari che partecipano all'impresa stessa . I familiari partecipanti all'impresa che non hanno

(6)

la piena capacità di agire sono rappresentati nel voto da chi esercita la potestà su di essi [316].

(7)

Il lavoro della donna è considerato equivalente a quello dell'uomo [37 Cost.] . (8)

Ai fini della disposizione di cui al primo comma si intende come familiare il coniuge ,

(9) (10)

i parenti entro il terzo grado ; gli affini [78] entro il secondo ; per impresa familiare quella cui

collaborano il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo.

Il diritto di partecipazione di cui al primo comma è intrasferibile, salvo che il trasferimento avvenga

(11)

a favore di familiari indicati nel comma precedente col consenso di tutti i partecipi . Esso può

(12)

essere liquidato in danaro alla cessazione, per qualsiasi causa, della prestazione del lavoro , ed

(13)

altresì in caso di alienazione dell'azienda . Il pagamento può avvenire in più annualità,

determinate, in difetto di accordo, dal giudice.

In caso di divisione ereditaria [713 ss. c.c.] o di trasferimento dell'azienda [2556] i partecipi di cui al

primo comma hanno diritto di prelazione sull'azienda. Si applica, nei limiti in cui è compatibile, la

disposizione dell'articolo 732.

Salvo che sia configurabile un diverso rapporto vuol dire in via residuale. L’impresa familiare si

occupa tutte le volte che non si riesce ad applicare un’altra normativa (es. contratti di lavoro

subordinati, contratti di consulenza, rapporti di società).

L’impresa familiare è individuale perché abbiamo un imprenditore. Il familiare presta in modo

continuativo la sua attività nella famiglia o nell’impresa familiare.

Se c’è un contratto di lavoro subordinato non applicheremo l’impresa familiare.

Quali sono le decisioni che può prendere il singolo imprenditore?

Quelle ordinarie.

Che differenza c’è tra atti di ordinaria e straordinaria amministrazione?

Gli atti di straordinaria amministrazione incidono sul capitale, quelli di ordinaria amministrazione

incidono sul reddito.

Atto che incide sul capitale: ampliamento o ristrutturazione dei locali, sostituzione della macchina

del caffè, del bancone del bar, della cella frigorifera.

Atto che incide sul reddito: acquisto delle materie prime, acquisto dai fornitori ecc.

Non è l’importo che incide su ordinaria o straordinaria amministrazione.

Se tutti sono d’accordo nel cessare l’impresa, l’impresa cessa.

Se tutti sono d’accordo, meno l’imprenditore in tema di cessazione dell’impresa familiare, che

succede?

Cessa l’impresa familiare, ma rimane come impresa individuale.

Gli affini sono i parenti del coniuge.

Il diritto di partecipare all’impresa familiare è intrasferibile salvo che avvenga a favore di familiari

indicati nel comma precedente. Posso vendere la mia quota a soggetti che siano affini fino al

secondo grado, i parenti entro il terzo grado e il mio coniuge.

Il diritto di prelazione è il diritto di essere preferiti rispetto ad altri.

I partecipanti hanno il diritto di prelazione.

Se ho un diritto di prelazione, la quota deve essere data prima a me, e se ciò non avviene posso

applicare il diritto di riscatto, cioè vado a riscattare la quota che qualcuno ha venduto

illegittimamente a qualcun altro.

La qualità di imprenditore

Silvia è una grandissima pasticcera e ha una pasticceria di fronte alla Bicocca ma, in realtà, nessuno

sa che è pasticcera perché lavora di nascosto. Simone invece fa finta di fare l’imprenditore, in

realtà tutto viene svolto da Silvia. Silvia manda le mail a firma di Simone. L’imprenditore apparente

è Simone.

Silvia si innamora di Alberto e Alberto spende tutti i soldi guadagnati alla pasticceria al casinò.

Chi fallisce? Tre ipotesi:

• Simone;

• Silvia;

• Tutti e due

C’è una teoria che dice che fallisce tanto l’imprenditore apparente tanto l’imprenditore occulto.

Questa teoria si richiama all’art.47 legge fallimentare: si applica analogicamente la norma sul socio

occulto. La norma sul socio occulto però sono due soggetti che lavorano entrambi ma uno rimane

nascosto. La legge dice che se abbiamo due soci di fatto (imprenditore individuale che lavora

veramente e un altro socio occulto che lavora veramente) c’è una società di fatto e quindi fallisce il

socio occulto, fallisce l’imprenditore e anche la società occulta. Ma questo non è il caso che stiamo

analizzando adesso.

In questo però abbiamo un soggetto che non fa nulla e l’altra che fa tutto lei.

Richiamandosi alla teoria del socio occulto, una teoria dice che falliscono tutti e due. La teoria del

testo, che sostiene anche il prof, dice che i vari creditori quando si sono impegnati a dare credito

lo hanno dato a Simone e quindi quando hanno fatto affidamento a un patrimonio, facevano

affidamento sul patrimonio di Simone. Quindi per quale motivo i creditori dovrebbero beneficiare

di un patrimonio su cui non hanno mai fatto affidamento? Non solo. Se facessimo così andremmo

a danneggiare altri creditori: quali altri creditori andremmo a danneggiare se consentissimo ai

creditori di Simone di potersi rivalere sul patrimonio di Silvia?

I creditori di Silvia per le attività palesi di Silvia.

Per questi due motivi, si ritiene che l’unico che risponde è Simone perché è quello che appare,

perché è quello su cui i creditori hanno fatto affidamento e perché andremmo a danneggiare i

creditori di Silvia per le sue attività vere e palesi.

INIZIO E FINE DELL’IMPRESA

Quando inizia l’impresa? Quando si inizia ad esercitare l’attività o quando ci si iscrive al registro

delle imprese?

Quando si inizia ad esercitare l’attività.

La fine dell’impresa è quando cessa l’attività o quando viene cancellata dal registro dell’imprese?

Dopo un anno dalla cancellazione al registro delle imprese perché fino a un anno l’imprenditore è

ancora obbligato a pagare i debiti. Dopo un anno si estingue l’impresa e c’è la fine dell’impresa.

Se dopo la cancellazione l’imprenditore muore, gli estinti sono obbligati a pagare i debiti.

LEZIONE 3

INCAPACE

L’incapace può o meno svolgere l’attività in un’impresa?

L’incapace non può costituire un’attività, lo può fare eventualmente il minore emancipato con il

curatore. La può solo ereditare.

Il minore emancipato è il soggetto che ha compiuto 16 anni e per compiere gli atti di straordinaria

amministrazione ha bisogno dell’assistenza del curatore. E’ l’unico minore che può costituire una

società. Tutti gli altri possono continuarla.

Il minore può fallire?

Sì, se fallisce il minore fallisce l’impresa del minore. Vengono aggrediti i suoi beni e non quelli dei

genitori, i genitori fanno solo da pagatori.

Se il figlio muore, i genitori non sono tenuti a pagare.

Se i genitori accettano l’eredità del figlio pre-morto, rispondono con il proprio patrimonio. Se

rifiutano, non rispondono. Se decidono di accettare con beneficio d’inventario, i due patrimoni

rimangono separati per cui i debiti del minore potranno essere pagati utilizzando il patrimonio del

minore.

Fallisce il minore emancipato.

Un incapace può fallire?

Sì, può fallire.

PUBBLICITA’ LEGALE

Esistono 3 forme di pubblicità: notizia, dichiarativa, costitutiva.

La pubblicità notizia è quella pubblicità con cui si dà notizia di determinati eventi.

La pubblicità dichiarativa (o legale) serve per rendere un atto opponibile ai terzi.

Opponibile ai terzi significa che si presume che i terzi lo conoscano (anche se non lo conoscono), i

terzi sono tenuti a conoscere quel determinato fatto.

La pubblicità costitutiva è l’iscrizione della società di capitali nel registro delle imprese. Se una

società non viene iscritta nel registro delle imprese, la società non esiste.

L’iscrizione serve per far sì che una società venga ad esistenza.

SCRITTURE CONTABILI

Le scritture contabili valgono nei confronti dei singoli imprenditori soltanto contro l’imprenditore.

Se sono un cliente e l’imprenditore mi agisce in giudizio e produce le scritture contabili dicendo

che sono un debitore. Le scritture contabili possono essere esercitate solo contro l’imprenditore.

Quando abbiamo due imprenditori, le scritture contabili valgono a favore e contro.

Questo perché nel momento in cui entrano in contatto due imprenditori, ciò che è a sfavore per

un imprenditore è impossibile che sia a sfavore anche per l’altro.

AUSILIARI DELL’IMPRENDITORE (art. 2203)

(1)

È institore colui che è preposto dal titolare all'esercizio di un'impresa

commerciale [425, 2195, 2196, n. 5].

Essere preposto significa essere messo a capo.

La preposizione può essere limitata all'esercizio di una sede secondaria o di un ramo particolare

dell'impresa [2197, 2205].

Se sono preposti più institori, questi possono agire disgiuntamente, salvo che nella procura sia

diversamente disposto [1716], 2257].

Una procura è un atto unilaterale con il quale un soggetto conferisce ad un altro il potere di agire

in nome e per conto suo.

ART. 2204

L'institore può compiere tutti gli atti pertinenti all'esercizio dell'impresa a cui è preposto

[2208, 2209], salve le limitazioni contenute nella procura [2298]. Tuttavia non

può alienare o ipotecare i beni immobili del preponente, se non è stato a ciò espressamente

autorizzato.

L'institore può stare in giudizio in nome del preponente per le obbligazioni dipendenti da atti

compiuti nell'esercizio dell'impresa a cui è preposto [1903, 2206].

Alienare = vendere

Ipotecare = costituzione di garanzia

L’institore viene messo a capo di una società con la delega.

L’ipoteca è un’altra forma di pubblicità costitutiva; con l’iscrizione nel registro immobiliare si

costituisce il diritto d’ipoteca.

C’è solo un caso in cui non è necessaria l’autorizzazione: quando la società ha per oggetto la

compravendita di immobili.

ART. 2205

Per le imprese o le sedi secondarie alle quali è preposto [2203], l'institore è tenuto, insieme con

l'imprenditore, all'osservanza delle disposizioni riguardanti l'iscrizione nel registro delle

imprese [2188, 2190, 2194, 2195, 2196, 2197] e la tenuta delle scritture contabili [2214].

ART. 2206

La procura con sottoscrizione del preponente autenticata [2703] deve essere depositata per

l'iscrizione presso il competente ufficio del registro delle imprese.

In mancanza dell'iscrizione, la rappresentanza si reputa generale e le limitazioni di essa non sono

opponibili ai terzi, se non si prova che questi le conoscevano al momento della conclusione

dell'affare [1392, 2193, 2196, 2197, 2204, 2209, 2298].

Una volta che è stata depositata la procura, il deposito ha efficacia dichiarativa e si dà per scontato

che i terzi sappiamo quali sono i poteri e i limiti dell’institore opponibili ai terzi. Il procuratore può

agire per i poteri contenuti all’interno della procura.

ART. 2207

Gli atti con i quali viene successivamente limitata o revocata la procura devono essere depositati,

(1)

per l'iscrizione nel registro delle imprese, anche se la procura non fu pubblicata [1396] .

In mancanza dell'iscrizione, le limitazioni o la revoca non sono opponibili ai terzi, se non si prova

che questi le conoscevano al momento della conclusione dell'affare [19, 2193, 2298, 2384].

Se deposito un’aggiunta, una limita o una revoca alla procura, la procura vale tutta con le

modifiche.

Il secondo comma dell’art 2206 e del 2207 dicono la stessa cosa: se deposito solo la nomina di

institore, ho tutti i poteri meno l’alienazione e l’ipoteca di beni immobili.

Se i terzi conoscevano i poteri e le limitazioni della procura, anche se la procura non è stata

depositata per l’iscrizione, allora in questo caso le limitazioni valgono. Onere di dimostrare che

conoscevano sarà dell’institore.

ART. 2208 (studiare da soli)

ART. 2209

Le disposizioni degli articoli 2206 e 2207 si applicano anche ai procuratori [2196, n. 5], i quali, in

base a un rapporto continuativo, abbiano il potere di compiere per l'imprenditore gli atti

(1)

pertinenti all'esercizio dell'impresa [2204], pur non essendo preposti ad esso .

Non sono insistori, hanno poteri conferiti da una specifica procura (es. dirigenti, funzionari ecc.).

ART. 2210

I commessi dell'imprenditore, salve le limitazioni contenute nell'atto di conferimento

della rappresentanza, possono compiere gli atti che ordinariamente comporta la specie delle

operazioni di cui sono incaricati [1835].

Non possono tuttavia esigere il prezzo delle merci delle quali non facciano la consegna [2213], né

concedere dilazioni o sconti che non son

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Scienze giuridiche IUS/04 Diritto commerciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lauretta.993 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Iudica Fabio.
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