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Controllo di gestione: richiami sul bilancio di esercizio

Facciamo riferimento esclusivamente alle società non quotate. Tralasceremo completamente le società quotate, che applicano i principi contabili internazionali. Secondo la normativa civilista e gli OIC il bilancio è formato da Stato Patrimoniale, Conto Economico, Nota Integrativa e Rendiconto Finanziario. Tutto ciò è accompagnato dalla Relazione sulla Gestione.

Stato patrimoniale

Il totale attivo ed il totale passivo devono essere uguali perché nel passivo sono riepilogate le fonti che finanziano l’attivo, ovvero gli impieghi. I crediti verso soci per versamenti ancora dovuti (voce A dell’attivo SP) trovano una voce specifica perché ci aiutano a capire quanta parte del patrimonio netto è stata effettivamente versata dai soci. Se l’ammontare dei crediti verso soci per versamenti ancora dovuti è elevato l’impresa sarà maggiormente rischiosa rispetto ad una che ha a disposizione tutto il patrimonio netto versato.

Lo SP è un documento statico, rappresenta un ponte tra passato e futuro. Una grandezza fondamentale dello SP è il totale attivo (capitale di funzionamento) perché aiuta a capire la “grandezza di un’impresa. Lo SP è la fotografia dell’impresa in un determinato momento, le grandezze sono stock.

Conto economico

A-B non può essere considerato di default il risultato dell’area caratteristica perché le voci A5 e B14 possono macchiare tale risultato. Le informazioni su A5 e B14 le troviamo in nota integrativa. Il CE è basato sul principio di competenza economica. L’orizzonte temporale è l’intero esercizio, le grandezze sono flussi. La grandezza fondamentale è l’utile o la perdita di esercizio.

Tralasciamo il rendiconto, ne parleremo a lungo in seguito

Nota integrativa e relazione sulla gestione

Forniscono informazioni descrittive che non compaiono nei prospetti di SP e CE. La nota integrativa spiega i criteri di valutazione, fornisce i dettagli di voci specifiche, precisazioni di specifici elementi, il dettaglio di variazioni quantitative e l’inserimento di dati aggiuntivi.

La relazione sulla gestione presenta il commento degli amministratori in termini di gestione. Ci permette di inquadrare l’impresa nel suo ambiente competitivo. In linea di massima dovremmo trovare la prevedibile evoluzione della gestione, le attività di ricerca e sviluppo, i rapporti con le consociate, la quantità ed il valore di azioni proprie possedute e scambiate e le politiche di gestione del rischio finanziario.

Iniziamo i contenuti veri e propri del corso

Rendiconto finanziario

Impareremo a costruire ed interpretare il rendiconto finanziario. Perché costruirlo? Solo a partire dal 2016 è divenuto obbligatorio per le imprese italiane. Il rendiconto finanziario è un prospetto di natura contabile in grado di evidenziare la dinamica contabile dell’azienda.

Se voglio conoscere l’aumento o la diminuzione del flusso di cassa NON serve il rendiconto finanziario (basta confrontare le disponibilità liquide presenti negli SP relativi a due momenti differenti). Esso serve per capire le motivazioni di tali variazioni. Alcune motivazioni potrebbero essere la riscossione di un credito, la vendita di un fattore pluriennale, la richiesta di un finanziamento andata a buon fine, l’incasso di un anticipo da clienti o ancora un nuovo apporto di capitale da parte dei soci.

Il rendiconto finanziario è un documento che illustra dei flussi (come il CE). Esso evidenzia la dinamica finanziaria. Esso spiega il perché la cassa, ad esempio, ha subito una variazione in un determinato arco temporale.

Perché, nonostante la crescita di fatturato, sta aumentando lo scoperto di conto corrente? L’azienda ha abbastanza risorse per rimborsare i prestiti bancari, secondo le scadenze predeterminate, senza compromettere l’equilibrio finanziario? L’azienda ha abbastanza risorse da dedicare agli investimenti e al proprio sviluppo quantitativo e qualitativo?

Il rendiconto fornisce informazioni utili per valutare la situazione finanziaria dell’azienda nell’esercizio di riferimento, permette di valutare a liquidità generata dall’attività operativa e ci offre indicazioni sulla capacità dell’impresa di affrontare gli impegni finanziari di breve termine.

Tipologie di rendiconto

Selezioniamo la risorsa finanziaria o monetaria di riferimento. Possiamo prendere in considerazione la liquidità immediata (o disponibilità monetaria) oppure la liquidità netta (alla liquidità immediata si sottraggono i debiti a breve termine) oppure ancora la posizione finanziaria netta a breve (liquidità immediata + crediti finanziari a breve – debiti finanziari a breve) oppure ancora il capitale circolante netto finanziario in senso lato o ancora il capitale circolante netto caratteristico o gestionale o in senso stretto ecc.

Codice Civile

Il rendiconto finanziario è obbligatorio dal 2016, è parte integrante del bilancio. Non è un allegato come la relazione sulla gestione. È obbligatorio per tutte le società di capitali ad eccezione di quelle che possono redigere il bilancio in forma abbreviata o delle microimprese. In poche parole, il rendiconto è obbligatorio solo per le imprese che redigono il bilancio ordinario. Le altre hanno la facoltà di redigere il rendiconto.

Art. 2425-ter: dal rendiconto finanziario risultano, per l’esercizio a cui è riferito il bilancio e per quello precedente, l’ammontare e la composizione delle disponibilità liquide all’inizio ed alla fine dell’esercizio, ed i flussi finanziari dell’esercizio derivanti dall’attività operativa, da quella di investimento, da quella di finanziamento, ivi comprese, con autonoma indicazione, le operazioni con i soci.

La somma algebrica dei flussi generati o assorbiti da queste tre aree dovrà essere uguale alla differenza tra le disponibilità liquide dei due anni presi in considerazione. Contenuto del rendiconto: la principale risorsa di riferimento sono le disponibilità liquide (OIC 14: depositi bancari e postali, assegni, denaro e valori in cassa). È la risorsa più oggettiva e maggiormente comprensibile per i lettori. L’orizzonte temporale è l’intero esercizio. Si sottolinea il fatto che la logica alla base del rendiconto è finanziaria, non economica. Si fa riferimento ad incassi e pagamenti.

Logica finanziaria

Parliamo delle disponibilità liquide. I flussi finanziari rappresentano un aumento o una diminuzione di disponibilità liquide. È necessario conoscere bene la differenza tra flussi economici e flussi finanziari. Non è detto che una diminuzione della cassa abbia una motivazione negativa.

OIC 10

La grandezza di riferimento è identificata nelle disponibilità liquide. La forma di presentazione è scalare, la struttura è rigida (prevista dall’appendice dell’OIC 10), si ha la possibilità di raggruppare aggiungere e suddividere voci, sono vietati i compensi di partite, si ha l’obbligo di indicare i valori relativi all’esercizio precedente e deve essere indicato il dettaglio delle disponibilità liquide.

L’attività operativa comprende l’area caratteristica ed extracaratteristica. Troviamo operazioni connesse all’acquisizione, produzione e distribuzione di beni ed alla fornitura di servizi ed altre operazioni non comprese nelle aree seguenti. Esempi: incasso crediti, pagamento debiti, fitti attivi.

L’attività di investimento comprende tutti quei flussi di disponibilità liquide relative ad acquisto o vendita di immobilizzazioni (materiali, immateriali o finanziarie) ed attività finanziarie non immobilizzate. Esempi: acquisto di macchinari con pagamento in contanti, incasso di un credito relativo alla vendita di una immobilizzazione.

L’attività di finanziamento comprende le operazioni di ottenimento e restituzione delle disponibilità liquide sotto forma di capitale di rischio e di debito. Esempi: estinzione di un mutuo, apporto di capitale di rischio da parte dei soci, operazioni relative ad azioni proprie. La somma dei flussi generati da queste tre aree dovrà essere uguale all’incremento o decremento delle disponibilità liquide rispetto all’anno precedente.

Flusso finanziario dell'attività operativa

Il flusso finanziario dell’attività operativa può essere determinato in due diverse maniere: il metodo diretto ed il metodo indiretto.

Il metodo diretto, adottato da pochissime imprese, è la differenza tra flussi finanziari positivi e negativi derivanti dall’attività operativa. Lo schema è rigido. Nella voce “pagamenti a fornitori per acquisti” si fa riferimento a fattori a fecondità semplice (i fattori a fecondità ripetuta sono considerati investimenti). Le voci “interessi incassati e pagati”, per il divieto di compensazione di partite, dovrebbero essere separate.

Il metodo indiretto sfrutta le informazioni che l’impresa ha dovuto ottenere redigendo il bilancio. Anche in questo caso lo schema è rigido. Si rettifica l’utile o la perdita di esercizio derivante dal CE. La quasi totalità delle imprese utilizza questo metodo.

In cima allo schema troviamo l’utile o la perdita di esercizio. Seguono alcune correzioni. Esse riguardano le imposte sul reddito, gli interessi attivi e passivi, i dividendi e le plusvalenze o le minusvalenze derivanti dalla cessione di attività. Tutte queste voci devono essere sommate o sottratte in modo tale da neutralizzare il loro importo. Le poste positive devono avere segno negativo e viceversa. Le plus e le minusvalenze vengono sommate o sottratte perché non fanno parte dell’attività operativa. In questo primo passaggio non ci preoccupiamo di cosa sia stato effettivamente incassato o pagato, lo faremo alla fine. Ciò che otteniamo non è un flusso finanziario, ma un utile o perdita derivante dalle modifiche effettuate.

Troviamo ora alcune rettifiche per elementi non monetari che non hanno avuto contropartita nel capitale circolante netto. In particolare, abbiamo accantonamenti a fondi (il fondo svalutazione crediti non va preso in considerazione perché trova contropartita nel capitale circolante netto), ammortamenti delle immobilizzazioni, svalutazioni per perdite durevoli di valore, rettifiche di valore di attività e passività finanziarie di strumenti finanziari derivati che non comportano movimentazione monetaria ed infine altre rettifiche per elementi non monetari. Anche in questo caso parliamo di neutralizzazione delle poste indicate.

A questo punto otteniamo il flusso finanziario prima delle variazioni del capitale circolante netto.

Le rettifiche seguenti riguardano variazioni del capitale circolante netto ovvero decrementi ed incrementi delle rimanenze, dei crediti verso clienti, dei debiti verso fornitori (non sono compresi i debiti verso fornitori per fattori pluriennali), dei ratei e risconti attivi e passivi ed infine altre variazioni del capitale circolante netto (ad esempio debiti verso l’INPS o verso i lavoratori oppure crediti non collegati alla vendita di fattori pluriennali). Queste variazioni vengono messe in atto per considerare eventuali differenze tra il periodo di competenza economica di un costo o di un ricavo ed il periodo del relativo incasso o pagamento.

Otteniamo così il flusso finanziario dopo le variazioni del capitale circolante netto.

Troviamo infine le altre rettifiche relative alle voci neutralizzate all’inizio. In particolare, interessi incassati e pagati con i relativi segni (occorre considerare eventuali ratei e risconti), imposte sul reddito pagate con segno meno, dividendi incassati con segno più, utilizzo di fondi con segno meno ed infine altri incassi e pagamenti con i relativi segni (vendita di un immobile destinato ad essere affittato). Le voci prese in considerazione sono considerate facenti parte dell’attività operativa.

Ecco che abbiamo ottenuto il flusso finanziario dell’attività operativa.

Esempio A e B su attività operativa (vedi slide)

Esempio C e Cbis su ratei e risconti (vedi slide)

Flusso finanziario dell'attività di investimento

All’interno dell’attività di investimento sono collocate le operazioni di acquisto e vendita di immobilizzazioni (materiali, immateriali e finanziarie) e di attività finanziarie non immobilizzate. Questo flusso dà prime indicazioni sul fatto che un’impresa stia investendo e in cosa stia investendo. Nel quadro B del rendiconto sono indicati separatamente investimenti e disinvestimenti nelle diverse tipologie di immobilizzazioni. Gli investimenti provocano un’uscita di denaro e devono essere inseriti con il segno meno, viceversa per i disinvestimenti. Sono vietati anche in questo caso i compensi di partite.

Ovviamente in questi casi parliamo di flussi di cassa effettivi. Se compro, ma concordo una dilazione, tale operazione non ha rilevanza dal punto di vista finanziario. Per capire se un investimento ha comportato un’uscita di denaro dobbiamo ricorrere allo Stato Patrimoniale ed ancora meglio alla Nota Integrativa nella quale, però, l’impresa non è obbligata ad indicare le diverse tipologie di debiti e verso quali fornitori (di materie, di fattori pluriennali…). Non è detto che la Nota Integrativa riporti queste informazioni. Non è detto che dai soli documenti ufficiali si riesca a trarre tutte le informazioni necessarie a redigere il rendiconto finanziario. I disinvestimenti fanno riferimento alla cessione di immobilizzazioni. Qui troviamo le plusvalenze neutralizzate all’inizio del rendiconto nella parte operativa.

Esempi (vedi slide)

Flusso finanziario dell'attività di finanziamento

Essa riguarda i finanziamenti che l’impresa ottiene da terzi sotto forma di capitale di rischio o di capitale di debito. Essa comprende sia la contrazione, sia la restituzione di tali capitali. Nel rendiconto, quadro C troviamo la distinzione tra mezzi propri e mezzi di terzi. In questi ultimi vengono indicati l’incremento ed il decremento dei debiti verso banche (unica voce nella quale sono ammesse le compensazioni di partite), l’accensione di finanziamenti ed il rimborso dei finanziamenti (solo la quota capitale perché gli interessi li abbiamo già presi in considerazione nell’attività operativa).

Nei mezzi propri abbiamo l’aumento di capitale a pagamento (apporto di capitale; non troviamo l’apporto di capitale a titolo gratuito perché tale operazione non genera nuove risorse finanziarie) considerando quanta parte sia stata effettivamente versata. Troviamo poi il rimborso di capitale, la cessione e l’acquisto di azioni proprie (non vanno nell’attività di investimento perché questa operazione è vista come una sorta di rimborso del capitale sociale ai soci) e, infine, i dividendi e gli acconti su dividendi pagati (dividendi che si danno ai soci a titolo di remunerazione). I dividendi incassati e pagati vengono quindi trattati in maniera differente (quelli incassati li troviamo nei flussi dell’attività operativa).

Esempi (vedi slide)

In fondo al rendiconto troviamo l’incremento o decremento delle disponibilità liquide (dall’inizio dell’esercizio alla fine di esso) il quale deve coincidere con la somma dei flussi. La percentualizzazione del rendiconto finanziario evidenzia l’aspetto degli impieghi e delle fonti. Ci si chiede se la liquidità sia stata generata o assorbita ed in quale misura in relazione alle tre aree. Dal lato degli impieghi vediamo in quale area sono state maggiormente impiegate e fonti. Dal lato delle fonti si evidenzia la provenienza delle fonti da impiegare.

Esempi (vedi slide)

Analisi del rendiconto finanziario per indici

Ci chiediamo cosa serva conoscere con riferimento al rendiconto finanziario.

  • Indici di conversione monetaria: sono finalizzati a misurare quanta parte dei risultati economici dell’impresa si sono tradotti in liquidità.
  • Indici di rendimento monetario: sono finalizzati a fornire una misura del ritorno monetario derivante dai capitali investiti nell’impresa.

Gli indici che rientrano tra le suddette categorie sono numerosi e ne esistono diverse varianti e spesso assumono anche denominazioni differenti.

  • Grado di monetizzazione delle vendite (o ritorno monetario delle vendite)
    • Indice di conversione monetaria. Misura le risorse monetarie generate dall’attività operativa associate ad ogni euro del fatturato. È calcolato come rapporto tra il flusso finanziario dell’attività operativa ed i ricavi di vendita. Non esiste un valore assoluto. L’impresa può confrontare i valori nel tempo o, ancora meglio, con i valori delle imprese che operano nello stesso settore.
  • Copertura dei debiti
    • Indice di rendimento monetario. Stabilisce in quanti anni l’impresa sarebbe in grado di rimborsare l’ammontare complessivo dei debiti dell’impresa. Si calcola rapportando in mezzi di terzi (totale passivo meno totale patrimonio netto) al flusso finanziario dell’attività operativa.
  • Copertura della posizione finanziaria netta
    • Indice di rendimento monetario. Stabilisce in quanti anni l’impresa sarebbe in grado di azzerare la posizione finanziaria netta dell’impresa. Si calcola come rapporto tra la posizione finanziaria netta (prestiti a medio lungo ed a breve termine derivanti dal sistema bancario e dal mercato dei capitali MENO attività finanziarie disponibili quali crediti finanziari a medio lungo e breve termine, titoli dell’attivo circolante e disponibilità liquide) ed il flusso finanziario dell’attività operativa.

Analisi di bilancio

Facciamo un passo indietro facendo riferimento ai contenuti della rilevazione (o ragioneria). Essa studia la conversione dei fenomeni aziendali in valori attraverso strumenti e tecniche contabili.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher miki20899 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Controllo di gestione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Bonollo Elisa.
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