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Contabilità - Lezione 1

Imposta sul valore aggiunto (IVA)

L'imposta sul valore aggiunto si basa sui requisiti di:

  • Oggettività (cessione dei beni o prestazione di servizi)
  • Soggettività (tra esercenti, imprese, arti o professioni)
  • Territorialità (nel territorio italiano)

Rispettivamente, quando non sia possibile applicare l'IVA alle operazioni, esse sono:

  • Escluse (manca oggettività)
  • Estranee (manca soggettività)
  • Non imponibili (manca territorialità)

Le operazioni possono essere poi esenti IVA per motivi decisi dal legislatore (prestazioni mediche). L'IVA vuole essere destinata a colpire l'incremento di valore subito da un bene nelle fasi di produzione e distribuzione, e gravare complessivamente sul consumatore finale.

Le aliquote IVA vigenti in Italia sono tre:

  • Minima al 4% (beni di prima necessità)
  • Ridotta al 10%
  • Ordinaria al 22%

L'azienda, tramite il meccanismo di detrazione di imposta da imposta, deve poi corrispondere all'Erario la differenza. A seconda del volume d'affari l'azienda liquida e regola l'IVA mensilmente, entro il 16 del mese successivo, oppure (per limitati volumi d'affari) trimestralmente entro il 16 del secondo mese successivo alla chiusura del trimestre con versamento dell'ultimo trimestre entro il 16 marzo dell'anno successivo, corrispondendo l'1% a titolo di interesse.

Esiste poi un meccanismo di acconto IVA, in base al quale l'impresa deve un acconto all'erario entro il 27 dicembre calcolato in base ai risultati passati con metodo storico, previsionale o analitico.

27/12/n Dare Avere SP.A.C.II.4bis Acconto annuale IVA x SP.A.C.IV.1 Banca c/c x “Acconto annuale IVA” è un credito tributario. Alla fine del periodo successivo di liquidazione verrà confrontato con l'importo effettivamente dovuto all'erario: la differenza, se negativa, andrà conguagliata con un ulteriore versamento, se positiva, verrà portata a credito di imposta.

Acquisti e rettifiche sugli acquisti

Le rettifiche sugli acquisti comprendono tutti i casi di: resi, abbuoni, ribassi, sconti, premi di qualità e fedeltà ed errori di fatturazione.

I resi sugli acquisti sono contabilizzati comprensivi di IVA:

Dare Avere SP.P.D.7 Fornitori x(1+22%) CE.B.6 (-) Resi attivi x SP.P.D.12 IVA ns debito x*22%

Gli sconti sugli acquisti possono avvenire al momento della fatturazione:

Dare Avere CE.B.6 Merci c/acquisti x SP.A.C.II.4bis IVA ns credito y SP.P.D.7 Fornitori x+y-z CE.B.6 (-) Sconti attivi z Oppure possono essere concessi sull'importo comprensivo di IVA, ed in questo caso si storna il debito verso fornitori, si crea un mastrino di IVA a debito, e si registra uno sconto attivo per stornare indirettamente il costo.

Per alcuni servizi professionali, in particolare, la legge impone che l'impresa effettui una ritenuta d'imposta sul compenso dovuto al professionista, diventando così sostituto d'imposta. L'impresa verserà poi all'Erario le ritenute sui compensi professionali. Alla liquidazione:

Dare Avere CE.B.7 Compensi professionali x SP.A.C.II.4bis IVA ns credito y SP.P.D.7 Fornitori di servizi professionali x+y Al regolamento: Dare Avere SP.P.D.7 Fornitori di servizi professionali x+y SP.A.C.IV.1 Banca c/c x+y-z SP.P.D.12 Erario c/ritenute su servizi professionali z

Vendite e rettifiche sulle vendite

Per quanto riguarda le rettifiche sulle vendite, in cui confluiscono i già citati casi di resi, sconti, abbuoni, premi, ecc, la disciplina è speculare agli acquisti.

Infine, per le fatture da ricevere e da emettere in un esercizio successivo, la normativa IVA obbliga l'azienda:

  • Non registrare l'IVA a credito per gli acquisti per i quali ancora non si sia ricevuta la fattura
  • Registrare l'IVA a debito per le vendite non ancora fatturate

Contabilità - Lezione 2

Operazioni comunitarie ed estere

Un'impresa può effettuare operazioni commerciali con operatori economici non nazionali, in particolare:

  • Acquisti e vendite intracomunitarie (intra-UE)
  • Acquisti e vendite extracomunitarie (extra-UE)

Nelle operazioni intracomunitarie la normativa prevede:

  • Acquisti intra-UE:
    1. Il venditore non italiano vende la merce con fattura al netto dell'imposta indiretta applicata nel suo paese
    2. L'acquirente italiano integra la fattura applicando l'IVA secondo la normativa italiana
    3. Deve poi registrare la fattura comprensiva di IQA nel proprio registro sia delle fatture emesse, sia in quello delle fatture ricevute
  • Vendite extra-UE: banalmente si registra un credito v/clienti comunitari esente IVA ed il relativo ricavo

Nelle operazioni extracomunitarie la normativa prevede:

  • Acquisti extra-UE:
    1. Liquidazione e regolamento avvengono in base alla fattura emessa dal fornitore extra-UE, che è al netto dell'imposta indiretta applicata nel suo paese
    2. Arrivata la merce in Italia, viene emessa la bolletta doganale, contenente i dazi e l'IVA sul valore della merce
    3. Per l'acquirente italiano, l'acquisto è rilevato al cambio del giorno dell'operazione, e la fluttuazione dello stesso può comportare utili o perdite su cambi

    Dare Avere CE.B.6 Merci c/acquisti x SP.P.D.7 Fornitori extra-UE x Al momento dell'arrivo in Italia, la dogana emette la bolletta doganale comprensiva delle spese di sdoganamento (dazi+IVA) Dare Avere CE.B.7 Dazi doganali x SP.A.C.II.4bis IVA ns credito y SP.P.D.7 Debiti verso spedizionieri x+y

    Nel momento del regolamento, tuttavia, il cambio fra euro e valuta straniera può essere fluttuato Nel caso che l'euro si sia rispettivamente deprezzato oppure apprezzato si avranno le scritture:

    Dare Avere SP.P.D.7 Fornitori extra-UE x CE.C.17bis Perdite su cambi y SP.A.C.IV.1 Banca c/c x+y Dare Avere SP.P.D.7 Fornitori extra-UE x+y CE.C.17bis Utili su cambi y SP.A.C.IV.1 Banca c/c x

  • Vendite extra-UE: le esportazioni sono non imponibili IVA, sono operazioni in cui il rischio di cambio viene preso dall'acquirente non UE (se paga in euro). Le scritture in questo caso sono banali. Se invece è il venditore ad accollarsi il rischio di cambio (accettando di essere pagato in valuta straniera), le scritture sono simili alle precedenti ad esclusione delle operazioni doganali e ricordando la non imponibilità IVA

Capitalizzazione degli oneri accessori al costo delle immobilizzazioni

La capitalizzazione degli oneri accessori relativi all'acquisto di un'immobilizzazione (imballaggio, costo di trasporto, costi di montaggio, collaudo, installazione, compensi agli intermediari, ecc.) può avvenire attraverso due metodologie:

  • Capitalizzazione fuori conto: è la più seguita dalla prassi, si registrano gli oneri accessori come costo d'esercizio, si liquidano e si regolano, e solo successivamente si capitalizzano (di solito come operazione continuativa, ma anche in sede d'assestamento) al costo dell'immobilizzazione. La capitalizzazione fuori conto permette una maggiore informativa al lettore del libro giornale
  • Capitalizzazione in conto: si registra direttamente nel momento dell'acquisto dell'immobilizzazione un valore maggiorato degli oneri accessori, con una perdita di informazioni per il lettore del libro giornale

Anticipo

Spesso un'impresa, specie se realizza prodotti su commessa in più cicli operativi, chiede il pagamento di anticipi prima della consegna. Gli anticipi, come quota del prezzo finale, sono regolarmente fatturati ed assoggettati ad IVA a meno che l'operazione sia esente, esclusa, estranea o non imponibile. È un'immobilizzazione finanziaria.

Dare Avere SP.A.C.II.5 Fornitori c/anticipi x SP.A.C.II.4bis IVA ns credito y SP.A.C.IV.1 Banca c/c x+y Al momento della liquidazione complessiva del debito verso il fornitore, si stornarà il conto “fornitori c/anticipi”. L'IVA sarà calcolata sul valore dell'immobilizzazione già decurtato dell'anticipo. Dare Avere SP.A.B.II.2 Impianti z SP.A.C.II.4bis IVA ns credito (z-x)*22% SP.A.C.II.5 Fornitori c/anticipi x SP.P.D.7 Fornitori di immobilizzazioni (z-x) (1+22%)

Contabilità - Lezione 3

Acquisto in economia, contributi in conto impianti e in conto esercizio, leasing operativo e finanziario

Contributi

I contributi in conto impianti sono contributi pubblici erogati dallo Stato o da enti locali per l'acquisto o il potenziamento di un'immobilizzazione. Sono ripartiti nei vari esercizi in cui il bene viene ammortizzato. Il contributo in conto impianti è un ricavo che confluisce in CE.A.5 “Altri ricavi e proventi”. È tuttavia un ricavo pluriennale da spalmare lungo la durata dell'ammortamento dell'immobilizzazione, riportandolo contabilmente agli esercizi successivi con un risconto passivo.

I contributi a conto esercizio sono contributi pubblici a copertura di costi o integrazione di ricavi, svincolati da altri elementi. Sono quindi un ricavo interamente di competenza dell'esercizio. Il fisco prevede una ritenuta del 4% sull'importo del contributo in conto esercizio. Il contributo a conto esercizio confluisce sempre in CE.A.5.

Leasing

Il leasing operativo è una semplice operazione...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Vix94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Contabilità e bilancio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Manetti Giacomo.
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