Biologia vegetale
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Biologia vegetale: come funzionano gli organismi vegetali (organismi che
appartengono al regno delle piante, questo regno comprende tutte le piante
terrestri) e ci occuperemo anche dei funghi; i funghi appartengono a un regno a sé
stante ma vengono consideranti nei vegetali, così come le alghe; le alghe
appartengono ad un altro regno ancora: regno dei protisti.
Morfologia sia macroscopica che microscopica, fisiologia, accrescimento (illimitato
nel tempo per le piante), come si riproducono, come le piante interagiscono tra di
loro e con gli altri organismi viventi.
Un organismo non può crescere se isolato dall’ambiente in cui vive e nemmeno se
privato dall’interazione con gli altri organismi viventi.
Metabolismo delle piante (regno delle piante): sono organismi autotrofi si
nutrono da sole. Grazie al loro metabolismo le piante sono in grado di sintetizzare
sostanza organica a partire da sostanza inorganica. I funghi sono eterotrofi. Le alghe
sono autotrofe.
Le piante hanno bisogno, per svolgere il loro metabolismo, di acqua e Sali minerali
ma anche di anidride carbonica, le piante la usano per la fotosintesi che trasforma
l’acqua e CO2 in sostanza organica utilizzando la luce. Questi elementi sono
rinnovabili e ubiquitari (si possono trovare in qualsiasi habitat). Utilizzano anche
l’ossigeno che è un prodotto di scarto della fotosintesi. Il primo prodotto della
fotosintesi è lo zucchero (sostanza organica), poi si produce ossigeno e anche CO2
(la consumano ma la producono anche) e anche vapor acqueo, questi ultimi due dal
processo di respirazione in cui si brucia sostanza organica.
La CO2: la quantità di CO2 nell’atmosfera sta aumentando: l’anidride carbonica è
uno dei gas principali responsabili dell’effetto serra. Effetto serra la luce solare in
parte viene assorbita dall’atmosfera terrestre attraverso radiazioni. I gas serra fanno
sì che queste radiazioni rimangano intrappolate nell’atmosfera terrestre causando
un riscaldamento. La CO2 in atmosfera viene immessa attraverso la respirazione, ma
anche attraverso processi come bruciare il petrolio … quindi l’aumento di CO2 è
connesso alle attività antropiche. Una risposta per contrastare l’aumento del livello
di CO2 sono le piante ma dobbiamo cambiare il nostro stile di vita
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fondamentalmente. Quindi le pinte sono importanti perché fornisce sostanza
organica ad altri organismi e utilizza CO2.
Sempre attraverso il processo di fotosintesi producono ossigeno, nella primitiva
atmosfera terrestre l’ossigeno era praticamente assente e primi organismi
sviluppatosi sono stati infatti gli anaerobi. Quando sono comparsi i primi organismi
autotrofi (all’inizio erano chemiosintetici*) si è avuta la prima formazione si
ossigeno, la cui concentrazione è andata via via aumentando e quindi anche
l’evoluzione dei primi organismi aerobi. L’arricchimento dell’atmosfera di ossigeno
ha permesso la formazione dello strato di ozono: l’ozono è una trasformazione
possibile dell’ossigeno che avviene in alti strati dell’atmosfera dove le radiazioni uv
trasformano O2 in O3. Lo strato di ozono è importante perché scherma le radiazioni
ultraviolette che sono molto dannose per la terra perché sono agenti mutageni. La
vita si era sviluppata prima della formazione dell’ozonosfera infatti nell’acqua, dove
lo strato di acqua poteva proteggere dalle radiazioni uv. Quando si è creato questo
strato la vita è potuta emergere dalle profondità degli oceani e successivamente si è
potuti passare dalla vita in superficie dell’oceano alla superficie terrestre. La terra si
è creata circa 4.5 miliardi di anni fa e per un lungo periodi, fino a tre miliardi di anni
circa, l’atmosfera era povera di ossigeno. Circa 500 milioni di anni fa la vita è passata
dalla superficie degli oceani alla terra ferma.
*Chemiosintesi: energia che proviene da reazioni di ossido-riduzione (all’inizio la
luce non c’era).
Ciclo dell’acqua: le piante immettono una grande quantità di vapor acqueo in
atmosfera che è collegato alla piovosità. Il vapor acqueo in atmosfera può
condensare e trasformarsi in goccioline di acqua. L’acqua è immessa nell’atmosfera
grazie a questo processo di traspirazione e respirazione attuato dalle piante. La
grande maggioranza dell’acqua che la pianta assorbe viene rimessa nell’atmosfera,
la pianta trattiene solo una piccola parte. Le piante quindi determinano anche
l’immissione di acqua in atmosfera aumentando il livello dell’acqua derivante dal
solo processo di evaporazione.
L’uomo e le piante: l’uomo a lungo è stato dipendete dalle piante poiché fonte di
cibo (sono alla base delle catene alimentari), di profumi, coloranti, di bevande
(uvavino), legname e carta, tessuti (cotone). Le piante venivano anche sfruttate
per le loro proprietà farmacologiche.
L’uomo ha iniziato a interessarsi in modo scientifico alle piante per gli scopi con cui
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le usava quindi per esempio cibo e medicamenti. Successivamente l’interesse
divenne culturale durante l’illuminismo, la conoscenza ha valore in sé. La botanica
come scienza comprende molti aspetti della piante come la morfologie e l’anatomia
vegetale (dendrocronologia: studia la struttura del legno interno del fusto delle
piante), la fisiologia vegetale, la sistematica (Quali sono i criteri per raggruppare le
piante?) e la tassonomia (fornice una descrizione delle piante e la loro
denominazione e classificazione). La sistematica è come un armadio pieno di cassetti
che indicano i vari raggruppamenti di piante, il tassonomo sa collocare le piante nei
giusti cassetti.
Nomenclatura: Teofrasto per primo tentò di organizzare e classificare le piante nel
IV secolo a.c.
A metà del 1700 Linneo classificò in modo preciso le piante conosciute al tempo nel
libro “species plantarum” (oggi ne conosciamo circa 300.000 specie) perché inventò
la denominazione binomica (solo due parole per descrivere una pianta: genere e
specie + abbreviazione di chi ha dato il nome alla pianta per la prima volta). Es:
Allium (genere) cepa (specie) L.
Il nome Allium racchiude dentro più specie accumunate da dei caratteri morfologici;
con il tempo la classificazione basata sulla morfologia è stata sostituita in parte dalla
classificazione molecolare (biologia molecolare).
All’interno della biologia vegetale ci sono molte branche:
- Fitogeografia
- Ecologia vegetale
- Genetica, nata appunto con lo studio delle piante (piselli di Mendel)
- Biologia cellulare, le prime scoperte si sono fatte con le piante, la stessa
parola cellula è stata coniata per indicare una struttura vegetale. Con il primo
microscopio, inventato nella prima metà del 1600, venne osservato una
sezione di sughero (tessuto vegetale che deriva dalle corteccia delle piante); si
vedevano dei piccoli spazi vuoti molto regolari che furono denominate cellule
(piccole celle). Con l’avanzare della tecnologia della microscopia nel 1840
Schleiden e Swann elaborarono la teoria cellulare: tutti gli organismi viventi
sono costituiti da cellule. 3
Principi di sistematica, tassonomia ed evoluzione vegetale
Principi di sistematica
Denominazione binomia:
la denominazione binomia comprende il nome del genere e il nome specifico. La
specie è quella che viene detta l’entità tassonomica di base: ogni individuo ha il
proprio nome specifico. Più specie differenti vengono raggruppati all’interno dei
generi perché mostrano delle caratteristiche principalmente morfologiche uguali tra
di loro. I vari generi vengono raggruppati in famiglie sempre in funzioni di caratteri
comuni a più generi. Le famiglie sono raggruppati in ordini, gli ordini in classi e le
classi in Phyla, l’entità tassonomica più alta. La classificazione degli organismi viventi
ha avuto una lunga storia a partire da Teofrasto. I primi schemi di classificazione
distinguevano semplicemente tra piante ed animali, ma questa distinzione
funzionava solo per organismi complessi, non per gli organismi più semplici. Allora
Hogg e Haeckel proposero un terzo regno: il regno dei protisti. I protisti sono degli
organismi che non sviluppano tessuti complessi; sono organismi in cui non c’è
differenziamento cellulare. Questi organismi possono essere uni o pluricellulari e nel
caso dei pluricellulari tutte le cellule sono uguali tra di loro e non esiste il
differenziamento tra i tessuti.
Poi venne proposto un altro regno ancora: si classificarono gli organismi unicellulari
procariotici nel regno Monera. Quindi fio ad ora abbiamo 4 regni.
In età molto recenti fu aggiunto il quinto regno, il regno dei funghi che prima non
erano separati dal regno dei protisti.
Negli anni 90 il regno dei Monera è stato separato in due regni: Archea e Bacteria.
Gli archea batteria sono batteri molto antichi.
Quindi siamo arrivati all’attuale classificazione dei 6 regni in cui vengono classificati
tutti gli organismi viventi.
Albero evolutivo: alla base c’è una cellula primordiale. Dai protisti si sono sviluppate
tre “categorie”indipendenti: dalle alghe le piante terrestri, i funghi e il regno
animale.
I sistematici elaborano i criteri per la classificazione, per la formazione dei generi,
delle famiglie … per stabilire questi criteri studiano i processi evolutivi che vengono
sintetizzati attraverso una disciplina che prende il nome di cladistica: è un metodo
per esaminare le relazioni che intercorrono tra organismi in base a caratteristiche
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comuni. Se vi sono delle caratteristiche comuni significa che probabilmente ci sarà
un progenitore comune. Le relazioni evolutive che intercorrono tra i vari organismi si
rappresentano attraverso dei cladogrammi: da un punto che si chiama nodo, che
rappresenta l’antenato comune, dipartono delle linee di evoluzione che si dirigono
verso le specie.
Spesso vengono fuori cladogrammi differenti tra di loro e per scegliere il
cladogramma migliore si usa il principio della parsimonia “non bisognerebbe fare pi
assunzioni di quante sono necessarie per spiegare un fenomeno” il miglior
cladogramma è quello che richiede il minor numero di cambiamenti evolutivi nei
taxa coinvolti.
Tutto questo fino a poco tempo fa era fatto solo su basi morfologici. Dal 1998 si è
iniziato a utilizzare non solo caratteri morfologici ma anche caratteri molecolari.
Quindi si guardano differenze e somiglianze a livello dei geni tra i vari gruppi di
organismi. Questa nuova classificazione che si basa sia su caratteri morfologici che
su molecolari prende il nome di APG: sigla che sta per angiosperm phylogeny group.
Infatti questo nuovo principio di classificazione viene applicato alle angiosperme.
Angiosperm phylogeny group: è un gruppo di sistematici botanici che hanno
impiegato soprattutto informazioni di tipo molecolare per la riorganizzazione della
classificazione delle angiosperme. È stata un profondo cambiamento nella
classificazione delle angiosperme perché in alcuni casi i nuovi dati stravolgevano i
raggruppamenti. La classificazione quindi è in costante cambiamento anche adesso.
Tassonomia
Il sistematico elabora questi criteri, elabora i cladogrammi ecc. il tassonomo è quella
figura che in pratica nella propria attività raccoglie campioni ed è in grado di
identificare la giusta classificazione utilizzando le cosiddette chiavi dicotomiche. Le
chiavi dicotomiche sono dei testi che danno una serie di caratteri per identificare la
specie. Quindi il tassonomo applica i criteri sviluppati dai sistematici. Queste
classificazione basate sui regni, le famigli ecc. è una distinzione precisa ma ci sono
anche delle distinzioni più generali come la divisione tra procarioti ed eucarioti. I
procarioti racchiudono tutti quei regni dove ci sono organismi unicellulari che non
hanno la presenza di organelli citoplasmatici delimitati da membrana.
Un’altra organizzazione molto ampia è la suddivisione in organismi unicellulari
(batteri, alghe), coloniali (batteri, alghe) e pluricellulari. Gli organismi coloniali non
hanno comunicazione cellulari dirette tra di loro. Gli organismi pluricellulari possono
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essere formati da cellule tutte uguali (non c’è differenziamento cellulare) e sono per
esempio alcuni tipi di alghe e funghi; appartengono quindi al regno dei protisti.
Invece le piante sono organismi pluricellulari dove c’è un differenziamento
cellulare, quindi ci sono i tessuti che vanno a formare gli organi.
Evoluzione vegetale
Le prime cellule che si sono originate sono le cellule procariote, poi le cellule
eucariotiche ed esplode la diversità biologica: perché? Perché c’è un cambiamento
nella modalità di riproduzione riproduzione vegetativa la cellula madre dà vita a
una cellula figlia quasi uguale a lei, invece la riproduzione sessuale ora dà la
possibilità di ampliare la diversità genetica. La riduzione sessuale attraverso la
meiosi e la formazione di gameti che si fondono creano un forte riassortimento
genetico. Questo processo dà un’origine a una diversità genetica enorme ai nuovi
individui e questa diversità genetica offre le basi per un’evoluzione di diverse specie
che saranno sottoposte alla selezione naturale.
Quando si sono evoluti i principali gruppi delle piante terrestri il regno delle
piante si è evoluto dal regno dei protisti e in particolare dalle alghe verdi. Tutti gli
organismi del regno delle piante hanno progenitori comuni all’interno delle alghe
verdi. Questo passaggio così critico (dalla vita in acqua alla terra ferma) quando è
avvenuto? Circa 500 milioni di anni fa. Prima si sono adattate le piante alla terra
ferma che così hanno permesso di creare un habitat in cui si sono potuti adattare gli
animali.
Sulla terra per 1 miliardo di anni non c’è stata vita.
Le angiosperme sono comparso 130 milioni di anni fa, un periodo breve comparato
alla storia della terra. Le angiosperme tra tutte le piante terrestri sono quelle che più
si sono diversificate, ci sono circa 250 mila specie. Invece le gimnosperme, anche se
comparse prima, invece ha solo 1000 specie.
Interazione tra gli organismi
Il completo isolamento di un organismo non è compatibile con la vita: gli organismi
devono interagire.
Simbiosi: Associazione interspecifiche più o meno intima, talvolta specie-specifica
che può essere obbligata o facoltativa (simmetrica o asimmetrica). Simbiosi in
termini ampi simbiosi comprende il commensalismo, il parassitiamo e mutualismo
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oppure in termini stretti è sinonimo di mutualismo.
Amensalismo: L'amensalismo in ecologia è un tipo di interazione tra specie viventi in
cui una impedisce e diminuisce il successo di un'altra, senza però allo stesso tempo
trarne né vantaggio né svantaggio. Questo può accadere se un organismo secerne
un prodotto chimico come parte del suo normale metabolismo che ha un effetto
negativo sul secondo organismo. Alcune piante producono, nei semi o nelle radici o
nelle foglie che cadono, delle sostanze chimiche dette sostanze allelopatiche, che
riducono lo sviluppo di altre piante.
Parassitismo +/-
Predazione?
Commensalismo 0/+
Protocooperazione è simile al mutualismo in cui tutte le due specie sono
avvantaggiate ma non è obbligatoria. Le orchidee hanno delle associazioni
simbiontiche mutualistiche con i funghi che sono indispensabili per l’orchidea
perché servono per la germinazione del seme ma per il fungo questa iterazione non
è obbligatoria per la vita. In questa caso è un mutualismo asimmetrico (non è
obbligatorio per tutte e due le specie). La proto cooperazione può essere compresa
sotto l’interazione mutualismo, quando questo non è obbligatorio. Il mutualismo è
quando il vantaggio è reciproco per tutte e due gli organismi +/+ .
Mutualismo
+/+ il mutualismo è una forma di interazione molto comune. L’ipotesi è che nel
corso della storia evolutiva le forme di mutualismo sono quelle che si sono evolute
più spesso molto probabilmente perché il vantaggio è reciproco e quindi porta a un
migliore adattamento di entrambi li organismi e quindi maggiore successo. In queste
forme di mutualismo, in realtà, ciascuna delle due specie procedono operando dei
piccoli cambiamenti per ottimizzare, massimizzare il proprio vantaggio, in natura
nulla è altruistico. Il vantaggio qual è? Di solito è un vantaggio di tipo nutritivo.
Licheni
I licheni sono un’associazione mutualistica tra un fungo e un’alga o un ciano
batterio, recentemente si è scoperto che in questa associazione mutualistica entra
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un altro partner, un lievito; un gruppo di specie particolare è compreso in questa
simbiosi. Questo lievito è stato scoperto in molti licheni non imparentati tra di loro,
quindi sembra una cosa diffusa. Non sappiamo ancora come interviene questo terzo
organismo nel mutualismo.
Micorizze
Un altro esempio di mutualismo sono le micorizze, associazioni tra radici di piante e
funghi, l’associazione può essere obbligatoria per la pianta ma non lo è di solito per
il fungo. Praticamente nella totalità delle orchidee questa forma di mutualismo è
obbligata. Sia nei licheni che nelle micorrizze il vantaggio è di tipo nutritivo.
Acacia e formica
Ci sono degli esempi di mutualismo più particolari: può essere quello tra alcune
piante del genere acacia (genere australiano) e le formiche. Questo perché alla base
delle foglie (foglie composte), nel picciolo, ci sono degli ingrossamenti che sono degli
organi che producono una secrezione zuccherina, un nettare ext
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