Bioetica Colombetti Elena: origini della bioetica
Disciplina nata nel 1970 circa che si riversa su un duplice versante, quello della biologia e quello della medicina. Ci troviamo in un contesto di innovazione scientifica e tecnologica, ci si rende conto che il progresso tecno-scientifico è ambivalente cioè gli esiti hanno delle conseguenze positive e negative connesse (es. buco dell’ozono). L’ambivalenza del progresso tecno-scientifico viene messo a tema correlato alla nascita del movimento ecologico e alla consapevolezza che l’uomo è responsabile dell’intero pianeta.
Due versanti di questa disciplina
- Biologia
- Medicina
Biologia
Nascono una serie di problemi che richiedono nuovi criteri di valutazione perché la scienza perde la sua neutralità assiologica.
La scienza nel passato aveva una neutralità rispetto ai valori, nel momento in cui fare scienza era in ambito conoscitivo e l’applicazione di queste conoscenze era rimandato in un secondo momento, queste conoscenze scientifiche potevano essere usate bene o male, ma la scienza restava neutrale rispetto a ciò. Oggi, dove troviamo le tecnoscienze, il momento applicativo non viene dopo quello conoscitivo, ma nel momento in cui esplora la realtà, la sta già modificando perciò questa neutralità viene meno. Io scienziato non mi chiedo cosa avverrà dopo con i miei studi ma mi domando già cosa sto facendo.
In questo contesto (anni 70) Van Rensselaer Potter (oncologo statunitense di origine olandese) scrive due articoli considerati pietre miliari della bioetica. Nel 1970 parla della bioetica come scienza della sopravvivenza, l’umanità ha bisogno urgentemente di una nuova saggezza che fornisca la conoscenza di come usare la conoscenza per la sopravvivenza dell’uomo e per il miglioramento della qualità di vita. C’è un divario pronunciato tra l’enorme capacità di guardare alla realtà e la riflessione sui temi in gioco e quello che facciamo.
In un secondo articolo scrive che la bioetica è come un ponte tra i fatti biologici e i valori umani. Così lui va a designare una disciplina ma possiamo dire che non è un’immagine adeguata perché il ponte connette cose che sono separate, mentre questi due territori non sono separati. Dobbiamo distinguere sapendo cogliere gli elementi differenti ma senza separare. Dobbiamo distinguere l’elemento biologico dal valore umano ma non posso separarli perché teoria e prassi non sono divisibili, laddove c’è un’azione umana, c’è un’azione libera e quell’azione ha etica.
La scienza pura, finalizzata alla sola conoscenza, poteva addossare eventuali colpe alla tecnica (che prende le scoperte e le usa male). Ma nelle scienze sperimentali l’intreccio tra teoria e prassi, tra tecnologia e conoscenza non è più scindibile. Non è più possibile stabilire una linea di demarcazione tra il momento della ricerca e quello dell’applicazione (es. ingegneria genetica che prende in mano la propria evoluzione, modificare un DNA).
Medicina
Sul versante della medicina ci sono state tre aree che spiegano questi cambiamenti: la sperimentazione sui soggetti umani, l’uso sociale della medicina (porta a differenze sociali), l’ingresso dell’alta tecnologia nella prassi medica. Per spiegarle andiamo a visionare dei casi:
- Primo caso: tra il 1956-1970 viene effettuato uno studio sulla profilassi (prevenzione) dell’epatite a Willbrook State School (State Island, NY), una scuola che accoglieva bambini con disabilità psichica. A 200 bambini venne inoculato il virus dell’epatite, ai genitori venne fatto firmare un consenso scritto in cui era presente una minaccia velata cioè che se non avessero accettato questo test, i bambini non sarebbero stati accettati nella scuola.
- Secondo caso: nel 1964 a Jewish Chronic disease Hospital (NY), viene effettuato uno studio sull’evoluzione del cancro. A 22 anziani, senza dire nulla, vengono inoculate cellule tumorali vive per studiare lo sviluppo del cancro.
Quando sono accaduti questi fatti, l’opinione pubblica si è concentrata sulla mancanza di consenso adeguato alle famiglie, sotto minaccia, totalmente assente per gli anziani. Non hanno messo in luce che la mancanza di consenso è un’aggravante perché, di base, l’azione stessa non è accettabile perché provoca un male.
- Terzo caso: tra il 1932-1972 lo Tuskegee Syphilis Study (studio sull’evoluzione naturale della sifilide). La popolazione arruolata è formata da 800 braccianti di colore, 2/3 malati di sifilide, il resto come gruppo di controllo. A questi braccianti viene detto che soffrivano di sangue cattivo, li convincono a farsi prelevare periodicamente del sangue, in cambio avrebbero ricevuto assistenza medica gratuita. I test sono per studiare l’avanzamento della sifilide e non per curarli perciò il contagio prosegue.
Questo studio viene bloccato dopo 40 anni dopo essere stato scoperto dall’opinione pubblica. È uno studio federale che avviene durante gli anni della Seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti che processano i nazisti, nello stesso momento stanno compiendo ciò.
- Quarto caso: il caso di John Meyers al Swedish Medical Centre a Seattle. Nel 1962 viene messa a punto la macchina sperimentale per purificare il sangue, la dialisi, per le insufficienze renali. Una macchina sperimentale, i costi sono alti e le domande troppe, perciò, si decide che può accedere solo una persona ma chi scegliere? Il criterio di scelta è drammatico e viene costituito il primo comitato etico formato da un medico, un banchiere, un sindacalista, una casalinga e un ministro del culto. Escludono bambini e anziani perché troppo deboli per questo esperimento. Includono alcuni criteri valutando se sono uomini, quante tasse hanno versato, se sono imprenditori, se sono sposati ecc. Si tratta di criteri non clinici, drammatici per la scelta.
Primo caso anziani (materiale per la sperimentazione), secondo caso bambini (utilitarismo) terzo caso braccianti (darwinismo sociale).
In positivo: scoperta macchina per la dialisi problema selezione dei pazienti e dei criteri da utilizzare (tema crisi del senso comune).
La bioetica appartiene all’ambito filosofico e sorge come verifica della consistenza e della legittimità morale delle prassi scientifiche nell’area delle biotecnologie e della medicina ad alto contenuto tecnologico. Questo chiama in causa la morale (studio della giustificabilità dei beni), la moralità (ha a che fare con l’ethos vissuto frutto di educazione, di prassi. Posso avere contesti culturali che facilitano o rendono più difficile la comprensione della realtà) e il diritto (quali leggi sono presenti per tutelare i beni che vengono messi in gioco in queste prassi).
Lezione 2: distinzione tra bioetica quotidiana e bioetica di frontiera
Ci stiamo concentrando su quella di frontiera, trascurando l’agire quotidiano, che è altrettanto importante. Dai casi quotidiani possiamo riflettere sull’agire e sui temi in gioco. Quando pensiamo a un caso è importante non spogliarlo della drammaticità umana che lo caratterizza (sentimenti, paure, uomini), non è solo un esempio matematico.
Caso Baby Doe
- Caso Baby Doe: nasce nel 1982, da una famiglia indiana. Ha due problemi: sindrome di Down (trisomia 21), problemi anatomici all’esofago (soffocamento nel mangiare). Scoprendo della sindrome di Down la mamma sussurra al papà che non lo vuole. Il medico che segue la gravidanza suggerisce di non intervenire chirurgicamente, somministrare antidolorifici, non alimentarlo e lasciare che muoia. Il tribunale e genitori danno l’autorizzazione. Un’infermiera denuncia la vicenda ai media e la pubblica opinione critica la situazione. Il tribunale rivede la sua posizione ma nel frattempo il bambino muore.
- Il dottore non utilizza un criterio clinico per decidere, perché l’operazione era possibile. Interviene in quanto avendo la sindrome di Down avrebbe dato al bambino una bassa qualità di vita. Usa un criterio etico-antropologico.
- Peter Singer scrisse che Baby Doe vale meno di un maiale adulto.
- Tema della persona e dell’essere umano. Chi è soggetto di diritti? In un panorama pluralista e frastagliato, con diversi quadri valoriali e impostazioni etiche, sembra ci sia un accordo sul fatto che ogni persona è intrinsecamente dotata di dignità. Ciò che ha dignità non ha prezzo, valore quantitativo. Di conseguenza avendo dignità la persona è portatrice di diritti.
Dignità intrinseca
- Affermazione forte di un percorso plurisecolare in cui l’uomo ha riflettuto su se stesso e ha cercato di rappresentarsi.
- Convincimento che l’uomo sporge rispetto alla natura ambientale.
Domanda chi è l’uomo?
- Dispute tra materialisti (uomo come pura materia) e spiritualisti (uomo come solo spirito).
- Dualismo cartesiano: duplice dimensione dell’uomo, pensiero nel corpo (res cogitans-res extensa). Oggi presente il pensiero di Cartesio nelle dispute mente-cervello.
- Anima: forma dinamica (di organizzazione) del vivente.
L’uomo è solo il suo corpo o trascende la dimensione corporea?
- Se non si esaurisce nella sua corporeità, non è solo il suo corpo, non possiamo trattarlo come un elemento biologico qualsiasi.
- Se è solo corpo, quindi si può modificarlo e progettarlo come un elemento biologico qualsiasi. Ciò porta ambiguità, dovremmo infrangere le leggi della specie, ed esercitare libertà.
Apparente comunanza nel definire l’uomo, ma è celata una pesante discriminazione. Utilizzare una differenza che include o esclude in modo non pertinente (es. persona sorda non può frequentare l’università).
Quindi non tutti concordano che ogni essere umano sia una persona. Quindi il dibattito non è più sulla spiritualità dell’uomo (spiritualisti-materialisti), ma sulla possibilità di far rientrare tutti gli esseri umani nei concetti di persone.
Uguaglianza di diritto è distinta, ma non separata, dall’uguaglianza di fatto. Ma quella di fatto può essere invocata se c’è quella di diritto.
Maffettone, autore italiano, allievo di Singer, sostiene la grande divisione:
Crede che si debba dividere il termine essere umano e il termine persona. Esistono persone che non sono esseri umani (e questo non toglie nulla agli esseri umani) e ci sono esseri umani che non sono persone (questo toglie agli esseri umani).
Tre passaggi legati al concetto di persona
- Storia del concetto di persona: nel mondo greco: nasce dalla maschera teatrale, che aveva il ruolo di identificare un personaggio, indipendentemente da chi era l’attore, e di amplificare la voce.
- Primi secoli dell’era cristiana: necessità di esprimere che un solo Dio è tre persone. Si arriva a definire persona per definire Dio. Il concetto di persona, quindi, veniva usato in ambito teologico, non antropologico. Successivamente viene poi applicato anche per gli angeli e per gli esseri umani. Storicamente è nato così, ma ciò non significa che per essere persone bisogna essere cristiani. È nato così legato ai concetti di:
- Libertà e razionalità, centrali.
- Perdita dell’analogia (diverso da metafora).
I termini possono essere:
- Univoci: indicano una sola cosa.
- Equivoci: chiamano nello stesso modo cose diverse (pesca).
- Analoghi: si predicano di più realtà, dicendo cose in parte uguali e in parte diverse (sano). Devo cogliere ciò che c’è di uguale e ciò che c’è di diverso. Persona è un termine analogo.
Il termine persona viene spesso associato a essere umano (ci sono tot persone alla festa), razionalità: modalità di pensiero capace di astrazione. La comunicazione non è tipicamente umana, anche gli animali comunicano. Ma non sono in grado di compiere un ragionamento astratto.
La corporeità fa parte dell’essere umano, il corpo si evolve con l’essere umano. L’io non si esaurisce solo nella corporeità, ma la comprende.
Atti liberi: azioni che ricevono forma dalla libertà e dall’intelligenza. Solo un soggetto capace di compiere atti liberi è un soggetto morale. Ciò che non è libero non ha valore morale, ciò che è libero sì perché può essere giusto o sbagliato, buono o cattivo.
- Persona indica delle qualità essenziali o delle condizioni transitorie?
- Soggetto ontologico e soggetto morale.
- Condizioni di esercizio: ci sono condizioni ontologiche e condizioni di servizio. Condizione ontologica dell’uomo è di vedere, quella del pipistrello è non vedere. Se un uomo non vede è perché mancano le condizioni di servizio (es. non c’è luce, ha dei problemi fisici). L’assenza di queste condizioni, quindi, può essere patologica o contestuale.
Il bambino è ontologicamente capace di ragionamento, ma gli mancano ancora le condizioni di esercizio (è ancora troppo piccolo).
Lezione 3: ruolo della corporeità
- Corpo come criterio identificativo: identifico le altre persone dal loro corpo, aspetto, voce.
- L’appartenenza alla specie umana (essere nati da esseri umani) è sufficiente per definirci esseri umani.
Se c’è un corpo umano allora c’è una persona umana: falso.
- Personicidio: uccisione della persona, ma la persona non è separata dal suo corpo. Quindi è un termine astratto.
- Specismo: privilegiare gli appartenenti alla propria specie. Ma per Singer non è sufficiente appartenere alla specie umana per avere diritti. Sostiene che dobbiamo liberarci dall’antropocentrismo, ma l’esso è propriamente ineliminabile.
Non significa disprezzo degli altri viventi, ma per rispettare gli animali dobbiamo differenziarci da essi e quindi mostrare la differenza della specie umana. Es. diventare vegetariano, scelta dell’uomo che l’animale invece non può fare. Antropocentrismo come riconoscimento di non essere un animale come gli altri ma di differenziarmi da essi.
Accusa di specismo di Singer:
- Infondata se per specismo intendiamo che le ragioni per cui difendiamo gli esseri umani sono per la difesa della specie.
- Fondata se per specismo si intende il criterio con cui orientarsi per evitare discriminazioni.
Diritti da riconoscere o da attribuire
- Attribuiti: possono essere dati e rimossi, modificati, sospesi.
- Riconosciuti: vanno tutelati sempre perché ineliminabili.
Articolo 10 Convenzione ONU, 2006: diritto alla vita
Gli Stati Parti riaffermano che il diritto alla vita è connaturato alla persona umana ed adottano tutte le misure necessarie a garantire l'effettivo godimento di tale diritto da parte delle persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri.
I Paesi Bassi dicono che sono d’accordo che la vita umana non nata è degna di protezione. Gli effetti di questa protezione e quindi il termine essere umano è materia di legislazione nazionale.
Quindi non c’è tutela, è lo Stato che decide chi è degno. Differenza tra riconoscimento e istituzione.
Lezione 4: dignità e generazione extracorporea
Non si deve confondere il fatto che la dignità della persona umana è indipendente dalla condizione di salute con il fatto che la dignità della persona umana varia in base alla condizione di salute. La dignità è presente in quanto persona, qualunque sia la condizione di salute.
Generazione extracorporea
Esempio privilegiato delle profonde trasformazioni che le tecnoscienze hanno apportato nel vivere umano. Composta da varie discipline, tra cui: procreazione medicalmente assistita. Si tratta realmente di tale? Elemento esemplificativo delle PMA: tematiche bioetiche.
- Luogo ad alta densità antropologica, non di tessuto sociologico. L’atto generativo si pone all’origine dell’esserci dell’essere umano, quindi la natura di questa origine influenza notevolmente la nostra autocomprensione. Incide molto sul modo in cui ci percepiamo come esseri umani.
- Rappresenta la consuetudine di familiarità con la tecnologia della nostra società.
- Modalità differente dell’essere al mondo, ontologia differente, relazionalità corporea diversa.
- Incide nella nostra condizione universale di essere tutti figli, tutti sono figli di qualcuno. La modificazione della generazione di un figlio modifica il modo di autoconcepirsi.
FIVET
FIVET: fecondazione in vitro embryo transfert, quindi fecondazione in un corpo e successivo trasferimento degli embrioni. Una delle tecniche della generazione extracorporea. In Italia è passata dal sistema sanitario nazionale. Può essere:
- Omologa: i genitori biologici e sociali coincidono.
- Eterologa: etero, alterità, genitori biologici e sociali non coincidono. Es. richiesta da una coppia omosessuale.
Domande: si tratta da una terapia?
Pensata come soluzione per la sterilità (incapacità di concepire) e infecondità (incapacità di portare a termine la gravidanza).
Maurizio Mori
Maurizio Mori: docente italiano, sostenitore della Fivet, ma nonostante questo non crede che sia una terapia, perché:
- Se lo fosse vorrebbe dire che la sterilità è una patologia, perché le terapie curano dei problemi medici. Ma in realtà noi provochiamo volontariamente la sterilità, in modo temporaneo o definitivo, a seconda dei contraccettivi, e se fosse una patologia sarebbe illegale provocarla. Questa teoria però non tiene in conto dell’oggettività di una disfunzione.
Problema di ordine metodologico: l’approccio a questo argomento è consequenzialista, ovvero io modifico il modo di percepire la realtà in base alle conseguenze che voglio privilegiare. In questo caso siccome reputo legittimo l’rs
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