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03/03/2020

Bioetica

Si parla tanto di bioetica, ma molto spesso non è chiaro quali siano le

caratteristiche. Disciplina particolare che richiede uno studio e come tutte le

discipline ha un suo studio. Quando parliamo di questioni bioeticamente

rilevanti, parliamo di questioni che sono connessi agli interventi sulla vita

umana, agli animali o all’ambiente che sono stati resi possibili da progressi

scientifici e tecnologici avvenuti nel corso del XX secolo.

Parliamo di questioni che sono state resi possibili, sugli esseri viventi, grazie

ai progressi tecnologici.

Riflessione bioetica può riguardare diversi esseri viventi:

• l’uomo

• Gli animali non umani

• L’ambiente

Gli ultimi due vengono presi in considerazione nella misura in cui la ricaduta

su questi soggetti ha delle implicazioni anche per l’uomo. Queste ricadute su

varie fonti di vita, sono legate alla possibilità di intervento che è stata resa

possibile dagli sviluppi tecnologici: possibilità di intervenire sulla vita, come

per esempio la procreazione artificiale, terapia intensiva, intervento genetico,

progressi in ambito scientifico e tecnologico e che sono avvenuti in un

...

periodo storico ben preciso: seconda metà del secolo scorso, cioè a partire

dagli anni ‘50,’60.

Quali questioni rientrano nelle questioni di bioetica?

• questioni di inizio vita;

• Fine vita;

• Genetica;

• Sperimentazione su umani e su animali;

• Questioni ambientali (OGM);

• Enhancement o potenziamento umano;

• Neuroscienze;

• Robotica/intelligenza artificiale.

Alcune di queste tematiche ci sono già note.

Si deve distinguere oggi, nella riflessione bioetica che è iniziata a partire dagli

anni ‘70, due ambiti di questioni bioeticamente rilevanti:

• tradizionali: ambito intorno alle quali si è costruita la riflessione bioetica

e sono i cosiddetti traditionally issues: ambito di inizio e fine vita;

• Tecnologie morali: si occupa oggi di questioni cosiddette di frontiere

che riguardano la robotica e l’intelligenza artificiale e potenziamento

umano.

Noi ci soffermeremo sulle questioni tradizionali in particolare di tutti gli

interventi che il progresso tecnologico ha permesso e in particolare sulla vita

umana. Questioni che concernono un rapporto tra soggetti —> relazione di

cura che vede al suo centro determinati attori (dottore, paziente, ecc..).

Definizione bioetica

Metodologia argomentativa.

La riflessione bioetica potrebbe essere circoscritta anche ad un ambito

individuale.

Uno dei grandi problemi dei progressi tecnologici è che, sebbene nascano con

l’intento di aiutare e per il benessere dell’umanità, d’altra parte c’è sempre il

rischio di un abuso —> violazione di diritti.

Definizione molto ampia di bioetica che ricomprenda anche la vita non umana

e l’ambiente possiamo dire che gli interventi biomedici e biotecnologici sulla

vita umana e non umana e sull’ambiente riguardano la bioetica se sollevano

problemi di natura etica, cioè problemi di scelta tra strade alternative

percorribili (le strade diverse portano a risultati e conseguenze diverse) e per

scegliere quale strada adottare è necessario disporre di criteri normativi sulla

base dei quali individuare le linee d’azione approvabili.

Si hanno dei problemi etici e quindi problemi di scelta. Ci ritroviamo questi

problemi perché ogni volte che vi è uno sviluppo tecnologico, questo apre

delle possibilità di scelta, apre modi di agire che prima non erano possibili.

La bioetica quindi è l’etica applicata al mondo della vita (umana e non

umana).

Ma cosa è l’etica? L’etica riguarda il campo dell’agire umano in tutti o in

alcuni soltanto dei suoi ambiti (in particolare ambiti professionali). Più in

particolare viene in considerazione quando sono diversi possibili corsi

d’azione tra i quali bisogna operare scelte. Cioè l’etica riguarda l’agire da

parte dell’uomo nella vita in generale (faccio una cosa al posto di un’altra

spesso sulla base di valori che riguardano il mio agire) oppure determinati

contesti (medico, deontologia).

Ci sono problemi di etica solo se ci sono problemi di scelta.

L’etica richiede una scelta tra almeno due o più percorsi che portano in

direzioni completamente opposte.

Perché ci troviamo di fronte a problemi di scelta sugli sviluppi tecnologici e

scientifici? Perché la disponibilità massiccia di mezzi tecnologici hanno avuto

come conseguenza un maggior potere di controllo da parte dell’uomo di

situazioni che storicamente non sono mai state sotto il suo controllo perchè

non cerano gli strumenti tecnologici. Con questi strumenti l’uomo ha assunto

potere su eventi tradizionalmente considerati “naturali” o “lasciati al caso”,

cosicché questo potere di controllo ha reso l’influsso del caso sempre più

limitato. L’evento stesso della morte naturale è più limitato nei paesi

occidentali. Questo potere di controllo è quello che ha ampliato le azioni

oggetto di scelta. Tutto ciò che una volta era naturale o lasciato al caso oggi è

oggetto di scelta.

Quindi l’etica è l’ambito o l’insieme di ambiti in cui si elaborano dei criteri del

comportamento approvabile, per stabilire quali tra le diverse azioni sia utile

percorrere.

L’etica è quel contenitore di criteri del comportamento approvabile.

Contenitore di criteri al plurale —> così si include anche l’ambito giuridico e

la riflessione giuridica e non solo la riflessione morale.

Esistono due modi di intendere il concetto di etica:

• senso stretto: sinonimo di sola morale. Se stiamo solo sull’ambito della

morale è più difficile parlare anche di riflessione giuridica;

• Senso ampio: comprensiva della morale, della deontologia, del diritto.

L’etica è l’insieme di criteri morali giuridici e deontologici (regole che

si danno dei particolari gruppi di professionisti) che orientano le

scelte nell’ambito delle questioni eticamente rilevanti (genetica,

inizio o fine vita, ecc...).

Quando si parla di etica può essere un concetto che richiama un’etica di

senso comune oppure un’etica critica. Solo una delle due ha utilizzabilità

nella riflessione bioetica che è volta ad individuare soluzioni pratiche. Cioè

quando si parla di etica di senso comune si fa riferimento all’insieme di criteri

e valori che si acquisiscono nella vita di ogni soggetto. Ogni soggetto farà

delle riflessioni basate sul senso comune. Alcuni di questi elementi trovano

maggiore condivisione mentre altri invece possono entrare in conflitto. Il

problema di questi criteri soggettivi è quello di trovare un contenuto. I valori

e le regole interpretate soggettivamente spesso entrano in conflitto tra di

loro. Questo conflitto può essere risolto nel momento in cui si mette in campo

un’etica, chiamata critica, che è una riflessione che prendendo spunto

dall’impossibilità di risolvere certe etiche comune, cerca di individuare delle

soluzioni.

L’intento dell’etica critica è quello di trovare una soluzione quanto più

possibile condivisa per l’individuazione di criteri di azione nell’ambito

pubblico. È questa etica critica che si applica alla riflessione bioetica.

Metodologia argomentativa —> mette in evidenza problemi comuni e mira ad

individuare linee d’azione in forza delle ragioni che le sostengono.

La riflessione bioetica avviene perché ci sono stati determinati progressi

tecnologici che hanno dato un certo potere di controllo da parte dei soggetti,

tutto questo porta dei problemi in quanto le diverse scelte non sono condivise

da tutti allo stesso modo.

Far fronte alle problematiche attraverso argomentazioni di ragioni

giustificanti che possono essere di diverso tipo.

Argomentazione razionale in etica —> discorso di natura argomentativa atto

a far risultare mediante ragioni che qualcosa nel campo del fare (una

decisione, un’azione, ecc...) è giusto in senso lato, cioè da preferire e da

scegliere sulla base di ragioni.

La bioetica intesa come etica critica ha messo in discussione le convinzioni

che a lungo hanno caratterizzato l’etica media diffusa.

Non tutte le ragioni che vengono addotte possono rappresentare valide

ragioni giustificanti. Nelle società eticamente plurali ci saranno modi diversi

di intendere qualsiasi contesto. Quello che si deve cercare di fare è di trovare

soluzioni che rispecchino il più possibile questa pluralità.

NON sono valide ragioni giustificanti (bioetica laica) in quanto manca un

aspetto importante di “possibilità di controllo intersoggettivo”:

• l’argomento dell’appello ad una autorità, ritenuta depositaria della verità

etica: argomento che è stato messo in crisi già negli anni ‘70

dall’idea che esistono delle autorità e non dei soggetti che hanno

autorevolezza nelle cose che dicono e che viene portata spesso a

sostegno da coloro che appartengono a contesti dove le concezioni

della vita sono dogmatiche. Dico che qualcosa è vero solo se lo dice

qualcuno esperto. Ciò che rende vero qualcosa non è solo il fatto che

sia un certo soggetto a dirlo e affermarlo;

• Appello alla natura;

• Appello a ciò che si è sempre fatto/detto/pensato (appello alla

tradizione): si costruisce tutta la conoscenza sulla tradizione, ma

questo appello affinché possa continuare ad essere vero deve essere

sottoposto ad un controllo intersoggettivo. “Si è sempre fatto così”.

Carl Popper ??;

• Appello alle emozioni: molto utilizzato attraverso il linguaggio per

influenzare l’interlocutore. Se si utilizza questo modo di

argomentare, non sto portando delle ragioni empiriche, ma sto

portando delle ragioni che gioca sulle emozioni delle persone.

Fare bioetica significa argomentare sulla base di ragioni.

04/03/2020

Etica critica —> parte da un conflitto di senso comune per individuare

delle linee d’azione e cerca di mantenere una sorta di equilibrio tra

le etiche sostanziali.

Appello alla natura

Argomento molto insidioso che è fallace sotto il profilo logico.

“Natura” è un concetto che si utilizza da sempre, concetto che può avere

diversi significati e rispetto al quale ci sono diverse interpretazioni. “Natura”

come madre o “natura” più leopardiana come natura matrigna e maligna.

Consideriamo 3 diversi significati di natura:

• significato che richiama referenti semantici presenti nella realtà: insieme

di cose osservabili e tangibili (alberi, montagne, ecc...). Il grande

problema è di capire cosa includa davvero questo significato;

• Natura come ordinatrice della varietà dei processi biologici. Natura

personificata che guida il disegno evoluzionistico ed è in grado di

darci risposte sui valori. Il problema è quello di dimostrare che esista

davvero una volontà naturale;

• Natura come entità che regge i moti dell’universo, si ritiene che esistano

delle leggi naturali che ci sono indipendentemente dal fatto che

l’uomo le conosca o meno. Si parte dal presupposto che ci siano

sempre le stesse leggi che regolano i moti dell’universo. Siamo sicuri

che le leggi siano sempre le stesse?

Un altro problema legato al concetto di natura è che il concetto di naturale

viene utilizzato sempre in contrapposizione ad altre cose: artificiale,

innaturale, non spontaneo, culturale (dibattito antico “dibattito natura vs

cultura” dove si cerca di capire se sia davvero la natura a determinare

determinati comportamenti).

Un’altra domanda che ci dobbiamo porre quando viene utilizzato questo

appello alla natura è: esistono oggi, a fronte di una società tecnologizzata,

modi di vivere o morire che siano naturali nel senso di intonsi, legata

all’immagine di natura selvaggia.

Due modi di guardare alla natura

La concezione della natura che si ricollega alla convinzione che la natura

possa essere personificata, è un concetto di tipo finalistico. Si ritiene che

all’interno della natura sia fatto un disegno compiuto da un essere superiore.

Esiste qualcosa o qualcuno che tira le fila. Significa che ogni essere ha una

sua posizione nel disegno dell’essere e se ci si allontana dal propio destino,

dal proprio disegno si sta compiendo qualcosa di negativo. È male

allontanarsi dal fine naturale.

Es. Nell’ambito della procreazione assistita ci si allontana dal modo

cosiddetto naturale di procreare e quindi questo è un male e tali tecniche non

devono essere utilizzate.

Questo sistema ha avuto una crisi nel momento della rivoluzione scientifica

che ha portato alla rivelazione che il funzionamento dei fenomeni naturali

non è legato a fini o valori, ma è determinato da un costante susseguirsi di

cause ed effetti. È possibile descrivere gli eventi naturali individuando queste

cause ed effetti. L’approccio alla natura quindi è di tipo descrittivo.

La rivoluzione scientifica ha creato le condizioni per distinguere due piani di

ragionamento:

• ambito descritto/assertivo delle questioni naturali;

• Ambito valoriale/prescrittivo ambito nel quale noi operiamo delle scelte

sulla base di valori o preferenze. Laddove si sostenga che la sia la

natura a decidere si occultano delle operazioni di scelta dell’uomo.

Nella prospettiva scientifica non è possibile asserire che vi siano pretesi fini in

natura poiché non sono conoscibili e dimostrabili con strumenti empirici e si

sottraggono ad un controllo razionale. Questa era la concezione primitiva

dell’uomo (Kelsen “causalità e imputazione”). L’uomo primitivo tendeva ad

utilizzare il rapporto della natura con categorie che sono proprie della

valutazione che abbiamo noi dei comportamenti umani.

È caduta poi l’idea che ci potessero essere fini e valori nella natura.

È solo attraverso questo controllo intersoggettivo che il sapere scientifico ha

potuto incrementarsi nell’arco dei secoli.

Testo di Bobbio.

Giudizi di valore e giudizi di fatto (rivedi slide).

Ogni azione porta delle conseguenze, ma la valutazione di queste

conseguenze (positive o negative) dipende dalla valutazione che noi

attribuiamo a queste conseguenze.

Es. Aborto —> la pratica dell’aborto ha delle conseguenze sul corpo della

donna. Il fatto che la scienza abbia dimostrato che l’aborto porta delle

conseguenze alla vita della donna fino ad arrivare alla decisione di introdurre

una norma a favore o contro l’aborto, dipende dal fatto del fine che vogliamo

tutelare.

05/03/2020

Ragioni giustificanti

Esistono delle ragioni che abbiamo definito non giustificanti perchè sono

viziate sotto un profilo logico, non consentono di essere controllate in

maniera intersoggettiva, ogni volta che vengono utilizzate nascondono una

posizione valoriale, violano la legge di Hulm (?).

Mentre le ragioni giustificanti in senso bioetico (in una prospettiva in cui la

bioetica si configura come ambito di applicazione razionale, dove razionale si

intende che le nostre ragioni possano essere sottoposte ad un controllo logico

o empirico) sono di due tipi:

• ragioni di principio: si adducono quando si riconduce una decisione,

una scelta, sulla base di un criterio generale di comportamento, di

cui possano essere considerate logica applicazione. Quindi io

adopero una scelta sulla base di ragioni e principi guida e nel

giustificare la scelta il tipo di ragionamento che faccio deve essere

esplicitato in tutti i suoi passaggi, nei quali io non devo trovare dei

salti logici.

Esplicito un principio di partenza e la mia scelta o la mia decisione sono la

logica conseguenza di quel principio.

• Ragioni di fatto: si adduce quando si evidenza la connessione tra una

scelta, un’azione, una decisione e le prevedibili conseguenze di fatto

che esse possono comportare. Si adopera una scelta sulla base di

prevedibili conseguenze di fatto che quella mia scelta può

comportare. Come si fanno a prevedere le conseguenze? Sono

prevedibili conseguenze quelle che hanno un rapporto con dati di

tipo scientifico. Le ragioni di fatto sono collegate alla validazione di

dati scientifici.

Es. Legge sulla procreazione assistita —> dati statistici dimostravano come,

se la legge fosse stata proibitiva, la prevedibile conseguenza sarebbe stata

quella del turismo procreativo cioè che le coppie italiane sarebbero andate

all’estero.

Le ragioni di fatto e di principio hanno la caratteristica di essere argomenti

che possono essere sottoposti ad un controllo empirico, controllo

intersoggettivo, chiunque può controllare che la ragione finale è la logica o

empirica conseguenza di quello che è stato assunto come punto di partenza.

Per quanto riguarda le ragioni di fatto il controllo empirico consiste nei dati

scientifici, mentre il controllo intersoggettivo sulle ragioni di principio sui

diversi passaggi del ragionamento e la coerenza tra questi e la scelta finale.

L’utilità di queste ragioni è quella di consentire e di dare all’argomentazione

bioetica un’analisi di tipo razionale.

Se si applicano queste ragioni agli interventi in campo medico, la valutazione

etica di un caso clinico (per es. Soggetto in stato di coscienza, ma

paralizzato) può essere fatta alla luce di ragioni da fatto o di principio. Vedi

slide.

Sulla base delle ragioni di principio sono possibili due criteri orientatori

per il nostro esempio di caso clinico:

• principio di autonomia

&bu

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher JuliaLabollitaa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Bioetica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Salardi Silvia.
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