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Appunti di Apidologia

Appunti presi durante le lezioni del corso opzionale di Apidologia, durante l'anno 2016/2017, tenuto da Daniela Lupi. Comprendono tutti gli argomenti affrontati durante il corso: anatomia delle api e sistemi; sviluppo e caste; tecniche apistiche; prodotti dell'alveare; malattie e parassitosi.

Esame di Apidologia docente Prof. D. Lupi

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Apidologia

I prodo' dell’alveare sono mol0 e diversi: miele, propoli, pappa reale, cera, polline, veleno. Per

produrre il miele le api raccolgono il ne9are dai ne9ari fiorali ma anche da ne9ari extrafiorali (che

possono essere sulle foglie come nel Prunus laurocerasus).

L’impollinazione può essere effe9uata da inse' come lepido9eri, apoidei, di9eri, uccelli e

chiro9eri. E’ importante perchè perme9e la formazione dei semi, che influenzano la dimensione

della pezzatura e la concentrazione zuccherina nei fru'. Sono anche importan0 per il

mantenimento della flora spontanea: leguminose, consolidamento dirupi e foraggere.

Alcuni inse' raccolgono polline e quindi l’impollinazione è garan0ta; altri invece raccolgono

ne9are, e sono quindi presen0 degli ada9amen0 morfologici (coevoluzione fiore-inse9o) che

possono dare vantaggio a fiore (impollinazione) e a inse9o (ne9are). A volta la pianta può

ingannare l’inse9o simulando sembianze femminili/maschili e quindi a9raendo così l’inse9o che si

sporca di polline senza però vantaggi. Altre volte può essere l’inse9o a ingannare la pianta

saccheggiandola di ne9are senza però impollinare, ad esempio la Xylocopa taglia il fiore e ruba il

ne9are.

Le api costruiscono favi cerei, grazie alle ghiandole della cera, manipolando poi la cera con le

mandibole.

Le vespe invece recuperano la cellulosa da materiale legnoso per il loro nido, impastando i residui

con le mandibole. La Polistes fa nidi a piramide, la Vespa crabro più ovale, la Vespula costruisce il

nido nel terreno.

Vespidae sono meno pelosi degli Apoidei, occhi reniformi, apparato boccale mas0catore (il regime

diete0co degli adul0 è più zuccherino, trovando lo zucchero nei fru', quello invece delle larve è

più proteico e quindi sono carnivore; le vespe più grandi, come Vespa crabro e V. vellu7na invece

possono essere anche predatrici di altri inse', anche api). Quando il predatore è appostato

all’esterno dell’alveare, fa pressione su questo e le api sme9ono di uscire e di operare. V. vellu7na

è di origine asia0ca, è stata importata una sola regina in Francia e da lì la diffusione. E’ molto

aggressiva e saccheggia gli alveari delle api operaie. Le vespe Polistes fanno favi piramidali, aper0

sempre so9o, in cui depongono uova e crescono le larve. Polistes ha antenne nere-arancioni,

piccola poco dannosa per le api, perchè quest’ul0me riescono a difendersi facilmente.

Vespa crabro è la più grande diffusa in Italia, anche 3-4 cm di lunghezza, ha un colore più rossastro

e bruno, non giallo e nero.

Vespula germanica è più tozza della Polistes e ha antenne completamente nere. Diventa facilmente

aggressiva quando qualcuno urta il nido nel terreno.

Apidae hanno cospicuo rives0mento di peli, spesso sociali ma vi sono anche specie solitarie. Hanno

apparato boccale succhiante e stru9ure par0colari sulle zampe anteriori e posteriori. Sul primo

paio di zampe hanno la stregghia, cioè foro sulla 0bia per pulire l’antenna dal polline, il polline

viene recuperato da quasi tu9o il corpo (tranne dal noto) e accumulato nella cestella (che può

anche essere assente) sulle zampe metatoraciche.

Gli inse' solitari di solito non producono cera.

Sono presen0, negli inse' sociali, diverse caste: maschi, femmine feconde, operaie sterili. Le larve

vengono nutrite solo con materiale vegetale: ne9are per lo zucchero, polline proteico (pane d’api)

e pappa reale che è il secreto di ghiandole sopracerebrali.

Xylocopa violacea ha corpo robusto ed è nera-blu. E’ un’ape solitaria con elevate cure parentali,

con0nua a vivere nel nido fino allo sfarfallamento degli adul0, nella primavera successiva (1 gen/

anno). E’ de9a ape carpen0era. Formano il nido in canne, una celle9a dietro l’altra, e vengono

deposte prima le uova che daranno maschi, perchè con tempo di sviluppo maggiore, in caso

contrario il primo uovo deposto andrebbe a danneggiare gli altri sfarfallando.

Bombus spp. vivono in società matriacali che fondano ogni primavera, i nuovi maschi nascono solo

a fino anno. Sono u0li impollinatori: lavorano anche a T inferiori rispe9o alle api e riescono a

orientarsi anche nei tunnel (le api no: non riescono a percepire la luce polarizzata e quindi si

distraggono e perdono). I nidi sono fa' nel terreno, con celle9e disorganizzate di cera e altro, è

l’unico caso di più uova per cella. Possono riu0lizzare le celle9e per conservare un miele più

primi0vo e che fermenta prima.

Osmia spp. sono inse' solitari e costruiscono i nidi in fori di canne, separando le celle9e

contenen0 polline, ne9are e uovo con pare0 di palta.

Megachile spp, anzichè usare palta di terra, usano foglie per creare se' di separazione nel nido

nelle canne (si notano ritagli nelle foglie da cui prelevano il materiale). Anche ques0 sono inse'

solitari.

Genere Apis: in Europa è presente Apis mellifera

Vivono in società matriarcali durature. Ci sono diverse caste: la regina è l’esemplare più grande per

quanto riguarda lo sviluppo dell’addome (fisogastria dell’addome), viene marchiata per facilitare

l’individuazione e per sapere l’età. Le operaie sono più piccole e sterili. I fuchi sono aploidi, quindi

derivano da uova non fecondate (partenogenesi arrenotoca). I fuchi sono più tozzi, hanno ali più

lunghe del corpo e il capo è olop0co, gli occhi quasi si toccano, non hanno l’aculeo.

Apis mellifera Apoidea-Apidae-Apinae-Apini-Apis

conosciuta mondialmente come produ9rice di miele Il genere Apis nell’area euroasia0ca

endogeno, invece introdo9o in America. Si conoscono 8 api da miele: mellifera, cerana, dorsata,

florea, laboriosa, andreniformis, nigrocincta, Koschevnikovi. Differiscono per morfologia ma anche

per come costruiscono il nido.

Nel mondo sono diversi i sistemi di apicoltura e raccolgono il miele in si0 naturali o in nidi

temporanei.

L’Apis laboriosa è la più grande, fino a 3 cm, ed è presente sull’Himalaia dove costruisce enormi

favi: per raccogliere il miele viene staccato un pezzo di favo.

Apis florea è la più piccola in assoluto ed è conosciuta come ape nana, massimo 1 cm. Anche il nido

è piccolo, viene costruito un singolo favo di 15 cm di larghezza, solitamente sui rami degli alberi,

non prote9o visto il clima favorevole. Si trova in zone asia0che: India, isole, ma come specie

invasiva anche in Africa.

Apis dorsata è la più grande euroasia0ca, costruisce anch’esse i nidi in un unico favo sugli apici dei

rami. Sono molto esposte all’intemperie, quindi si trovano in zone siccitose sopra9u9o. Gli areali

delle api asia0che si sovrappongono, coabitano anche perchè con abitudini diverse, se no una

prevarrebbe sull’altra.

Apis cerana è la più diffusa in Asia, con biologia simile a quella dell’Apis mellifera. Costruisce nidi

in cavità degli alberi e costruisce più favi nei nidi. Viene più allevata in Asia rispe9o alle altre.

Apis mellifera in natura preferisce cavità, naturali o ar0ficiali. In varie aree geografiche si sono

differenziate diverse razze, ada9ate a diversi ambien0. In Italia prevalentemente: ligus7ca,

mellifera, carnica, sicula. Si differenziano morfologicamente ma anche etologicamente. La ligus7ca

è più docile alla manipolazione. C’è stata una ibridizzazione con la selezione di regine più for0 che

ha portato a una non più ne9a dis0nzione delle razze. L’Apis mellifera mellifera è più scura, e ciò si

vede anche dal suo areale di competenza più nordico. Anche la sicula è più scura, nonostante

appunto sicula, questo perchè probabilmente sono sta0 seleziona0 altri cara9eri.

Morfologia esterna

Ape operaia

Fuco - hanno capo olop0co, addome più tozzo perchè senza aculeo (deriva dall’ovopositore)

Regina - dimensioni maggiori dell’addome, in cui presentano apparato riprodu9ore funionante.

Il capo ha stru9ure a9e alla percezione visiva con occhi compos0 e ocelli al ver0ce del capo (occhi

semplici deputa0 alla percezione della luce polarizzata, deputa0 all’orientamento) e sensoriale, sia

ta'le sia olfa'va (feromoni) (colonia fucaiola: in assenza della regina le operaie depongono uova

non fecondate, e quindi danno origine a maschi).

L’apparato boccale è lambente-succhiante. Le mandibole sono molto rido9e, vengono usate per

modellare la cera, non devono tagliare il substrato. La proboscide composta dalle due galee

con0ene gli altri pezzi boccali. La ligula ha la funzione di suggere il ne9are, la glossa all’apice ha

funzione sensoriale per il riconoscimento. La ligula con0ene il canale alimentare che porta alla

borsa melaria.

Gli occhi compos0 sono compos0 da omma0di, e presentano tomentosità. L’ape con la sua visione

riesce a individuare i ne9ari nei fiori, grazie alla visione ultraviole9a.

Le antenne sono genicolate, formate da scapo lungo, pedicello breve e flagello terminale, cos0tuito

da sensilli di diverso 0po: tricoidei, placoidei e ampullacei. I sensilli placoidei sono assen0 nella

regina, ma molto presen0 nell’operaia per individuare il ne9are, per trasme9ere i segnali alle altre

api e i segnali della regina.

Il torace presenta due paia di ali membranose, che non sono ar0colate ma sono estroflessioni del

torace stesso, tre paia di zampe e gli spiracoli tracheali. Le ali delle api presentano molte nervature

ma non tan0ssime perchè sono inse' evolu0. Durante il volo le ali sono sincrone, grazie a un

meccanismo di aggancio delle ali cos0tuito da uncini de' amuli. La frequenza di ba'to può essere

> 200 ba'0/s e l’ape può raggiungere la v di 10-20 km/h. Il volo avviene grazie alla compressione

di muscoli elevatori e depressori.

Le zampe sono ar0colate al torace, plurisegmentate: coxa, trocantere, femore, 0bia e tarso con

unghie e arolio. Il tarso è cos0tuito da più tarsomeri di diversa dimensione. Il basitarso e la 0bia del

terzo paio di zampe sono i segmen0 più variabili, si ha quindi la cestella del polline molto pelosa.

La cestella non è una stru9ura chiusa. Il polline viene impastato con il ne9are e la pallina che si

forma viene sostenuta da peli e una setola che la sos0ene da so9o. Anche il basitarso del terzo

paio di zampe è modificato, ha una stru9ura de9a pe'ne che raccoglie il polline dal resto del

corpo e l’auricola che lo compa9a. La stregghia invece si ha sul primo paio di zampe, è un organo di

pulizia delle antenne. E’ un incavo nel basitarso e un processo che lo chiude.

Il polline può essere trasportato in grande quan0tà (peso<=1/2pesoape). Il colore ovviamente varia

dalla pianta bo'nata.

L’addome è cos0tuito da 7 segmen0 visibili e poi l’aculeo (ovopositore trasformato) connesso alle

ghiandole del veleno. Nel peduncolo ci sono propriorece9ori (meccanici) e perme9ono all’ape di

comprendere la propria posizione rispe9o al piano di appoggio. Nell’addome si trovano gli sbocchi

di parecchie ghiandole (sistema secretore), tra cui quello della ghiandola di Nasónov, che si trova in

posizione apicale, tra il 6 e 7 urite addominale. Questa ghiandola secerne un feromone che facilita

il ritrovamento dell’alveare da parte delle api. Inoltre favorisce l’aggregazione dello sciame e marca

le sorgen0 alimentari. Ci sono altre ghiandole a secrezione esterna: 4 ghiandole ceripare, de9e

specchi della cera, tra i vari segmen0 addominali. A causa della posizione delle ghiadole la cera

viene so9o forma di piccoli dischi e poi raccolta e modellata. L’aculeo è seghe9ato e per questo

dopo la puntura rimane a9accato alla vi'ma, le ghiandole del veleno con0nuano a eme9ere il

veleno già prodo9o nella vi'ma e viene emesso inoltre un feromone di allarme di aggregazione,

per cui le altre api vengono a'rate in massa. L’aculeo viene estroflesso nel momento di a9acco ed

è connesso a due ghiandole, una acida e una alcalina. Un intruso (lucertole e Acheron0a Athropos,

ad esempio vengono punte, ma le api non muoiono perchè l’aculeo non si incastra, nei vertebra0

sì) nell’alveare viene punto e poi propolizzato (imbalsamato). La Vespa velu0na non reagisce alle

punture, viene comba9uta solo da Apis cerana (stesso areale di origine) che in pra0ca muovendosi

scalda l’ambiente e cuoce la vespa.

La regina sfarfalla, effe9ua il volo nuziale e dopo sviluppa il gastro e ovari, perchè altrimen0

sarebbe troppo pesante. Operaia Regina Fuco

12-13 17-20 15

lunghezza corpo (mm) 4 4,2 5

larghezza torace (mm) 100 250 230

peso (mg) 11 11 12

numero segmenti del

flagello antennale 2400 1600 30000

numero di placche

porose antenne

occhi separati separati contigui

numero di ommatidi 5500 5000 7000

5 molto corta molto corta

lunghezza ligula (mm) attrezzate non attrezzate non attrezzate

zampe presente presente assente

pungiglione 21 16 24

durata sviluppo in gg

Anatomia dell’ape

Il sistema digerente è suddiviso in 3 par0: stomodeo (apertura boccale-cardias), mesentero

(cardias-piloro) e proctodeo.

Lo stomodeo è composto da faringe, esofago, ingluvie e ventriglio. L’ingluvie nell’ape è una

dilatazione che prende il nome di borsa melaria. Viene u0lizzata per accumulare il ne9are con

enzimi salivari (ghiandole salivari toraciche). La borsa melaria si trova nell’addome, che può

dilatarsi (nel torace non ci sarebbe spazio a causa dei muscoli del volo). Il ventriglio non ha

par0colare funzione mas0catrice. Una parte del ne9are passa all’intes0no medio.

Il mesentero effe9ua la degradazione delle molecole e l’assorbimento.

Il proctodeo è composto da ileo, colon e re9o. L’ape trascorre lunghi periodi all’interno del nido

senza poter espellere le sostanze di rifiuto (ciò avviene solo in volo!), accumula quindi gli

escremen0 nell’ampolla re9ale.

Il sistema escretore è estremamente semplice: è cos0tuito dai tubuli malpighiani a fondo cieco che

flu9uano nella cavità toracica. Filtrano le sostanze di scarto dall’emolinfa e poi le rilasciano nel

re9o, in cui si accumula l’acido urico, che viene poi espulso. L’ampolla re9ale tra'ene gli

escremen0. Una mala'a, nosemiasi, invece non perme9e all’ape di tra9enere gli escremen0 e

ques0 vengono emessi anche nell’alveare.

Il sistema nervoso si suddivide in

• Sistema nervoso centrale: cerebro, gnatocerebro,catena gangliare ventrale

• Sistema nervoso viscerale: simoa0co dorsale, ventrale e caudale, simpa0co cardio-aor0co

• Sistema nervoso periferico

Nel cerebro sono molto sviluppa0 i lobi o'ci, sono sede delle funzioni psichiche, fondamentali

perchè vivono in società.

Il sistema circolatorio è vaso lacunare. L’emolinfa circola in parte dentro a un vaso, in parte flu9ua

nella cavità dell’emocele. Il vaso dorsale è cos0tuito da una parte distale, cuore, e prossimale,

l’aorta. Nel cuore sono presen0 un paio di aperture per segmento, de9e os0oli e perme9ono il

pulsare. I vari segmen0 pulsano in momen0 differen0 dando un’onda peristal0ca. Alcune zone

come zampe ali e antenne sono difficilmente raggiungibili dall’emolinfa, alla base di queste perciò

ci sono organi pulsan0 accessori. Si vengono a creare 3 seni: perineurale, periviscerale,

pericardiale, delimita0 da diaframmi che regolano il flusso sanguigno.

Il sistema respiratorio perme9e la diffusione dell’ossigeno nel corpo. Ci sono 2 s0gmi/os0oli per

ogni segmento del corpo…

Nell’ape ci sono anche i sacchi aerei (dilatazioni) che aiutano l’ape nel volo, alleggerendola. Sono 2,

situa0 nel torace.

Nel sistema secretore ci sono ghiandole endocrine e ghiandole esocrine, a secrezione

rispe'vamente interne ed esterna. Le endocrine secernono i mediatori chimici, come gli ormoni,

all’interno del corpo dell’inse9o. Gli ormoni vengono secre0 nell’emolinfa, a9raverso la quale

raggiungono l’organo target. Le cellule neurosecretrici, sono cellule nervose che non mandano più

s0moli e producono l’ormone cerebrale. I corpi alla0 secernono l’ormone giovanile… Le ghiandole

esocrine invece producono i feromoni, messaggeri chimici che coordinano l’a'vità della specie, nel

caso dell’ape sono mol0 perchè contribuiscono al mantenimento della società. Si ha la secrezione

anche di altre sostanze.

Ghiandole sopracerebrali: tra le ghiandole responsabili della secrezione della pappa reale.

Ghiandole ipofaringee: secernono il più importante componente della pappa reale, prodo9a nei

primi 10 gg di vita dell’operaia, poi regrediscono fino a produrre solo enzimi per la trasformazione

del ne9are in miele.

Ghiandole mandibolari:

in api operaie nutrici producono un componente essenziale della pappa reale,

in api guardiane secernono il feromone di allarme,

nella regina producono il feromone che: assicura la coesione della colonia, impedisce la

costruzione di altre celle reali, inibisce le operaie che accompagnano la regina, durante il volo

nuziale a9rae i fuchi. Fuchi sono sensibili anche a un feromone maschile che segnala la presenza di

altri fuchi e li a9rae.

Ghiandole salivari o labiali: secernono un secreto che con0ene acqua, enzimi che sciolgono gli

alimen0.

Ghiandole associate al pungiglione:

ghiandola acida: produce il veleno

Ghiandola alcalina o di Dufour, nella regina produce un feromone che contrassegna le uova e un

sostanza adesiva che incolla l’uovo al fondo della celle9a.

Ghiandola odorifera di Nasonov: secerne sostanze vola0li ed aroma0che che facilitano il

ritrovamento dell’alveare, favorisce l’aggregazione dello sciame, marca le sorgen0 alimentari.

Ghiandole della cera: sono 4 paia, nella parte anteriore di alcuni sterni0 addominali, de9e “specchi

della cera”, con cellule dell’epidermide ipertrofizzate che secernono cera (acidi grassi ed esteri).

Ghiandole tergali della regina: situate sull’addome, producono sostanze a9ra've per le operaie e

servono a stabilire il rapporto di dominanza della regina.

Ghiandole tarsali: si trovano all’estremità dei pretarsi di tu9e le caste e producono feromoni che

probabilmente regolano l’equilibrio dell’alveare e inibiscono la costruzione di celle reali.

Sistema riprodu7ore femminile

Organi accessori: borsa copulatrice, diver0colo della vagina, in comunicazione con la spermateca,

vescicola che conserva gli spermatozoi in condizioni vitali. Ci sono quindi le ghiandole spermofile

che secernono un liquido che nutre e man0ene vitale lo sperma accumulato nella spermateca.

Ghiandole velenifere e ghiandole colleteriche.

Sistema riprodu7ore maschile

Circa il 60% delle regine riesce a sopravvivere oltre 3 anni, il 20% oltre il quarto anno.

Le regine vengono marcate in modo che si possa riconoscere l’anno. Si u0lizzano 5 colori per

evitare la sovrapposizione:

Anni che terminano con Colore marcatura regina

0-5 azzurro

1-6 bianco

2-7 giallo

3-8 rosso

4-9 verde

distribuzione della covata

Metodi di comunicazione nelle api

Comunicazione odorosa

Feromoni di aggregazione:

• marcan0, su fiori visita0,

• richiamo sessuale, aggregazione pre riprodu'va, ape a'ra fuchi,

• coesione della colonia, inibizione delle gonadi delle operaie, emesso dalla regina,

• allarme, richiamo di altri individui al momento della puntura, da parte delle operaie,

Feromoni di aggressione:

• allarme, emesso al momento della puntura,

• riconoscimento, perme9e il riconoscimento degli intrusi (Problema dell’introduzione della

nuova regina: la colonia viene orfanizzata, la nuova regina viene comprata con delle operaie e

del candito, la gabbie9a viene inserita tra due telaini, le operaie non riescono ad a9accare la

nuova regina perchè è rote9a dalla gabbie9a. Con il tempo eme9e il suo feromone e quindi la

colonia diventa sua. Il candito funge da nutrimento, ma anche da tappo della gabbie9a, che

viene appunto consumato dalle operaie e dalla regina stessa.)

Feromoni di riconoscimento:

• odore di colonia, coesione e riconoscimento,

Feromoni sessuali:

• di richiamo,

• di inibizione del richiamo,

• di corteggiamento, tu' e tre emessi dalla regina e percepi0 dai fuchi.

Comunicazione ta'le

Le operaie si toccano tra loro e toccano la regina, trasportando così il feromone della regina in

tu9o l’alveare. Una operaia può andare a leccare la regina e poi trasme9endo il feromone

disperdendo goccioline.

Comunicazione gusta0va

Trofallassi, scambio di cibo per condividere informazioni rela0ve alle cara9eris0che del ne9are. La

trofallassi è il metodo di trasmissione anche di pappa reale e feromone della regina da parte delle

operaie che hanno accudito la regina.

Comunicazione visiva

Danza delle api, è una danza a 8 e indica l’angolazione della trae9oria per giungere al cibo rispe9o

al sole.L’oscillazione e il tempo in cui percorre il tra9o re'lineo indicano invece la distanza a cui si

trova la fonte di cibo.

Lo sviluppo postembrionale

Si intende il periodo della vita di un inse9o che va dalla schiusa dell’uovo e il raggiungimento

dell’adulto. L’ape come tu' gli imeno9eri compie una metamorfosi completa=stadio giovanile

completamente differente dall’adulto. Hanno uno sviluppo olometabolo: uovo - larva- pupa -

adulto. Tu9o il ciclo preimmaginale si svolge all’interno della celle9a. La larva viene nutrita dalle

altre api, quando raggiunge l’età di larva matura, la covata viene opercolata e la larva si trasforma

in una pupa exatara. L’uovo ha una forma allungata e colorazione biancastra, è incollato alla base

della celle9a. La larva è eucefala, in cui sono dis0nguibili le varie par0. La posizione della pupa

nella celle9a è fissa, rimane cioè il capo nella parte superiore in modo che poi possa rodere

l’opercolatura e uscire. Dopo lo sfarfallamento l’esuvia viene tolta dalle api operaie.

Sono le operaie a decidere secondo i livelli ormonali cosa verrà deposto, cioè a seconda delle

dimensioni delle celle9e create la regina deporrà uova fecondate o meno. Determinismo di casta:

celle9e e cibo.

La cella dell’ape regina ha forma coniforme, di ditale, con il cupolino rivolto verso il basso. Il

cupolino viene forato dalle operaie.

Lo sviluppo postembrionale è sempre di 21 gg per le operaie, perchè la temperatura dell’alveare è

33°C costante!

Il tempo della regina è inferiore (16), e del fuco è 24 gg.

Tu9o il ciclo preimmaginale si svolge all’interno delle celle9e; le operaie nutrono le larve e

puliscono la cella fino a che non si impupa; al momento dell’impupamento l’ape chiude la celle9a

(pupa exarata: con appendici libere); solo allo sfarfallamento esce dalla cella. La posizione della

pupa all’interno della celle9a è fissa: all’inizio la larva si rotola sul fondo e poi si posiziona con il

capo verso l’opercolo per poi erodere al momento dello sfarfallamento.

Uovo: 0-3d; larva: 4-10d; pupa: 11-20d; adulto al giorno 21. La casta che si sviluppa più

rapidamente è quella della regina (alimentazione ricca), 16 giorni; fuco 24 giorni; operaia … giorni.

Lo sviluppo delle api è costante grazie alla temperatura costante tenuta all’interno dell’alveare (33°

C).

L’esuvia che viene lasciata è rimossa da api operaie che puliscono la celle9a in modo che possa

essere usata per un’altra ape. La pupa ha una colorazione sempre più scura andando avan0 nel

tempo di maturazione.

Determinismo della casta:

Vengono costruite celle più grande se si vogliono produrre fuchi: si può indurre questa produzione

con la disposizione di carta stampata esagonale più grande in modo che la regina deponga uova

non fecondate.

Nei primi tre giorni di vita tu9e le larve sono nutrite con pappa reale, secreta dalle api nutrici.

Dopo i primi tre giorni di vita la larva della regina con0nua a ricevere lo stesso tra9amento, mentre

le larve di api operaie e di fuchi con0nuano ad essere alimentate tramite una miscela di acqua,

polline e ne9are.

La celle9a di un’ape operaia è più grande, ha un aspe9o più disorganizzato e sporgente rispe9o

alle altre.

La regina vergine rimane per 2-3 giorni nell’alveare per raggiungere la maturità sessuale, poi

avviene il volo nuziale. A9orno al 30° giorno avviene la prima ovideposizione, poi in circa 5 anni la

regina muore.

Le operaie, durante il periodo primaverile-es0vo, svolgono un ciclo più breve rispe9o alla stagione

fredda perché la regina ha un blocco della deposizione di uova. Le ul0me operaie che sfarfallano

(autunno-inizio inverno) sopravvivono fino alla primavera. L’operaia sfarfalla al 21° giorno di età.

Essa svolge diverse funzioni durante la sua vita:

· Inizialmente passa un periodo all’interno del nido: pulisce le celle, produce propoli per la

difesa dell’alveare e l’igienizzazzione delle celle9e dopo lo sfarfallamento di una pupa.

· Si occupa anche del mantenimento di una temperatura più alta per la covata a9raverso

l’appoggio dell’addome sulla celle9a. Dal 4° giorno iniziano anche a nutrire le larve più

mature, o9enendo il nutrimento per trofallassi. Dal 6° giorno si sviluppano le ghiandole

che producono la pappa reale e quindi iniziano ad alimentare anche le larve neonate e la

regina. La produzione di pappa reale si ha fino al 10° giorno. Col decrescere della

produzione di pappa reale maturano le ghiandole della cera. A9raverso il ba'to d’ali

ges0scono la ven0lazione all’interno dell’alveare. Poi iniziano i primi voli di

orientamento; magazzinaggio. Dal 18° al 21° giorno sono di guardia all’alveare.

· Dal 22° giorno esplorano l’ambiente esterno, raccolgono ne9are, polline, melata, acqua e

propoli.

· Un piccolo gruppo può accudire la regina.

La vita media di un’ape operaia è di 3 mesi. La vita dell’ape è scandita regolarmente ma se ci sono

degli squilibri, cambia.

Il fuco sfarfalla più tardi (24° giorno) e poi, dopo la maturazione sessuale, esegue il volo nuziale. Se

avviene l’accoppiamento con la regina muore subito dopo, altrimen0 può vivere fino a 8 se'mane.

Principali pra?che apis?che nel mondo

La produzione mondiale di miele è circa 60.000 t/anno, sopra9u9o nelle zone industrializzate,

mentre nei paesi in via di sviluppo le tecniche non sono ancora specializzate. In ques0 paesi viene

infa' predato il miele con la distruzione dei favi.

Nei paesi sub-tropicali:

Arnie a telai fissi: i favi vengono costrui0 partendo dalla parte superiore dell’arnia. Estremità chiuse

con dischi di legno.

Bark hives: arnie o9enute dalla corteccia tagliata dal tronco di un albero.

• Long hives: arnie o9enute da tronchi di alberi scava0 all’interno. Le estremità sono chiuse con

• dischi di materiale vegetale.

Vengono poi aper0 ma si distrugge la colonia.

• Fibre hives: di bambù intrecciato, come una cesta. Le stru9ure vengono aroma0zzate con

• propoli e altri materiali, brucia0. Le api poi entrano spontaneamente, quando vengono appese

agli alberi. Queste api tendono a sciamare facilmente, quindi la ca9ura è più probabile.

Fibre hives e Super: ceste suddivise in 2 par0, quella so9ostante è il nido per lo sviluppo di

• nuovi individui e sopra si ha il melario, u0lizzato per la raccolta.

Bamboo hives: sfru9a la cara9eris0ca delle canne di bambù, la presenza dei se'. Ogni se9o

• viene forato, ma la regina può rimanere solo nelle porzioni a lei des0nate perchè non passa da

tu' i fori. É possibile quindi prelevare miele senza distruggere la colonia.

Arnie a telai mobili

Kenya tob bar hives

• Arnie razionali

• Arnia Dadant Bla9: il fondo uniforme è stato sos0tuito da una rete di 2,5mm+ casse'no, di

• raccolta per il parassita Varroa. Salendo si ha il nido, che può essere unito al fondo in rete, in

cui viene fornito uno spazio per l’allevamento di nuovi individui, con fino a 10 telai. Viene

sfru9ata la capacità di sviluppo verso la parte superiore, viene deposto quindi un melario, ma

con una rete che esclude il passaggio della regina. Nei melari si hanno sempre dei telai, max

6, e sono grandi la metà di quelli del nido. Si hanno poi un coprifavo, in cui si ha un foro che

perme9e la somministrazione di sostanze nutri0ve alle api, e un te9o.

Arnia Langstroth: hanno due unità di ugual misura= nidi, con telai più piccoli dei nostri. I due

• nidi facilitano la divisione delle colonie. Sopra vengono pos0 melari.

Il telaio è la cornice di legno, la stru9ura di cera interna è il favo.

L’apicoltura razionale ha permesso la raccolta del polline. In periodi di abbondan0 fioriture le api lo

stoccano nelle celle9e, occupando anche quelle necessarie per la ovideposizione. L’apicoltore

quindi pone una griglia con cestello all’entrata che gra9a via il polline dalle zampe.

La propoli è resina raccolta dalle piante; la raccolta viene per mezzo dell’apparato boccale e delle

zampe. La u0lizzano per evitare il diffondersi di microrganismi. La usano anche per bloccare fori e

fessure. Quindi me9endo una rete tra nido e coprifavo, le api la propolizzano, e poi asportandola è

possibile la raccolta.

La pappa reale viene asportata dalle celle9e a cupolino. Tecnica del picking

Le colonie sono l’ul0mo prodo9o, prelevando dei telai da colonie for0.

Sciamatura e aggressività naturale delle api africane le hanno rese meno sensibili alle mala'e (del

favo, come la peste americana, e a causa di parassi0, a9accandoli).

In Kenya i problemi sono dovu0 alla tarma della cera.

SCIAMATURA

È il fenomeno per cui una parte della famiglia si separa dall’altra e va a cos0tuire un nuovo nido;

avviene a par0re dalla primavera e le cause sono molteplici:

v La vecchiaia delle regine può causare la sciamatura;

v Se la famiglia è troppo forte lo spazio è rido9o per la popolazione e quindi tende a sciamare per

avere più spazio: quando questo succede l’apicoltore cos0tuisce nuovi nuclei in modo da

diminuire la forza della famiglia stessa e dà più spazio alle api con nuovi favi;

v Può esserci un eccesso di produzione della pappa reale;

v Covata nascente in numero elevato

v Favi vecchi e mal costrui0: le api cercano nuovi pos0 per costruire un alveare migliore

v Predisposizione ereditaria.

La sciamatura è l’unico modo per creare nuove popolazioni e mol0plicare le colonie, il che porta

anche ad un’evoluzione dal punto di vista gene0co. Dal punto di vista dell’apicoltura la sciamatura

è nega0va: significa perdita di individui, bisogna recuperare l’alveare, quindi si cerca di favorire una

sciamatura controllata.

Picco di sciamatura: durante la fioritura della robinia pseudoacacia (fine aprile-inizio maggio). Le

famiglie si separano e si abbassano le popolazioni all’interno delle caste. Esiste un secondo picco di

sciamatura al momento della fioritura di castagno e 0glio (giugno), ma comunque poi vi sono altri

momen0 in cui avviene la sciamatura.

Chi sciama?

La regina vecchia se ne va e si porta via circa il 70% delle operaie.

Cosa succede se ci sono più celle9e reali?

La prima regina che sfarfalla uccide le altre prima che sfarfallino pungendole. Se due regine

sfarfallano nello stesso momento si ha una lo9a tra le due ed ha la meglio chi sopravvive e quindi

diventa la regina di quell’alveare; la seconda regina non potrebbe sciamare perché in alveare c’è

solo il 30% di operaie. Può succedere che dopo una decina di giorni sfarfalli una seconda regina che

causa uno sciame secondario con la prima regina che era sfarfallata.

Come avviene la sciamatura:

È un processo che richiede tempo anche perché sono le operaie che decidono quando allevare una

regina.

C’è una fase preparatoria dell’operaia che può coprire tu9a la sua vita in cui l’ape inizia ad allevare

le regine e i fuchi. L’ul0ma fase è de9a febbre sciamatoria e precede di qualche giorno la

sciamatura: qui le operaie rallentano la loro a'vità, non si occupano più dell’alveare, ma si

accumulano all’esterno dell’alveare a formare la “barba”, alcune iniziano ad esplorare i luoghi

circostan0 per trovare quello ada9o ad un nuovo nido.

Prima della sciamatura le operaie si riempiono la borsa melaria con del miele che cos0tuisce la

scorta necessaria per circa 10 giorni mentre si costruiscono i nuovi favi. Per questo mo0vo le api

che sciamano sono piu9osto pesan0, lente nei movimen0 e poco aggressive, non a caso sono facili

da manipolare e recuperare.

Petro Prokopovych fu l’inventore della moderna apicoltura.

La regina durante il periodo passato all’interno dell’alveare i muscoli delle ali si sono leggermente

atrofizza0 quindi esige un periodo di preparazione alla sciamatura: le operaie sme9ono di

alimentare la regina che quindi dimagrisce e non produce più uova (3-4 giorni prima della

sciamatura), di conseguenza il volume dell’addome si riduce e inizia a provare dei piccoli voli

all’interno dell’alveare e poi sciama. Il suo volo comunque è limitato e non va subito nel luogo del

nuovo nido: prima la regina va in un punto “di sosta” dove si vanno a posizionare

momentaneamente le operaie (sciame primario). Questo primo insediamento, se le api non

vengono disturbate, vede la regina al centro, nel punto più prote9o, mentre alcune api operaie

hanno un ruolo di esploratrici. Le operaie esploratrici vanno a cercare luoghi ada' per il nuovo

nido, i pun0 preferi0 sono cavità, esposte a sud e posizionate in alto e con una bassa umidità. Ogni

esploratrice va alla ricerca di un nuovo posto e quando torna allo sciame comunica alle altre la sua

scoperta: un’esploratrice deve convincere le altre facendo vedere il posto anche a loro, fino a che

non sono tu9e convinte. Aumenta la frequenza del ronzio che s0mola tu9a la massa di api a

muoversi: l’aumento del ronzio (contrazione dei muscoli alari) alza la temperatura della massa

(altro segnale per le api).

Prima dell’inizio della sciamatura varia il ronzio delle api: vengono prodo9e vibrazioni ad alta

frequenza, ciò è indo9o dalla regina che produce un ronzio che serve alla regina per essere aiutata

ad uscire dalla celle9a (cioè avvisa che sta per sfarfallare). Il ronzio della nuova regina induce la

produzione di vibrazioni ad alta frequenza nelle operaie che avvisano la regina vecchia che a breve

avverrà la sciamatura.

L’ape è un inse9o prote9o per cui non si può agire come si farebbe con le vespe (non si può

conta9are disinfestatore), solo nel caso in cui non è possibile recuperare le api o raggiungere

l’alveare. Solitamente il recupero di uno sciame avviene durante la sera (sono più tranquille). Se

uno sciame primario si trova su un albero si fa cadere la regina in una cassa e quindi le operaie si

spostano seguendola.

ALLEVAMENTO DELLE API REGINE

Alcuni apicoltori si dedicano all’allevamento delle api regine per la vendita ad altri apicoltori che le

usano per la sciamatura “forzata”. Ora si torna a produrre regine italiane: quelle ibride producono

molto il primo anno e poi riducono la loro produzione.

Per produrre delle regine serve indurre il loro allevamento (anche in massa): si preparano cupolini

in cera o materiale plas0co che hanno una base più grande dei favi normali; i cupolini sono

posiziona0 su suppor0. Nel cupolino reale è messa pappa reale e una larva prelevata da un alveare

di circa 3 giorni (molto piccola, si preleva con un cucchiaino). I suppor0 coni vari cupolini sono

posiziona0 su telaini all’interno dell’alveare. I cupolini vengono rimossi dall’alveare quando le larve

delle regine si impupano, esse vengono incubate per favorire lo sfarfallamento.

La nuova regina è immessa nell’alveare tramite una gabbie9a con anche poche operaie de9e

damigelle. Per il tempo che la regina impiega per uscire dalla gabbie9a (c’è un materiale che lecca

e consuma fino all’apertura della gabbie9a), il suo odore si infonde nell’alveare e quindi si ha

tempo per far sì che le altre api la riconoscano come regina. Si devono cos0tuire anche dei nuclei


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meggbb94

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10 mesi fa


DETTAGLI
Esame: Apidologia
Corso di laurea: Corso di laurea in produzione e protezione delle piante e dei sistemi del verde
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher meggbb94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Apidologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Lupi Daniela.

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