Estratto del documento

APPUNTI DI

ANALISI SENSORIALE DEGLI ALIMENTI

AA 2017-2018 (docente Monica Laureati)

Michele Isotti

1. INTRODUZIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2

1.1 Qualità

1.2 L’analisi sensoriale

STIMOLI E RECETTORI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4

2. 2.1 Vista

2.2 Olfatto

2.3 Gusto

2.4 Tatto

3. L’ANALISI SENSORIALE. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8

3.1 Le regole ed elementi fondamentali

3.2 I giudici

3.3 Gli errori e come gestirli

3.4 Applicazioni e standardizzazione del metodo

4. I METODI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14

4.1 Metodi discriminanti

4.1.1 qualitativi a scelta forzata (triangolare, a coppie, duo-trio, 2 su 5)

4.1.2 Quali-Quantitativi (ordinamento, differenza al riferimento)

4.2 Metodi descrittivi

5. DISEGNI SPERIMENTALI, SCHEDE DI LAVORO, SEQUENZE DI BILANCIAMENTO

1. INTRODUZIONE

1.1 CONCETTO E DEFINIZIONE DI QUALITÀ:

secondo la norma ISO 8402-1994 è l’insieme di caratteristiche intrinseche di un’entità in grado di soddisfare esigenze

espresse e implicite. Queste ultime vengono definite rispettivamente come delle caratteristiche direttamente

percepibili o quantificabili (es, la convenienza, i vantaggi) e altre caratteristiche non direttamente valutabili dal

consumatore (es, la salubrità o la sicurezza alimentare).

Secondo la più nuova uni en ISO 9001/2000 viene definita come la quantità o la misura in cui vengono soddisfatti

determinati requisiti (esigenze o attese del consumatore).

Questo si ricollega alla soddisfazione del consumatore come la sua percezione (eng: fitness for use).

Si noti che quindi esistono diverse accezioni per il concetto di qualità, oltre che diversi parametri, ma in campo

alimentare, quello che ci interessa, sono maggiormente le caratteristiche sensoriali a incidere sulla percezione

primaria e quindi a determinare le scelte del consumatore in quasi tutti i casi.

CLASSIFICAZIONE DELLE CARATTERISTICHE QUALITATIVE:

Come già visto, possiamo classificare le caratteristiche da soddisfare per definire la qualità in diversi modi.

Il primo è quello già affrontato delle caratteristiche espresse o implicite.

Il secondo segue una scala di importanza data da categorie: prerequisiti, qualità biologica, di servizio, di sviluppo.

È importante sottolineare come le prime due, prerequisiti e qualità biologica, siano anche delle caratteristiche

implicite, su cui il consumatore si basa in principio, mentre le seconde rappresentano quelle espresse e sono la

conservabilità, la comodità, la funzionalità e la costanza della qualità (riproducibilità e costanza)

È interessante notare che, essendo le prime dei prerequisiti e quindi fondamentali, le seconde e “a logica” meno

importanti siano, invece, quelle su cui si basa principalmente la soddisfazione del consumatore moderno, diventando

l’obbiettivo primario dei sistemi di qualità, anziché la ricerca della qualità massima in senso assoluto. 2

1.2 L’ANALISI SENSORIALE:

“ricercare la qualità di un prodotto non vuol dire per forza che sia di qualità eccelsa, ma modificare continuamente il

processo per far sì che il consumatore si fidi della regolarità della qualità del prodotto”.

Deming

Questo ci fa capire come il concetto di qualità così definita è estremamente soggettivo, specialmente se consideriamo

che le caratteristiche sensoriali siano le più pesanti e al tempo stesso le più soggettive nel determinare l’accettabilità

di un prodotto (torniamo alla soddisfazione).

Di conseguenza si ha la necessità di definire delle caratteristiche misurabili, ovvero delle specifiche di parametro, per

agire sia sul processo produttivo, sia come standard del prodotto finito.

L’analisi sensoriale nasce ed è pertanto definita nel 1990 dall’IFT (Institute of Food Technologists) come la disciplina

scientifica utilizzata per misurare, analizzare e interpretare delle sensazioni percepibili con i 5 sensi.

Si sottolinea come sia l’analisi che le caratteristiche vengano associate al termine sensoriale, e non organolettiche, in

quanto quest’ultimo è impreciso se non concettualmente sbagliato: in quanto i recettori siano legati ad un sistema di

sensori, appunto, e non di organi.

DEFINIZIONI DI BASE:

Stimolo: un qualsiasi attivatore di natura chimica o fisica abbastanza intenso in grado di provocare una

reazione/risposta/impulso nel recettore.

Recettore: apparato nervoso in grado di reagire ad uno stimolo (da neuroni a proteine).

Sensazione: risposta neurologica ad uno stimolo ambientale, siamo a livello recettoriale.

Percezione: azione in cui si prende coscienza, si interpreta, la sensazione.

Soglia assoluta di percezione: livello minimo energetico per suscitare una percezione. (Equivale ad una certa

concentrazione di una sostanza)

Soglia di riconoscimento: quantità minima per provocare reazione definita e riconoscibile. Entrambe variano da

individuo a individuo.

Soglia di discriminazione o differenziale: incremento o decremento minimo dell’intensità dello stimolo in grado da

produrre percezione della variazione della sensazione (eng: just noticeable difference).

Flavor: sensazione complessa data da aroma, gusto e consistenza durante l’assaggio, da non confondere con solo

l’aroma. È caratterialmente una delle sensazioni principali. 3

2. STIMOLI E RECETTORI

Tutto il sistema di percezione delle caratteristiche di un prodotto alimentare è dato dall’interazione delle componenti

presentate.

Gli stimoli sensoriali possono essere chimici (es etilbutirrato della fragola, NaCl) o fisici (radiazioni luminose,

pressione…) ed ognuno corrisponde ad una misura e quindi ad un recettore specifico.

I recettori sono sensibili allo stimolo e producono una sensazione e se questa è abbastanza intensa, si tramuta in

percezione.

In campo alimentare le misure più importanti sono il tatto, il gusto e l’olfatto, ma anche vista e udito entrano a volte in

gioco.

Oltre alla frequenza di utilizzo di queste, esiste un ordine di utilizzo: chiaramente prima vengono le misure non

distruttive, poi si consuma.

Si noti che la sensazione del Flavor, non viene considerata come misura, perché è una commistione di sensazioni.

Misura sensoriale Tipo di stimolo Recettori

Visiva Radiazioni luminose Coni e bastoncelli della retina

Neuroni olfattivi della parte alta della cavità

nasale. Il sito recettore è una proteina che

Olfattiva Molecole chimiche in fase gassosa legge lo stimolo con il concetto chiave-

serratura

Proteine disposte sulle papille gustative,

Gustativa Molecole chimiche in fase liquida distribuite sulla cavità orale (lingua, palato

molle, labbra, gengive, guance)

Tattile Pressione meccanica o energia termica Cellule della pelle e dell’interno della bocca

uditiva Vibrazioni meccaniche Cellule dell’organo di Corti (orecchio interno)

2.1 VISTA

Misure visive di colore, forma e dimensione.

I recettori sono di due grandi tipologie, i coni, preposti alla visione diurna, sono suddivisi a loro volta in tre tipi a

seconda delle lunghezze d’onda dello spettro visibile (blu, verde, rosso, colori primari); e i bastoncelli preposti alla

visione notturna e alla luminosità.

Nonostante non sia una delle misure più utilizzate è bene notare che il colore agisce psicologicamente sull’aspettativa

del consumatore (si pensi all’aspettativa di un vino rosso corposo), influendo notevolmente sulla valutazione del gusto

e dell’olfatto. 4

2.2 OLFATTO

-I secolo a.C.: nell’opera De Rerum Natura, Lucrezio riteneva che a ogni odore corrispondesse una forma.

-1963: John Amoore pubblica la teoria stereochimica dell’olfatto, in cui prevede 7 odori primari.

-2004: Richard Axel e Linda Buck vincono il nobel per fisiologia e medicina per aver clonato una famiglia di 1000

recettori olfattivi (le g-protein-coupled receptor), dimostrando che ogni recettore corrisponde una determinata classe

di odori (concetto chiave-serratura delle proteine).

ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA OLFATTIVO:

I recettori olfattivi (o più precisamente i neuroni olfattivi contenenti il recettore) sono estremamente delicati,

pertanto si trovano in una zona protetta dalle turbinate bones nella parte alta e leggermente interna del naso e

passano attraverso alla cribriform plate, collegandosi direttamente al cervello nel sistema limbico (amigdala e

ippocampo), predisposto ad elaborare la percezione olfattiva, ma anche sede della memoria emozionale.

Il neurone olfattivo è a sua volta composto da uno strato di epitelio olfattivo ricoperto da muco, in cui sporge il

dendrite che poi va a formare il fascio nervoso.

Oltre al dendrite sono presenti cellule di supporto (funzione strutturale e di secrezione del muco) e cellule basali in

grado di differenziarsi in neuroni o cellule di supporto. Durante l’invecchiamento si riducono le cellule basali e quindi

rallenta il rinnovamento del neurone olfattivo (circa 60 anni età limite assaggiatore)

Dalla parte finale del dendrite immersa nel muco si dipartono delle ciglia su cui si trovano le gpcr stesse (g-protein-

coupled receptor) su cui si legano le molecole chiave, attivando l’impulso che percorre tutto il neurone.

Tenendo conto che esistono più di 400k di molecole odorose, non possono esistere gpcr per ognuna, ma l’olfatto è

caratterizzato da una bassa specificità di substrato, che permette ad una molecola di essere riconosciuta da più

recettori e viceversa un recettore può riconoscere più molecole; o addirittura in presenza di una concentrazione

elevata di un composto, questo può interferire o attivare recettori non dedicati; o in caso di miscela, una molecola

può bloccare un recettore senza attivarlo.

PECULIARITÀ DEL SENSO DELL’OLFATTO

In caso di traumi, o a volte per cause congenite, si può interrompere il collegamento con i recettori olfattivi, causando

anosmia, ovvero l’incapacità di percepire odori, aromi e flavor; o anosmia specifica, soprattutto nei casi congeniti e

dovuta a polimorfismi ai recettori, legata a determinati componenti.

Si noti che i polimorfismi possono essere legati a diversi recettori, in particolare i recettori dell’amaro (non-tasters o

super-tasters).

L’olfatto è in grado di funzionare come senso interno (il flavor, retr

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 19
Appunti di Analisi Sensoriale Pag. 1 Appunti di Analisi Sensoriale Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 19.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Analisi Sensoriale Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 19.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Analisi Sensoriale Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 19.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Analisi Sensoriale Pag. 16
1 su 19
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze agrarie e veterinarie AGR/02 Agronomia e coltivazioni erbacee

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher isotti.michele di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi sensoriale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Pagliarini Ella.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community