Appunti di analisi della politica
Introduzione alla ricerca empirica in politica
In questo corso studiamo il metodo utilizzato dai politologi, cioè il metodo della ricerca empirica. La politica tende a cambiare forma nel tempo. Gli insegnamenti di scienze della politica hanno contribuito allo sviluppo della democrazia soprattutto in quei paesi a lungo governati da regimi totalitari. La funzione della scienza politica è della crescita intellettuale del comune cittadino.
Politologi influenti: Norberto Bobbio e Giovanni Sartori
Norberto Bobbio e Giovanni Sartori sono tra i politologi più importanti. Ricordiamo una frase significativa di G. Sartori: “Occorre avere la bibliografia in ordine per essere un buon politologo”. Norberto Bobbio dà una sua definizione di scienza politica: “Lo studio che verte su diversi aspetti della realtà politica al fine di spiegarla in maniera compiuta adottando la metodologia propria delle scienze empiriche”.
Il concetto di politica
Occorrono sia prospettive idealistiche che realiste per definire che cos’è la politica. Il concetto di politica è una storia lunga e complessa e nel tempo il discorso sulla politica è mutato perdendo quella tensione normativa, prescrittiva o religiosa che caratterizzava il concetto di politica.
Inizialmente si poteva parlare di polis quando si faceva riferimento alla politica. Polis significa città, ma oggi la politica è un fenomeno non più applicabile ovviamente alle sole città; il concetto rimandava alla dimensione del vivere in società e in collettività. Una delle definizioni di politica interessante da ricordare tornando un po' indietro nella storia è quella di Aristotele che concepiva “l’uomo come animale politico”.
La politica secondo Aristotele
La politica era vista da Aristotele come essenza stessa dell’essere umano. Un essere è pienamente umano proprio perché è politico, ovvero intriso di socialità. L’uomo per natura è un essere sociale e colui che è escluso dalla comunità o è un essere superiore all’uomo o inferiore. La politica nella sua concezione classica è dunque intesa come il realizzarsi o il dispiegarsi del vivere nella collettività.
Dimensioni della politica
Questa concezione pone l’accento su un altro aspetto della politica ovvero sulla dimensione orizzontale della politica, che è quella propria del vivere in comunità. La politica è un’attività orientata al bene comune ma non è solo esclusivamente questo. Nel momento stesso in cui la politica unisce e aggrega, la politica esclude. Il riconoscersi degli uomini in una nazione, in una classe, in un partito, in un clan ha il suo corrispettivo nell’esclusione di quanti non appartengono alla stessa nazione, classe, allo stesso partito.
Bisogna accentuare anche la dimensione verticale e la politica può essere intesa guardando al suo esplicarsi lungo una dimensione verticale, una dimensione che pone l’accento sui rapporti di comando e di dominio. La politica può essere ed è soprattutto un esercizio di potere sulla società. Si studiano le relazioni di potere e i rapporti amico/nemico. La politica è quindi aggregazione di interessi, conflitto, comandi e obbedienza.
Studio del potere
Si può studiare di conseguenza la politica anche come studio del potere. È da ricordare una definizione importante di Norberto Bobbio che citava: “Non c’è teoria politica che non parta in qualche modo direttamente o indirettamente da una definizione di potere o da un’analisi del fenomeno del potere”.
Politica, guerra e violenza
Quando parliamo di politica parliamo anche di guerra e di violenza. La politica è stata ed è soprattutto violenza e forza fisica. Si rischia oggi di perdere di vista questo aspetto ma la guerra è uno strumento della politica (Karl von Clausewitz), è una continuazione della politica con altri mezzi. Per fare politica deve esserci la presenza di collettività e sono necessarie le interazioni umane.
La politica persegue innanzitutto l’assicurare alle persone che vivono nella polis la sicurezza fisica, deve assicurare l’ordine e la convivenza pacifica. Lo stato viene visto come unità politica fondamentale che assicura l’ordine perché come dice Weber esso avanza con successo una pretesa di monopolio della violenza legittima, lo stato si dota di esercito e polizia per garantire la sicurezza al suo interno e nei confronti di possibili attacchi da nemici esterni. Offrire sicurezza e prevedibilità fanno parte di uno state-building di successo.
Il ruolo dei politici e la partecipazione politica
I politici producono leggi, legiferano e disciplinano comportamenti futuri mentre gli elettori chiedono di approvare provvedimenti normativi che garantiscono ad esempio di portare avanti gli affari dei cittadini. Chiedono norme contro l’inquinamento o contro comportamenti illeciti che danneggiano la collettività e questo permette al cittadino di costruirsi la propria vita.
Chi è che fa politica? Come si fa politica? Dove si fa politica? Perché e con quali finalità? La politica è oggetto di una pluralità di discipline che vede giuristi, sociologi, storici ecc. ecc. con il fine di risolvere problemi di rilevanza collettiva, possiamo parlare di attori collettivi della partecipazione politica.
Politica, policy, politics e polity
La politica è l’insieme di attività, svolte da uno o più soggetti individuali o collettivi, caratterizzate da comando, potere e conflitto ma anche da partecipazione, cooperazione e consenso inerenti al funzionamento della collettività, alla quale compete la responsabilità primaria del controllo della violenza e della distribuzione al suo interno di costi e benefici, materiali e non.
- Policy: Un aspetto del fenomeno politico. I politologi tendono a guardare una faccia della politica ad esempio il welfare.
- Politics: Lo studio della politica come studio del potere e i rapporti di potere. È lo studio della legittimità del potere, le risorse impiegate, le modalità di esercizio del potere e la legittimità del potere stesso. Studia le dinamiche di competizione tra attori politici, ricostruisce le strategie di competizione dei partiti politici su alcuni temi.
- Polity: La definizione, articolazione, formazione e mantenimento delle comunità politiche. Si tratta dei processi e delle dinamiche che portano alla creazione delle comunità politiche. Interessa le identità e i confini geografici e funzionali della comunità politica ad esempio tratta il tema della cittadinanza. Determinate policy influenzano l’identità collettiva trattando ad esempio le politiche sociali o il welfare state. Sono politiche che forgiano una comunità e i cittadini contribuiscono alle politiche di welfare che è fondamentale per lo sviluppo degli stati-nazione. I cittadini pagano assicurazioni pubbliche per garantirsi tutele in casi di vecchiaia, malattia, disoccupazione ecc. ecc.
Approfondimento sulle concezioni contemporanee di politica
Si può approfondire le concezioni contemporanee di politica facendo riferimento a Max Weber, Mario Stoppino, David Easton e Hugh Heclo. Il potere è la capacità di produrre degli effetti ad esempio nei rapporti fra essere umani cioè nella capacità degli uomini di determinare la condotta di altre persone. Esistono alcuni tipi di potere: il potere economico, simbolico/ideologico e coercitivo basato sulla forza.
Il potere secondo Max Weber
Max Weber, ricordiamo nuovamente, intendeva lo stato come una organizzazione istituzionale moderna nella quale l’apparato amministrativo avanza con successo una pretesa di monopolio dell’uso della coercizione fisica legittima in vista dell’attuazione degli ordinamenti. La politica però non può essere ridotta solo a questo ma anche a risorse simboliche ed economiche.
Il potere politico si può definire non solo alle risorse mobilitate, ma alla sua funzione. Quale funzione ha la politica? Che cos’è il potere politico? È il potere che produce e distribuisce poteri sotto forma di diritti attraverso il meccanismo dello scambio politico. La politica viene vista come insieme di azioni che si basano sullo scambio politico.
La società e il potere politico
La società è composta da attori sociali (cittadini o categorie) e politici (governanti), l’attore politico cerca di conquistare ruoli di governo per poter decidere e influire, lo scopo principale è quello di farsi eleggere. Le decisioni che il politico prende servono a distribuire dei diritti. Gli attori sociali cercano decisioni vincolanti che possano identificare dei diritti a loro vantaggio e ogni categoria cerca i suoi diritti in cambio di sostegno.
Il National Building e la centralizzazione del potere
Questi processi portano alla diffusione e sviluppo del National Building, quel processo di consolidamento territoriale per la formazione delle nazioni. La creazione degli stati nazionali porta ad una semplificazione della mappa politica e dei centri di potere. È quel processo di centralizzazione a livello economico e culturale che ha l’obiettivo di costruire un sistema di burocrazia nazionale che dal centro controlla il territorio garantendo un consolidamento territoriale.
La concezione di Mario Stoppino sulla politica
Mario Stoppino dà una definizione minima/nucleare di politica e fa riferimento alla funzione svolta dalla politica in quanto prassi. La politica ha la funzione di produrre dei diritti che stabilizzano le relazioni tra le persone all’interno della comunità e lo stato ha la pretesa della sovranità. Le ragioni che spiegano l’assenza, ancora oggi, di un'unica autorità che gestisca a livello internazionale la forza, nell’interesse di tutte le unità del sistema, vanno ricercate proprio nel principio di sovranità degli Stati, sancito per la prima volta con la pace di Westfalia nel 1648.
Sovranità degli Stati e politica internazionale
Il riconoscimento della sovranità statale si fonda sull’attribuzione di un’autorità esclusiva, ad un unico soggetto, ad intervenire coercitivamente nelle attività che si svolgono all’interno del proprio territorio. Nessuno Stato è disposto a cedere le proprie prerogative e a riconoscere un’autorità posta al di sopra di esso (Carl Schmitt). In linea generale, le pressioni internazionali possono avere ripercussioni negative a livello interno, qualora l’opinione pubblica di un determinato Stato tenda a percepirle in contrasto con i propri interessi.
Differenze tra sistemi politici internazionali e nazionali
I sistemi internazionali sono anarchici e decentrati. La caratteristica più importante della politica internazionale sembra essere proprio la mancanza di ordine e di organizzazione. Di fatto solo alcuni Stati sono in grado di utilizzare in maniera efficace lo strumento militare, obbligando quelli più deboli a subire gli effetti delle proprie decisioni (John Mearsheimer). Si può dare una sintetica definizione di politica internazionale come politica in assenza di governo, laddove la politica interna si contraddistingue per la presenza di un potere garantito e traccia una linea di confine nettissima tra ciò che avviene dentro e fuori gli Stati.
La differenza tra politica nazionale e internazionale non si trova nell’uso della forza, ma nelle diversità dei modi di organizzarsi per impiegarla. Un sistema nazionale non si fonda sull’autodifesa come un sistema internazionale (Kenneth Waltz).
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