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Esonero per gruppi di dimensioni limitate:

A. Possono non redigere il Bilancio consolidato le imprese controllanti che, unitamente alle

imprese controllate, non abbiano superato, per due esercizi consecutivi, due dei

seguenti limiti art.25:

totale degli attivi degli stati patrimoniali: 17.500.000€ (20.000.000€ - 2016)

1. totale dei ricavi delle vendite e delle prestazioni: 35.000.000€ (40.000.000€ - 2016)

2. ovvero fatturato della gestione caratteristica

dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 250 compresi i lavoratori part-time

3. e con contratto di fomazione-lavoro.

L’esonero non si applica se una delle imprese del gruppo (la capogruppo o una delle

controllate) ha titoli quotati e decade se vengono superati, anche per un solo esercizio,

due dei limiti sopracitati. Tali condizioni di esonero devono essere valutate dagli

amministratori della controllante.

I gruppi aziendali i cui valori risultino prossimi ai limiti di esonero comporta un

trattamento di favore qualora gli stessi diano caratterizzati al loro interno da un

contenuto volume di operazioni infragruppo.

—> I valori considerati sono la somma dei valori dei bilanci individuali, poiché sarebbe

eccessivamente oneroso costituire il bilancio consolidato unicamente per verificare la

casistica di esonero. Così porta indubbiamente vantaggi dal punto di vista pratica, ma ne

riduce i casi di esonero.

—> Per verificare tali limiti, poiché ogni singola impresa potrebbe redigere il bilancio

d’esercizio in periodi differenti, si considera l’ultimo bilancio d’esercizio disponibile. I criteri

di valutazione applicati sono quelli dei principi contabili anche se non armonizzati.

—> Nel conteggio di tali calcoli includo tutte le imprese del gruppo, quindi al lordo delle

imprese che escludere facoltativamente.

B. Esonero per i sotto gruppi:

L’esonero si applica nei confronti di imprese a loro volta controllate da altra impresa al

verificarsi di tutte le seguenti condizioni, art.27:

Tale disposizione 21

riguarda la sub-holding ovvero le imprese che controllano un sottogruppo e che risultino

a loro volta controllate da una capogruppo. Le possibilità di esonero sono tese a

garantire un’informazione sostitutiva che possegga le stesse caratteristiche quali-

quantitative che avrebbe avuto il bilancio consolidato del sottogruppo.

Ciò che risulta per un’informazione adeguata è che la controllante della sub-holding sia

soggetta al diritto italiano (D.Lgs. 127/91) o a quello di un altro Stato membro europeo

(recepimento della VII direttiva da parte dello stato membro) e rediga e sottoponga al

controllo il bilancio consolidato secondo tali norme sancite.

L’esonero non agisce se la controllante è sottoposta al diritto di uno stato non

comunitario.

C. Esonero per irrilevanza:

Possono non redigere il Bilancio consolidato le imprese che controllano solo imprese

che, individualmente e nel loro insieme, sono irrilevanti ai fini indicati nel secondo

comma dell'articolo 29 —> Rappresentare in modo veritiero e

corretto la situazione patrimoniale e

finanziaria e il risultato economico del

complesso delle imprese costituito dalla

controllante e dalle controllate.

Le controllate incluse nel consolidato e l’area di consolidamento secondo il D.Lgs.

127/91

L'art. 26 definisce le imprese controllate ai fini del consolidamento, quindi l’impresa

obbligata a redigere il consolidato, e le controllate individuate dall’art. 26 formano, di fatto,

l'area di gruppo.

L'art. 28 specifica quali imprese, che pur rientrano nell'area di gruppo, possono non

essere consolidate all’interno del consolidato.

Quindi, dalla lettura congiunta degli artt. 26 e 28 si giunge, indirettamente, alla

delimitazione dell'area di consolidamento.

Viene quindi integrata l’involuzione dei soggetti attivi, di cui all’art. 25, con i soggetti passivi

nel art. 26.

Sono considerate imprese controllate rilevanti al fine del consolidamento le seguenti

imprese:

il controllo di diritto (maggioranza assoluta dei voti) —> richiamo al art.2359 C.C.

1. il controllo di fatto (maggioranza relativa dei voti) —> richiamo al art.2359 C.C.

2. il controllo da contratto o clausola statutaria

3. il controllo da accordi tra soci

4.

Quindi l’identificazione dei soggetti passivi è avvenuta secondo le linee oggettive definite

dai rapporti formali di controllo.

Dalle disposizioni sopra citate sembrerebbe vi sia l’esclusione dei gruppi orizzontali o

paritetici, sia per la difficoltà nel individuare il soggetto obbligato che per le poche

casistiche in Italia e poiché n on esistono procedure standardizzate relative ai

consolidamenti orizzontali; ma la VII direttiva in via facoltativa lo prevede.

Il riferimento al controllo derivante da particolari vincoli contrattuali non fa riferimento alla

casistica menzionata nel C.C. all’art.2359 ma bensì ad un contratto di dominazione.

Controllo di diritto:

1. Le imprese in cui un’altra dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea

ordinaria. Non si riferisce necessariamente al 50% + 1 dei voti bensì alla maggioranza

che in ogni specifica realtà sociale è richiesta, bisogna fare riferimento alle disposizione

di legge e dello statuto della singola realtà societaria in materia di maggioranza.

2. Controllo di fatto: 22

Le imprese in cui un’altra dispone dei voti sufficienti per esercitare un’influenza

dominante nell’assemblea ordinaria. Bisogna quindi verificare il grado di polverizzazione

dell’azionariato, se per più anni ad esempio la presenza in assemble ordinaria non

supera mai il 60%, sara sufficiente possedere il 35% per esercitare e garantire

un’influenza dominante.

Bisogna sottolineare che in queste due fattispecie sopracitate di controllo si considera che:

- Il controllo si basa sulla disponibilità di voti e non sul possesso di azioni, dunque la

disponibilità può sopraggiungere anche da altri rapporti giuridici (usufrutto e pegno), non

sono quindi rilevanti i voti che un soggetto dispone in virtù di accordi con altri soci.

- Nel controllo di diritto l’influenza dominante è presunta, nel controllo di fatto deve essere

dimostrata (va verificato il grado di polverizzazione dell’azionariato e il conseguente

assenteismo in assemblea)

3. Controllo da contratto (o Clausola Statutaria)

Le imprese in cui un’altra ha il diritto, in virtù di un contratto o di una clausola statutaria

(es. golden share), di esercitare un’influenza dominante, quando la legge applicabile

consente tali contratti o clausole; la differenza è unicamente sotto il profilo della fonte.

L’influenza dominante derivante da contratti di dominazione (contrari al nostro

ordinamento giuridico) o clausole statutarie che attribuiscono ad un unico soggetto il

potere di nominare o revocare la maggioranza degli amministratori non va confusa con

la tipologia del controllo “contrattuale” ex n. 3 del 1° c. dell’art.2349 C.C. che si riferisce

a contratti di licenza.

- Non c’è piena coincidenza con la nozione civilistica di controllo: non risulta valido ai

fini del consolidamento il controllo derivante da vincoli contrattuali (ad es. contratti di

concessione o licenza con obbligo di esclusiva) previsto dal n. 3 del 1° c. dell’art.

2359 del codice civile.

4. Controllo da accordi con soci

Le imprese in cui un’altra, in base ad accordi con altri soci, controlla la sola

maggioranza dei diritti di voto (es. patti di sindacato e patti di astensione al voto - da

non confondere con le Joint Venture)

Il controllo dei diritti di voto basato su accordi con altri soci, riguarda tutti gli accordi il cui

fine sia quello di attribuire ad uno solo degli azionisti il controllo della maggioranza (è

sufficiente raggiungere una maggioranza relativa).

Può trattarsi anche solamente di una maggioranza relativa.

Deve trattarsi di un controllo unilaterale ovvero l’impresa che ha la maggioranza nel

comitato direttivo del sindacato deve poter controllare da sola la maggioranza dei diritti

di voto nell’assemblea ordinaria della partecipata.

Sia per la fattispecie 3 e 4 sono vietate in Italia ma il legislatore le ha comunque

menzionate in previsione di sub-controllanti da includere nell’area di consolidamento che

abbiano sede nei paesi che ammettano il contratto di dominazione o clausole statutarie,

come la Germania. 23

Le controllate possono essere escluse dal bilancio consolidato, secondo l’art.28 del

D.Lgs. 127/91, quando sussiste uno dei seguenti casi di esclusione:

Quando la loro inclusione è irrilevante ai fini della chiarezza e della rappresentazione

1. veritiera e corretta

Quando l’esercizio effettivo dei diritti della controllante è soggetto a gravi e durature

2. restrizioni

Quando le informazioni non sono ottenibili tempestivamente o senza spese

3. sproporzionate

Quando la partecipazione è posseduta esclusivamente allo scopo della successiva

4. alienazione

Si ritiene quindi che l’interpretazione delle facoltà di cui sopra si ispiri alla plauso generale

della rappresentazione chiara, veritiera e corretta.

1. Irrilevanza della controllata

Si riferisce alla rappresentazione che si otterrebbe a livello di gruppo attraverso il

• bilancio consolidato

Il giudizio di non rilevanza va formulato sia con riferimento alla singola impresa che

• all’insieme delle imprese ritenute scarsamente significative

l’analisi della «irrilevanza» non può essere limitata al solo dato quantitativo: si devono

• considerare anche altre situazioni che potrebbero indurre al consolidamento, quali la

posizione strategica assunta all’interno del gruppo (es. ricerca e sviluppo) —>

valutazioni qualitative

Casi che non soddisfano il concetto di irrilevanza ai fini del monitoraggio:

• - piccole controllate molto indebitate verso banche

- cessioni infragruppo con elevate plusvalenze

- cessioni di beni e servizi non ancora realizzati verso l’esterno (e quindi ancora a

magazzino - giacenze infragruppo)

- società con titoli quotati in mercati regolamentati dell’UE

Quindi la norma non interviene a definire le grandezze o ai parametri cui fare

riferimento; ma a livello quantitativo si fa riferimento all’attivo, capitale investito, ricavi di

vendita, numero dei dipendenti e patrimonio netto. La sussistenza della condizione di

non significatività va valutata con riferimento al rapporto di tali valori con i valori

corrispondenti del bilancio consolidato; l’accertamento è soggettivo.

2. Esclusione per gravi e durature restrizioni

l bilancio della controllata può essere escluso dal consolidato quando l’esercizio

effettivo dei diritti della controllante è soggetto a gravi e durature restrizioni.

Casi di restrizioni gravi e durature sono considerati:

L’assoggettamento della controllata a procedura concorsuale

• I procedimenti di espropriazione o nazionalizzazione di in corso e, per le società

• operanti all’estero, anche provvedimenti che vietano il rimpatrio di capitali e dividendi

I rischi di natura politica tali da limitare di fatto il controllo di società operanti all’estero

Da valutare con attenzione la situazione dell’impresa inattiva (in particolare le cause di

inattività) —> solo costi amministrativi e non ricavi, l’inattività non è di per se una causa

di esclusione.

È impostante che il controllo potenziale non venga a mancare; la valutazione di grave e

duratura è soggettiva. Sarebbe preferirebbe non escludere la controllata che in

precedenza veniva regolarmente inclusa, o al limite non ritornare più sulla decisione

presa.

3. Difficoltà nel reperire informazioni

La difficoltà nel reperimento delle informazioni può dipendere:

dalla mancanza di tempestività nel fornire le informazioni ai fini del consolidamento

• dei bilanci 24

dai costi sproporzionati nel produrre le informazioni in rapporto ai benefici informativi

• (valido per imprese di minori dimensioni) in rapporto ai benefici informativi

Si deve trattare di situazioni veramente eccezionali e di difficoltà oggettiva (non

negligenza degli amministratori) che non permettono di ottenere i documenti o

informazione necessarie, come ad esempio:

imprese acquisite nell’ultimo scorcio dell’esercizio (ultimi 3 mesi in una fase di

• ristrutturazione produttiva, commerciale e amministrativa.

scomparsa di documenti a seguito di incendio

• problemi su supporti informatici

• eventi bellici o di natura politica

• documenti contabili non attendibili

4. Controllate destinate all’alienazione

Se la controllata, pur in presenza delle condizioni che garantiscono l’influenza

dominante, è detenuta «esclusivamente allo scopo della successiva alienazione» lo

scopo economico della partecipazione diventa speculativo e non di lungo periodo.

L’esclusione è dettata dal fatto che al bilancio della controllata dovrebbero applicarsi

• criteri di valutazione differenti da quelli di funzionamento

La successiva rivendita deve

• iscrizione della partecipazione

essere uno scopo immediato e nell’attivo circolante e non nelle

non uno scopo successivo immobilizzazione finanziarie.

(mera intenzione)

Rientra in questa fattispecie anche la controllata in liquidazione

L’area di consolidamento per la normativa internazionale identifica i soggetti obbligati

a redigere il bilancio consolidato secondo l’IFRS 10, normativa che non viene applicata in

Italia.

IFRS 10: un’entità che è una controllante deve presentare il bilancio consolidato.

Alcuni termini rilevanti (appendice A dell’IFRS 10):

Entità controllante (parent) = Entità che controlla una o più entità

Società controllata (subsidiary) = Entità controllata da un’altra entità

Controllo di una entità oggetto di investimento = Un investitore controlla un’entità

oggetto di investimento quando è esposto o ha diritto ai rendimenti variabili derivanti dal

proprio rapporto con la stessa e nel contempo ha la capacità di incidere su tali rendimenti

esercitando il proprio potere su tale entità.

Qualora vi sia una relazione di controllo tra entità ogni gruppo deve redigere il bilancio

consolidato; lo IFRS 10 identifica alcuni casi di esonero ma sono limitati.

Secondo lo IFRS 10 tutti i gruppi aziendali sono tenuti alla presentazione del documento

consolidato, a differenze delle normative nazionali che identifica come obbligatorio tale

documento solo per le società di capitali al vertice, o per alcune fattispecie di società al

vertice che controllano società di capitali.

Le norme internazionali sono volte ad estendere l’obbligo di redazione del documento

consolidato a tutti i gruppi in Europa, comunque sia le disposizione sull’obbligo di redigere

il bilancio consolidato è disciplinato dalle norme nazionali, di derivazione comunitarie; le

disposizioni internazionali si applicano solo a quelle società che hanno l’obbligo di redigere

il bilancio consolidato.

Soggetti esonerati dalla redazione del bilancio consolidato secondo l’IFRS 10

prevede due casistiche:

Per le controllanti a loro volta controllare (sub-holding), sostiene che u

A. n’entità

controllante non è tenuta alla presentazione del bilancio consolidato, ed è una facoltà, se

soddisfa tutte le seguenti condizioni: 25

è interamente posseduta da un entità controllante, oppure è parzialmente

1) posseduta, e tutti i soci di minoranza, inclusi quelli non aventi diritto di voto, sono

stati informati, e non dissentono, del fatto che non rediga un bilancio consolidato;

i suoi titoli di debito o gli strumenti rappresentativi di capitale non sono quotati – o in

2) corso di quotazione ‐ in mercati regolamentati

la sua capogruppo o una controllante intermedia redige un bilancio consolidato

3) conforme agli IFRS

Un’entità controllante costituita da una società di investimento non deve, ed è un

B. obbligo, presentare il bilancio consolidato se deve valutare tutte le sue controllate al

fair value rilevato a conto economico.

Comunque sia tali disposizioni non riguardano direttamente in quanto vengono applicate le

norme nazionali.

Concetto di controllo basato su principi (non su linee precise) da cui derivano quelli di

controllante e controllate:

“Un investitore controlla un’entità oggetto di investimento quando è esposto o ha diritto ai

rendimenti variabili derivanti dal proprio rapporto con la stessa e nel contempo ha la

capacità di incidere su tali rendimenti esercitando il proprio potere su tale entità oggetto

d’investimento.”

Tre elementi sono gli elementi che definiscono il controllo:

Potere sull’entità oggetto di investimento

A. Esposizione o diritti a rendimenti variabili derivanti dal rapporto con l’entità oggetto di

B. investimento

Capacità di usare il proprio potere sull’entità oggetto di investimento per incidere

C. sull’ammontare dei suoi rendimenti

Il tentativo di identificare le componenti dell’area di consolidamento con un approccio

ispirato alla teoria dell’entità richiede uno sforzo valutativo ai redattori di bilancio

consolidato richiamanti continuamente ad esprimere il proprio giudizio.

L’investitore è chiamato ad esercitare un’intensa capacità di giudizio nelle decisioni di

consolidamento e l’ampiezza della definizione di controllo nonché la numerosità e

l’articolazione delle linee applicative che potrebbero confondere.

Potere sull’entità oggetto di investimento

A. sussiste quando l’investitore detiene validi diritti (anche se non sono stati ancora

esercitati) che gli conferiscono la capacità attuale di dirigere le attività rilevanti, ossia le

attività che incidono in maniera significativa sui rendimenti dell’entità oggetto di

investimento.

Non è quindi un potere inteso come diritto legale o contrattuale a dirigere le attività, ma

basato sulla capacità di decisione su tali attività (acquisto/vendita beni e servizi,

gestione attività finanziarie, determinazione struttura finanziaria, ottenimento di

finanziamento) —> decisioni sia operative e finanziarie che nomina e remunerazione,

cessazione della collaborazione, ecc.

Esempi di diritti:

diritti di voto (o di diritti di voto potenziali);

a. diritti di nomina, nomina successiva o destituzione di dirigenti con responsabilità

b. strategiche che abbiano la capacità di condurre le attività rilevanti, anche tramite

altre società

diritti di nomina o destituzione di un’altra entità che conduce le attività rilevanti;

c. diritti di dirigere la partecipata verso operazioni che vadano a vantaggio

d. dell’investitore, o di vietarne qualsiasi modifica;

altri diritti (come i diritti specificati in un contratto di gestione) che diano al titolare

e. degli stessi la capacità di condurre le attività rilevanti.

26

Si fa riferimento ad un potere non basato sul possesso di azioni o quote ma sul potere e

capacità di avere influenza, si fa quindi riferimento qualitativo del potere e non

quantitativo basato su maggioranze. Si considera infatti l’entità dei diritti di voto in

rapporto a diritti di voto degli altri investitori e al fenomeno della dispersione.

L’IFRS 10 prevede che il potere sia valutato considerando solamente i diritti che

possono essere concretamente esercitati, infatti viene meno in caso di attività dirette da

un liquidatore, tribunale, amministratore, ente di regolamentazione o autorità pubblica.

Esposizione o diritto a rendimenti variabili derivanti dal rapporto con l’entità oggetto

B. di investimento.

- quando i rendimenti che derivano da tale rapporto sono suscettibili di variare in

relazione all’andamento economico dell’entità oggetto di investimento, performance;

- rendimenti dell’investitore possono essere solo positivi, solo negativi o, nel

complesso positivi e negativi;

- benché un unico investitore possa controllare un’entità oggetto di investimento, altre

parti (ad esempio, i titolari di partecipazioni di minoranza) possono condividerne i

rendimenti, esempi di rendimenti: dividendi, interessi derivanti da titoli di debito,

variazioni del valore dell’investimento nella partecipata, compensi di gestione, e altri

oneri o proventi

Capacità di usare il proprio potere sull’entità oggetto di investimento per incidere

C. sull’ammontare dei suoi rendimenti

- un investitore controlla un’entità oggetto di investimento se, oltre ad avere il potere su

di essa e l’esposizione o il diritto ai rendimenti variabili derivanti dal proprio rapporto

con l’entità oggetto di investimento, ha anche la capacità di esercitare il proprio

potere per incidere sui rendimenti derivanti da tale rapporto, influenzandoli

- un investitore che abbia il diritto di assumere decisioni deve stabilire se opera in

conto proprio (c.d. preponente o “principal”) ovvero come un agente per conto di terzi

(c.d. “agent”); infatti un investitore che operi da agente (come può essere a certe

condizioni il gestore di un fondo) non controlla un’entità oggetto di investimento

quando esercita il diritto delegato di prendere decisioni.

La verifica dell’esistenza del controllo va effettuata attraverso l’identificazione di quali

siano le attività rilevanti della partecipata, di chi detenga il potere decisionale sulle attività

rilevanti, dell’esposizione o meno dell’investitore alla variabilità dei risultati economici per

poter trarre il massimo rendimento dall’attività.

Capitolo 4

La composizione del bilancio consolidato second il D.Lgs. 127/91 art.29 è costituito da:

Stato patrimoniale

• Conto economico

• Nota integrativa

Il bilancio consolidato dee essere corredato da una Relazione sulla gestione redatta dagli

amministratori, con un’analisi fedele, equilibrata ed esauriente della situazione dell’insieme

delle imprese incluse nel consolidamento e dell’andamento, con particolare riguardo ai

costi, ricavi e investimenti, includere anche una descrizioni dei principali rischi e incertezze

cui le imprese incluse nel consolidamento sono esposte.

Il bilancio è composto sia da tavole numeriche che da documenti cartacei di carattere

discorsivo e descrittivo. L’OIC e gli IFRS prevede altre tavole numeriche oltre allo SP e

CE.

L’OIC17 Bilancio consolidato e metodo del patrimonio netto dispone che in nota integrativa

sia compreso anche:

il prospetto di raccordo tra il bilancio d’esercizio della controllante e il bilancio

a. consolidato, riporta l’ammontare e la natura delle principali differenze tra i bilanci

27

il prospetto dei movimenti nel patrimonio netto consolidato, riporta in modo analitico le

b. variazioni intervenute per ciascuna voce.

Raccomanda inoltre la redazione del rendiconto finanziario consolidato da includere

alternativamente nel corpo della nota integrativa o in un prospetto allegato ad essa per

valutare la situazione finanziaria del gruppo.—> Dal 2016 sarà obbligatorio per la singola

azienda che per il consolidato, almeno che una società non rediga il bilancio abbreviato.

Dal 2016 non saranno più richiesti i Conti d’ordine.

Nello IAS 1 Presentazione del bilancio specifica che il bilancio comprende (da applicare al

bilancio consolidato, separato e individuale):

Prospetto della situazione patrimoniale‐finanziaria

a. Prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio e delle altre componenti di conto economico

b. complessivo

Prospetto variazioni di patrimonio netto

c. Rendiconto finanziario

d. Note al bilancio contenenti un elenco dei principi contabili rilevati e altre informazioni

e. esplicative.

Risulta quindi più complesso rispetto la norma nazionale ma non prevede il Prospetto di

raccordo tra controllante e consolidamento.

Lo Stato patrimoniale consolidato deve rappresentare il patrimonio del complesso delle

imprese incluse nel consolidamento alla data di chiusura, specificando:

l’entità della ricchezza a disposizione per la gestione futura (Patrimonio netto)

• le modalità di formazione di tale ricchezza (componenti Patrimonio netto)

• la composizione di tale ricchezza (attività e passività)

Lo stato patrimoniale consolidato previsto dalla normativa nazionale, nel D.Lgs.

127/91 art.32, dispone che la struttura e il contenuto dello S.P. siano quelli prescritti per i

bilanci d’es. delle imprese incluse nel consolidamento; se questi soggetti seguono

discipline differenti sarà necessario adottare quella più idonea dandone motivazione in

nota integrativa.

——> Con il venir meno delle discipline speciali, se la capogruppo non è obbligata alla

(oppure avendone facoltà, non ha optato per la) redazione del bilancio consolidato

secondo gli IFRS, gli unici schemi che può adottare (con le opportune integrazioni)

sono quelli previsti dal codice civile.

Secondo il Codice Civile, art. 2423-ter nell’SP devono essere iscritte separatamente le

voci previste nell’art.2424 seguendo una gerarchia su 4 livelli:

livello —> lettera maiuscola (B. immobilizzazioni)

I. livello —> numero romano (B.III. immobilizzazioni finanziarie)

II. livello —> numero arabo (B.III.2. crediti)

III. livello —> lettera minuscola (B.III.2.d. verso altri)

IV.

Vi è l’obbligo di:

- aggiunta di voci qualora il loro contenuto non sia compreso in nessuna delle voci

previste

- adattamento in riferimento alla natura dell’attività esercitata (solo per quelle

contrassegnate da numeri arabi)

La facoltà di:

- suddividere le voci (solo per quelle contrassegnate da numeri arabi) con mantenimento

della voce complessiva e dell’importo corrispondente

- raggruppamento delle voci quando il loro importo risulta irrilevante ai fini della

rappresentazione veritiera e corretta o favorisce la chiarezza di bilancio

28

Il legislatore nel C.c. identifica le immobilizzazioni come quegli elementi patrimoniali

destinati ad essere utilizzati durevolmente, anche quelli il cui ciclo finanziario sta volgendo

al termine entro i 12 mesi.

Le attività che non sono destinate ad essere impiegato durevolmente, comprese quelle

che hanno una liquidità superiore all’esercizio vanno iscritte nell’attivo circolante.

Nel passivo la distinzione è per natura delle fonti ovvero distinguere i mezzi propri da quelli

di terzi.

Il D.Lgs 127/91 prevede alcuni adattamenti per lo schema dello SP consolidato:

le voci relative alle rimanere possono essere raggruppate quando la loro distinta

• indicazione comporti costi spropositati; questo perché ingloba diverse aziende con

processi differenti tra azienda (es. un bene può essere finito per un’azienda utile ad una

seconda che però lo considera materia prima)

l’importo del capitale e delle riserve delle imprese controllate corrispondente a

• partecipazioni di terzi è iscritto in una voce del patrimonio netto “capitale e riserve di

terzi”

la parte del risultato economico consolidato corrispondente a partecipazioni di terzi “utile

• (perdita) dell’esercizio di pertinenza di terzi”

Vanno poi considerate le voci da inserire come conseguenza del consolidamento:

“differenza da consolidamento”, aggiunta alle immobilizzazioni immateriali dopo la voce

• Avviamento (dal 2016 questa voce verra aggregata in un’unica voce con Avviamento).

“riserva di consolidamento” quando la differenza di consolidamento è negativa

• “riserva da differenza da traduzione” sorge quando vi sono imprese che operano con

• valute differenti tra di loro

“fondo di consolidamento per rischi e oneri futuri” che va aggiunta ai Fondi per rischi e

• oneri futuri

Va anche considerata, OIC 17, l’eventualità di dovere inserire “riserve di conversione da

consolidamento estero” detta anche ”riserva da differenza di traduzione”.

Altri aspetti rilevanti pet lo SP consolidato sono:

modalità d’iscrizione delle poste rettificate: iscrizione delle varie poste all’attivo al netto

• delle relative poste rettificate (fondi di ammortamento e fondi di svalutazione)

necessità di fornire ulteriori informazioni di dettaglio: se un’elemento dell’attivo o del

• passivo ricade sotto più voci dello schema, nella nota integrativa deve annotarsi

necessita di indicare in calce allo SP i conti d’ordine dove vanno riportati:

• - le grazie prestate direttamente o indirettamente distinguendo in fideiussioni,

avvalli, altre garanzie personali e garanzie reali

- le garanzie prestate in favore di imprese controllate o collegate, nonché di

controllanti e imprese sottoposte al controllo di quest’ultime

- gli altri conti d’ordine 29

F.do rischi e oneri comprende:

- fondi per imposte differite

- fondi per trattamento di quiescenza

- altri fondi

- fondi di consolidamento per rischi e

oneri futuri (sorgono in fase di

eliminazione)

Lo stato patrimoniale consolidato secondo i principi contabili internazionali viene

chiamato “Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria” e non prescrive un’ordine o

schema ma si limita ad elencare le voci che sono sufficientemente divise per natura o

destinazione.

Lo IAS1 sostiene che debba includere:

Immobili, impianti e macchinari

a. Investimenti immobiliari

b. Attività immateriali

c. Attività finanziarie (esclusi i valori espressi in E, H eI)

d. Partecipazioni contabilizzate con il metodo del patrimonio netto

e. Attività biologiche

f. rimanenze

g. Crediti commerciali e altri crediti

h. Disponibilità liquide e mezzi equivalenti

i. Il totale dell'attività classificate come possedute per la vendita e l'attività incluse nei

j. gruppi in dismissione classificati come posseduti per la vendita

Debiti commerciali e altri debiti

k. Accantonamenti

l. Passività finanziarie (esclusi valori esposti in K e L)

m. Passita e attività per imposte correnti

n. Passività e attività per imposte differite

o. Passività incluse nei gruppi in dismissione classificati come posseduti per la vendita

p. interessenza di pertinenza di terzi, presentate nel patrimonio netto

q. capitale emesso e riserve attribuibili ai soci della controllante

r.

Vanno presentate voci aggiuntive quando tale presentazione significativa.

Nel prospetto della situazione economica-finanziaria bisogna distinguere le attività correnti

e non correnti e le passività correnti e non correnti devono essere presentate

genericamente nell’ordine della loro liquidità.

30

Va indicato l’importo che si preme di realizzare o regolare dopo oltre 12 mesi per ciascuna

voce di attività e passività, sia importo che ci si aspetta di realizzare o estinguere entro 12

mesi dalla data di chiusura dell’esercizio, sia importi che ci si aspetta i realizzare o

estinguere oltre i 12 mesi dalla data di chiusura dell’esercizio.

Lo IAS 1 richiede di evidenziare ulteriori sotto-classificazioni delle voci esposte,

classificate con modalità adeguate alle operazioni aziendali.

Rispetto alla normativa nazionale le differenze sono le seguenti:

nell’attivo manca una voce per indicare la differenza di consolidamento, poiché iscritta

• nella voce Avviamento

nel patrimonio netto compare una unica voce per indicare le interessenze di pertinenza

• di terzi, mentre la norma nazionale prevede di indicare distintamente le voci capitale di

terzi e utile (perdita) dell’esercizio di pertinenza di terzi

Patrimonio netto non è presente la voce riserva di consolidamento e nel passivo non è

• presente la voce fondo e consolidamento per rischio nei futuri

Il conto economico consolidato ha come principale finalità quella di rendere conto delle

determinati de risultato reddituale, scrivere in modo analitico è chiaro la genesi dell'utile

derivante dalle operazioni di gestione del periodo di riferimento; elementi di ricavo e di

costo del complesso delle imprese incluse nel consolidamento.

Il Conto economico consolidato secondo la normativa nazionale D.Lgs. 127/91 art.32

dispone che fatti salvi gli adeguamenti necessari, la struttura e il contenuto siano quelli

prescritti per i bilanci d’esercizio delle imprese incluse nel consolidamento. Se la

capogruppo non è obbligata a redigere il consolidato secondo gli IFRS, lo schema di

riferimento è quello del C.c. all’art.2425.

Vi è una gerarchia di voci che prevede tre livelli:

livello —> lettera maiuscola (B. costo della produzione)

I. livello —> numero arabo (B.9. per il personale)

II. 31

livello —> lettera minuscola (B.9.a. salari e stipendi)

III.

Vi è l’obbligo di:

- aggiunta di voci qualora il loro contenuto non sia compreso in nessuna delle voci

previste

- adattamento in riferimento alla natura dell’attività esercitata (solo per quelle

contrassegnate da numeri arabi)

La facoltà di:

- suddividere le voci (solo per quelle contrassegnate da numeri arabi) con mantenimento

della voce complessiva e dell’importo corrispondente

- raggruppamento delle voci quando il loro importo risulta irrilevante ai fini della

rappresentazione veritiera e corretta o favorisce la chiarezza di bilancio

Lo schema di CE accolto dalla norma civilistica si potrebbe denominare “a valore e costo

della produzione”, con costi classificati per natura; si distingue la gestione ordinaria

(sezioni A, B, C, D) da quella straordinaria (sezione E). Per straordinari secondo l’OIC 29

individua: cambiamenti dei principi contabili, cambiamenti di stime contabili, correzione di

errori, eventi operazioni straordinarie, fatti intervenuti dopo la chiusura dell’esercizio, per

attività straordinarie include i proventi e oneri la cui fonte è estranea all'attività ordinaria

della società.

Dagli adattamenti specifici previsti dal D.Lgs. 127/91 art.32 l’indicazione della parte di

risultato economico consolidato corrisponde a partecipazioni di terzi, iscrivendola in una

voce “utile (perdita) dell’esercizio di pertinenza di terzi”. Il suggerimento dell’OIC 17 è

quello di inserire dopo la voce 23) “utile (perdita) consolidati dell’esercizio”, le voci

“Risultato di pertinenza del gruppo” e “risultato di pertinenza di terzi”.

CE consolidato secondo la normativa nazionale (1°livello):

Il conto economico consolidato secondo i principi contabili internazionali, lo IAS 1

dispone due diverse soluzioni per l’esposizione:

La redazione di un unico Prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio e delle altre componenti

• di conto economico complessivo, in cui viene distinta una parte finale relativa alle Altre

componenti di conto economico complessivo cioè altre voci che influiscono sul

patrimonio netto diverse da quelle considerate per la determinazione del reddito

d’esercizio e da quelle derivanti dai rapporti con i soci.

L redazione di due distinti prospetti: un Prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio (o conto

• economico separato) che mostra le componenti dell’utile (perdita) d’esercizio e un

32

secondo prospetto denominato Prospetto di conto economico complessivo che inizia

dall’utile (perdita) d’esercizio e riporta le altre componenti di conto economico

complessivo.

Secondo lo IAS 1 la prima parte del prospetto dell’utile d’esercizio e delle altre componenti

di conto economico complessivo deve includere un minimo di voci relative ai seguenti

valori:

- ricavi

- oneri finanziari

- quota dell’utile o perdita di collegare e joint venture contabilizzata con il metodo del

patrimonio netto

- oneri tributari

- un unico importo comprendente il totale delle attività operative cessate

Le ulteriori voci esposte nella seconda parte sono le voci che influiscono sul patrimonio

netto dell’impresa diverse da quelle considerate per la determinazione del reddito

d’esercizio e comprendono:

- Variazione nella riserva di rivalutazione di immobili, impianti e macchinari e di attività

immateriali

- Rivalutazioni dei piani a benefici definiti ai dipendenti

- Utili e perdite derivanti dalla conversione di bilanci di una gestione estera

- Utili e perdite dalla rideterminazione di attività finanziarie disponibili per la vendita

- la parte efficace degli utili e delle perdite degli strumenti di copertura in una copertura di

flussi finanziari

- quota parte delle altre componenti di conto economico complessivo di partenza di

collegate e joint venture contabilizzate con il metodo del patrimonio netto

- Totale conto economico complessivo

Le altre componenti di cont economico vanno presentate distinguendo quelle che non

saranno riclassificate nell’utile d’esercizio da quelle che saranno successivamente

riclassificare come utile d’esercizio, secondo gli IFRS.

Lo IAS 1 specifica che nel prospetto non si devono presentare eventuali voci di rado o

costo come componenti straordinarie.

Il conto economico consolidato deve, oltre alla sezione dell’utile d’esercizio e delle altre

componenti di conto economico complessivo, presentare la ripartizione di utile d’esercizio

e delle altre componenti di conto economico complessivo tra le seguenti voci:

utile d’esercizio attribuibile a:

a. partecipazioni di minoranza

i. soci delle controllate

ii.

totale conto economico complessivo d’esercizio attribuibile a:

b. partecipazioni di minoranza

i. soci delle controllate

ii.

Se si rappresenta l’utile d’esercizio distinto deve riportare la ripartizione di cui al punto (a).

33

Gli IFRS non identificano un struttura vera e propria di CE ma si può comunque ricavare:

- Prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio e delle altre componenti di conto economico

complessivo consolidato con la classificazione per destinazione

- del prospetto dell'utile (perdita) d'esercizio consolidato con la classificazione per natura

34

- del prospetto di conto economico complessivo consolidato

Le informazioni integrative hanno la funzione di informazione integrative ai prospetti

numerici che compongono il bilancio d’esercizio, attraverso la nota integrativa secondo il

D.Lgs. 127/91, secondo le note di bilancio per gli IFRS.

La nota integrativa consolidata prevista dalla normativa nazionale rappresenta la

terza componenti del bilancio e deve completare l’informazione sia in chiave quantitativa

che qualitativa, le principali funzioni:

descrivere in modo dettagliato le grandezze contenute nei prospetti contabili

• informare su aspetti rilevanti della gestione aziendale che non possono trovare

• esposizione nei prospetti contabili.

esplicare quali criteri di valutazione sono stati utilizzati e le assunzioni sottostanti

La nota integrativa serve as integrare ed esplicare i dati numerici, con chiarezza e

analiticità, dello SP e CE.

Il contenuto della nota integrativa consolidata nella normativa nazionale viene definito:

Una specifica elencazione delle informazioni da indicare, art.38 comma 1 D.Lgs. 127/91

• in 19 punti

La specifica degli eventi delle partecipazioni vendicare integrativa, art.38 comma 2

• D.Lgs. 127/91 da presentare secondo le modalità stabilite dall’art.39

Attraverso gli obblighi informativi indicate date disposizioni D.Lgs. 127/91

• 35

36

L’OIC17 prevede di inserire nella nota integrativa, in formato tabellare se possibile, le

seguenti informazioni:

prospetto di raccordo tra il bilancio della società controllante e il bilancio consolidato

a. 37

prospetto dei movimenti nei confronti di patrimonio netto consolidato

b.

Le note di bilancio previste dai principi contabili internazionali accompagnano le

tavole numeriche con particolare rilievo informativo, lo IAS 1 assegna el seguenti funzioni,

che dovrebbero essere presentate in modo sintetico:

presentare informazioni sui criteri di formazione del bilancio e sui principi contabili

• specifici utilizzati

presentare informazioni richieste dagli IFRS che non sono presentate altrove nel bilancio

• Fornire indicazioni addizionali che non sono presentate altro è il bilancio, ma sono

• rilevanti per la sua comprensione

Va fatto un rinvio alla relativa informative nelle note per ciascuna voce del prospetto della

situazione economica-finanziaria del progetto di conto economico complessivo, del CE

separato, del prospetto delle variazioni di PN e del rendiconto finanziario.

La normale sequenza di presentazione delle note prevede:

Dichiarazione di conformità con gli IFRS

a. sintesi dei principi contabili rilevanti applicati

b. Informazioni di supporto per le voci espose nel prospetto della situazione patrimoniale

c. finanziaria, nel prospetto di conto economico complessivo, nel conto economico

separato, nel prospetto delle variazioni di patrimonio netto e del rendiconto finanziario,

nell’ordine in cui ogni prospetto e voce sono presentati

altre informazioni:

d. - passività potenziali e impegni contrattuali non rilevati

- Informativa non finanziaria, per esempio le finalità e le strategie della gestione del

rischio finanziario dell’azienda

L’IFRS 12 Informativa sulle partecipazioni in altre entità, prevede disposizione specifiche in

merito alla predisposizione delle note per il bilancio consolidato.

Con riferimento alle partecipazioni in società controllate si chiede di fornire un’informativa

che consenta agli utilizzatori del bilancio di:

comprendere la composizione del gruppo e l'interessenza delle partecipazioni di

• minoranza nelle attività e nei flussi finanziari del gruppo

Valutare la natura e la misura di restrizioni significative della propria capacità di accedere

• alle attività, o di utilizzarle, e di estinguere le passività del gruppo

Valutare la natura, e le variazioni, rischi associati alle proprie interessenza in entità

• strutturate e consolidate

Valutare le conseguenze delle variazioni nella sua interessenza partecipativa in una

• controllata non risultati in una perdita del controllo

Valutare le conseguenze derivanti dalla perdita di controllo di una controllata nel corso

• dell’esercizio

Quando il bilancio di una controllata utilizzato nella preparazione del bilancio consolidato è

riferito a un data o a un periodo diverso da quello del bilancio consolidato è riferito a una

data o a un periodo diverso da quello del bilancio consolidato si deve indicare la data di

chiusura dell'esercizio a cui si riferisce il bilancio di quella controllata e il motivo di utilizzo

di una data o di un esercizio diverso.

Ulteriore informazione sulle partecipazioni da inserire riguardano:

- Partecipazioni in controllate non consolidate

- Partecipazioni in accordi per un controllo congiunto e società collegate

- Interessenze in entità strutturate non consolidate

La relazione sulla gestione art.40 D.Lgs. 127/91 è obbligatoria la correlazione di tale

documento in calce del bilancio consolidato e deve essere corredato dagli amministratori

contenente un’analisi fedele, equilibrata ed esauriente della situazione dell’insieme delle

imprese incluse nel consolidamento e dell’andamento e del risultato della gestione nel suo

38

insieme e nei vari settori, con riguardo ai costi, ai ricavi ed agli investimenti, una

descrizione dei principali rischi ed incertezze cui le imprese sono esposte.

L’analisi deve essere condotta coerentemente con l’entità e la complessità degli affari

dell’insieme delle imprese incluse nel bilancio consolidato e contenga, gli indicatori di

risultato finanziari e quelli non finanziar pertinenti alle attività specifiche delle imprese,

comprese le informazioni attinenti all’ambiente e al personale.

Gli obblighi informativi indicati dal D.Lgs. 127/91 sono:

Delle ragioni che spiegano l'andamento della redditività del patrimonio netto, la struttura

• di indici di bilancio affiancate da eventuali indicatori di natura fisica-tecnica

Delle caratteristiche di rischiosità ed incertezza che caratterizzano l'ambiente, i mercati

• di approvvigionamento di sbocco, i processi di investimento in corso e programmati.

Richiede la relazione non solo dell’insieme dele imprese incluse nel consolidamenti, ma

anche i vari settori in cui esse hanno operato.

Oltre al D.Lgs. 127/91vi è una sorta di contenuto minimale della Relazione sulla gestione:

le attività di ricerca e di sviluppo

a. I fatti di rilievo avvenuti dopo la data di riferimento del bilancio consolidato

b. Evoluzione prevedibile della gestione

c. Il numero e il valore nominale delle azioni o quote di impresa controllante posseduta

d. da essa o da imprese controllate, anche per il tramite di società fiduciarie o per

interposta persona, con l’indicazione della quota di capitale corrispondente

d-bis. In relazione all'uso da parte delle imprese incluse nel bilancio consolidato di

strumenti finanziari e se rilevanti per la valutazione della situazione patrimoniale

finanziaria e del risultato economico dell'esercizio complessivi:

Gli obiettivi e le politiche dell'impresa in materia di gestione del rischio

1. finanziario, comprese le loro politiche di copertura per ciascuna principali

categorie di operazioni previste

L'esposizione di imprese a rischio di prezzo, a rischio di credito, a rischio di

2. liquidità e a rischio di variazione dei flussi finanziari

Il comma 2-bis consente di redigere in un unico documento la relazione sulla gestione che

correda il bilancio d'esercizio della controllante e la relazione sulla gestione che correda

bilancio consolidato.

Il prospetto delle variazioni di patrimonio netto consolidato, D.Lgs. 127/91, chide di

indicare nella Nota integrativa le ragioni più significative delle variazioni avvenute nella

consistenza delle voci dell’attivo e del passivo. L’OIC 17 individua per le voci del PN un

prospetto dei movimenti intervenuto per ciascuna voce del PN anche quote di patrimonio

netto di competenza di terzi. È incluso nella nota integrativa e potrebbe essere redatto

secondo tale schema: 39

Per gli IFRS il prospetto delle variazioni di PN è parte integrante di un’informativa di

bilancio completa, secondo lo IAS 1 deve evidenziare:

Il totale conto economico complessivo dell'esercizio, riportando separatamente gli

• importi totali attribuibile soci della controllante e quelli attribuiti alle partecipazioni di

minoranza

Per ciascuna voce del patrimonio netto gli effetti dell'applicazione retroattiva o della

• rideterminazione retroattiva rilevati secondo quanto previsto dallo IAS 8, Principi

contabili, cambiamenti nelle stime contabili ed errori

Per ciascuna voce del patrimonio netto, una riconciliazione tra il valore contabile all’inizio

• e quello al termine dell'esercizio, indicando separatamente le modifiche derivanti da:

- Utile o perdita

- Altri componenti conto economico complessivo

- Operazioni con soci nella loro qualità di soci, indicando separatamente i contributi

a parte dei soci e la distribuzione agli stessi nonché le variazioni dell’interessenza

partecipativa in controllate che non comporta una perdita del controllo

40

Stanno anche nelle altre voci di

prospetto di CE complessivo

Lo IAS 1 chiede che nel prospetto delle variazioni di patrimonio netto o nelle note, sia

presentata anche la montare dei dividendi rilevati nell'esercizio come distribuzione ai soci

e il relativo importo per azione.

Rispetto allo schema previsto dall’OIC, oltre alle differenze relative alla rappresentazione

degli effetti della applicazione retroattiva o della rideterminazione retroattiva di

cambiamenti nelle politiche contabili e alla presenza degli altri componenti conto

economico complessivo, si nota che compare un'unica colonna per indicare le variazioni

dell'interesse di pertinenza di terzi; mentre lo schema OIC prevede Capitale e riserve di

terzi e Risultato dell’esercizio di pertinenza di terzi.

Il prospetto di raccordo tra il bilancio della società controllante e il bilancio

consolidato secondo l’OIC 17, riporta l’ammontare e la natura delle principali differenza

tra tali bilanci e va inserito in nota integrativa indicando:

il valore complessivo del PN e del risultato dell’esercizio risultati dal bilancio

a. consolidato e i rispettivi valori esposti dal bilancio d’esercizio della controllante

le rettifiche operate, distinguendo tra quelle operate per l’eliminazione delle operazioni

b. e dei saldi infragruppo e le altre rettifiche di consolidamento

L'ammontare complessivo del patrimonio netto consolidato e del risultato consolidato

c. dell’esercizio

L’OIC 17 non fornisce uno specifico esempio, ma può essere esemplificato come segue:

La tabella si può trovare solo in un bilancio redatto secondo i principi contabili nazionali.

La controllante è in perdita e il gruppo no, ciò è dovuto alle rettifiche contabili nelle diverse

rilevazioni contabili poiché vi sono diversi principi applicati che riducono la pressione

fiscale. 41

Il rendiconto finanziario non è stato esplicitamente previsto dal D.Lgs. 127/91, ma viene

raccomandato dai principi contabili nazionali, poiché di particolare rilievo.

L’OIC 17 lo raccomanda e rinvia all OIC 10, e permette le letture:

la disponibilità liquide prodotte/assorbite dalla gestione reddituale e la modalità di

a. impiego/copertura

La capacità della società del gruppo di affrontare impegni finanziari a breve termine

b. La capacità della società o del gruppo di autofinanziarsi

c.

Lo IAS 7 assegna al rendiconto finanziaria la finalità di fornire le informazioni che

permettono ai destinatari del bilancio di valutare le variazioni nell’attivo netto dell’azienda,

la sua struttura finanziaria e la sua capacità di influire sulla dimensione e sulle opportunità.

Sono informazioni utili per valutare la capacità dell’azienda di generare disponibilità liquide

e mezzi equivalenti, migliorando così la comparabilità delle presentazioni operative di

aziende differenti utili anche per controllare la precisione delle stime passate dei flussi

finanziari futuri e per esaminare la relazione tra la redditività e i flussi finanziari netti,

richiede:

La scelta di una risorsa finanziaria a cui far riferimento per identificare le fonti e i

• fabbisogni

La definizione del contenuto del rendiconto e di una struttura che permette un'efficace

• lettura dei fenomeni che devono trovarvi rappresentazione

La scelta della risorsa finanziaria di riferimento sono per:

L’OIC 10 le disponibilità liquide: depositi bancari e postali, dagli assegni e del denaro e

• valori in cassa.

IAS 7 è più ampio:

• - Disponibilità liquida: cassa e depositi a vista

- Disponibilità liquide equivalenti, che rappresentano investimenti

finanziari a breve termine, altrettanto liquidi, che siano prontamente

convertibili in un ammontare definito di denaro, e siano soggetti ad un

irrilevante rischio di variazione del loro valore

Il contenuto e la struttura del rendiconto finanziario sia l’OIC 10 che lo IAS 7

classificano i flussi in entrata e in uscita in tre categorie:

Gestione reddituale, o attività operativa: operazioni connesse all'acquisizione,

1. produzione e distribuzione di beni e alla fornitura di servizi, nonché le altre operazioni

non ricomprese nell'attività di investimento e di finanziamento

Attività di investimento: comprende le operazioni di acquisto e di vendita

2. dell'immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie e delle attività finanziarie non

immobilizzate

Attività di finanziamento: comprende le operazioni di ottenimento e di restituzione delle

3. disponibilità liquida sotto forma di capitale di rischio e capitale di debito

La gestione reddituale secondo lo IAS 7 e OIC 10 riguarda:

incassi dalla vendita di prodotti e servizi

• incassi da royalty, commissioni, compensi, rimborsi assicurativi e altri ricavi

• Pagamenti per l'acquisto e materia prima, semilavorati, merci e altri fattori produttivi

• Pagamenti per l'acquisto di servizi

• Pagamenti a, e per conto di dipendenti

• Rimborsi di imposte

• incassi per proventi finanziari

La determinazione e l'esposizione dei flussi consentono l'impiego di due metodi alternativi:

- Il metodo diretto: indicate le principali categorie di classe pagamenti lordi

42

- Il metodo indiretto: prevede di rettificare il reddito d'esercizio tenendo conto delle

operazioni di natura non monetaria

L’attività d’investimento identifica:

acquisti e vendite di fabbricati, impianti, attrezzature e materiali

• Acquisto e vendita di immobilizzazioni materiali, quali brevetti, marchi, concessioni,

• pagamenti di oneri pluriennali capitalizzati

Acquisizione o cessione di titoli e partecipazioni

L’attività di finanziamento identifica:

incassi derivanti all'emissione di azioni o di quote rappresentative del capitale di rischio

• Pagamento dei dividendi

• Pagamenti per il rimborso del capitale di rischio, anche sotto forma di acquistare di

• azioni proprie

Incassi o pagamenti derivanti dall'emissione da rimborso di prestiti obbligazionari, titoli a

• reddito fisso, accensione o restituzione di mutui e altri finanziamenti a breve o a lungo

termine

incremento o decremento di altri debiti, anche a breve o medio termine, aventi natura

• finanziaria

Le principali categorie di incassi o pagamenti vanno presentate distintamente,

distinguendo i flussi finanziari derivanti al capitale di rischio e capitale di debito.

Vanno adottate specifiche modalità di esposizione tra cui:

- I flussi finanziari che derivano da operazioni in valuta estera: sia OIC 10 che IAS 7

vengono indicati applicando il tasso di cambio alla data in cui si è effettuato il

movimento finanziario

- Il pagamento e di incasso di interessi e i dividendi:

OIC 10 prevede dei criteri specifici e univoci:

a. gli interessi pagati incassati sono presentati distintamente tre

• flussi finanziari della gestione reti, salvo particolari casi in cui

essi si riferiscono direttamente ad investimenti e a

finanziamenti

I dividendi incassati sono presentati distintamente la gestione

• reddituale

I dividendi pagati sono presentati distintamente nell’attività di

• finanziamento

IAS 7 prevede che venga sempre data una separata evidenziazione,

b. ma sono consentite soluzioni diverse:

gli interessi passivi pagati possono essere flussi relativi

• all'attività operativa poiché influiscono nella determinazione

del reddito d'esercizio, ma potrebbe essere ricondotti anche

l'attività di investimento inquinato ne rappresentano i frutti

gli interessi attivi e i dividendi ricevuti potrebbero essere

• classificati come flussi relativi all'attività operativa influiscono

nella determinazione del reddito d'esercizio, ma potrebbero

essere ricondotti anche nell’attività di investimento dato che

ne rappresentano i frutti

i dividendi sono previsti essere classificati dell’attività di

• finanziamento poiché rappresentano un costo per

l’ottenimento di risorse finanziari, ma può essere anche una

componente di flussi finanziari dell’attività operativa

- I pagamenti e i rimborsi di imposta sul reddito:

43

OIC 10 prevede la distinta indicazione nella categoria della gestione

a. reddituale

IAS 7 devono essere esposti separatamente e classificati tra i flussi

b. finanziari dell’attività operativa, a meno che essi non si possano

specificatamente ricondurre all’attività di finanziamento e di

investimento

La rappresentazione nel rendiconto finanziario consolidato dell’acquisizione o

dismissione di partecipazioni di controllo e viene gestito nel seguente modo:

OIC 10 dice che quando una società controllata inizia o cessa di far parte dell’area dic

• consolidamento, i flussi finanziar del gruppo includono i flussi finanziari della

controllata.

Il flusso finanziario derivante dal corrispettivo pagato per l'acquisizione o incasso la

cessione di una società controllata va pertanto in una singola voce distinta per ogni

operazione, da collocare tra le attività di investimento al netto delle disponibilità liquide

acquisite o dismesse come parte l'operazione.

Per consentire al lettore del bilancio di distinguere chiaramente tale flusso dai flussi

derivanti dalla gestione reddituale vanno indicate le seguenti informazioni:

i corrispettivi totali pagati o ricevuti

a. La parte dei corrispettivi consistente in disponibilità liquide

b. L'ammontare delle disponibilità liquide acquisite o cedute con

c. l'operazione di acquisizione/cessione della società controllata

Il valore contabile dell’attività/passività acquistate o eccedute

d.

Lo IAS 7 è perfettamente allineato con l’OIC 10, ma prevede inoltre che i flussi finanziari

• derivanti da variazioni delle interessenze partecipative in una controllata che non

comportano la perdita del controllo siano classificati come flussi finanziari derivanti da

a attività di finanziamento. Vanno contabilizzate come operazioni sul capitale, i flussi

finanziar risultanti sono classificati allo stesso modo delle altre transazioni con soci.

44

45

46

Capitolo 5

La classificazione e criteri di valutazione delle partecipazioni secondo la disciplina

nazionale, il C.c. Art. 2424 nel definire il contenuto dello stato patrimoniale colloca le

partecipazioni nelle seguenti classi dell’attivo:

Immobilizzazioni:

B. immobilizzazioni finanziarie

III. partecipazioni in:

1. imprese controllate

a. imprese collegate

b. imprese controllanti

c. altre imprese

d.

Attivo circolante:

C. Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni

III. partecipazioni in imprese controllare

1. partecipazioni in imprese collegate

1. partecipazioni in imprese controllanti

1. altre partecipazioni

2.

Tale classificazione è rilevante sia per la redazione del bilancio di una singola impresa che

per la redazione del bilancio consolidato.

Bisogna chiarire i seguenti punti:

Per partecipazione si attribuisce un significato differente tra quello del dettato normativo

• del C.c. e quello utilizzato nel linguaggio economico aziendale, secondo il quale la

partecipazione è rappresentata dal possesso di quote o azioni se possedute

durevolmente; secondo il C.c. le partecipazioni si possono trovare anche nell’attivo

corrente e quindi non è necessario siano detenute nel lungo periodo ma anche a

carattere speculativo. —> accolta dall’OIC

Per definire un’impresa controllata o collegata il C.c. art.2359 definisce, controllate:

• la società in cui un altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili

1. nell'assemblea ordinaria

La società in cui un'altra società dispone di voti sufficienti per esercitare

2. un'influenza dominante nell'assemblea ordinaria

Le società che sono sotto influenza dominante di un'altra società in virtù di

3. particolari vincoli contrattuali con essa (non richiede una partecipazione ma

semplicemente un contratto qualsiasi, a differenza della consolidata che prevede

solo un sotto gruppo di contratti rispetto il C.c.)

Ai fini dell'applicazione dei numeri 1 e 2 del primo comma si computano anche i voti

spettanti a società controllate, a società fiduciarie e a persona interposta; non si

computano i voti spettanti per conto di terzi.

Sono considerate collegate le società sulle quali un'altra società esercita un'influenza

notevole. L'influenza si presume quando nell'assemblea ordinaria, può essere

esercitato almeno un quinto dei voti ovvero un decimo se la società ha azioni quotate in

mercati regolamentati. Per collegata intendo quindi un influenza nel nominare una

parte (1o 2) amministratori.

Per le determinanti della collocazione delle partecipazioni tra le immobilizzazioni

• finanziarie oppure partecipazioni che non costituiscono immobilizzazioni il C.c. art. 2424

stabilisce che:

gli elementi patrimoniali destinati a essere utilizzati durevolmente devono essere iscritti

• tra le immobilizzazioni. 47

le partecipazioni in altre imprese, in misura non inferiore a quelle stabilite dal terzo

• comma dell'art. 2359 [società collegate], si presumono immobilizzazioni. (⅕, 1/10

quotate) non ha senso questo comma in quanto sono presenti partecipazioni in

controllate e collegate nell attivo circolante.

Le partecipazioni in imprese controllate e in imprese collegate trovano collocazione

nell’attivo circolante tre le attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni, nel

caso siano destinate ad essere cedute vanno classificate nell’attivo circolante.

Le precisazione dell’OIC 21 chiariscono il concerto di utilizzo durevole considerando la

volontà della direzione aziendale e l’effettiva capacità della società di detenere le

partecipazioni per u periodo prolungato di tempo.

I criteri generali di valutazione secondo la normativa nazionale è disciplinato all’at.

2426:1)

le immobilizzazioni sono iscritte al costo di acquisto o di produzione;

1. l'immobilizzazione che, alla data della chiusura dell'esercizio, risulti durevolmente di

3. valore inferiore a quello determinato secondo i numeri 1) e 2) deve essere iscritta a

tale minor valore; questo non può essere mantenuto nei successivi bilanci se sono

venuti meno i motivi della rettifica effettuata;

le immobilizzazioni consistenti in partecipazioni in imprese controllate o collegate

4. possono essere valutate, con riferimento ad una o più tra dette imprese, anziché

secondo il criterio indicato al n. 1), per un importo pari alla corrispondente frazione

del patrimonio netto risultante dall'ultimo bilancio delle imprese medesime, detratti i

dividendi ed operate le rettifiche richieste dai principi di redazione del bilancio

consolidato nonché quelle necessarie per il rispetto dei principi indicati negli articoli

2423 e 2423 bis. —> metodo del patrimonio netto

le rimanenze, i titoli e le attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni

9. sono iscritti al costo di acquisto o di produzione, calcolato secondo il n. 1), ovvero al

valore di realizzazione desumibile dall'andamento del mercato, se minore; tale

minor valore non può essere mantenuto nei successivi bilanci se ne sono venuti meno

i motivi. 48

Le partecipazioni nel bilancio consolidato secondo la disciplina nazionale prevede:

D.Lgs 127/91 ‐ Art. 35:

- I criteri di valutazione devono essere quelli utilizzati nel bilancio di esercizio

dell'impresa che redige il bilancio consolidato

D. Lgs 127/91 ‐ Art. 36:

- Le partecipazioni costituenti immobilizzazioni in imprese collegate devono essere

valutate con il metodo del patrimonio netto (rinvio al 2426, n.4); obbligo derogabile

solo per quelle irrilevanti

- Non vi è l’obbligo di costituire una riserva non distribuibile

OIC 17 (par. 111):

- il metodo del patrimonio netto va utilizzato anche per la valutazione di partecipazioni

in società sottoposte a controllo congiunto, nel caso in cui esse non siano consolidate

con metodo proporzionale

Pertanto nella disciplina nazionale la valutazione nel bilancio consolidato delle

partecipazioni non consolidate avviene secondo i medesimi criteri previsti dal C.c. per il

bilancio della singola impresa, con l’unica eccezione dell’applicazione obbligatoria del

metodo del PN per la valutazione della partecipazioni costituenti immobilizzazioni in

imprese collegate. Le partecipazioni costituenti immobilizzazioni in imprese controllate che

sono escluse dall’area di consolidamento non rendono possibile o inopportuno

l’applicazione di tale metodo, l’OIC17 specificando che in questi casi le partecipazioni

vanno valutate al costo.

Bisogna ora approfondire le modalità attraverso le quali determinare i valori sottostanti:

- Il costo di acquisto delle partecipazioni

- Il valore di fine esercizio per le partecipazioni iscritte nelle mobilitazioni finanziare

- Il valore di presunto realizzo per le partecipazioni destinate alla vendita

- Il valore delle partecipazioni secondo il metodo del patrimonio netto

Il costo d’acquisto delle partecipazioni secondo la normativa nazionale risultano

applicabili le seguenti norme Cod. civ. ‐ Art. 2426 (n. 1 e 10):

- nel costo di acquisto si computano anche i costi accessori

- che predilige

il costo dei beni fungibili, oltre che con il metodo privilegiato OIC 21

l’impiego del costo specifico per le partecipazioni sia immobilizzate che iscritte

nell’attivo circolante

, può essere calcolato col metodo della media ponderata, LIFO e

FIFO.

I costi accessori (OIC 21) sono quei costi direttamente imputabili all’operazione, ad

esempio:

costi intermediazione bancaria e finanziaria

• commissioni

• spese

• imposte

Il valore (durevole) di fine esercizio delle partecipazioni secondo la disciplina

nazionale, nel C.c. art.2426 disciplina il valore durevole delle immobilizzazioni, mentre

specificatamente l’OIC 21 prevede per le partecipazioni immobilizzate:

la perdita durevole di valore è determinata confrontando il valore di iscrizione in bilancio

• della partecipazione con il suo valore recuperabile, determinato in base ai benefici

49

futuri che si prevede affluiranno all’economia della partecipante. Non deve essere una

perdita episodica o temporale, bensì strutturali.

una perdita è durevole quando fondatamente non si prevede che le ragioni che l’hanno

• causata possono essere rimosse in un periodo così breve da permettere di formulare

previsioni attendibili e basate su fatti obiettivi e ragionevolmente riscontrabili

per determinare l’importo della perdita durevole si considera il deterioramento delle

• condizioni economico‐patrimoniali e, per le partecipazioni quotate, anche un significativo

e persistente ribasso nel listino

accertata la perdita durevole di valore della partecipazione e determinato il suo valore

• recuperabile, il valore di iscrizione in bilancio è ridotto a tale minor valore.

La determinazione del valore di presunto realizzo per le partecipazioni iscritte nel

attivo circolante secondo la normativa nazionale, il C.c. Art.2426 ritiene che le

partecipazioni incluse tra le attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni sono

iscritte:

al costo di acquisto

• al valore di realizzazione desumibile dall'andamento di mercato, se minore tale minor

• valore non può essere mantenuto nei successivi bilanci se ne sono venuti meno i motivi.

L'OIC 21 chiarisce che il valore di mercato è costituito dal valore di quotazione o da quello

di titoli similari. Per esprimere “l’andamento” del mercato alla data del bilancio le

quotazioni di una singola giornata non sono rappresentative, ma è opportuno considerare

le quotazioni di un certo periodo, ad esempio l’ultimo mese dell’esercizio, oppure un

periodo più breve se il mercato è in flessione.

Sarò opportuno considerare anche la ridotta negoziabilità della partecipazione. Ove le

quotazioni sono espresse dopo la chiusura del l'esercizio siano espressive di un

deterioramento sussistente già alla fine d'esercizio se ne può tenere conto nelle

valutazioni di bilancio; se la variazione avviene successivamente la,chiusura d'esercizio

sarà di competenza dell'esercizio successivo.

Per le partecipazioni che vengono vendute dopo la chiusura d'esercizio il valore di

realizzazione da confrontare con il costo è dato dal prezzo di vendita.

Se vengono meno i presupposti di rettifica delle partecipazioni deve essere annullata fino,

ma non oltre, il ripristino del costo; D.19.a) svalutazioni di partecipazioni, mentre il

ripristino D.18.a) rivalutazioni di partecipazioni.

Il valore della partecipazione secondo il metodo del patrimonio netto è definito all'art.

2926 a cui rimanda anche l'art.36 del D.Lgs. 127/91 per la valutazione delle partecipazioni

costo tenti immobilizzazioni in imprese collegate tramite il metodo le patrimonio netto.

la partecipazione è inizialmente rilevata al costo. Come tutte le partecipazioni, non

A. sono presenti differenze ma sorgono dopo.

successivamente il valore va aumentato o diminuito in conseguenza dei cambiamenti

B. di valore della quota della partecipante nel patrimonio netto della partecipata

l’ammontare (ma non la composizione) del patrimonio e del reddito della partecipante

C. risentono di effetti simili a quelli che risulterebbero dal consolidamento della

partecipazione (rinvio al capitolo X)

La classificazione delle partecipazioni secondo gli IFRS definiscono:

Una controllata come una azienda che è controllata da un'altra azienda; un investitore

• controlla un'azienda oggetto di investimento quando è esposto o ha diritto ai rendimenti

variabili derivanti dal proprio rapporto con la stessa e nel contempo la capacità di

incidere su tale rendimenti esercitando il proprio potere su tale entità

Una collegata come un'azienda su cui l'investitore esercita un'influenza notevole

• 50

Una joint-venture come un accordo a controllo congiunto su una entità in base al quale

• le parti che detengono il controllo congiunto vantano dei diritti sulle attività nette

dell'entità stessa.

I criteri generali di valutazione secondo gli IFRS differiscono dalle normative nazionali

per:

le regole civilistiche considerano le diverse categorie di partecipazioni che possono

• essere classificate alternativamente tra le immobilizzazioni o attivo circolante, la cui

diversa classificazione influenza il metodo di valutazione, gli IFRS considerano un

metodo più analitico per natura e distinzione dell’attività finanziaria

le regole civilistiche ritengono che il valore delle partecipazioni non può mai superare il

• costo, mentre gli IFRS prevedono il fair value ovvero il rezzo che si percepirebbe per la

vendita di un’attività.

IFRS 13 Valutazione del fair value (par. 9) —> è un criterio di valutazione alternativo a

quello basato sul costo storico che gli IFRS prevedono (o consentono come alternativa)

per la valutazione di diverse poste di bilancio, tra cui gli strumenti finanziari. Il fair value è il

prezzo che si percepirebbe per la vendita di un’attività ovvero che si pagherebbe per il

trasferimento di una passività in una regolare operazione tra operatori di mercato alla data

di valutazione

La valutazione delle poste di bilancio al fair value conduce ad una nozione di risultato

economico che si avvicina a quella di reddito potenzialmente prodotto, poiché comprende

anche elementi positivi che possono trovare riscontro nel mercato, ma non si sono ancora

concretizzati con un’operazione di scambio e quindi non sono pienamente realizzati.

In sede di valutazione iniziale il fair value equivale normalmente al costo sostenuto per

l’acquisizione.

Le successive variazioni positive o negative derivanti dalla valutazione al fair value

possono essere rappresentate in modi diversi nel Prospetto dell’utile (perdita) d’esercizio e

delle altre componenti di conto economico complessivo):

- per alcune poste le variazioni influiscono direttamente sull’utile (perdita) di esercizio

- per altre poste (fino a quando le non sono eliminate) le variazioni vanno contabilizzate

in una riserva di patrimonio netto e rappresentate tra le altre componenti del conto

economico complessivo (OCI – Other Comprehensive Income), dove vanno indicate le

variazioni del patrimonio netto diverse da quelle considerate per la determinazione del

reddito d’esercizio e da quelle derivanti dai rapporti con i soci.

Le partecipazioni in aziende controllate, sottoposte a controllo congiunto e collegate,

attribuisce rilevanza alla loro collocazione nel bilancio consolidato, nel bilancio separato o

nel bilancio individuale:

le partecipazioni in controllate non sono presenti nei bilanci consolidai (perché oggetto

• die visione a fronte di attività e passività della controllata) e eni bilanci individuali (perchè

l’esistenza di una partecipazione di controllo rende obbligatoria la redazione anche del

biascino consolidato) possono trovare redazione nel bilancio separati e valutati al fair

value.

le partecipazioni a controllo congiunto e le partecipazioni in collegate sono respinti in

• tutte e tre le tipologie di bilancio:

- valutato col metodo del patrimonio netto —> bilanci consolidati e individuali

- valutato al costo o fair value —> bilanci separati

Il bilancio separato, cioè quello predisposto da una capogruppo che presenta il proprio

bilancio oltre a quello consolidato, in cui non è applicato il metodo del patrimonio netto; i

criteri in questo bilancio non sono tanto raffinati perché molto è già stato detto nel bilancio

consolidato.

Il (cosiddetto) bilancio individuale, cioè quello predisposto da un’impresa non tenuta alla

redazione del bilancio consolidato. 51

Secondo lo IFRS 5 le attività correnti possedute per la vendita e attività operative cessate

vanno valutate al minore fra il valore contabile e il fair value, al netto dei costi di vendita.

Il metodo del patrimonio netto è previsto unicamente per le valutazione delle

partecipazioni a controllo congiunto e collegate nel bilancio consolidato e nel bilancio

individuale delle aziende non tenere alla redazione del bilancio consolidato.

Secondo lo IAS 39 le altre partecipazioni (diverse da quelle in imprese controllate,

sottoposte a controllo congiunto e collegate) sono suddivise secondo la loro destinazione

funzionale in:

attività finanziarie al fair value rilevato a prospetto di conto economico complessivo,

a. (valutate in modo che finiscano nella prima parte del CE) composte da:

attività finanziarie possedute per la negoziazione

1. attività finanziarie designate in questa categoria al momento della rilevazione

2. iniziale come attività finanziarie al fair value rilevato a prospetto di conto

economico complessivo

gli investimenti posseduti fino a scadenza

b. i finanziamenti e i crediti cioè attività finanziarie caratterizzate da pagamenti fissi o

c. determinabili non quotate in un mercato attivo.

attività finanziarie disponibili per la vendita, che rappresentano una categoria residuale

d. (con variazione di valore in OCI); (finiscono nella seconda parte di CE)

Con l’entrata in vigore dell’IFRS 9 (non ancora omologato dall’UE) rientreranno tutte nella

categoria attività finanziarie al fair value, ma permarrà il diverso trattamento contabile delle

variazioni del fair value.

In base a queste definizioni, le partecipazioni possono essere classifiche tra a) attività

finanziarie al fair value rilevato a prospetto di conto economico complessivo e d) attività

finanziarie disponibili per la vendita; le altre categorie non sono utilizzabili perché la voce

b) non prevede scadenza e quindi non sono investimenti, la c) non prevedendo pagamenti

fissi o determinabili non possono essere considerate.

Secondo lo IAS 39 la rilevazione iniziale di un’attività finanziaria deve avvenire al fair

value, incrementato dei costi di transazione direttamente imputabili alla sua acquisizione.

I costi di transazione sono i costi marginali direttamente attribuibili

all’acquisizione di un’attività finanziaria, che non sarebbero stati sostenuti se

non fosse avvenuto l’acquisto.

Il fair value equivale al prezzo pagato per l’acquisto; se la transazione non è avvenuta a

prezzi di mercato, il fair value deve essere stimato utilizzando una tecnica di valutazione:

il criterio del costo, non hanno una quotazione di mercato in un mercato attivo o il cui il

• fair value non può essere determinato in modo attendibile

il criterio del fair value per le partecipazioni classificate nelle categorie “attività finanziare

• al fair value rilevato a prospetto di CE complessivo” e “attività finanziare disponibili per la

vendita”.

Per “attività finanziare al fair value rilevato a prospetto di CE complessivo” le variazioni di

valore frutto della valutazione al fair value devono essere imputate tra le componenti del

CE complessivo che determino il risultato d’esercizio; mentre per le attività disponibili per

la vendita frutto della valutazione al fair value devono essere iscritte in una riserva di PN e

rilevate tra le voci del prospetto della tre componenti di CE complessivo (OCI).

52

I criteri valutativi delle partecipazioni secondo gli IFRS sono riassunti nella seguente

tabella:

(nella seconda riga mancano le controllate perché non possono esserci in quanto sono

state consolidate, nella seconda parte perché se ci sarebbero state sarebbero consolidate

e quindi non posso fare il consolidato o individuale)

La riduzione di valore delle partecipazioni secondo gli IFRS avviene come nella

tabella seguente: 53

La modalità di iscrizione delle partecipazioni nel bilancio consolidato secondo la

normativa nazionale e secondo gli IFRS è rappresentato di seguito:

Non sono immobilizzazioni ma

attivo circolante

Esempio 1:

Un’impresa che redige il bilancio in conformità agli IFRS detiene una partecipazione

classificata tra le attività finanziarie possedute per la negoziazione (la prima delle due

categorie, con la volontà di venderle a breve).

Al momento dell’acquisto la partecipazione era stata iscritta al costo di 100.000,

considerato espressivo del fair value al momento dell’acquisto. Alla fine dell’esercizio (n) la

partecipazione viene valutata al suo fair value a quella data, pari a 118.000, rilevando:

- in Dare del conto Partecipazioni l’incremento di valore di 18.000

- in Avere Proventi per rivalutazione partecipazioni per 18.000

Alla fine dell’esercizio (n+1), in seguito ad un andamento negativo dei mercati finanziari, il

fair value della partecipazione si riduce a 102.000. Si rileva pertanto:

- in Dare Oneri per svalutazione partecipazioni per 16.000

- in Avere del conto Partecipazioni la riduzione di valore di 16.000

All’inizio dell’esercizio (n+2), la partecipazione viene venduta a 102.500. Si rileva pertanto:

- in Dare il sorgere del credito per la vendita della partecipazione di 102.500;

- in Avere la riduzione delle Partecipazioni di 102.000

- in Avere la realizzazione di una plusvalenza su partecipazioni per 500

54

Esempio 2:

Un’impresa che redige il bilancio in conformità agli IFRS detiene una partecipazione

classificata tra le attività finanziarie disponibili per la vendita (che le voglio tenere e non

vendere).

Al momento dell’acquisto la partecipazione era stata iscritta al costo di 100.000,

considerato espressivo del fair value al momento dell’acquisto. Alla fine dell’esercizio (n) la

partecipazione viene valutata al suo fair value a quella data, pari a 118.000, rilevando:

- in Dare del conto Partecipazioni l’incremento di valore di 18.000

- in Avere la costituzione di una Riserva di rivalutazione per 18.000

(Non è un provento d’esercizi come nell’esempio di prima, ma andrà inStato Patrimoniale.)

L’incremento della riserva di rivalutazione di 18.000 costituisce una variazione del

patrimonio netto da indicare nel Prospetto dell’utile (perdita) d'esercizio e delle altre

componenti del conto economico complessivo tra le Altre componenti del conto economico

complessivo (OCI) come “utili dalla rideterminazione di attività finanziarie disponibili per la

vendita”.

Alla fine dell’esercizio (n+1), in seguito ad un andamento negativo dei mercati finanziari, il

fair value della partecipazione si riduce a 102.000. Si rileva pertanto:

- in Dare la riduzione della Riserva di rivalutazione per 16.000

- in Avere del conto Partecipazioni la riduzione di valore di 16.000

La riduzione della riserva di rivalutazione di 16.000 costituisce una variazione del

patrimonio netto da indicare nel Prospetto dell’utile (perdita) d'esercizio e delle altre

componenti del conto economico complessivo tra le Altre componenti del conto economico

complessivo (OCI) come “perdite dalla rideterminazione di attività finanziarie disponibili per

la vendita”.

Solo nel caso si sia verificato un “evento perdita” che ha un impatto sui futuri flussi finanziari le perdite vanno

.

rilevate a conto economico tra le componenti che influiscono sull’utile (perdita) d’esercizio

All’inizio dell’esercizio (n+2), la partecipazione viene venduta a 102.500 e quindi gli utili e

le perdite precedentemente iscritti nella riserva di rivalutazione vengono riclassificati dalle

Altre componenti del conto economico complessivo (OCI) al reddito di esercizio. Si rileva

pertanto: 55

- in Dare il sorgere del credito per la vendita della partecipazione di 102.500

- in Dare la riduzione della Riserva di rivalutazione per 2.000

- in Avere la riduzione delle Partecipazioni di 102.000

- in Avere la realizzazione di una plusvalenza su partecipazioni per 2.500

La riduzione della riserva di rivalutazione di 2.000 costituisce una variazione del

patrimonio netto da indicare nel Prospetto dell’utile (perdita) d'esercizio e delle altre

componenti del conto economico complessivo tra le Altre componenti del conto economico

complessivo (OCI) come “rettifiche di riclassificazione di attività finanziarie disponibili per

la vendita” .

Lo IAS 39 dispone che le attività finanziarie, a eccezione delle “attività finanziare al fair

value rilevato prospetto di CE complessivo” siano sottoposte a ogni data di chiusura

dell’esercizio a una verifica per determinare se vi sono oggettive evidenze che l’attività

finanziaria ha subito una riduzione di valore.

Ha un impatto sui futuri flussi finanziari stimati dall’attività finanziaria o gruppo di attività

finanziare che possono essere stimati obbligatoriamente.

Anche le partecipazioni in imprese controllate, sotto poste al controllo congiunto e

collegate vanno salutate quando sono iscritte ad un valore che eccede il valore

recuperabile, di quanto disposto dallo IAS 36, Riduzione di valore delle attività.

Sono simili a quella prevista dalle norme del C.c. (che impone una svalutazione in caso si

valore durevole inferiore) la perdita di valore debba essere considerata durevole.

Capitolo 6

La valutazione delle aziende nei processi di aggregazione aziendale

L’acquisto di partecipazioni rappresenta la modalità più diffusa per un’impresa per

realizzare processi di crescita per via esterna.

Il controllo della partecipata con l’operazione d’acquisto della partecipazione, ci si pone

allo stesso piano di un operazione di fusione, conferimento o cessione d’azienda; l’unica

differenza consiste che con la partecipazione le due società rimangono giuridicamente

distinte, cosa che viene persa in caso di una delle precedenti operazioni straordinarie.

56

Sia in caso di acquisizione totalitaria che parziale è necessario stimare il valore economico

dell’impresa, che risulta da:

valore economico stimato dell’impresa

a. forza contrattuale esercitata dalle controparti coinvolte nella negoziazione

b.

Il bilancio d’esercizio è il principale documento da cui prende avvio tale processo di stima;

ma il problema sorge nel fatto che tale documento è volto a dare una rappresentazione

attendibile del risultato economico di fatti di gestione già avvenuti, espressi quindi a

consultivo.

L’acquisto è simile ad un finanziamento, si effettuano quindi valutazioni sulla capacità

prospettica di generale ricchezza in futuro.

Il Patrimonio Netto è una valida misura di quanto vale oggi un’impresa in funzionamento

che continuerà però ad essere gestita dal medesimo soggetto economico. Il PN è la

differenza tra l’attivo e il passivo, ma tali poste sono state costruite secondo i principi

prudenziali e di competenza previsti dal C.c.; identifica quindi una misura prudenziale del

reddito realizzato. (immobilizzazioni non al valore reale, ma per ammortamento; i titoli non

al valore di mercato se più alto ma a costo d’acquisto).

Il capitale di funzionamento presenta quindi alcuni limiti insormontabili per determinare il

valore del capitale d’impresa nel caso ella volontà di trasferirla a terzi.

Bisogna stimare il valore economico dell’impresa.

le valutazioni di bilancio sono prudenziali e non considerano alcuni elementi come il

marchio, la compenetra di marketing, nuovi prodotti e logistica.

Il bilancio secondo gli IFRS presenta i medesimi problemi poiché il fair value non è esteso

a tutti gli elementi di Patrimonio aziendale come per le rimanenze o alcune categorie di

strumenti aziendali.

In conclusione le regole che disciplinano la formazione del bilancio d’esercizio hanno limiti

evidenti:

- i valori sono consultivi derivanti dal passato, non considerano le aspettative di reddito

future.

- Risente di criteri prudenziali di valutazione dei singoli elementi che compongono il PN.

57

Ad esempio:

I metodi di valutazione del capitale economico corrente sono riconducibili a:

metodi reddituali

• metodi finanziari

• metodi patrimoniale

• altri metodi

Il metodo reddituale considera il valore del capitale economico come funzione potenziale

del reddito ottenibile in futuro; il valore economico d’impresa dipenda in misura

significativa dalle sue capacità reddituali prospettiche, l’applicazione si basa su una

visione complessiva sui risultati che l’azienda sarà in grado di produrre, vedere l’azienda

come un complesso unitario, e non come singole parti distinte come avviene nel bilancio

d’esercizio. 58

Metodo reddituale: valore attuale della rendita perpetua è coerente se si considera un

• periodo di valutazione estremamente lungo a cui far riferimento per la stima del capitale,

e se è presente una certa stabilità nella produzione di reddito nei vari esercizi.

W = valore del capitale economico

W = R = reddito medio normale atteso dalla gestione futura d’impresa

i = tasso d’attualizzazione

Si tratta di un’attualizzazione di un valore medio normale depurato della presenza di

componenti straordinari, costi e ricavi non ricorrenti, distorsioni derivanti dell’impiego di

particolari criteri di valutazione (LIFO, rimanenze..) (si guarda solitamente ad un periodo

inferiore a 10 ani perché poi ci si pone il problema di quanto siano corrette queste

valutazioni)

Partendo dai redditi storici vanno eliminati gli effetti:

• - di valutazioni economicamente non corrette

- di variazioni di criteri da un esercizio all’altro

- di fatti di natura straordinaria o non ricorrenti

- di valutazioni meramente fiscali

Il tasso di interesse deve essere rappresentativo:

• - della redditività del capitale investito

- in aziende appartenenti al medesimo settore

- con caratteristiche di rischio equiparabili all’impresa oggetto di valutazione

I redditi dei diversi anni futuri, dai quali si ottiene il reddito medio normale, vanno resi

• omogenei eliminando gli effetti dell’inflazione

na possibile variante all’approccio della rendita

Metodo reddituale: il reddito medio normale è u

perpetua e prevede di ricorrere alla stima di:

una serie di redditi puntuali attesi nei successi “n” esercizi sulla base dei risultati

• derivanti in genere dallo sviluppo di un piano industriale

alla identificazione del valore residuale che dovrebbe presentare l’azienda all’anno “n”,

• opportunamente attualizzato 59

In genere è difficile effettuare previsioni attendibili sull’andamento puntuale dei singoli

• esercizi per periodi superiori ai 3-5 anni

W = valore del capitale economico

R = reddito medio normale atteso dalla gestione futura d’impresa

t

i = tasso d’attualizzazione

W = valore terminale dell’azienda al periodo n

n

Il capitale economico deriva in questo caso dall'attualizzazione dei diversi redditi

analiticamente determinate in ciascun esercizio fino all’anno “n".

Risulta più preciso del precedente, in presenza di un'elevata disomogeneità di risultati

attesi nei primi anni successivi all'acquisizione.

L'attualizzazione dei risultati economici molto disomogenei tra di loro e ottenuti in diversi

esercizi temporali potrebbe portare a stime significativamente lontane da quelle derivanti

con l’impiego della rendita perpetua.

Quindi quando non posso usare la prima formula prendo 5 redditi e li attualizzo per 5 anni,

dal sesto anno stimo l’impresa al valore del quinto anno con la formula precedente.

Il metodo finanziario è definito dal valore attuale dei flussi dic passa prospettici

prevedibili (Discounted Cash Flow Method) ossia della capacità di rispondere alle

aspettative di remunerazione di un’investitore il cui valore dipende dalla capacità di

produrre flussi dic passa in futuro. Porterà a risultati del tutto equivalenti a quelli ottenuti

con il metodo reddituale ma sono da considerarsi più rigorosi in quanto il valore del

capitale economico è espressione dei frutti prelevabili e non semplicemente dei frutti

prodotti. Si associa l’azienda ad un vero e proprio investimento, per questo trova ampia

diffusione nella prassi.

Esistono due principali approcci:

- Asset side —> valore economico del capitale investito (l’attivo è la somma del PN e dei

debiti, quest’ultimi sono di facile stima e non sono soggetti a criteri prudenziali, PN =

ATT -PASS)

- Equity side —> valore economico del patrimonio netto

Metodo finanziario asset side arriva alla determinazione del valore economico del capitale

in due fasi:

determinazione del valore economico del capitale investito dell’impresa

a. identificazione del valore dell’indebitamento finanziario netto che andrà sottratto al

b. valore precedentemente calcolato

Si stima quindi il valore dell’impresa in cui la stessa sia finanziata solo da mezzi propri.

Si procede attraverso l’attualizzazione dei flussi di cassa disponibili della gestione

operativa (free cash flow from operations, FCFO), sono quelli che derivano direttamente

dalla gestione del capitale investito netto operativo e quindi dal core business aziendale

—> (essi non comprendono i flussi legati agli oneri finanziari e al rimborso dei debiti

finanziari).

Il valore del FCFO è calcolato normalmente articolando l’orizzonte futuro in due momenti:

- un orizzonte analitico di stima dei flussi, relativo ai primi n anni, ove si rielabora o

costruisce il piano finanziario

- un orizzonte illimitato o perpetuo finale dove si stima un valore residuo asset side del

capitale dell’impresa al periodo n. Si procede spesso all’attualizzazione del FCFO

normalizzato per un periodo infinito di tempo.

La somma delle due precedenti grandezze consente di arrivare alla determinazione del

valore dell’impresa asset side. Per giungere al valore dell’impresa per gli azionisti basterà

sottratte all’enterprise value l’ammontare dell’indebitamento finanziario netto dell’impresa

60

al moneto della valutazione. —> noto con il termine di Unlevered DCF Method si ricorre a

flussi dic cassa che non considerano gli effetti relativi all’indebitamento.

W = valore del capitale economico

FCFO = flussi di cassa operativo atteso al periodo t

t

i = tasso d’attualizzazione

EV = valore terminale asset side dell’impresa (enterprise value)

n al periodo n

PFN = posizione finanziaria netta (debiti finanziari - liquidità)

Nell’approccio asset side la stima del valore economico del capitale investito identifica il

valore dell’impresa nell’ipotesi in cui la stessa fosse finanziata solo da mezzi propri e

quindi in completa assenza di indebitamento.

Poiché il capitale investito netto dell’impresa è finanziato sia da capitale di debito che da

mezzi propri, per il calcolo del tasso di attualizzazione si dovrà opportunamente

considerare il rendimento atteso da entrambe le tipologie di finanziatori. Infatti l’FCFO

identifica il flusso di cassa operativo per il rimborso sia dei finanziamenti di terzi che per la

distribuzione agli azionisti.

Nella versione unlevered il tasso di interesse da utilizzare è il costo medio ponderato del

capitale (WACC): Ke = capitale di rischio

Kd = costo del capitale di debito

E = Equity (patrimoni netto)

D = indebitamento (posizione) finanziaria netta

t = tax rate 61


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Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in amministrazione finanza e controllo
SSD:
Docente: Sostero Ugo
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moertz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Bilancio dei gruppi consolidati e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ca' Foscari Venezia - Unive o del prof Sostero Ugo.

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