IL CONCETTO DI VANTAGGIO COMPETITIVO E LA PIANIFICAZIONE STRATEGICA
1. IL CONCETTO DI VANTAGGIO COMPETITIVO
Che cos’è la strategia? → definizione degli obiettivi declinati nella mission (breve termine) e
nella vision (lungo termine). Comprende anche l’identità dell’azienda, quindi chi siamo e
cosa vogliamo fare. Gli elementi principali della strategia sono: definizione degli obiettivi +
piano di azione per raggiungerli + definizione di che tipo di organizzazione vogliamo essere
Il vantaggio competitivo
● Un’impresa raggiunge il vantaggio competitivo quando implementa una strategia che
i competitor non possono duplicare o trovano troppo costoso imitare. Tale strategia
garantisce all’impresa di generare e mantenere nel tempo un profitto superiore ai
competitor. Avere un vantaggio competitivo non significa solo essere competitivo, ma
avere un vantaggio rispetto ai competitors. Una strategia che mi consente di fare leva
su quello che so fare meglio in termini di attività, di risorse o competenze creando un
set di azioni che per gli altri competitor diventa troppo costoso o difficile da imitare.
Quel distacco dai competitor significa essere più profittevoli, diventando un mio
vantaggio competitivo
● Vantaggio competitivo e fattori critici di successo → Il Vantaggio competitivo è
la risultante di diverse condizioni prodotte dalla strategia negli ambiti a cui
corrispondono i Fattori Critici di Successo (= I fattori critici di successo sono quelle
variabili sulle quali il management può agire con le sue decisioni e che possono
incidere in modo consistente sulla posizione competitiva delle imprese allʼinterno di
un settore)
● Stakeholders (Product market, society, capital market, organization, customers,
government, employees) → Gli Stakeholder sono individui o gruppi che sono
influenzati o possono influenzare gli obiettivi dell’impresa. La gestione del rapporto
con gli Stakeholder è essenziale al raggiungimento del vantaggio competitivo. Gli
obiettivi dei diversi Stakeholder possono essere in conflitto e devono essere pertanto
gestiti e priorizzati.
○ Il tipo di valore che l‘impresa crea ha diverse dimensioni perché l'impresa è
sottoposta a diversi stakeholder. Questi interessi potrebbero creare conflitto
con la strategia, quale stakeholder è più importante? dove ci dobbiamo
focalizzare?
● Shareholders (or “stockholders”) → coloro che possiedono una quota
dell’organizzazione. Si aspettano o un profitto maggiore o la crescita dell’azienda
(entrambi creano valore per gli shareholder)
Vantaggio competitivo e profitti
● il valore maggiore (o vantaggio competitivo) viene definito
○ Extra profitto (superiore) o rendita: G
li extra-profitti sono profitti superiori
rispetto a quello che un investitore si aspetta da un investimento con un simile
ammontare di rischio. Sono le quote di utile aziendale che superano il ROE
medio del mercato
○ Che è diverso dal normale → Profitto= profitti uguali a quelli che un investitore
otterrebbe da un altro investimento con un simile ammontare di rischio
● Tipologie di extra-profitto/rendita:
○ Rendite monopolistiche
: Extra-profitti ottenuti a causa del fatto che l’impresa
incontra una competizione limitata o inesistente (in concorrenza
monopolistica si sfrutta la differenziazione, si sfrutta il vantaggio competitivo)
○ Rendite Ricardiane o di Efficienza
: Profitti ottenuti poiché l’impresa è più
efficiente dei suoi competitor (costi più bassi)
○ Quasi-rendite
: Sono rendite di natura temporanea poiché il differenziale di
rendimento è legato ad una risorsa la cui offerta è in quantità fissa, non
modificabile (al finire di quella quantità limitata di domanda, finisce la mia
rendita. Ex. vendo pale da neve a roma, guadagno tantissimo quando nevica
perchè non le vende nessuno, ma poi finite le pale in magazzino e smesso di
nevicare, che accade di rado, non ho più la rendita)
○ Rendite Schumpeteriane o di innovazione
: Extra profitti ottenuti dalla
creazione di nuovi prodotti o processi (sono bravo ad innovare. Prodotti
migliori mi portano a rendite monopolistiche. Se agisco sul processo invece,
divento più efficiente e ho rendite di efficienza)
○ Rendite di influenza
: Extra profitti ottenuti dagli attori poiché le “regole del
gioco” sono disegnate per favorirli rispetto ai competitor (le realizzo perché le
istituzioni sono disegnate a mio favore ex. sono un operatore dello stato)
Da dove deriva il vantaggio competitivo?
Per raggiungere il vantaggio competitivo dobbiamo prendere in considerazione la capacità
strategica, operativa e il fit con l’ambiente & le risorse e competenze . L’identificazione e
lo sfruttamento delle migliori capacità in questi ambiti rispetto ai concorrenti è una strategia
di creazione del vantaggio competitivo, cioè la capacità di generare un valore più elevato
rispetto a quello dei concorrenti. Se riesco quindi a sfruttare queste leve (capacità strategica,
operativa e il fit con l’ambiente & le risorse e competenze) ottengo o capacità operativa
(diminuisco i costi) oppure la possibilità di posizionarmi in maniera distintiva (aumento i
ricavi). In entrambi i casi, ho un maggiore profitto rispetto alla media dei concorrenti.
Il tripode strategico
Analisi che devo compiere in maniera congiunta per mettere nero su bianco le mie strategie.
1. Analisi esterna (fattori esogeni) → condizioni istituzionali, Industria e mercato
( industry-based view )
2. Analisi interna (fattori endogeni) → Risorse e competenze ( resource and
competences based view )
3. Dall’analisi esterna ed interna nasce la Strategia → la quale produce una
Performance
*Possiamo agire sui fattori endogeni ma solo reagire a quelli esogeni
L’ANALISI DELLE ATTIVITÀ & LA CATENA DEL VALORE
Come identifico l’origine del vantaggio competitivo?
→ Strategia basata sullʼanalisi delle attività svolte dallʼimpresa
→ Strategia basata sulle risorse e competenze dellʼimpresa
Catena del valore → Fornisce una rappresentazione schematica delle attività svolte
dall’impresa, evidenziandone il valore creato ed i costi sopportati per la creazione di tale
valore.
Attività primarie o core → Quelle attività che ci consentono di trasformare gli input in
output e distribuirli al cliente (attività di trasformazione). Si distinguono in 5 attività
sequenziali:
1. logistica in entrata: gestione fisica degli input produttivi (gestione del magazzino,
controllo delle scorte, restituzione delle merci ai fornitori)
2. Attività operative: trasformazione degli input e creazione del prodotto (lavorazione,
assemblaggio, imballaggio, manutenzione dei macchinari)
3. Logistica in uscita: flusso delle consegne dei prodotti finiti (magazzinaggio dei prodoti
finiti, evasione ordini, gestione dei vettori di consegna)
4. Marketing e vendite: aspetto negoziale del processo operativo (pubblicità, gestione
della forza vendita, offerte, selezione e gestione dei rapporti con i canali distributivi,
politica dei prezzi )
5. Servizi post-vendita: mantenere o migliorare il valore del prodotto nel tempo
Sono in genere sequenziali, ma capita che vadano insieme, come nei servizi.
Attività di supporto → trasversali alle 5 fasi operative primarie, e sono:
1. Attività infrastrutturali: gestione e amministrazione
2. Gestione risorse umane: selezione, promozione e assunzione, valutazione,
programmazione delle carriere e rapporti con i sindacati
3. Sviluppo della tecnologia: know-how, procedure e input tecnologici necessari in ogni
attvità della catena del valore
4. Approvvigionamento: procedura per l’acquisto di materie prime, di forniture ed altri
beni di consumo, di beni patrimoniali
Ragionare come due catene di valore sovrapposte → quella rossa dove andiamo a
sintetizzare tutti i nostri costi, mentre quella tratteggiata rappresenta il valore (dove c’è scritto
margine). Ho quindi due strade, posso restringere i costi, per far aumentare il margine,
oppure lavorare sul valore che creo, cioè aumentare il margine.
Il sistema del valore → la catena di valore del business tocca tante altre catene del valore
(punti di tangenza). Innanzitutto tocca le catene di valore di filiera (fornitori) e allo stesso
modo il valore lo distribuisco ai clienti (Catena del Valore dei clienti) → collegamenti verticali.
In più, i punti di contatto con altri business dell’impresa, quindi contatto con catene di valore
di altri business (sinergie) → collegamenti orizzontali
disegno
Il modo in cui sono attuati e progettati i collegamenti verticali e orizzontali può rappresentare
una fonte di vantaggio competitivo per entrambe le parti
Analisi interna: Risorse e Competenze
Resource-Based View → quello che l’impresa ha a disposizione (risorse) e quello che
l’impresa sa fare (competenze). Visione basata su risorse e competenze: l'impresa è come
un portafoglio pieno di asset, risorse. Le risorse la portano a efficienza maggiore (meno
costi) o valore maggiore (più ricavi). Guardo tra le mie risorse e cerco quelle con più valore,
più difficili da imitare.
L’analisi strategica degli anni ‘80 si è concentrata quasi esclusivamente sul rapporto tra
l’impresa ed il suo ambiente esterno (5 forze competitive di Porter) → Industry-based view
Presupposti di base della RBV
● Identifica l’impresa quale una configurazione di risorse eterogenee
● Pone un accento particolare sull’importanza dei livelli di attività e capacità
dell’azienda nella produzione di un vantaggio competitivo sostenibile
● Quando l’ambiente esterno subisce rapidi cambiamenti, le risorse e le competenze
interne offrono una base migliore rispetto al focus sul mercato per la definizione della
strategia
● Vantaggio competitivo ricollegabile a rendite che aderiscono all’impresa in virtù di
una maggiore efficienza rispetto ai concorrenti; maggiore efficienza che deriva da un
impiego delle risorse e delle competenze aziendali
Il concetto di Risorsa
● Le risorse sono l’insieme dei fattori TANGIBILI e INTANGIBILI controllati dall’impresa
ed utilizzati nei suoi processi operativi
● Il valore delle risorse DIPENDE dal valore dei servizi per l’impresa che derivano
dall’utilizzo di tali risorse
● Migliori utilizzi delle risorse possono generare SERVIZI DI MAGGIOR VALORE per
l’impresa
● Il processo vitale dell’impresa è basato sulla sua capacità di generare nuove risorse
a partire da quelle possedute
Tipologie di Risorse
● Tangibili: Sono quelle più semplici da valutare e spesso sono le uniche che figurano
in bilancio Sono facilmente riproducibili. facili da vedere e replicare e quindi poco utili
al vantaggio competitivo. In più le risorse tangibili perdono valore nel tempo. Sono
condizioni necessarie per operare, ma non sono quasi mai fonte di vantaggio
competitivo.
○ Risorse fisiche : asset tangibili di proprietà, usati nella produzione e
nell’amministrazione delle risorse tangibili (es: materie prime, impianti,
dimensioni, localizzazione, ecc.).
○ Risorse finanziarie : la capacità di indebitamento dell’impresa e di
autofinanziamento determinano la capacità di investimento e di recupero
ciclico delle risorse. Indicatori chiave: rapporto di indebitamento, rapporto
flusso di cassa netto/investimenti, classificazione dei titoli emessi.
● Intangibili: Contribuiscono in misura rilevante al raggiungimento del vantaggio
competitivo A differenza di quelle tangibili, non diminuiscono di valore con l’uso. Il
vantaggio competitivo deriva sia dalle risorse intangibili che dalle risorse umane.
Queste risorse hanno un valore, ma che non potendo toccarle o valutarle, sono tutte
difficili da imitare e quindi creano vantaggio rispetto ai competitor.
○ Risorse tecnologiche : Knowledge generato dalla R&D e protetto da brevetti,
licenze, diritti d'autore, segreti tecnologici e processi di proprietà, laboratori di
ricerca e personale dedicato. Più le uso, più aumento il valore
○ Risorsa reputazione: A LIVELLO DI PRODOTTO (fiducia nel marchio
generata da relazioni consolidate, qualità, affidabilità) e a A LIVELLO
CORPORATE (immagine globale dell’impresa e.g. qualità del management,
dei prodotti e dei servizi; capacità di innovazione; solidità dei risultati)
○ Risorsa conoscenza : ha 2 componenti diverse
■ Tacita: Soggettiva e sperimentale, non può essere espressa in parole,
frasi, numeri o formule. Non ancora stata separata dal suo
conoscitore, è internalizzata e difficile da trasferire. E’ legata ad
elementi cognitivi e tecnici che sono informali, intangibili e contestuali.
■ Esplicita: Oggettiva e razionale, può essere espressa e trasferita.
Tutto quello che abbiamo già codificato tradotto in parole e numeri.
Può essere condivisa facilmente. E’ svincolata dal contesto, è formale,
codificata e tangibile.
■ Es. nei dati ci sono gli attributi direttamente osservabili (non fa
differenza, lo vedono anche i competitor) ma cosa faccio con i dati? si
analizzano. come? si interpretano. A quei numeri do un significato
specifico ed ognuno da un significato diverso, quindi si tirano fuori info
diverse. Imparo anche a usarli in maniera diversa dagli altri, questo è il
knowhow. Partendo dagli stessi dati, solo alcuni raggiungono forme di
conoscenza superiori.
○ Risorsa relazione : Il valore creato dall’impresa deriva concretamente dal
modo in cui l’impresa realizza determinate attività, ma trova la sua origine
nelle relazioni che l’impresa stabilisce all’interno e all’esterno e nelle risorse
che riesce a trarre da tali relazioni. Il capitale sociale (risorsa intangibile) si
riferisce all’insieme delle relazioni che un’impresa può intrattenere con
ambiente esterno e che permettono di creare valore. Capitale relazionale
dell’impresa → social capital: network dell’impresa, relazione con i clienti, con
i fornitori, con le istituzioni.
● Risorse umane: catalizzatori di relazioni e reputazioni, rafforzano risorse intangibili e
portano know how. Quindi knowledge e le esperienze dell’imprenditore, degli
impiegati e dei manager
○ la lealtà dei dipendenti
○ disponibilità ad adattarsi ed a relazionarsi con soggetti esterni
○ tasso di turnover del personale, ecc.
MODELLO SECI
: meccanismo per cui
avviene la condivisione di conoscenza
tacita o esplicita o la trasformazione da
tacita a esplicita e da esplicita a tacita.
Es. Arriva un nuovo employee con la sua conoscenza tacita. Nel team si accorgono che lui è
capace di fare qualcosa di difficile che diminuisca il processo di produzione. Lui mostra
come si fa, tiro fuori conoscenza tacita (attività di socializzazione) e la sto trasferendo, dal
momento in cui lui riesce a spiegarmi o io riesco a scriverlo diventa esplicita, la conoscenza
viene esternalizzata, esplicitata. Questo nuovo processo più efficace lo condividiamo con un
altro team, magari anche loro hanno scoperto un modo per diminuire gli step di produzione,
quindi combiniamo i processi e creiamo una produzione ancora migliore. Mano mano,
internalizziamo la conoscenza esplicita in tacita perché a forza di farlo internalizzeremo il
processo. Ogni volta che finisce il processo la conoscenza è più profonda, e il know how più
distintivo.
Architettura delle risorse e competenze
1. Attributi soglia: Risorse e competenze necessarie alla configurazione del
prodotto/servizio offerto; requisiti minimi per stare sul mercato.
2. Caratterizzazione dell’offerta: Risorse e competenze necessarie ad operare in un
determinato segmento di mercato. Capacità di caratterizzare l'offerta, di far meglio
dei miei competitor.
3. Distinzione dell’offerta: Risorse e competenze su cui l’impresa basa la sua strategia
competitiva. Solo alcune mi renderanno possibile distinguere la mia offerta da quella
degli altri. Su queste noi lavoriamo per creare una strategia, cercheremo di
combinarle al meglio (Es. competenza in risorse umane quando combino le risorse /
gestisco le risorse umane)
Competenza → Capacità di realizzare azioni/attività più o meno complesse integrando le
risorse.
le competenze distintive → capacità di combinare risorse uniche e di valore con tutto ciò che
ne aumenta il valore. L’ottenimento di un vantaggio competitivo sostenibile, essenziale per il
conseguimento di rendite superiori nel tempo, si basa sullo sviluppo di competenze distintive
che consentano:
○ il recupero di efficienza
○ la generazione di valore
● Le competenze distintive sono in linea generale la combinazione di:
○ Risorse uniche di valore
○ Risorse complementari
○ Capacità o competenze organizzative
Proprietà delle risorse e delle competenze
Come sviluppare rendimenti resource-based
Si possono conseguire 2 strade:
● Sviluppo interno delle risorse
: creo all’interno, sviluppo interno delle competenze,
quindi difficile da imitare per altri, però richiede tanto tempo e investimenti → Stock
di risorse context e firm specific (non commercializzabili)
● Acquisizione delle risorse sui mercati
: sono quindi commercializzabili però, rischio
che siano trasferibili e imitabili. Per ottenere un costo di acquisizione delle risorse
inferiore posso fare l
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