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STORIA MEDIEVALE

19.02.2016

Termine Medioevo -> umanesimo / rinascimento. Il medioevo è un blocco di secoli che separa gli umanisti

dell’età classica. (l’obiettivo degli umanisti è ritornare all’età classica).

Provenienti da regioni barbariche -> mercanti, militari

La storiografia chiama i Germani barbari. Per i greci i barbari erano quelli che non parlavano il greco.

I Germani sono popolazioni seminomadi -> si stanziano in un territorio per una decina di anni e sfruttano

le risorse locali, cioè praticano l’agricoltura, e sono particolarmente abili a sfruttare le risorse naturali

(come la foresta per i frutti che si possono raccogliere o la caccia).

Il medioevo nasce come sintesi del mondo romano e di quello germanico.

- Vivono in tribù che si mettono insieme quando devono affrontare una migrazione o si devono

scontrare con altre tribù

- Tradizione popoli in armi -> tutti gli uomini sono liberi e sono guerrieri

- Religione -> praticano una religione di tipo sciamanico (si può entrare in contatto con l’aldilà

attraverso un mago). Non ci hanno però lasciato testimonianze scritte. Non hanno nemmeno un

alfabeto.

Le fonti dei romani riguardanti i Germani non sono neutre.

FONTE PER ECCELLENZA -> TACITO -> CRITICAVA I ROMANI ED ESALTAVA I GERMANI

Nell’Alto Medioevo, con le invasioni, ci si dimentica della Germania di Tacito.

Nell’opera di Tacito, i Germani ci vengono presentati come un mondo di popoli, fatto di stirpi.

Cent’anni dopo, Papa Pio II, chiede una copia dell’opera. Chiede che venga portata a Roma e viene

utilizzata per un fine politico. Papa Pio II si rivolge ai principi dicendo che loro sono gli eredi dei Germani e

non devono lasciare cadere Costantinopoli sotto i Turchi.

1453 -> caduta di Costantinopoli sotto i Turchi.

La cristianità è minacciata dai Turchi.

Lettura di tipo biologico degli uomini -> a qualificare un popolo erano gli elementi biologici (come il

sangue). Oggi questa tesi non viene più accolta. I popoli non sono più individui. Alla base dell’identità del

popolo c’è un altro elemento, ovvero la cultura. L’appartenenza al popolo è un fattore d’identità. Quindi

le identità sono fattori che mutano nel tempo (sono fenomeni processuali).

3 LIVELLI DI IDENTIFICAZIONE (cosa fa di me un Longobardo o un franco?)

- AUTO-IDENTIFICAZIONE (io mi definisco Longobardo)

- GLI ALTRI (del mio stesso popolo) DEVONO DIRE CHE IO SONO LONGOBARDO

- RICONOSCIMENTO DALL’ESTERNO (chi è diverso deve riconoscere che io sono Longobardo)

Con questi processi si forma il popolo.

ETNOGENESI -> processo di costruzione delle identità dei popoli (processo di formazione di un gruppo

etnico). La guerra, la migrazione e gli scontri sono fattori dell’etnogenesi. E’ un processo che richiede molto

tempo.

A partire dal IV secolo ci sono diversi popoli che si stanziano sui confini dell’impero romano e vengono

accolti dall’impero con la posizione di federati. E’ consentito a questi popoli di stanziarsi in un’area

occupando 2/3 del territorio; il resto rimane alla popolazioni locali (HOSPITALITAS).

Intorno al 402 il Reno ghiacciò e questo permise a migliaia di popoli di attraversare i confini.

410-> i Visigoti saccheggiano Roma

476 -> deposizione di Romolo Augusto l’imperatore

493 -> arrivano nella Penisola gli Ostrogoti (erano pochi, circa 100mila persone)

Gli Ostrogoti erano ariani e stabiliscono la loro capitale a Ravenna. La Religione è un importante fattore

d’identità. I nuovi popoli professavano una religione diversa. Nel momento in cui un popolo occupa un

territorio dell’impero, ci sono tre diverse modalità con cui si inserisce:

- SCONTRO

- UNIONE / INTEGRAZIONE

- MANTENIMENTO DELLE DUE IDENTITA’ SEPARATE

3) MANTENIMENTO DELLE DUE IDENTITA’ SEPARATE

Quest’ultima opzione è quella che si realizza con i Goti. Loro rispettano le popolazioni locali, le loro

istituzioni (c’era il Senato e continuerà ad esserci il Senato) e la loro religione (dei romani).

I Romani mantengono l’amministrazione civile, mentre l’apparato militare diventa invece monopolio dei

Goti.

Questo sistema, con il passare del tempo, mostra però i suoi limiti. Non funziona più perché Teodorico vive

col sospetto che i senatori e gli italici guardino alla seconda Roma (Costantinopoli) come un sponda per

avere aiuto contro gli Ostrogoti. Il Papa viene messo a morte.

Giustiniano ha il desiderio di riunificare l’impero -> guerra greco – gotica -> vittoria dei bizantini con il

possesso della Penisola.

2) UNIONE / INTEGRAZIONE

I Franchi, come gli Ostrogoti, sono poche decine di migliaia e si stanziano nelle Gallie romane.

Sono distribuiti in zone diverse -> si creano due lingue.

Il loro rapporto è quello di integrazione.

Ruolo della religione. I Franchi erano pagani. Il re dei Franchi, Clodoveo, si converte (496-98) e viene presto

seguito dal resto del popolo. Questo è importante perché permette di integrarsi (la religione è fattore di

integrazione). Poco dopo c’è uno scontro tra i Franchi e i Visigoti.

Con l’espansione dei Franchi si crea un attrito tra questi e i Visigoti -> guerra -> vittoria dei Franchi che

vengono sostenuti dagli indigeni perché i Franchi sono cattolici e i Visigoti sono ariani.

1) SCONTRO

I Longobardi arrivano in Italia nel 568-69. Anche loro sono pochi. Al loro arrivo in Italia trovano i Bizantini. I

Longobardi si stanziano a “macchia di Leopardo”. Le terre non comunicano fra di loro. I Longobardi

vogliono impossessarsi dei beni dell’elite romana. Si pensa che i Longobardi fossero ancora politeisti al loro

arrivo. Scelgono l’arianesimo.

26.02.2016

IL GOVERNO DEI FRANCHI

I Franchi si stanziano a nord della Francia e Belgio. Si sviluppano una cultura e lingue diverse.

Aspetti politici -> 496 conversione del re Clodoveo dal paganesimo al cattolicesimo.

Dalla sua morte il dominio dei Franchi risulta frammentato in più regni (regni “parziali”), ovvero Australia

(nord-oriente) e Neustria (nord-occidente).

Come sono organizzati i regni dei Franchi?

Al governo del regno c’è il Re. Al suo fianco c’è il “maestro di palazzo”. In origine il maestro di palazzo è

colui che è responsabile del palazzo in cui risiede il re. Nel corso del tempo vede però crescere il proprio

ruolo, in quanto diventa il principale consigliere del re e diventa una sorta di primo ministro. Il maestro di

palazzo finisce per prendere il posto del re.

Com’è organizzato il territorio?

Il territorio è diviso in circoscrizioni che prendono il nome di contee o marche. A capo c’è un conte o un

marchese.

La sede della contea è sempre situata in una città. Le città sono il vertice delle organizzazioni politiche del

territorio circostante.

Questa situazione rimane inalterata fino la fine del 1600.

687 -> battaglia regno di Austrasia e Pipino di Heristal -> fondatore dinastia Pipini di Carolingia.

Le forze di Austrasia risultano vincitrici e l’esito è la nuova e duratura unificazione del Regno.

A Pipino succede il figlio, Carlo “Martello”. Questi si distingue poiché è colui che riesce a fermare l’avanzata

degli Arabi. 732 -> battagli di Poitiers.

Carlo Martello è colui che vuole trasformare i maestri di palazzo in re. Vuole scalzare la dinastia del

Merovingi per crearne una nuova. Quando muore il re non provvede alla sua successione.

Prima di morire Carlo ordina di essere seppellito nell’abbazia di Sant Denis, luogo dove venivano seppelliti i

re (lui però non era re, ma maestro di palazzo).

I Pipinidi vogliono fare un salto di qualità.

Perché il re non era stato estromesso?

Perché il Re era una figura sacra. Il re è come Gesù -> guarisce le persone. Si diffonde questa credenza. Per

poterli scalzare anche la nuova dinastia deve essere sacra.

La concezione che era diffusa presso i Merovingi era legata al sangue, alla trasmissione dinastica. Quindi il

figlio del re eredita questa qualità sacra dal padre. Bisogna immaginare che la sacralità non dipenda dal

sangue, ma dall’ investitura da parte della chiesa.

Pipino il Breve sollecita un intervento del Papa, il quale gli manda una lettera (nel 751) in cui afferma che è

giusto che chi governa venga riconosciuto come Re.

Il Re continua ad essere una figura sacra, ma non per il sangue, ma grazie alla mediazione della chiesa (si

paga una cambiale alla chiesa. Uno è re se viene riconosciuto dalla chiesa).

Dopo essere stato unto dal vescovo, Pipino riceve l’unzione direttamente dal Papa (nel 754), che gli

conferma la sacralità. A questo punto Pipino può sbarazzarsi dell’ultimo re dei Merovingi -> lo fa

rinchiudere in un monastero dopo avergli fatto tagliare i capelli, perché solo il re può avere i capelli lunghi

(ed ora il re è Pipino).

Perché i Papi accettano le ambizioni dei Pipinidi? Quale minaccia incombeva sul Papato?

La sede papale era a Roma. Formalmente era ancora un territorio bizantino.

I Longobardi minacciano di conquistare Roma. A questo punto i papi cercano un alleato contro i

Longobardi, ovvero i Franchi. Dopo pochi anni questo equilibrio si spezza: Pipino muore, gli succedono i

figli. Uno di questi intraprende una campagna militare contro i Longobardi e li conquista. I papi sono

preoccupati perché ora la nuova minaccia sono i Franchi.

Perché il Papa si rivolge ai Franchi? Non c’era un alternativa?

(perché non si rivolge al Papa di Bisanzio?)

Tra Roma e Costantinopoli c’erano forti tensioni religiose. All’inizio del VIII secolo c’è il fenomeno

dell’iconoclastia, ovvero le autorità religiose bizantine condannano la produzione e la venerazione delle

icone. Ci fu questa condanna perché questi culti davano luogo a forme di neopaganesimo, cioè si credeva

che oggetto della venerazione non fosse il soggetto raffigurato, ma la tavoletta stessa.

Lo stato bizantino voleva colpire quei settori potenti dell’epoca rappresentati dai monasteri. I monaci

godevano di una serie di privilegi -> scontro interno alla società bizantina. Crea tensione anche con il resto

della cattolicità.

Il Papa non poteva rivolgersi a Bisanzio perché c’erano forti tensioni.

Carlo Martello, figlio di Pipino, sale al potere, rimane l’unico erede ed è protagonista di un evento: viene

incoronato dal Papa a Roma. Carlo era stupito di questo fatto.

Oggi si pensa che fosse tutto concordato, l’unica cosa che non era stata concordata era il ruolo del papa (la

corona gliel’ha messa lui. Quando fu incoronato il figlio di Carlo Magno, Ludovico il Pio, la corona se la

mette da solo).

Costruzione del palazzo reale ad Aquisgrana -> ricalca la chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli

 Imitazione di un modello imperiale

A Bisanzio, dopo la morte dell’imperatore, ha preso il potere sua moglie, non con il titolo di imperatrice

(moglie di un imperatore), ma con quello di imperatore stesso.

Questo fatto crea scandalo anche a Costantinopoli -> c’è un’usurpatrice, quindi l’impero è vacante.

Bisognava provvedere ad una successione imperiale. Serviva il consenso del papa, il quale si trova in una

situazione di debolezza. A Roma eleggono un altro papa. Si crea l’asse tra il Papa Leone e Carlo. Carlo

accetta di venire a Roma, riconosce come unico pontefice Papa Leone e in cambio ottiene il

riconoscimento della dignità imperiale.

“RENOVATIO IMPERI ROMANORUM”

L’impero che nasce (quello di Carlo) non è Franco, ma Carlo era imperatore dei Romani.

Duplice eredità -> Roma imperiale (tradizione classica)

Aspetto religioso (l’impero di Carlo è romano nel senso che è universale e che è

cristiano. Roma era la culla del cristianesimo).

Più avanti l’impero viene ricordato come “SACRO ROMANO IMPERO”.

Carlo Magno riforma l’impero d’occidente -> recupera la tradizione di Roma, quella politica e quella

cristiana. Carlo si comporta da imperatore cristiano.

Prima di diventare imperatore, Carlo emana “ADMONITIO GENERALIS”, provvedimento nel quale troviamo

norme che regolano sia la vita religiosa che quella politica. Carlo si ritrova ad essere principe su domini che

hanno tradizioni molto diverse. La religione è l’unico elemento unificante, che usa per creare una cornice

comune. Carlo si preoccupa anche di religione. Circolavano molte versioni della Bibbia -> eresia. Si fa

mandare dal Papa una copia della Bibbia canonica e ordina che venga copiata e che venga diffusa

all’interno dell’impero.

Carlo si pone il problema della scrittura -> si deve l’introduzione di una nuova scrittura più semplice, che

riduca la possibilità dell’errore (nella copiatura).

Carlo muore nel 814. Aveva diversi figli a cui lascia pezzi di Regno. Ludovico il Pio eredita tutto.

Ludovico il Pio ha tre figli -> Carlo il Calvo, a cui lascia l’Aquitania, Lotario (era l’unico imperatore dei tre

fratelli), a cui lascia il regno italico con la fascia di terre a Nord (Lotaringia) e Ludovico il Germanico, a cui

lascia la parte più orientale del dominio. C’erano discordie fra i tre figli. Carlo il Calvo e Ludovico il

Germanico fanno un’alleanza contro il fratello imperatore (Lotario), ovvero il GIURAMENTO DI

STRASBURGO (842), per giurarsi fedeltà reciproca e per affermare che nessuno di loro avrebbe stretto

patti di alleanza con il fratello Lotario. L’uno nell’esercito dell’altro fanno il giuramento nella lingua che

viene intesa nel territorio dell’altro (c’erano già due aree linguistiche ben distinte -> antenato del francese

e antenato del tedesco).

DONAZIONE DI COSTANTINO -> è un documento (che poi verrà dimostrato falso da Ludovico Valla)

secondo il quale l’imperatore Costantino avrebbe donato al Papa il dominio temporale sulla parte

occidentale dell’impero con anche il privilegio di portare le insegne temporali. Viene fatto nei decenni in

cui il papa si accorda con i Pipinidi, nel VIII secolo (vedi sopra).

Attraverso il falso, il papato voleva dimostrare che una volta cacciati i Longobardi, tutte le terre

appartenevano al papato.

Già prima di Ludovico Valla (è un umanista) si credeva alla donazione. Lui analizza la donazione di

Costantino da un punto filologico e letterario (c’erano parole che nel IV secolo non si usavano).

02.03.2016

CHIESA E RELIGIONE

Origini del Cristianesimo

Che rapporto hanno i romani con il cristianesimo?

E’ un rapporto inizialmente di curiosità mista a sospetto e che col tempo dà luogo a episodi di aperta

ostilità. I romani in fatto di religione erano molto tolleranti, praticavano una sorta di sincretismo religioso

(conquistavano un popolo, venivano in contatto con nuove divinità, nuovi culti e li assimilavano all’interno

del proprio Pantheon). Eppure anche se sono tolleranti, rispetto al cristianesimo hanno da subito qualche

tentennamento, perché ai romani il cristianesimo, come tutte le religioni monoteiste (ebraismo), appare

una religione irrazionale. Venerare un solo dio turba i romani. Ci sono però anche altri aspetti che rendono

difficile il rapporto tra la società romana e il cristianesimo:

- TEMA DELLA GUERRA -> le prime comunità cristiane sono contrarie ad ogni forma di violenza. Le

comunità dei cristiani sono comunità pacifiste.

- La società romana è una società in cui non c’è una parità di genere. Il Pater familias ha un potere

che è quasi di vita e di morte sulla famiglia. Le prime comunità cristiane riconoscono alle donne un

ruolo molto significativo. Inizialmente ci sono delle donne che ricoprono l’incarico di diaconesse

(quindi hanno un ruolo nella gerarchia ecclesiastica).

Parallelamente il cristianesimo comincia a raccogliere consensi anche all’interno dell’elite romana.

Ha una diffusione che avviene prevalentemente nelle città.

Arriva il momento in cui un imperatore apre al cristianesimo, ovvero lo riconosce.

EDITTO DI MILANO (= EDITTO DI TOLLERANZA nel 313 -> Finiscono le persecuzioni a danno dei

cristiani ed è riconosciuto il culto dei cristiani). Di li a poco un passo ulteriore -> nuovo editto ->

EDITTO DI TESSALONICA (380) -> riconosce il cristianesimo come religione di stato, come unica

religione ammessa (proibisce quindi l’arianesimo e il paganesimo).

Inizialmente i romani hanno difficoltà a distinguere i cristiani dagli ebrei, anche perché pensano che siano

una setta all’interno dell’ebraismo. Ma ad alimentare questa impressione erano i cristiani stessi, poiché il

cristianesimo si trasforma nel corso dei secoli. Per esempio una grande questione che gli apostoli devono

da subito affrontare -> nel 45 d.c. c’è un confronto anche accesso fra Pietro e Paolo sulla predicazione. A

chi si deve rivolgere la predicazione? Deve essere rivolta solo all’interno delle comunità ebraiche o la

diffusione dell’evangelo deve essere rivolta anche ai cosiddetti gentili (coloro che appartengono ad altre

confessioni)? Paolo dice che il cristianesimo deve essere rivolto a tutti, ma non era così scontato. Tanto è

vero che da questo momento non vengono più richiesti quei rituali che fino ad allora erano ancora

praticati, come ad esempio la circoncisione (il fatto di non rendere più obbligatoria la circoncisione significa

che non ci si rivolge più esclusivamente agli ebrei).

Ogni comunità cristiana comincia a sviluppare i propri riti e le proprie tradizioni (es. diversi modi di

predicare la messa). Questo è un punto cruciale perché ad un certo momento nascono dei problemi

riguardanti l’interpretazione della retta dottrina. Se

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher daniela01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Gamberini Andrea.
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