Appunti di psicologia generale
Docente: Prof.ssa Lucia Monacis
A.A.: 2017/2018
Autore: Matteo Mantuano
Testi
- L. Anolli, P. Legrenzi, Psicologia generale, Il Mulino, Bologna, 2012 (Quinta Edizione).
- S. Di Nuovo, Elementare, Watson!, Città Aperta Edizioni, Troina (EN), 2010.
- R. De Beni, B. Carretti, A. Moè, F. Pazzaglia, Psicologia della personalità e delle differenze individuali, Il Mulino, Bologna, 2014.
Lezione 08.03.18
Manuale di psicologia: analisi del II capitolo
Metodi di ricerca in psicologia
Variabile dipendente: È quella che cambia in funzione della variazione della variabile indipendente.
Variabile indipendente: È quella che viene manipolata dal ricercatore, sperimentatore (è la variabile dipendente).
f(x): y (quest’ultima f(1): 1)
Livelli di misurazione variabile
- Livello nominale: Si cerca in questo livello di rappresentare numericamente un fenomeno a livello nominale, ad esempio sesso maschio e femmina (sono due livelli della variabile nominale). Ho associato al genere un’etichetta nominale. Posso calcolare la frequenza e soltanto questa. Maschio (1), Femmine (2).
- Livello ordinale: In questa fase si può rappresentare il fenomeno secondo una gerarchia (secondo primo, secondo terzo posto). Possiamo calcolare la frequenza, moda e mediana. Esempio: livello di istruzione (scuola elementare, Licenza Media, Diploma, Laurea, Post Laurea).
- Scuola elementare: 1
- Scuola Media: 2
- Diploma: 3
- Laurea: 4
- Post Laurea: 5
Calcolo della mediana
Per il calcolo è necessario ordinare i valori in modo crescente, la mediana corrisponde al valore centrale, cioè al valore che nella distribuzione ordinata dei punteggi occupa la posizione (N + 1)/ 2.
Esempio: Abbiamo un campione di 9 soggetti su scala ordinale:
- Reddito alto:
- Medio alto:
- Medio:
- Medio Basso:
- Basso:
La mediana è dovuta alla 9+1/2 cioè il 5° posto: Dopo aver ordinato i dati in modo crescente otteniamo la seguente distribuzione: 1,1,2,2,2,3,3,4,5. La mediana corrisponde al reddito: 2 (al reddito medio alto).
Moda
Coincide con il valore della mediana. La mediana corrisponde al valore 10+1/2 (nel caso ci siano 10 valori). Si trova a metà tra il V e VI posto, che corrisponde ai valori 2 e 3. Poiché si tratta di categorie di reddito possiamo solo dire che la mediana si trova tra il reddito medio alto e medio. Se si fosse trattato di una misurazione ad intervalli o rapporti di una variabile continua avremmo potuto calcolare la media tra il V ed il VI posto, ottenendo così una mediana di (2 + 3)/2: 2.5.
Nella scala ad intervallo
Posso effettuare alcune operazioni matematiche come per esempio le differenze. Assumo un intervallo di 4 la differenza numerico ed indica un intervallo. Posso calcolare la mediana, media, frequenza di 100 studenti ad esempio. Ha un limite: i valori sono arbitrari (lo 0 è un valore che per convenzione attribuiamo una certa presenza o assenza di un fenomeno). Con lo zero si possono fare diverse operazioni matematiche, ma non rapporti, e si usa nei fenomeni fisici.
Varianza e deviazione standard
Indici di tendenza centrale si riferiscono alla dispersione dei valori medi:
Dati i seguenti valori di una qualsiasi variabile x: 3,5,2,6,4.
Applicando il calcolo della media la varianza sarà uguale: (3+5+2+6+4): 20/5: 4. 4 è la media.
Varianza calcolo: (3-4) + (5-4) + (2-4) + (6-4) + (4-4) diviso 5.
Varianza: si definisce la media dei quadrati degli scostamenti dalla media ed è un indice della distanza media dei diversi punteggi dalla media del campione. Più piccolo è il valore di questo indice, più i punteggi saranno concentrati intorno alla media, più grande è tale valore, più i punteggi risulteranno dispersi intorno alla media.
Deviazione standard
Facendo la radice quadrata della varianza.
Lezione 09.03.18
Disegno fattoriale
È composto da più livelli.
Statistica descrittiva
Rientrano questi indici di tendenza centrale e dispersione descrivendo il fenomeno analizzato.
Indice di correlazione
Per vedere se c’è correlazione tra due fenomeni. Quando due fenomeni sono correlati, è un indice statistico ed ha intervalli (-1 +1). Se ottengo 0.50 tendente all’uno c’è una correlazione positiva: aumenta uno ed aumenta l’altro, vanno nella stessa direzione. Diminuisce uno, diminuisce l’altro: se ottengo un valore minore aumenta un valore diminuisce l’altro, i fenomeni vanno in direzione opposta. Se otteniamo un valore 0.00 le variabili non sono correlate.
Statistica inferenziale
Rispetto a quella descrittiva offre una spiegazione causale, e chi riceve l’effetto di una determinata azione. Posso comprendere un qualcosa su un fenomeno: non è una relazione circolare, facendo delle previsioni (inferenze) seguendo la logica se-allora. Se viene utilizzata la probabilità: alfa errore è un errore falso positivo (accettiamo per buono un qualcosa che non esiste in realtà), beta falso negativo (diciamo che qualcosa non c’è, invece alla realtà dei fatti è presente).
5 %: Valore p vellium: Prendo il 5 % dentro ciò che accade è significativo: oltre non è significativo.
Lezione n.5 12.03.2018
Definizione di sensazione
Viene presentata prima questa, rispetto alla percezione in quanto gli studiosi tedeschi studiavano le loro cause. Una percezione sensoriale o sensazione, impressione soggettiva, immediata e semplice, che corrisponde ad un’intensità dello stimolo fisico. La definizione significa che: siamo in un contesto soggetti a stimoli (es. uditivi, visivi, olfattivi) fisici cioè come la natura così li crea. Viene recapitato dai recettori sensoriali, elaborato, a cui segue una reazione. Non tutti gli stimoli vengono percepiti dai soggetti, altrimenti ci sarebbe la schizofrenia.
Gli studi in Germania nel secondo '800 la loro attenzione era incentrata sulle relazioni psico-fisiche (mente-dato, stimolo, fisico) non sono altro che un’interfaccia la relazione tra la realtà esterna e la realtà interna (mondo mentale) cioè ciò che accade nella nostra mente. Per far sì che lo stimolo sia recepito è fondamentale che raggiunga un livello x, livello di intensità tale da essere recepito. La soglia differenziale c’è una differenza, una variazione di intensità tra due stimoli della stessa natura che deve essere sufficientemente elevata per poter essere colta dal nostro organismo. La soglia differenziale in altri termini appena rilevabile tra due stimoli di diversa intensità: o meglio come recepiva un determinato stimolo.
Metodo dei limiti
Data una serie di stimoli ascendenti, si assume che vi sia un punto di transizione tra l’ultimo stimolo di transizione tra l’ultimo stimolo che il soggetto ha dichiarato di non udire, e il successivo che invece (il soggetto) ha dichiarato di udire. Questo punto di transizione viene definito in termini di soglia momentanea. Si può iniziare la serie degli stimoli presentando al soggetto un suono udibile e proseguire riducendo l’intensità degli stimoli, fino a quando il soggetto dichiara di non udire alcun suono. Quando la serie è discendente si assume che il punto di transizione si situi tra l’ultimo stimolo udito, ed il successivo che il soggetto dichiara di non udire più. La media (o la mediana) dei valori determinati per mezzo di ciascuna serie presentata, ossia dei valori numerici corrispondenti ai punti di transizione, fornisce una stima della soglia assoluta.
Metodo dell’aggiustamento
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