Economia monetaria
Economia, stato e moneta
L’economia appartiene alle scienze sociali, queste comprendono un’ampia famiglia di discipline che ha per oggetto la società umana. Studiare il funzionamento dell’economia significa indagare una particolare dimensione della società umana. L’economia ha per oggetto lo studio delle relazioni tra gli individui che formano una società, esamina quindi le relazioni sociali attraverso le quali un soggetto trasferisce un valore ad un altro soggetto nella forma di un diritto di proprietà o di fruizione di un servizio. L’atto di trasferimento stabilisce una relazione di tipo economico. L’oggetto della cessione di valore può essere:
- Servizio finale
- Beni cui si rinuncia all’uso
- Bene prodotto per essere ceduto
- Servizio produttivo
L’interesse per i fenomeni economici può essere fatto risalire a civiltà e culture antiche ma è nell’era moderna che si demarca una specifica indagine dell’economia, e acquisisce una propria fisionomia nella sua denominazione originaria economia politica. In sintesi il progresso della scienza economica si ricorda in questi passaggi:
- Primi fisiocratici francesi che intendono l’attività economica come processo di produzione e di distribuzione della ricchezza
- Adam Smith che riconosce come fondamento della ricchezza il capitale umano
- Tomas Malthus come primo insegnante di economia politica
- Pubblicazione del primo manuale di economia di Alfred Marshall
- Pubblicazione del libro La teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta di John Maynard Keynes
Il trasferimento di valore da un soggetto all’altro può avvenire con modalità differenti riconducibili a tre fondamentali tipologie:
- Cessione volontaria con reciprocità informale, per cui un individuo elargisce spontaneamente un valore ad altri all’interno di un sistema di relazioni sociali, ma senza alcun obbligo formale, l’individuo alcune volte è appagato del semplice atto di donazione mentre altre nutre un’aspettativa di una qualche forma di reciprocità.
- Cessione imposta, o meglio cessione ottenuta sulla base di una posizione gerarchica, in cui un individuo è obbligato a cedere un valore all’interno di una relazione di tipo gerarchico. L’individuo a seconda dei casi riconosce la legittimità dell’imposizione oppure è costretto a subirla come minaccia o come atto di prevaricazione da parte di un potere pubblico oppure come violenza scaturita da un atto illecito di un altro individuo.
- Cessione contrattuale, che prevede un corrispettivo negoziato, implica un sistema di obblighi contrattuali regolati dalla legge e il trasferimento condizionato dell’oggetto di contratto. L’individuo cede un valore a condizione di ricevere a sua volta un controvalore congruo. Quindi le parti devono concordare sulle condizioni della transazione e ciò può avvenire sia in un contesto senza garanzie sia all’interno di un contesto istituzionale in grado di conferire a ciascuno il diritto di ottenere quanto pattuito e imporre il rispetto dei patti.
Ognuna di queste cessioni, questi atti di trasferimento si verificano in un'infrastruttura sociale: nella cessione volontaria il trasferimento di valore ha luogo nella relazione sociale di reciprocità, la cessione imposta implica una relazione di tipo gerarchico e la cessione contrattuale implica una relazione sociale organizzata e disciplinata.
Il trasferimento di valore da un soggetto ad un altro crea un sistema di relazioni che costituisce un sistema economico. Questo produce e distribuisce ricchezza rendendo disponibili una varietà di prodotti. Ma la ricchezza in questo senso è intesa come flusso di ricchezza reale, come misura del volume di beni e servizi prodotti in un arco temporale. In questo senso la ricchezza è intesa come capacità di produrre beni e servizi che contribuiscono al tenore di vita dei membri della società. Quindi la fonte di ricchezza primaria non è il denaro ma il lavoro, che alimenta il processo di creazione di prodotti di cui la società necessita e che ampliano le possibilità di sviluppo delle conoscenze. Queste portano alla creazione di beni strumentali come macchinari e software. I beni strumentali incrementano la capacità produttiva e contribuiscono a formare lo stock di ricchezza reale, ovvero la consistenza di beni utili alla produzione futura come beni di investimento e altri beni durevoli.
La formazione di capitale richiede organizzazione, programmazione e coordinamento. Nel corso della storia le società hanno organizzato processi produttivi sfruttando le tre modalità di trasferimento di valore. Ad ogni tipologia di trasferimento le società hanno affidato un ruolo predominante: mentre le società rurali si sono fondate su legami tradizionali di coesione sociale e hanno effettuato cessioni volontarie di valore, al contrario quando i popoli sono stati in grado di produrre elevati flussi di ricchezza hanno utilizzato perlopiù la cessione imposta e la cessione contrattuale nelle forme di economia di comando e economia di mercato. Entrambe le economie caratterizzate da una robusta struttura di governo che amministra la comunità. Quando lo stato ha una struttura organizzativa abbastanza robusta favorisce un elevato grado di specializzazione produttiva, che crea le condizioni per l’innovazione tecnologica.
Nell’economia di comando l’organizzazione della produzione e distribuzione è gestita dal governo centrale e le decisioni sono eseguite in via gerarchica. Lo stato diventa pianificatore, per cui accede alle risorse di cui necessita e impone la cessione di prodotti, lavoro e titoli di proprietà.
Economia di mercato
Nell’economia di mercato la cessione di valore è disciplinata dal diritto. Quindi da ogni contratto scaturisce un’obbligazione contrattuale che formalizza l’accordo tra le parti. Le decisioni di ciascun soggetto sono prese in modo personale, e si integrano alle decisioni prese dagli altri soggetti come il governo e le altre entità private che producono per vendere e consumano prodotti altrui. Lo stato si approvvigiona ricorrendo ad acquisti di tipo contrattuale con un corrispettivo nella forma di valuta nazionale.
La forma contrattuale è il fondamento dell’economia di mercato. Il contratto stabilisce i tempi e l’entità della consegna del bene oggetto della transazione nonché i tempi e l’entità del corrispettivo concordato. L’obbligo contrattuale sussiste anche in caso di contratto non scritto, ad esempio nella relazione tra venditore ed acquirente. Il pagamento è regolato quando il beneficiario ha accettato il mezzo di regolamento. Nulla vieta che il mezzo di regolamento accettato sia un corrispettivo di qualsiasi tipo ma la complessità dei sistemi produttivi nelle economie di mercato richiede una rapidità di circolazione delle merci che è possibile solamente se il pagamento è regolato nella forma di corrispettivo monetario.
Questo può essere qualsiasi cosa che il beneficiario accetta di ricevere al solo scopo di riutilizzarla per regolare un obbligo di pagamento nei confronti di un altro soggetto e deve avere le caratteristiche di riconoscibilità e non deperibilità:
- Oggetto materiale come l’oro o le sigarette (non deperibilità e riconoscibilità)
- Titolo di credito che conferisce a chi lo possiede un diritto di ottenere un bene o un servizio da chi lo ha emesso, un credito che in quanto tale sia un credito al portatore emesso da un soggetto terzo rispetto alle parti che il beneficiario riuscirà sicuramente reclamare da chi lo ha emesso (riconoscibilità e non deperibilità)
Il corrispettivo monetario maggiormente utilizzato tra due soggetti privati non è né un oggetto né un credito emesso da un terzo soggetto, ma è un credito nei confronti del settore pubblico. Ovvero la valuta ufficiale riconosciuta nell’ambito fiscale e giuridico a cui appartiene il contratto. Quando i privati cedono risorse, beni, servizi al settore pubblico oppure quando lo stato esercita il suo diritto di esproprio, i privati ricevono valuta nazionale. È un credito emesso direttamente dal debitore (lo stato) quindi la valuta nazionale non esaurisce l’obbligo di pagamento. Infatti il debito dello stato nei confronti dei privati si estingue quando i privati restituiscono la valuta allo stato in cambio di un valore.
La necessità di dover regolare in modo periodico un volume di pagamenti a beneficio dello stato attribuisce alla valuta nazionale il valore di credito fiscale nei confronti del settore pubblico. Quindi disporre di valuta nazionale assicura la capacità di assolvere ad un obbligo di pagamento nei confronti del settore pubblico. Per questo motivo la valuta nazionale è un corrispettivo monetario molto attraente dentro i confini giuridico-politici dello stato. Quindi fissare un corrispettivo monetario in valuta nazionale significa ricorrere ad un credito di valore liberatorio per il possessore nelle transazioni con lo stato. Quindi detenere valuta nazionale rende più agile la capacità di far fronte a futuri oneri fiscali.
Nelle economie contemporanee la valuta è emessa dalla banca centrale, istituzione investita di funzione di autorità monetaria, mentre lo stato emette direttamente le divise metalliche. Importante e immancabile proprietà è la convertibilità nell’esercizio del diritto ad estinguere un debito nei confronti del settore pubblico, ovvero che la valuta sia un credito fiscale. Altre forme di convertibilità sono state introdotte nel corso della storia come la fissazione di un tasso fisso di conversione in oro o in valuta estera. Il sistema aureo è stato abbandonato da tempo mentre la parità fissa con una valuta estera è ancora utilizzata in alcune giurisdizioni.
Disporre di valuta nazionale non è condizione sufficiente perché funzioni un'economia di mercato. È nell’interesse dell’economia di mercato promuovere un flusso ordinato delle transazioni all’interno di una cornice istituzionale dotandosi di una duplice struttura di interesse pubblico:
- Un quadro giuridico che permetta al potere giudiziario di regolare inadempienze e imporre risoluzione dei contratti
- Un sistema di pagamenti che sia dotato di uno o più mezzi di regolamento, idonei ad autorizzare un pagamento e un meccanismo di trasferimento di fondi che definisca inequivocabilmente chi ha dato e chi ha preso
Se esiste un'infrastruttura di pagamenti affidabile ed efficiente il mercato funziona e i costi di transazione sono ridotti.
Lo stato giuridico dell'euro
L’euro è l’unica valuta scambiata nei paesi dell’unione europea che hanno adottato la moneta. Alcuni paesi europei non hanno partecipato come UK e Danimarca oppure non hanno adottato l’euro perché i criteri di convergenza per partecipare all’area euro non sono stati raggiunti. Le valute ufficiali, incluso l’euro, consistono in un sistema monetario disegnato e controllato da uno stato, o come nel caso dell’euro da un’istituzione sovranazionale. Entro i confini dell’area euro solo la moneta detiene il corso legale. L’art 128 del TFEU stabilisce il corso legale delle banconote euro e l’art 11 del regolamento EC 974/98 lo fa a riguardo delle monete in euro. Questo significa che in assenza di un accordo dei mezzi di pagamento, il creditore è obbligato ad accettare un pagamento in euro che conseguentemente scarica il debitore dall’obbligo contrattuale.
L’euro sistema è il solo emittente di banconote e di riserve bancarie nell’area euro. Questo fa sì che l’euro sistema sia il fornitore monopolistico della base monetaria che consiste in:
- Valuta in circolazione
- Riserve detenute da controparti con l’euro sistema
- Ricorso degli istituti creditizi al deposit facility dell’euro sistema
Questi elementi sono passività nel bilancio dell’euro sistema. Le riserve possono essere ripartite ulteriormente in riserve obbligatorie e riserve in eccesso. Nel sistema di riserva obbligatoria, le controparti sono obbligate a detenere riserve presso la banca centrale nazionale. Oltre a questo, gli istituti di credito di solito tengono solo un piccolo ammontare di riserva eccedente volontaria presso l’euro sistema. In virtù del suo monopolio, la Banca Centrale Europea è in grado di gestire la situazione di liquidità del mercato monetario e influenzare i tassi di interesse.
Valuta nazionale e sistema bancario
La valuta nazionale è la moneta della Banca centrale, essa circola liberamente nella forma di banconote offrendo un sistema di pagamento diretto tra le parti che non richiede intermediari. Il mezzo di regolamento maggiormente diffuso è il trasferimento di un credito nei confronti di una banca. Il che significa che il soggetto debitore può regolare il proprio debito non solo conferendo un ammontare di banconote ma anche trasferendo al beneficiario un proprio credito nei confronti della banca. Questo è reso possibile dal fatto che l’infrastruttura dei pagamenti assegna al credito emesso dalle banche un'alta affidabilità maggiore rispetto a qualsiasi debito privato. Il credito nei confronti di una banca è la moneta bancaria che funge da sostituta della valuta nazionale. Se la valuta nazionale conferisce al privato che ne dispone il diritto di estinguere i propri obblighi di pagamento nei confronti del settore pubblico, la moneta bancaria conferisce il diritto di convertire il valore del saldo in valuta nazionale in cambio uno ad uno.
Nelle economie più avanzate i pagamenti tra i privati sono principalmente fatti tramite la moneta bancaria e la rilevanza del sistema bancario nella gestione dei pagamenti è tale che anche lo stato ricorre alle banche per accreditare i fornitori, lo stato quindi trasferisce la valuta nazionale alle banche che accreditano nel conto di deposito del beneficiario.
Esistono tre diverse modalità di regolamento delle transazioni monetarie che avvengono quotidianamente a seconda delle controparti coinvolte:
- Se il pagante ha il potere di emissione del mezzo di regolamento (o moneta bancaria o moneta della banca centrale) il pagamento è regolato con l’emissione di un credito a favore del beneficiario, il quale a sua volta potrà usare il credito per regolare altri pagamenti. Quindi questa modalità accresce la consistenza complessiva dei mezzi di regolamento.
- Se invece è il soggetto che ha potere di emissione ad essere il beneficiario della transazione, il pagamento è regolato con la restituzione del suo credito precedentemente emesso. Questa transazione riduce la consistenza complessiva dei mezzi di regolamento.
- Se il pagante e il beneficiario sono entrambi fruitori di mezzi di pagamento quindi nessun soggetto ha potere di emissione, il regolamento definitivo del pagamento avviene ricorrendo al credito emesso da un terzo soggetto come la banca o la banca centrale. In questo caso il pagamento non modifica la consistenza dei mezzi di regolamento, ma si limita a trasferire la disponibilità dal pagante al beneficiario.
L’oggetto di una transazione reale è la proprietà di un bene che un soggetto si impegna a cedere oppure una prestazione che un soggetto si impegna a fornire. In cambio viene fissato un corrispettivo monetario concordato che è il prezzo in valore assoluto effettivo della transazione espresso in unità di valuta nazionale. Esso può essere:
- Stabilito alla sottoscrizione in modo formale o informale
- Proposto dal venditore come ask price, offerta del venditore all’acquirente
- Proposto dall’acquirente come bid price, offerta dell’acquirente al venditore
Ognuna delle due parti formulerà una diversa valutazione dell’oggetto della transazione: l’acquirente manifesta la volontà di procurarsi l’oggetto di interesse a quel prezzo e il venditore manifesta la volontà di vendere quell’oggetto per ottenerne quel prezzo. È quindi sul prezzo che si manifesta l’intesa delle parti: il prezzo unitario è il corrispettivo dovuto per ogni unità di bene acquistato o venduto. Per confrontare i prezzi di due transazioni e indagare eventuali differenze di prezzo è necessario guardare ai prezzi unitari, rapportando i prezzi unitari troviamo il prezzo relativo:
- Se abbiamo due prezzi unitari differenti per due transazioni che riguardano lo stesso oggetto si ipotizza che il divario è dovuto a tempo, luogo e circostanza in cui è avvenuta la transazione
- Se le transazioni sono identiche e avvenute nella stessa circostanza il prezzo unitario delle due transazioni è diverso è effetto della libera contrattazione tra le parti
- Nel caso di due transazioni aventi oggetto diverso la differenza di prezzo esprime il prezzo relativo di un prodotto rispetto all’altro. In questo caso la struttura dei prezzi relativi riflette i costi di produzione di ciascun prodotto e la politica dei prezzi dei diversi produttori.
La valuta nazionale oltre che fungere da corrispettivo monetario di una transazione può essere essa stessa oggetto di una transazione. Questa transazione viene chiamata transazione finanziaria primaria, ovvero un contratto intertemporale in cui la valuta nazionale è oggetto e corrispettivo della transazione. L’oggetto della transazione è un impegno ad adempiere al pagamento stabilito al creditore che conferisce a quest’ultimo il diritto di riscuotere il pagamento in futuro. Il corrispettivo è la somma pagata all’inizio del contratto. Quindi entrambe le parti cedono denaro ma con tempistiche differenti: il creditore cede denaro a pronti a
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