Microeconomia e macroeconomia
Microeconomia
Studia le proporzioni tra i prezzi, non i singoli valori. Il dato importante e reale è il potere d'acquisto del lavoro. Tutto è determinato dalle proporzioni tra i prezzi, le quali sono decise dai mercati, che regolano l'economia. I mercati appartengono alla classe degli ordini spontanei (il traffico automobilistico è un ordine spontaneo sottoposto a regole, mentre il traffico ferroviario è un ordine controllato). Gli esiti del mercato sono i risultati di azioni individuali. I mercati possono avere successi o fallimenti. Adam Smith ne "La ricchezza delle nazioni" scrive che i mercati perseguono interessi collettivi oltre a quelli individuali (metafora della mano invisibile).
L'economia si sofferma su due aspetti:
- Misura
- Modi per rendere più equa la società in ambito economico
Macroeconomia
Studia il volume dell'aggregato. Il PIL è il protagonista della macroeconomia. Un problema dell'economia di mercato si verifica quando l'aggregato economico (PIL) è minore di quello che si potrebbe fare e le risorse non vengono utilizzate (disoccupazione).
1. L'allocazione delle risorse e dei prodotti
Il progresso economico si ha grazie all'investimento; investire significa rinunciare a consumare subito.
Sistema economico:
- Risorse ▶ Prodotti ▶ Consumi
Risorse:
- Popolazione
- Terra
- Capitale
La popolazione è una risorsa perché da essa l'economia trae servizi lavorativi. Sono importanti l'età, la differenza di genere e le capacità della persona. Contano le capacità acquisite e non quelle innate (learning by doing). Molto importante è la formazione attraverso l'istruzione (accumulazione di capitale umano).
La produzione si trasforma in consumo (presente o futuro). Il consumo delle famiglie è in proporzione al loro reddito, che consiste nella enumerazione di risorse produttive. La ripartizione dei consumi dipende quindi dalla distribuzione del reddito.
Si possono produrre beni di consumo ma anche altri prodotti che diventeranno risorse, ad esempio la qualità della popolazione viene prodotta, si trasferiscono conoscenze, e questo richiede risorse. Lo scopo del sistema economico è quello di organizzare una vita ferma e stanziale in un territorio.
L'accumulazione delle risorse è importante, perché l'economia deve pensare al futuro. Si deve investire per aumentare il prodotto pro capite. Si investe in produzione di nuove risorse che verranno utilizzate negli anni successivi. È importante dedicare risorse alla produzione di nuove risorse.
Le risorse naturali possono essere esauribili (fossili) o producibili. L'economia è in evoluzione, le risorse si ripartiscono nei vari settori, ma sono sempre le stesse, abbiamo quindi l'allocazione delle risorse. Le risorse vengono attratte dai vari settori produttivi. La domanda che si espande è un attrattore attraverso l'incentivo economico (salario). Questo è il meccanismo di attrazione.
Definizione
Immaginiamo di attribuire un numero d'ordine 1, 2,..., n alle risorse disponibili all'inizio dell'anno ed un numero d'ordine 1, 2, ..., s ai beni e servizi prodotti nel corso dell'anno. Indichiamo con R1, R2, ..., Rn le quantità disponibili delle n risorse. Indichiamo con R11, R12, ..., R1s le quantità della risorsa 1 destinate alla produzione di ciascuno degli s beni e così via per ogni risorsa. Una allocazione è una tabella (una matrice).
| R11; R12;...R1s | R11+R12+...R1s=R1 |
| R21; R22;...R2s | R21+R22+...R2s=R2 |
| ... | ... |
| Rn1; Rn2;...Rns | Rn1+Rn2+...Rns=Rn |
N rappresenta la risorsa mentre S rappresenta il bene prodotto e quindi il settore a cui è destinata quella determinata risorsa. La somma di una riga è la consistenza della risorsa. Dalle colonne si nota quante risorse ci sono in ciascun settore e quindi il modo con il quale il bene viene prodotto.
2. La frontiera delle possibilità produttive e il costo opportunità
Gli inattivi sono coloro che non si offrono nel mercato del lavoro, non cercano lavoro e non lo accetterebbero. Il disoccupato è invece attivo nel mercato del lavoro, perché cerca attivamente lavoro ma non lo trova, oppure il suo lavoro non è richiesto.
Gli inattivi possono essere anche lavoratori scoraggiati, ovvero persone che non trovano lavoro e quindi non lo cercano più perché hanno perso le speranze (soprattutto donne istruite in modo medio-basso). Anche la perdita di competenze è causa di inattività, infatti avviene quando non si lavora per molto tempo. Esiste anche la generazione neet, ovvero quella generazione che decide di non studiare e di non lavorare (in Italia sono circa mezzo milione di persone).
I dati sull'economia italiana mostrano che le risorse disponibili non sono state pienamente utilizzate dai settori produttivi, in particolare popolazione e capitale. La sotto-utilizzazione delle risorse può avere cause macroeconomiche (crisi dei consumi interni) o microeconomiche (scarsa competitività, inadeguato funzionamento dei capitali del mercato e del lavoro). In queste circostanze l'economia produce meno di quello che astrattamente potrebbe: opera al di sotto delle proprie possibilità produttive. Ma l'economia può operare al di sotto delle possibilità anche perché l'allocazione delle risorse effettivamente utilizzate può non essere efficiente. Questo accade quando i meccanismi che dirigono le risorse in un settore piuttosto che in un altro non funzionano in modo appropriato (principalmente a causa di un sistema normativo improprio).
Se le risorse sono pienamente impiegate e allocate in modo efficiente allora l'economia si trova nella frontiera delle possibilità produttive. In questo caso un aumento della produzione di un certo bene comporta sempre una diminuzione della produzione di almeno un altro bene. Tale riduzione è il vero costo che la società deve sopportare per disporre di una maggiore quantità del bene in questione. Normalmente il costo opportunità di un bene in termini di un altro aumenta all'aumentare della quantità prodotta del bene in questione.
Definizione
Una certa allocazione delle risorse è efficiente quando non esiste un'altra allocazione delle stesse risorse che consente di aumentare la produzione di un bene senza diminuire la produzione di un altro bene. Se riallocando le stesse risorse si riesce a produrre più, diciamo, scarpe, senza intaccare la produzione di borse, cinture, vestiti ecc., l'originaria allocazione non era efficiente! Diverse allocazioni corrispondono a diversi modi di produrre i beni e servizi.
Fattori di prosperità economica di un paese:
- Quantità e qualità delle risorse e la loro crescita nel tempo
- Conoscenze tecnologiche (la stabilità del posto di lavoro è necessaria per l'acquisizione di nuove conoscenze)
- Allocazione delle risorse
Pietro nel tempo in cui fa una giacca potrebbe fare 2,5 magliette. Nel tempo in cui fa una maglietta potrebbe fare 0,4 giacche. Giovanna nel tempo in cui fa una giacca potrebbe fare 8,3 magliette. Nel tempo in cui fa una maglietta potrebbe fare 0,12 giacche. Secondo questo confronto relativo, comparato, Pietro è più bravo a fare le giacche.
Le due risorse sono 'lavoro messo a disposizione da Pietro' e 'lavoro messo a disposizione da Giovanna'. Supponiamo che il tempo messo a disposizione sia un anno da parte di ciascuno dei due. L'iniziale allocazione delle risorse è pertanto espressa dalla seguente tabella (ciascuno usa metà del tempo per produrre l'una e l'altra cosa).
| Magliette | Giacche | Totale | |
|---|---|---|---|
| Pietro | 1/2 | 1/2 | 1 |
| Giovanna | 1/2 | 1/2 | 1 |
La seconda allocazione è espressa dalla tabella (Pietro fa solo giacche e Giovanna fa per il 75% del tempo magliette e per il 25% giacche).
| Magliette | Giacche | Totale | |
|---|---|---|---|
| Pietro | 0 | 1 | 1 |
| Giovanna | 3/4 | 1/4 | 1 |
La prima allocazione è inefficiente, mentre la seconda è efficiente. Non bisogna guardare i vantaggi assoluti ma quelli comparati (principio dei vantaggi comparati scoperto da David Ricardo). I vantaggi nel commercio internazionale si hanno quando un paese è più bravo in senso relativo. Imporre dazi significa togliere convenienza al commercio internazionale, avviene una distorsione nell'allocazione delle risorse.
L'esempio ci fa capire che l'allocazione 'conta': data la quantità di risorse e date le 'abilità' (le conoscenze tecnologiche), il risultato complessivo dipende da 'chi fa che cosa'. Questo principio ha validità generale, al di là dell'esempio. Importante chiedersi: come si stabilisce 'chi fa che cosa'?
Diremo che Pietro ha un vantaggio comparato nella produzione di giacche, così come Giovanna ha un vantaggio comparato nella produzione di magliette. Di fatto sono inefficienti tutte le allocazioni nelle quali Pietro produce magliette mentre potrebbe produrle Giovanna; e al tempo stesso Giovanna produce giacche mentre potrebbe produrle Pietro. Il principio dei vantaggi comparati è alla base della teoria del commercio internazionale: pensiamo a 'Pietro' e 'Giovanna' come a due paesi. Anche se uno è più progredito in tutto, ad entrambi può convenire specializzarsi ed effettuare uno scambio.
Definizione
La frontiera delle possibilità produttive è la quantità massima di un bene che è possibile produrre date le risorse disponibili e le quantità da produrre degli altri beni. Se ci sono solo due beni, la frontiera delle possibilità produttive è una curva inclinata negativamente. L'economia si sposta lungo la curva spostando risorse da un settore all'altro ma utilizzando sempre allocazioni efficienti. Il punto C rappresenta un'allocazione inefficiente e quindi la disoccupazione. Il massimo della funzione rappresenta l'allocazione efficiente perché non è possibile produrre più beni civili. Ci sono infinite allocazioni efficienti a seconda delle necessità di un paese. Il vero costo per passare dal punto A al punto B non è in termini economici ma è dato dai beni civili che verrebbero prodotti in meno al fine di produrre più beni militari. Questo comporta un sacrificio, un costo.
A (c0, m0) B (c1, m1) DM= m1-m0 (positivo) DC= c1-c0 (negativo) DC/DM= quanti beni civili bisogna sacrificare per un armamento in più (costo opportunità).
Definizione
Dati due beni, a e b, il costo opportunità del bene a in termini del bene b è la quantità del bene b alla quale si deve rinunciare per produrre una unità in più del bene a. Il costo opportunità corrisponde all'inclinazione della frontiera delle possibilità produttive.
3. Il mercato. Generalità
Cosa dirige le risorse verso i propri utilizzi? In un caso immaginario il potere è esercitato da una persona, un'autorità. Essa deve decidere quanti bene produrre a scapito di altri e quindi l'allocazione delle risorse. Bisogna decidere quanto produrre e come produrre. Questo accadeva in passato, nelle economie socialiste. Infatti, nella piccola comunità autosufficiente (oppure in un'economia pianificata) una singola mente organizzatrice decide cosa, come, quanto, per chi produrre. E nella grande società? Nelle società moderne, nonostante la presenza di importanti strutture di potere economico-politico (lobby, holding finanziarie, concentrazioni industriali, concentrazione nell'azionariato e nel controllo) queste decisioni sono prese in modo impersonale e spontaneo dal mercato.
Il travaso di risorse avviene quando la domanda aumenta in un settore e diminuisce in un altro.
- Domanda ▶ Offerta ▶ Produzione
Con l'offerta le imprese attraggono le risorse perché ne trovano la convenienza. Le risorse vengono attratte grazie a meccanismi di prezzo (salari e pagamenti di interessi). L'economia di scala è la vendita di un bene a prezzi più bassi possibile ma con lo stesso costo di produzione di altre imprese. Queste ne godono con l'espiazione della domanda e ciò determina lo sviluppo industriale. Il principio fondamentale è la minimizzazione del costo di produzione, si ha quindi maggiore profitto. Si produce combinando le risorse in modo che i prezzi siano più bassi possibili. Importanti sono le proporzioni tra i prezzi delle risorse. Nel sistema economico non c'è un potere che alloca le risorse, ma questo ruolo è svolto dal mercato.
Occorre studiare i meccanismi di funzionamento del mercato, valutare i suoi risultati sotto il profilo dell'efficienza e dell'equità, esaminare i casi nei quali il mercato richiede degli interventi correttivi. È molto complicato studiare il problema "cosa-come-quanto-per chi" nella sua interezza (complesse interdipendenze tra mercati) quindi conviene studiare inizialmente le forze che interagiscono sul singolo mercato. Un mercato può essere organizzato in modo formale (es. la borsa valori di Milano o il mercato ittico di Venezia, il mercato dei diamanti di Amsterdam o il mercato del Brent Londra); oppure in modo informale, sulla sola base delle regole generali del commercio e della concorrenza (es. mercato automobilistico, dei servizi bancari o assicurativi). In ogni caso possiamo descrivere sinteticamente le transazioni che avvengono nel mercato in un certo periodo di tempo attraverso la misura della quantità scambiata e del prezzo medio (espresso in euro).
Definendo una certa ampiezza del mercato (locale, nazionale, regionale, globale) e un certo periodo di tempo (giorno, settimana...anno) possiamo osservare una sequenza di acquisti/vendite (transazioni) per unità di tempo e di prezzi medi pagati/riscossi. Il mercato è fortemente organizzato, con orari e giorni di apertura e procedure che portano a transazioni. Una borsa valori mette tutti sullo stesso piano; ognuno ha accesso alle medesime informazioni. Per accedere alla borsa è necessario appoggiarsi ad una società di intermediazione finanziaria. Nei mercati organizzati in modo razionale i prezzi fluttuano (volatilità). Le due forze maggiori sono la quantità e il prezzo.
4. La domanda di un bene. Generalità
Il mercato attrae risorse offrendo incentivi. Le grandi imprese possono influenzare il mercato, perché possiedono quote maggiori. In tutti i sistemi economici c'è una sorveglianza anti-trust, perché ci sono imprese che crescono tanto, fino a diventare dominanti. Le sanzioni impediscono alle grandi imprese di dominare e approfittare per fare interessi personali. Il mercato deve essere disciplinato da regole.
Il mercato è un insieme di interazioni tra soggetti economici che si compongono in un ordine spontaneo. Il meccanismo che lo controlla sono le interazioni tra i prezzi. Il volume delle transazioni e il prezzo fissato in ciascun mercato sono i fattori che determinano gli esiti del mercato. Nella borsa valori i prezzi sono fluttuanti ma uniformi in ogni istante. Negli altri mercati sono invece stabili nel corso del tempo ma fluttuanti in ogni istante.
La quantità scambiata (q) e il prezzo (p) che possiamo osservare in un certo mercato, in un certo periodo, esprimono al tempo stesso gli acquisti e le vendite che a quel prezzo si sono spontaneamente formate nelle date circostanze. Ma perché proprio quella coppia (p, q)? Quali fattori hanno concorso a determinarla? Per rispondere dobbiamo esprimere gli ipotetici acquisti desiderati e le ipotetiche vendite desiderate per ogni possibile insieme di circostanze. In questo consistono la teoria della domanda e quella dell'offerta.
Circostanze che hanno un potenziale effetto sulla domanda:
- Il prezzo in € del bene stesso (pn)
- Il prezzo in € degli altri beni (p1, p2…pn-1)
- Il reddito in € (Y)
- Una serie di fattori sociologici (es. età media, livello di istruzione) (S)
La quantità domandata del bene n, qnd è una funzione di tutte queste variabili. La funzione di domanda:
Primo membro= quantità domandata del bene n
Secondo membro= funzione non specificata che dipende da tutte le variabili.
La funzione di domanda ha una sola proprietà generale: la domanda di un bene non varia se tutti i prezzi ed il reddito variano nelle stesse proporzioni (assenza di illusione monetaria). Quindi la domanda di ogni bene dipende tra i rapporti tra prezzi e dai rapporti tra prezzi e reddito (cioè dai rapporti di scambio tra tutto ciò che si compra e si vende nell'economia). Per esaminare le possibili altre proprietà bisogna considerare il ruolo di ciascuna variabile nella funzione di domanda fermo restando il valore di tutte le altre. Con questa ipotesi (chiamata coeteris paribus) si fa variare in modo uniforme il rapporto fra una variabile e tutte le altre.
Definizione
La domanda di un bene è l'ipotetica quantità che si desidera (e si è pronti ad) acquistare in date ipotetiche circostanze. Essa risponde ad un ragionamento del tipo se…allora.
Definizione
Una funzione (di una variabile) è una regola che trasforma gli elementi dell'insieme dei numeri reali in altri numeri reali. Il concetto di funzione serve quindi ad esprimere in modo formale la relazione che c'è fra una o più grandezze da un lato ed un'altra grandezza (quella che si vuole spiegare) dall'altro. Una certa grandezza può naturalmente essere la funzione di più variabili, come la formula della capitalizzazione: r= tasso di interesse (5%) t= tempo trascorso.
La domanda precede gli acquisti e consiste in una serie di a...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti del corso completo di economia politica, prof. Opocher (macroeconomia)
-
Appunti Economia politica (microeconomia)
-
Microeconomia, Istituzioni di Economia Politica, prof. Opocher
-
Macroeconomia, Economia Politica, prof. Opocher