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Appunti dei Laboratori di Neuropsicologia Appunti scolastici Premium

Appunti di neuropsicologia e laboratorio basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Negri dell’università degli Studi di Bergamo - Unibg, facoltà di Scienze della formazione, Corso di laurea magistrale in psicologia clinica. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Neuropsicologia e laboratorio docente Prof. M. Rusconi

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ESTRATTO DOCUMENTO

La percentuale di questi disturbi conseguenti a danno cerebrale non è bassa, anzi sono abbastanza

frequenti. 

[Stato mentale per intendere il funzionamento mentale della persona]

La prof. Fa un esempio di un paziente che viene da noi di sua spontanea volontà, perciò si presuppone che

abbia consapevolezza del proprio disturbo.

Nel momento in cui mi trovo davanti un pz, una delle prime cose che salta all’occhio è il comportamento

non verbale, intendendo per esempio la postura, la cura di sé, lo sguardo … come si muove, se si trascina oe

non riesce a stare fermo. Nel momento in cui c’è un rallentamento motorio è importante confrontarlo con

un eventuale rallentamento psicomotorio. Un’altra cosa che è importante notare sono le emozioni.

Ricercare le risorse mi permette di individuare gli ambiti in cui è più capace e usarli come punti di forza.

È importante osservare il funzionamento del pensiero (possono esserci disturbi del pensiero legati ad

esempio all’ideazione suicidaria, oppure al pensiero ossessivo). Se ci sono dei deliri (sia che si tratti di

persecuzione, di beneficio, un pensiero distorto rispetto al mio corpo. Vi sono anche delle ideazioni

paranoidi non deliranti (non a livello schizofrenico).

Osserverò la fluenza verbale, può esserci un’incoerenza dei nessi associativi (tangenzialità del linguaggio e

del pensiero, io chiedo una cosa lui coglie solo una parola della mia frase e vi associa un certo pensiero),

con un paziente depresso vi posso associare una decelerazione del pensiero (in fase ipomaniacale invece

accelerazione del pensiero).

Disturbi percettivi, sia allucinazioni (percezione in assenza di oggetto, più psichiatrica e schizofrenica) che

illusioni (alterazione della percezione di un oggetto, meno psichiatrica, più usuale nei bambini).

Eventuali disturbi dell’alimentazione (iper – oralità intendendo un’improvvisa selezione sul cibo o mangiare

eccessivamente certi tipi di cibo mai mangiati prima come ad esempio dolci questo potrebbe essere un

sintomo di particolari tipi di demenza) e del sonno (ritmo sonno – veglia).

Comportamento motorio aberrante, quando il pz è continuamente in movimento, ma un movimento non

finalizzato questo è un aspetto di alcuni tipi di demenze…

Lesioni a livello del SNC (corteccia frontale dove una delle principali funzioni è la regolazione degli

impulsi, sistema limbico, nuclei della base, circuiti fronto - sottocorticali) possono causare:

- Deficit cognitivi

- Disturbi psichiatrici

Disturbi del comportamento nell’ambito delle amnesie, de trauma cranico (cioè come si manifestano i dist.

Del comportamento nel trauma cranico TC) e manifestazioni comportamentali a seguito di lesioni cerebrali

frontali.

Sindromi comportamentali associate a sindromi amnesiche globali:

- I fattori che causano deficit mnestico spesso agiscono diffusamente su tutto l’encefalo e tendono in

articolare a coinvolgere i lobi frontali (aree critiche per il comportamento)

- Le strutture sottostanti le funzioni mnestiche fanno parte del più diffuso sistema temporo –

limbico, particolarmente rilevante per l’aspetto comportamentale.

Un paziente con amnesia è depresso? Dipende anche dal livello di consapevolezza, se non ne è consapevole

può esserne indifferente oppure arrabbiato con chi cerca di spiegargli.

Indipendentemente dall’eziopatogenesi, posso osservare certi tipi di disturbi. A determinare il quadro

comportamentale, a dare un peso diverso è l’entità del danno (tanto è più estesa, tanto più è grave il

disturbo) e la localizzazione.

Indipendentemente dalla causa possiamo osservare un quadro molto simile. Un altro criterio sulla base del

quale il piano comportamentale varia, è il momento in cui noi osserviamo il paziente. nel tempo il corso

della malattia cambia.

I comportamenti che osserviamo possono essere differenziati in:

- Comportamenti inadeguati per difetto, disturbi del comportamento in cui manca qualcosa che in

condizioni normali era presente. In difetto per insufficiente frequenza, intensità o durata (inerzia,

demotivazione, etc)

- Inadeguate per eccesso, derivanti da carenza di autocontrollo (irrequietezza, logorrea, ecc)

- Comportamenti inadeguati per le condizioni e i tempi in cui vengono manifestati, similpsicotici

(disforia..)

Disturbi secondari all’amensia globale:

- Minimizzazione dei deficit

- Confabulazioni (per colmare le lacune di memoria) il pz nel raccontare, aggiunge cose non reali ma

con la finalità di colmare lacune amnesiche.

- Perseverazioni (sia a livello verbale che di comportamento)

- Idee persecutorie (non deliri di persecuzione), ad esempio non si ricorda dove ha messo una cosa e

accusa altri di averla rubata, nascosta.

- Comportamenti ossessivi

Più aumenta la consapevolezza del deficit, più possono presentarsi sintomi emotivi. Posso sviluppare:

- ansia (di dimenticare)

- umore depresso

- calo di autostima

- tendenza all’isolamento

- perdita del ruolo sociale

- comportamenti regressivi

- comportamenti manipolativi (simulare stanchezza per evitare i compiti più faticosi).

Disturbi del comportamento per TC

- I TC sono una delle cause più frequenti di danno cerebrale nei soggetti tra i 15 e 25 anni

- Dopo un TC è molto probabile osservare turbe comportamentali che nel tempo possono anche

aumentare e alterare la personalità del paziente

- La diffusa presenza di turbe del comportamento dopo TC è giustificata dal fatto che il trauma agisce

diffusamente su tutto l’encefalo; l’effetto di accelerazione – decelerazione del trauma si ripercuote

soprattutto sui lobi frontali e temporali.

Sull’aspetto comportamentale si può lavorare portando il paziente a riconoscere il più possibile i suoi

disturbi. È importante insegnare al paziente che pensiero, comportamento ed emozioni siano collegati fra

loro. Bisogna attuare una sorta di alfabetizzazione delle emozioni con il paziente e se ha delle buone risorse

cognitive questo è ancora più proficuo.

In tutte le malattie dove viene sconvolta tutta la sfera emotiva, o sociale o auto percettiva del soggetto, c’è

tutto un lavoro su riprogettare le propria vita, tenendo conto della situazione attuale.

Correlazione tra disordini neuropsicologici disordini cognitivi, emotivi comportamentali:

- Gravità degli indici in fase acuta (profondità del coma, durata dello stato di alterazione della

coscienza e dell’amnesia post traumatica, sede ed estensione della lesione ecc. )

- Età a cui si è verificata la lesione (quanto più il soggetto è giovane più sono alte la riacquisizione

funzionale e la reintegrazione sociale)

Prigatano, ha messo a punto il modello interpretativo dei disturbi della personalità post-traumatica

Sui disturbi di personalità post traumatica influiscono anche:

- Tratti di personalità premorbosa (chiedere ai parenti com’era prima, se il TC è totalmente cambiato

o se ha solo accentuato certi comportamenti piuttosto che altri)

- Stato socio - economico della famiglia, a volte vi sono buone risorse economiche ma rassegnazione

o accettazione passiva da parte della famiglia.

- Stimoli e richieste ambientali (se gli vengono rivolte richieste che eccedono dalle sue capacità)

- Disponibilità di risorse e servizi

- Opportunità d partecipazione sociale

Disturbi del comportamento da lesioni che coinvolgono elettivamente i lobi frontali:

SINDROME FRONTALE

Danni alle strutture orbito – frontali (interessamento anche delle aree sottocorticali):

- danni della personalità

- il paziente fa fatica a mettersi nei panni dell’altro, a riconoscerlo

- impulsività

- imprevedibilità

- difficoltà a guardare alle conseguenze delle proprie azioni sugli altri

- difficoltà ad inibire delle risposte

- difficoltà nei processi di mentalizzazione (difficoltà a riconoscere emozioni proprie o altrui,

problemi perciò di empatia)

Quando il danno è frontale/mediale, si ha più un quadro di comportamenti alterati per difetto

(demotivazione, mancanza di voglia, di emozioni, di forze, non spontaneità, rallentamento, …). Vengono in

rilievo aspetti emotivi e affettivi.

Quando il danno è dorso – laterale, si ha una sindrome, chiamata disesecutiva, con gli aspetti di quella

orbito frontale detta prima (egoismo etc) , ma con relativa conservazione degli aspetti mnestici e

intellettivi, spesso si riscontrano difficoltà di pianificazione, mancanza di capacità strategico – organizzativa

e pensiero eccessivamente concreto. Comportamento impulsivo e stereotipato.

Altri disturbi collegati ad una sindrome frontale:

- anosognosia

- confabulazione (a differenza del pz amnesico che le usa per colmare lacune, le confabulazioni qui

sono poco logiche, spesso le confabulazioni del pz frontale sono più bizzarre e “colorate”)

- irritabilità

- aggressività

- disinibizione

- disforia (altalenante)

c’è differenza di disturbo del comportamento se la lesione interessa l’emisfero destro o sinistro? Sì e no… è

stato più frequentemente osservato che per quando riguarda quello destro si assiste a disturbi del tono

emotivo come apatia, ottundimento affettivo, difficoltà di comunicare le proprie emozioni, indifferenza

emotiva, anosognosia …

lesioni emisfero sx speso la consapevolezza della malattia è preservata (perciò sono più possibili

disturbi depressivi legati alla consapevolezza che possono influire sul reinserimento sociale).

Nei pazienti afasici osserviamo spesso depressione, apatia e indifferenza, reazioni catastrofiche,

confabulazione e negazione.

Il nostro libro fa distinzione fra:

- disturbi da disinibizione: aggressività, invade lo spazio dell’altro, senza empatia, non rispetto delle

regole, disturbi della condotta sociale sociopatia acquisita (la sociopatia è considerata come un

disturbo affettivo)

- della motivazione: apatia (non è detto che sia depresso, sono due cose diverse. Il paziente depresso

può essere anche apatico, ma non è vero il contrario! È una non – motivazione, spesso bisogna

motivarli a fare le cose e allora lo fanno) e mutismo acinetico (mancanza di movimento).

- Affettivi: depressione e mania.

Sul testo vi sono diverse scale ad esempio il Neuropsychiatric Inventory Questionnaire (NPI-Q)

Caso clinico dell’attore comico:

- quali funzioni cognitive indaghereste su questo pz sulla base delle osservazioni del medico e sulla

base della lesione anatomica? 29 aprile 2015

Afasia

Per quanto riguarda la scrittura, si può assistere ad afasia anche a causa di un deficit motorio. Inoltre la

scrittura è anche soggetta a variazioni socioculturali.

Test di valutazione Test di fluenza verbale (che è anche riscontrabile in casi di lesioni frontali e

demenze). In questo test si chiede l’evocazione di parole per categoria semantica. Per un pz afasico molto

intenso questo test non si somministra perché sicuro fallisce (es. afasia di Broca).

Test dei gettoni valuta la comprensione verbale non contestualizzata. È in grado di discriminare tra a

afasici (con disturbo di comprensione linguistica) e non, questo perché valuta la comprensione. Se il

soggetto non è in grado di svolgere questo test nei limiti della norma ha un deficit di comprensione.

Batterie per la valutazione

Nella prima parte si valuta l’eloquio del paziente chiedendogli 5 cosa riguardanti la sua vita (stato malattia,

evoluzione e sintomi attuali, famiglia, lavoro, hobby).

Aachner Aphasia Test (AAT)

Per introdurre un paziente all’interno di una delle macrocategorie afasiche. Calcola la probabilità di

appartenenza ad una sindrome afasica (se minore al 70% il paziente non viene classificato). Fornisce un

profilo che descrive separatamente la compromissione per le diverse modalità linguistiche. Consente di

valutare le variazioni dei deficit nel tempo. Analizza i diversi livelli in cui si articola il linguaggio.

Elaborazione dati dipendente dalla sensibilità clinica dell’esaminatore. Somministrazione circa un’ora e

mezza.

Come conseguenza di un danno a lobo frontale si può riscontrare (come nei disturbi frontali) una certa

apatia riguardo alla produzione verbale.

Caso clinico

Uomo di 61 anni inviato da medico curante per valutazione NPS in esiti di ictus cerebro ischemico.

Si presenta in studio con la moglie. La deambulazione è incerta e il paziente e il pz si avvale di ausili

(bastone) negli spostamenti fuori dalla mura domestiche.

Non emergono in anamnesi pregresse patologie di rilievo. La TC encefalo documenta estesa area di

ipodensità a carico del lobo frontale sinistro che coinvolge anche la corteccia motoria primaria.

difficoltà decisionali e linguistiche (“parla male e spesso è difficile comprendere cosa stia

La moglie riferisce

dicendo, ma capisce tutto, solo che non ascolta e devo continuamente ripetergli le stesse cose”).

L’eloquio spontaneo è rallentato, difficoltoso, privo di intonazione e poco chiaro. La comprensione

contestualizzata pare relativamente conservata. Non emergono deficit del’orientamento spazio temporale né

personale. Sul versante emotivo si ravvisa deflessione del tono dell’umore. No si rilevano disturbi di ordine

comportamentale.

Analisi:

Se va dal medico curante non è in fase acuta. Non possiamo sapere quanto tempo fa l’ictus, sicuro non

recentissimo. Differenza tra ictus ischemico e emorragia/ictus cerebrale un ictus è per definizione

porta sangue n una rea determinata si ostruisce, l’area danneggiata è per forza

territoriale, cioè se un’arteria

quella. Siccome l’ictus è ischemico perciò l’area è ben definita (frontale sx).

 cammina, ma non è così stabile, tant’è che quando

Deambulazione incerta con ausilio si sposta fuori casa

usa il bastone, sicuramente c’è un deficit motorio, ma non così grave da essere emiplegico. Il fatto che usi il

bastone significa che ha piena consapevolezza del problema. È utile chiedere alla moglie se prima lo usava.

data l’informazione che non ha patologie regresse,

Comunque ci viene perciò ora si fa riferimento al singolo

evento acuto dell’ictus.  buona parte dell’area è inclusa…

Lesione frontale estesa

 dall’ictus.

Area di ipodensità lì manca della sostanza grigia, lì ci sono dei neuroni morti,danneggiati

Difficoltà decisionali e linguistiche (vedi descrizione della moglie) si può ipotizzare una sindrome

esecutive/dell’attenzione/linguistico?

Il “non capisce” della moglie è da verificare! Spesso il riferito dei pazienti non è corretto. Non è detto che

capisca! 7 maggio 2015

Disturbi della rappresentazione del corpo

Come fa nel corso degli anni a crearsi la rappresentazione del corpo nella corteccia?

Noi oggi abiamo una percezione del corpo che passa tattraverso la capacità di riconoscere la nostra

postura, abbiamo un’idea della forma, delle dimensioni del nostro corpo e abbiamo delle conoscenze che

non sappiamo come abbiamo acquisito.

Un bambino appena nato non ha la percezione del proprio corpo, ma on è in grado di mantenere neanche

una certa postura (all’inizio bisogna contenerlo totalmente sennò non riesce a sostenere il collo, le spalle,

sono cose che impara nei primi mesi di vita). Cosa succede? Tutte le manipolazioni a cui il bambino viene

sottoposto da parte del genitore fanno si che una serie di sensibilità (sopratt di tipo tattile) inviino le

informazioni sensoriali alle aree cerebrali, quindi la corteccia somato-sensoriale e poi quella motoria si

sviluppano grazie a queste inferenze, ma non sono stimolazioni che riceve dalla figura di accadimento. Il

bambino se le auto provoca (es: portando oggetti alla bocca).

A livello corticale esiste una rappresentazione corporea che comprendere tutte le parti anatomiche

corrispondenti. Alcune aree particolarmente sottoposte a stimolazione avranno a liv. Corticale una

rappresentazione corticale più estesa. Sulla corteccia somatoensoriale primaria avremo le aree associate al

tatto e al gusto maggiormante sviluppate e dettagliate (sono quelle che necessitano di micromovimenti

differenti es. micromovimenti associati alla parola). Per la rappresentazione del corpo: fin da bambini

andiamo incontro a una rappresentazione corticale che va incontro a delle inferenze. la capacità di

percepire la nostra stabilità e senso di equilibrio ma anche la percezione dei nostri organi.

Anche la vista è un importante mezzo percettivo per costruirci una rappresentazione del nostro corpo.

Attraverso il canale visivo arriva alla corteccia, sia un’informazione rispetto alle dimensioni del nostro corpo

, sia ai movimenti che compie (non c’entra l’anoressia).

Tendenzialmente con l’esperienza corporea si modifica la corteccia. Ad esempio nella fase adolescenziale

può capitare che i ragazzi camminino in maniera goffa perché essendoci uno sviluppo fisico improvviso, le

modificazioni della rappresentazione corporea non sono altrettanto veloci. Devono equipararsi c’è un

periodo di transizione. A seconda della difficoltà della corteccia a tenere il passo vi possono essere delle

implicazioni.

Es. di pazienti che hanno perso molto in fretta tanti chili. Che anche dopo due anni “ragionano come 110

chili fa” ad esempio passando in luoghi stretti, hanno la percezione di non riuscirci.

Rappresentazione corporea è la risultante di funzioni distinte e interconnesse: abbiamo la capacità di

percepire ma anche localizzare gli stimoli del nostro corpo, a programmare le azioni.

Nella rappresentazione corporea vengono distinte:

- uno schema corporeo: si intende la nostra capacità di rappresentazione sia della postura sia degli

organi, dell’equilibrio e della capacità di stare in piedi e camminare. Queste sono componenti quasi

automatiche. Ci sono dei sistemi che monitorano continuamente la nostra postura in modo tale da

non cadere. Ci permette insomma di mantenere la postura.

- un’immagine corporea: rappresentazione della forma del nostro corpo e della posizione delle parti

anatomiche. È più un aspetto di consapevolezza. Ci sono persone che per problemi cerebrali hanno

difficoltà a localizzare parti del proprio corpo e parti anatomiche in altre persone.

La rappresentazione corporea è la risultante di una serie di afferenze sensoriali che arrivano dalla periferia,

al centro. Es: pazienti che in età adulta hanno un’infiammazione virale con conseguente de afferenziazione

sensoriale (un’interruzione delle afferenze percettive e tattili, aveva difficoltà a percepire anche la

localizzazione delle proprie parti anatomiche) tuttavia ad occhi aperti riusciva a fare tutto! (importanza

della vista!!) ad occhi chiusi non riusciva neanche a stare in piedi. Le afferenze multisensoriali devono

collegarsi fra loro, integrarsi! Questo è stato notato grazie all’osservazione di pazienti e all’esperimento

“illusione di Pinocchio”. Cosa succede se alla corteccia arrivano informazioni contrastanti?

Plasticità cerebrale l’esperienza di vario tipo contribuisce alla modifica della rappresentazione del corpo.

Questo a seconda degli esercizi e dell’esperienza che facciamo. È stato dimostrato nei violinisti: la

rappresentazione corticale dei polpastrelli della mano sinistra aveva un’estensione molto maggiore rispetto

all’area corticale corrispondente alla mano destra. In teoria basterebbe ad alcune persone che usano

spesso e costantemente specifici strumenti, solo pensare di usarli perché si attivino le aree cerebrali

corrispondenti.

Abbiamo un sistema complesso in cui concorrono info di diverso tipo: di natura semantica, posturale e

strutturale.

conoscenze

Semantica generali circa le parti corporee e le loro funzioni.

Posturale controllo online che ci permette di non cadere.

DISTURBI DI RAPPRESENTAZIONE CORPOREA:

- alterata percezione dell’integrità corporea: la sensazione di avere qualcosa che in realtà non ho

(arto fantasma, continuo a percepire un arto che non ho, oppure per la percezione di avere piu arti

tipo tre braccia) non psichiatrici ma con lesione cerebrale.

Per l’arto fantasma, succede che nella corteccia sensoriale è rappresentato l’arto che dall’oggi al

domani viene eliminato, mentre la corteccia il giorno dopo è la stessa … Aiuta il fatto di guardare e


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia clinica
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lallalaus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Neuropsicologia e laboratorio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Rusconi Maria Luisa.

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