Cultura letteraria dell'antichità classica
Lezione 1
Odìsseo → nome greco di Ulisse.
Corpus → insieme delle opere della produzione di un autore.
Nozioni utili per la letteratura classica
Concetti di oralità e scrittura, due possibili mezzi di trasmissione e comunicazione della letteratura. I poemi omerici (Iliade e Odissea) ad oggi sono considerati dei testi. Non nacquero in forma scritta ma come poemi orali. Furono ideati da autori, i cantori/bardi/aedi, all'incirca nell'VIII sec. A un certo punto furono messi per iscritto, ad Atene nel VI, a opera di un tiranno al potere di nome Pisistrato.
La scrittura, in Grecia → la lineare A, ad oggi ancora non decifrata, è una forma di scrittura diffusa a Creta ed è detta minoica. Più nota è la lineare B, decifrata nel 1952 da Michael Ventris. Era una scrittura sillabica, utilizzata per redigere documenti. Non sappiamo nulla della letteratura nell'epoca pre-omerica. Fu usata fino al XII a.C per poi estinguersi. La Grecia entra in quel periodo che pare corrispondere con l'invasione dei Dori, detto Medioevo Ellenico: le civiltà più fiorenti dell'epoca scomparvero così come la scrittura. Questa riemerge nell'VIII, periodo nel quale dovrebbero essersi diffusi anche i poemi omerici, grazie agli apporti giunti dalla Fenicia: la scrittura greca si dota di un sistema alfabetico. In questa fase, che è una fase ibrida, viene una commistione fra oralità e scrittura. Si pensa che anche i poemi di Omero furono trasmessi sia grazie all'una che all'altra modalità.
Epica → dal greco Epos, parola; l'espressione principale della parola dell'uomo. I testi che tratteremo, soprattutto l'epica, ci parlano soprattutto di mito, che può contenere elementi reali ma tutti filtrati dal mito.
Mito → dal greco Mythos, racconto. Opposizione fra verso e prosa. Per noi è scontato che i testi letterari di oggi siano scritti in prosa. Nel mondo antico a diffondersi fu principalmente la letteratura in versi (così come gli Omerici, scritti in metro, in particolare esametro). La metrica prevista per l'epica è appunto l'esametro, verso di sei piedi (unità metrica). Ciascun genere ha un metro ben preciso.
Suddivisione della letteratura
Suddivisione della letteratura (ma in realtà ideale continuità) in parte greca e romana in successione. Rutherford, in un suo scritto, sottolinea che per quanto si dica che la Grecia venga prima e Roma poi, ciò valga sì per la letteratura ma affatto per la storia. Infatti, se pensiamo alla storia, in Grecia e a Roma molte cose avvengono contemporaneamente:
- Prima Olimpiade: 776 a.C. (Olimpia, Grecia), periodo in cui si diffondono anche i poemi omerici.
- Fondazione di Roma: 753 a.C.
Dal punto di vista letterario, come si nota in tabella, confrontando cronologicamente gli sviluppi delle due letterature, si nota come quella romana si sviluppi in ritardo. Nell'VIII a.C. in Grecia abbiamo Omero, ma non abbiamo nulla da segnalare a Roma. Un secolo dopo (ammesso che la cronologia teorizzata sia corretta) per la Grecia abbiamo un altro autore di epica, che dunque compone in esametro: Esiodo. La sua però non è un'epica eroica ma didascalica.
Fra VII-VI in Grecia fiorisce la lirica greca, genere importante ma frammentario. Assieme a questa, si sviluppa la filosofia dei filosofi della natura, coloro che appunto indagano la natura e non ancora l'uomo. Per il V secolo, periodo di massimo splendore della letteratura greca, specialmente ad Atene. Fioriscono generi importantissimi quali il teatro, che dividiamo in due generi ovvero commedia e tragedia, la storiografia (principalmente Erodoto e Tucidide) e la filosofia (Socrate e Platone).
Nel IV continua la tradizione filosofica (Aristotele così come altre correnti: stoici, epicurei) e si sviluppa l'oratoria ovvero il parlare in pubblico. Il III è la fase della poesia ellenistica, ma anche quella che preannuncia la fine della letteratura greca, una fase di declino. Finalmente, nel frattempo, si muove qualcosa anche a Roma: nel 240 a.C (data convenzionale ma ufficiale) nasce la letteratura latina. Livio Andronìco, proveniente da Taranto (Magna Grecia) e parlante dunque di lingua greca ma anche del latino, portò due importanti generi letterari a Roma dalla Grecia: il teatro e l'epica.
Nel 240 a.C per la prima volta venne portata sulla scena una fabula, rappresentazione teatrale di contenuto greco che Livio Andronìco tradusse. Non sappiamo se fosse una commedia o una tragedia. La letteratura latina nasce dunque da una traduzione. Nell'800 uno storico tedesco studiosi di classicità, definì la letteratura latina come “nata morta” a indicare che non nasce da un impulso originale e creativo ma come un gesto imitativo. Questo non significa che non spiccherà il volo nei secoli successivi.
Livio Andronìco è anche considerato il primo traduttore di epica omerica. Tradusse l'Odissea, latinizzandone anche il titolo in Odusia. Le classi alte della Roma del III erano tutte bilingui. Tradurre opere della grecità in latino mira a fare arrivare questi prodotti a classi anche meno abbienti che parlavano solo la lingua latina.
Nel II ormai non c'è più nulla da segnalare per la letteratura del mondo greco. Sono invece i tempi di Roma: parte la grande stagione dell'epica arcaica romana e poi la grande stagione del teatro latino (Plauto, III-II, periodo di piena espansione militare, periodo di guerre puniche; ci sono rimaste 20 commedie e fu uno dei maggiori esponenti del genere). Precedentemente la scrittura esisteva ma veniva usata per ragioni diverse dalla letteratura.
Cinque date memorabili
- Atenocentrismo, Atene come punto aggregatore della cultura greca → dopo il 479 a.C. Fino a quell'anno Atene fu impegnata in una guerra contro i Persiani. Quell'anno riuscì a sconfiggerli. Furono due guerre persiane: durante la seconda i persiani arrivarono a mettere a ferro e fuoco il cuore della città ma vennero comunque sconfitti. Dopo questo iniziò una fase gloriosa per Atene anche da un punto di vista culturale, non solo storico. È il secolo della fioritura di grandi generi letterari: teatro, la filosofia, la storia. L'epica già esisteva ma non scompare → Omero resta punto di riferimento degli autori greci.
- 323 a.C. Morte di Alessandro Magno → inizia l'ellenismo e il centro dell'attenzione si sposta dalla Grecia ad Alessandria d'Egitto, sede di una grande e importante biblioteca in cui è raccolto il sapere universale (il sapere della Grecia), dove operano importanti intellettuali, non solo filologi ma a loro volta autori: Apollonio Rodio, Callimaco e molti altri prima di loro che lavorarono sui poemi omerici, li studiarono e divisero in libri. La biblioteca subì diversi incendi nel corso della storia. È probabile che molte opere di cui conosciamo l'esistenza andarono perdute in quelle occasioni.
- 31 a.C. → battaglia di Azio segna la vittoria di Ottaviano su Marco Antonio e Cleopatra e data che segna la fine dell'era ellenistica. L'ellenismo si apre con la morte di Alessandro Magno e chiude in questa data.
- 313 d.C. → il Cristianesimo diventa religione licita, sotto Costantino. Gli autori dell'ambito religioso furono molto prolifici.
- 410 d.C. → sacco di Roma dei Visigoti. Segna l'ingresso ufficiale delle popolazioni barbariche nel mondo antico. Anche la letteratura non sarà più la stessa. Registriamo commenti e ben più che commenti relativi alle sorti dell'impero romano. C'è questo conflitto fra mondo pagano e cristianesimo.
Fasi storico-letterarie
Grecia
- Fase arcaica → dall'VIII (Omero, convenzionalmente, segna il momento di partenza della letteratura greca e occidentale) fino alla fine del VI a.C.;
- Fase classica → la più interessante sia dal punto di vista storico che letterario, va dal 500 alla morte di Alessandro Magno nel 323 a.C.;
- Fase ellenistica → dalla morte di Alessandro Magno alla conquista romana. Roma, nella sua espansione, sottomise anche la Grecia, depredandone le biblioteche portando i libri a Roma, su cui questa potrà costruire la propria letteratura.
Roma
- Fase monarchica;
- Fase repubblicana → fine III;
- Fase imperiale → da Augusto, dopo Azio 31 a.C. Le fasi inerenti allo sviluppo della letteratura sono le ultime due. La poesia in particolare splende nella fase imperiale.
La carta diversifica i territori della Grecia in base ai dialetti che venivano parlati. La Grecia, in quanto stato unitario, non esisteva. Era una serie di poleis autonome in territorio limitrofo (diffuse anche in Asia Minore, sud Italia e Mar Nero). Tra queste scoppiarono delle guerre per via della rivalità come la guerra del Peloponneso. È in questa situazione geografica che nasce la letteratura: Omero sembra essere stato originario non della Grecia continentale ma della zona ionica dove si parlava il dialetto ionico.
La letteratura occidentale inizia quindi con Omero (ed Esiodo). La Grecia va intesa come un insieme di poleis diffuse anche in Asia minore, Sud Italia e coste del Mar Nero. Il così detto “greco” di Omero è una commistione di dialetti a base ionica con influssi di altri dialetti greci. Non esistette mai come lingua: fu inventato ad hoc ai fini della poesia eroica. Inventa desinenze delle parole per fini poetici ad esempio per fare tornare il metro. È una lingua artificiale.
Genere letterario
La parola genere deriva dal latino “genus”, termine che ha molti significati. Dal francese “genre”, sempre derivante dal latino, significa in maniera specifica “genere letterario”. La principale classificazione per noi, pubblico moderno, avviene soprattutto nell'opposizione fra prosa e poesia. Non operiamo la stessa distinzione del mondo antico. Per noi la differenza è dunque soprattutto formale. Naturalmente anche nell'antichità c'è questo tipo di distinzione ma sono considerati anche ulteriori aspetti nella definizione di un genere: metro, soggetto (non si parla di qualunque cosa utilizzando l'epica etc), l'occasione (non dimentichiamo che la letteratura era soprattutto orale, persino nel V secolo, nonostante esistesse la scrittura utilizzata anche per conservare testi letterari, fu il secolo dell'oralità ad Atene. Socrate non scrisse mai, fu Platone a scrivere di lui, per il teatro erano scritti solo canovacci) fornisce il momento in cui poter eseguire una determinata opera (teatro per i drammi etc), e lo stile (ogni genere ha uno stile proprio usato solo per quel genere).
L'epica ha il suo metro (esametro), soggetto (dei ed eroi), occasione (recitazione in occasioni importanti) e stile (elevato). Esempi di genere letterario nel mondo antico: epica eroica (Omerica) e didattica o didascalica (Esiodo), lirica, elegia, epigramma, commedia, tragedia, historia.
Nel mondo antico non esiste un termine specifico per indicare il romanzo. Esiste ma non c'è una parola per indicare questo prodotto. Convenzionalmente ciascun genere letterario ha una tradizione. Omero è riconosciuto il fondatore per eccellenza per l'epica, così come Archiloco lo è per il giambo. Ciascun genere ha un capostipite. C'era una concezione piramidale dei generi letterari: alla vetta abbiamo epica e tragedia mentre alla base troviamo la satira, la commedia. In mezzo stanno lirica ed elegia.
Concetto molto importante è quello di imitazione/emulazione, chiave per la letteratura romana. Questa imita ma non si limita a fare questo: vuole stabilire nuove tendenze al suo interno e quindi, oltre a imitare, emula. Quando la letteratura greca arriva a Roma come traduzione, dopo questa fase abbastanza servile, si imporrà una fase più creativa e originale, l'istanza emulativa in cui si cercherà di fare meglio del modello. Per esempio Virgilio che compone l'Eneide, massima espressione di epica a Roma (I a.C.) conosce benissimo i poemi omerici e sa che quelli sono per l'epica modello di riferimento. Si ispira a loro non con intento imitativo ma emulativo, vuole farsi l'Omero romano. L'originalità è un'istanza chiave → il canone sarà riplasmato.
I generi possono cambiare e adattarsi. Non sono fissi e immutabili, c'è una certa fluidità. Uno dei massimi esempi di fluidità è Ovidio (metamorfosi → poema epico che all'interno ha apporti da diversi generi letterari). Il canone è quell'insieme di testi che nel corso dei secoli hanno finito per diventare le opere di riferimento della letteratura occidentale. È in evoluzione perché via via se ne aggiungono di nuovi. Sono gli autori classici, quelli che dovrebbero essere letti nelle classi.
Passo dell'Ars Poetica di Orazio, autore di età augustea (I a.C.). scrive in latino. Si occupa di lirica ma compone anche satira. Compone in metro. Compone questa lettera (l'Ars Poetica è considerata tale) che rappresenta un trattato sulla letteratura.
Questa è la versione in prosa. Qui elenca a partire da Omero i principali generi del mondo antico indicandone i “fondatori”, metro e soggetto. In blu cita l'elegia, genere letterario che deve il nome al metro in cui è composta (distico elegiaco → esametro + pentametro, verso più breve di un piede). In elegia erano composti i canti d'amore e funebri. È un genere più soggettivo e aperto all'espressione del sentimento.
Anche “giambo” è il nome del metro utilizzato in tale poesia giambica, formato da una successione di sillaba breve-lunga. È utilizzato sia per l'invettiva che la poesia d'amore. Venne poi esteso all'uso in commedia e tragedia perché più adatto al dialogo. La lirica copre un campo poetico più esteso: celebra gli dei ma anche la vittoria di eroi ed atleti, amori e gioie dei banchetti. Orazio dunque, fissa una concezione molto definita e chiara della ripartizione dei generi letterari. Prepon o decorum, è necessario mantenere il decoro (formale e contenutistico). Orazio non sta inventando nulla, sta fissando una concezione già e ancora esistente.
Lezione 2
Schema stilizzato di molti tipi di vasi greci. Sono manufatti, alcuni dei quali molto preziosi, che appartengono alla cultura materiale del mondo antico. È un materiale molto prezioso anche per chi si occupa di letteratura perché alcuni di questi sono più o meno riccamente decorati e hanno rappresentati alcuni tra i più famosi miti del mondo antico. Ci possiamo servire di questo materiale unitamente alla documentazione letteraria. Molti dei vasi che ci sono giunti hanno rappresentazioni dell'epica omerica. A sx Kratere a volute con figure sul collo. Datato al V a.C., età classica, non è dunque contemporaneo ad Omero. Sono rappresentazioni a carattere omerico. Ci sono due eroi che stanno duellando e riconosciamo grazie alla presenza dei loro nomi incisi: Achille e Ettore (libro 22 Iliade).
Altra rappresentazione su Hydria di V, con rappresentazioni tratte dalla guerra di Troia. Al centro si nota l'anziano re della città, Priamo, ricoperto di sangue con l'ultimo dei suoi eredi, Astianatte, sulle sue ginocchia. Priamo sta per essere ucciso: si copre il capo (espediente utilizzato per rappresentare il dolore o l'avvicinarsi di un evento forte) di fronte a Neottòlemo.
Leggere i classici in traduzione
- Traduzione addomesticante → si avvicina di più al lettore;
- Traduzione straniante → mantiene le caratteristiche dell'originale. Risulta più complessa.
Per quale optare? Una via di mezzo: un'edizione che ci permetta di capire bene in italiano ma non privi troppo il testo delle sfumature e sottigliezze di senso, caratteristiche di stile... consigliate le edizioni BUR (per Omero anche edizioni Marsilio).
Questo volto, datato a V a.C. è una copia di ritratto di Omero. Erano molto diffusi nel mondo antico. Questo è uno dei tanti che ci sono giunti. Ne abbiamo solo la testa ma ovviamente possedeva anche un corpo. Si trova a Monaco di Baviera. Si tratta di un individuo anziano, cieco (la famosa cecità di Omero). La cecità è caratteristica di molti poeti/cantori del mondo antico (aedi, bardi). Nella stessa Odissea incontriamo due aedi: Femio, aedo personale di Odisseo e Demodoco, alla corte dei Feaci. Sono state lette come due figure speculari del vero poeta, di Omero, di cui sappiamo molto poco.
Dal ritratto deduciamo anche una grande compostezza: i capelli sono attentamente sistemati così come la barba. Ci trasmette un'idea di ordine, di compostezza e di virtù. Omero con i suoi poemi si è fatto maestro di moralità per il mondo greco.
C'è una testimonianza importante di un autore di II d.C. Pausania il periegeta. Fu un viaggiatore che mise per iscritto i resoconti dei suoi viaggi. Visitò tutti i territori della “Grecia”. Scrisse un'opera in dieci libri, descrivendo le regioni greche, gli usi e i costumi, i monumenti. Nel quinto libro in cui parla della regione chiamata Elide, nella parte centro occidentale del Peloponneso, si trova il sito di Olimpia da cui ebbero origine le olimpiadi. Era nota nell'antichità per la presenza di un maestoso tempio di Zeus. E nel quinto libro di questa Periegesi della Grecia, egli menziona Micythos, un uomo che per ringraziare per la guarigione di suo figlio decise di dedicare alle divinità delle statue degli dei. Colpisce che fra quelle degli dei, vennero dedicate anche altre due statue: una di Omero e una di Esiodo. Ciò per dire che Omero assurge
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