X lezione – 04.04.17
LeCron Foster è un’autrice degli anni ‘90 del XX secolo che si avvale anche degli studi di archeologia e sociologia. Nella sua ottica, ci sarebbe un passaggio nella capacità comunicativa dalla pittografia, alla gestualità, alla verbalità. C’è una contrapposizione tra i mitogrammi aperti, che rappresentano il mondo femminile, e quelli chiusi, che rappresentano il mondo maschile.
Nel passaggio alla verbalità, i primi suoni sarebbero prodotti in modo accentuato, affinché avessero una valenza per l’occhio del ricevente. Queste articolazioni sarebbero state delle occlusive, per poi passare alle arretrate e, infine, si sarebbero realizzati i suoni labiovelari (che mettono insieme due estremi, la labialità e il suono arretrato). In questa produzione di consonanti, l’unica vocale è la a, a cui non è associato nessun significato e il cui unico scopo è quello di rilassare la muscolatura dell’apparato di fonazione. I suoni consonantici sono definiti da LeCron Foster come entità immediatamente significative, quindi, usa la parola macedonia fememi, in cui confluiscono fonema e semema.
Per esempio, la m e la n rientrano nel mondo femminile, si riferiscono a tutto ciò che è interno, sono dei suoni contenitivi (ciotole per la raccolta, il grembo materno). Invece, la p e la t sono fememi di tipo espulsivo. Il quadro dei fememi si sovrappone a quello dei mitogrammi.
Studi di Chomsky
Un altro autore che rientra negli studi sull’origine del linguaggio è Chomsky, che ha un percorso teorico costituito da diverse fasi, tra cui la prima è rappresentata dalla teoria standard, in cui descrive la lingua come un fattore di generazione di frasi. A questa prima impostazione, ne segue una seconda con un carattere filosofico ed è la teoria dei principi e dei parametri, che si allontana dal formalismo esasperato della prima fase. A partire dalla fine degli anni ‘90, si arriva alla teoria minimalista; Chomsky usa questa etichetta per mettere in evidenza come lui tenda per una semplificazione. Nell’ambito di questa teoria, Chomsky si avvicina a una visione biolinguistica, in cui si avvale molto dell’apporto di discipline, quali la biologia, le neuroscienze e l’antropologia. In questo quadro, si concentra sempre di più sulla facoltà del linguaggio, mettendo a confronto quella umana con quella animale.
Chomsky scrive un articolo, intitolato La Facoltà di Linguaggio che cosa è, come si è composta, come si è evoluta, avvalendosi della collaborazione di due naturalisti, Hauser e Fitch, per poi pubblicarlo sulla rivista Science. Questo lavoro comincia con un approccio simile a quello darwiniano; sulla prima pagina ci sono due immagini di varie specie animali e dell’uomo. Chomsky sottolinea subito come ci sia una netta asimmetria tra ciò che si può rilevare in un’ottica naturalistica, facendo una correlazione tra le diverse specie animali e l’uomo, e quello che si verifica nell’ambito della comunicazione.
Per quel che riguarda le specie, da un punto di vista strettamente naturalistico, si notano dei collegamenti, che Chomsky rappresenta come un albero di discendenza tra le varie specie, in cui compare anche l’uomo. Accanto a questa immagine, c’è quella che si riferisce alla comunicazione, in cui tutte le specie animali e l’uomo sono rappresentati in riquadri separati, per sottolineare il fatto che non c’è una continuità.
Confronto tra linguaggio umano e animale
Nei suoi testi, Chomsky parla sempre di un marziano che, arrivato sulla terra, potrebbe notare delle caratteristiche evidenti e sarebbe colpito dal fatto che il linguaggio animale e quello umano presentano dei tratti assolutamente diversi a dispetto del fatto che ci sono alcune specie animali, che emettono dei suoni simili a quelli umani e che hanno una tendenza imitativa. Secondo Chomsky, non è tanto la produzione che fa la differenza tra l’uomo e l’animale, la cosa importante è che la facoltà di linguaggio dell’uomo si basa su un sistema computazionale (fa riferimento proprio alla computazione informatica), che è connesso alla sintassi (gli animali non ce l’hanno).
Da un punto di vista metodologico, ci sono due diversi modi di approcciare il tema dell’origine della facoltà del linguaggio: il primo consiste nel collocarsi sul piano della comunicazione (come etologi e semiologi), l’altro modo, invece, è quello di considerare il linguaggio come un sistema di computazione.
Questione della continuità e dell'adattamento
Chomsky riprende tre questioni teoriche connesse allo studio della facoltà del linguaggio: (1) distinzione tra ciò che è condiviso e ciò che è unico (riprende la tematica della continuità tra il linguaggio umano e quello animale. Gli animali comunicano, ma i sistemi di comunicazione utilizzati si distinguono in un modo qualitativamente differente). La seconda questione riguarda la natura dell’evoluzione e se questa è stata graduale o improvvisa (con rotture). Anche in questo caso si recupera il dibattito in merito alla contrapposizione tra il principio di uniformità e le teorie catastrofiste (secondo cui, un evento drammatico crea l’alterità). Infine, l’ultima questione riguarda la continuità opposta all’adattamento, che fa riferimento al modo in cui si è evoluto il linguaggio, con una tendenza innata o con un adattamento a partire da capacità cognitive sviluppate per altri ambiti.
Per LeCron Foster, c’è continuità, si passa dalla pittografia, alla gestualità e infine alla verbalità. Per Chomsky, la facoltà del linguaggio si è sviluppata attraverso un principio di adattamento ad altre aree cognitive, che si sono sviluppate in riferimento alla numerazione, alle capacità di navigazione, che però hanno fatto crescere delle abilità cognitive, che sono state sfruttate per il linguaggio.
Faculty of Language Narrow
Il cuore della facoltà del linguaggio è costituito dalla Faculty of Language Narrow (facoltà del linguaggio in senso ristretto), posseduta solo dall’uomo, che corrisponde al sistema computazionale, basato sulla ricorsività (il sistema computazionale corrisponde all’unità centrale di un computer, la facoltà del linguaggio in senso esteso corrisponde alle interfacce, alle periferiche). Questa facoltà è contenuta all’interno della Faculty of Language Broad (facoltà del linguaggio in senso ampio condivisa dall’uomo e dall’animale). L’animale presenta le capacità di emettere e ascoltare dei suoni, la capacità di concettualizzazione, ma è privo della facoltà di linguaggio in senso stretto.
La facoltà di linguaggio dell’uomo è fatta da unità lessicali, che si possono combinare soltanto in alcuni modi e le combinazioni sono ricorsive, cioè potenzialmente illimitate; ad esempio, gli aggettivi si possono combinare tra di loro in modo ricorsivo, a loro volta si possono associare a un nome, il quale si unisce a un verbo e quest’ultimo a sua volta a un avverbio. Questo meccanismo di ricorsività costituisce l’unità centrale, è capace di proiettare un’interfaccia semantica, che coincide con la componente concettuale-intenzionale della facoltà del linguaggio in senso ampio, e un’interfaccia con la componente acustico-percettiva o senso-motoria, ovvero l’espressione sonora.
In qualche modo, Chomsky riprende gli elementi che erano già presenti nella sua prima versione della grammatica generativa: la facoltà del linguaggio in senso stretto rappresenta la sintassi; invece, la facoltà del linguaggio estesa nel senso concettuale-intenzionale è il componente semantico; l’altra componente della facoltà del linguaggio estesa corrisponde a quello fonologico.
La ricorsività è detta anche infinità discreta, perché le frasi, che si possono creare a partire da un numero discreto di lessemi, sono potenzialmente infinite nel numero e nella lunghezza; in realtà, ci sono dei limiti dovuti alla costituzione del corpo umano (ad esempio il sistema respiratorio non consente di pronunciare delle frasi lunghissime), che un computer non presenta. Infatti, Chomsky abbandona questo modello astratto e formale del linguaggio e si confronta con la sua dimensione materiale e umana (l’ambiente esterno è indipendente dalla facoltà di linguaggio).
Critica al comportamentismo
Non a caso Chomsky parte dalla critica al comportamentismo e all’affermazione secondo cui la lingua si possa acquisire attraverso l’imitazione e un meccanismo di risposta a uno stimolo. Lui parla di povertà dello stimolo, sono pochi e poveri per produrre il meccanismo di infinitezza, ovvero la facoltà di linguaggio. La capacità di concettualizzazione è presente anche in molti animali (riprende l’esempio degli scimpanzé che comunicano attraverso i simboli). Rispetto alla capacità senso-motoria, Chomsky si rifà agli studi recenti, che hanno dimostrato che la capacità del linguaggio umano da un punto di vista fisico va ripensata.
Fino a poco tempo fa, si è sostenuto che l’uomo riesce a emettere suoni, a differenza dell’animale, a causa della discesa della laringe. Invece, studi recenti hanno dimostrato che ci sono altre specie animali, in cui avviene lo stesso passaggio anatomico. Quindi, Chomsky sottolinea che non è tanto il fattore esclusivamente concettuale o quello articolatorio che creano la differenza tra l’uomo e l’animale, piuttosto è la presenza del sistema computazionale, che lui chiama E-Language, lingua interna, che produce le lingue esterne, cioè le lingue storiche.
Analisi delle tesi linguistiche
In questo lavoro, Chomsky analizza le varie tesi e posizioni. Per esempio, secondo alcuni studiosi sia l’uomo sia l’animale avrebbero esclusivamente la facoltà del linguaggio estesa, ci sarebbe soltanto una differenza di grado tra i due linguaggi. Un’altra visione ritiene che la facoltà del linguaggio estesa è presente sia nell’uomo sia nell’animale, ma nell’uomo è più sviluppata. Infine, Chomsky sostiene la presenza della facoltà di linguaggio in senso stretto soltanto nell’uomo.
Chomsky porta il discorso sulla capacità articolatorio-percettiva anche in altri ambiti, per esempio fa riferimento a degli studi che hanno dimostrato come alcune specie animali abbiano acquisito il loro sistema di comunicazione in modo parallelo a quello umano. Si è scoperto che gli uccelli imparano a cantare solo a seguito di un allenamento che deriva dall’imitazione del canto che sentono. C’è una fase di sviluppo, di sperimentazione del canto che è parallela a quella della lallazione infantile. Inoltre, gli uccelli hanno anche una soglia critica per l’acquisizione del linguaggio.
Alcuni studi concentrati sull’acquisizione del linguaggio, sia della lingua materna sia delle lingue seconde, hanno evidenziato una soglia critica, oltre la quale diventa complicato acquisire un linguaggio, che corrisponde all’età dei 12 anni. Ci sono stati vari studi condotti su bambini in isolamento, che, quando sono stati esposti al linguaggio e alla possibilità di imitare i suoni che sentivano intorno a sé non sono riusciti a sviluppare pienamente il linguaggio. Inoltre, i bambini possono acquisire le lingue straniere molto più rapidamente rispetto agli adulti, prima vengono esposti alle lingue straniere.
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Appunti corso linguistica avanzata
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