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Contabilità e bilancio

Lezione 1: Cenni storici

La disciplina giuridica della materia è regolata dal legislatore in tutti i suoi aspetti. Tale disciplina ha avuto inizio con l'introduzione del codice civile nel 1942. Prima di allora, era regolata dal Codice di commercio, il quale stabiliva che gli amministratori dovevano presentare ai sindaci della città il bilancio annuo 30 giorni prima dell'assemblea.

La prima introduzione della disciplina avvenne nel 1942, quando gli amministratori dovevano redigere il bilancio con ricavi e perdite attraverso la rappresentazione di stato patrimoniale e ricavi di esercizio (Art. 2424). In sostanza, vennero "istituiti" i due documenti principali, Bilancio e Conto economico, che dovevano essere redatti con "chiarezza, evidenza e precisione" e verità.

Il punto di svolta si ebbe nel 1991 con il recepimento delle normative europee che portarono a una revisione della disciplina presente nel codice civile. Nel periodo tra il 1942 e il 1991, la normativa venne ampliata e migliorata grazie soprattutto alla legge 216 del 1974. Tale legge apportò due novità nel sistema:

  • L'istituzione della CONSOB;
  • Il governo fu delegato a disciplinare il controllo dei conti delle società quotate.

Un anno dopo, nel 1975, con il D.P.R. furono delegate le società di revisione contabile per il controllo dei bilanci di esercizio e del rispetto dei principi contabili generalmente accettati; ciò riguardava solo le società quotate in borsa, successivamente questo "requisito" è stato eliminato.

Le Direttive europee furono recepite in Italia con il d.lgs. 127 del 1991; particolare importanza è data alla 4ª direttiva (1978) relativa al bilancio di esercizio e alla 7ª direttiva (1983) relativa al bilancio consolidato. Tali direttive avevano la funzione di armonizzare i bilanci dei paesi aderenti all'Unione affinché fossero tra loro comparabili. Con queste si stabiliva che il bilancio fosse composto da Stato patrimoniale, Conto economico e Nota integrativa. Quest'ultima ha la funzione di esplicitare ulteriormente dati di natura patrimoniale.

Livello 1: Clausola generale

Grazie al recepimento delle Direttive viene stabilito inoltre che il bilancio deve rappresentare in modo "veritiero e corretto" la situazione patrimoniale e il risultato economico di esercizio, nonché essere redatto con "chiarezza".

Livello 2: Principi contabili

Vengono inoltre esplicati per la prima volta i postulati del bilancio che sono:

  • Principio della competenza economica;
  • Principio della prudenza;
  • Principio della prospettiva continuazione dell'attività.

Livello 3: Schemi e criteri di valutazione

Vengono introdotti schemi da osservare per la presentazione del bilancio e criteri di valutazione per quest'ultimo. Le norme sugli schemi di Stato patrimoniale e Conto economico rispondono al requisito della chiarezza, mentre i criteri di valutazione rispondono ai postulati del bilancio e ai principi generali. Più in particolare, gli schemi riguardano l'organizzazione in aree e la suddivisione in voci di Sp. e Ce.; per la prima volta lo schema del Conto economico assume una forma scalare dove i ricavi e i costi si susseguono per permettere al lettore di valutare i margini intermedi.

Per quanto riguarda i Principi contabili, invece, hanno la funzione interpretativa e integrativa della normativa civilistica nonché funzione di disciplinare quei casi non regolati nel codice civile.

Nell'ambito delle direttive europee si decise di adottare un insieme di principi contabili comuni a tutti i paesi dell'UE; tali principi vennero presi dalla IASC (International Accounting Standards Community). Ad oggi tale organismo ha modificato il suo nome in IASB.

In Italia vi sono due riferimenti normativi per la disciplina del bilancio: il Codice civile, la cui normativa deriva dalla 4ª e 7ª direttiva europea, e i principi contabili internazionali che possono essere adottati (a scelta) da tutte le società durante la redazione del bilancio.

Lezione 2: Contabilità personale

I lavoratori si possono dividere in:

  • Dipendenti: operai, impiegati, quadri, dirigenti e tutti sono legati ad aziende mediante legami di subordinazione.
  • Autonomi: artigiani, commercianti, professionisti, loro organizzano da soli la produzione.

Costo del personale del lavoro

Il costo del personale del lavoro include:

  • Retribuzione, è un onere a carico dell'azienda ovvero lo stipendio;
  • Contributi sociali, un pezzo di costo del lavoro legato alle prestazioni previdenziali che la società paga per la legge all'INPS e INAIL. Una parte dei contributi è a carico del dipendente;
  • Ritenute fiscali, in Italia le aziende per legge fanno da sostituti di imposta ovvero trattengono automaticamente la parte della retribuzione che deve essere usata per le tasse, quindi arriveranno meno soldi al lavoratore;
  • Trattamento di fine rapporto di lavoro (TFR), onere a carico dell'azienda determinato a fine esercizio però matura mensilmente.

La retribuzione si divide in diretta e indiretta. La retribuzione diretta intende le competenze spettanti ai dipendenti commisurate al periodo di effettiva prestazione lavorativa; la retribuzione indiretta sono le somme riconosciute ai dipendenti in forza di disposizioni contrattuali o di legge (13esima, ferie o permessi).

I contributi previdenziali e assistenziali, coperti dall'azienda, sono somme che garantiscono ai dipendenti una copertura pensionistica e sanitaria. Anche i contributi sociali vengono liquidati su base mensile. Il versamento dei contributi agli enti competenti scade il 16 del mese successivo alla maturazione delle retribuzioni.

A carico del lavoratore gravano i residui contributi che il datore di lavoro dapprima trattiene al momento del pagamento dello stipendio e poi versa (entro il 16 del mese successivo). Nel libro giornale:

Dipendenti c/retribuzioni D 1500
Debiti v/istituti di previdenza A 1500

Nelle ritenute fiscali, il datore di lavoro opera nei confronti dei propri dipendenti in qualità di sostituto di imposta, le ritenute fiscali trattenendole dalla retribuzione. Queste ritenute vengono versate all'erario il 16 del mese successivo all'effettivo pagamento della retribuzione. Nel libro giornale:

Dipendenti c/retribuzione D 2000
Erario c/ritenute da versare A 2000

Il 16 del mese successivo all'effettivo pagamento della retribuzione, l'azienda procede al pagamento delle ritenute e dei contributi. Nel libro giornale:

Erario c/ritenute da versare D 2000
Debiti v/istituti previden
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ilfreerideriano di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Contabilità e bilancio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli - (LUISS) di Roma o del prof Musaio Alessandro.
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