Pedagogia appunti
Problema educativo: modelli teorici e quadri sociali
La pedagogia si raziona con altri saperi, come quello filosofico. È una scienza recente, nasce tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, periodo in cui nascono come saperi autonomi la psicologia e l’antropologia. È sempre stata una ramificazione della filosofia, è anche una storia di pratiche educative - legata alle esigenze sociali e politiche. L’educazione è un fenomeno spontaneo e naturale. Per educare non è necessario essere pedagogisti. Educare è qualcosa che appartiene all’uomo e nelle civiltà primitive si è sempre educato come si educa oggi. L’educazione è sempre un fenomeno storico che muta.
Riflettere sul problema educativo è molto facile - processo che contribuisce a formare l’identità del singolo. Senso comune: forma di sapere che non è mediato, insieme di credenze e di adesioni spontanee che avvengono nei confronti dell’ideologia di massa. Molti dei discorsi che si fanno sono “figli” dell’ideologia di massa di cui quasi non ne siamo consapevoli. Si reagisce in maniera quasi istintiva in determinati contesti. Si hanno giudizi e pregiudizi intorno alle cose che non sono oggetto di una riflessione, ma ci sono e basta.
I pregiudizi sono di vitale importanza -> ognuno ha un repertorio di pregiudizi, soprattutto nei confronti dell’ignoto, agisce come una sorta di meccanismo di difesa. I pregiudizi possono anche essere previsioni perché rassicurano l’individuo sul fatto che se si ha un repertorio di conoscenze ci si presenterà senza difese. La conoscenza sensibile è inaggirabile. Pregiudizio - fenomeni di intolleranza e chiusure dogmatiche.
Educazione come fenomeno salvifico
Educazione come qualcosa di salvifica - rende più umana la società. Gentile: Pedagogia, arte stessa di tutte le male arti. Quando parlava degli educatori li definiva i tormentatori degli anni più lieti della vita di ciascuno. Vi è la crisi del positivismo e della società liberale. Educazione: sempre legata a un qualcosa di normativo precettistico. Vi è dialettica, ma in ambito educativo vi è una prescrizione normativa vincolante - elemento che si interiorizza sin da subito. No -> carattere impositivo, in virtù della società il genitore nega.
Educazione: non avviene solamente durante l’età infantile, la formazione è invece un processo che riguarda la vita del soggetto. ‘4-500: educazione del Cortigiano, galateo al centro del discorso. Vengono fornite capillari indicazioni su come il Cortigiano debba svolgere la propria giornata. I testi trattano questi argomenti in maniera minuziosa. I modi di comportamento sono concepiti in funzione di un preciso soggetto. Rousseau rivendica il diritto che l’uomo ha nei confronti della propria esistenza, in principio l’educazione riguardava solamente specifiche figure e non si poteva pensare potesse riguardare tutti indistintamente. Parlare di educazione significa avere a che fare con forme autoritarie di addestramento sociale - il soggetto interiorizza un determinato sistema di comportamenti.
Educazione e riproduzione sociale
Educazione: fenomeno di riproduzione sociale - è un aspetto che si rende più evidente quando ci si avvicina alla nostra contingenza storica. Il processo di crescita nelle società antiche è legato alla collettività. Educazione: fenomeno della riproduzione sociale a partire da Marx - ‘800: nascita civiltà di massa, nascita della scuola. Importante sapere come si evolve una città- per i processi sociali che sono in atto.
Problema educativo dal punto di vista della società -> educazione: fenomeno storicamente collocato. Sguardo società nei confronti educazione: utile per coglierne le matrici sociali e per avere dimestichezza con l’idea che l’educazione ha una sua componente intrinseca di carattere normativo e coercitivo - non risolve il proprio significato entro questo orizzonte. L’educazione vive all’interno di molte dialettiche, come quella tra natura e cultura e autorità - libertà. Nascita società di massa: l’educazione si sviluppa entro la dialettica tra spontaneità e organizzazione e nell’agire educativo vi è una componente naturale che però via via perde.
Infanzia e modelli educativi
Vive nella dialettica tra gioco e lavoro, il gioco è il lavoro del bambino. Infanzia: fase preparatoria, ha proprie specifiche identità, il bambino ha una sua dignità di soggetto. Il bambino era concepito come un adulto in miniatura, ecco perché la componente fortemente autoritaria che appartiene alle pratiche educative tradizionali. Come si forma il sentimento dell’infanzia: insieme di idee attraverso le quali l’infanzia assume la sua dignità, viene studiata come fase a sé.
Soggetto dominante: soggetto maschio occidentale, le altre sono marginali e subordinate - quando queste entrano in scena non abbiamo subito esiti positivi. Si comincia a educare i bambini in maniera sistematica non solo per far fronte ai loro bisogni, ma si guarderà all’infanzia come uno straordinario bacino per il mercato. Si scopre l’esistenza della giovinezza e si aprono tanti canali -> si iniziano a scrivere romanzi per i giovani - fiorente mercato per l’editoria. Si scopre che giovani fanno i conti con condizioni di vita difficili e quindi esplode il mercato farmaceutico - prodotti ricostituenti. L’infanzia è un nuovo soggetto da inserire nei circuiti sociali e produttivi.
Educazione: Marx e Durkheim
Educazione: fenomeno della riproduzione sociale. È utile analizzare la questione a partire da due letture, Marx con un’ottica di volontà di rovesciamento dialettico, capisce quanto sia fondamentale il processo educativo, dall’altra parte troviamo invece un’analisi più sociologica, Durkheim, padre della sociologia. Dal punto di vista della società l’educazione serve a garantire un certo ordine, questo sarà una grande preoccupazione di molti. Come garantire ordine e stabilità ad una società che è frammentata e conflittuale? Per qualcuno sarà fondamentale garantire questo ordine, per altri sarà fondamentale capire i prezzi sociali per garantirlo in termini di esclusione sociale e ingiustizia.
Due modelli educativi che si sedimentano nell’ottocento:
- Pedagogia per le classi dirigenti
- Educazione pensata per classi sociali subalterne
Crisi della visione universalista dell’educazione che era stata una straordinaria conquista nel tardo ‘700. Educazione che guarda a tutti. Nel ‘5-600 il tema dell’educazione popolare non esiste. La società ormai strutturata in classi assiste alla conflittualità sociale. Bildung: rivendica il carattere universalistico della cultura. - Schiller - educazione libera. Si sogna l’uomo completo e integrale. (Goethe). Prendono però corpo modelli diversi a seconda della differenza sociale dopo il periodo di universalismo.
Lezione marxiana e analisi di Durkheim
Lezione marxiana: utile sul piano metodologico, vi è una volontà nuova, il compito della filosofia non è quello di comprendere il mondo, ma trasformarlo. L’analisi deve essere funzionale alla trasformazione della realtà. A partire da questa necessità si può guardare l’educazione come dispositivo determinante ai fini della riproduzione stessa. Marx osserva come anche nell’ambito educativo si tendano a riprodurre i medesimi rapporti sociali esistenti e dominanti. L’educazione nasce quindi nella dialettica tra culture egemoniche e subalterne. Le idee della classe dominante sono in ogni epoca le idee dominanti, cioè la classe che è la potenza dominante della società è in pari tempo la sua potenza spirituale dominante.
Spirito - Geist: si intende la cultura in ambito germanico. L’educazione è sempre legata alle ideologie dominanti. Il significato di ideologia è legato all’insieme di idee e concetti diffusi nella società di massa. Si riferisce anche al fatto che siano funzionali all’esercizio del controllo. Non c’è potere costituito che non abbia avuto a cuore il tema educativo, è un tema chiave. Vale nelle società democratiche e soprattutto nelle società autoritarie, perché il rapporto tra educazione e potere è strettissimo. L’educazione diventa uno strumento formidabile. È interessante osservare come avviene concretamente l’educazione e avere prontezza della matrice ideologica che accompagna i discorsi e le pratiche dell’educazione.
Durkheim: educazione e stabilità sociale
Se Marx metteva in luce come l’ordine avesse dei prezzi elevati: interi settori della società esclusi. Si ragiona anche sulle ipotesi di sovvertimento. Sempre partendo dal tema della riproduzione sociale è interessante osservare cosa diceva Durkheim - anni in cui il positivismo è la cultura egemone o comunque più rilevante, nasce la sociologia. La società non è più la semplice somma degli individui, ma è un vero e proprio organismo - visione organicistica della società. Anni del dibattito tra scienze naturali e dello spirito - le nascenti scienze dello spirito devono modellarsi sulle scienze naturali? O hanno peculiarità loro perché l’oggetto dell’indagine ha una variabile umana non è riducibile a modelli quantitativi?
I sostenitori del positivismo rivendicano la superiorità delle scienze della natura da quelle dello spirito, dall’altra parte vi è una forte critica. Durkheim che guarda alla società come un organismo si occupa anche lui di educazione e ne dà una spiegazione: l’educazione è l’azione esercitata dalle generazioni adulte su quelle che non sono ancora mature per la vita sociale. La trasmissione di codici morali deve mantenere la stabilità del sistema. Timori di ciò che le trasformazioni sociali possono produrre. Durkheim può essere inteso come un conservatore, ma al tempo stesso è anche un intellettuale che porta grandi novità: si occupa di fenomeni nuovi come quello della divisione sociale del lavoro e del suicidio come nuovo fenomeno della società di massa.
Educazione come trasmissione culturale
Educazione -> trasmissione da una generazione all’altra, la generazione successiva ha il compito di aderire in modo incondizionato all’insieme di credenze e istanze che sono state fornite. Laddove vien meno la coesione sociale che viene anche garantita dall’educazione si avrebbe una società dominata dall’anomia, ossia l’assenza di leggi, non ci sono più ruoli sociali. - Regole del metodo sociologico, 1893: sociologia scienza che si occupa delle istituzioni. Che cosa si intende con fatto sociale? I modi di agire, pensare e sentire esteriori all’individuo, ma imposti. L’individuo finisce quasi per scoprire e diventa totalmente subordinato alle esigenze della società. L’individuo è visto come “cosa a sé”.
I sociologi si occupano in modo sistematico i fenomeni della devianza sociale, è esplosa in maniera incontrollabile. La vita dei soggetti deve essere funzionale a garantire l’ordine della società, qualora un soggetto si dimostri eccentrico o fuoriesca dai canoni vigenti va ricondotto ad una vita ordinata. Si rende evidente l’idea di educazione con fondamento il principio di autorità. Il soggetto è inserito all’interno di una collettività. Nascono movimenti che si scontrano con questa componente autoritaria, vi è uno slancio emancipativo. Grande contraddizione con la quale ci si misura in questo periodo storico - necessità di nazionalizzare le masse, da una parte si hanno stati nazione con una grande tradizione (Francia, Inghilterra), ma l’esigenza comune è quella di inserire le masse nei nuovi circuiti della socializzazione, costruendo anche sentimenti di appartenenza (molto sentita in Germania).
Il ruolo del lavoro e la divisione sociale
Società influenzata dal liberalismo sul piano culturale, le classi dirigenti dell’Italia sono di formazione liberali. Si pensava di costruire una società democratica, ma lo si fa partendo da dispositivi che hanno un carattere autoritario. Costruire una società liberale con strumenti autoritari e di natura repressiva. Descrizione della divisione sociale del lavoro: si aumenta il processo produttivo se esso viene diviso -> esempio della fabbrica di spilli. Non vi è ancora la catena di montaggio, ma la produzione aumenta nel momento in cui ciascun soggetto ha una sola mansione all’interno della catena produttiva, tramonta la dimensione artigianale. Molte conseguenze: marcata divisione in classi della società stessa - classe lavoratrice del proletariato e una classe imprenditoriale.
Il fenomeno non ha solo un rilievo sul piano sociale, bisogna costruire un apparato culturale e scientifico. Viene in luce il ruolo crescente che assume il lavoro, da metà del ‘700 in avanti cresce e si sviluppa un’ideologia di stampo laburista: si giustifica e si legittima il lavoro. - si lavora in modo scientificamente organizzato. Nelle società antiche lavora una minoranza, gli schiavi che però hanno uno statuto differente: non sono definiti pienamente umani - questo modello permane fino alle soglie dell’età moderna. Tra il ‘5-600 vi è un fiorire di dibattiti teologici -> fino a che punto sono uomini anche gli indiani d’America? Quando nel ‘700 comincia il problema della divisione del lavoro e si scopre che si può aumentare la produzione si costruisce e prende corpo un’ideologia di tipo lavoristico: tutti devono lavorare.
Questo aspetto ha aspetti rivoluzionari e porta a forme di lavoro inedite - il lavoro coatto nella fabbrica non nasce anche dalla costruzione di un vasto apparato ideologico che chiama in causa tutte le scienze - religione, letteratura… Riguarda tanto la cultura alta quanto quella bassa. si diffondono opuscoli tramite i quali il popolo viene invitato a osservare i principi di laboriosità e sobrietà. In questo contesto la pedagogia gioca un ruolo chiave. Negli USA a metà settecento ha grande successo un giornale fondato da Franklin - Almanacco, giornale del popolo, è un distillato su come organizzare la vita e il lavoro. Si costruisce una società in cui è nobilitato colui che lavora e si scredita chi non lo fa. L’uomo è l’unico animale chiamato a lavorare. Da una parte ci sarà la nobilitazione del lavoro, ma dall’altra ci sarà una costante rinuncia a pensare al lavoro quale effettivamente esso è. Nasce la filosofia delle manifatture. Tutta la cultura vive con la questione della divisione del lavoro. Kant separa le sfere del sapere, ogni campo ha la propria autonomia e il proprio linguaggio.
Buona educazione e società moderna
Buona educazione: si risponde in relazione ad un sistema di valori e convincimenti per i quali si formula un giudizio. Come essa agisce nella società - quale è la sua funzione? Ogni periodo storico ha i propri modelli culturali. Un soggetto è educato nella misura in cui realizza l’immagine attraverso cui il gruppo sociale si identifica, diventando un vettore dell’ideologia stessa. Non è la stessa cosa educare un gentleman o il figlio del popolo. L’educazione è il sistema materializzato dell’ideologia sociale dominante. Con l’avvento dell’età moderna diventa oggetto di attenzione sistematica e che prende corpo in un processo di istituzionalizzazione delle pratiche educative.
L’età moderna contiene istanze emancipative, ma mette anche l’uomo di fronte alle proprie responsabilità - l’educazione diventa una vasta capillare azione di disciplinamento dei corpi e delle anime, ossia prendere in considerazione i luoghi e i modi dell’educare, dove e come si educa. Bisogna fare i conti con la struttura architettonica - l’architettura del collegio deriva dal modello conventuale e non è casuale, ci dice molto dei modelli educativi che si vogliono proporre. Camerata notturna: come viene disciplinato il sonno. Il modo della distribuzione spaziale organizza le finalità della socializzazione e della sorveglianza.
Fuco e l'evoluzione della prigione
Intrinseca microfisica - la struttura funziona in un modo che obbedisce a precise regole. Concezione dell’aula e della disposizione dei banchi: a file pregiudicano chi è seduto al fondo - cattedra fino a 30 anni fa erano collocate in alto, per simboleggiare il potere del docente. banchi possono essere collocati anche a gruppi o a ferro di cavallo (in questo caso ognuno può essere visto). Anche l’urbanistica risponde a determinate caratteristiche. Le forme del disciplinamento dell’età moderna sono state quindi oggetto di grandi studi, si vuole mettere in luce la trasformazione (studiate da Fuco). Il potere si rende sempre meno visibile - la società si democratizza e si secolarizza, ma il potere non sparisce, si ramifica invece in tante direzioni diverse. Non è più in un luogo preciso e riconoscibile, ma è ovunque e in nessun luogo.
Il potere è si meno coercitivo e violento all’apparenza, ma agisce e permane in molte direzioni non sempre immediatamente percepibili, usa meno la violenza, ma usa le forme più o meno raffinate della persuasione. Fuco studia la nascita e l’evoluzione della prigione. La mutazione fisica di questo luogo è indicativa (testo Sorvegliare e punire). La prigione è un oggetto di indagine emblematico perché ci mostra l’azione di controllo che il potere esercita, è un controllo che tende ad essere totale. La prigione intesa come luogo di reclutamento dei colpevoli in numeri crescenti è acquisizione della modernità. Le prime avevano una struttura circolare al centro della quale da una torretta un uomo osserva tutti i prigionieri - è costruita in luoghi fuori dai centri abitati. Si riproduce il modello panottico - da un punto solo.
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